Il Segnale stradale come sistema di relazioni

Riceviamo e pubblichiamo un interessante articolo dello scrittore Fabio Bergamo che analizza la segnaletica stradale e le problematiche ad essa connesse. Buona lettura

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Nello studio del Codice della Strada che ormai conduco da molti anni, in qualità di scrittore impegnato sul problema della educazione alla sicurezza stradale, ho potuto constatare che, in esso, una precisa definizione di segnale stradale non c’è; e sono rimasto, per questo, stupito, sapendo quanto invece sia importante offrire agli utenti, specie i più giovani, l’idea, la nozione e quindi il significato del termine “segnale stradale”, da cui ben si comprende il motivo per cui la segnaletica viene adottata, non potendosene, di essa, fare a meno, specie in una realtà stradale come quella attuale.

La mente umana per operare necessita di concetti, dai quali scaturiscono pensieri, riflessioni e quindi deduzioni conducenti ad esprimere giudizi, effettuare scelte, svolgere azioni; atti per i quali, a seconda dei casi e delle circostanze, si perviene, nel compierli, all’assunzione di obblighi, doveri, responsabilità, rivelanti, appunto, la coscienza di chi li pone in essere.

Cos’è dunque il segnale stradale

L’art. 3 del Codice della Strada stabilisce le denominazioni, con i loro significati, delle parti che costituiscono la strada, nonché quelle relative al traffico, non fornendo, potrei dire stranamente, come ho anticipato poc’anzi, una specifica, ed ugualmente importante, definizione generale del segnale stradale definendo, ad esempio, la cunetta, la carreggiata, la banchina, ecc…

Per superare questa lacuna, riporto di seguito, la mia definizione: “Segnale stradale è ogni dispositivo – costituito da un apposito cartello verticale (recante una iscrizione o un simbolo), avviso luminoso, segno orizzontale, ecc… – atto a coordinare il traffico e regolare la condotta degli utenti, conducenti dei veicoli a motore, ciclisti, pedoni, ecc…, al fine di garantire una circolazione stradale quanto più fluida e sicura possibile, nel rispetto delle norme del Codice della Strada. L’organizzazione della circolazione, effettuata appunto, con l’impiego della segnaletica, compete al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mediante direttive che consentono agli Enti Proprietari delle strade, siano essi enti pubblici o privati concessionari, di redigere i piani del traffico, urbani ed extraurbani, tenuto conto delle esigenze sociali, ambientali, economiche, territoriali e di sicurezza dei trasporti”.

Ma qual è la funzione primaria dei segnali stradali

La segnaletica quando c’è, sembra all’apparenza perdere la sua importanza, passando per superfluo il messaggio che vuole lanciare, mediante i suoi pittogrammi, le sue iscrizioni, le sue linee; ma se pensiamo, per un attimo, a cosa accadrebbe se ci trovassimo a percorrere una strada che non conosciamo, priva anche di segnaletica, sicuramente ci sentiremmo a disagio ed in serie difficoltà; i rischi di rimanere vittime di un incidente, infatti, sarebbero molto elevati, perché dovremmo fidarci di chi ci precede, non sapendo appunto dove andare, e in che direzione rivolgere lo sguardo, rimanendo in balia della corrente del traffico al punto da essere costretti ad interrompere la marcia o nella migliore delle ipotesi, transitare così lentamente da rallentare fortemente il traffico, quindi bloccando la circolazione.

La segnaletica informa con delle indicazioni, avverte il conducente di un pericolo, obbliga a tenere una determinata condotta, attraverso l’uso di cartelli verticali collocati ai margini della strada di varie forme, indicanti appunto pericoli, diritti, obblighi, ecc…;  i segnali orizzontali, quelli tracciati sulla carreggiata, accompagnano, coadiuvano quelli verticali, con simboli, linee ed hanno la funzione di regolare la circolazione, guidare gli utenti, (per es. dove è possibile parcheggiare, dove bisogna fermarsi un volta arrivati all’incrocio, se rallentare, ecc…).

Nel 2000, molti anni fa, per sollecitare gli Enti Proprietari delle strade, ad un più accorto e puntuale utilizzo della segnaletica, nel rispetto delle norme del CdS, è stata emanata la “Direttiva sulla corretta ed uniforme applicazione delle norme del CdS, in materia di segnaletica e criteri per la sua installazione e manutenzione”. In essa, si descrivono tutte le problematiche e le anomalie, relative alla collocazione, manutenzione e sostituzione della segnaletica, presenti sulle strade italiane, che gli Enti preposti, pubblici o privati che siano, possono superare, a partire dalla semplice messa in atto, di quelle azioni che possono ricondursi al normale senso di responsabilità che i ruoli da essi ricoperti, insitamente comportano, allo scopo di garantire alla segnaletica il pieno e completo espletamento della funzione ad essa assegnata per legge. Il Ministro del lavori Pubblici, On. Nerio Nesi, autore del provvedimento, concludeva il testo con il seguente appello: “Vale ricordare a tutti gli Enti Proprietari che, destinare risorse finanziarie in questo settore è fondamentale per raggiungere, seppure in via indiretta un generale risparmio in costi sociali che il Paese sopporta a causa della sinistrosità stradale”. E aggiungeva: “Occorre essere consapevoli che l’impegno, non solo dello Stato ma anche di tutti gli Enti competenti, in questa opera, identifica e testimonia il grado di civiltà della Nazione” (Ottobre 2000).

I segnali stradali come ragnatela delle connessioni tra gli utenti della strada

Se ci soffermiamo sul valore, sulla importanza di un singolo segnale verticale che ad esempio può essere quello del “dare precedenza” o dello “stop” che incontriamo sul breve tratto di strada che percorriamo la mattina, per raggiungere il nostro luogo di lavoro, non facciamo altro che sminuire l’autentico significato di quel segnale e quindi la sua recondita, quasi misteriosa funzione che va ben oltre la sua materiale e fenomenica apparenza.

Se invece consideriamo quel segnale come uno degli anelli della catena di segnali del “dare precedenza” che abbiamo sulla rete delle nostre strade, possiamo veramente apprezzare e dunque scoprire quanto importante sia la finalità del segnalamento. Quanti conducenti hanno rallentato o si sono fermati al “dare precedenza” o allo “stop” quando lo stavamo facendo anche noi, in quel preciso istante, su una strada lontana centinaia o migliaia di chilometri?

E da solo il segnale, senza né voce, né vita, collocato, e quasi relegato, sul margine esterno della carreggiata, come fosse qualcosa da mettere da parte, può imporci l’adesione al suo messaggio, a ciò che esso consigliava di fare o ancora prescriveva? Io dico di no.

Il segnale, in verità, invia all’utente un messaggio che va oltre lo spazio e il tempo in cui egli lo vede durante la guida. Esso rinvia a qualcosa di altro, amplificando la sua funzione, che è al di fuori dei semplici sensi fisici e psichici che ci consentono di guidare, senza causare incidenti. Un segnale mostra in apparenza un simbolo, un disegno, una scritta, ma se riflettiamo bene, nella sostanza mostra a noi, gli altri utenti della strada, e lo fa in maniera, oserei dire, subliminale.

Si, i pedoni, i conducenti che incrociamo, sorpassiamo ed affianchiamo non li vediamo con gli occhi, perché non abbiamo il tempo di fissarli, osservarli uno per uno, durante la marcia e la guida del nostro veicolo, ma li vediamo con la mente.

Essi sono, in senso figurato, passatemi il termine, solo delle “ombre”, perché è nei segnali che in verità ci accorgiamo realmente di loro (il segnale è fermo, e da fermo si ripete, in uno spazio senza tempo, il veicolo, il ciclista, il motociclista, il pedone, invece si muovono, e rapidamente spariscono alla nostra vista, in un tempo e in uno spazio che variano a seconda dei parametri in gioco che possono essere la forma della strada, il tipo di veicolo o utente, la velocità, la visibilità, ecc…; insomma, ora ci sono e un attimo dopo non ci sono più).

Dunque, il segnale attraverso il suo messaggio mostra ciò che in realtà noi non possiamo vedere, non avendo a sufficienza, il tempo e lo spazio per farlo. Ciò che induce il conducente al rispetto della segnaletica non è semplicemente l’informazione, la disposizione che essa prescrive o detta, nella sua singolarità e dunque nel momento in cui egli la osserva, ma proprio quello che lui è impossibilitato a vedere.

Insomma, la funzione del segnale è quella di svelare il fugace, il transitorio, l’istantaneo, l’appena percettibile ai sensi, che il conducente incontra durante la guida, facendolo, grazie al suo utilizzo, quasi e paradossalmente senza accorgersene. Se così non fosse, un solo segnale di “dare precedenza” o di “stop” basterebbe per chilometri e chilometri di strada. Ma non è affatto così.

Ecco perché è importante che la catena, la connessione dei segnali (sequenza del segnalamento, F.B.) che ho definito la “ragnatela delle connessioni tra gli utenti della strada” non sia o venga spezzata a causa di un segnale mancante, collocato male o non più a norma, in quanto deformato ed illeggibile, perché verrebbe meno quella relazione che la segnaletica instaura, via via nel tempo, chilometro dopo chilometro, tra l’utente e la strada stessa e quindi tutti gli altri utilizzatori di essa (ed in questo si condensano i cosiddetti “automatismi motori” che il conducente acquisisce, man mano, con l’esperienza di guida).

Il segnale dunque, rinvia ad un qualcosa di più grande e potrei dire di più alto, che sovrasta la realtà locale del momento in cui fenomenicamente avviene il transito dell’osservatore (conducente, ciclista, pedone, ecc..), che è appunto una rete, una ragnatela di relazioni, che permette all’utente di muoversi in tutta sicurezza sulla strada. Una organizzazione di questo tipo, atta appunto a regolare la circolazione, sulla base della “magica funzione” che la segnaletica svolge, può riassumersi in una sola parola che è “relazione”.

Se viene a mancare un segnale, il sistema di relazioni stabilito dal segnalamento si indebolisce (alla riduzione del livello di efficienza consegue inevitabilmente la perdita di una parte di efficacia del sistema).

La parola “sistema” è così descritta dai dizionari: “sistema è ciò che è costituito da più elementi interdipendenti, uniti tra loro in modo organico” (dizionario Garzanti), o ancora “insieme di elementi coordinati tra loro in una unità funzionale (dizionario Sabatini-Colletti).

La parola “relazione” a sua volta, indica un rapporto o una connessione tra due o più elementi. (dizionario Sabatini-Colletti).

Ecco, bastano queste semplici e stringate definizioni per comprendere chiaramente che la segnaletica stradale non può presentarsi come troppe volte avviene sulle strade che percorriamo, perché come sistema costituito da tanti elementi, interconnessi inderogabilmente fra loro, non può assolvere appieno la sua funzione, se una o alcune delle sue parti vengono a mancare, ed il numero degli incidenti in Italia, mostra in maniera sconvolgente ed incontestabile questa grande verità.

Nel 2015, tanto per dare delle cifre, si sono verificati 173.892 incidenti che hanno causato 3.419 morti e 246.050 feriti (Dati ISTAT): veramente tanti, un numero enorme, per il quale possiamo ben dire di essere di fronte ad una vera e propria Guerra Civile.

Dunque, gran parte degli incidenti che avvengono sulle strade, non avviene perché, dove si verifica il sinistro, la segnaletica è in cattive condizioni (causa secondaria e temporale), ma nella maggior parte dei casi anche e soprattutto perché quella connessione tra segnale e utente è venuta meno, molto prima del sinistro (causa primaria e atemporale), perché giorno dopo giorno, transitando su altre strade con una segnaletica inadatta alla sua funzione, lo stesso conducente si è allontanato sempre più, suo malgrado, da quella connessione, quel legame che, attraverso il segnale, garantiva sicurezza alla sua ed all’altrui circolazione.

Per confermare ciò, basta pensare che le prime cause degli incidenti in Italia, sulle strade urbane ed extraurbane, sono la velocità, la distrazione durante la  guida e il mancato rispetto delle regole sulla precedenza e la sicurezza, e non l’uso, naturalmente vietato, di alcool o droghe che mettono il conducente nella condizione di non intendere alcunché per i nefasti effetti che hanno sul sistema nervoso.

Il problema della segnaletica, dunque, è palesemente alla scaturigine della incidentalità stradale ed è giusto che se ne prenda coscienza, dando ad esso l’opportuna rilevanza educativa, politica e mass-mediatica, evitando di compararlo erroneamente ad altri aspetti, anch’essi importanti ma di minor rilievo (in buona parte ascrivibili al principio causa-effetto), perché ad esso posteriori, nella lotta alla incidentalità e alla mortalità stradale. Di Fabio Bergamo

Rivoluzione assicurazioni: sconto se hai l’autopilot

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Come sempre la novità parte dagli Stati Uniti, dove una compagnia assicurativa propone ai clienti che hanno un’auto con guida assistita uno sconto sulla tariffa annuale. E grazie all’app di supporto, possono misurare quanta autostrada percorri e il risparmio aumenta. Al momento possono beneficiarne i clienti Tesla e pochi altri.
Uno degli incubi di ogni automobilista è il costo dell’assicurazione del proprio veicolo, ma grazie alle nuove tecnologie qualcosa sta per cambiare. Root, una compagnia assicurativa americana, si fa pioniera di questa innovazione e propone uno sconto ai proprietari di auto a guida autonoma, o assistita. Il dato più importante su cui si basa questa scelta è quello emerso alcuni mesi fa, quando è stato dimostrato che i clienti Tesla, quando Autopilot è in uso, diminuiscono del 40% la casistica di sinistri.
Root ha già in uso una applicazione per smartphone che permette di tracciare il comportamento degli automobilisti, e quindi regolare il costo dell’assicurazione in base a velocità e stile di guida. Secondo l’azienda, nello stesso modo sarebbero in grande di stabilire quando un sistema di guida assistita è in funzione.

In realtà non è chiaro come questo sia possibile. Secondo le indicazioni presenti sul sito sembra che Root associ i percorsi autostradali all’autopilota, ma non è sicuro che un guidatore scelga di affidarsi alla guida autonoma una volta imboccata un’autostrada. Contattata da alcune testate oltremanica, Root non ha fornito ancora una spiegazione esaustiva sui metodi di rilevazione, e nemmeno una stima dello sconto offerto. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che un algoritmo associ la tipologia di strada con la posizione precisa del GPS. Dalla raccolta dati immensa di Tesla, si è visto che le Model S e Model X in modalità Autosteer transitano molto più spesso nella corsia centrale rispetto alle due laterali. Quindi l’unione di due differenti rilevazioni potrebbe offrire un quadro quasi sicuro sulla modalità di guida in uso.
In ogni caso questo primo timido approccio segna l’inizio di quella che sarà una rivoluzione nel mondo delle assicurazioni per veicoli. Si dovranno rivedere anche le responsabilità in caso di incidenti (sarà responsabile sempre il proprietario, o anche la casa per software difettosi?). Al momento solo Tesla ha un sistema realmente diffuso, ma nei prossimi anni saranno sicuramente tante le vetture, con Nissan, BMW, Mercedes e Ford prontissime per il lancio della loro guida (semi) autonoma.

FONTE: Corriere della Sera

Come definire l’incidente stradale?

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“La Convenzione di Vienna del 1968 definisce l’incidente stradale come un evento in cui rimangono coinvolti veicoli, esseri umani o animali fermi o in movimento e dal quale derivino lesioni a cose, animali, o a persone”.

La definizione di incidente stradale, offerta nel lontano 1968 dalla Convenzione di Vienna, e non aggiornata, a distanza di 50 anni dalla sua prima elaborazione, pur nell’evidente trasformazione del traffico dovuta ad una costante e sempre più larga diffusione dei veicoli in circolazione nel Vecchio Continente, ed in Italia, per quel che ci riguarda, a partire dai primi anni del boom economico, fino ad arrivare ai giorni nostri con lo sviluppo delle prestazioni e delle dimensioni di essi, nonché dell’alto numero degli incidenti e delle vittime, risulta essere incompleta e così insoddisfacente dal punto di vista informativo, in quanto essa riferendosi, per il rischio a cui l’utente della strada è soggetto, ad un effetto (nella fattispecie l’incidente) non descrive, almeno genericamente, la causa o le cause che lo producono.

L’enunciato, infatti, totalmente privo di costrutto, (il senso della frase è vuoto di significato, perché al soggetto ossia alla nozione non segue il predicato cioè l’argomento) si ferma al dato in sé, non pervenendo, ahinoi, al focus della problematica che rimane una delle più gravi, del nostro tempo, visto che in gioco sono la salute e la vita delle persone; infatti, a causa degli incidenti stradali, ogni anno, vi sono nel Mondo circa 1.300.000 morti.

Ma vediamo come definire precisamente il concetto di “incidente stradale” così da spiegare, una volta per tutte, il suo contenuto semantico ossia il valore significativo di esso, che solo una sua corretta ed esauriente definizione può fornirci.

“Nella circolazione stradale si definisce incidente ogni fatto od evento accidentale o volontario, detto più comunemente sinistro – in cui possono rimanere coinvolti, da fermi o in moto, persone, veicoli ed altro – dal quale possono scaturire danni a cose (es. lieve o grave danneggiamento di uno o più veicoli, strutture e cose esterne alla sede stradale, ecc…) a persone (lesioni fisiche di lievi o gravi entità, morte), ed animali.

Dal punto di vista giuridico, deve considerarsi incidente anche la condotta di guida che, pur non causando materialmente un sinistro, influisce negativamente sulla sicurezza stradale turbando il regolare andamento della circolazione.   

A provocare gli incidenti, dunque, possono essere un cattivo uso della strada da parte degli utenti, dovuto al mancato rispetto delle norme previste dal Codice della Strada o per la carente manutenzione dei veicoli da essi guidati (sinistrosità episodica dovuta alla diretta responsabilità dell’utente in ordine alla guida e allo stato di manutenzione del veicolo) o più cause connesse tra loro, relative anche a problemi o anomalie del sistema della circolazione, che non garantiscono la sicurezza necessaria ad evitare che essi si verifichino (sinistrosità sistemica per inadeguata efficienza della circolazione confermata da una sua progressiva degenerazione, riscontrabile dall’ingravescente andamento dei dati statistici relativi alla violazione delle norme del CdS, alla numerosità degli incidenti ed agli effetti deleteri di essi sulla salute e la vita delle persone, direttamente e indirettamente coinvolte).

Cause sistemiche della incidentalità stradale, in quanto fenomeno condizionato e non episodico, ossia non a sé stante, quindi non imputabile primariamente al comportamento del conducente, sono: la errata progettazione e la scarsa manutenzione delle strade ivi comprese le pertinenze di esse; la assenza di manutenzione e sostituzione, la sbagliata, ingannevole o mancata collocazione dalla segnaletica, nonché la insufficiente informazione offerta dalla medesima per una sua ormai vecchia ed inattuale concezione; la scadente e dunque superficiale formazione educativa dei neoconducenti da parte degli enti preposti a tale compito; il limitato numero dei controlli stradali da parte delle Forze dell’Ordine ed ancora sul piano repressivo, le inadeguate sanzioni previste dal CdS per la violazione delle norme relative alla sicurezza, a cui fa da corollario un generale senso di impunità suffragato quest’ultimo, anche dalle pene irrisorie comminate a carico di chi, per via della sua illecita condotta di guida, causa la morte di una o più persone” (F.B.).

In ultimo, è sconcertante rilevare che la definizione di “incidente stradale”, da me qui nitidamente esposta, così importante sul piano informativo e didattico-educativo oltre che giuridico, non è menzionata nel CdS, quando dovrebbe esserlo (in virtù dell’art.1, commi 1 fino a 5 e l’art. 140), all’art. 3, che enuncia appunto le “Definizioni stradali e di traffico”.  

Quali sono, a questo punto, gli interventi che si possono attuare, nel breve termine senza incidere gravemente sul bilancio economico dello Stato, affinché si riduca il numero degli incidenti e conseguentemente le vittime da essi causate?

Il primo passo è la prevenzione, ponendosi in essere, con essa, tutti quei provvedimenti e quelle azioni, di tipo informativo ed istruttivo, atti ad accrescere il senso di responsabilità degli utenti (Educazione stradale) al fine di circoscrivere praticamente, con il loro coscienzioso contributo nell’uso della strada, le condizioni e le circostanze che portano al verificarsi del sinistro, e si condensa essenzialmente in tre punti: 

1. miglioramento e sviluppo della formazione educativa nelle scuole e nelle autoscuole;

2. aumento dei controlli sulle strade da parte delle Forze dell’ Ordine;

3. miglioramento della segnaletica.

Il secondo passo è la repressione, che mira a contrastare, attraverso lo strumento punitivo delle sanzioni pecuniarie ed accessorie e delle pene detentive, le condotte di guida, perlopiù riconducibili ad azioni volontarie, violanti le norme relative alla sicurezza del CdS. Gli interventi di tipo repressivo che possono attuarsi sono:

1. inasprimento delle multe (sanzioni pecuniarie) per le violazioni alle norme sulla sicurezza stradale;

2. introduzione di nuove forme sanzionatorie di tipo accessorio per le violazioni alle norme sulla sicurezza stradale;

3. applicazione delle pene detentive per chi causa la morte di una o più persone, come previsto dalla legge che recentemente ha introdotto il reato di omicidio stradale. Di Fabio Bergamo (www.fabiobergamo.it).

Foto: rihardzz / 123RF Archivio Fotografico

Cassazione: No alla “prova della necessità” del ricorso all’auto sostitutiva

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Ci riferiamo alla recente sentenza n. 21789 del 28 ottobre 2016 emessa della Cassazione, Sez. III Civile.

Un’altra buona notizia a tutela dei danneggiati.

In primo grado il Giudice di Pace non riconosceva l’esborso del noleggio per “asserita mancanza di prova sull’effettiva necessità del ricorso all’auto sostitutiva”, riconoscendo solo in parte il “fermo tecnico”.

Nel successivo appello, in pratica, il Tribunale di Chieti confermava la decisione del primo Giudice condannando l’attore alle spese di giudizio.

Ma nel terzo grado di giudizio, la Cassazione accoglie il ricorso dell’attore ribaltando, di fatto, le precedenti decisioni del GdP e del Tribunale.

In buona sostanza la Corte riconosce all’attore il costo sostenuto per il noleggio anche in mancanza di prova sull’effettiva necessità del ricorso all’auto sostitutiva in caso di riparazione del veicolo danneggiato a seguito di sinistro stradale.

Si spera che, con questa sentenza, le Compagnie rinuncino all’invio di lettere di mancato riconoscimento del costo del noleggio sostenuto dal danneggiato, prolungando di fatto l’ottenimento del giusto risarcimento.

L’automobilista che subisce un sinistro stradale, per la sola privazione della propria autovettura ferma  per le riparazioni, viene a trovarsi in uno stato di necessità.

Di seguito puoi scaricare la Sentenza della Cassazione

Foto: viperagp / 123RF Archivio Fotografico

Incidenti stradali: le soluzioni di Fabio Bergamo giungono alla Commissione Trasporti della Camera.

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COMUNICATO STAMPA

GLI INCIDENTI STRADALI NEL MONDO

Secondo i dati rilevati dalla indagine “Global status report on road safety 2015” realizzata dall’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ogni anno nel Mondo perdono la vita in strada a causa degli incidenti, oltre 1.250.000 persone.

Dal suo studio l’ OMS rileva anche che gli incidenti causano il 90% dei morti nei paesi a basso e medio reddito, anche se in questi paesi circola solamente il 54% dei veicoli.

L’Europa ha il più basso numero di incidenti per abitante (9,3 ogni 100.000) mentre l’Africa ha il più alto (26,6). In Medio Oriente il 19,9, nell’area del Pacifico il 17,5, nel Sud Est Asiatico il 17 e nelle Americhe il 15,9. Le categorie più a rischio sono i motociclisti, (23% delle morti), i pedoni (22%), ed i ciclisti (4%). Un altro dato interessante è che il 48% delle persone morte hanno un’età compresa tra i 15 e i 44 anni. Il 73%, ovvero i tre quarti dei casi di incidenti mortali hanno interessato uomini; ed i giovani di sesso maschile sotto i 25 anni hanno una probabilità di rischio che supera di tre volte quella delle giovani donne. Dall’indagine risulta che negli ultimi tre anni, il numero delle morti per incidente stradale è cresciuto in 68 paesi, ed è diminuito invece in 79 di essi.

 GLI INCIDENTI STRADALI IN ITALIA

Nel primo semestre del 2016, sulla base dei dati ISTAT, gli incidenti con lesioni a persone, sono stati 83.549. I morti entro il trentesimo giorno, sono stati 1.466, i feriti 118.349. In confronto ai dati dello stesso periodo dell’anno 2015, le stime mostrano una riduzione dello 0,8% dei sinistri con lesioni a persone, del 4,7% delle vittime e dello 0,5% delle persone ferite. Pur col netto calo della mortalità rispetto al periodo gennaio-giugno 2015, il livello resta alto e non in linea con l’obiettivo europeo del 2020 (dimezzamento del numero di vittime). Nel primo semestre 2016 il numero di vittime sulle autostrade si riduce del 15% rispetto allo stesso periodo del 2015. Per le strade urbane/extraurbane la diminuzione è invece compresa tra il 2 e il 5%. Nei primi sei mesi dell’anno le contravvenzioni elevate dalla Polizia Stradale per uso del cellulare alla guida e per eccesso di velocità sono cresciute rispettivamente del 25% e del 22%. (DATI ISTAT). A determinare gli incidenti sono: la distrazione del conducente, il mancato rispetto delle regole di sicurezza e precedenza; la velocità troppo elevata; il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, del casco e dei seggiolini per i bambini; l’uso del cellulare nonché la guida sotto gli effetti dell’alcool o droghe.

Secondo le stime dell’ Istituto Superiore della Sanità gli accessi al pronto soccorso, a causa degli incidenti stradali, con conseguenti interventi del personale medico ed infermieristico, sono stati in Italia, nel 2014, circa 900.000.

IN PARLAMENTO UN PACCHETTO DI PROPOSTE PER RIDURRE LE VITTIME

Le proposte di Fabio Bergamo, che da anni porta avanti la sua battaglia a favore della sicurezza stradale, dopo essere state apprezzate dalle Forze dell’ Ordine, dall’ASAPS Polizia Stradale, oltre che dal Ministero dei Trasporti, ecc.., sono giunte alla Camera dei Deputati, grazie all’interessamento dell’ On. Paolo Russo e dell’On. Andrea Colletti, e saranno discusse alla COMMISSIONE TRASPORTI, appena inizieranno i lavori relativi alla riforma del CdS, attesa da tempo, sul capitolo sicurezza stradale. Esse sono:

  • lo Stop Avanzato che perfeziona la disciplina dello stop;
  • l’indicatore di tenuta del margine destro per guidare vicino al margine destro della corsia per mantenere della distanza di sicurezza;
  • l’indice di pericolosità stradale (IPS) che con due livelli informa della gravità del pericolo (col primo si guiderà in base alle norme del CdS, col secondo si guiderà adottando la massima prudenza, pensiamo le curve, le gallerie, i viadotti, le confluenze;
  • il DAS che con due delineatori posti a diverse distanze del semaforo facilita l’attraversamento all’incrocio evitando di passare col rosso (il primo destinato alle auto ferme al semaforo, il secondo, più distante da esso, per le auto in movimento);
  • il limite di velocità di 40 Km/h sulle strade a doppio senso, lasciando quello di 50 km/h sulle strade a senso unico ed ha coniato il nuovo termine di “limite di transito” nei confronti dei pedoni, più che di limite di velocità destinato esclusivamente ai veicoli, e quello del “dovere di antecedenza” per i conducenti che hanno il dovere di dare ai pedoni la precedenza, quando essi, avendolo segnalato per tempo, attraversano, nei centri abitati, fuori delle strisce;
  • la validità giuridica del sorpasso a destra in autostrada, per l’uso corretto delle tre corsie definendole per il loro uso (corsia di marcia normale o di primo superamento per la corsia di destra; corsia di primo sorpasso o di secondo superamento per la centrale; corsia di secondo sorpasso o di terzo superamento per quella di sinistra);
  • nelle rotatorie il limite generale di 40 Km/h e di 30 km/h quando in esse sono presenti dei ciclisti.
  • la definizione di segnale stradale e incidente stradale non presenti nell’art. 3 del CdS;
  • per la RC Auto ha pensato alla clausola per il “beneficio delle piccole riparazioni” atta alla revisione periodica della carrozzeria a vantaggio dei conducenti virtuosi.
  • per i bambini ha realizzato l’album “Guido anch’io”; per le autoscuole il libretto sugli utenti deboli, dal titolo “Fenomenologia del pedone”.
  • ha proposto a Federauto, di includere di serie nell’acquisto delle auto nuove, il seggiolino per la ritenuta dei bambini per le famiglie che hanno un figlio per il quale vige l’obbligo del suo utilizzo, come prevede il CdS all’art. 172, e per le mamme che sono in dolce attesa.
  • la poesia “L’Abbraccio Materno della Legge” per l’educazione alla legalità, degli alunni delle scuole elementari e medie.

Il lavoro di Fabio Bergamo, noto ormai ovunque, è stato riportato su oltre 370 giornali online e cartacei, locali e nazionali (La Repubblica, Il Mattino, Il Messaggero), su diversi siti internet di salute e medicina (IPASVI Collegio Infermieri di Bologna, Nurse24, Sardegna Medicina, Infermieristicamente.it, Nurse Times), su vari altri siti internet e blog ed ancora su riviste cartacee di livello nazionale (Folio, Le Strade, Quattroruote, Gente Motori, ecc…).

Sito internet di Fabio Bergamo: www.fabiobergamo.it

E-mail: info@fabiobergamo.it

 

#Autopromotec 2017, il futuro è l’aftermarket

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A pochi mesi dalla 27a edizione di Autopromotec, la più specializzata rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico (Bologna, 24-28 maggio 2017), gli organizzatori della manifestazione annunciano il focus di IAM17 – International Aftermarket Meeting 2017, uno degli eventi di maggiore rilievo del calendario convegnistico della rassegna. Nella cornice della manifestazione, sotto il cappello di AutopromotecEDU, si svolgeranno infatti una serie di interessanti incontri di approfondimento sulle tematiche più attuali dell’aftermarket automobilistico; da sempre, uno dei momenti più attesi è proprio rappresentato dal convegno IAM. 

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Autopromotec EDUCome sottolinea il titolo dell’appuntamento di quest’anno, “Mobile solutions – Opportunità e sfide per l’aftermarket”, i riflettori saranno puntati su un megatrend che, oltre a caratterizzare l’attuale panorama socio-economico mondiale, sta già fortemente interessando l’industria automobilistica e il mercato del post vendita. Si tratta dell’interconnessione tra le soluzioni mobile e il mondo degli oggetti, qui nello specifico delle automobili e delle attrezzature di riparazione, con le relative conseguenze in termini di opportunità che questa interazione offre ai protagonisti del settore.

Con il convegno IAM17, che aprirà la seconda giornata di Autopromotec 2017, gli organizzatori della manifestazione vogliono, ancora una volta, puntare l’attenzione su una tendenza attuale, in modo da analizzarne i riscontri concreti sul campo per poi, se possibile, anticiparne le conseguenze sul futuro del mercato. Modererà l’importante appuntamento Josef Frank, personaggio di spicco del panorama automotive aftermarket a livello internazionale, che ha così commentato la scelta del tema: “Entro il 2020, l’intera Generazione C – ovvero “connessa” – sarà cresciuta in un mondo prevalentemente digitale. Questo aspetto, che trasformerà il modo in cui lavoriamo e come consumiamo, ha già delle connessioni con l’industria automobilistica e l’aftermarket, tanto che i costruttori mondiali sono presenti non solo ai saloni automobilistici ma anche al CES, il Consumer Electronic Show di Las Vegas”. Frank ha poi aggiunto: “Il simposio IAM17, organizzato all’interno di AutopromotecEDU, offre alla comunità aftermarket l’opportunità di ascoltare cosa significhi tutto ciò per il nostro settore, direttamente dai massimi esperti”.

IAM17: anticipazione sui contenuti

Il convegno IAM17, che si aprirà con il consueto intervento di ANFIA, ospiterà una serie di professionisti del settore automotive provenienti da tutto il mondo. Il primo contributo, a cura di Marc Aguettaz, Managing Director di GiPA Italia, si focalizzerà sul mercato italiano per delinearne il quadro generale, le principali tendenze e le possibili evoluzioni. A seguire, Tim Armstrong, Vice President Planning Solutions di IHS Automotive, mostrerà le prospettive a lungo termine per le nuove soluzioni di mobilità a livello mondiale, concentrandosi sull’impatto nella domanda automobilistica e sul successivo effetto a catena che interesserà il settore Aftermarket. Durante la terza presentazione, Matthias Knirsch, Direttore Business Development di Bosch Automotive Aftermarket, si concentrerà su diversi temi interessanti, quali mobility user, i cambiamenti nella value chain, così come la velocità dell’innovazione portata dalla connettività e la necessità di un quadro giuridico chiaro. Il quarto intervento vedrà Sebastian Ruffino, Business Unit Manager BRIDGE, TomTom, mostrare il passaggio dalla navigazione alle soluzioni mobili con BRIDGE, una piattaforma in cui le aziende possono integrare la tecnologia TomTom con i propri processi di business. Non mancherà, infine, uno sguardo sulla distribuzione e sui cambiamenti che le soluzioni mobile potranno comportare, con il contributo di Fotios Katsardis, CEO di Temot International.

L’agenda definitiva del convegno IAM17, così come il programma di tutti gli interventi, e il calendario completo di AutopromotecEDU, saranno presto disponibili sul sito www.autopromotec.com. Vi invitiamo quindi a visitare il sito della manifestazione e a seguirne i profili social per rimanere costantemente aggiornati su tutte le novità relative all’edizione 2017 di Autopromotec:

About Autopromotec:

Autopromotec è la rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico che si svolge ogni due anni presso il Quartiere Fieristico di Bologna. Nata nel 1965, la manifestazione è organizzata da Promotec, società di servizi di proprietà di AIRP – Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici, e AICA – Associazione Italiana Costruttori Autoattrezzature. La sua formula esclusiva si basa sulla specializzazione, sulla professionalità e sulla qualità dell’offerta espositiva, un reale punto di incontro fra costruttori ed utilizzatori. Il salone – che racchiude 575 categorie merceologiche, a copertura di tutti i sotto-settori del mercato aftermarket – si concretizza in una selezione di fiere specializzate, dove i visitatori possono agevolmente pianificare percorsi merceologici personalizzati a seconda degli interessi professionali. Grazie ad un’intensa attività di promozione, supportata sia a livello istituzionale sia dalle associazioni di settore, Autopromotec ha registrato, nel corso delle sue 26 edizioni, una sempre maggiore crescita internazionale. Ogni edizione della Manifestazione dedica ampio spazio alla formazione con AutopromotecEDU, il think tank dedicato all’analisi del settore e alle tematiche più attuali e innovative del post vendita automobilistico.

Federcarrozzieri sarà presente, anche quest’anno, con due spazi espositivi. Un’ottima occasione per conoscere da vicino i numerosi servizi di Oxygen, la piattaforma indispensabile per operare in trasparenza e professionalità. Vi aspettiamo!

Contatti Stampa Autopromotec

AUTOPROMOTEC:
Enrica Lazzarini
Ufficio Comunicazione
Tel: +39 051 6424024
E-Mail: communication@autopromotec.it

COM&MEDIA – UFFICIO STAMPA:
Barbara Maggi
PR Director
Tel: +39 02 45409562
E-Mail: uffstampa@comemedia.it

Fonte: Blog IlCarrozziere.it

#RcAuto: Ecco la nuova #CARD edizione 2017

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Buongiorno,

dal 1 marzo 2017 è entrata in vigore la nuova Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto, la cosiddetta #CARD.

Una delle novità più importanti inserire nel testo è sicuramente l’ARBITRATO ANTICIPATO.

Ma cosa vuol dire?

In pratica, tra le finalità della nuova procedura di Arbitrato Anticipato non vi è quella di definire anticipatamente le “responsabilità di un sinistro stradale” avvenuto tra due veicoli nel territorio italiano, come invece potrebbe sembrare. Ma serve esclusivamente a stabilire il forfait tra le due Imprese di Assicurazioni, la Gestionaria e la Debitrice.

In buona sostanza, come sostiene anche l’amico Roberto Barbarino: “l’Arbitrato Anticipato nasce, non ai fini liquidativi, ma solo ai fini finanziari tra le due Imprese di Assicurazioni. Quindi, il suo esito non sarà in ogni caso opponibile a terzi ovvero al danneggiato”.

In caso di sinistro con Procedura CARD:

  • è importante sapere:

“Nella gestione stragiudiziale del sinistro la Compagnia di Assicurazione Gestionaria, sia che assuma la gestione in proprio sia che intervenga in nome e per conto della debitrice, dovrà applicare la procedura di cui agli artt. 149/150 comma 3 del Codice delle Assicurazioni e relativo regolamento attuativo”. 

Vale a dire che la Gestionaria, ricevuta una richiesta di risarcimento diretto, è obbligata a provvedere alla liquidazione dei danni per conto della Compagnia di Assicurazione del veicolo responsabile, senza la pretesa della stessa di gestire il sinistro come un rapporto diretto con il proprio assicurato applicando clausole inserite alla stipula del contratto assicurativo.

Infatti, nel caso di sinistro stradale tra due veicoli, l’assicurato veste i panni di danneggiato e, pertanto, l’Impresa di Assicurazione Gestionaria dovrà risarcire integralmente il sinistro (danno materiale, fermo tecnico, svalutazione commerciale, soccorso stradale, ecc..) in conseguenza di un danno subito a causa del responsabile civile assicurato con l’Impresa di Assicurazione Debitrice

  • La rilevanza del modello Cai

Nei casi di Constatazione Amichevole con firma congiunta (Modello CAI firmato da entrambi i conducenti) è molto importante la corretta compilazione del modulo pena l’applicazione di percentuali di responsabilità o addirittura la negazione del risarcimento.

È necessario che il Modulo CAI riporti le seguenti informazioni:

1) data del sinistro

2) generali delle parti (conducente e/o assicurato)

3) targhe dei due veicoli

4) descrizione o grafico delle circostanze e delle modalità del sinistro

5) firma dei sue conducenti o assicurati coinvolti nel sinistro

6) indicazione dell’ubicazione dei danni.

Le modalità del sinistro, quindi, devono essere desumibili dalla descrizione o dal grafico riportati sul Modulo CAI, nonché dall’ubicazione dei danni.

Eventuali osservazioni indicate nel riquadro 14, avranno rilevanza nella ricostruzione della dinamica del sinistro, in assenza di valorizzazione delle circostanze del sinistro ai punti precedenti oppure se non chiariscano inequivocabilmente la dinamica dell’evento.

Attenzione! Non verranno invece considerate le osservazioni dalle quali non emerga una dinamica del sinistro, ma una semplice valutazione di responsabilità da parte di uno dei conducenti, un esempio classico è la dicitura “HO TORTO”.

  • E nei casi di mancato accordo tra i due conducenti?

Nei casi in cui la Constatazione Amichevole non viene compilata per disaccordo tra le parti sarebbe opportuno richiedere l’intervento delle autorità sul luogo teatro del sinistro (Polizia Municipale,  Carabinieri, Polizia Stradale) per effettuare i rilievi dell’accaduto. Quindi, ognuno dei due conducenti o assicurati  potrà compilare un Modulo Cai, cosiddetto Monofirma, descrivendo le modalità del sinistro come al punto precedente e richiedendo il risarcimento dei danni alla propria Impresa di Assicurazione in qualità di Gestionaria.

In questi casi, di fondamentale importanza è l’acquisizione di più elementi probatori a favore per ottenere il giusto risarcimento (es. prove testimoniali, rilievi tecnici delle autorità, ricostruzione della dinamica del sinistro, ecc.).

Il nostro consiglio per gli automobilisti rimasti coinvolti in un sinistro stradale è quello di rivolgersi a professionisti del settore dell’infortunistica stradale per avere una consulenza al fine di valutare l’entità dei danni, la dinamica e le eventuali responsabilità.

La Card 2017 ovviamente ha effetto per i sinistri verificatisi dal 1° marzo 2017. Mentre, per i sinistri accaduti in data antecedente al 1° marzo si applicano le disposizioni in vigore al momento di accadimento  di ciascun sinistro.

Clicca sul link di seguito per scaricare il testo completo.

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#RcAuto: Periti sottomessi e la rivolta dei Carrozzieri! #PresaDiretta

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#PolizzeAPerdere è questo il titolo dell’inchiesta della giornalista Ramona Samonà andata in onda il 27 febbraio su RaiTre nel corso del programma Presa Diretta. Quello che è emerso dall’inchiesta è disarmante sia per gli automobilisti e per tutta la filiera. A pagarne le spese sono gli automobilisti che si ritrovano a pagare polizze sempre più alte e caratterizzate da clausole che  limitano la libertà. Preoccupante la posizione dei Periti Assicurativi, categoria sempre meno terza, delegata ad occupare un ruolo sempre più sottomesso e marginale. Bravi i carrozzieri che grazie a Federcarrozzieri hanno, da tempo, deciso di ribellarsi all’oligopolio assicurativo.

Clicca sul link di seguito per vedere l’estratto della puntata:

http://www.raiplay.it/raiplay/video/2017/02/Polizze-a-perdere-41239923-6563-44c6-ab87-9d8ec2d2c4b4.html

E se l’antieconomicità fosse la tana del lupo?

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Da tempo si insiste nella diffusione di una campagna di informazione settoriale che ci avvisa della vetustà del parco auto italiano.

In un paese che combatte, tra le altre, una lunga battaglia alla crisi economica che tenta di sopravvivere sommergendo e stritolando gli italiani di tasse, imposte e riscossori pronti a tutto si rimprovera agli automobilisti di essere “poco avvezzi” alla sostituzione della propria auto! Strani italiani. Invece di girare a bordo di auto nuove e fiammanti stanno lì attaccati alle vecchie auto come ad una mamma premurosa dalla quale non vogliono mai più separarsi. Ma sarà davvero questa la ragione?

Tralasciamo per un attimo le considerazioni sui casi che riguardano auto oggettivamente mal messe che non rientrano ne’ tra le auto d’epoca ne’ tra una specie di #vintage delle autovetture, ma che sono veri e propri scassoni, poiché in questo caso siamo davanti a veicoli che costituiscono una vera e propria minaccia. Il punto focale riguarda invece le auto che non rientrano in questa categoria, che non mostrano problematiche meccaniche o tantomeno danni alla carrozzeria e che, senza un sinistro, non richiederebbero necessariamente la ROTTAMAZIONE. Auto di questo tipo, ove mai restino coinvolte in un sinistro stradale, soffriranno di una malattia sempre più diffusa: #antieconomicità.

Come tutte le malattie richiede una cura. Il rimedio, implicitamente contenuto in casi di questo genere è: acquistare continuamente autovetture nuove e sostituirle di continuo, altrimenti un giorno potrà capitarvi che la compagnia assicurativa risarcirà il minimo del valore commerciale!

E se l’antieconomicità  fosse davvero la tana del lupo?

Un comodo rifugio dove le assicurazioni possono nascondersi in caso di “pericolo”. Si parla di una fetta cospicua di auto danneggiate in seguito a sinistro stradale, sono in buono stato, accessoriate, ben tenute e con basso chilometraggio. La riparazione di queste auto oscilla, nel senso che si trova nella linea di confine che sta esattamente tra la cifra realmente dovuta e la cifra che la compagnia eviterebbe volentieri di risarcire. Perché? È quello che accade quando gli importi risarcitori salgono e nel calderone delle liquidazioni qualcosa bisognerà pur tagliare?

Un esempio: il proprietario di un veicolo Volkswagen Golf 1.9 dell’anno 2007 acquistata solo quattro mesi prima subendo un sinistro stradale si ammala improvvisamente di antieconomicità. Il tizio credeva che avendo acquistato da poco ad Euro 4.500 + Iva ed avendo un chilometraggio complessivo di circa 80.000 km, il suo veicolo potesse avere un valore ancora vicino alla fattura di acquisto. Invece accade che il perito incaricato dalla compagnia assicurativa, non tiene in nessun conto questi dati e valuta il veicolo in circa Euro 2.000. Sceglie un valore minimo (probabilmente estratto dal suo software), sulle basi di “nonsisaqualeparametro” e non pare assolutamente interessato a valutare stato d’uso, chilometraggio, fattura con costo d’acquisto ed, addirittura, in fase di trattativa con il liquidatore, il proprietario, si sente persino rimproverare sulla eccessiva onerosità del prezzo di acquisto pagato pochi mesi prima. Una specie di suocera che mette becco in tutte le questioni che non la riguardano!

Ma il proprietario non ha per niente torto. Costretto a rivolgersi ad un professionista riesce a dimostrare che quel “valore commerciale” tanto contestato è in media con tanti altri veicoli di eguali caratteristiche.

Un dubbio ulteriore..

La giurisprudenza ha di sovente avallato questo orientamento e viene da pensare che le compagnie, forti di questo “orientamento” si siano fatte promotrici di una sorta di campagna di promozione delle Aziende produttrici di auto. Un ottica diversa ma sono tante altre le aziende che richiedono interventi urgenti e forse sarebbe bene che questi “incentivi” venissero da altri poteri.

E’ proprio il caso di dire che questa volta il proprietario del veicolo danneggiato non ha abboccato all’amo!

Lui, lei, l’altro..

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Una giornata come tante in carrozzeria: entra un cliente di vecchia data, è agitato, nervoso e preoccupato. “Un incidente all’incrocio, proprio qui vicino, un folle nonostante un bel rosso vivace è partito di slancio lanciandosi su di me!” Va bene che Natale è appena passato e c’era talmente tanto rosso in giro che ci si abitua ma questo sembrava il toro della corrida! E non ha voluto nemmeno firmare la constatazione amichevole..

Il cliente (danneggiato/amareggiato) ha necessità di riparare l’auto rapidamente, si fida del suo carrozziere, e conosce bene la cessione del credito che ormai utilizza quando se ne presenta la necessità. “Fortuna che ci sei tu, così io al sinistro non ci penso più” sorride sornione il cliente mentre il carrozziere, tra se e se, pensa “quasi quasi ne faccio il mio slogan!”.

Così il carrozziere avvia l’iter risarcitorio, sicuro del fatto suo e si affida, a sua volta, al patrocinatore di fiducia. La procedura card segue il suo corso.

Quando il risarcimento è al vaglio del liquidatore incaricato e la trattativa è centrata sull’esatto quantum ecco un “colpo di scena”. Il cliente/cedente ha ricevuto la notifica di una citazione dal responsabile civile e così chiama allarmato il carrozziere con una richiesta imbarazzante:

È stato contattato da un legale che ritiene indispensabile una sua costituzione in giudizio e si “offre” per rappresentarlo. Il cliente appare confuso e chiede: “ma io ho ceduto il credito a te e la citazione chiama in causa me e la compagnia assicurativa del responsabile civile il quale rappresenta una dinamica completamente diversa! Mi sento raggirato!”

Decide allora di comunicare alla propria compagnia assicurativa la notifica della citazione così che provveda alla sua difesa.

L’assicuratore rassicura il cliente/danneggiato/cedente che la compagnia si costituirà con un intervento volontario. Peccato poi decidere di non costituirsi.. Eh già la compagnia non ha ricevuto la citazione!

Nulla di grave.. il patrocinatore di fiducia del carrozziere si occuperà direttamente della difesa. Nel contempo il legale “terzo” non nel senso della imparzialità ma quale terzo incomodo che si appresta a molestare la coppia carrozziere (cessionario) / cliente (cedente) insiste. Tenta persino contattando il patrocinatore chiedendo collaborazione nel tentativo di convincere il cliente/cedente sull’importanza di affidargli mandato per una costituzione in giudizio.

Insomma, per semplificare, proprio quello che accade spesso nelle relazioni sentimentali. Una coppia collaudata, con grande intesa, tutto fila a meraviglia ma, da lontano, qualcun s’avvede di cotanta gioiosità e tenta di farla sua dicendosi “perché no?”

Inizia così il triangolo amoroso che Renato Zero cantava “non l’avevo considerato”. Nel suo caso, però, si diceva “la geometria non è un reato”. In questi casi, invece, il modus operandi del legale “pseudo-terzo” pur non costituendo reato è posto con tutta evidenza in palese violazione del codice deontologico, tralasciando la stessa correttezza ed opportunità della prospettazione giuridica offerta.

Si tratta di episodi più frequenti di quanto non si immagini, casi che offrono una ulteriore riflessione sulle storture a cui si giunge grazie alla procedura Card.

Nata come la soluzione e la velocizzazione di tutti i risarcimenti  ha comportato non trascurabili problematiche. Dalla necessità, in fase processuale, di citare il responsabile civile oggetto di giurisprudenza contrastante, fino all’ormai consolidato orientamento che lo vede litis consorte necessario, salvo poi, verificarne la costante contumacia in giudizio. Già perché se non v’è dubbio che la presenza di entrambi i soggetti coinvolti nel sinistro sia necessaria ad una corretta e puntuale ricostruzione della dinamica sinistrorsa, è pur vero che nella pratica tale presenza è una assenza conclamata.

Che fare? Come porre rimedio all’abuso che si consuma rispetto a tale procedura?

È evidente che, per alcuni, proseguire nel solco della procedura Card, anche in fase processuale, costituisca una sorta di escamotage così come nel caso del triangolo appena raccontato.

Insomma se all’incertezza dei rapporti sentimentali non c’è altro rimedio che la solidità della coppia in ambito giuridico, e nei casi come questi, non si può certo contare unicamente sulla solidità del rapporto cliente/carrozziere per spazzare via le indebite intromissioni.

Carrozzeria 4.0, convegno nazionale Federcarrozzieri

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Il mercato della riparazione tra oligopoli assicurativi, rispetto delle normative e tutela del giusto profitto. La tutela della concorrenza e i tentativi di vincolare contrattualmente il danneggiato.

 

Il Convegno nazionale, che si terrà sabato 25 febbraio 2017 presso il Devero Hotel & SPA, Largo Kennedy 1 Cavenago di Brianza, consentirà ai partecipanti il confronto e l’approfondimento sui temi d’interesse più attuali per la categoria.

Tra tutti il tema principale è quello della concorrenza in un panorama assicurativo caratterizzato da poche imprese con elevate quote di mercato che si confrontano, tra i dubbi delle autorità di controllo, con aziende artigiane e consumatori in un quadro di sostanziale mancanza di efficaci interventi normativi.

La tutela dei consumatori passa necessariamente anche attraverso la verifica e la costante attenzione ai contenuti dei contratti proposti dalle compagnie assicurative ai consumatori. Sempre più sovente le condizioni contrattuali si rivelano fonte di criticità e paiono preordinate a consentire surrettizie forme di controllo sul mercato della riparazione.

Nonostante la giurisprudenza più volte abbia valutato con sfavore certe impostazioni contrattuali che limitano i diritti dei consumatori, riducendo arbitrariamente i risarcimenti in relazione alla scelta del riparatore effettuata dall’assicurato, è però necessario un deciso intervento delle autorità di controllo contro simili ingiustificabili prassi.

Questi ed altri saranno alcuni dei temi al centro dell’appuntamento di sabato 25 febbraio che prevede nella mattinata dalle 9,30 alle 13, l’incontro al quale sono stati invitati i rappresentanti delle organizzazioni confederali degli artigiani, parlamentari e membri delle autorità di controllo di settore.

Nella ripresa pomeridiana dalle 14, con chiusura dei lavori alle 16 si terranno tavoli tecnici riservati ai carrozzieri e agli operatori del settore.

Scarica qui  la locandina di carrozzeria_4.0

Clicca qui di seguito per registrati al convegno.

Fonte: IlCarrozziere.it

Cupsit: tutela dei danneggiati e della professione.

cupsit

APERTE LE ISCRIZIONI

Buongiorno.

Il CUPIST, Comitato di Patrocinatori Stragiudiziali, è da anni impegnato nella lotta contro gli oligopoli delle lobby assicurative. Anche in questo inizio del 2017 si parte in attacco per difendere i diritti dei danneggiati e la tutela della professione.

Di seguito vi riporto il messaggio del Presidente, Dr. Stefano Mannacio:”Cari associati, dopo la vittoria cui abbiamo fornito un contributo intervenendo nell’istruttoria dell’Antitrust, che ha sancito la vessatorietà della vergognosa clausola “Conciliazione Paritetica” dell’Allianz con altre associazioni appartenenti alla Carta di Bologna e l’aver partecipato con ben 8 audizioni tra Camera e Senato all’interno dello stesso ombrello vi chiediamo di iscrivervi o rinnovare la quota associativa. Ricordiamo che ad oggi il CUPSIT ha contribuito con altri a sventare molti pericoli.
L’associazione è nata per contrastare la riforma forense e, quando molti si sono sfilati, è riuscita a promuovere una formulazione che ha salvato la professione di patrocinatore stragiudiziale.
E’ promotrice della Carta di Bologna con l’OUA (oggi OCF), Assoutenti, Federcarrozzieri, Associazione Familiari Vittime della Strada.
Ha svolto una attività istituzionale dove ha contribuito a sventare molti pericoli.
In primis che venissero approvate tabelle riduttive per le macro-lesioni e poi che venisse intaccata la libertà di effettuare le riparazioni dal carrozziere di fiducia.
E’ l’unica associazione di patrocinatori stragiudiziali che può provare (atti parlamentari, fascicoli di autorità) di avere svolto il suo compito istituzionale, creato alleanze e lavorando per la tutela reale della professione e dei danneggiati.
E’ una piccola associazione inserita in un contesto di grandi alleanze, non cerca necessariamente una moltitudine di tessere ed è molto selettiva nell’accettare le nuove iscrizioni.
Se oggi, come patrocinatori di una Vittima della Strada riuscite ancora ad ottenere risarcimenti basati sulle tabelle di Milano o riuscite a tutelare al meglio un carrozziere alle prese con clausole vessatorie sappiate che il CUPSIT, con altri, ha tutelato gli interessi della professione e dei vostri clienti.
C’è chi si dedica prevalentemente a fare i corsi (non sapendo fare altro) e andare a caccia di nuovi tesserati.
Quando leggiamo fantasiosi comunicati stampa dove si narra di battaglie per la tutela dei danneggiati ci viene da sorridere.
Abbiamo bisogno pertanto dell’apporto di patrocinatori che seguano in modo rigoroso il nostro codice deontologico e siano disposti a sostenere un’associazione che con modeste risorse ha dato un contributo a sventare grossi rischi e ottenere delle Vittorie”.

ISCRIVITI O RINNOVA L’ISCRIZIONE AL CUPSIT

Per il rinnovo:

Versare la quota associativa EURO 90 socio ordinario, EURO 70 socio aggregato, EURO 50 socio sostenitore.
Causale: COGNOME NOME – RINNOVO ISCRIZIONE CUPSIT ANNO _____

IBAN: IT 03 M 03268 02400 052143881280 BANCA SELLA

Inviare poi copia del bonifico o una dichiarazione di avvenuto pagamento a info@cupsit.it con oggetto NOME COGNOME RINNOVO QUOTA ASSOCIATIVA

Per effettuare una nuova iscrizione:

Leggere attentamente e compilare la SCHEDA DI ISCRIZIONE

http://www.cupsit.it/…/uploads/2012/01/CUPSIT_SCHEDA_ISCRIZ…

Versare la quota di iscrizione: (EURO 90 socio ordinario, EURO 70 socio aggregato, EURO 50 socio sostenitore). Causale: cognome nome ISCRIZIONE CUPSIT

IBAN: IT 03 M 03268 02400 052143881280 BANCA SELLA

Infine: Inviare la scheda con la documentazione allegata richiesta nella scheda via fax allo 051 7160314

Seguiteci e sosteneteci. Grazie!

Luigi Mercurio

 

Una sentenza che spiazza le Generali.

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Buongiorno.

Un argomento di attualità e fonte di continua discussione tra gli addetti ai lavori: “Il costo di manodopera da riconoscere ad una carrozzeria”. L’ultima Sentenza del GdP di Novara dice molte cose importanti.

Chi decide il costo di manodopera?

Il Quesito del Giudice aveva l’obiettivo di verificare il costo orario di manodopera applicato da una carrozzeria incaricata di riparare il veicolo danneggiato.

Le risultanze del giudizio hanno dato ragione al carrozziere ed ai criteri da lui adottati.

Clicca qui per scaricare la Sentenza_GdP Novara_contro_Generali

Copyright: dedmazay / 123RF Stock Photo

Petizione: “Rendiamo pubblica la banca dati sinistri stradali”

petizione

Salve a tutti e buon inizio di settimana.

In rete è in corso una petizione per rendere pubblica la banca dati sinistri stradali.

La banca dati è stata pensata come meccanismo di lotta alla frode assicurativa. Tuttavia è stata completamente dimenticata un’altra situazione in cui si potrebbero verificare tentativi di frode: la compravendita di autoveicoli usati tra privati e/o concessionarie.

Perché è importante firmarla?

Rendendo pubblica la banca dati nazionale riguardo ai sinistri stradali, permetterebbe ai singoli cittadini di conoscere i sinistri stradali (commessi e/o subiti) a carico di un autoveicolo e quindi poterne meglio valutare la bontà prima dell’acquisto.

Il sistema ad oggi messo in atto costituisce una protezione anti-frode per le Compagnie Assicurative, ma lascia invece senza salvaguardia alcuna il privato cittadino che con quelle stesse informazioni (eventualmente ripulite da dati sensibili o soggetti a privacy) potrebbe determinare la bontà del bene prima dell’acquisto.

Come firmare la petizione?

Per firmare la petizione e per avere ulteriori informazioni a riguardo clicca sul seguente link: Rendiamo pubblica la banca dati sinistri stradali.

Io ho firmato per rendere pubblica la banca dati sinistri. Firma anche tu!

 

 

Rc Auto: l’#AGCM bacchetta l’#ALLIANZ

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Apertura dell’anno 2017 coi botti.

Eh si! Non avevamo ancora digerito i lauti pasti natalizi, concentrati a condividere video e messaggi di auguri di Buon Natale.. ed ecco che l’AGCM, con il provvedimento numero 26255 pubblicato sul bollettino del 27 dicembre scorso, regala agli automobilisti i dovuti diritti.

Ma facciamo un piccolo passo indietro:

Settembre 2015. Lo avevamo segnalato con un articolo: “Lo scherzetto della clausola sulla conciliazione paritetica“.

Eravamo solo all’inizio della vicenda, ai più sconosciuta, ma avevamo segnalato chiaramente il problema

Cosa prevedeva la clausola?

Secondo tale clausola, l’assicurato/danneggiato che intende “affidare la gestione del danno a soggetti terzi che operino professionalmente nel campo del patrocinio (ad esempio: avvocati/procuratori legali e simili) viene sanzionato con una penale di 500,00 euro da detrarsi dalla somma dovuta a titolo di risarcimento, per mancato rispetto della clausola di conciliazione paritetica”.

In pratica, un danneggiato assicurato con Allianz che affidava l’incarico ad un professionista, avrebbe ricevuto una  decurtazione di €. 500,00, importo che lievitava a €. 580,00 in presenza di cessione di credito o di preventivo di una carrozzeria scelta liberamente dal cliente. Tutto ciò, in quanto l’assicurato/danneggiato non avrebbe rispettato un paio di “clausolette”.

Ebbene! Ci sono voluti poco più di due anni. Dalle prime avvisaglie, sono serviti molteplici reclami all’IVASS, oltre che gli interventi di alcune associazioni dei consumatori e di tre associazioni di categoria: Cupsit, Oua e Sipa che hanno battagliato finché l’AGCM non si è espressa stabilendo che la clausola contenuta nei moduli contrattuali predisposti da Allianz per la vendita di polizze assicurative per la responsabilità civile auto “Bonus/Malus – autovetture e autotassametri” utilizzati dal 1° febbraio 2014 al 1° aprile 2016 è “vessatoria“.  

Speriamo che siano stati pochi gli automobilisti che in questi due anni hanno dovuto rinunciare ai propri diritti, o di più hanno visto ridursi il proprio risarcimento a causa della clausola..

Automobilisti avvisati.. mezzi salvati!

Per scaricare il bollettino AGCM n. 46/2016 clicca qui (da pag. 82 CLAUSOLE VESSATORIE CV144 – ALLIANZ-CLAUSOLA CONCILIAZIONE PARITETICA).

Per chi volesse rileggere il mio articolo: “Lo scherzetto della clausola sulla conciliazione paritetica“.

Buona lettura e Buon Anno!

Have nice #Christmas

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Il telefono la “tua” croce: è quello che mi viene in mente quando inizia la serie di telefonate ai call center delle compagnie assicurative.
“Il messaggio è gratuito ma se chiama da rete fissa c’è un costo, se chiama da cellulare il costo dipende dall’operatore”. Insomma un messaggio gratuito che mi dice quanto mi costa avere una informazione che è mio diritto ottenere. Cominciamo bene!
Per denunciare un sinistro auto selezionare il tasto 1, per informazioni su un sinistro già denunciato selezionare il tasto 2,per non perdere la pazienza? Recitate formule da meditazione ascetica o anche un “ohm, ohm” che ci sta sempre bene.
Resisto, finalmente del sano  jazz quando:” Buongiorno sono Giorgia come posso aiutarla? Boom. Cade la linea!
Aiutarmi?
Potrebbe ricaricare il credito che m’ha soffiato solo per aver cercato di non perdere la graziosa priorità faticosamente acquisita. Contattare un call center assicurativo non è sempre una passeggiata di salute.
Perché chiamare?
Informarsi sull’apertura del sinistro, conoscerne il numero o il nome del liquidatore responsabile o anche solo lo stato dell’arte. Per svelare così tutti questi preziosi dati, in mancanza di una sfera di cristallo o di poteri di preveggenza, tocca impegnare il proprio tempo nell’attesa di Godot. Alcuni, però, hanno un costo e, francamente, non se ne comprende l’opportunità o, forse, la si comprende fin troppo.
Così, novello pistolero da Far West pronto all’ultima sfida, armato di cordless e cellulare, mi accontento di sostituire le gloriose musiche di Sergio Leone  con colonne sonore martellanti, pur di ottenere informazioni costose ed indispensabili.
Resti in attesa per non perdere la priorità: Have nice dayyy..tatatatatata…
È solo il preludio a minuti interminabili di raccomandazioni su polizze che ti proteggono in caso di terremoto, su errori da non commettere nell’invio del preventivo per non perdere il diritto al risarcimento.  Praticamente, dopo dieci minuti di attesa, neppure ricordi più per quale pratica stai chiamando e alla risposta sei quasi tentato di stipulare una polizza che non vuoi o chiedere scusa per qualcosa che neanche hai mai pensato di fare.
Se invece, resisti stoicamente, alla risposta dell’operatore puoi rimanere doppiamente sorpreso.
Perché?
Bhe’ accade quando scopri che hai inviato una PEC da settimane ma la richiesta non è stata ancora lavorata e tu, in buona sostanza, per loro, ancora non esisti. E come direbbero i napoletani “nun stai propr’ a nummer!”. Numero? Ma se io ho inviato la PEC, ho il numero di sinistro, forse “voi” state dando i numeri! E son davvero numeri!
Riprovi. Altro numero, altra assicurazione, altro call center: altra giostra. L’abusato valzer di Strauss, breve attesa, ops che gioia, “salve sono gaia come posso aiutarla?”. Comunichi il numero di sinistro, spieghi che da ottobre non hai più notizie e lei “sì vedo un affidamento nuovo incarico al perito ad ottobre”. E tu, sobbalzando dalla sedia:” Bene, siamo a dicembre, quindi?”. La povera Gaia, certamente meno zelante, si rassegna e ti comunica che provvederà a segnalare al liquidatore quanto accaduto”. È in quel momento che realizzi che è comunque anche l’ora di un pandorino&reclamino.
Nel frattempo?
Natale è alle porte, tutti parlano di bilanci di fine anno, le tue orecchie vanno a fuoco, wathsapp segnala centinaia di messaggi da leggere in chat di ogni sorta e tu pensi solo che forse, un buon risultato/regalo di Natale, sarebbe riuscire a non dare i numeri dopo un anno intero di “sfrenesiamenti” (esaurimenti) come questi.
Buon Natale a tutti o, parafrasando le musichette infernali: “Have nice…Christmas!”

 

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In copertina: foto wavebreakmediamicro / 123RF Archivio Fotografico

#Rc Auto: il risveglio delle Authority!

L’Antitrust avvia un’istruttoria nei confronti di molti gruppi assicurativi.

L’Ivass chiede chiarezza e trasparenza nei contratti assicurativi.

authority

Mentre il #DdlConcorrenza (dopo le dovute correzioni) giace comodamente tra Camera e Senato, ecco che si avvertono alcuni segni di risveglio sul fronte Rc Auto.

Infatti, è di queste ore il provvedimento avviato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti delle principali compagnie assicurative attive in Italia nella sottoscrizione e nella vendita di polizze Rc Auto (ramo 10), per una possibile intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’articolo 101 del TFUE (Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea).

Il procedimento messo in atto dall’Autorità di controllo in collaborazione con il Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza interessa i seguenti gruppi assicurativi: Unipol Gruppo Finanziario spa, Allianz spa, Genialloyd spa, Generali Italia spa, Genertel spa, Axa Assicurazioni spa, Società Cattolica di Assicurazione – Società Cooperativa, Fata Assicurazioni Danni spa e Tua Assicurazioni, Generali, Axa e Amissima e dell’Ania.

Come si legge dal comunicato: “il procedimento trae origine da alcune recenti dichiarazioni pubbliche del Gruppo Generali e del Gruppo Unipol, riferite al complesso del mercato, in merito all’eliminazione delle dinamiche competitive sul prezzo delle polizze Rc auto e alle rispettive strategie di prezzo sui propri aumenti dei premi”.

Di contro, l’Antitrust ritiene che tali dichiarazioni “potrebbero far venire meno l’incertezza sulla strategia futura di prezzo delle polizze auto e alimentare l’aspettativa che a eventuali aumenti, essendo generalizzati tra i principali player, non segua il rischio di perdere clienti, ossia potrebbero essere manifestazione di un’intesa restrittiva della concorrenza tra i principali operatori circa una possibile fine della “guerra dei prezzi”.

Ma c’è dell’altro (fonte: blog Il Carrozziere). L’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) proprio in questi  giorni sta invitando le compagnie assicuratrici a semplificare i contratti assicurativi.

L’Istituto di vigilanza esige maggiore chiarezza e trasparenza anche nei contratti stipulati nel settore Rc Auto che presentano clausole che comprimano la libertà dell’assicurato/danneggiato, esempio nell’ipotesi di risarcimento diretto di cedere il suo credito scegliendo il Carrozziere di fiducia.

Di seguito troverete allegati i seguenti documenti:

Comunicato Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Memo IVASS su semplificazione delle condizioni contrattuali

Comunicato stampa Federcarrozzieri 16 dicembre 2016

Il colpo di frusta nei tamponamenti a bassa velocità esiste o è solo utopia?

Il tema dei danni fisici subiti in un sinistro stradale è sempre di attualità.

Le compagnie assicurative, grazie alla complicità del Governo (vedesi #DdlConcorrenza), puntano al ribasso della tabella per i risarcimenti del danno biologico di “lieve” entità. Ma nel corso degli ultimi decenni numerosi studi documentano come anche nei tamponamenti a bassa velocità si possano comunque sviluppare sul veicolo urtato accelerazioni idonee a trasferire sugli occupanti una quantità di energia potenzialmente lesiva.

A tal proposito, vi proponiamo la lettura di questo interessante articolo dell’Ing. Alberto Sartori riguardante lo studio della biomeccanica del colpo di frusta. Buona lettura.

“Il colpo di frusta nei tamponamenti a bassa velocità.”

“In assenza di danni visibili sui veicoli si possono comunque riscontrare accelerazioni superiori alla soglia lesiva

La biomeccanica del colpo di frusta è uno degli argomenti più controversi del lavoro di un tecnico ricostruttore poiché è complesso quantificare in modo rigoroso le accelerazioni a carico degli occupanti di un veicolo tamponato.
L’obiettivo di questa breve trattazione non è tanto quello di descrivere la fenomenologia medica del colpo di frusta ma di spiegare come, nei tamponamenti a bassa velocità, l’entità dei danni ai veicoli non sia un indicatore affidabile della velocità relativa con cui gli stessi sono arrivati all’urto, né tanto meno delle sollecitazioni a cui sono sottoposti i suoi occupanti.
Quando due veicoli collidono a bassa velocità, la maggior parte delle deformazioni applicate alla struttura dei mezzi sono restituite in forma elastica e solo una quota parte del danno rimane visibile ad occhio nudo. A parità di forza applicata, un veicolo che acquisisce una maggiore accelerazione generalmente sostiene una minore quantità di danni rispetto ad un altro che raggiunge un’accelerazione minore. Se l’energia del veicolo tamponante è impiegata nello sforzo di accelerare in avanti il veicolo tamponato, quest’ultimo infatti assorbirà una minore quantità di energia e, di conseguenza, presenterà minori danni alla sua struttura.
E’ procedura diffusa sostenere la tesi secondo cui, in assenza di danni visibili sul veicolo tamponato, non possa sussistere il nesso causale con le lesioni da colpo di frusta. In realtà, di fronte ad un paraurti che ha mantenuto la propria forma e non ha riportato evidenti segni di frattura, prima di esprimere qualsiasi parere, si deve sempre procedere alla verifica di eventuali deformazioni alle strutture più interne e più rigide del veicolo. Il paraurti è infatti dotato di una certa elasticità e ha tra le sue caratteristiche quella di assorbire urti fino ad una determinata entità, senza riportare fratture o rotture visibili, e di trasferire l’energia residua in eccesso alle strutture sottostanti.
Per quantificare l’accelerazione media a cui è sottoposta la scocca di un veicolo tamponato è necessario prima stimare la velocità di arrivo all’impatto dei mezzi e la successiva variazione di velocità del tamponato (Δv). La curva di accelerazione del baricentro del tamponato, nella durata dell’urto, ha un andamento pressochè sinusoidale e pertanto, ai fini della determinazione di un’ipotetica soglia minima di lesività, è necessario considerare il suo valore massimo (picco), che risulta essere 1.5-2.7 volte più grande di quello medio.
Si ricorda che una parte della letteratura medico-scientifica esclude la sussistenza di lesività da colpo di frusta nel caso in cui la variazione di velocità del veicolo tamponato sia inferiore a 8 km/h ovvero l’accelerazione di picco subita dal capo dell’occupante sia inferiore ai 4 g.
Nel corso degli ultimi decenni numerose ricerche hanno documentato come nei tamponamenti a bassa velocità si possano comunque sviluppare sul veicolo urtato accelerazioni idonee a trasferire sugli occupanti una quantità di energia potenzialmente lesiva. Ad esempio, Panjabi et al. [1] riferiscono che, alla velocità di impatto di 17 km/h, il veicolo tamponato subisce un’accelerazione media di 5 g; Braun et al. [2] confermano che un tamponamento alla velocità di circa 10.5 km/h provoca un’accelerazione di picco di 4.4 g e uno spostamento in avanti di 1.1 metri.
Di seguito sono mostrate le risultanze di una prova di crash condotta su una VW Polo tamponata da una Citroen C2 alla velocità di 15.3 km/h. Di fronte a danni visibili sul veicolo tamponato pressochè nulli, è stato dimostrato che la Citroen C2 ha impresso alla VW Polo, che si trovava ferma, un’accelerazione media di 2 g e di picco di 5.3 g.
Il meccanismo del colpo di frusta si instaura quando il veicolo tamponato viene accelerato in avanti: l’inerzia della testa degli occupanti resiste al movimento del tronco e ruota rapidamente all’indietro con un’accelerazione maggiore di 1.5/2.5 volte rispetto a quella di picco applicata alla scocca del veicolo. Ritornando all’esempio precedente, di fronte ad un tamponamento della VW Polo a 15.3 km/h, è possibile quantificare un’accelerazione impressa sui suoi occupanti compresa tra gli 8 e 13 g.
E’ necessario inoltre precisare che il fattore moltiplicativo dell’accelerazione della testa dipende da una vasta serie di variabili che riguardano la postura degli occupanti al momento dell’urto (rilassati o contratti), le loro caratteristiche fisiologiche (muscolatura, presenza di eventuali patologie), il genere (a parità di condizioni il rischio lesivo per le donne è di 1.5-3 volte superiore rispetto all’uomo), l’utilizzo di dispositivi di ritenuta, la tipologia di sedile e l’altezza del poggiatesta. La posizione della testa rispetto al poggiatesta è infatti un elemento fondamentale per la determinazione della sollecitazione del tratto cervicale della colonna vertebrale: più corto è il tragitto che la testa deve percorrere fino al contatto con il poggiatesta minore sarà l’accelerazione sul rachide cervicale.
Lundell et al. [3] hanno confermato che il rischio di lesione degli occupanti (NIC: neck injury criterion) di un veicolo coinvolto in una collisione a bassa velocità è indipendente dal grado di deformazione dei veicoli stessi e pertanto non può essere un parametro adatto per stabilire l’idoneità lesiva.
Per concludere, la biomeccanica del rachide cervicale è oltremodo complessa e non può essere meramente compresa attraverso una quantificazione sommaria dei danni, un confronto con prove di crash oppure con un software di calcolo, senza introdurre le specificità dei vari soggetti e senza considerare che la forza applicata sul capo degli occupanti di un veicolo tamponato è in ogni caso maggiore di quella applicata alla struttura del veicolo stesso.
[1] Panjabi M, White A, Clinical biomechanics of the spine, Philadelphia: Lippincot 1978
[2] Braun T et al, “Rear-End impact testing with human test subjects”, SAE 2001 World Congress
[3] Lundell et al., “The whips seat –a car seat for improved protection against neck injuries in rear end impacts”, Autoliv., Paper n. 98-S7-O-08

Scarica qui l’indice della tesi effettuata dall’Ing Alberto Sartori a termine del Master di Ingegneria Legale di Firenze, in collaborazione con il medico legale Dott. Franco Zuppichini, e intitolata “Gli impatti a bassa velocità: aspetti biomeccanici e tecniche ricostruttive”.

Scarica qui le slides dell’intervento “Aspetti biomeccanici ed indagini tecniche sul colpo di frusta” effettuato dall’Ing. Sartori Alberto durante il convegno MediaCampus del 15 Aprile 2016 a Zelarino (VE)

Scarica qui la versione pdf del presente articolo.”

Ing. Alberto Sartori – Tecnico ricostruttore di incidenti stradali

Antieconomico a chi?

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Si svolgerà stasera presso l’Hotel Delta Florence di Calenzano (Fi) alle ore 21:00, l’incontro organizzato da MioCarrozziere Toscana in collaborazione con Consorzio Carrozzieri Italiani che tratterà un tema molto sensibile agli operatori del settore e che riguarda uno dei beni ormai divenuto di primaria importanza: l’automobile.

Il motto della serata sarà:  “Antieconomico a chi? Non facciamo di tutta l’erba uno sfascio!” 

“L’appuntamento affronterà un argomento delicato e di grande importanza e attualità. Dopo un sinistro il danneggiato, già sospeso tra le varie peripezie del giusto risarcimento si trova a dover prendere una difficile decisione: riparare o demolire l’auto? Perché i costi di riparazione possono superare il valore economico dell’auto ed in questi casi occorre una valutazione professionale, tecnica e di competenza. Una carrozzeria indipendente offre la libertà di effettuare, anche davanti a queste problematiche, la migliore scelta.

MioCarrozziere Toscana, il portale creato da Federcarrozzieri per scegliere liberamente il Carrozziere di fiducia ed essere sempre informati sui diritti dei consumatori evitando condizionamenti esterni, ed il Consorzio Carrozzieri Italiani, impegnato nella salvaguardia dell’indipendenza delle carrozzerie, vi attendono alle ore 21:00 del 30 novembre 2016, in via Vittorio Emanuele n.3 presso l’Hotel Delta Florence di Calenzano (FI) per fare chiarezza sui luoghi comuni dell’anticonomicità”.

Fonte: IlCarrozziere.it

DIVIETO DI CESSIONE? CESSIONE ILLEGALE?

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Si sa! Le Compagnie ci provano sempre..

Ebbene si! Gli attacchi alla libertà di scelta del danneggiato non cessano mai.

Noi non possiamo far finta di nulla!

Forse le Compagnie fingono di non sapere che la cessione del credito è un contratto ad efficacia traslativa immediata tra cedente e cessionario che determina la successione del secondo al primo nel medesimo rapporto obbligatorio o meglio, ritengono possibile circoscriverne l’ambito di applicazione. In un qualsiasi rapporto creditore/debitore la cessione è il valido strumento previsto dal codice civile che tutti conosciamo ma se il debitore è l’assicurazione allora tutto cambia. Questione di prospettive di osservazione?

A quanto pare si!  Basta leggere una delle tante comunicazioni inviate al danneggiato da una nota compagnia assicuratrice nella quale comunica l’intenzione di NON ACCETTARE la cessione di credito sottoscritta a favore del riparatore di fiducia.

Ecco un esempio:

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Ma non finisce qui.. Un’altra nota compagnia assicuratrice addirittura impone il “DIVIETO DI CESSIONE DI CREDITO” inviando comunicazioni al danneggiato cedente del credito al proprio riparatore di fiducia come di seguito:

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Ma come? Non si intende accettare la cessione? Vietare la cessione in base alle condizioni di polizza..?

Beh! Sarò diventato ripetitivo, ma appare evidente che forse sfugge qualcosa alle care compagnie… E’ lampante che, nei casi sopra segnalati, ci siano tutte le premesse per affermare la vessatorietà delle clausole inserite nelle condizioni di polizza.

Ricordiamo, innanzitutto, che la cessione del credito è un contratto disciplinato all’art. 1260 del Codice Civile. Il creditore, denominato cedente, trasmette il proprio credito al cessionario. Quest’ultimo avrà l’obbligo di notifica della cessione al debitore che nel nostro caso è la compagnia assicuratrice o direttamente il responsabile civile (colui che ha provocato il danno).

Infine, è bene ricordare quanto stabilito dall’art. 33 del Codice del Consumo: “nel contratto concluso tra il consumatore (nel nostro caso l’assicurato) ed il professionista (cioè l’assicuratore) si considerano “vessatorie” le clausole che, malgrado la buona fede, determinano per il consumatore un significativo squilibrio degli obblighi derivanti dal contratto”. Inoltre, al comma 2 lettera b) recita così: “Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto di: […] escludere o limitare le azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista o di un’altra parte in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento […]”.

Tracciati i confini giuridici sembra di avere finalmente chiaro lo scenario. Torniamo così ad esaminare cosa accade nel mezzo, nella realtà dove tutto appare più “sfumato”.

L’effetto nebbia ci avvolge nuovamente quando il perito, incaricato dalla compagnia, giunto in carrozzeria per assolvere al proprio obbligo/dovere di periziare il veicolo danneggiato, improvvisamente sentenzia : “ma questa cessione potrebbe non essere regolare, non sono sicuro che la compagnia ti pagherà..”

Neppure un timido raggio di sole filtra quando il solerte assicuratore di turno contatta il danneggiato, come se fosse di sua proprietà, e dispensa ansia dicendo: ”ma perché si è rivolto al suo carrozziere, cosa ha fatto, non sa che questa cessione che ha sottoscritto è ILLEGALE?

Accendiamo i fari antinebbia e facciamo nuovamente luce. Dov’è il trucco?

Semplice. Il danneggiato per legge ha diritto all’integrale risarcimento, mentre la compagnia assicuratrice (che vorrebbe vestire i panni di una premurosa amica) ha escogitato una trappola vera e propria per vincolare il danneggiato (volutamente confuso con la figura dell’assicurato) con il solo intento di LIMITARE la sua LIBERTÀ allo scopo di risparmiare sulla riparazione del veicolo ed escludendo, in questo modo, anche alcune voci di danno che sarebbero dovute.

Quindi, cari DANNEGGIATI sappiate che, sia in caso di danneggiamento del vostro veicolo a seguito di SINISTRO STRADALE o sia in caso di danni da atti vandalici o comunque danni coperti da ulteriori garanzie attivate sulla vostra polizza, CEDERE IL CREDITO al riparatore di fiducia è un VOSTRO PIENO DIRITTO.

Forse, a ben vedere, le assicurazioni non guardano male all’istituto cessione del credito in se, non si tratta di una specifica avversione per uno strumento giuridico chiaramente legittimo, forse è più voglia di liberarsi di questa veste che proprio non gli va giù. Sentirsi chiamare debitori è forse proprio questo il vero nodo della questione perché è un termine caratterizzato da una accezione negativa, a loro avviso. Rimanda a qualcuno che ha un debito, una somma da pagare qualcosa di sospeso come una spada di Damocle. Sarà anche per questo che da tempo le assicurazioni spingono per la riparazione in forma specifica è certamente la strategia migliore per liberarsi di questo ruolo sgradito. Decisamente più appetibile quello del creditore come quando c’è da incassare il premio o come nei casi di rivalsa (in continua espansione)..

Quali che siano le reali motivazioni delle compagnie assicurative poco importa, la questione fondamentale è sempre quella di fare chiarezza riportando al centro del rapporto tra assicurazioni e assicurati il requisito principale: l’equilibrio paritario tra diritti e doveri reciproci. Tutto qui.

Danneggiato ricorda che sei LIBERO DI SCEGLIERE!

 

Corso e Laboratorio Pratico Modulo 2: Energia di deformazione, EBS, EES

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Continuano i seminari formativi sulla ricostruzione dei sinistri stradali organizzati dallo Studio Gaetano Esposito & Partner.

DATE – Seminario: Venerdì 18 Novembre 2016 – Laboratorio: Sabato 19 Novembre 2016

Iscrizioni aperte fino a Venerdì 11 Novembre 2016

Il corso si inserisce all’interno del programma dei 4 seminari avanzati per la ricostruzione degli incidenti stradali, in cantiere per l’anno 2016.

In questo secondo modulo sarà affrontato il tema dello studio dell’energia di deformazione dei veicoli. Partendo dagli studi di Campbell sarà definito il concetto di EBS, fino ad arrivare alla definizione matematica del parametro EES (energy barrier speed), utilizzato come standard per la quantificazione delle energie di deformazione.

Il corso sarà sviluppato in una prima giornata di teoria, per una durata prevista di circa 8 ore, seguita da una giornata di laboratorio pratico, per approfondire l’argomento utilizzando il software di ricostruzione PC-Crash.

Tutti i contenuti teorici saranno accompagnati da esercizi pratici per fornire una concreta comprensione dei modelli descritti. Sarà inoltre fatto ampio uso di immagini e filmati esplicativi, per facilitare l’acqusizione dei concetti.

CONTENUTI DEL CORSO

  • La ricerca di Campbell e il concetto di EBS;
  • Definizione matematica e riferimento alle prove sperimentali;(spiegazione supportata da filmati e da esercitazione pratica)
  • EES;
  • Effetti del coefficiente di restituzione;
  • Crash 3;
  • Effetto della direzione della forza d’urto;
  • Calcolo dell’energia di deformazione tramite comparazione visiva;
  • Calcolo dell’energia di deformazione a partire dalle deformazioni;
  • Ricavare i coefficienti di rigidezza dai crash-test;
  • Ripartizione dell’energia di deformazione in una collisione tra due veicoli;
  • Calcolo del deltaV partendo dall’energia di deformazione in una collisione tra due veicoli;

Laboratorio

  • Definizione del profilo di deformazione in PC-Crash;
  • Utilizzo delle nuvole di punti dei veicoli in PC-Crash;
  • Modulo per il calcolo dei valori di EES dalle deformazioni;
  • Utilizzo del database NHTSA;
  • Utilizzo del database Recon-Data;
  • Ottimizzare la ricostruzione utilizzando i valori di EES;
  • Utilizzo dei dati dei crash-test (calcolo dei coefficienti per il crash3, calcolo del deltaV e del coefficiente di restituzione);

Il corso è riconosciuto è erogato dallo Studio Tecnico Gaetano Esposito & Partner.

ATTENZIONE
Le iscrizioni saranno chiuse in data 11 Novembre 2016. Massimo 25 partecipanti. Il corso darà dirtitto al riconoscimento di 8 CFPper i Periti Industriali. E’ necessario portare un proprio personal computer per l’installazione del programma PC-Crash.

Sede

Collegio dei periti industriali e dei periti industriali laureati di Caserta
Via Medaglie d’oro, 13
81100 Caserta

 

ULTERIORI INFORMAZIONI

L’iscrizione alla giornata di prove deve essere effettuata compilando il seguente modulo di iscrizione e inviandolo per posta all’indirizzo gaetano.esposito.napoli@gmail.com, unitamente alla distinta del bonifico relativo alla quota di iscrizione.

COSTI E MODALITA’ DI ISCRIZIONE

CasertaLocandinaCaserta PDF

MODULO DI ISCRIZIONE Modulo 3 PDF

Ecco la classifica italiana delle auto più ambite dai ladri a causa dell’ampia diffusione sul territorio nazionale e della facilità, una volta smontate, nell’essere immesse sul mercato dei pezzi di ricambio.

La più amata è la nuova Fiat Panda. Quasi 12 mila modelli rubati nel 2015.

 

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Vai alla classifica completa:

LE DIECI AUTO PIÙ RUBATE IN ITALIA

Corso avanzato in ricostruzione incidenti stradali e Laboratorio Pratico – Modulo3 : Prove di dinamica del veicolo in pista

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Vi segnalo un interessantissimo corso organizzato dallo Studio Esposito Gaetano & Partner presso l’ Autodromo Gianni De Luca  sito Airola provincia di Benevento.

Il corso si inserisce all’interno del programma dei 4 seminari avanzati per la ricostruzione degli incidenti stradali, in cantiere per l’anno 2016.
Questo terzo modulo sarà incentrato sullo studio della dinamica degli autoveicoli e sulle possibilità’ di analisi del moto di un mezzo partendo dalle tracce di pneumatico impresse al suolo.
Il corso sarà sviluppato in una prima giornata di prove su pista e da una seconda giornata dedicata all’analisi dei dati.
Per le prove su pista sarà utilizzato un autoveicoloBMW M3 E36, Cilindrata 3.200 CC., Cavalli 340 CV, Peso 1.040 Kg, equipaggiato con strumentazione Live-Up per la telemetria:
  • Rilevamento velocità istantanea e velocità media
  • Angolo di imbardata istantaneo e medio
  • Accelerometri

Su pista saranno effettuate le seguenti prove:

  • Sbandata su rettilineo
  • Sgommata in accelerazione
  • Derapata in curva
  • Frenata in bloccaggio in rettilineo
  • Frenata in bloccaggio in curva
Testacoda in curva
Per ogni prova il moto del veicolo sarà ripreso con telecamere a bordo e con riprese aeree. Le tracce di pneumatico saranno rilevate con strumentazione laser scanner.
Nella giornata dedicata all’analisi dei dati, verranno presentati i necessari contenuti teorici relativamente allo studio della dinamica del veicolo, presentando le formule cinematiche della letteratura e il modello dinamico proposto in PC-Crash.
Relativamente alle prove su pista, verranno analizzati i filmati e le tracce impresse dal veicolo al suolo nelle varie prove, e verrà effettuata una analisi comparativa relativamente a:
  • analisi del moto del veicolo con i modelli cinematici approssimati
  • analisi del moto del veicolo con il modello dinamico di PC-Crash
  • analisi dei dati della telemetria

Possibilità di pernottamento in struttura convenzionata.
Per raggiungesse Nola in treno sarà organizzato il trasporto verso la pista.
Il corso è riconosciuto con crediti formativi dallo Studio Tecnico Gaetano Esposito & Partners che è:  ENTE FORMATORE AUTORIZZATO DAL C.N.P.I.
ATTENZIONE
Le iscrizioni saranno chiuse in data 10 Ottobre 2016. Minimo 18 partecipanti.

Sede Pista
Autodromo Gianni De Luca (clicca per il sito)
Contrada Padula – 82011 Airola
(Benevento) – Italia
Aula
Seminario Vescovile di Nola
Via della Repubblica, 36 – 80035 Nola
(Napoli) – Italia
DATE e ORARI
PROVE SU PISTA – Venerdì 14 Ottobre 2016
9:00 Registrazione (in autodromo)
9:30 Descrizione test e set-up
10:30 Inizio prove
13:00 Pausa pranzo
14:30 Ripresa attività
18:00 Fine lavori
ANALISI DEI DATI – Sabato 15 ottobre 2016
9:30 Registrazione (presso Seminario di Nola) e inizio attività
13:00 Pausa pranzo (possibilità di usufruire del servizio ristorazione in loco a prezzo convenzionato)
14:30 Ripresa attività
16:30 Fine lavori

COSTI E MODALITA’ DI ISCRIZIONE
L’iscrizione alla giornata di prove deve essere effettuata compilando il modulo allegato e inviandolo per posta all’indirizzo gaetano.esposito.napoli@gmail.come  info@pc-crash.it, unitamente alla distinta del bonifico relativo alla quota di iscrizione.
Quote partecipazione
€180,00 + c.p. 5% + iva 22% = € 230,58
I pasti non sono inclusi nella quota di iscrizione.
Modalità di pagamento
Bonifico bancario
IBAN: IT78 L030 3240 0200 1000 0003 485
Intestatario: Gaetano Esposito
Banca:Credem
Filiale: Nola
Causale: Iscrizione corso ricostruzione incidenti 14 e 15 ottobre 2016.

Atti Vandalici: denunciare o non denunciare, questo è il problema!

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DOMANDA:Devo presentare una denuncia per atti vandalici subiti dalla mia vettura durante la notte.

RISPOSTA:Mi spiace non è possibile.

La modifica dell’articolo 635 del codice penale ha aperto un dibattito molto sentito per le imprese che operano nel comparto auto ma anche per le Forze dell’Ordine che quotidianamente affrontano la questione con il danneggiato che si presenta negli uffici territoriali.

Alcune stazioni di polizia e carabinieri, così si legge su un documento che ANIA ha inviato alle imprese di assicurazioni con il preciso scopo di fornire delle delucidazioni che possano essere utili ai danneggiati, alle Autorità competenti e alle Compagnie di Assicurazione, rifiuterebbero infatti di ricevere querele per atti vandalici in osservanza del decreto legislativo 7 di gennaio 2016 c.d. “depenalizzazioni”.

A questo proposito occorre fare una doverosa precisazione: il D. Lgs. non ha modificato l’aspetto penale riguardante il danneggiamento dei veicoli. A conferma di questo, è stata prevista una sanzione pecuniaria amministrativa che può arrivare fino a 8.000€ .

L’Arma dei Carabinieri, come si legge nella nota dell’Associazione, ha comunicato ai propri Comandi l’entrata in vigore del D. Lgs. ma non ha fornito disposizioni operative, ne tantomeno vietato, circa l’acquisizione della denuncia per atti di vandalismo che deve essere raccolta dai Comandi territoriali.

Fonte: IlBroker

Sinistro contestato? L’assicurazione deve spiegare l’aumento del premio!

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Potrebbe verificarsi di essere ritenuti responsabili per aver provocato un presunto sinistro. In realtà non avete provocato alcun incidente dimostrando la vostra estraneità ai fatti, ma la Compagnia ha comunque risarcito il presunto danneggiato, applicando a vostro carico il malus sulla vostra polizza!

Ebbene, la Compagnia che risarcisce automaticamente un sinistro ignorando gli elementi probatori forniti dall’assicurato viola il contratto.

Lo afferma la Cassazione con la sentenza n. 18603/2016.

Fonte: www.StudioCataldi.it“Se l’assicurato contesta espressamente il sinistro verificatosi, fornendo anche nomi di testimoni dell’accaduto, è l’assicurazione che deve dimostrare di aver svolto le dovute valutazioni della fondatezza e serietà degli elementi circostanziali forniti, non potendolo gravare automaticamente il cliente dell’aumento del premio conseguente alla attestazione della “classe di rischio” superiore dopo aver risarcito il presunto danneggiato.

Lo ha precisato la Corte di Cassazione, sezione terza civile, nella sentenza n. 18603/2016 (qui sotto allegata) a seguito del ricorso dell’assicurata, con clausola bonus-malus per responsabilità civile automobilista, contro la propria compagnia assicuratrice.
La donna si era vista rigettare in sede di merito la domanda proposta, avente ad oggetto l’inadempimento della società assicurativa per aver subito l’aumento del premio assicurativo sebbene avessecontestato il sinistro per il quale la società aveva invece inteso corrispondere l’indennizzo al danneggiato.
Per il giudice d’appello, tuttavia, non era stata fornita prova del fatto presupposto e cioè della mancata verificazione del sinistro, non essendo stata chiesta l’assunzione dei testi, pure indicati nella denuncia cautelativa, con conseguente infondatezza della domanda e condanna della soccombente alle spese del grado.
Una pronuncia, secondo la ricorrente in Cassazione, violativa degli artt. 1218 e 2697 c.c., poichè che il Giudice di appello, anziché limitarsi a verificare  la condotta tenuta dalla società assicurativa, aveva invece esteso la indagine anche alla diversa questione della prova della responsabilità del sinistro, erroneamente indicata quale fatto costitutivo della domanda azionata dall’assicurato: il fatto contestato, infatti, era quello relativo al comportamento dell’assicurazione che aveva corrisposto l’indennizzo direttamente al terzo danneggiato senza considerare che il proprio assicurato aveva espressamente contestato l’accadimento del sinistro, indicando finanche i soggetti che avrebbero potuto riferire in merito.
Doglianze fondate secondo gli Ermellini: per costante giurisprudenza, anche nel caso in cui sia dedotto non il totale inadempimento dell’obbligazione, ma il suo inesatto adempimento, al creditore istante sarà sufficiente la mera allegazione dell’inesattezza dell’adempimento (per violazione di doveri accessori), gravando ancora una volta sul debitore l’onere di dimostrare l’avvenuto, esatto adempimento.
Pertanto, la variazione “in pejus” del premio, in relazione alle cosiddette clausole bonus-malus stipulate per il verificarsi o meno di sinistri in dato periodo di tempo, opera esclusivamente nel caso in cui sussista la prova della responsabilità dell’assicurato per un danno risarcibile a terzi.
Qualora la compagnia assicuratrice abbia ricevuto una richiesta di risarcimento di un danno asseritamente cagionato da un suo assicurato, e quest’ultimo venga tempestivamente a contestarne l’esistenza, al fine di evitare il maggiore onere economico, grava sulla impresa assicuratrice che ritenga, invece, opportuno stipulare una transazione con il terzo, ignorando o considerando infondata l’opposizione dell’assicurato, fornire la prova della esistenza delle condizioni al cui verificarsi opera la variazione in aumento del premio, in applicazione della clausola anzidetta, e dunque la prova di avere agito con la diligenza del buon padre di famiglia nell’accertamento del danno.
Ritiene il Collegio che il Giudice di appello abbia erroneamente applicato il criterio di riparto dell’onere probatorio, atteso che, nella polizza assicurativa per responsabilità civile automobilistica, la “clausola bonus-malus” non introduce in contratto una ulteriore e distinta obbligazione rispetto a quelle tipiche del contratto di assicurazione, ma soltanto una formula tariffaria che prevede una modalità di variazione automatica (in aumento o in diminuzione) del premio, e che opera “in relazione al verificarsi o meno di sinistri nel corso di un certo periodo di tempo”.
Il risarcimento del danno che la società ha corrisposto direttamente al “presunto” danneggiato sul presupposto meramente assiomatico della principale responsabilità del proprio assicurato nella causazione del sinistro, omettendo di svolgere qualsiasi valutazione prognostica della fondatezza e serietà degli elementi circostanziali forniti in contrario dall’assicurato, gravandolo automaticamente dell’aumento del premio conseguente alla attestazione della “classe di rischio” superiore, integra palese e grave violazione degli obblighi contrattuali in quanto il pagamento effettuato dall’assicuratore al terzo, non soltanto non soddisfa l’interesse del contraente dichiaratosi non responsabile, ma produce effetti giuridici pregiudizievoli sul patrimonio di quest’ultimo, esponendolo ad una maggiorazione del premio altrimenti non dovuta”.

Tagliando Rc Auto, cosa è cambiato

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Di seguito un’intervista pubblicata su ladiscussione.com. Buona lettura!

È ancora necessario esporre il tagliandino cartaceo dell’assicurazione automobilistica? Il dubbio è venuto a molti italiani, soprattutto nel timore di incorrere in multe per la mancata esposizione. Abbiamo girato la domanda a Luigi Mercurio, membro del Comitato Unito Patrocinatori Stragiudiziali Italiani e garante della piattaforma Oxygen.

La legge cosa dice?

In breve, l’art. 180 del codice della Strada al comma 1 stabilisce che per poter circolare con i veicoli a motore il conducente deve essere in possesso di vari documenti di circolazione e di guida, carta di circolazione o il certificato di idoneità tecnica alla circolazione del veicolo, la patente di guida valida per la corrispondente categoria del veicolo, poi alla lettera “d” si parla del certificato di assicurazione obbligatoria.

Dunque bisogna esporlo?

Dallo scorso 18 ottobre è stato abolito l’obbligo di esposizione del contrassegno di assicurazione Rc Auto, divenuto difatti digitale. Il controllo da parte degli organi di polizia, quindi, non avviene più attraverso la verifica del contrassegno, bensì attraverso il controllo elettronico della targa.

Il motivo di questa modifica è molto semplice: i tagliandi assicurativi di carta sono più facili da falsificare. Tale modifica ridurrà sensibilmente la commercializzazione di polizze contraffatte, fenomeno molto diffuso in Italia. Infatti, l’Italia vanta al 2014 un numero circa 4.000.000 di veicoli sprovvisti di regolare contratto di assicurazione.

Non vi sono altre indicazioni?

Si. nonostante ciò, come ha voluto chiarire il Ministero dell’Interno, rimane l’obbligo di avere in auto il certificato di assicurazione che dovrà essere esibito in caso di controllo da parte degli agenti. Inoltre, la circolare chiarisce che non c’è l’obbligo di esibire i documenti in formato originale, ma anche in copia oppure in formato digitale. In buona sostanza, non è cambiato tanto, a parte l’eliminazione del contrassegno. Tuttavia, in questa prima fase di mutamento, molte compagnie di assicurazione continuano a consegnare agli assicurati il tradizionale tagliando di carta, ma col tempo non verrà più consegnato.

Gli automobilisti che vorranno verificare la copertura assicurativa possono collegarsi al portale dell’automobilista, ilportaledellautomobilista.it. Esistono anche alcune app, free o a  pagamento, da scaricare sul proprio smartphone per poter effettuare il controllo della targa”. Di Marzio Di Mezza, http://www.ladiscussione.com

Consap: il Sole di Agosto fa lievitare il contributo!

Logo_Consap_maialino

Natale, Pasqua e le ferie d’agosto sono da anni il periodo congeniale alla produzione di chicche legislative. Complice il caldo, la voglia di svago e la necessità di staccare il cittadino nostrano è decisamente distratto!

Quale momento migliore allora per rifilare testi con previsioni e disposizioni astruse ben più bizzarre di quelle meteo?! Magari diversificando la produzione, così giusto per disorientare maggiormente.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ad esempio, il 28 luglio ha sentito il bisogno di emanare un decreto che ha fatto capolino in Gazzetta Ufficiale il 1 agosto. Un modo originale di salutare l’estate? O una goliardata tipo palloncino d’acqua gelata al perito assicurativo? Forse più un premuroso pensiero per la cara, ops, vada per gentile, Consap!

Verrebbe la voglia di domandare, per sapere, per capire ma l’intervistatore curioso, nell’agosto rovente, resta solitario e dubbioso.

Provo a fare il punto della situazione..

Il perito assicurativo, iscritto al ruolo, versava la quota all’Ivass che ha poi trasferito questa competenza alla Consap che già era investita dell’onere di gestire le procedure d’esame per l’accesso alla professione. Il decreto nuovo di zecca introduce ora un aumento della quota pari a quasi il 40% ma a far riflettere maggiormente sono le motivazioni addotte.

Questo nuovo incarico deve aver messo a dura prova la Consap che ha avvertito la complessità dell’operazione, o no?

A ben pensare più che di complessità si tratta di confusione. La riscossione di una quota di iscrizione  al ruolo dei periti è un aspetto mentre la vigilanza ed il controllo sono ben altra cosa. Non si capisce perché se la rimpallino di continuo, o forse sì.

Forse la Consap ha compreso d’aver ricevuto una patata bollente?

In effetti si tratta più di far due conti.  Leggendo il decreto si trova una esplicita dichiarazione che lascia basiti. Il numero di iscritti che non paga la quota è tale da minacciare l’esistenza stessa della Consap e dunque “sadda” provvedere rapidamente! Sì le procedure di recupero coattive sono state avviate ma, ve la sentireste voi periti assicurativi (regolari pagatori!) di esporre la Consap a tale pericolo? Non sentite forse di dover intervenire in soccorso di colei che vigila sulla vostra categoria professionale?

Giusto. Vigilare, controllare, verificare è la vocazione prima di Ivass e poi della Consap!

Dovrebbe ma forse questa “chiamata” tarda farsi sentire perché di provvedimenti in tal senso manco  parlarne. Così “i costi” delle mancate riscossioni finiscono, in maniera incontrollata, per ricadere sui periti privi di controllo. Tranquilli però è tutto sotto controllo la Consap potrà godere le meritate ferie certa delle nuove riscossioni!

Vaneggiare in estate è concesso ai più e, forse, ai primi freddi ragioneremo tutti più lucidamente.

Buone vacanze!

 

Dal Blog Ilcarrozziere: La liquidazione del sinistro tra Kafka e Ridolini

Un argomento di attualità che sta molto a cuore a chi opera nel settore dell’infortunistica stradale ed, oggi, diventato sempre più articolato: la liquidazione del sinistro!

Ne parla in questo articolo, tratto dal blog ilcarrozziere.it, l’Avv. Sonia Monteleone, tra i legali di Federcarrozzieri.

Buona lettura.

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“E’ francamente difficile parlare di logica nelle procedure liquidative dei sinistri in RC auto. Si tratta di ”logiche” che negli anni hanno subito trasformazioni non semplici da seguire, comprendere e individuare soprattutto da chi le osserva dall’esterno.

Se l’attenzione delle imprese appare spesso focalizzata sui costi molte sono le storture del sistema che però restano nascoste ai non addetti ai lavori. “Le dinamiche che oggi affrontiamo nel curare una richiesta di risarcimento danni in conseguenza di un sinistro stradale sono sempre più complesse” ci dice Sonia Monteleone , avvocato che si occupa di responsabilità civile assicurativa ” E la difesa deve quindi diventare sempre più tecnica, sia in fase stragiudiziale che in sede processuale. È necessario comprendere appieno tali logiche tenendo presente che il vantaggio per la Compagnia non risiede tanto nel contenimento del contenzioso quanto nel taglio dei risarcimenti o almeno, nel tentare di giustificare in qualche modo una mancata offerta nei rigorosi termini di legge”. In altre parole l’assicuratore oggi appare proteso nell’individuare una più o meno plausibile motivazione per non pagare, come ben sanno i carrozzieri italiani che si sentono dire sempre più spesso, che il sinistro viene respinto magari per asserite incompatibilità “ma tanto lo scriviamo solo per l’Ivass” .

Si comincia con l’aumento esponenziale di escamotage di ogni sorta, che hanno il pratico effetto di rallentare il procedere delle richieste risarcitorie. In alcune aree d’Italia già solo la fase della consegna della CAI può essere un problema, in altre zone addirittura ottenerne in dietro una copia per formulare una richiesta danni sembra un’impresa impossibile, incentivata magari dai rappel che le imprese riconoscono agli agenti che trattengono gli originali.

“L’arma più gettonata è quella della perizia taglia tutto” spiega Monteleone: “Il fiduciario della compagnia perizia il veicolo danneggiato ma il foglio di perizia, quando giunge nelle mani del liquidatore, sembra riguardare addirittura tutt’altro sinistro. Talvolta lo stesso perito deve correre per rispettare i termini e quindi abbozza perizie come si suol dire con ampie riserve. Poi il problema dei valori del veicolo è noto a tutti, soprattutto in considerazione del parco auto che nel nostro paese è sempre più datato, troppo spesso si fanno arbitrarie medie di mercuriali che non si dovrebbero adottare, si utilizzano in modo improprio quotazioni invece da personalizzare. Il peggio però avviene quando al perito viene chiesto di indicare costi orari stravaganti e fuori mercato”.

E’ certamente vero che la perizia eseguita dal fiduciario dell’assicuratore che deve pagare è commissionata e pagata da quest’ultimo ed è una perizia di parte, e a chi lavora per un solo o due clienti non si può certo chiedere di andare contro le indicazioni della committenza. Risulta a Federcarrozzieri ad esempio che un gruppo assicurativo italiano abbia imposto alla rete peritale l’utilizzo esclusivo dei propri software taglia tempi senza possibilità di mediare con i tradizionali preventivatori.

Sarebbe invece auspicabile” chiarisce Sonia Monteleone “procedere, come già da tempo avviene in Francia, effettuando perizie con caratteristiche di terzietà. Questo sì sarebbe un primo passo utile a riequilibrare i diritti di entrambe le parti garantendo, ricordiamo, anche e soprattutto la sicurezza del danneggiato/consumatore”.

Si tratta di auspicio irrealizzabile visto che Ania è assolutamente da sempre contraria ma in attesa che le contraddizioni del sistema portino a una implosione delle criticità “Per giungere sani e salvi all’agognato risarcimento occorre informare, essere trasparenti, fare chiarezza e esigere altrettanto da chi, non dimentichiamolo, non è altro che un debitore. Occorre corrispondenza fitta e costante, senza interruzioni uno scambio continuo di documenti utili a delineare i termini corretti del risarcimento dovuto. Solo così si può, nell’ipotesi di conclamate ingiustizie o di casi di mala gestio, presentare reclami dettagliati e circostanziati alle strutture dedicate e poi all’IVASS. Una causa talvolta rappresenta solo un favore per il debitore.”

Il valore della consulenza in ambito stragiudiziale!

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Vi siete mai chiesti perché le compagnie assicurative hanno tutto l’interesse a gestire direttamente i danni ed “ostruire” quel danneggiato che si affida a professionisti del settore?

La compagnia assicurativa in questo modo aumenta l’utile tenendo bassi i costi dei risarcimenti, nei casi ormai soliti del #RisarcimentoDiretto, aumentando la differenza tra quanto pagherà per il vostro danno e quanto invece, a seguito del regolamento “a forfait” (che disciplina i rapporti tra le diverse compagnie assicurative), riceverà dall’assicurazione del veicolo danneggiante.

Facciamo un paio di esempi.

Esempio 1. In caso di danno materiale subito dal vostro veicolo, in fase di liquidazione vi è stata riconosciuta l’IVA dell’importo periziato dal “fiduciario della compagnia”? Siete stati rimborsati del fermo tecnico? Siete stati informati di avere diritto al rimborso del noleggio di auto sostitutiva per il tempo strettamente necessario per le riparazioni del veicolo incidentato?

Esempio 2. In caso di danno a persona, siete stati informati dell’iter procedurale per ottenere il giusto risarcimento? Sapevate di aver diritto ad una consulenza da parte un medico legale? Avete avuto il rimborso delle spese mediche documentate? Il medico fiduciario della compagnia ha riconosciuto tutti i giorni di diaria giornaliera? In che percentuale? E’ stato calcolato il risarcimento del danno morale? E quello esistenziale?

Siete sicuri di ottenere il giusto risarcimento senza una consulenza professionale?

Da una analisi della sinistrosità degli ultimi anni sia con soli danni materiali che danni fisici è emerso che nella maggior parte dei casi il danneggiato accetta la proposta di liquidazione della compagnia assicurativa senza pensare che spesso vi può essere una differenza notevole tra quanto si ottiene e quanto si potrebbe ottenere con una corretta gestione del sinistro.

Allora perché rinunciare ad un diritto sancito dalla Legge?

Quello che non tutti sanno è che spesso le compagnie assicurative  “giocano” con la procedura di indennizzo diretto (procedura CARD) in vigore dal 1° febbraio 2007. In che senso? La normativa dispone che il danneggiato, in fase stragiudiziale, sia obbligato a rivolgersi alla propria compagnia per ottenere il risarcimento del danno.

Come  affrontano queste disposizioni, concretamente, le assicurazioni?

Cercano di sfruttare a proprio vantaggio la scarsa conoscenza della materia infortunistica dei privati cittadini, non riconoscendo alcune voci di danno o limitando al minimo il risarcimento dovuto. Sempre più spesso accade che le compagnie assicurative tendono ad “isolare” il danneggiato, prospettando pagamenti veloci solo nel caso in cui non ci si rivolga ad un esperto del settore dell’infortunistica stradale patrocinatore stragiudiziale o legale.

Qualcuno vuol togliervi un grande diritto sancito dalla Costituzione Italiana. Quello della libertà di scegliere.

Noi non siamo d’accordo e ci battiamo con il #CUPSIT e le associazioni della #CARTAdiBOLOGNA per far si che i Vostri diritti non vengano calpestati!

Se siete sicuri di aver ottenuto il giusto risarcimento è stato un piacere aver ricevuto la vostra visita.

Se, invece, avete qualche dubbio sul risarcimento ottenuto INFORMATEVI sui Vostri DIRITTI!!!

Link utili:

Carta di Bologna

Cupsit

Federcarrozzieri

Unarca

Nuova condanna per Allianz!

Acquisti una polizza che ti protegga in caso di sinistro.. poi il sinistro accade.. e spuntano “penali, contropenali e penalotte..” Tra un po’ finisce che sei tu a dover risarcire l’assicurazione.. per il disturbo!

Dal blog IlCarrozziere.it un altro bell’articolo che analizza l’ennesima sentenza, questa volta del giudice di pace di Catania. Una pronuncia che ripercorre, ancora una volta, tutti i passi di una stortura che le compagnie assicurative si ostinano a portare avanti ai danni dei consumatori.

Buona lettura e ricordate: #liberidiscegliere si può!

“Condanna per Allianz che penalizza i consumatori.

Una vacanza omaggio per due in una località da sogno o un’auto di lusso magari. Quante volte sono proprio questi i premi di concorsi legati all’acquisto di un pandoro o all’abbonamento ad una rivista. Premi allettanti.

Avete mai acquistato una polizza che promettesse qualcosa di simile?
No, anzi! La polizza assicurativa rc auto, prodotto che siamo obbligati ad avere, non sa proprio cosa siano ricchi premi e cotillon. Così, una volta scelta la compagnia assicurativa, avete davanti una polizza che prevede, se sarete bravi, se vi comporterete bene, se proprio di marachelle non ne combinerete e se davvero lo avrete meritato: uno sconticino!

Sì, sì uno sconticino succulento, una micro percentuale sull’importo complessivo… che però bisognerà guadagnarsi!
Come? Mai trasgredire ad alcuno dei divieti inseriti in polizza:no alla cessione del credito, no ad una carrozzeria di fiducia, no all’assistenza di un legale. Tanti no per un risparmio insignificante.

Così è… solo se glielo permettiamo! Queste imposizioni, queste restrizioni insopportabili sono vessatorie e non possono essere opposte al danneggiato.

A dirlo l’ennesima sentenza, questa volta del giudice di pace di Catania. Una pronuncia che ripercorre, ancora una volta, tutti i passi di una stortura che le compagnie assicurative si ostinano a portare avanti ai danni dei consumatori. Dinanzi all’ennesima penale, ingiustamente applicata dall’Allianz, il giudice, dott. Scuto, ha ribadito come l’obbligo di risarcimento tragga origine dalla legge e non dal contratto esistente tra le parti che costituisce solo un presupposto legittimante.

Il danneggiato che in conseguenza di un sinistro stradale rivolge la richiesta di risarcimento alla propria compagnia assicurativa si vede spesso decurtare gli importi per la presunta violazione delle clausole contenute nel contratto stipulato. La sentenza, invece, ristabilisce nuovamente l’equilibrio tra le parti ed afferma chiaramente che il diritto del terzo danneggiato matura in conseguenza dell’illecito civile subito e non in virtù del contratto assicurativo. L’assicurazione, in questi casi, agisce quale mandataria ovvero quale sostituta della compagnia che garantisce il responsabile civile e, di conseguenza, non può giustificarsi alcuna limitazione nè trasformazione di un rapporto da extracontrattuale a contrattuale al solo scopo di inserire penali illegittime.

La sentenza si sofferma poi anche su altri aspetti perché le clausole, che tanto care sono alle compagnie, risultano inserite in violazione di più norme. La clausola che vieta l’assistenza di un legale viola sia l’art.24 della Costituzione che l’art.33, n.2,lettera t, del D.lgs n.206/2005.

Insomma, casomai ce ne fosse ancora bisogno, le clausole inserite in polizza per limitare i diritti dell’assicurato, sono vessatorie, non solo perché sbilanciano i rapporti tra le parti ma perché costituiscono “un pregiudizio per intere categorie professionali ad esclusivo beneficio dell’assicuratore e un illegittimo pregiudizio al diritto di difesa. Altro che viaggi e concorsi: acquisti una polizza e pur di ottenere un’idea di sconto… poco ci manca che sia tu a dover risarcire loro! Si potrebbe cantare alle compagnie che tanto amano queste clausolette: “caramelle… non ne voglio più”.”

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Clicca qui per scaricare la sentenza

#CUPSIT: ECCO IL PROGRAMMA DELL’INCONTRO DEL 10 GIUGNO A #BOLOGNA

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Regola numero 1: Partecipazione!

Di seguito il programma completo ed il modulo di iscrizione per partecipare all’incontro che si terrà a Bologna il prossimo 10 giugno alle 15.30 presso NH Hotel de la Gare – Piazza XX Settembre n. 2, nei pressi della stazione centrale di Bologna.

Vi ricordo che l’incontro, ritenuto di notevole importanza, è aperto ai patrocinatori iscritti e non iscritti, agli avvocati, ai medici legali, ai periti, ai carrozzieri, agli automobilisti ed a tutti gli interessati.

“PROGRAMMA

  1. Andamento finanziario dell’Associazione.
  2. Andamento del DDL Concorrenza, la prima e la seconda lettura al senato. I retroscena, i rischi e le opportunità.
  3. Clausole Vessatorie nella RC Auto, le risposte di Consumatori, patrocinatori e avvocati all’interpello dell’antitrust.
  4. Note informative IVASS.
  5. Come evitare le cause. L’arte del reclamo.
  6. Accesso agli atti: lo stupidario assicurativo.
  7. La medicina legale e le nuove involuzioni nel risarcimento del danno alla persona.
  8. Il Ruolo dei Blog per una informazione pervasiva.
  9. Alleanze e collaborazioni con altre associazioni e struttura di raccordo permanente.
  10. Varie ed eventuali.

INTERVENTI PREVISTI:

  • Davide Galli – Presidente Federcarrozzieri
  • Massimo Perrini – coordinatore Comitato Responsabilità Civile
  • Giampaolo Bizzarri – patrocinatore stragiudiziale
  • Andrea Casolino – medico legale
  • Tommaso Caravani – giornalista
  • Luigi Mercurio – patrocinatore e blogger
  • Elena Bove – avvocato e giornalista
  • Luigi Speciale- Presidente Unilpi
  • Antonio Belcuore – Assopec

Lo scopo sarà di scambiare, in una logica interdisciplinare,  conoscenze e linee di azione per cercare di fare fronte al chiaro disegno di far gestire tutto il processo risarcitorio alle compagnie assicuratrici, dalla riparazione alle cure mediche. Cercheremo di fare il possibile per evitare dissertazioni inutili invitando i partecipanti a intervenire per portare contributi di conoscenza e buone prassi da condividere.

Alla fine della riunione sarà servito un aperitivo”.

Vi consiglio di iscrivervi all’incontro cliccando sul seguente link:

MODULO DI ISCRIZIONE

LOGISTICA: L’albergo NH Hotel de la Gare è a trecento metri dalla stazione ferroviaria con un parcheggio  Garage Autostazione di fronte.

Risarcimento diretto: La #polizza ti #incatena!

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Sappiamo che per legge chi pone in circolazione un veicolo a motore è obbligato ad assicurarlo. Bene.
Non ci risulta assolutamente che per legge un assicurato che subisce un sinistro stradale, in veste di danneggiato, sia “obbligato” a recarsi presso una carrozzeria imposta dal proprio assicuratore.

Ecco, però, quello che è accaduto stamattina al danneggiato di turno (ormai una consuetudine).

Ci contatta un’automobilista che, pochi giorni prima, aveva subito un sinistro stradale. La sua richiesta è stata diretta ed esplicita: “ho subito un sinistro e dopo aver consegnato il CAI in agenzia mi veniva riferito che in base al mio contratto sarei obbligato a recarmi presso il carrozziere convenzionato, pena la decurtazione del 10% sul risarcimento”. È vero tutto ciò? Io non ne sapevo niente, sono davvero vincolato dal contratto? E poi, mi scusi, mi designano una carrozzeria che si trova ad oltre 40 chilometri dalla mia residenza, invece, a due passi da casa, c’è il mio carrozziere di fiducia quello che conosco da quando ero piccolo e dove anche mio padre si è sempre rivolto. La prego mi dica cosa devo fare”.

Innanzitutto, è bene chiarire un concetto base. Lei non è ASSOLUTAMENTE OBBLIGATO a recarsi presso una carrozzeria convenzionata né obbligato a subire alcuna delle limitazioni che vorrebbero imporle.  Lei vanta un credito nei confronti del responsabile civile, cioè colui che ha provocato i danni alla sua autovettura! La sua assicurazione, nei casi di applicabilità del risarcimento diretto, come quello che ci ha descritto, si sostituisce all’assicurazione del responsabile per la gestione del sinistro, in virtù della cosiddetta procedura CARD, per poi rivalersi fino alla somma a forfait stabilita dall’accordo tra le compagnie aderenti a tale procedura.

Questa sostituzione comporta delle conseguenze in punto di diritto.

Infatti, la Rc Auto è regolamentata dall’art. 1917 C.C. e dell’attuale D. Lgs. 209/2005 “Risarcimento diretto” che, se pur obbliga stragiudizialmente l’assicurato a rivolgersi all’impresa con cui è stato stipulato il contratto assicurativo, prevede che “[…] a seguito della presentazione della richiesta di risarcimento diretto, l’impresa è obbligata a valutare i danni e a provvedere alla loro liquidazione per conto dell’impresa di assicurazione del veicolo responsabile […]” come viene esplicitamente riportato nel Quaderno 2 a pagina 6 dell’IVASS (organo tenuto alla vigilanza).

Sul punto va ricordata un’importante ordinanza della Suprema Corte, la n. 5928/2012, che recita: invero, l’azione diretta […] non origina dal contratto assicurativo, ma dalla legge, che la ricollega al verificarsi del sinistro a certe condizioni […]. Sicché, la posizione del danneggiato resta quella di chi ha subito un illecito civile […].

Tornando al suo caso le faccio un banale esempio: “le provocano un danno che comporta una costo di 2000 euro. Lei va dal suo assicuratore, in virtù della normativa vigente (quella del risarcimento diretto), per ottenere il pagamento e la risposta è la seguente:

 1) non le possiamo dare i 2000 euro, anzi lei è obbligato a riparare il veicolo dove vogliamo noi!

2)  Se non accetta e non vuole andare a riparare il veicolo dal nostro riparatore le decurteremo il 10% del risarcimento,  in pratica le pagheremo 1800 euro”.

 Quanto descritto rappresenta una vera e propria compressione della sua libertà di scelta del riparatore e del suo diritto al risarcimento del danno.

E’ semplicemente una procedura che lede il danneggiato, erroneamente  considerato solo “assicurato” dalla compagnia, così da imporne: condizioni contrattuali, delineando limitazioni e penali in caso di riparazioni del veicolo presso riparatori non convenzionati, o penali nel caso di affidamento di incarico a patrocinatori.

In tutti i casi emergono vere e proprie limitazioni arbitrarie della libertà del danneggiato: 1) limitazione della libertà di scelta del riparatore; 2) limitazione del diritto alla difesa nel caso di sinistro stradale. Praticamente  ASSURDO!

Occorre chiarirlo una volta per tutte: la sua assicurazione, in qualità di gestionaria della liquidazione del sinistro nella procedura di indennizzo diretto (o meglio “risarcimento diretto”), non ha titolo per opporle eccezioni che riguardino il contratto assicurativo!

DA RICORDARE: in materia di #‎RcAuto ci assicuriamo per non subire danni al nostro patrimonio quando provochiamo danni a terzi. Le clausole che trovate nei Vostri contratti necessitano di apposita approvazione, soprattutto quelle che limitino la responsabilità, devono essere oggetto di specifica contrattazione. Devono essere illustrate, l’assicurato deve essere informato sulle conseguenze. In caso contrario non avranno valore e sarà come non vi fossero mai state apposte.

Il giusto #‎risarcimento resta un Vostro diritto!

CUPSIT: 10 GIUGNO RIUNIONE SOCI DEL CUPSIT A FIANCO DELLA CARTA DI BOLOGNA E CONTRO IL DDL CONCORRENZA

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La data è fissata: 10 GIUGNO 2016, BOLOGNA – NH Hotel de la Gare.

Se non ci fosse il #CUPSIT, e  le altre associazioni aderenti alla #CartadiBologna, la lobby assicurativa avrebbe ricevuto tanti e tanti regali dagli ultimi governi che finora si sono succeduti. Ma il CUPSIT e le sigle della Carta di Bologna si sono fortemente opposti alle pressioni esercitate dalle compagnie assicurative sul governo per far approvare le loro proposte atte a limitare la concorrenza, il libero mercato e la tutela del danneggiato.

A Bologna il 10 giugno si parlerà dell’andamento dell’associazione e si affronteranno temi a noi cari: la lotta al Ddl Concorrenza, le famose clausole vessatorie, la Carta di Bologna.

Il padrone di casa, Dr. Stefano Mannacio, tra i più attivi e instancabili sostenitori e difensori dei principi di libertà e concorrenza, ci accoglierà nella sua Bologna per l’assemblea ordinaria dei soci del Cupsit in prima convocazione alle 7 del 10 giugno ed in seconda convocazione alle 15.30 del 10 giugno presso NH Hotel de la Gare – Bologna IN Piazza XX Settembre n. 2, nei pressi della stazione centrale di Bologna.

ORDINE DEL GIORNO

  • Andamento finanziario dell’Associazione
  • Andamento degli associati e provvedimenti da prendere, a norma di statuto, su quelli non in regola da tempo con le quote associative.
  • Polizze Rc Auto, clausole vessatorie.
  • Carta di Bologna: il Ruolo del Cupsit e le azioni di contrasto al DDL concorrenza.
  • Alleanze e collaborazioni con altre associazioni e struttura di raccordo permanente.
  • Varie ed eventuali

Dopo l’incontro, prima dei saluti finali, sarà servito un Aperitivo con piccolo Buffet.

Si raccomanda la massima partecipazione dei colleghi previa una adesione il più possibile tempestiva.

L’incontro è aperto ai patrocinatori iscritti e non iscritti e a tutti gli interessati.

PER ADESIONI VAI AL MODULO DI ISCRIZIONE CLICCANDO QUI

 

Esame Perito Assicurativo

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E’ stata indetta la data della prova di idoneità per l’iscrizione al Ruolo dei Periti assicurativi – sessione 2015.

La data d’esame sarà il 23 giugno 2016 alle ore 8,30 ed avrà luogo presso la “Sala Olimpia” dell’Ergife Palace Hotel, sito in Roma, Via Aurelia n. 617/619.

Facciamo il nostro in bocca al lupo a tutti i candidati, augurando il superamento dell’esame e diventare “liberi” professionisti!

Per ulteriori informazioni clicca qui.

Perizie non a norma? Arriva la denuncia dei carrozzieri

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La rivolta dei carrozzieri spezzini. La notizia è di qualche giorno fa.

Le associazioni dei carrozzieri hanno presentato un corposo reclamo alla CONSAP S.p.A., Concessionaria servizi assicurativi pubblici Spa ed all’IVASS, Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni. Sotto accusa i software per la stima, installati su tablet e smartphone, ed in uso ai periti fiduciari di alcune compagnie assicurative per lo sviluppo delle stime dei danni riportati ai veicoli incidentati.  Anche a La Spezia, ma come su tutto il territorio nazionale, alcune Assicurazioni “impongono” ai periti fiduciari l’utilizzo di un tablet nel quale è stato impostato un software per la quantificazione dei danni. Tale procedura di stima prescinde dalla oggettività del perito stesso, il quale è chiamato ad esprimere solamente un giudizio che indica genericamente la gravità dell’intervento riparativo. Il perito che utilizza il software non è in grado di conoscere quante siano le ore di lavoro riportate nella stima, né come queste ore siano distribuite e neppure quali siano i costi per i materiali d’uso calcolati. Il software trasforma l’operazione direttamente in euro, senza visualizzare in quale maniera si è arrivati a stabilire l’importo. In pratica la stima viene effettuata con tempi pre-impostati dalla Assicurazione che, come reclamato dai carrozzieri, riducono quelli normalmente indicati nei tempari classici in uso dagli stessi periti assicurativi e dai carrozzieri.

E la valutazione commerciale del veicolo? Spesso risulta anti-economica!

Stesso discorso per il valore commerciale del veicolo che viene periziato. Il valore del bene danneggiato è già impostato dal software e non può essere indicato dal perito. Vale a dire che, il soggetto abilitato a dare al bene il valore ante-sinistro è vincolato al valore impostato dal software in base a parametri standard ed indicativi.

Quello che si sta verificando è che tali valori risultano solitamente più bassi rispetto al valore di mercato dello specifico veicolo danneggiato. Un bel risparmio a quanto pare!

Consigli utili.

Che siate un carrozziere o un danneggiato richiedete sempre un supporto da parte di un tecnico abilitato ed imparziale. Quello che viene incaricato dalla compagnia assicurativa non può essere considerato un “perito terzo”. Solo così avrete possibilità di un confronto con le valutazioni della compagnia assicurativa che deve liquidare il danno e verificare che la stima sia corrispondente con la vostra.

Oxygen incontra le carrozzerie del Sud! Il 4 e 5 maggio a Nola e Benevento

OXYGEN RITORNA IN CAMPANIA CON IMPORTANTI NOVITA’ PER LE CARROZZERIE

Serata di Formazione Oxygen

Mercoledì 4 e giovedì 5 maggio parteciperemo alle due serate di formazione organizzate da FEDERCARROZZIERI, nelle quali saranno presentate le ultime novità della piattaforma OXYGEN e le sue potenzialità atte a risolvere innumerevoli problemi quotidiani delle carrozzerie.

IMPORTANTE! Oxygen aiuta la tua azienda ad incassare il giusto!!!
Sappiamo addebitare in fattura tutte le ore necessarie ad una riparazione a regola d’arte? Oppure ci “accontentiamo” delle ore “stimate” dal perito della compagnia?
Dinamiche dei sinistri, queste misteriose… spesso nei sinistri si attribuiscono responsabilità dove non ci sono e viceversa.
– La tariffa oraria applicabile ed i costi dei materiali di verniciatura ti vengono riconosciuti dalle assicurazioni?
– Alla luce di recenti sentenze, anche una mancata precedenza può essere oggetto di concorso di colpa se gestita bene. Come possiamo sapere se è possibile ottenere un rimborso parziale dall’assicurazione attraverso Oxygen?
Oxygen diventa la chiave di volta per smantellare problemi e difficoltà ed ottenete risposte a tutte le vostre domande. Grazie ad Oxygen Gestione Sinistri il carrozziere viene aiutato dal Garante Oxygen  nella gestione del sinistro ed indirizzato nella giusta direzione per la risoluzione della pratica a tutela del vostro cliente, anche nei casi più complessi.
LE DUE SERATE CAMPANE SONO APERTE E GRATUITE PER TUTTE LE CARROZZERIE ANCHE NON ISCRITTE A FEDERCARROZZIERI
Il Programma delle due serate
Mercoledì 04 maggio NOLA
HOTEL DEI PLATANI, S.S. 7 Bis – 24-26-28 NOLA (Na) Tel. 081.5122522
Ore 19,00 Buffet di benvenuto
Ore 20,00 Apertura Lavori
Ore 22,45 Domande dei carrozzieri –Fine Lavori
 
Giovedì 05 maggio BENEVENTO
SOEL FORMAZIONE, Via Dei Longobardi, 24 Benevento – nei pressi del Centro commerciale “I Sanniti”
Ore 19,00 Buffet di benvenuto
Ore 20,00 Apertura Lavori
Ore 22,45 Domande dei carrozzieri –Fine Lavori
Per iscriversi alla serata di formazione clicca sul bottone di seguito.
bottone_serata_di_formazione_oxygen
La serata nel dettaglio
19.00 Al vostro arrivo troverete un buffet-aperitivo.
20.00 Apertura lavori
Davide Galli Federcarrozzieri
20.15 Prima Parte: Oxygen Gestione Polizze
– Dott. Roldano De Bastiani
21.00 Seconda parte: Oxygen Gestione Ricambi
– ing. Tommaso Caravani
– Lorenzo Prandini
21.45 Seconda Parte: Oxygen Gestione Sinistri
Davide Galli Federcarrozzieri
– garante Roberto Barbarino
– garante Luigi Mercurio
22.15 Terza parte: Oxygen Gestione Noleggio
– Enrico De Gregorio (Oxygen Rent)
22.45 – Artigiani carrozzieri presenti in sala: Le vostre domande – Fine lavori
Insomma non resta che partecipare e scoprire di persona quanto ossigeno può regalare Federcarrozzieri!
Oxygen Gestione Ricambi, Oxygen Gestione Sinistri, Gestione Noleggi, Oxygen Gestione Polizze: la risposta vincente alle mille necessità di tutti noi. Valida risorsa per regalare ossigeno alle attività di una categoria continuamente sotto pressione!

INFORMAZIONI UTILI SULLA PIATTAFORMA

Oxygen Gestione Ricambi
Un concreto supporto al carrozziere per la ricerca veloce di ricambi e di informazioni via web. Nel dettaglio fornisce:
  • Codici e i prezzi corretti dei ricambi originali e di quelli alternativi sempre aggiornati
  • Prezzi di acquisto con sconti o netti e visualizzazione delle giacenze per i marchi originali e di concorrenza Partner del progetto
  • Ordine ricambi trasparente, risparmiando tempo, meno telefonate e attese per la conferma dell’ordine e dello sconto
  • Accesso gratuito a informazioni dettagliate sugli intervalli di manutenzione programmata (Check List) e le quantità di riempimento come descritto da casa madre
  • La possibilità a breve di scaricare, dopo l’invio dell’ordine, 10 manuali tecnici di riparazione gratuiti Il progetto è stato realizzato e sviluppato da Oxygen in collaborazione con Collins (Gestore della Piattaforma) e Car Point (Gestore dei Ricambi) Attualmente in Europa non esiste una piattaforma che proponga prodotti originali e alternativi con disponibilità e condizioni di acquisto.
 Oxygen Gestione Sinistri
Il progetto nasce dall’esigenza di molti artigiani che, alle prese con la riparazione di un veicolo sinistrato, incontrano difficoltà sulla giusta definizione, e spesso accettano (in sudditanza) proposte liquidative offerte dai periti assicurativi:
Limitazioni tariffarie, degradi sui materiali di consumo, franchigie di 80 euro in RCA, smaltimenti rifiuti non pagati, franchigie del 10% in RCA, divieti di utilizzo della cessione di credito, auto sostitutive non pagate, ritardi sui pagamenti, assegni al cliente anche con cessione di credito e tante altre criticità che possono mettere in seria difficoltà le nostre carrozzerie.
Linearità di cassa e riduzione degli insoluti assicurativi, ma soprattutto rispetto delle tariffe di manodopera delle carrozzerie, Oxygen Gestione Sinistri viene in aiuto anche quando al perito assicurativo viene imposto l’utilizzo di un’app creata da un’Assicurazione per ridurre i tempi dei preventivi e pagare meno (vedi Siva o Perizia Light).
Oxygen Gestione Noleggi
Nessun costo per vetture ferme in carrozzeria. Finalmente un’opportunità per chi è senza licenza di noleggio.
Tutti i punti di forza di Oxygen Gestione Noleggio:
  • Gestionale gratuito per le tue auto sostitutive, foglio di uscita, di rientro e fatturazione.
  • Recupero fermo tecnico con il metodo Oxygen gestione sinistri.
  • Puoi diventare noleggiatore anche senza licenza di noleggio.
  • Mai più vetture ferme e inutilizzate in carrozzeria, ma condivise con i tuoi colleghi.
  • Una vettura senza costi fissi nella tua carrozzeria da noleggiare ai tuoi clienti senza contratto a lungo termine.
  • Il carrozziere che necessita di una vettura oltre alle proprie può individuare, attraverso una mappa, le vetture disponibili al noleggio a breve termine a tariffe competitive.
  • La tua carrozzeria diventa un’importante punto di riferimento per il nolo auto non solo per i tuoi clienti.
Oxygen Gestione Polizze (novità!)
La novità assoluta nel panorama italiano e Federcarrozzieri si tuffa nell’avventura con un obiettivo unico: che i carrozzieri possano fidelizzare i clienti. È un modo per combattere la canalizzazione fatta dalle assicurazioni tramite gli agenti: i danneggiati vengono indirizzati, con una bella “spinta” sulla schiena, verso i carrozzieri convenzionati. Oxygen Gestione Polizze corre in aiuto del carrozziere per fidelizzare il proprio cliente e non lasciarlo in pasto alle compagnie!
Quali sono i Vantaggi di Oxygen?
  • Riduzione del numero della cause legali
  • Possibilità di garantire all’assicurato lo stesso trattamento su tutto il territorio nazionale
  • Contare su strumenti anti-frode
  • Gestione sinistri in out-sourcing e conseguente riduzione dei costi
  • Gestione sinistri con polizze in forma specifica
  • Gestione sinistri anche in assenza di Cid
  • Perfezionamento del flusso di cassa (cash-flow)
  • Trasparenza nei confronti del proprio cliente
  • Incremento dell’utile

#‎RCAuto‬ ‪#‎derivaIndennitaria‬ ‪#‎Allianz‬

Sul nostro Blog ne abbiamo già discusso tempo fa con questo post:Lo scherzetto della clausola sulla conciliazione paritetica (liberticida!) di una nota Compagnia tedesca..e nel mese di novembre abbiamo interessato anche l’IVASS chiedendone un parere, ma da allora siamo ancora in attesa di una risposta. Attendiamo fiduciosi!

L’argomento è diventato molto scottante e tuttora di attualità:

clasola allianz

#‎RCAuto‬ ‪#‎derivaIndennitaria‬ ‪#‎Allianz‬ (e non solo!): continuano gli articoli in merito alle “clausole vessatorie”.
La ‪#‎CartadiBologna‬ vigila e partecipa attivamente con ‪#‎OUA‬, ‪#‎CUPSIT‬,‪#‎Federcarrozzieri‬ ed ‪#‎Assoutenti‬.

Ecco alcuni articoli in merito:

La polizza Rca su misura. Per fregarti

Apriamo la settimana segnalandovi questo interessante articolo dal blog “automobilista.it”. Si parla di Rca, clausole e clausolette vessatorie, anticostituzionali ed illecite che si trovano all’interno dei contratti RcAuto..

Aprite gli occhi e anche le orecchie prima di sottoscrivere un contratto assicurativo. Non fermatevi solo al prezzo appetitoso, verificate bene le condizioni di polizza; valutate con attenzione sia i vantaggi che gli svantaggi nell’accettazione di una serie di sconti che poi impongono una limitazione della libertà..
Buona lettura

Dal blog Automobilista.it:

gattovolpe-300x194.jpg“Se accetti questa clausola, risparmi il 10% sulla Rca. Se poi firmi quest’altro cavillo, hai una riduzione del 15%. Puoi aggiungerci un ribasso ulteriore del 5% per questo, e quindi del 5% su quell’altro…”. Quando le assicurazioni ti vogliono fare la Rca su misura, c’è di che stappare le bottiglie di champagne. Quasi quasi la polizza te la danno gratis. Anzi no: sono loro che pagano te affinché tu dia l’ok a entrare nella loro squadra. Occhio: è una Rca proprio su misura, per fregarti. Ma quali sono queste benedette clausole?

1) La più eccitante si chiama Rca con scatola nera. Con lo sconto. Peccato si dimentichino di dirti chiaro e tondo che, in caso di sinistro, se sgarri di un chilometro orario sulla velocità imposta in un certo tratto, il tuo risarcimento intero te lo scordi. Vuoi contestare la black box? Provaci. Nel contratto firmato da te ci sarà scritto grosso modo: “Le risultanze del dispositivo formano piena prova, nei procedimenti civili, dei fatti cui esse si riferiscono, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento del dispositivo”. Così, in un attimo, non solo ti sei sbranato il tuo sconto originario, ma in più vedi anche il rimborso decurtato. Sempre se te lo danno. Complimentoni, furbastro.

2) Rinunci all’avvocato e hai una riduzione sulla Rca. A parte che una normaccia del genere è anti-costituzionale, lede i tuoi diritti alla difesa, comunque non si capisce perché tu non debba avere un legale, un esperto in infortunistica stradale, un patrocinatore stragiudiziale che ti aiuti. Per fare un favore alla compagnia, che così è libera di assegnarti l’indennizzo che crede?

3) Risarcimento in forma specifica e rinuncia alla cessione di credito al carrozziere indipendente. In cambio di uno sconto. In sostanza, vai dal carrozziere convenzionato con la compagnia: non hai più la tua libertà di scelta. E chissà, magari rimpiangi di non avere la tua macchina riparata dal tuo carrozziere. In più, non hai la libertà di cedere il diritto del tuo credito (vantato verso la compagnia) al carrozziere indipendente. In questo modo, la compagnia fa il bello e cattivo tempo: ti ha in mano. Norme illecite, clausole vessatorie. Immondizia. Rca trash”.

Il perito assicurativo quale responsabilità professionale?

Perito wanted

Si discute da tempo delle libere professioni, della tutela che il sistema legislativo italiano riconosce e delle soluzioni attuabili. In tanti lamentano l’assenza di garanzie e la mancanza di difesa del valore da attribuire al settore. Al grido di “Non è un paese per liberi professionisti” si sono mosse manifestazioni di protesta che si alternano a quanti invocano l’abolizione degli ordini professionali anche alla luce dell’esperienza lacunosa sperimentata. Da più parti s’invocano i network quale risposta almeno parziale ad una crisi di mercato incalzante.

Tra le figure professionali preoccupate vi è certamente anche quella del perito assicurativo, un professionista che non vanta l’esistenza di un ordine professionale che tanto ha reclamato ma che risulta riconosciuto in un apposito ruolo professionale: il ruolo dei periti assicurativi.

Si accede al ruolo dopo aver sostenuto e superato l’esame di abilitazione istituito dalla CONSAP. In seguito ognuno determinerà la propria strada scegliendo tra l’esser fiduciario di una compagnia assicurativa prestando la propria opera a vantaggio delle assicurazioni o a vantaggio dei privati che dovessero subire un sinistro stradale, o ancora quale consulente d’ufficio presso Tribunale e Giudice di Pace.

Veniamo al caso specifico del perito assicurativo fiduciario di compagnia. Non esiste un tariffario ufficiale che stabilisca una soglia minima al di sotto della quale non si può scendere e gli stessi rapporti di collaborazione professionale che si instaurano con le compagnie sono alquanto indefiniti.. o per meglio dire fin troppo definiti a totale vantaggio della mandante. Ogni compagnia applica al fiduciario un accordo contrattuale che definisce margini ben delimitati in ordine alle pretese ed agli standard richiesti. Rigorose sono le richieste per accedere a tale collaborazione, una collaborazione professionale che stenta spesso a trovare un idoneo  ed univoco riconoscimento giuridico. Lo si può riscontrare con particolare evidenza proprio nei contenziosi che si instaurano al termine di tali collaborazioni professionali. Vincolati a tempi, costi e dictat assicurativi i periti faticano ad operare in un mercato come quello attuale senza dover necessariamente scendere loro stessi sotto soglia.  C’è poi da sottolineare come tali compensi siano imposti in virtù di una malcelata speranza di trasformare la collaborazione a tempo determinato nel lavoro di una intera vita. Questo è l’equivoco su cui germogliano le richieste più assurde da parte delle assicurazioni ingoiate dal perito di turno in balia di una aspettativa irrealizzabile.

Sulla scia di tali storture si consuma una ulteriore problematica: la inevitabile perdita della terzietà. Come può un professionista “libero” esercitare liberamente la propria professione se, a ben vedere, il rapporto con la mandante è un rapporto che aspira, che tende diciamo, ad un consolidamento di tipo quasi subordinato. Come si può prestare in assoluta autonomia la propria opera a favore di un soggetto che limita fortemente questa autonomia sotto ogni possibile punto di vista?

Ma non è la terzietà del perito l’unica spina nel fianco di questa figura professionale.

Vi è infatti un aspetto ulteriore ed è quello della sindacabilità di una eventuale responsabilità professionale. Quando il perito viene incaricato dello svolgimento di una perizia si innesca una strana dinamica che vede questa figura apparentemente investita della certificazione dell’intera dinamica sinistrosa. Chi controlla questo operato? Chi ne garantisce l’attendibilità dal punto di vista tecnico? Perché non prendere esempio dalla Francia dove la perizia viene svolta in contraddittorio? Accade così che, nei casi di sinistri contestati, agli atti si rinvengono perizie che da una parte affermano la compatibilità dei danni con la dinamica denunziata ma dall’altra ne contestano la risarcibilità..

O ancora casi nei quali si legge nelle perizie depositate che la valutazione economica del veicolo è stata effettuata sulla base delle indicazioni della mandante..

In fase di trattazione del sinistro presso un ispettorato quando si discute con il liquidatore incaricato capita spesso che si alzi un muro che ha come fondamento unicamente la perizia del fiduciario. A nulla sembrano valere fatture, perizie di parte, circostanze oggettive, il liquidatore si nasconde dietro la perizia e anche in presenza di errori o carenze eclatanti non se ne discosta.

Cosa accade se la perizia contiene un’anomalia, un errore di valutazione rilevabile solo da un tecnico che abbia a sua volta visionato i veicoli coinvolti o il luogo del sinistro? Chi supervisiona la perizia redatta dal perito?
Insomma chi certifica un eventuale errore, chi ha il potere di sindacarne l’operato, a chi risponde il perito in caso di condotta deontologicamente sindacabile?
Interrogata la Consap sulla questione.. come Ponzio Pilato se ne lava le mani..
Resta il danno, ulteriore, a discapito dei danneggiati malcapitati, resta la minaccia alla terzietà, resta la mancanza di tutela dell’intera categoria: tutte problematiche in attesa di risposte a domande che nessuno sembra porsi.

Scatola nera #RcAuto: un enorme #Bluff antitruffa!

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Siamo ancora provati dalle abbuffate pasquali ed ecco che arrivano dal Senato informazioni difficili da digerire! Fronte RcAuto: spunta dal cilindro la solita “vecchia” proposta: l’obbligatorietà dell’installazione della scatola nera (detta anche black box).

Benefici? Per le assicurazioni quelli di poter dominare maggiormente l’iter risarcitorio post sinistro. Un controllo pressante e indagatore capace di mettere in discussione, a proprio piacimento, dati sensibili. Nascosti dietro al paravento delle truffe sembrano voler comunicare ufficialmente a tutti noi: “c’è poco da fidarsi, siete un popolo di truffatori in libertà vigilata!”.

Tanti i dubbi. La scatola nera ha un costo legato alla sua installazione ed all’eventuale disinstallazione (quando si vuol cambiare compagnia o vendere l’auto). Costi a carico degli utenti che risulterebbero ben più elevati degli sconti che dovrebbero conseguire all’installazione. Ecco, ma poi, di quanto sarà lo sconto? Quale sarà il riferimento di base da cui partire? E la nostra privacy sarà al sicuro? Perché deve essere una società esterna a controllare i nostri dati e i nostri tragitti? Perché le compagnie assicurative dovrebbero poter schedare e monitorare ogni nostro singolo spostamento?

Ma funziona correttamente? Già! Siamo sicuri del corretto funzionamento del dispositivo in caso di sinistro?  Un dato che a tutti resta oscuro. Registriamo diversi casi in cui gli automobilisti hanno avuto diverse problematiche a causa dell’installazione del dispositivo satellitare.

Ecco alcuni casi realmente accaduti:

PRIMO CASO (e probabilmente anche il più delicato): un’automobilista alla guida del proprio veicolo percorre regolarmente una strada del Comune X. Improvvisamente da una strada laterale sopraggiunge un veicolo che non rispetta il segnale di STOP collidendo contro il malcapitato.  Constatato i danni i due protagonisti compilano il modello CAI e l’automobilista con ragione si rivolge al proprio assicuratore per ottenere il risarcimento dei danni. Ma ecco l’amara sorpresa:  l’Assicuratore respinge la richiesta di risarcimento dell’automobilista per “mancato nesso di causalità”, in parole povere il sinistro non risulterebbe compatibile con i danni lamentati dall’automobilista.

A questo punto l’automobilista si rivolge allo studio di un professionista che scopre l’arcano: la scatola nera non ha RILEVATO il sinistro stradale!! A questo punto vengono effettuate una serie di attività e accertamenti da parte dello studio d’infortunistica che acquisisce addirittura fotografie con i veicoli incidentati – che fortunatamente l’altro automobilista aveva scattato sul luogo del sinistro dopo l’urto tra i veicoli. Finalmente, dopo più di quanto previsto per legge l’automobilista ha ottenuto il dovuto risarcimento, anche se ha rischiato di veder invalidato un suo diritto per una totale inadeguatezza del dispositivo tecnologico che si vuole imporre per legge!

SECONDO CASO (da non sottovalutare):  in questo secondo caso l’automobilista procedeva alla guida del proprio veicolo su una strada Provinciale del Comune X. Improvvisamente da una strada laterale si immetteva un veicolo senza rispettare il segnale di STOP collidendo contro il malcapitato che a seguito dell’urto finiva la sua corsa contro un guardrail riportando anche danni alla persona. Sul luogo dell’incidente intervenivano le autorità di polizia che applicavano le dovute sanzioni al veicolo che non rispettava lo stop. Ma ecco cosa accade: l’Assicurazione dell’automobilista con ragione offriva un risarcimento pari al 70% del danno contestando la velocità, in quanto sulla Strada Provinciale vigeva un limite di velocità pari a 50 km/h (un po’ bassino considerato il tipo di strada..) mentre la scatola rilevava una velocità di percorrenza del veicolo pari a 60 km/h. Risarcimento decurtato del 30% in virtù di una presunta violazione mai contestata dalle stesse autorità intervenute!

Oltre il danno la beffa!! A questo punto l’automobilista, vedendosi contestate le proprie ragioni e posto dinanzi ad una improvvisa dilatazione dei tempi del risarcimento si rivolgeva ad uno studio d’infortunistica per far valere i propri diritti con notevoli ed ulteriori disagi.

TERZO CASO: l’automobilista procede regolarmente alla guida del proprio veicolo sulla strada Statale del Comune di X. Anche in questo caso l’altro automobilista alla guida del proprio veicolo si immetteva sulla Statale senza rispettare lo Stop collidendo contro l’incolpevole automobilista. Dopo aver verificato i danni i due automobilisti compilano il modello CAI e l’automobilista certo di aver ragione si rivolge al proprio assicuratore per ottenere il risarcimento dei danni. ATTENZIONE: In questo caso la scatola nera ha rilevato il sinistro, ha rilevato che il veicolo percorre quel tratto di strada a 44 km/h, dove il limite è di 50 km/h. Dal rilievo della mappa è chiaro ed evidente il luogo del sinistro ed il punto di collisione. Dove è il problema? Direte voi. Ecco cosa accade in questo caso: l’Assicuratore dell’automobilista con ragione paga il sinistro con responsabilità concorsuale paritaria, vale a dire al 50%, in quanto afferma che dalla compilazione del modello CAI si evincerebbe una concorsualità! Ma come? La scatola nera rileva perfettamente il luogo dell’accadimento, la velocità del veicolo assicurato, la direzione dell’urto e la forza G dell’urto ricevuta dal veicolo. Risposta dell’assicuratore: il modello CAI (compilato in modo insufficiente dai due conducenti) avrebbe valore probatorio rispetto al dispositivo che registra la dinamica del sinistro. Purtroppo anche in questo caso l’automobilista non accetta l’offerta proposta dall’assicuratore e si vede costretto ad agire giudizialmente per veder valere il proprio diritto al risarcimento, con un prolungamento dei tempi ed un aggravio di spese a suo carico. Nel caso appena illustrato prendiamo atto di come, nei fatti, la scatola nera non  abbia  necessariamente valore probatorio prevalente.

QUARTO E ULTIMO CASO (a dire il vero il più complesso!): in questo caso l’automobilista proveniente da una strada secondaria arriva al segnale di STOP e si ferma prima di immettersi sulla strada Statale del Comune X. Una volta verificato che non sopraggiungessero altri veicoli, l’automobilista iniziava la manovra di immissione entrando in collisione con un altro veicolo che proveniva da una corsia di immissione adiacente ma percorsa erroneamente in controsenso dall’altro automobilista. Anche in quest’ultimo caso il dispositivo ha registrato l’impatto, rilevando la velocità del veicolo pari a 2 km/h al momento dell’impatto, registrando un urto obliquo nella parte anteriore sinistro. Insomma, tutti elementi che potrebbero essere di sostegno all’automobilista quanto meno per una definizione concorsuale del sinistro, anche alla luce della manovra messa in atto dall’altro veicolo. Invece? No. In questo caso l’Assicuratore risponde che purtroppo l’automobilista aveva lo Stop e, in tutta sostanza, si sa..  lo Stop è un muro! Il finale non è dissimile dai precedenti casi.

Morale della favola: il dispositivo tanto invocato dovrebbe rilevare la dinamica del sinistro ma non sempre lo fa; dovrebbe evitare le truffe, gli incidenti dubbi e i rimborsi non dovuti ma, spesso, avviene proprio il contrario. In sostanza, il prodotto di alta tecnologia che viene fortemente sponsorizzato dalle Compagnie non possiede tutti i requisiti di certezza ed efficienza che prospetta, non  è affidabile al 100% e pare  utilizzato unicamente ad uso e consumo delle compagnie assicurative.

Per finire.. C’è poi una questione ulteriore. L’obbligatorietà della scatola nera potrebbe “veicolare” la riparazione delle auto danneggiate presso i centri convenzionati. Insomma l’ennesimo cavallo di troia per limitare la libertà di scelta dell’assicurato. Nessuna tutela per l’automobilista in caso di sinistro e limitazione della libertà che non sarà libero di andare dal suo carrozziere di fiducia. Un controllo assoluto sia del mercato RcAuto, altro che DIRITTI, altro che CONCORRENZA.

Siamo dinanzi all’ennesima beffa che, se approvata, condurrebbe a gravi conseguenze. Il Governo si farà trascinare nuovamente lungo l’ennesima discesa pericolosa?

#BuonaPasqua #2016

buona pasqua 2016

Il Blog di Luigi Mercurio Vi augura di trascorrere qualche giorno sereno e gioioso con i Vostri cari, con grande Speranza di Pace in un momento in cui i fatti di cronaca destano tanta preoccupazione e provocano dolore e terrore per migliaia di persone.

Noi siamo per la libertà di scelta. Siamo per la libertà di pensiero e di opinione,  per la libertà di espressione e associazione. Siamo anche per la libertà di culto, di tutti i culti. Ma non accettiamo il Regime del Terrore che utilizza la violenza in nome di una presunta ideologia!

L’essenza della libertà è sempre consistita nella capacità di scegliere come si vuole scegliere e perché così si vuole, senza costrizioni o intimidazioni, senza che un sistema immenso ci inghiotta; e nel diritto di resistere, di essere impopolare, di schierarti per le tue convinzioni per il solo fatto che sono tue. La vera libertà è questa, e senza di essa non c’è mai libertà, di nessun genere, e nemmeno l’illusione di averla. [Cit. Isaiah Berlin].

Auguri di Buona Pasqua

La Revisione Periodica della carrozzeria attraverso il beneficio delle piccole riparazioni

revisione carrozzeria

La proposta della “revisione periodica della carrozzeria” porta la firma di Fabio Bergamo, scrittore impegnato da molti anni sul capitolo “sicurezza stradale”. Le sue proposte note ed apprezzate dal Ministero dei Trasporti, Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, ASAPS Polizia Stradale, ecc…, e riportate su siti, blog, giornali e riviste di livello nazionale, sono approdate in Parlamento. Su di esse infatti l’ On. Paolo Russo, terrà, a breve, una interrogazione parlamentare alla Camera dei Deputati.

Lasciamo, di seguito, il testo della stessa, elaborato da Fabio Bergamo e la comunicazione dell’ Avv. Grazia Ferrara di Napoli, entrambi inviati da Lei all’ ANIA rendendo nota alla medesima associazione, la sua disponibilità a seguire legalmente l’evolversi dell’ iniziativa riguardante appunto l’introduzione del beneficio delle piccole riparazioni – come “clausola” da inserire nel normale contratto RC Auto – destinato esclusivamente agli utenti virtuosi (BONUS RIPARATIVO).

Fabio Bergamo ringrazia l’ Avv. Grazia Ferrara e l’On. Paolo Russo per il sostegno offerto al suo lavoro. Ringrazia altresì Federcarrozzieri per la battaglia a favore dei diritti degli utenti danneggiati per i quali si è giunti alla elaborazione della Carta di Bologna come della Piattaforma Oxygen per la gestione rapida e quindi trasparente dei sinistri da parte delle autocarrozzerie.

Segue Testo della proposta di Fabio Bergamo e Lettera dell’ Avv. Grazia Ferrara inviate all’ ANIA in data 24 marzo 2016 :

I Documenti sono in Formato PDF

Testo della proposta di Fabio Bergamo

Lettera dell’ Avv. Grazia Ferrara

Alcuni giornali che hanno riportato la proposta relativa alla revisione periodica della carrozzeria attraverso il beneficio delle piccole riparazioni, avanzata da Fabio Bergamo:

su ASAPS POLIZIA STRADALE
http://www.asaps.it/51778-_educazione_stradale_dei_bambini_il_primo_giocoalbum_.html

Leggi oggi – Motori Oggi gestito dal Dr. Girolamo Simonato Comandante della polizia locale in prov. di PD
http://www.leggioggi.it/2016/03/03/sicurezza-stradale/

La Rampa – giornale della Campania –
http://www.larampa.it/sicurezza-stradale-le-proposte-di-bergamo-approdano-in-parlamento/

L’assicuratore tutto fare..

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Natale è ormai un vago ricordo, Pasqua sarà presto alle nostre spalle ed il tempo dei facili buonismi è quindi ampiamente trascorso.. Le fatiche assicurative, invece, non conoscono festività e proseguono forsennatamente senza sosta. Multitasking è una parola tanto di moda, riuscire a fare più cose contemporaneamente pare a molti l’unica strada per il successo, per sentirsi “fighi”. L’assicuratore non è certo da meno e pur di stare al passo coi tempi deve aver deciso di tentarle tutte.

Ecco allora che oggi come oggi ci troviamo di fronte ad una figura multiforme. Un assicuratore trasformista, l’assicuratore potremmo dire dai mille volti.

Parliamo per fatti concreti.

Il sinistro si è appena verificato, il danneggiato deposita il modello CAI in agenzia e spera nell’agognato (dovuto) risarcimento. Il tempo trascorre invano ed ecco che il danneggiato/sfiduciato decide di rivolgersi al patrocinatore stragiudiziale per vederci finalmente chiaro. Ecco che improvvisamente il danneggiato riceve una telefonata dall’agenzia presso cui è assicurato. Una lieta novella giunge è pronto un assegno lì in agenzia che attende solo di essere ritirato dal cliente/beneficiario. Troppa la gioia per riflettere, per indagare e l’ignaro danneggiato corre a ritirare quella che ormai gli sembra una “fortuna insperata” quasi calata dall’alto. Assicuratore/Liquidatore. Dunque, pur di consentire un risparmio alla mandante….(o forse anche per il mero gusto di non far pagare gli onorari al patrocinatore??!) ecco che l’intrepido agente veste all’occorrenza i panni del liquidatore, sposta i mobili in agenzia, cambia il completo che indossa, si conferisce un’aria seriosa e meno amichevole ed ecco il gioco è fatto: ecco l’agente liquidatore. Prima figura brillantemente sostituita: risparmio doppio.

Assicuratore/perito: Il sinistro è appena avvenuto, il danneggiato si reca presso l’agenzia con il modello CAI compilato e le indicazioni sulla dinamica del sinistro. Ecco allora che l’agente, presa visione della documentazione, si mostra perplesso, dubbioso, preoccupato.. le espressioni si succedono rapidamente sconcertando non poco il danneggiato/assicurato.. che non si sente affatto rassicurato e s’agita. L’agente inizia così a vestire i panni del consigliere, illustra, a suo dire, la dinamica sinistrosa più consona ad una migliore illustrazione da riportare nel modello CAI, contesta i danni lamentati asserendo che la richiesta del riparatore è certamente esosa e molto al di sopra dei reali interventi di riparazione necessari. Troppi i pezzi da sostituire e gli interventi richiesti, meglio riparare che sostituire, insomma la compagnia non riconoscerà le voci di spesa. In ogni caso c’è sempre la carrozzeria convenzionata: quella sì che effettuerà la riparazione perfetta! In questi casi l’agente ha quindi dovuto indossare le vesti di perito o se si preferisce anche di carrozziere esperto. In ogni caso un ulteriore risparmio per la mandante.

L’agente avvocato/magistrato. Quando accade il sinistro ed il danneggiato/assicurato ha pienamente torto.. l’indefesso agente ha il compito delicato di verificare se il torto lamentato dal cliente è realmente tale. In questi casi, di difficile interpretazione l’agente inizia un’opera ricostruttiva sottile e complessa nella quale tenta di comprendere se la presunzione di concorsualità risulta effettivamente superata o se, invece, è tutt’ora applicabile. E’, quindi, questo il caso in cui l’agente con grande sapienza indossa persino la toga e dirime l’angosciosa questione insorta.

Dunque “signori della Corte”, diremmo se fossimo in un’aula giudiziaria da telefilm americano.. ma la nostra triste realtà è ben distante da quella fantasiosa che tanto ci appassiona. L’attualità ci costringe a scontrarci, è proprio il caso di dire, con la tortuosa realtà. Quella di un sistema assicurativo che fagocita tutte le professionalità in nome esclusivamente di quello che mio nonno chiamava “il Dio danaro”.

DDL Concorrenza.. Sorprese di Pasqua dal Senato

#RcAuto.. #Ddlconcorrenza.. Si sa, le compagnie amano ricevere i regali.. Dopo quelli natalizi ecco che arrivano i regali pasquali dal Senato. Un emendamento ad hoc farà risparmiare 1,5 miliardi alle assicurazioni, penalizzando le vittime della strada!

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Le Compagnie di Assicurazioni, puntano a cancellare il danno morale! Ed a quanto pare trovano nei Senatori renziani validi alleati. I numeri non sono di poco conto. Nell’uovo di Pasqua per le Compagnie una sorpresa pari a circa un miliardo e mezzo di euro di minori costi, oltre i già considerevoli sei miliardi di utili complessivi del settore.

Dopo che, già alla Camera, l’intervento di alcuni Deputati del Partito Democratico avevano prodotto modifiche al testo a favore delle Compagnie, ora, al Senato, un emendamento a firma del Sen. Francesco Scalia ridurrà sensibilmente il risarcimento riconosciuto per le lesioni gravi.

Ecco il grido di allarme dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (AIFVS)  e dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA).

Le parole della Dott.ssa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, Presidente AIFVS:Faccio seguito ai precedenti comunicati agli esponenti politici nei quali avevo espresso la preoccupazione per il risarcimento alle vittime della strada, compromesso dopo il passaggio del DDL concorrenza dalla Camera al Senato.
Avevo anche evidenziato che il relatore Luigi Marino, relatore del ddl concorrenza, era schierato a favore delle imprese assicuratrici, ed era quindi portatore di un orientamento pregiudizievole per le vittime, ed avevo chiesto di affrontare la discussione sul ddl concorrenza migliorando e non deprimendo il risarcimento del danno alla persona, per il quale continuiamo a sostenere l’osservanza dei parametri delle Tabelle di Milano, e di eliminare anche gli emendamenti che per tutti i danneggiati peggiorano il testo uscito dalla Camera, e per le vittime della strada introducono misure vessatorie a livello risarcitorio e processuale.
Nel riscontrare che in Senato, nonostante le nostre richieste, si fa orecchio da mercante e la discussione è orientata a decurtare di almeno il 30% i valori dei risarcimenti alle vittime della strada, che hanno subito lesioni gravi o gravissime, a non riconoscere il danno morale e a riformulare su invito del senatore Scalia l’art. 8, l’AIFVS esprime la propria indignazione e continua a dire ai Senatori che il risarcimento non si tocca. È una questione di civiltà, di dignità e di attenzione ai diritti della persona, pertanto la nostra pressante ed inderogabile richiesta è: “giù le mani dal risarcimento del danno alla persona, sia in termini di perdita della vita che di perdita dell’integrità della salute”.
Assieme ai sottoscrittori della “Carta di Bologna” chiediamo che non vengano stravolte le indicazioni della Camera.
L’AIFVS si attende di essere ascoltata e di avere risposta alle richieste, come si usa tra persone civili”.

IL COMUNICATO STAMPA DELL’OUA:

RC AUTO E DDL CONCORRENZA, LA DENUNCIA DELL’OUA: “SI VUOLE ABOLIRE PER EMENDAMENTO IL DANNO MORALE”, ENNESIMO SCHIAFFO AI DIRITTI DEI CITTADINI

II coordinatore e il segretario della Commissione Responsabilità Civile dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura-Oua, Angelo Massimo Perrini e Marco Montozzi, denunciano le manovre lobbistiche in corso in queste ore in commissione Industria al Senato finalizzati a implementare ulteriori regali alle Assicurazioni.
E’ stata infatti depositata una riformulazione di un emendamento di maggioranza (8.20 -testo 2- proponente Senatore Francesco Scalia):
Al comma 1, capoverso «Art. 138», sostituire il comma 4 con il seguente: «4. Quando sussista un danno biologico, l’ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona.».
La norma ove approvata, prevederà che l’ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto per le lesioni gravi (superiori al 9%) sia esaustivo del risarcimento di ogni voce di danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona.
In buona sostanza, sottolinea L’OUA, ove venisse approvato un simile formulato si raggiungerebbe il risultato di far sparire la liquidazione del danno morale dai risarcimenti che verrebbero decurtati del 30 per cento in media.
L’OUA rivolge un appello ai Senatori perché cessino gli attacchi ai diritti dei danneggiati”.

 

DDL Concorrenza: ritirati gli emendamenti che limitavano la libera scelta del carrozziere

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Ritirati ieri gli emendamenti dal 3.40, 3.41, 3.44, 3.45 e accantonato tutto l’articolo 3. Addio alle clausole vessatorie?

Si è svolta tutta sottotraccia con relazioni tecniche e lettere ai singoli senatori la bataglia sugli emendamenti che reintroducevano di fatto la possibilità per le compagnie di introdurre clausole vessatorie per gli automobilisti nei contratti RC-Auto.

Ad essere sotto accusa da parte delle associazioni di carrozzieri, ma anche avvocaticonsumatori e vittime della strada sopratutto l’articolo 3, che ai punti 3.403.413.44 e 3.45 ribadiva il diritto per il danneggiato al totale risarcimento del danno, “ma” con un piccola dicitura che stravolgeva completamente tale diritto: il diritto al risarcimento era definito totale “fatta salva la libertà contrattuale”.

Ancora una volta quindi si cercava di concedere alle compagnie la possibilità di inserire clausole nelle polizze RC Auto in grado di limitare la scelta del carrozziere, ad esempio con l’introduzione di franchigie in caso l’utente si recasse presso la sua carrozzeria di fiducia in luogo di quella fiduciaria della compagnia. Nella Giornata di ieri (8 marzo 2016) tuttavia tali emendamenti sono stati ritirati.

Restano al momento operativi altri articoli che varie associazioni (comprese quelle che si presentano sotto il cappello della Carta di Bologna) osteggiano fortemente, compreso l’articolo 10 che con gli emendamenti 10.12 e 10.13 inseriscono un termine di decadenza dall’azione risarcitoria di soli 90 giorni a fronte del termine attuale di due anni.

Nonostante quindi il passo avanti compiuto dalla Xa commissione del senato, che con il ritiro di questi emendamenti porta la posizione governativa più in linea con il testo uscito dall’analisi parlamentare, mancano ancora all’appello gli emendamenti presentati dai singoli relatori, ragion per cui è ancora difficile comprendere a pieno quale sarà il testo finale che uscirà dalla commissione.

Fonte: http://www.carrozzeriaautorizzata.com

DDL Concorrenza: Gli attacchi arrivano dal Senato!

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Continuano gli attacchi alla libertá di scelta dell’automibilista ed alle vittime della strada. Infatti, dopo che la Camera aveva apportato modifiche migliorative al Ddl Concorrenza in materia di RcAuto, il testo, è ora all’esame della commissione Industria del Senato. In questa fase, però, il testo rischia di essere stravolto per favorire le assicurazioni a spese di danneggiati, carrozzieri e professionisti.

Ecco cosa ne pensa il CNA in un suo comunicato:

La CNA ritiene fondamentale che la versione del Ddl Concorrenza in materia di RcAuto, all’esame della commissione Industria del Senato, venga approvata così com’è uscita dalla Camera. Va respinta ogni modifica che possa favorire le assicurazioni a spese di imprese e automobilisti, tradendo così la primaria finalità del provvedimento: la tutela della concorrenza.

La Camera ha trovato l’equilibrio tra l’esigenza dell’automobilista di scegliere il proprio carrozziere di fiducia e il diritto del carrozziere a svolgere la propria attività nel rispetto dell’autonomia imprenditoriale. La CNA rivolge un appello ai senatori perché confermino, in questo momento decisivo, la sensibilità e l’attenzione alle ragioni della concorrenza, degli automobilisti, delle imprese già dimostrate dalla Camera”. Lo si legge in un comunicato della CNA“.

#Rosasinistro: Il vestito su misura del testimone

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L’antica arte di cucire modellando l’abito su misura del cliente, sulle sue specifiche esigenze. Cosí, quando il capo veniva finalmente indossato, qualcuno ti diceva che sembravi un figurino. La moda però è mutevole, l’industria produce ormai in serie ed anche il modello testimone muta col mutare delle mode. Modello testimone? Sì citando Benigni: modello Giuditta.

Inviso ai più, il vestito stretto del testimone non lo vuole più nessuno. In questi anni anche il testimone è finito nel girone dei ladroni con avvocati, carrozzieri e danneggiati. Tutti truffatori per antonomasia delle “povere” assicurazioni ma questo leit-motiv lo conosciamo bene in tanti. Non è un mistero per nessuno, basta sfogliare le pagine dei giornali o cercare su google. Alla voce testimone vengono fuori solo accezioni negative e l’urgenza di un cambiamento per quello che viene dipinto come un vero e proprio “lavoro”, quello appunto del falso testimone.
Sappiatelo, è una voce univoca: il testimone vero non esiste e, dunque, occorre un intervento. Ma come, qualcuno si chiederà “non esisteva già un reato di falsa testimonianza?”. Macchè, urge un provvedimento ad hoc, le compagnie devono dormir sonni tranquilli! Ecco allora che già nel Destinazione Italia di Letta veniva paventata “la soluzione delle soluzioni”. L’ideona era questa: l’art. 1, 1° co, lett. c) D. d.l. Zanonato, già art. 8, 1° co., lett. c) D.L. Destinazione Italia modificando  l’art. 135 del D. Lgs.  07/09/2005, n. 209, (Codice Assicurazioni) prevedeva: ”inammissibile il testimone che non sia stato indicato nella denunzia di sinistro e nella richiesta di risarcimento inviata alla compagnia di assicurazione; il giudice non ammette le testimonianze non acquisite come sopra, salvo i casi in cui risulti comprovata l’oggettiva impossibilità della loro indicazione; sè prevista la verifica dei testimoni ‘professionali’, con segnalazione alla Procura della Repubblica per gli accertamenti consequenziali.”
Quando per pochi minuti le machiavelliche e nefaste previsioni dell’art.8 furono spazzate via pareva rientrato l’allarme. Senonché, dopo la simulazione di stralcio, ecco che gli spropositi del Destinazione Italia sono stati riproposti e pedissequamente riportati nel Ddl concorrenza. Insomma si pensa così di prendere per il cravattino i “testimoni di comodo”. Torniamo all’esempio iniziale, d’altronde siamo in periodo di sfilate ed in Senato a sfilare sono anche i nuovi modelli per testimoni. Abitini cuciti stretti, stretti così che le norme stilistiche travestano il testimone di volta in volta in attendibile o non attendibile secondo il rassicurante benestare delle assicurazioni.
L’uomo nero delle favole, quello dei brutti sogni di ogni bimbo viene ufficialmente individuato: il testimone. Quando arriva in udienza vedi già dagli sguardi sospettosi che la figura è certamente mal vista. Come se la memoria fosse un guardaroba di cassetti ordinati nei quali i calzini sono ordinati per colore, o le magliette per modello. Roba maniacale, non certo affidabile!! E’ invece è questa la richiesta. Una ricerca di memoria che resista all’usura del tempo che trascorre abbondante, non certo a causa del testimone, senza cuciture che cedono o bottoni che si perdono. Un rigore che imbastisce i desiderata assicurativi ma che si scuce facilmente. Pretendere una normativa specifica per i soli testimoni in rc auto confezionando così l’abito a seconda del contenzioso è solo l’ennesima pressione su un Governo pronto ad assecondare ogni richiesta. Non più distinto dalla stagione a/i o p/e ma dall’oggetto della causa intrapresa. Sei un testimone in una causa per regolamento di confini o magari in una litigiosissima causa condominiale? Sei trendy! Testimone di un sinistro? Niente da fare sei out e decisamente fuori moda!

Premiata sartoria governiamo a modo nostro, così vi veste senza che ve ne accorgiate! (Di Elena Bove)

Fonte: www.carrozzeriaautorizzata.com

RC-AUTO: Grandi manovre sul DDL Concorrenza (da Tempario.it)

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Ci risiamo, nuovamente grandi manovre da parte delle lobby e dei politici compiacenti. Con la collaborazione dello studio legale Marchetti-Santini-Troni, riportiamo il testo integrale della missiva inviata oggi, 11 febbraio, dal predetto studio legale ai componenti della X Commissione Permanenete presso il Senato della RepublicaSarebbe auspicabile, come già successo in precendi ed analoghe occasioni, il coinvolgimento e la sensibilizzazione posto in essere dagli autoriparatori verso i propri politici locali.

AI COMPONENETI DELLA
DELLA X COMMISSIONE PERMANETE
SENATO DELLA REPUBLICA

Oggetto: Proposte di modifica DDL n. 2085

Gli scriventi avvocati presa visione delle proposte di modifica al DDL n. 2085 in merito all’articolo 6 nr. (emendamenti 6.4 6.5 6.6 seconda formulazione) ed all’articolo 10 (emendamenti 10.8, 10.12, 10.13 e 10.14) esprimono il suo più totale dissenso per i seguenti motivi.

Le proposte di modifica, si pongo in maniera nettamente antitetica con quanto emerso nei numerosi incontri istituzionali ed in sede di audizioni parlamentari dello scorso 11.11.2015 evidenziando un attacco cinico al principio sacrosanto del giusto risarcimento del danno in favore di meri interessi economici delle compagnie di assicurazioni
L’art. 10, improntato a snaturare l’art. 148 del Codice delle Assicurazioni private, modificando l’ultimo capoverso del comma 2-bis, dilata di ulteriori 60 giorni il termine concesso ai danneggiati per poter eventualmente agire in giudizio in base a valutazioni soggettive della Compagnia,abolendo di fatto il controllo dell’IVASS previsto nel vecchio testo del 148 2bis e dando di fatto la possibilità alla compagnia di ritardare di altri 60 giorni il risarcimento impedendo addirittura di proporre la domanda giudiziale in contrasto con gli art. 111 e con l’art,24 della Costituzione e di fatto negando al cittadino il diritto ad essere risarcito in termini ragionevoli il tutto senza il controllo di nessuna autorità indipendente dando l’autorizzazione esplicità alle compagnia di poter ritardare l’indennizzo a suo piacimento, con tutti i risvolti diretti ed indiretti che questo comporta sia per i cittadini che per il modo delle imprese che ruota nel settore delle autoriparazioni . A più riprese e in particolar modo nelle audizioni parlamentari è stato denunciato il modus operandi delle imprese assicurative, che in occasione delle liquidazioni dei danni pongano in essere una serie di condotto dilatorie del tutto prive di ogni fondamento con il solo intento di sospendere i termini di formulazione dell’offerta. In questo modo non solo si avvallano tali censurabili comportamenti ma addirittura si autorizza l’assicuratore a non formulare l’offerta e si impedisce al danneggiato di agire in giudizio, divieto deciso dal debitore che in quel giudizio dovrebbe essere convenuto.
In tale modo, l’approvazione degli emendamenti 1.08 Testo 1 e 2 creerebbe una vero e proprio blocco della procedura liquidativa lasciando il danneggiato privo di qualsiasi strumento per accertare la veridicità delle contestazioni sollevate dalle imprese assicurative, con una ingiustificata compromissione dei propri diritti costituzionalmente statuiti.
Paradossali gli emendamenti 10.12 e 10.13, che integrano all’art. 10 il “comma 2-bis” proponendo la modifica dell’art. 2947 del codice civile, inseriscono un termine per la proposizione dell’azione di risarcimento del danno, che se non rispettato comporterà la decadenza dall’azione risarcitoria
Prive di qualsiasi ragione giuridica sono le proposte di modifica dell’art. 6 (6.4 6.5 6.6), come più volte denunciato dato che non si possono imporre alla procedura preclusioni non previste dal Codice di Rito e per di più riguardanti una sola delle parti, visto il disposto del richiamato art. 111 della Costituzione, norma che prevede la parità delle parti all’interno del giusto processo.
Imporre per legge un obbligo, “a pena d’inutilizzabilità”, di compiere la preventiva “identificazione” dei testimoni, in ipotesi oggetto di ricerca a mezzo di indagini difensive, a una controparte privata lede comunque le prerogative del diritto alla difesa del danneggiato a fronte delle condotte poste i essere dalle compagnie di assicurazioni che con prassi del tutto discutibili e con l’utilizzo dei “famigerati” accertatori provvedono a sentire i testimoni per conte dalle imprese per “verificarne l’attendibilità”.
Oggetto di censura sono poi gli emendamenti (3.40 3.41 3.44 3.45) annunciati in tema di risarcimento dei danni materiali volti a consentire nuovamente l’ introduzione di clausole vessatorie nei contratti che vanno a modificare l’enunciato secondo il quale il danneggiato ha diritto all’integrale risarcimento del danno “fatta salva la libertà contrattuale” o attraverso analoghi formulati. La libertà contrattuale di fatti non necessita di norma ricognitiva e enunciarla permette solo il contenzioso volto a legittimare clausole vessatorie e anti concorrenziali.

Avv. David Marchetti Avv. Gian Luca Santini

Avv. Matteo Troni Avv. Gabriele Marchetti

Art. 6. (Identificazione dei testimoni di sinistri con soli danni a cose)
1. All’articolo 135 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«3-bis. In caso di sinistri con soli danni a cose, l’identificazione di eventuali testimoni sul luogo di accadimento dell’incidente deve risultare dalla richiesta di risarcimento presentata all’impresa di assicurazione ai sensi degli articoli 148 e 149 o dall’invito alla stipula della negoziazione assistita ovvero può essere richiesta dall’impresa di assicurazione
(denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa 6.4, 6.5 e 6.6)
(denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa o, in mancanza, deve essere richiesta dall’impresa assicurativa con espresso avviso all’assicurato delle conseguenze processuali della mancata risposta 6.4, 6.5 e 6.6 testo 2).
In quest’ultimo caso, l’impresa di assicurazione deve effettuare la richiesta di indicazione dei testimoni con raccomandata con avviso di ricevimento entro il ter-mine di sessanta giorni dalla denuncia del sinistro e la parte che riceve tale richiesta effettua la comunicazione dei testimoni, a mezzo di raccomandata con avviso di ricevi-mento, entro il termine di sessanta giorni dalla ricezione della richiesta. L’impresa di assicurazione deve procedere a sua volta all’individuazione e alla comunicazione di eventuali ulteriori testimoni entro il termine di sessanta giorni. Fatte salve le risultanze contenute in verbali delle autorità di polizia intervenute sul luogo dell’incidente, l’identificazione dei testimoni avvenuta in un momento successivo comporta l’inammissibilità della prova testimoniale addotta.
3-ter. In caso di giudizio, il giudice, sulla base della documentazione prodotta, non ammette le testimonianze che non risultino acquisite secondo le modalità previste dal comma 3-bis. Il giudice dispone l’audizione dei testimoni che non sono stati indicati nel rispetto del citato comma 3-bis nei soli casi in cui risulti comprovata l’oggettiva impossibilità della loro tempestiva identificazione.
3-quater. Nelle controversie civili pro-mosse per l’accertamento della responsabilità e per la quantificazione dei danni, il giudice, anche su documentata segnalazione delle parti che, a tale fine, possono richiedere i dati all’IVASS, trasmette un’informativa alla procura della Repubblica, per quanto di competenza, in relazione alla ricorrenza dei medesimi nominativi di testimoni già chiamati in più di tre cause con-cernenti la responsabilità civile da circola-zione stradale negli ultimi cinque anni. Il presente comma non si applica agli ufficiali e agli agenti delle autorità di polizia che sono chiamati a testimoniare».
Testo emendamenti:
6.4 DI BIAGIO
Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «negoziazione assistita» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa».
6.4 (testo 2) DI BIAGIO
Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «impresa di assicurazione» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa o, in mancanza, deve essere richiesta dall’impresa assicurativa con espresso avviso all’assicurato delle conseguenze processuali della mancata risposta».
6.5 ASTORRE
Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «negoziazione assistita» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa».
6.5 (testo 2) ASTORRE
Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «impresa di assicurazione» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa o, in mancanza, deve essere richiesta dall’impresa assicurativa con espresso avviso all’assicurato delle conseguenze processuali della mancata risposta».
6.6 MANDELLI, PELINO
Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «negoziazione assistita» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa».
6.6 (testo 2) MANDELLI, PELINO
Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «impresa di assicurazione» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa o, in mancanza, deve essere richiesta dall’impresa assicurativa con espresso avviso all’assicurato delle conseguenze processuali della mancata risposta».
Art. 10. (Ulteriori misure di contrasto delle frodi assicurative)
1. Il primo periodo del comma 2-bis dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: «Ai fini di prevenzione e contrasto dei fenomeni fraudolenti, l’impresa di assicurazione provvede alla consultazione dell’archivio informatico integrato di cui all’articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e successive modificazioni, e, qualora dal risultato della consultazione, avuto riguardo al codice fiscale dei soggetti coinvolti ovvero ai veicoli danneggiati, emergano gli indici di ano-malia definiti dall’IVASS con apposito provvedimento, o qualora altri indicatori di frode siano segnalati dai dispositivi elettronici di cui all’articolo 132-ter, comma 1, del presente codice o siano emersi in sede di peri-zia da cui risulti documentata l’incongruenza del danno dichiarato dal richiedente, l’impresa può decidere, entro i termini di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, di non fare offerta di risarcimento, motivando tale decisione con la necessità di condurre ulteriori approfondimenti in relazione al sinistro.».
1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ”Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura” 10.8
1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ”Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura. Rimane salvo il diritto del danneggiato di ottenere l’accesso agli atti nei termini previsti dall’articolo 146, salvo il caso di presentazione di querela o denuncia.” 10.8 testo 2
2. All’articolo 201 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1-bis è aggiunta, in fine, la seguente lettera: «g-ter) accertamento, per mezzo di appositi dispositivi o apparecchiature di rileva-mento, della violazione dell’obbligo dell’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, effettuato mediante il confronto dei dati rilevati riguardanti il luogo, il tempo e l’identificazione dei veicoli con quelli risultanti dall’elenco dei veicoli a motore che non risultano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, di cui all’articolo 31, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27»;
b) dopo il comma 1-quater è inserito il seguente: «1-quinquies. In occasione della rileva-zione delle violazioni di cui al comma 1- bis, lettera g-ter), non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico. Tali strumenti devono essere gestiti direttamente da-gli organi di polizia stradale di cui all’arti-colo 12, comma 1, del presente codice. La documentazione fotografica prodotta costituisce atto di accertamento, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689, in ordine alla circo-stanza che al momento del rilevamento un determinato veicolo, munito di targa di immatricolazione, stava circolando sulla strada. Qualora, in base alle risultanze del raffronto dei dati di cui al citato comma 1-bis, lettera g-ter), risulti che al momento del rileva-mento un veicolo munito di targa di immatricolazione fosse sprovvisto della copertura assicurativa obbligatoria, si applica la san-zione amministrativa ai sensi dell’articolo 193»
2-bis. All’articolo 2947, secondo comma, del codice civile, dopo le parole: ”due anni” è inserito il seguente periodo: ”In ogni caso il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro novanta giorni dal fatto dannoso, salvo i casi di forza maggiore” 10.12, 10.13 e 10.14

Testo emendamenti:
10.8 SCALIA, ASTORRE, FABBRI, VALDINOSI
Dopo il comma 1, inserire il seguente:
«1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ”Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura”».
10.8 (testo 2) SCALIA, ASTORRE, FABBRI, VALDINOSI
Dopo il comma 1, inserire il seguente:
«1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ”Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura. Rimane salvo il diritto del danneggiato di ottenere l’accesso agli atti nei termini previsti dall’articolo 146, salvo il caso di presentazione di querela o denuncia.”».
10.12 MANDELLI, PELINO
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
«2-bis. All’articolo 2947, secondo comma, del codice civile, dopo le parole: ”due anni” è inserito il seguente periodo: ”In ogni caso il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro novanta giorni dal fatto dannoso, salvo i casi di forza maggiore”».
10.13 SCALIA
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
«2-bis. All’articolo 2947, secondo comma, del codice civile, dopo le parole: ”due anni” è inserito il seguente periodo: ”In ogni caso il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro novanta giorni dal fatto dannoso, salvo i casi di forza maggiore”».
10.14 DI BIAGIO
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
«2-bis. All’articolo 2947, secondo comma, del codice civile, dopo le parole: ”due anni” è inserito il seguente periodo: ”In ogni caso il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro novanta giorni dal fatto dannoso, salvo i casi di forza maggiore”».

Leggenda:

Art. 148.
(Procedura di risarcimento)

2-bis. A fini di prevenzione e contrasto dei fenomeni fraudolenti, l’impresa di assicurazione provvede alla consultazione della banca dati sinistri di cui all’articolo 135 e qualora dal risultato della consultazione, avuto riguardo al codice fiscale dei soggetti coinvolti ovvero ai veicoli danneggiati, emergano almeno due parametri di significatività, come definiti dall’articolo 4 del provvedimento dell’ISVAP n. 2827 del 25 agosto 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 209 del 7 settembre 2010, l’impresa può decidere, entro i termini di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, di non fare offerta di risarcimento, motivando tale decisione con la necessità di condurre ulteriori approfondimenti in relazione al sinistro.
La relativa comunicazione è trasmessa dall’impresa al danneggiato e all’ISVAP, al quale è anche trasmessa la documentazione relativa alle analisi condotte sul sinistro.
Entro trenta giorni dalla comunicazione della predetta decisione, l’impresa deve comunicare al danneggiato le sue determinazioni conclusive in merito alla richiesta di risarcimento.
All’esito degli approfondimenti condotti ai sensi del primo periodo, l’impresa può non formulare offerta di risarcimento, qualora, entro il termine di cui al terzo periodo, presenti querela, nelle ipotesi in cui è prevista, informandone contestualmente l’assicurato nella comunicazione concernente le determinazioni conclusive in merito alla richiesta di risarcimento di cui al medesimo terzo periodo; in tal caso i termini di cui ai commi 1 e 2 sono sospesi e il termine per la presentazione della querela, di cui all’articolo 124, primo comma, del codice penale, decorre dallo spirare del termine di trenta giorni entro il quale l’impresa comunica al danneggiato le sue determinazioni conclusive.
Restano salvi i diritti del danneggiato in merito alla proponibilità dell’azione di risarcimento nei termini previsti dall’articolo 145, nonché il diritto del danneggiato di ottenere l’accesso agli atti nei termini previsti dall’articolo 146, salvo il caso di presentazione di querela o denuncia. (3)

1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ”Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura” 10.8
1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ”Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura. Rimane salvo il diritto del danneggiato di ottenere l’accesso agli atti nei termini previsti dall’articolo 146, salvo il caso di presentazione di querela o denuncia.”

Fonte: TEMPARIO.IT

DDL CONCORRENZA: Da oggi esame degli emendamenti

ddl veloce

Ddl concorrenza riprendono veloci i lavori.

Da oggi 10 febbraio e sino a venerdì 12, la Commissione Industria del Senato, presieduta dal piddino Massimo Mucchetti, sarà impegnata nell’esame degli emendamenti da approvare e probabilmente saranno presentati ulteriori emendamenti correttivi al DDL.

Sembra evidente che la Commissione ha deciso di inserire il turbo per  approvare già nel mese di febbraio il tanto discusso disegno di legge.

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