Il colpo di frusta nei tamponamenti a bassa velocità esiste o è solo utopia?

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Il tema dei danni fisici subiti in un sinistro stradale è sempre di attualità.

Le compagnie assicurative, grazie alla complicità del Governo (vedesi #DdlConcorrenza), puntano al ribasso della tabella per i risarcimenti del danno biologico di “lieve” entità. Ma nel corso degli ultimi decenni numerosi studi documentano come anche nei tamponamenti a bassa velocità si possano comunque sviluppare sul veicolo urtato accelerazioni idonee a trasferire sugli occupanti una quantità di energia potenzialmente lesiva.

A tal proposito, vi proponiamo la lettura di questo interessante articolo dell’Ing. Alberto Sartori riguardante lo studio della biomeccanica del colpo di frusta. Buona lettura.

“Il colpo di frusta nei tamponamenti a bassa velocità.”

“In assenza di danni visibili sui veicoli si possono comunque riscontrare accelerazioni superiori alla soglia lesiva

La biomeccanica del colpo di frusta è uno degli argomenti più controversi del lavoro di un tecnico ricostruttore poiché è complesso quantificare in modo rigoroso le accelerazioni a carico degli occupanti di un veicolo tamponato.
L’obiettivo di questa breve trattazione non è tanto quello di descrivere la fenomenologia medica del colpo di frusta ma di spiegare come, nei tamponamenti a bassa velocità, l’entità dei danni ai veicoli non sia un indicatore affidabile della velocità relativa con cui gli stessi sono arrivati all’urto, né tanto meno delle sollecitazioni a cui sono sottoposti i suoi occupanti.
Quando due veicoli collidono a bassa velocità, la maggior parte delle deformazioni applicate alla struttura dei mezzi sono restituite in forma elastica e solo una quota parte del danno rimane visibile ad occhio nudo. A parità di forza applicata, un veicolo che acquisisce una maggiore accelerazione generalmente sostiene una minore quantità di danni rispetto ad un altro che raggiunge un’accelerazione minore. Se l’energia del veicolo tamponante è impiegata nello sforzo di accelerare in avanti il veicolo tamponato, quest’ultimo infatti assorbirà una minore quantità di energia e, di conseguenza, presenterà minori danni alla sua struttura.
E’ procedura diffusa sostenere la tesi secondo cui, in assenza di danni visibili sul veicolo tamponato, non possa sussistere il nesso causale con le lesioni da colpo di frusta. In realtà, di fronte ad un paraurti che ha mantenuto la propria forma e non ha riportato evidenti segni di frattura, prima di esprimere qualsiasi parere, si deve sempre procedere alla verifica di eventuali deformazioni alle strutture più interne e più rigide del veicolo. Il paraurti è infatti dotato di una certa elasticità e ha tra le sue caratteristiche quella di assorbire urti fino ad una determinata entità, senza riportare fratture o rotture visibili, e di trasferire l’energia residua in eccesso alle strutture sottostanti.
Per quantificare l’accelerazione media a cui è sottoposta la scocca di un veicolo tamponato è necessario prima stimare la velocità di arrivo all’impatto dei mezzi e la successiva variazione di velocità del tamponato (Δv). La curva di accelerazione del baricentro del tamponato, nella durata dell’urto, ha un andamento pressochè sinusoidale e pertanto, ai fini della determinazione di un’ipotetica soglia minima di lesività, è necessario considerare il suo valore massimo (picco), che risulta essere 1.5-2.7 volte più grande di quello medio.
Si ricorda che una parte della letteratura medico-scientifica esclude la sussistenza di lesività da colpo di frusta nel caso in cui la variazione di velocità del veicolo tamponato sia inferiore a 8 km/h ovvero l’accelerazione di picco subita dal capo dell’occupante sia inferiore ai 4 g.
Nel corso degli ultimi decenni numerose ricerche hanno documentato come nei tamponamenti a bassa velocità si possano comunque sviluppare sul veicolo urtato accelerazioni idonee a trasferire sugli occupanti una quantità di energia potenzialmente lesiva. Ad esempio, Panjabi et al. [1] riferiscono che, alla velocità di impatto di 17 km/h, il veicolo tamponato subisce un’accelerazione media di 5 g; Braun et al. [2] confermano che un tamponamento alla velocità di circa 10.5 km/h provoca un’accelerazione di picco di 4.4 g e uno spostamento in avanti di 1.1 metri.
Di seguito sono mostrate le risultanze di una prova di crash condotta su una VW Polo tamponata da una Citroen C2 alla velocità di 15.3 km/h. Di fronte a danni visibili sul veicolo tamponato pressochè nulli, è stato dimostrato che la Citroen C2 ha impresso alla VW Polo, che si trovava ferma, un’accelerazione media di 2 g e di picco di 5.3 g.
Il meccanismo del colpo di frusta si instaura quando il veicolo tamponato viene accelerato in avanti: l’inerzia della testa degli occupanti resiste al movimento del tronco e ruota rapidamente all’indietro con un’accelerazione maggiore di 1.5/2.5 volte rispetto a quella di picco applicata alla scocca del veicolo. Ritornando all’esempio precedente, di fronte ad un tamponamento della VW Polo a 15.3 km/h, è possibile quantificare un’accelerazione impressa sui suoi occupanti compresa tra gli 8 e 13 g.
E’ necessario inoltre precisare che il fattore moltiplicativo dell’accelerazione della testa dipende da una vasta serie di variabili che riguardano la postura degli occupanti al momento dell’urto (rilassati o contratti), le loro caratteristiche fisiologiche (muscolatura, presenza di eventuali patologie), il genere (a parità di condizioni il rischio lesivo per le donne è di 1.5-3 volte superiore rispetto all’uomo), l’utilizzo di dispositivi di ritenuta, la tipologia di sedile e l’altezza del poggiatesta. La posizione della testa rispetto al poggiatesta è infatti un elemento fondamentale per la determinazione della sollecitazione del tratto cervicale della colonna vertebrale: più corto è il tragitto che la testa deve percorrere fino al contatto con il poggiatesta minore sarà l’accelerazione sul rachide cervicale.
Lundell et al. [3] hanno confermato che il rischio di lesione degli occupanti (NIC: neck injury criterion) di un veicolo coinvolto in una collisione a bassa velocità è indipendente dal grado di deformazione dei veicoli stessi e pertanto non può essere un parametro adatto per stabilire l’idoneità lesiva.
Per concludere, la biomeccanica del rachide cervicale è oltremodo complessa e non può essere meramente compresa attraverso una quantificazione sommaria dei danni, un confronto con prove di crash oppure con un software di calcolo, senza introdurre le specificità dei vari soggetti e senza considerare che la forza applicata sul capo degli occupanti di un veicolo tamponato è in ogni caso maggiore di quella applicata alla struttura del veicolo stesso.
[1] Panjabi M, White A, Clinical biomechanics of the spine, Philadelphia: Lippincot 1978
[2] Braun T et al, “Rear-End impact testing with human test subjects”, SAE 2001 World Congress
[3] Lundell et al., “The whips seat –a car seat for improved protection against neck injuries in rear end impacts”, Autoliv., Paper n. 98-S7-O-08

Scarica qui l’indice della tesi effettuata dall’Ing Alberto Sartori a termine del Master di Ingegneria Legale di Firenze, in collaborazione con il medico legale Dott. Franco Zuppichini, e intitolata “Gli impatti a bassa velocità: aspetti biomeccanici e tecniche ricostruttive”.

Scarica qui le slides dell’intervento “Aspetti biomeccanici ed indagini tecniche sul colpo di frusta” effettuato dall’Ing. Sartori Alberto durante il convegno MediaCampus del 15 Aprile 2016 a Zelarino (VE)

Scarica qui la versione pdf del presente articolo.”

Ing. Alberto Sartori – Tecnico ricostruttore di incidenti stradali

Antieconomico a chi?

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Si svolgerà stasera presso l’Hotel Delta Florence di Calenzano (Fi) alle ore 21:00, l’incontro organizzato da MioCarrozziere Toscana in collaborazione con Consorzio Carrozzieri Italiani che tratterà un tema molto sensibile agli operatori del settore e che riguarda uno dei beni ormai divenuto di primaria importanza: l’automobile.

Il motto della serata sarà:  “Antieconomico a chi? Non facciamo di tutta l’erba uno sfascio!” 

“L’appuntamento affronterà un argomento delicato e di grande importanza e attualità. Dopo un sinistro il danneggiato, già sospeso tra le varie peripezie del giusto risarcimento si trova a dover prendere una difficile decisione: riparare o demolire l’auto? Perché i costi di riparazione possono superare il valore economico dell’auto ed in questi casi occorre una valutazione professionale, tecnica e di competenza. Una carrozzeria indipendente offre la libertà di effettuare, anche davanti a queste problematiche, la migliore scelta.

MioCarrozziere Toscana, il portale creato da Federcarrozzieri per scegliere liberamente il Carrozziere di fiducia ed essere sempre informati sui diritti dei consumatori evitando condizionamenti esterni, ed il Consorzio Carrozzieri Italiani, impegnato nella salvaguardia dell’indipendenza delle carrozzerie, vi attendono alle ore 21:00 del 30 novembre 2016, in via Vittorio Emanuele n.3 presso l’Hotel Delta Florence di Calenzano (FI) per fare chiarezza sui luoghi comuni dell’anticonomicità”.

Fonte: IlCarrozziere.it

DIVIETO DI CESSIONE? CESSIONE ILLEGALE?

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Si sa! Le Compagnie ci provano sempre..

Ebbene si! Gli attacchi alla libertà di scelta del danneggiato non cessano mai.

Noi non possiamo far finta di nulla!

Forse le Compagnie fingono di non sapere che la cessione del credito è un contratto ad efficacia traslativa immediata tra cedente e cessionario che determina la successione del secondo al primo nel medesimo rapporto obbligatorio o meglio, ritengono possibile circoscriverne l’ambito di applicazione. In un qualsiasi rapporto creditore/debitore la cessione è il valido strumento previsto dal codice civile che tutti conosciamo ma se il debitore è l’assicurazione allora tutto cambia. Questione di prospettive di osservazione?

A quanto pare si!  Basta leggere una delle tante comunicazioni inviate al danneggiato da una nota compagnia assicuratrice nella quale comunica l’intenzione di NON ACCETTARE la cessione di credito sottoscritta a favore del riparatore di fiducia.

Ecco un esempio:

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Ma non finisce qui.. Un’altra nota compagnia assicuratrice addirittura impone il “DIVIETO DI CESSIONE DI CREDITO” inviando comunicazioni al danneggiato cedente del credito al proprio riparatore di fiducia come di seguito:

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Ma come? Non si intende accettare la cessione? Vietare la cessione in base alle condizioni di polizza..?

Beh! Sarò diventato ripetitivo, ma appare evidente che forse sfugge qualcosa alle care compagnie… E’ lampante che, nei casi sopra segnalati, ci siano tutte le premesse per affermare la vessatorietà delle clausole inserite nelle condizioni di polizza.

Ricordiamo, innanzitutto, che la cessione del credito è un contratto disciplinato all’art. 1260 del Codice Civile. Il creditore, denominato cedente, trasmette il proprio credito al cessionario. Quest’ultimo avrà l’obbligo di notifica della cessione al debitore che nel nostro caso è la compagnia assicuratrice o direttamente il responsabile civile (colui che ha provocato il danno).

Infine, è bene ricordare quanto stabilito dall’art. 33 del Codice del Consumo: “nel contratto concluso tra il consumatore (nel nostro caso l’assicurato) ed il professionista (cioè l’assicuratore) si considerano “vessatorie” le clausole che, malgrado la buona fede, determinano per il consumatore un significativo squilibrio degli obblighi derivanti dal contratto”. Inoltre, al comma 2 lettera b) recita così: “Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto di: […] escludere o limitare le azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista o di un’altra parte in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento […]”.

Tracciati i confini giuridici sembra di avere finalmente chiaro lo scenario. Torniamo così ad esaminare cosa accade nel mezzo, nella realtà dove tutto appare più “sfumato”.

L’effetto nebbia ci avvolge nuovamente quando il perito, incaricato dalla compagnia, giunto in carrozzeria per assolvere al proprio obbligo/dovere di periziare il veicolo danneggiato, improvvisamente sentenzia : “ma questa cessione potrebbe non essere regolare, non sono sicuro che la compagnia ti pagherà..”

Neppure un timido raggio di sole filtra quando il solerte assicuratore di turno contatta il danneggiato, come se fosse di sua proprietà, e dispensa ansia dicendo: ”ma perché si è rivolto al suo carrozziere, cosa ha fatto, non sa che questa cessione che ha sottoscritto è ILLEGALE?

Accendiamo i fari antinebbia e facciamo nuovamente luce. Dov’è il trucco?

Semplice. Il danneggiato per legge ha diritto all’integrale risarcimento, mentre la compagnia assicuratrice (che vorrebbe vestire i panni di una premurosa amica) ha escogitato una trappola vera e propria per vincolare il danneggiato (volutamente confuso con la figura dell’assicurato) con il solo intento di LIMITARE la sua LIBERTÀ allo scopo di risparmiare sulla riparazione del veicolo ed escludendo, in questo modo, anche alcune voci di danno che sarebbero dovute.

Quindi, cari DANNEGGIATI sappiate che, sia in caso di danneggiamento del vostro veicolo a seguito di SINISTRO STRADALE o sia in caso di danni da atti vandalici o comunque danni coperti da ulteriori garanzie attivate sulla vostra polizza, CEDERE IL CREDITO al riparatore di fiducia è un VOSTRO PIENO DIRITTO.

Forse, a ben vedere, le assicurazioni non guardano male all’istituto cessione del credito in se, non si tratta di una specifica avversione per uno strumento giuridico chiaramente legittimo, forse è più voglia di liberarsi di questa veste che proprio non gli va giù. Sentirsi chiamare debitori è forse proprio questo il vero nodo della questione perché è un termine caratterizzato da una accezione negativa, a loro avviso. Rimanda a qualcuno che ha un debito, una somma da pagare qualcosa di sospeso come una spada di Damocle. Sarà anche per questo che da tempo le assicurazioni spingono per la riparazione in forma specifica è certamente la strategia migliore per liberarsi di questo ruolo sgradito. Decisamente più appetibile quello del creditore come quando c’è da incassare il premio o come nei casi di rivalsa (in continua espansione)..

Quali che siano le reali motivazioni delle compagnie assicurative poco importa, la questione fondamentale è sempre quella di fare chiarezza riportando al centro del rapporto tra assicurazioni e assicurati il requisito principale: l’equilibrio paritario tra diritti e doveri reciproci. Tutto qui.

Danneggiato ricorda che sei LIBERO DI SCEGLIERE!

 

Corso e Laboratorio Pratico Modulo 2: Energia di deformazione, EBS, EES

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Continuano i seminari formativi sulla ricostruzione dei sinistri stradali organizzati dallo Studio Gaetano Esposito & Partner.

DATE – Seminario: Venerdì 18 Novembre 2016 – Laboratorio: Sabato 19 Novembre 2016

Iscrizioni aperte fino a Venerdì 11 Novembre 2016

Il corso si inserisce all’interno del programma dei 4 seminari avanzati per la ricostruzione degli incidenti stradali, in cantiere per l’anno 2016.

In questo secondo modulo sarà affrontato il tema dello studio dell’energia di deformazione dei veicoli. Partendo dagli studi di Campbell sarà definito il concetto di EBS, fino ad arrivare alla definizione matematica del parametro EES (energy barrier speed), utilizzato come standard per la quantificazione delle energie di deformazione.

Il corso sarà sviluppato in una prima giornata di teoria, per una durata prevista di circa 8 ore, seguita da una giornata di laboratorio pratico, per approfondire l’argomento utilizzando il software di ricostruzione PC-Crash.

Tutti i contenuti teorici saranno accompagnati da esercizi pratici per fornire una concreta comprensione dei modelli descritti. Sarà inoltre fatto ampio uso di immagini e filmati esplicativi, per facilitare l’acqusizione dei concetti.

CONTENUTI DEL CORSO

  • La ricerca di Campbell e il concetto di EBS;
  • Definizione matematica e riferimento alle prove sperimentali;(spiegazione supportata da filmati e da esercitazione pratica)
  • EES;
  • Effetti del coefficiente di restituzione;
  • Crash 3;
  • Effetto della direzione della forza d’urto;
  • Calcolo dell’energia di deformazione tramite comparazione visiva;
  • Calcolo dell’energia di deformazione a partire dalle deformazioni;
  • Ricavare i coefficienti di rigidezza dai crash-test;
  • Ripartizione dell’energia di deformazione in una collisione tra due veicoli;
  • Calcolo del deltaV partendo dall’energia di deformazione in una collisione tra due veicoli;

Laboratorio

  • Definizione del profilo di deformazione in PC-Crash;
  • Utilizzo delle nuvole di punti dei veicoli in PC-Crash;
  • Modulo per il calcolo dei valori di EES dalle deformazioni;
  • Utilizzo del database NHTSA;
  • Utilizzo del database Recon-Data;
  • Ottimizzare la ricostruzione utilizzando i valori di EES;
  • Utilizzo dei dati dei crash-test (calcolo dei coefficienti per il crash3, calcolo del deltaV e del coefficiente di restituzione);

Il corso è riconosciuto è erogato dallo Studio Tecnico Gaetano Esposito & Partner.

ATTENZIONE
Le iscrizioni saranno chiuse in data 11 Novembre 2016. Massimo 25 partecipanti. Il corso darà dirtitto al riconoscimento di 8 CFPper i Periti Industriali. E’ necessario portare un proprio personal computer per l’installazione del programma PC-Crash.

Sede

Collegio dei periti industriali e dei periti industriali laureati di Caserta
Via Medaglie d’oro, 13
81100 Caserta

 

ULTERIORI INFORMAZIONI

L’iscrizione alla giornata di prove deve essere effettuata compilando il seguente modulo di iscrizione e inviandolo per posta all’indirizzo gaetano.esposito.napoli@gmail.com, unitamente alla distinta del bonifico relativo alla quota di iscrizione.

COSTI E MODALITA’ DI ISCRIZIONE

CasertaLocandinaCaserta PDF

MODULO DI ISCRIZIONE Modulo 3 PDF

Ecco la classifica italiana delle auto più ambite dai ladri a causa dell’ampia diffusione sul territorio nazionale e della facilità, una volta smontate, nell’essere immesse sul mercato dei pezzi di ricambio.

La più amata è la nuova Fiat Panda. Quasi 12 mila modelli rubati nel 2015.

 

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Vai alla classifica completa:

LE DIECI AUTO PIÙ RUBATE IN ITALIA

Corso avanzato in ricostruzione incidenti stradali e Laboratorio Pratico – Modulo3 : Prove di dinamica del veicolo in pista

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Vi segnalo un interessantissimo corso organizzato dallo Studio Esposito Gaetano & Partner presso l’ Autodromo Gianni De Luca  sito Airola provincia di Benevento.

Il corso si inserisce all’interno del programma dei 4 seminari avanzati per la ricostruzione degli incidenti stradali, in cantiere per l’anno 2016.
Questo terzo modulo sarà incentrato sullo studio della dinamica degli autoveicoli e sulle possibilità’ di analisi del moto di un mezzo partendo dalle tracce di pneumatico impresse al suolo.
Il corso sarà sviluppato in una prima giornata di prove su pista e da una seconda giornata dedicata all’analisi dei dati.
Per le prove su pista sarà utilizzato un autoveicoloBMW M3 E36, Cilindrata 3.200 CC., Cavalli 340 CV, Peso 1.040 Kg, equipaggiato con strumentazione Live-Up per la telemetria:
  • Rilevamento velocità istantanea e velocità media
  • Angolo di imbardata istantaneo e medio
  • Accelerometri

Su pista saranno effettuate le seguenti prove:

  • Sbandata su rettilineo
  • Sgommata in accelerazione
  • Derapata in curva
  • Frenata in bloccaggio in rettilineo
  • Frenata in bloccaggio in curva
Testacoda in curva
Per ogni prova il moto del veicolo sarà ripreso con telecamere a bordo e con riprese aeree. Le tracce di pneumatico saranno rilevate con strumentazione laser scanner.
Nella giornata dedicata all’analisi dei dati, verranno presentati i necessari contenuti teorici relativamente allo studio della dinamica del veicolo, presentando le formule cinematiche della letteratura e il modello dinamico proposto in PC-Crash.
Relativamente alle prove su pista, verranno analizzati i filmati e le tracce impresse dal veicolo al suolo nelle varie prove, e verrà effettuata una analisi comparativa relativamente a:
  • analisi del moto del veicolo con i modelli cinematici approssimati
  • analisi del moto del veicolo con il modello dinamico di PC-Crash
  • analisi dei dati della telemetria

Possibilità di pernottamento in struttura convenzionata.
Per raggiungesse Nola in treno sarà organizzato il trasporto verso la pista.
Il corso è riconosciuto con crediti formativi dallo Studio Tecnico Gaetano Esposito & Partners che è:  ENTE FORMATORE AUTORIZZATO DAL C.N.P.I.
ATTENZIONE
Le iscrizioni saranno chiuse in data 10 Ottobre 2016. Minimo 18 partecipanti.

Sede Pista
Autodromo Gianni De Luca (clicca per il sito)
Contrada Padula – 82011 Airola
(Benevento) – Italia
Aula
Seminario Vescovile di Nola
Via della Repubblica, 36 – 80035 Nola
(Napoli) – Italia
DATE e ORARI
PROVE SU PISTA – Venerdì 14 Ottobre 2016
9:00 Registrazione (in autodromo)
9:30 Descrizione test e set-up
10:30 Inizio prove
13:00 Pausa pranzo
14:30 Ripresa attività
18:00 Fine lavori
ANALISI DEI DATI – Sabato 15 ottobre 2016
9:30 Registrazione (presso Seminario di Nola) e inizio attività
13:00 Pausa pranzo (possibilità di usufruire del servizio ristorazione in loco a prezzo convenzionato)
14:30 Ripresa attività
16:30 Fine lavori

COSTI E MODALITA’ DI ISCRIZIONE
L’iscrizione alla giornata di prove deve essere effettuata compilando il modulo allegato e inviandolo per posta all’indirizzo gaetano.esposito.napoli@gmail.come  info@pc-crash.it, unitamente alla distinta del bonifico relativo alla quota di iscrizione.
Quote partecipazione
€180,00 + c.p. 5% + iva 22% = € 230,58
I pasti non sono inclusi nella quota di iscrizione.
Modalità di pagamento
Bonifico bancario
IBAN: IT78 L030 3240 0200 1000 0003 485
Intestatario: Gaetano Esposito
Banca:Credem
Filiale: Nola
Causale: Iscrizione corso ricostruzione incidenti 14 e 15 ottobre 2016.

Atti Vandalici: denunciare o non denunciare, questo è il problema!

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DOMANDA:Devo presentare una denuncia per atti vandalici subiti dalla mia vettura durante la notte.

RISPOSTA:Mi spiace non è possibile.

La modifica dell’articolo 635 del codice penale ha aperto un dibattito molto sentito per le imprese che operano nel comparto auto ma anche per le Forze dell’Ordine che quotidianamente affrontano la questione con il danneggiato che si presenta negli uffici territoriali.

Alcune stazioni di polizia e carabinieri, così si legge su un documento che ANIA ha inviato alle imprese di assicurazioni con il preciso scopo di fornire delle delucidazioni che possano essere utili ai danneggiati, alle Autorità competenti e alle Compagnie di Assicurazione, rifiuterebbero infatti di ricevere querele per atti vandalici in osservanza del decreto legislativo 7 di gennaio 2016 c.d. “depenalizzazioni”.

A questo proposito occorre fare una doverosa precisazione: il D. Lgs. non ha modificato l’aspetto penale riguardante il danneggiamento dei veicoli. A conferma di questo, è stata prevista una sanzione pecuniaria amministrativa che può arrivare fino a 8.000€ .

L’Arma dei Carabinieri, come si legge nella nota dell’Associazione, ha comunicato ai propri Comandi l’entrata in vigore del D. Lgs. ma non ha fornito disposizioni operative, ne tantomeno vietato, circa l’acquisizione della denuncia per atti di vandalismo che deve essere raccolta dai Comandi territoriali.

Fonte: IlBroker

Sinistro contestato? L’assicurazione deve spiegare l’aumento del premio!

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Potrebbe verificarsi di essere ritenuti responsabili per aver provocato un presunto sinistro. In realtà non avete provocato alcun incidente dimostrando la vostra estraneità ai fatti, ma la Compagnia ha comunque risarcito il presunto danneggiato, applicando a vostro carico il malus sulla vostra polizza!

Ebbene, la Compagnia che risarcisce automaticamente un sinistro ignorando gli elementi probatori forniti dall’assicurato viola il contratto.

Lo afferma la Cassazione con la sentenza n. 18603/2016.

Fonte: www.StudioCataldi.it“Se l’assicurato contesta espressamente il sinistro verificatosi, fornendo anche nomi di testimoni dell’accaduto, è l’assicurazione che deve dimostrare di aver svolto le dovute valutazioni della fondatezza e serietà degli elementi circostanziali forniti, non potendolo gravare automaticamente il cliente dell’aumento del premio conseguente alla attestazione della “classe di rischio” superiore dopo aver risarcito il presunto danneggiato.

Lo ha precisato la Corte di Cassazione, sezione terza civile, nella sentenza n. 18603/2016 (qui sotto allegata) a seguito del ricorso dell’assicurata, con clausola bonus-malus per responsabilità civile automobilista, contro la propria compagnia assicuratrice.
La donna si era vista rigettare in sede di merito la domanda proposta, avente ad oggetto l’inadempimento della società assicurativa per aver subito l’aumento del premio assicurativo sebbene avessecontestato il sinistro per il quale la società aveva invece inteso corrispondere l’indennizzo al danneggiato.
Per il giudice d’appello, tuttavia, non era stata fornita prova del fatto presupposto e cioè della mancata verificazione del sinistro, non essendo stata chiesta l’assunzione dei testi, pure indicati nella denuncia cautelativa, con conseguente infondatezza della domanda e condanna della soccombente alle spese del grado.
Una pronuncia, secondo la ricorrente in Cassazione, violativa degli artt. 1218 e 2697 c.c., poichè che il Giudice di appello, anziché limitarsi a verificare  la condotta tenuta dalla società assicurativa, aveva invece esteso la indagine anche alla diversa questione della prova della responsabilità del sinistro, erroneamente indicata quale fatto costitutivo della domanda azionata dall’assicurato: il fatto contestato, infatti, era quello relativo al comportamento dell’assicurazione che aveva corrisposto l’indennizzo direttamente al terzo danneggiato senza considerare che il proprio assicurato aveva espressamente contestato l’accadimento del sinistro, indicando finanche i soggetti che avrebbero potuto riferire in merito.
Doglianze fondate secondo gli Ermellini: per costante giurisprudenza, anche nel caso in cui sia dedotto non il totale inadempimento dell’obbligazione, ma il suo inesatto adempimento, al creditore istante sarà sufficiente la mera allegazione dell’inesattezza dell’adempimento (per violazione di doveri accessori), gravando ancora una volta sul debitore l’onere di dimostrare l’avvenuto, esatto adempimento.
Pertanto, la variazione “in pejus” del premio, in relazione alle cosiddette clausole bonus-malus stipulate per il verificarsi o meno di sinistri in dato periodo di tempo, opera esclusivamente nel caso in cui sussista la prova della responsabilità dell’assicurato per un danno risarcibile a terzi.
Qualora la compagnia assicuratrice abbia ricevuto una richiesta di risarcimento di un danno asseritamente cagionato da un suo assicurato, e quest’ultimo venga tempestivamente a contestarne l’esistenza, al fine di evitare il maggiore onere economico, grava sulla impresa assicuratrice che ritenga, invece, opportuno stipulare una transazione con il terzo, ignorando o considerando infondata l’opposizione dell’assicurato, fornire la prova della esistenza delle condizioni al cui verificarsi opera la variazione in aumento del premio, in applicazione della clausola anzidetta, e dunque la prova di avere agito con la diligenza del buon padre di famiglia nell’accertamento del danno.
Ritiene il Collegio che il Giudice di appello abbia erroneamente applicato il criterio di riparto dell’onere probatorio, atteso che, nella polizza assicurativa per responsabilità civile automobilistica, la “clausola bonus-malus” non introduce in contratto una ulteriore e distinta obbligazione rispetto a quelle tipiche del contratto di assicurazione, ma soltanto una formula tariffaria che prevede una modalità di variazione automatica (in aumento o in diminuzione) del premio, e che opera “in relazione al verificarsi o meno di sinistri nel corso di un certo periodo di tempo”.
Il risarcimento del danno che la società ha corrisposto direttamente al “presunto” danneggiato sul presupposto meramente assiomatico della principale responsabilità del proprio assicurato nella causazione del sinistro, omettendo di svolgere qualsiasi valutazione prognostica della fondatezza e serietà degli elementi circostanziali forniti in contrario dall’assicurato, gravandolo automaticamente dell’aumento del premio conseguente alla attestazione della “classe di rischio” superiore, integra palese e grave violazione degli obblighi contrattuali in quanto il pagamento effettuato dall’assicuratore al terzo, non soltanto non soddisfa l’interesse del contraente dichiaratosi non responsabile, ma produce effetti giuridici pregiudizievoli sul patrimonio di quest’ultimo, esponendolo ad una maggiorazione del premio altrimenti non dovuta”.

Tagliando Rc Auto, cosa è cambiato

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Di seguito un’intervista pubblicata su ladiscussione.com. Buona lettura!

È ancora necessario esporre il tagliandino cartaceo dell’assicurazione automobilistica? Il dubbio è venuto a molti italiani, soprattutto nel timore di incorrere in multe per la mancata esposizione. Abbiamo girato la domanda a Luigi Mercurio, membro del Comitato Unito Patrocinatori Stragiudiziali Italiani e garante della piattaforma Oxygen.

La legge cosa dice?

In breve, l’art. 180 del codice della Strada al comma 1 stabilisce che per poter circolare con i veicoli a motore il conducente deve essere in possesso di vari documenti di circolazione e di guida, carta di circolazione o il certificato di idoneità tecnica alla circolazione del veicolo, la patente di guida valida per la corrispondente categoria del veicolo, poi alla lettera “d” si parla del certificato di assicurazione obbligatoria.

Dunque bisogna esporlo?

Dallo scorso 18 ottobre è stato abolito l’obbligo di esposizione del contrassegno di assicurazione Rc Auto, divenuto difatti digitale. Il controllo da parte degli organi di polizia, quindi, non avviene più attraverso la verifica del contrassegno, bensì attraverso il controllo elettronico della targa.

Il motivo di questa modifica è molto semplice: i tagliandi assicurativi di carta sono più facili da falsificare. Tale modifica ridurrà sensibilmente la commercializzazione di polizze contraffatte, fenomeno molto diffuso in Italia. Infatti, l’Italia vanta al 2014 un numero circa 4.000.000 di veicoli sprovvisti di regolare contratto di assicurazione.

Non vi sono altre indicazioni?

Si. nonostante ciò, come ha voluto chiarire il Ministero dell’Interno, rimane l’obbligo di avere in auto il certificato di assicurazione che dovrà essere esibito in caso di controllo da parte degli agenti. Inoltre, la circolare chiarisce che non c’è l’obbligo di esibire i documenti in formato originale, ma anche in copia oppure in formato digitale. In buona sostanza, non è cambiato tanto, a parte l’eliminazione del contrassegno. Tuttavia, in questa prima fase di mutamento, molte compagnie di assicurazione continuano a consegnare agli assicurati il tradizionale tagliando di carta, ma col tempo non verrà più consegnato.

Gli automobilisti che vorranno verificare la copertura assicurativa possono collegarsi al portale dell’automobilista, ilportaledellautomobilista.it. Esistono anche alcune app, free o a  pagamento, da scaricare sul proprio smartphone per poter effettuare il controllo della targa”. Di Marzio Di Mezza, http://www.ladiscussione.com

Consap: il Sole di Agosto fa lievitare il contributo!

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Natale, Pasqua e le ferie d’agosto sono da anni il periodo congeniale alla produzione di chicche legislative. Complice il caldo, la voglia di svago e la necessità di staccare il cittadino nostrano è decisamente distratto!

Quale momento migliore allora per rifilare testi con previsioni e disposizioni astruse ben più bizzarre di quelle meteo?! Magari diversificando la produzione, così giusto per disorientare maggiormente.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ad esempio, il 28 luglio ha sentito il bisogno di emanare un decreto che ha fatto capolino in Gazzetta Ufficiale il 1 agosto. Un modo originale di salutare l’estate? O una goliardata tipo palloncino d’acqua gelata al perito assicurativo? Forse più un premuroso pensiero per la cara, ops, vada per gentile, Consap!

Verrebbe la voglia di domandare, per sapere, per capire ma l’intervistatore curioso, nell’agosto rovente, resta solitario e dubbioso.

Provo a fare il punto della situazione..

Il perito assicurativo, iscritto al ruolo, versava la quota all’Ivass che ha poi trasferito questa competenza alla Consap che già era investita dell’onere di gestire le procedure d’esame per l’accesso alla professione. Il decreto nuovo di zecca introduce ora un aumento della quota pari a quasi il 40% ma a far riflettere maggiormente sono le motivazioni addotte.

Questo nuovo incarico deve aver messo a dura prova la Consap che ha avvertito la complessità dell’operazione, o no?

A ben pensare più che di complessità si tratta di confusione. La riscossione di una quota di iscrizione  al ruolo dei periti è un aspetto mentre la vigilanza ed il controllo sono ben altra cosa. Non si capisce perché se la rimpallino di continuo, o forse sì.

Forse la Consap ha compreso d’aver ricevuto una patata bollente?

In effetti si tratta più di far due conti.  Leggendo il decreto si trova una esplicita dichiarazione che lascia basiti. Il numero di iscritti che non paga la quota è tale da minacciare l’esistenza stessa della Consap e dunque “sadda” provvedere rapidamente! Sì le procedure di recupero coattive sono state avviate ma, ve la sentireste voi periti assicurativi (regolari pagatori!) di esporre la Consap a tale pericolo? Non sentite forse di dover intervenire in soccorso di colei che vigila sulla vostra categoria professionale?

Giusto. Vigilare, controllare, verificare è la vocazione prima di Ivass e poi della Consap!

Dovrebbe ma forse questa “chiamata” tarda farsi sentire perché di provvedimenti in tal senso manco  parlarne. Così “i costi” delle mancate riscossioni finiscono, in maniera incontrollata, per ricadere sui periti privi di controllo. Tranquilli però è tutto sotto controllo la Consap potrà godere le meritate ferie certa delle nuove riscossioni!

Vaneggiare in estate è concesso ai più e, forse, ai primi freddi ragioneremo tutti più lucidamente.

Buone vacanze!

 

Dal Blog Ilcarrozziere: La liquidazione del sinistro tra Kafka e Ridolini

Un argomento di attualità che sta molto a cuore a chi opera nel settore dell’infortunistica stradale ed, oggi, diventato sempre più articolato: la liquidazione del sinistro!

Ne parla in questo articolo, tratto dal blog ilcarrozziere.it, l’Avv. Sonia Monteleone, tra i legali di Federcarrozzieri.

Buona lettura.

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“E’ francamente difficile parlare di logica nelle procedure liquidative dei sinistri in RC auto. Si tratta di ”logiche” che negli anni hanno subito trasformazioni non semplici da seguire, comprendere e individuare soprattutto da chi le osserva dall’esterno.

Se l’attenzione delle imprese appare spesso focalizzata sui costi molte sono le storture del sistema che però restano nascoste ai non addetti ai lavori. “Le dinamiche che oggi affrontiamo nel curare una richiesta di risarcimento danni in conseguenza di un sinistro stradale sono sempre più complesse” ci dice Sonia Monteleone , avvocato che si occupa di responsabilità civile assicurativa ” E la difesa deve quindi diventare sempre più tecnica, sia in fase stragiudiziale che in sede processuale. È necessario comprendere appieno tali logiche tenendo presente che il vantaggio per la Compagnia non risiede tanto nel contenimento del contenzioso quanto nel taglio dei risarcimenti o almeno, nel tentare di giustificare in qualche modo una mancata offerta nei rigorosi termini di legge”. In altre parole l’assicuratore oggi appare proteso nell’individuare una più o meno plausibile motivazione per non pagare, come ben sanno i carrozzieri italiani che si sentono dire sempre più spesso, che il sinistro viene respinto magari per asserite incompatibilità “ma tanto lo scriviamo solo per l’Ivass” .

Si comincia con l’aumento esponenziale di escamotage di ogni sorta, che hanno il pratico effetto di rallentare il procedere delle richieste risarcitorie. In alcune aree d’Italia già solo la fase della consegna della CAI può essere un problema, in altre zone addirittura ottenerne in dietro una copia per formulare una richiesta danni sembra un’impresa impossibile, incentivata magari dai rappel che le imprese riconoscono agli agenti che trattengono gli originali.

“L’arma più gettonata è quella della perizia taglia tutto” spiega Monteleone: “Il fiduciario della compagnia perizia il veicolo danneggiato ma il foglio di perizia, quando giunge nelle mani del liquidatore, sembra riguardare addirittura tutt’altro sinistro. Talvolta lo stesso perito deve correre per rispettare i termini e quindi abbozza perizie come si suol dire con ampie riserve. Poi il problema dei valori del veicolo è noto a tutti, soprattutto in considerazione del parco auto che nel nostro paese è sempre più datato, troppo spesso si fanno arbitrarie medie di mercuriali che non si dovrebbero adottare, si utilizzano in modo improprio quotazioni invece da personalizzare. Il peggio però avviene quando al perito viene chiesto di indicare costi orari stravaganti e fuori mercato”.

E’ certamente vero che la perizia eseguita dal fiduciario dell’assicuratore che deve pagare è commissionata e pagata da quest’ultimo ed è una perizia di parte, e a chi lavora per un solo o due clienti non si può certo chiedere di andare contro le indicazioni della committenza. Risulta a Federcarrozzieri ad esempio che un gruppo assicurativo italiano abbia imposto alla rete peritale l’utilizzo esclusivo dei propri software taglia tempi senza possibilità di mediare con i tradizionali preventivatori.

Sarebbe invece auspicabile” chiarisce Sonia Monteleone “procedere, come già da tempo avviene in Francia, effettuando perizie con caratteristiche di terzietà. Questo sì sarebbe un primo passo utile a riequilibrare i diritti di entrambe le parti garantendo, ricordiamo, anche e soprattutto la sicurezza del danneggiato/consumatore”.

Si tratta di auspicio irrealizzabile visto che Ania è assolutamente da sempre contraria ma in attesa che le contraddizioni del sistema portino a una implosione delle criticità “Per giungere sani e salvi all’agognato risarcimento occorre informare, essere trasparenti, fare chiarezza e esigere altrettanto da chi, non dimentichiamolo, non è altro che un debitore. Occorre corrispondenza fitta e costante, senza interruzioni uno scambio continuo di documenti utili a delineare i termini corretti del risarcimento dovuto. Solo così si può, nell’ipotesi di conclamate ingiustizie o di casi di mala gestio, presentare reclami dettagliati e circostanziati alle strutture dedicate e poi all’IVASS. Una causa talvolta rappresenta solo un favore per il debitore.”

Il valore della consulenza in ambito stragiudiziale!

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Vi siete mai chiesti perché le compagnie assicurative hanno tutto l’interesse a gestire direttamente i danni ed “ostruire” quel danneggiato che si affida a professionisti del settore?

La compagnia assicurativa in questo modo aumenta l’utile tenendo bassi i costi dei risarcimenti, nei casi ormai soliti del #RisarcimentoDiretto, aumentando la differenza tra quanto pagherà per il vostro danno e quanto invece, a seguito del regolamento “a forfait” (che disciplina i rapporti tra le diverse compagnie assicurative), riceverà dall’assicurazione del veicolo danneggiante.

Facciamo un paio di esempi.

Esempio 1. In caso di danno materiale subito dal vostro veicolo, in fase di liquidazione vi è stata riconosciuta l’IVA dell’importo periziato dal “fiduciario della compagnia”? Siete stati rimborsati del fermo tecnico? Siete stati informati di avere diritto al rimborso del noleggio di auto sostitutiva per il tempo strettamente necessario per le riparazioni del veicolo incidentato?

Esempio 2. In caso di danno a persona, siete stati informati dell’iter procedurale per ottenere il giusto risarcimento? Sapevate di aver diritto ad una consulenza da parte un medico legale? Avete avuto il rimborso delle spese mediche documentate? Il medico fiduciario della compagnia ha riconosciuto tutti i giorni di diaria giornaliera? In che percentuale? E’ stato calcolato il risarcimento del danno morale? E quello esistenziale?

Siete sicuri di ottenere il giusto risarcimento senza una consulenza professionale?

Da una analisi della sinistrosità degli ultimi anni sia con soli danni materiali che danni fisici è emerso che nella maggior parte dei casi il danneggiato accetta la proposta di liquidazione della compagnia assicurativa senza pensare che spesso vi può essere una differenza notevole tra quanto si ottiene e quanto si potrebbe ottenere con una corretta gestione del sinistro.

Allora perché rinunciare ad un diritto sancito dalla Legge?

Quello che non tutti sanno è che spesso le compagnie assicurative  “giocano” con la procedura di indennizzo diretto (procedura CARD) in vigore dal 1° febbraio 2007. In che senso? La normativa dispone che il danneggiato, in fase stragiudiziale, sia obbligato a rivolgersi alla propria compagnia per ottenere il risarcimento del danno.

Come  affrontano queste disposizioni, concretamente, le assicurazioni?

Cercano di sfruttare a proprio vantaggio la scarsa conoscenza della materia infortunistica dei privati cittadini, non riconoscendo alcune voci di danno o limitando al minimo il risarcimento dovuto. Sempre più spesso accade che le compagnie assicurative tendono ad “isolare” il danneggiato, prospettando pagamenti veloci solo nel caso in cui non ci si rivolga ad un esperto del settore dell’infortunistica stradale patrocinatore stragiudiziale o legale.

Qualcuno vuol togliervi un grande diritto sancito dalla Costituzione Italiana. Quello della libertà di scegliere.

Noi non siamo d’accordo e ci battiamo con il #CUPSIT e le associazioni della #CARTAdiBOLOGNA per far si che i Vostri diritti non vengano calpestati!

Se siete sicuri di aver ottenuto il giusto risarcimento è stato un piacere aver ricevuto la vostra visita.

Se, invece, avete qualche dubbio sul risarcimento ottenuto INFORMATEVI sui Vostri DIRITTI!!!

Link utili:

Carta di Bologna

Cupsit

Federcarrozzieri

Unarca

Nuova condanna per Allianz!

gdp

Acquisti una polizza che ti protegga in caso di sinistro.. poi il sinistro accade.. e spuntano “penali, contropenali e penalotte..” Tra un po’ finisce che sei tu a dover risarcire l’assicurazione.. per il disturbo!

Dal blog IlCarrozziere.it un altro bell’articolo che analizza l’ennesima sentenza, questa volta del giudice di pace di Catania. Una pronuncia che ripercorre, ancora una volta, tutti i passi di una stortura che le compagnie assicurative si ostinano a portare avanti ai danni dei consumatori.

Buona lettura e ricordate: #liberidiscegliere si può!

“Condanna per Allianz che penalizza i consumatori.

Una vacanza omaggio per due in una località da sogno o un’auto di lusso magari. Quante volte sono proprio questi i premi di concorsi legati all’acquisto di un pandoro o all’abbonamento ad una rivista. Premi allettanti.

Avete mai acquistato una polizza che promettesse qualcosa di simile?
No, anzi! La polizza assicurativa rc auto, prodotto che siamo obbligati ad avere, non sa proprio cosa siano ricchi premi e cotillon. Così, una volta scelta la compagnia assicurativa, avete davanti una polizza che prevede, se sarete bravi, se vi comporterete bene, se proprio di marachelle non ne combinerete e se davvero lo avrete meritato: uno sconticino!

Sì, sì uno sconticino succulento, una micro percentuale sull’importo complessivo… che però bisognerà guadagnarsi!
Come? Mai trasgredire ad alcuno dei divieti inseriti in polizza:no alla cessione del credito, no ad una carrozzeria di fiducia, no all’assistenza di un legale. Tanti no per un risparmio insignificante.

Così è… solo se glielo permettiamo! Queste imposizioni, queste restrizioni insopportabili sono vessatorie e non possono essere opposte al danneggiato.

A dirlo l’ennesima sentenza, questa volta del giudice di pace di Catania. Una pronuncia che ripercorre, ancora una volta, tutti i passi di una stortura che le compagnie assicurative si ostinano a portare avanti ai danni dei consumatori. Dinanzi all’ennesima penale, ingiustamente applicata dall’Allianz, il giudice, dott. Scuto, ha ribadito come l’obbligo di risarcimento tragga origine dalla legge e non dal contratto esistente tra le parti che costituisce solo un presupposto legittimante.

Il danneggiato che in conseguenza di un sinistro stradale rivolge la richiesta di risarcimento alla propria compagnia assicurativa si vede spesso decurtare gli importi per la presunta violazione delle clausole contenute nel contratto stipulato. La sentenza, invece, ristabilisce nuovamente l’equilibrio tra le parti ed afferma chiaramente che il diritto del terzo danneggiato matura in conseguenza dell’illecito civile subito e non in virtù del contratto assicurativo. L’assicurazione, in questi casi, agisce quale mandataria ovvero quale sostituta della compagnia che garantisce il responsabile civile e, di conseguenza, non può giustificarsi alcuna limitazione nè trasformazione di un rapporto da extracontrattuale a contrattuale al solo scopo di inserire penali illegittime.

La sentenza si sofferma poi anche su altri aspetti perché le clausole, che tanto care sono alle compagnie, risultano inserite in violazione di più norme. La clausola che vieta l’assistenza di un legale viola sia l’art.24 della Costituzione che l’art.33, n.2,lettera t, del D.lgs n.206/2005.

Insomma, casomai ce ne fosse ancora bisogno, le clausole inserite in polizza per limitare i diritti dell’assicurato, sono vessatorie, non solo perché sbilanciano i rapporti tra le parti ma perché costituiscono “un pregiudizio per intere categorie professionali ad esclusivo beneficio dell’assicuratore e un illegittimo pregiudizio al diritto di difesa. Altro che viaggi e concorsi: acquisti una polizza e pur di ottenere un’idea di sconto… poco ci manca che sia tu a dover risarcire loro! Si potrebbe cantare alle compagnie che tanto amano queste clausolette: “caramelle… non ne voglio più”.”

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Clicca qui per scaricare la sentenza

#CUPSIT: ECCO IL PROGRAMMA DELL’INCONTRO DEL 10 GIUGNO A #BOLOGNA

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Regola numero 1: Partecipazione!

Di seguito il programma completo ed il modulo di iscrizione per partecipare all’incontro che si terrà a Bologna il prossimo 10 giugno alle 15.30 presso NH Hotel de la Gare – Piazza XX Settembre n. 2, nei pressi della stazione centrale di Bologna.

Vi ricordo che l’incontro, ritenuto di notevole importanza, è aperto ai patrocinatori iscritti e non iscritti, agli avvocati, ai medici legali, ai periti, ai carrozzieri, agli automobilisti ed a tutti gli interessati.

“PROGRAMMA

  1. Andamento finanziario dell’Associazione.
  2. Andamento del DDL Concorrenza, la prima e la seconda lettura al senato. I retroscena, i rischi e le opportunità.
  3. Clausole Vessatorie nella RC Auto, le risposte di Consumatori, patrocinatori e avvocati all’interpello dell’antitrust.
  4. Note informative IVASS.
  5. Come evitare le cause. L’arte del reclamo.
  6. Accesso agli atti: lo stupidario assicurativo.
  7. La medicina legale e le nuove involuzioni nel risarcimento del danno alla persona.
  8. Il Ruolo dei Blog per una informazione pervasiva.
  9. Alleanze e collaborazioni con altre associazioni e struttura di raccordo permanente.
  10. Varie ed eventuali.

INTERVENTI PREVISTI:

  • Davide Galli – Presidente Federcarrozzieri
  • Massimo Perrini – coordinatore Comitato Responsabilità Civile
  • Giampaolo Bizzarri – patrocinatore stragiudiziale
  • Andrea Casolino – medico legale
  • Tommaso Caravani – giornalista
  • Luigi Mercurio – patrocinatore e blogger
  • Elena Bove – avvocato e giornalista
  • Luigi Speciale- Presidente Unilpi
  • Antonio Belcuore – Assopec

Lo scopo sarà di scambiare, in una logica interdisciplinare,  conoscenze e linee di azione per cercare di fare fronte al chiaro disegno di far gestire tutto il processo risarcitorio alle compagnie assicuratrici, dalla riparazione alle cure mediche. Cercheremo di fare il possibile per evitare dissertazioni inutili invitando i partecipanti a intervenire per portare contributi di conoscenza e buone prassi da condividere.

Alla fine della riunione sarà servito un aperitivo”.

Vi consiglio di iscrivervi all’incontro cliccando sul seguente link:

MODULO DI ISCRIZIONE

LOGISTICA: L’albergo NH Hotel de la Gare è a trecento metri dalla stazione ferroviaria con un parcheggio  Garage Autostazione di fronte.

Risarcimento diretto: La #polizza ti #incatena!

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Sappiamo che per legge chi pone in circolazione un veicolo a motore è obbligato ad assicurarlo. Bene.
Non ci risulta assolutamente che per legge un assicurato che subisce un sinistro stradale, in veste di danneggiato, sia “obbligato” a recarsi presso una carrozzeria imposta dal proprio assicuratore.

Ecco, però, quello che è accaduto stamattina al danneggiato di turno (ormai una consuetudine).

Ci contatta un’automobilista che, pochi giorni prima, aveva subito un sinistro stradale. La sua richiesta è stata diretta ed esplicita: “ho subito un sinistro e dopo aver consegnato il CAI in agenzia mi veniva riferito che in base al mio contratto sarei obbligato a recarmi presso il carrozziere convenzionato, pena la decurtazione del 10% sul risarcimento”. È vero tutto ciò? Io non ne sapevo niente, sono davvero vincolato dal contratto? E poi, mi scusi, mi designano una carrozzeria che si trova ad oltre 40 chilometri dalla mia residenza, invece, a due passi da casa, c’è il mio carrozziere di fiducia quello che conosco da quando ero piccolo e dove anche mio padre si è sempre rivolto. La prego mi dica cosa devo fare”.

Innanzitutto, è bene chiarire un concetto base. Lei non è ASSOLUTAMENTE OBBLIGATO a recarsi presso una carrozzeria convenzionata né obbligato a subire alcuna delle limitazioni che vorrebbero imporle.  Lei vanta un credito nei confronti del responsabile civile, cioè colui che ha provocato i danni alla sua autovettura! La sua assicurazione, nei casi di applicabilità del risarcimento diretto, come quello che ci ha descritto, si sostituisce all’assicurazione del responsabile per la gestione del sinistro, in virtù della cosiddetta procedura CARD, per poi rivalersi fino alla somma a forfait stabilita dall’accordo tra le compagnie aderenti a tale procedura.

Questa sostituzione comporta delle conseguenze in punto di diritto.

Infatti, la Rc Auto è regolamentata dall’art. 1917 C.C. e dell’attuale D. Lgs. 209/2005 “Risarcimento diretto” che, se pur obbliga stragiudizialmente l’assicurato a rivolgersi all’impresa con cui è stato stipulato il contratto assicurativo, prevede che “[…] a seguito della presentazione della richiesta di risarcimento diretto, l’impresa è obbligata a valutare i danni e a provvedere alla loro liquidazione per conto dell’impresa di assicurazione del veicolo responsabile […]” come viene esplicitamente riportato nel Quaderno 2 a pagina 6 dell’IVASS (organo tenuto alla vigilanza).

Sul punto va ricordata un’importante ordinanza della Suprema Corte, la n. 5928/2012, che recita: invero, l’azione diretta […] non origina dal contratto assicurativo, ma dalla legge, che la ricollega al verificarsi del sinistro a certe condizioni […]. Sicché, la posizione del danneggiato resta quella di chi ha subito un illecito civile […].

Tornando al suo caso le faccio un banale esempio: “le provocano un danno che comporta una costo di 2000 euro. Lei va dal suo assicuratore, in virtù della normativa vigente (quella del risarcimento diretto), per ottenere il pagamento e la risposta è la seguente:

 1) non le possiamo dare i 2000 euro, anzi lei è obbligato a riparare il veicolo dove vogliamo noi!

2)  Se non accetta e non vuole andare a riparare il veicolo dal nostro riparatore le decurteremo il 10% del risarcimento,  in pratica le pagheremo 1800 euro”.

 Quanto descritto rappresenta una vera e propria compressione della sua libertà di scelta del riparatore e del suo diritto al risarcimento del danno.

E’ semplicemente una procedura che lede il danneggiato, erroneamente  considerato solo “assicurato” dalla compagnia, così da imporne: condizioni contrattuali, delineando limitazioni e penali in caso di riparazioni del veicolo presso riparatori non convenzionati, o penali nel caso di affidamento di incarico a patrocinatori.

In tutti i casi emergono vere e proprie limitazioni arbitrarie della libertà del danneggiato: 1) limitazione della libertà di scelta del riparatore; 2) limitazione del diritto alla difesa nel caso di sinistro stradale. Praticamente  ASSURDO!

Occorre chiarirlo una volta per tutte: la sua assicurazione, in qualità di gestionaria della liquidazione del sinistro nella procedura di indennizzo diretto (o meglio “risarcimento diretto”), non ha titolo per opporle eccezioni che riguardino il contratto assicurativo!

DA RICORDARE: in materia di #‎RcAuto ci assicuriamo per non subire danni al nostro patrimonio quando provochiamo danni a terzi. Le clausole che trovate nei Vostri contratti necessitano di apposita approvazione, soprattutto quelle che limitino la responsabilità, devono essere oggetto di specifica contrattazione. Devono essere illustrate, l’assicurato deve essere informato sulle conseguenze. In caso contrario non avranno valore e sarà come non vi fossero mai state apposte.

Il giusto #‎risarcimento resta un Vostro diritto!

CUPSIT: 10 GIUGNO RIUNIONE SOCI DEL CUPSIT A FIANCO DELLA CARTA DI BOLOGNA E CONTRO IL DDL CONCORRENZA

cupsit riunione

La data è fissata: 10 GIUGNO 2016, BOLOGNA – NH Hotel de la Gare.

Se non ci fosse il #CUPSIT, e  le altre associazioni aderenti alla #CartadiBologna, la lobby assicurativa avrebbe ricevuto tanti e tanti regali dagli ultimi governi che finora si sono succeduti. Ma il CUPSIT e le sigle della Carta di Bologna si sono fortemente opposti alle pressioni esercitate dalle compagnie assicurative sul governo per far approvare le loro proposte atte a limitare la concorrenza, il libero mercato e la tutela del danneggiato.

A Bologna il 10 giugno si parlerà dell’andamento dell’associazione e si affronteranno temi a noi cari: la lotta al Ddl Concorrenza, le famose clausole vessatorie, la Carta di Bologna.

Il padrone di casa, Dr. Stefano Mannacio, tra i più attivi e instancabili sostenitori e difensori dei principi di libertà e concorrenza, ci accoglierà nella sua Bologna per l’assemblea ordinaria dei soci del Cupsit in prima convocazione alle 7 del 10 giugno ed in seconda convocazione alle 15.30 del 10 giugno presso NH Hotel de la Gare – Bologna IN Piazza XX Settembre n. 2, nei pressi della stazione centrale di Bologna.

ORDINE DEL GIORNO

  • Andamento finanziario dell’Associazione
  • Andamento degli associati e provvedimenti da prendere, a norma di statuto, su quelli non in regola da tempo con le quote associative.
  • Polizze Rc Auto, clausole vessatorie.
  • Carta di Bologna: il Ruolo del Cupsit e le azioni di contrasto al DDL concorrenza.
  • Alleanze e collaborazioni con altre associazioni e struttura di raccordo permanente.
  • Varie ed eventuali

Dopo l’incontro, prima dei saluti finali, sarà servito un Aperitivo con piccolo Buffet.

Si raccomanda la massima partecipazione dei colleghi previa una adesione il più possibile tempestiva.

L’incontro è aperto ai patrocinatori iscritti e non iscritti e a tutti gli interessati.

PER ADESIONI VAI AL MODULO DI ISCRIZIONE CLICCANDO QUI

 

Esame Perito Assicurativo

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E’ stata indetta la data della prova di idoneità per l’iscrizione al Ruolo dei Periti assicurativi – sessione 2015.

La data d’esame sarà il 23 giugno 2016 alle ore 8,30 ed avrà luogo presso la “Sala Olimpia” dell’Ergife Palace Hotel, sito in Roma, Via Aurelia n. 617/619.

Facciamo il nostro in bocca al lupo a tutti i candidati, augurando il superamento dell’esame e diventare “liberi” professionisti!

Per ulteriori informazioni clicca qui.

Perizie non a norma? Arriva la denuncia dei carrozzieri

Perito

La rivolta dei carrozzieri spezzini. La notizia è di qualche giorno fa.

Le associazioni dei carrozzieri hanno presentato un corposo reclamo alla CONSAP S.p.A., Concessionaria servizi assicurativi pubblici Spa ed all’IVASS, Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni. Sotto accusa i software per la stima, installati su tablet e smartphone, ed in uso ai periti fiduciari di alcune compagnie assicurative per lo sviluppo delle stime dei danni riportati ai veicoli incidentati.  Anche a La Spezia, ma come su tutto il territorio nazionale, alcune Assicurazioni “impongono” ai periti fiduciari l’utilizzo di un tablet nel quale è stato impostato un software per la quantificazione dei danni. Tale procedura di stima prescinde dalla oggettività del perito stesso, il quale è chiamato ad esprimere solamente un giudizio che indica genericamente la gravità dell’intervento riparativo. Il perito che utilizza il software non è in grado di conoscere quante siano le ore di lavoro riportate nella stima, né come queste ore siano distribuite e neppure quali siano i costi per i materiali d’uso calcolati. Il software trasforma l’operazione direttamente in euro, senza visualizzare in quale maniera si è arrivati a stabilire l’importo. In pratica la stima viene effettuata con tempi pre-impostati dalla Assicurazione che, come reclamato dai carrozzieri, riducono quelli normalmente indicati nei tempari classici in uso dagli stessi periti assicurativi e dai carrozzieri.

E la valutazione commerciale del veicolo? Spesso risulta anti-economica!

Stesso discorso per il valore commerciale del veicolo che viene periziato. Il valore del bene danneggiato è già impostato dal software e non può essere indicato dal perito. Vale a dire che, il soggetto abilitato a dare al bene il valore ante-sinistro è vincolato al valore impostato dal software in base a parametri standard ed indicativi.

Quello che si sta verificando è che tali valori risultano solitamente più bassi rispetto al valore di mercato dello specifico veicolo danneggiato. Un bel risparmio a quanto pare!

Consigli utili.

Che siate un carrozziere o un danneggiato richiedete sempre un supporto da parte di un tecnico abilitato ed imparziale. Quello che viene incaricato dalla compagnia assicurativa non può essere considerato un “perito terzo”. Solo così avrete possibilità di un confronto con le valutazioni della compagnia assicurativa che deve liquidare il danno e verificare che la stima sia corrispondente con la vostra.

Oxygen incontra le carrozzerie del Sud! Il 4 e 5 maggio a Nola e Benevento

OXYGEN RITORNA IN CAMPANIA CON IMPORTANTI NOVITA’ PER LE CARROZZERIE

Serata di Formazione Oxygen

Mercoledì 4 e giovedì 5 maggio parteciperemo alle due serate di formazione organizzate da FEDERCARROZZIERI, nelle quali saranno presentate le ultime novità della piattaforma OXYGEN e le sue potenzialità atte a risolvere innumerevoli problemi quotidiani delle carrozzerie.

IMPORTANTE! Oxygen aiuta la tua azienda ad incassare il giusto!!!
Sappiamo addebitare in fattura tutte le ore necessarie ad una riparazione a regola d’arte? Oppure ci “accontentiamo” delle ore “stimate” dal perito della compagnia?
Dinamiche dei sinistri, queste misteriose… spesso nei sinistri si attribuiscono responsabilità dove non ci sono e viceversa.
– La tariffa oraria applicabile ed i costi dei materiali di verniciatura ti vengono riconosciuti dalle assicurazioni?
– Alla luce di recenti sentenze, anche una mancata precedenza può essere oggetto di concorso di colpa se gestita bene. Come possiamo sapere se è possibile ottenere un rimborso parziale dall’assicurazione attraverso Oxygen?
Oxygen diventa la chiave di volta per smantellare problemi e difficoltà ed ottenete risposte a tutte le vostre domande. Grazie ad Oxygen Gestione Sinistri il carrozziere viene aiutato dal Garante Oxygen  nella gestione del sinistro ed indirizzato nella giusta direzione per la risoluzione della pratica a tutela del vostro cliente, anche nei casi più complessi.
LE DUE SERATE CAMPANE SONO APERTE E GRATUITE PER TUTTE LE CARROZZERIE ANCHE NON ISCRITTE A FEDERCARROZZIERI
Il Programma delle due serate
Mercoledì 04 maggio NOLA
HOTEL DEI PLATANI, S.S. 7 Bis – 24-26-28 NOLA (Na) Tel. 081.5122522
Ore 19,00 Buffet di benvenuto
Ore 20,00 Apertura Lavori
Ore 22,45 Domande dei carrozzieri –Fine Lavori
 
Giovedì 05 maggio BENEVENTO
SOEL FORMAZIONE, Via Dei Longobardi, 24 Benevento – nei pressi del Centro commerciale “I Sanniti”
Ore 19,00 Buffet di benvenuto
Ore 20,00 Apertura Lavori
Ore 22,45 Domande dei carrozzieri –Fine Lavori
Per iscriversi alla serata di formazione clicca sul bottone di seguito.
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La serata nel dettaglio
19.00 Al vostro arrivo troverete un buffet-aperitivo.
20.00 Apertura lavori
Davide Galli Federcarrozzieri
20.15 Prima Parte: Oxygen Gestione Polizze
– Dott. Roldano De Bastiani
21.00 Seconda parte: Oxygen Gestione Ricambi
– ing. Tommaso Caravani
– Lorenzo Prandini
21.45 Seconda Parte: Oxygen Gestione Sinistri
Davide Galli Federcarrozzieri
– garante Roberto Barbarino
– garante Luigi Mercurio
22.15 Terza parte: Oxygen Gestione Noleggio
– Enrico De Gregorio (Oxygen Rent)
22.45 – Artigiani carrozzieri presenti in sala: Le vostre domande – Fine lavori
Insomma non resta che partecipare e scoprire di persona quanto ossigeno può regalare Federcarrozzieri!
Oxygen Gestione Ricambi, Oxygen Gestione Sinistri, Gestione Noleggi, Oxygen Gestione Polizze: la risposta vincente alle mille necessità di tutti noi. Valida risorsa per regalare ossigeno alle attività di una categoria continuamente sotto pressione!

INFORMAZIONI UTILI SULLA PIATTAFORMA

Oxygen Gestione Ricambi
Un concreto supporto al carrozziere per la ricerca veloce di ricambi e di informazioni via web. Nel dettaglio fornisce:
  • Codici e i prezzi corretti dei ricambi originali e di quelli alternativi sempre aggiornati
  • Prezzi di acquisto con sconti o netti e visualizzazione delle giacenze per i marchi originali e di concorrenza Partner del progetto
  • Ordine ricambi trasparente, risparmiando tempo, meno telefonate e attese per la conferma dell’ordine e dello sconto
  • Accesso gratuito a informazioni dettagliate sugli intervalli di manutenzione programmata (Check List) e le quantità di riempimento come descritto da casa madre
  • La possibilità a breve di scaricare, dopo l’invio dell’ordine, 10 manuali tecnici di riparazione gratuiti Il progetto è stato realizzato e sviluppato da Oxygen in collaborazione con Collins (Gestore della Piattaforma) e Car Point (Gestore dei Ricambi) Attualmente in Europa non esiste una piattaforma che proponga prodotti originali e alternativi con disponibilità e condizioni di acquisto.
 Oxygen Gestione Sinistri
Il progetto nasce dall’esigenza di molti artigiani che, alle prese con la riparazione di un veicolo sinistrato, incontrano difficoltà sulla giusta definizione, e spesso accettano (in sudditanza) proposte liquidative offerte dai periti assicurativi:
Limitazioni tariffarie, degradi sui materiali di consumo, franchigie di 80 euro in RCA, smaltimenti rifiuti non pagati, franchigie del 10% in RCA, divieti di utilizzo della cessione di credito, auto sostitutive non pagate, ritardi sui pagamenti, assegni al cliente anche con cessione di credito e tante altre criticità che possono mettere in seria difficoltà le nostre carrozzerie.
Linearità di cassa e riduzione degli insoluti assicurativi, ma soprattutto rispetto delle tariffe di manodopera delle carrozzerie, Oxygen Gestione Sinistri viene in aiuto anche quando al perito assicurativo viene imposto l’utilizzo di un’app creata da un’Assicurazione per ridurre i tempi dei preventivi e pagare meno (vedi Siva o Perizia Light).
Oxygen Gestione Noleggi
Nessun costo per vetture ferme in carrozzeria. Finalmente un’opportunità per chi è senza licenza di noleggio.
Tutti i punti di forza di Oxygen Gestione Noleggio:
  • Gestionale gratuito per le tue auto sostitutive, foglio di uscita, di rientro e fatturazione.
  • Recupero fermo tecnico con il metodo Oxygen gestione sinistri.
  • Puoi diventare noleggiatore anche senza licenza di noleggio.
  • Mai più vetture ferme e inutilizzate in carrozzeria, ma condivise con i tuoi colleghi.
  • Una vettura senza costi fissi nella tua carrozzeria da noleggiare ai tuoi clienti senza contratto a lungo termine.
  • Il carrozziere che necessita di una vettura oltre alle proprie può individuare, attraverso una mappa, le vetture disponibili al noleggio a breve termine a tariffe competitive.
  • La tua carrozzeria diventa un’importante punto di riferimento per il nolo auto non solo per i tuoi clienti.
Oxygen Gestione Polizze (novità!)
La novità assoluta nel panorama italiano e Federcarrozzieri si tuffa nell’avventura con un obiettivo unico: che i carrozzieri possano fidelizzare i clienti. È un modo per combattere la canalizzazione fatta dalle assicurazioni tramite gli agenti: i danneggiati vengono indirizzati, con una bella “spinta” sulla schiena, verso i carrozzieri convenzionati. Oxygen Gestione Polizze corre in aiuto del carrozziere per fidelizzare il proprio cliente e non lasciarlo in pasto alle compagnie!
Quali sono i Vantaggi di Oxygen?
  • Riduzione del numero della cause legali
  • Possibilità di garantire all’assicurato lo stesso trattamento su tutto il territorio nazionale
  • Contare su strumenti anti-frode
  • Gestione sinistri in out-sourcing e conseguente riduzione dei costi
  • Gestione sinistri con polizze in forma specifica
  • Gestione sinistri anche in assenza di Cid
  • Perfezionamento del flusso di cassa (cash-flow)
  • Trasparenza nei confronti del proprio cliente
  • Incremento dell’utile

#‎RCAuto‬ ‪#‎derivaIndennitaria‬ ‪#‎Allianz‬

Sul nostro Blog ne abbiamo già discusso tempo fa con questo post:Lo scherzetto della clausola sulla conciliazione paritetica (liberticida!) di una nota Compagnia tedesca..e nel mese di novembre abbiamo interessato anche l’IVASS chiedendone un parere, ma da allora siamo ancora in attesa di una risposta. Attendiamo fiduciosi!

L’argomento è diventato molto scottante e tuttora di attualità:

clasola allianz

#‎RCAuto‬ ‪#‎derivaIndennitaria‬ ‪#‎Allianz‬ (e non solo!): continuano gli articoli in merito alle “clausole vessatorie”.
La ‪#‎CartadiBologna‬ vigila e partecipa attivamente con ‪#‎OUA‬, ‪#‎CUPSIT‬,‪#‎Federcarrozzieri‬ ed ‪#‎Assoutenti‬.

Ecco alcuni articoli in merito:

La polizza Rca su misura. Per fregarti

Apriamo la settimana segnalandovi questo interessante articolo dal blog “automobilista.it”. Si parla di Rca, clausole e clausolette vessatorie, anticostituzionali ed illecite che si trovano all’interno dei contratti RcAuto..

Aprite gli occhi e anche le orecchie prima di sottoscrivere un contratto assicurativo. Non fermatevi solo al prezzo appetitoso, verificate bene le condizioni di polizza; valutate con attenzione sia i vantaggi che gli svantaggi nell’accettazione di una serie di sconti che poi impongono una limitazione della libertà..
Buona lettura

Dal blog Automobilista.it:

gattovolpe-300x194.jpg“Se accetti questa clausola, risparmi il 10% sulla Rca. Se poi firmi quest’altro cavillo, hai una riduzione del 15%. Puoi aggiungerci un ribasso ulteriore del 5% per questo, e quindi del 5% su quell’altro…”. Quando le assicurazioni ti vogliono fare la Rca su misura, c’è di che stappare le bottiglie di champagne. Quasi quasi la polizza te la danno gratis. Anzi no: sono loro che pagano te affinché tu dia l’ok a entrare nella loro squadra. Occhio: è una Rca proprio su misura, per fregarti. Ma quali sono queste benedette clausole?

1) La più eccitante si chiama Rca con scatola nera. Con lo sconto. Peccato si dimentichino di dirti chiaro e tondo che, in caso di sinistro, se sgarri di un chilometro orario sulla velocità imposta in un certo tratto, il tuo risarcimento intero te lo scordi. Vuoi contestare la black box? Provaci. Nel contratto firmato da te ci sarà scritto grosso modo: “Le risultanze del dispositivo formano piena prova, nei procedimenti civili, dei fatti cui esse si riferiscono, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento del dispositivo”. Così, in un attimo, non solo ti sei sbranato il tuo sconto originario, ma in più vedi anche il rimborso decurtato. Sempre se te lo danno. Complimentoni, furbastro.

2) Rinunci all’avvocato e hai una riduzione sulla Rca. A parte che una normaccia del genere è anti-costituzionale, lede i tuoi diritti alla difesa, comunque non si capisce perché tu non debba avere un legale, un esperto in infortunistica stradale, un patrocinatore stragiudiziale che ti aiuti. Per fare un favore alla compagnia, che così è libera di assegnarti l’indennizzo che crede?

3) Risarcimento in forma specifica e rinuncia alla cessione di credito al carrozziere indipendente. In cambio di uno sconto. In sostanza, vai dal carrozziere convenzionato con la compagnia: non hai più la tua libertà di scelta. E chissà, magari rimpiangi di non avere la tua macchina riparata dal tuo carrozziere. In più, non hai la libertà di cedere il diritto del tuo credito (vantato verso la compagnia) al carrozziere indipendente. In questo modo, la compagnia fa il bello e cattivo tempo: ti ha in mano. Norme illecite, clausole vessatorie. Immondizia. Rca trash”.

Il perito assicurativo quale responsabilità professionale?

Perito wanted

Si discute da tempo delle libere professioni, della tutela che il sistema legislativo italiano riconosce e delle soluzioni attuabili. In tanti lamentano l’assenza di garanzie e la mancanza di difesa del valore da attribuire al settore. Al grido di “Non è un paese per liberi professionisti” si sono mosse manifestazioni di protesta che si alternano a quanti invocano l’abolizione degli ordini professionali anche alla luce dell’esperienza lacunosa sperimentata. Da più parti s’invocano i network quale risposta almeno parziale ad una crisi di mercato incalzante.

Tra le figure professionali preoccupate vi è certamente anche quella del perito assicurativo, un professionista che non vanta l’esistenza di un ordine professionale che tanto ha reclamato ma che risulta riconosciuto in un apposito ruolo professionale: il ruolo dei periti assicurativi.

Si accede al ruolo dopo aver sostenuto e superato l’esame di abilitazione istituito dalla CONSAP. In seguito ognuno determinerà la propria strada scegliendo tra l’esser fiduciario di una compagnia assicurativa prestando la propria opera a vantaggio delle assicurazioni o a vantaggio dei privati che dovessero subire un sinistro stradale, o ancora quale consulente d’ufficio presso Tribunale e Giudice di Pace.

Veniamo al caso specifico del perito assicurativo fiduciario di compagnia. Non esiste un tariffario ufficiale che stabilisca una soglia minima al di sotto della quale non si può scendere e gli stessi rapporti di collaborazione professionale che si instaurano con le compagnie sono alquanto indefiniti.. o per meglio dire fin troppo definiti a totale vantaggio della mandante. Ogni compagnia applica al fiduciario un accordo contrattuale che definisce margini ben delimitati in ordine alle pretese ed agli standard richiesti. Rigorose sono le richieste per accedere a tale collaborazione, una collaborazione professionale che stenta spesso a trovare un idoneo  ed univoco riconoscimento giuridico. Lo si può riscontrare con particolare evidenza proprio nei contenziosi che si instaurano al termine di tali collaborazioni professionali. Vincolati a tempi, costi e dictat assicurativi i periti faticano ad operare in un mercato come quello attuale senza dover necessariamente scendere loro stessi sotto soglia.  C’è poi da sottolineare come tali compensi siano imposti in virtù di una malcelata speranza di trasformare la collaborazione a tempo determinato nel lavoro di una intera vita. Questo è l’equivoco su cui germogliano le richieste più assurde da parte delle assicurazioni ingoiate dal perito di turno in balia di una aspettativa irrealizzabile.

Sulla scia di tali storture si consuma una ulteriore problematica: la inevitabile perdita della terzietà. Come può un professionista “libero” esercitare liberamente la propria professione se, a ben vedere, il rapporto con la mandante è un rapporto che aspira, che tende diciamo, ad un consolidamento di tipo quasi subordinato. Come si può prestare in assoluta autonomia la propria opera a favore di un soggetto che limita fortemente questa autonomia sotto ogni possibile punto di vista?

Ma non è la terzietà del perito l’unica spina nel fianco di questa figura professionale.

Vi è infatti un aspetto ulteriore ed è quello della sindacabilità di una eventuale responsabilità professionale. Quando il perito viene incaricato dello svolgimento di una perizia si innesca una strana dinamica che vede questa figura apparentemente investita della certificazione dell’intera dinamica sinistrosa. Chi controlla questo operato? Chi ne garantisce l’attendibilità dal punto di vista tecnico? Perché non prendere esempio dalla Francia dove la perizia viene svolta in contraddittorio? Accade così che, nei casi di sinistri contestati, agli atti si rinvengono perizie che da una parte affermano la compatibilità dei danni con la dinamica denunziata ma dall’altra ne contestano la risarcibilità..

O ancora casi nei quali si legge nelle perizie depositate che la valutazione economica del veicolo è stata effettuata sulla base delle indicazioni della mandante..

In fase di trattazione del sinistro presso un ispettorato quando si discute con il liquidatore incaricato capita spesso che si alzi un muro che ha come fondamento unicamente la perizia del fiduciario. A nulla sembrano valere fatture, perizie di parte, circostanze oggettive, il liquidatore si nasconde dietro la perizia e anche in presenza di errori o carenze eclatanti non se ne discosta.

Cosa accade se la perizia contiene un’anomalia, un errore di valutazione rilevabile solo da un tecnico che abbia a sua volta visionato i veicoli coinvolti o il luogo del sinistro? Chi supervisiona la perizia redatta dal perito?
Insomma chi certifica un eventuale errore, chi ha il potere di sindacarne l’operato, a chi risponde il perito in caso di condotta deontologicamente sindacabile?
Interrogata la Consap sulla questione.. come Ponzio Pilato se ne lava le mani..
Resta il danno, ulteriore, a discapito dei danneggiati malcapitati, resta la minaccia alla terzietà, resta la mancanza di tutela dell’intera categoria: tutte problematiche in attesa di risposte a domande che nessuno sembra porsi.

Scatola nera #RcAuto: un enorme #Bluff antitruffa!

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Siamo ancora provati dalle abbuffate pasquali ed ecco che arrivano dal Senato informazioni difficili da digerire! Fronte RcAuto: spunta dal cilindro la solita “vecchia” proposta: l’obbligatorietà dell’installazione della scatola nera (detta anche black box).

Benefici? Per le assicurazioni quelli di poter dominare maggiormente l’iter risarcitorio post sinistro. Un controllo pressante e indagatore capace di mettere in discussione, a proprio piacimento, dati sensibili. Nascosti dietro al paravento delle truffe sembrano voler comunicare ufficialmente a tutti noi: “c’è poco da fidarsi, siete un popolo di truffatori in libertà vigilata!”.

Tanti i dubbi. La scatola nera ha un costo legato alla sua installazione ed all’eventuale disinstallazione (quando si vuol cambiare compagnia o vendere l’auto). Costi a carico degli utenti che risulterebbero ben più elevati degli sconti che dovrebbero conseguire all’installazione. Ecco, ma poi, di quanto sarà lo sconto? Quale sarà il riferimento di base da cui partire? E la nostra privacy sarà al sicuro? Perché deve essere una società esterna a controllare i nostri dati e i nostri tragitti? Perché le compagnie assicurative dovrebbero poter schedare e monitorare ogni nostro singolo spostamento?

Ma funziona correttamente? Già! Siamo sicuri del corretto funzionamento del dispositivo in caso di sinistro?  Un dato che a tutti resta oscuro. Registriamo diversi casi in cui gli automobilisti hanno avuto diverse problematiche a causa dell’installazione del dispositivo satellitare.

Ecco alcuni casi realmente accaduti:

PRIMO CASO (e probabilmente anche il più delicato): un’automobilista alla guida del proprio veicolo percorre regolarmente una strada del Comune X. Improvvisamente da una strada laterale sopraggiunge un veicolo che non rispetta il segnale di STOP collidendo contro il malcapitato.  Constatato i danni i due protagonisti compilano il modello CAI e l’automobilista con ragione si rivolge al proprio assicuratore per ottenere il risarcimento dei danni. Ma ecco l’amara sorpresa:  l’Assicuratore respinge la richiesta di risarcimento dell’automobilista per “mancato nesso di causalità”, in parole povere il sinistro non risulterebbe compatibile con i danni lamentati dall’automobilista.

A questo punto l’automobilista si rivolge allo studio di un professionista che scopre l’arcano: la scatola nera non ha RILEVATO il sinistro stradale!! A questo punto vengono effettuate una serie di attività e accertamenti da parte dello studio d’infortunistica che acquisisce addirittura fotografie con i veicoli incidentati – che fortunatamente l’altro automobilista aveva scattato sul luogo del sinistro dopo l’urto tra i veicoli. Finalmente, dopo più di quanto previsto per legge l’automobilista ha ottenuto il dovuto risarcimento, anche se ha rischiato di veder invalidato un suo diritto per una totale inadeguatezza del dispositivo tecnologico che si vuole imporre per legge!

SECONDO CASO (da non sottovalutare):  in questo secondo caso l’automobilista procedeva alla guida del proprio veicolo su una strada Provinciale del Comune X. Improvvisamente da una strada laterale si immetteva un veicolo senza rispettare il segnale di STOP collidendo contro il malcapitato che a seguito dell’urto finiva la sua corsa contro un guardrail riportando anche danni alla persona. Sul luogo dell’incidente intervenivano le autorità di polizia che applicavano le dovute sanzioni al veicolo che non rispettava lo stop. Ma ecco cosa accade: l’Assicurazione dell’automobilista con ragione offriva un risarcimento pari al 70% del danno contestando la velocità, in quanto sulla Strada Provinciale vigeva un limite di velocità pari a 50 km/h (un po’ bassino considerato il tipo di strada..) mentre la scatola rilevava una velocità di percorrenza del veicolo pari a 60 km/h. Risarcimento decurtato del 30% in virtù di una presunta violazione mai contestata dalle stesse autorità intervenute!

Oltre il danno la beffa!! A questo punto l’automobilista, vedendosi contestate le proprie ragioni e posto dinanzi ad una improvvisa dilatazione dei tempi del risarcimento si rivolgeva ad uno studio d’infortunistica per far valere i propri diritti con notevoli ed ulteriori disagi.

TERZO CASO: l’automobilista procede regolarmente alla guida del proprio veicolo sulla strada Statale del Comune di X. Anche in questo caso l’altro automobilista alla guida del proprio veicolo si immetteva sulla Statale senza rispettare lo Stop collidendo contro l’incolpevole automobilista. Dopo aver verificato i danni i due automobilisti compilano il modello CAI e l’automobilista certo di aver ragione si rivolge al proprio assicuratore per ottenere il risarcimento dei danni. ATTENZIONE: In questo caso la scatola nera ha rilevato il sinistro, ha rilevato che il veicolo percorre quel tratto di strada a 44 km/h, dove il limite è di 50 km/h. Dal rilievo della mappa è chiaro ed evidente il luogo del sinistro ed il punto di collisione. Dove è il problema? Direte voi. Ecco cosa accade in questo caso: l’Assicuratore dell’automobilista con ragione paga il sinistro con responsabilità concorsuale paritaria, vale a dire al 50%, in quanto afferma che dalla compilazione del modello CAI si evincerebbe una concorsualità! Ma come? La scatola nera rileva perfettamente il luogo dell’accadimento, la velocità del veicolo assicurato, la direzione dell’urto e la forza G dell’urto ricevuta dal veicolo. Risposta dell’assicuratore: il modello CAI (compilato in modo insufficiente dai due conducenti) avrebbe valore probatorio rispetto al dispositivo che registra la dinamica del sinistro. Purtroppo anche in questo caso l’automobilista non accetta l’offerta proposta dall’assicuratore e si vede costretto ad agire giudizialmente per veder valere il proprio diritto al risarcimento, con un prolungamento dei tempi ed un aggravio di spese a suo carico. Nel caso appena illustrato prendiamo atto di come, nei fatti, la scatola nera non  abbia  necessariamente valore probatorio prevalente.

QUARTO E ULTIMO CASO (a dire il vero il più complesso!): in questo caso l’automobilista proveniente da una strada secondaria arriva al segnale di STOP e si ferma prima di immettersi sulla strada Statale del Comune X. Una volta verificato che non sopraggiungessero altri veicoli, l’automobilista iniziava la manovra di immissione entrando in collisione con un altro veicolo che proveniva da una corsia di immissione adiacente ma percorsa erroneamente in controsenso dall’altro automobilista. Anche in quest’ultimo caso il dispositivo ha registrato l’impatto, rilevando la velocità del veicolo pari a 2 km/h al momento dell’impatto, registrando un urto obliquo nella parte anteriore sinistro. Insomma, tutti elementi che potrebbero essere di sostegno all’automobilista quanto meno per una definizione concorsuale del sinistro, anche alla luce della manovra messa in atto dall’altro veicolo. Invece? No. In questo caso l’Assicuratore risponde che purtroppo l’automobilista aveva lo Stop e, in tutta sostanza, si sa..  lo Stop è un muro! Il finale non è dissimile dai precedenti casi.

Morale della favola: il dispositivo tanto invocato dovrebbe rilevare la dinamica del sinistro ma non sempre lo fa; dovrebbe evitare le truffe, gli incidenti dubbi e i rimborsi non dovuti ma, spesso, avviene proprio il contrario. In sostanza, il prodotto di alta tecnologia che viene fortemente sponsorizzato dalle Compagnie non possiede tutti i requisiti di certezza ed efficienza che prospetta, non  è affidabile al 100% e pare  utilizzato unicamente ad uso e consumo delle compagnie assicurative.

Per finire.. C’è poi una questione ulteriore. L’obbligatorietà della scatola nera potrebbe “veicolare” la riparazione delle auto danneggiate presso i centri convenzionati. Insomma l’ennesimo cavallo di troia per limitare la libertà di scelta dell’assicurato. Nessuna tutela per l’automobilista in caso di sinistro e limitazione della libertà che non sarà libero di andare dal suo carrozziere di fiducia. Un controllo assoluto sia del mercato RcAuto, altro che DIRITTI, altro che CONCORRENZA.

Siamo dinanzi all’ennesima beffa che, se approvata, condurrebbe a gravi conseguenze. Il Governo si farà trascinare nuovamente lungo l’ennesima discesa pericolosa?

#BuonaPasqua #2016

buona pasqua 2016

Il Blog di Luigi Mercurio Vi augura di trascorrere qualche giorno sereno e gioioso con i Vostri cari, con grande Speranza di Pace in un momento in cui i fatti di cronaca destano tanta preoccupazione e provocano dolore e terrore per migliaia di persone.

Noi siamo per la libertà di scelta. Siamo per la libertà di pensiero e di opinione,  per la libertà di espressione e associazione. Siamo anche per la libertà di culto, di tutti i culti. Ma non accettiamo il Regime del Terrore che utilizza la violenza in nome di una presunta ideologia!

L’essenza della libertà è sempre consistita nella capacità di scegliere come si vuole scegliere e perché così si vuole, senza costrizioni o intimidazioni, senza che un sistema immenso ci inghiotta; e nel diritto di resistere, di essere impopolare, di schierarti per le tue convinzioni per il solo fatto che sono tue. La vera libertà è questa, e senza di essa non c’è mai libertà, di nessun genere, e nemmeno l’illusione di averla. [Cit. Isaiah Berlin].

Auguri di Buona Pasqua

La Revisione Periodica della carrozzeria attraverso il beneficio delle piccole riparazioni

revisione carrozzeria

La proposta della “revisione periodica della carrozzeria” porta la firma di Fabio Bergamo, scrittore impegnato da molti anni sul capitolo “sicurezza stradale”. Le sue proposte note ed apprezzate dal Ministero dei Trasporti, Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, ASAPS Polizia Stradale, ecc…, e riportate su siti, blog, giornali e riviste di livello nazionale, sono approdate in Parlamento. Su di esse infatti l’ On. Paolo Russo, terrà, a breve, una interrogazione parlamentare alla Camera dei Deputati.

Lasciamo, di seguito, il testo della stessa, elaborato da Fabio Bergamo e la comunicazione dell’ Avv. Grazia Ferrara di Napoli, entrambi inviati da Lei all’ ANIA rendendo nota alla medesima associazione, la sua disponibilità a seguire legalmente l’evolversi dell’ iniziativa riguardante appunto l’introduzione del beneficio delle piccole riparazioni – come “clausola” da inserire nel normale contratto RC Auto – destinato esclusivamente agli utenti virtuosi (BONUS RIPARATIVO).

Fabio Bergamo ringrazia l’ Avv. Grazia Ferrara e l’On. Paolo Russo per il sostegno offerto al suo lavoro. Ringrazia altresì Federcarrozzieri per la battaglia a favore dei diritti degli utenti danneggiati per i quali si è giunti alla elaborazione della Carta di Bologna come della Piattaforma Oxygen per la gestione rapida e quindi trasparente dei sinistri da parte delle autocarrozzerie.

Segue Testo della proposta di Fabio Bergamo e Lettera dell’ Avv. Grazia Ferrara inviate all’ ANIA in data 24 marzo 2016 :

I Documenti sono in Formato PDF

Testo della proposta di Fabio Bergamo

Lettera dell’ Avv. Grazia Ferrara

Alcuni giornali che hanno riportato la proposta relativa alla revisione periodica della carrozzeria attraverso il beneficio delle piccole riparazioni, avanzata da Fabio Bergamo:

su ASAPS POLIZIA STRADALE
http://www.asaps.it/51778-_educazione_stradale_dei_bambini_il_primo_giocoalbum_.html

Leggi oggi – Motori Oggi gestito dal Dr. Girolamo Simonato Comandante della polizia locale in prov. di PD
http://www.leggioggi.it/2016/03/03/sicurezza-stradale/

La Rampa – giornale della Campania –
http://www.larampa.it/sicurezza-stradale-le-proposte-di-bergamo-approdano-in-parlamento/

L’assicuratore tutto fare..

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Natale è ormai un vago ricordo, Pasqua sarà presto alle nostre spalle ed il tempo dei facili buonismi è quindi ampiamente trascorso.. Le fatiche assicurative, invece, non conoscono festività e proseguono forsennatamente senza sosta. Multitasking è una parola tanto di moda, riuscire a fare più cose contemporaneamente pare a molti l’unica strada per il successo, per sentirsi “fighi”. L’assicuratore non è certo da meno e pur di stare al passo coi tempi deve aver deciso di tentarle tutte.

Ecco allora che oggi come oggi ci troviamo di fronte ad una figura multiforme. Un assicuratore trasformista, l’assicuratore potremmo dire dai mille volti.

Parliamo per fatti concreti.

Il sinistro si è appena verificato, il danneggiato deposita il modello CAI in agenzia e spera nell’agognato (dovuto) risarcimento. Il tempo trascorre invano ed ecco che il danneggiato/sfiduciato decide di rivolgersi al patrocinatore stragiudiziale per vederci finalmente chiaro. Ecco che improvvisamente il danneggiato riceve una telefonata dall’agenzia presso cui è assicurato. Una lieta novella giunge è pronto un assegno lì in agenzia che attende solo di essere ritirato dal cliente/beneficiario. Troppa la gioia per riflettere, per indagare e l’ignaro danneggiato corre a ritirare quella che ormai gli sembra una “fortuna insperata” quasi calata dall’alto. Assicuratore/Liquidatore. Dunque, pur di consentire un risparmio alla mandante….(o forse anche per il mero gusto di non far pagare gli onorari al patrocinatore??!) ecco che l’intrepido agente veste all’occorrenza i panni del liquidatore, sposta i mobili in agenzia, cambia il completo che indossa, si conferisce un’aria seriosa e meno amichevole ed ecco il gioco è fatto: ecco l’agente liquidatore. Prima figura brillantemente sostituita: risparmio doppio.

Assicuratore/perito: Il sinistro è appena avvenuto, il danneggiato si reca presso l’agenzia con il modello CAI compilato e le indicazioni sulla dinamica del sinistro. Ecco allora che l’agente, presa visione della documentazione, si mostra perplesso, dubbioso, preoccupato.. le espressioni si succedono rapidamente sconcertando non poco il danneggiato/assicurato.. che non si sente affatto rassicurato e s’agita. L’agente inizia così a vestire i panni del consigliere, illustra, a suo dire, la dinamica sinistrosa più consona ad una migliore illustrazione da riportare nel modello CAI, contesta i danni lamentati asserendo che la richiesta del riparatore è certamente esosa e molto al di sopra dei reali interventi di riparazione necessari. Troppi i pezzi da sostituire e gli interventi richiesti, meglio riparare che sostituire, insomma la compagnia non riconoscerà le voci di spesa. In ogni caso c’è sempre la carrozzeria convenzionata: quella sì che effettuerà la riparazione perfetta! In questi casi l’agente ha quindi dovuto indossare le vesti di perito o se si preferisce anche di carrozziere esperto. In ogni caso un ulteriore risparmio per la mandante.

L’agente avvocato/magistrato. Quando accade il sinistro ed il danneggiato/assicurato ha pienamente torto.. l’indefesso agente ha il compito delicato di verificare se il torto lamentato dal cliente è realmente tale. In questi casi, di difficile interpretazione l’agente inizia un’opera ricostruttiva sottile e complessa nella quale tenta di comprendere se la presunzione di concorsualità risulta effettivamente superata o se, invece, è tutt’ora applicabile. E’, quindi, questo il caso in cui l’agente con grande sapienza indossa persino la toga e dirime l’angosciosa questione insorta.

Dunque “signori della Corte”, diremmo se fossimo in un’aula giudiziaria da telefilm americano.. ma la nostra triste realtà è ben distante da quella fantasiosa che tanto ci appassiona. L’attualità ci costringe a scontrarci, è proprio il caso di dire, con la tortuosa realtà. Quella di un sistema assicurativo che fagocita tutte le professionalità in nome esclusivamente di quello che mio nonno chiamava “il Dio danaro”.

DDL Concorrenza.. Sorprese di Pasqua dal Senato

#RcAuto.. #Ddlconcorrenza.. Si sa, le compagnie amano ricevere i regali.. Dopo quelli natalizi ecco che arrivano i regali pasquali dal Senato. Un emendamento ad hoc farà risparmiare 1,5 miliardi alle assicurazioni, penalizzando le vittime della strada!

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Le Compagnie di Assicurazioni, puntano a cancellare il danno morale! Ed a quanto pare trovano nei Senatori renziani validi alleati. I numeri non sono di poco conto. Nell’uovo di Pasqua per le Compagnie una sorpresa pari a circa un miliardo e mezzo di euro di minori costi, oltre i già considerevoli sei miliardi di utili complessivi del settore.

Dopo che, già alla Camera, l’intervento di alcuni Deputati del Partito Democratico avevano prodotto modifiche al testo a favore delle Compagnie, ora, al Senato, un emendamento a firma del Sen. Francesco Scalia ridurrà sensibilmente il risarcimento riconosciuto per le lesioni gravi.

Ecco il grido di allarme dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (AIFVS)  e dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura (OUA).

Le parole della Dott.ssa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, Presidente AIFVS:Faccio seguito ai precedenti comunicati agli esponenti politici nei quali avevo espresso la preoccupazione per il risarcimento alle vittime della strada, compromesso dopo il passaggio del DDL concorrenza dalla Camera al Senato.
Avevo anche evidenziato che il relatore Luigi Marino, relatore del ddl concorrenza, era schierato a favore delle imprese assicuratrici, ed era quindi portatore di un orientamento pregiudizievole per le vittime, ed avevo chiesto di affrontare la discussione sul ddl concorrenza migliorando e non deprimendo il risarcimento del danno alla persona, per il quale continuiamo a sostenere l’osservanza dei parametri delle Tabelle di Milano, e di eliminare anche gli emendamenti che per tutti i danneggiati peggiorano il testo uscito dalla Camera, e per le vittime della strada introducono misure vessatorie a livello risarcitorio e processuale.
Nel riscontrare che in Senato, nonostante le nostre richieste, si fa orecchio da mercante e la discussione è orientata a decurtare di almeno il 30% i valori dei risarcimenti alle vittime della strada, che hanno subito lesioni gravi o gravissime, a non riconoscere il danno morale e a riformulare su invito del senatore Scalia l’art. 8, l’AIFVS esprime la propria indignazione e continua a dire ai Senatori che il risarcimento non si tocca. È una questione di civiltà, di dignità e di attenzione ai diritti della persona, pertanto la nostra pressante ed inderogabile richiesta è: “giù le mani dal risarcimento del danno alla persona, sia in termini di perdita della vita che di perdita dell’integrità della salute”.
Assieme ai sottoscrittori della “Carta di Bologna” chiediamo che non vengano stravolte le indicazioni della Camera.
L’AIFVS si attende di essere ascoltata e di avere risposta alle richieste, come si usa tra persone civili”.

IL COMUNICATO STAMPA DELL’OUA:

RC AUTO E DDL CONCORRENZA, LA DENUNCIA DELL’OUA: “SI VUOLE ABOLIRE PER EMENDAMENTO IL DANNO MORALE”, ENNESIMO SCHIAFFO AI DIRITTI DEI CITTADINI

II coordinatore e il segretario della Commissione Responsabilità Civile dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura-Oua, Angelo Massimo Perrini e Marco Montozzi, denunciano le manovre lobbistiche in corso in queste ore in commissione Industria al Senato finalizzati a implementare ulteriori regali alle Assicurazioni.
E’ stata infatti depositata una riformulazione di un emendamento di maggioranza (8.20 -testo 2- proponente Senatore Francesco Scalia):
Al comma 1, capoverso «Art. 138», sostituire il comma 4 con il seguente: «4. Quando sussista un danno biologico, l’ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona.».
La norma ove approvata, prevederà che l’ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto per le lesioni gravi (superiori al 9%) sia esaustivo del risarcimento di ogni voce di danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona.
In buona sostanza, sottolinea L’OUA, ove venisse approvato un simile formulato si raggiungerebbe il risultato di far sparire la liquidazione del danno morale dai risarcimenti che verrebbero decurtati del 30 per cento in media.
L’OUA rivolge un appello ai Senatori perché cessino gli attacchi ai diritti dei danneggiati”.

 

DDL Concorrenza: ritirati gli emendamenti che limitavano la libera scelta del carrozziere

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Ritirati ieri gli emendamenti dal 3.40, 3.41, 3.44, 3.45 e accantonato tutto l’articolo 3. Addio alle clausole vessatorie?

Si è svolta tutta sottotraccia con relazioni tecniche e lettere ai singoli senatori la bataglia sugli emendamenti che reintroducevano di fatto la possibilità per le compagnie di introdurre clausole vessatorie per gli automobilisti nei contratti RC-Auto.

Ad essere sotto accusa da parte delle associazioni di carrozzieri, ma anche avvocaticonsumatori e vittime della strada sopratutto l’articolo 3, che ai punti 3.403.413.44 e 3.45 ribadiva il diritto per il danneggiato al totale risarcimento del danno, “ma” con un piccola dicitura che stravolgeva completamente tale diritto: il diritto al risarcimento era definito totale “fatta salva la libertà contrattuale”.

Ancora una volta quindi si cercava di concedere alle compagnie la possibilità di inserire clausole nelle polizze RC Auto in grado di limitare la scelta del carrozziere, ad esempio con l’introduzione di franchigie in caso l’utente si recasse presso la sua carrozzeria di fiducia in luogo di quella fiduciaria della compagnia. Nella Giornata di ieri (8 marzo 2016) tuttavia tali emendamenti sono stati ritirati.

Restano al momento operativi altri articoli che varie associazioni (comprese quelle che si presentano sotto il cappello della Carta di Bologna) osteggiano fortemente, compreso l’articolo 10 che con gli emendamenti 10.12 e 10.13 inseriscono un termine di decadenza dall’azione risarcitoria di soli 90 giorni a fronte del termine attuale di due anni.

Nonostante quindi il passo avanti compiuto dalla Xa commissione del senato, che con il ritiro di questi emendamenti porta la posizione governativa più in linea con il testo uscito dall’analisi parlamentare, mancano ancora all’appello gli emendamenti presentati dai singoli relatori, ragion per cui è ancora difficile comprendere a pieno quale sarà il testo finale che uscirà dalla commissione.

Fonte: http://www.carrozzeriaautorizzata.com

DDL Concorrenza: Gli attacchi arrivano dal Senato!

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Continuano gli attacchi alla libertá di scelta dell’automibilista ed alle vittime della strada. Infatti, dopo che la Camera aveva apportato modifiche migliorative al Ddl Concorrenza in materia di RcAuto, il testo, è ora all’esame della commissione Industria del Senato. In questa fase, però, il testo rischia di essere stravolto per favorire le assicurazioni a spese di danneggiati, carrozzieri e professionisti.

Ecco cosa ne pensa il CNA in un suo comunicato:

La CNA ritiene fondamentale che la versione del Ddl Concorrenza in materia di RcAuto, all’esame della commissione Industria del Senato, venga approvata così com’è uscita dalla Camera. Va respinta ogni modifica che possa favorire le assicurazioni a spese di imprese e automobilisti, tradendo così la primaria finalità del provvedimento: la tutela della concorrenza.

La Camera ha trovato l’equilibrio tra l’esigenza dell’automobilista di scegliere il proprio carrozziere di fiducia e il diritto del carrozziere a svolgere la propria attività nel rispetto dell’autonomia imprenditoriale. La CNA rivolge un appello ai senatori perché confermino, in questo momento decisivo, la sensibilità e l’attenzione alle ragioni della concorrenza, degli automobilisti, delle imprese già dimostrate dalla Camera”. Lo si legge in un comunicato della CNA“.

#Rosasinistro: Il vestito su misura del testimone

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L’antica arte di cucire modellando l’abito su misura del cliente, sulle sue specifiche esigenze. Cosí, quando il capo veniva finalmente indossato, qualcuno ti diceva che sembravi un figurino. La moda però è mutevole, l’industria produce ormai in serie ed anche il modello testimone muta col mutare delle mode. Modello testimone? Sì citando Benigni: modello Giuditta.

Inviso ai più, il vestito stretto del testimone non lo vuole più nessuno. In questi anni anche il testimone è finito nel girone dei ladroni con avvocati, carrozzieri e danneggiati. Tutti truffatori per antonomasia delle “povere” assicurazioni ma questo leit-motiv lo conosciamo bene in tanti. Non è un mistero per nessuno, basta sfogliare le pagine dei giornali o cercare su google. Alla voce testimone vengono fuori solo accezioni negative e l’urgenza di un cambiamento per quello che viene dipinto come un vero e proprio “lavoro”, quello appunto del falso testimone.
Sappiatelo, è una voce univoca: il testimone vero non esiste e, dunque, occorre un intervento. Ma come, qualcuno si chiederà “non esisteva già un reato di falsa testimonianza?”. Macchè, urge un provvedimento ad hoc, le compagnie devono dormir sonni tranquilli! Ecco allora che già nel Destinazione Italia di Letta veniva paventata “la soluzione delle soluzioni”. L’ideona era questa: l’art. 1, 1° co, lett. c) D. d.l. Zanonato, già art. 8, 1° co., lett. c) D.L. Destinazione Italia modificando  l’art. 135 del D. Lgs.  07/09/2005, n. 209, (Codice Assicurazioni) prevedeva: ”inammissibile il testimone che non sia stato indicato nella denunzia di sinistro e nella richiesta di risarcimento inviata alla compagnia di assicurazione; il giudice non ammette le testimonianze non acquisite come sopra, salvo i casi in cui risulti comprovata l’oggettiva impossibilità della loro indicazione; sè prevista la verifica dei testimoni ‘professionali’, con segnalazione alla Procura della Repubblica per gli accertamenti consequenziali.”
Quando per pochi minuti le machiavelliche e nefaste previsioni dell’art.8 furono spazzate via pareva rientrato l’allarme. Senonché, dopo la simulazione di stralcio, ecco che gli spropositi del Destinazione Italia sono stati riproposti e pedissequamente riportati nel Ddl concorrenza. Insomma si pensa così di prendere per il cravattino i “testimoni di comodo”. Torniamo all’esempio iniziale, d’altronde siamo in periodo di sfilate ed in Senato a sfilare sono anche i nuovi modelli per testimoni. Abitini cuciti stretti, stretti così che le norme stilistiche travestano il testimone di volta in volta in attendibile o non attendibile secondo il rassicurante benestare delle assicurazioni.
L’uomo nero delle favole, quello dei brutti sogni di ogni bimbo viene ufficialmente individuato: il testimone. Quando arriva in udienza vedi già dagli sguardi sospettosi che la figura è certamente mal vista. Come se la memoria fosse un guardaroba di cassetti ordinati nei quali i calzini sono ordinati per colore, o le magliette per modello. Roba maniacale, non certo affidabile!! E’ invece è questa la richiesta. Una ricerca di memoria che resista all’usura del tempo che trascorre abbondante, non certo a causa del testimone, senza cuciture che cedono o bottoni che si perdono. Un rigore che imbastisce i desiderata assicurativi ma che si scuce facilmente. Pretendere una normativa specifica per i soli testimoni in rc auto confezionando così l’abito a seconda del contenzioso è solo l’ennesima pressione su un Governo pronto ad assecondare ogni richiesta. Non più distinto dalla stagione a/i o p/e ma dall’oggetto della causa intrapresa. Sei un testimone in una causa per regolamento di confini o magari in una litigiosissima causa condominiale? Sei trendy! Testimone di un sinistro? Niente da fare sei out e decisamente fuori moda!

Premiata sartoria governiamo a modo nostro, così vi veste senza che ve ne accorgiate! (Di Elena Bove)

Fonte: www.carrozzeriaautorizzata.com

RC-AUTO: Grandi manovre sul DDL Concorrenza (da Tempario.it)

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Ci risiamo, nuovamente grandi manovre da parte delle lobby e dei politici compiacenti. Con la collaborazione dello studio legale Marchetti-Santini-Troni, riportiamo il testo integrale della missiva inviata oggi, 11 febbraio, dal predetto studio legale ai componenti della X Commissione Permanenete presso il Senato della RepublicaSarebbe auspicabile, come già successo in precendi ed analoghe occasioni, il coinvolgimento e la sensibilizzazione posto in essere dagli autoriparatori verso i propri politici locali.

AI COMPONENETI DELLA
DELLA X COMMISSIONE PERMANETE
SENATO DELLA REPUBLICA

Oggetto: Proposte di modifica DDL n. 2085

Gli scriventi avvocati presa visione delle proposte di modifica al DDL n. 2085 in merito all’articolo 6 nr. (emendamenti 6.4 6.5 6.6 seconda formulazione) ed all’articolo 10 (emendamenti 10.8, 10.12, 10.13 e 10.14) esprimono il suo più totale dissenso per i seguenti motivi.

Le proposte di modifica, si pongo in maniera nettamente antitetica con quanto emerso nei numerosi incontri istituzionali ed in sede di audizioni parlamentari dello scorso 11.11.2015 evidenziando un attacco cinico al principio sacrosanto del giusto risarcimento del danno in favore di meri interessi economici delle compagnie di assicurazioni
L’art. 10, improntato a snaturare l’art. 148 del Codice delle Assicurazioni private, modificando l’ultimo capoverso del comma 2-bis, dilata di ulteriori 60 giorni il termine concesso ai danneggiati per poter eventualmente agire in giudizio in base a valutazioni soggettive della Compagnia,abolendo di fatto il controllo dell’IVASS previsto nel vecchio testo del 148 2bis e dando di fatto la possibilità alla compagnia di ritardare di altri 60 giorni il risarcimento impedendo addirittura di proporre la domanda giudiziale in contrasto con gli art. 111 e con l’art,24 della Costituzione e di fatto negando al cittadino il diritto ad essere risarcito in termini ragionevoli il tutto senza il controllo di nessuna autorità indipendente dando l’autorizzazione esplicità alle compagnia di poter ritardare l’indennizzo a suo piacimento, con tutti i risvolti diretti ed indiretti che questo comporta sia per i cittadini che per il modo delle imprese che ruota nel settore delle autoriparazioni . A più riprese e in particolar modo nelle audizioni parlamentari è stato denunciato il modus operandi delle imprese assicurative, che in occasione delle liquidazioni dei danni pongano in essere una serie di condotto dilatorie del tutto prive di ogni fondamento con il solo intento di sospendere i termini di formulazione dell’offerta. In questo modo non solo si avvallano tali censurabili comportamenti ma addirittura si autorizza l’assicuratore a non formulare l’offerta e si impedisce al danneggiato di agire in giudizio, divieto deciso dal debitore che in quel giudizio dovrebbe essere convenuto.
In tale modo, l’approvazione degli emendamenti 1.08 Testo 1 e 2 creerebbe una vero e proprio blocco della procedura liquidativa lasciando il danneggiato privo di qualsiasi strumento per accertare la veridicità delle contestazioni sollevate dalle imprese assicurative, con una ingiustificata compromissione dei propri diritti costituzionalmente statuiti.
Paradossali gli emendamenti 10.12 e 10.13, che integrano all’art. 10 il “comma 2-bis” proponendo la modifica dell’art. 2947 del codice civile, inseriscono un termine per la proposizione dell’azione di risarcimento del danno, che se non rispettato comporterà la decadenza dall’azione risarcitoria
Prive di qualsiasi ragione giuridica sono le proposte di modifica dell’art. 6 (6.4 6.5 6.6), come più volte denunciato dato che non si possono imporre alla procedura preclusioni non previste dal Codice di Rito e per di più riguardanti una sola delle parti, visto il disposto del richiamato art. 111 della Costituzione, norma che prevede la parità delle parti all’interno del giusto processo.
Imporre per legge un obbligo, “a pena d’inutilizzabilità”, di compiere la preventiva “identificazione” dei testimoni, in ipotesi oggetto di ricerca a mezzo di indagini difensive, a una controparte privata lede comunque le prerogative del diritto alla difesa del danneggiato a fronte delle condotte poste i essere dalle compagnie di assicurazioni che con prassi del tutto discutibili e con l’utilizzo dei “famigerati” accertatori provvedono a sentire i testimoni per conte dalle imprese per “verificarne l’attendibilità”.
Oggetto di censura sono poi gli emendamenti (3.40 3.41 3.44 3.45) annunciati in tema di risarcimento dei danni materiali volti a consentire nuovamente l’ introduzione di clausole vessatorie nei contratti che vanno a modificare l’enunciato secondo il quale il danneggiato ha diritto all’integrale risarcimento del danno “fatta salva la libertà contrattuale” o attraverso analoghi formulati. La libertà contrattuale di fatti non necessita di norma ricognitiva e enunciarla permette solo il contenzioso volto a legittimare clausole vessatorie e anti concorrenziali.

Avv. David Marchetti Avv. Gian Luca Santini

Avv. Matteo Troni Avv. Gabriele Marchetti

Art. 6. (Identificazione dei testimoni di sinistri con soli danni a cose)
1. All’articolo 135 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«3-bis. In caso di sinistri con soli danni a cose, l’identificazione di eventuali testimoni sul luogo di accadimento dell’incidente deve risultare dalla richiesta di risarcimento presentata all’impresa di assicurazione ai sensi degli articoli 148 e 149 o dall’invito alla stipula della negoziazione assistita ovvero può essere richiesta dall’impresa di assicurazione
(denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa 6.4, 6.5 e 6.6)
(denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa o, in mancanza, deve essere richiesta dall’impresa assicurativa con espresso avviso all’assicurato delle conseguenze processuali della mancata risposta 6.4, 6.5 e 6.6 testo 2).
In quest’ultimo caso, l’impresa di assicurazione deve effettuare la richiesta di indicazione dei testimoni con raccomandata con avviso di ricevimento entro il ter-mine di sessanta giorni dalla denuncia del sinistro e la parte che riceve tale richiesta effettua la comunicazione dei testimoni, a mezzo di raccomandata con avviso di ricevi-mento, entro il termine di sessanta giorni dalla ricezione della richiesta. L’impresa di assicurazione deve procedere a sua volta all’individuazione e alla comunicazione di eventuali ulteriori testimoni entro il termine di sessanta giorni. Fatte salve le risultanze contenute in verbali delle autorità di polizia intervenute sul luogo dell’incidente, l’identificazione dei testimoni avvenuta in un momento successivo comporta l’inammissibilità della prova testimoniale addotta.
3-ter. In caso di giudizio, il giudice, sulla base della documentazione prodotta, non ammette le testimonianze che non risultino acquisite secondo le modalità previste dal comma 3-bis. Il giudice dispone l’audizione dei testimoni che non sono stati indicati nel rispetto del citato comma 3-bis nei soli casi in cui risulti comprovata l’oggettiva impossibilità della loro tempestiva identificazione.
3-quater. Nelle controversie civili pro-mosse per l’accertamento della responsabilità e per la quantificazione dei danni, il giudice, anche su documentata segnalazione delle parti che, a tale fine, possono richiedere i dati all’IVASS, trasmette un’informativa alla procura della Repubblica, per quanto di competenza, in relazione alla ricorrenza dei medesimi nominativi di testimoni già chiamati in più di tre cause con-cernenti la responsabilità civile da circola-zione stradale negli ultimi cinque anni. Il presente comma non si applica agli ufficiali e agli agenti delle autorità di polizia che sono chiamati a testimoniare».
Testo emendamenti:
6.4 DI BIAGIO
Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «negoziazione assistita» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa».
6.4 (testo 2) DI BIAGIO
Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «impresa di assicurazione» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa o, in mancanza, deve essere richiesta dall’impresa assicurativa con espresso avviso all’assicurato delle conseguenze processuali della mancata risposta».
6.5 ASTORRE
Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «negoziazione assistita» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa».
6.5 (testo 2) ASTORRE
Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «impresa di assicurazione» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa o, in mancanza, deve essere richiesta dall’impresa assicurativa con espresso avviso all’assicurato delle conseguenze processuali della mancata risposta».
6.6 MANDELLI, PELINO
Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «negoziazione assistita» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa».
6.6 (testo 2) MANDELLI, PELINO
Al comma 1, capoverso «3-bis», sostituire le parole da: «richiesta di risarcimento» fino a: «impresa di assicurazione» con le seguenti: «denuncia di sinistro o comunque dal primo atto formale del danneggiato nei confronti dell’impresa o, in mancanza, deve essere richiesta dall’impresa assicurativa con espresso avviso all’assicurato delle conseguenze processuali della mancata risposta».
Art. 10. (Ulteriori misure di contrasto delle frodi assicurative)
1. Il primo periodo del comma 2-bis dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: «Ai fini di prevenzione e contrasto dei fenomeni fraudolenti, l’impresa di assicurazione provvede alla consultazione dell’archivio informatico integrato di cui all’articolo 21 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e successive modificazioni, e, qualora dal risultato della consultazione, avuto riguardo al codice fiscale dei soggetti coinvolti ovvero ai veicoli danneggiati, emergano gli indici di ano-malia definiti dall’IVASS con apposito provvedimento, o qualora altri indicatori di frode siano segnalati dai dispositivi elettronici di cui all’articolo 132-ter, comma 1, del presente codice o siano emersi in sede di peri-zia da cui risulti documentata l’incongruenza del danno dichiarato dal richiedente, l’impresa può decidere, entro i termini di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, di non fare offerta di risarcimento, motivando tale decisione con la necessità di condurre ulteriori approfondimenti in relazione al sinistro.».
1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ”Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura” 10.8
1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ”Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura. Rimane salvo il diritto del danneggiato di ottenere l’accesso agli atti nei termini previsti dall’articolo 146, salvo il caso di presentazione di querela o denuncia.” 10.8 testo 2
2. All’articolo 201 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1-bis è aggiunta, in fine, la seguente lettera: «g-ter) accertamento, per mezzo di appositi dispositivi o apparecchiature di rileva-mento, della violazione dell’obbligo dell’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, effettuato mediante il confronto dei dati rilevati riguardanti il luogo, il tempo e l’identificazione dei veicoli con quelli risultanti dall’elenco dei veicoli a motore che non risultano coperti dall’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, di cui all’articolo 31, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27»;
b) dopo il comma 1-quater è inserito il seguente: «1-quinquies. In occasione della rileva-zione delle violazioni di cui al comma 1- bis, lettera g-ter), non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico. Tali strumenti devono essere gestiti direttamente da-gli organi di polizia stradale di cui all’arti-colo 12, comma 1, del presente codice. La documentazione fotografica prodotta costituisce atto di accertamento, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689, in ordine alla circo-stanza che al momento del rilevamento un determinato veicolo, munito di targa di immatricolazione, stava circolando sulla strada. Qualora, in base alle risultanze del raffronto dei dati di cui al citato comma 1-bis, lettera g-ter), risulti che al momento del rileva-mento un veicolo munito di targa di immatricolazione fosse sprovvisto della copertura assicurativa obbligatoria, si applica la san-zione amministrativa ai sensi dell’articolo 193»
2-bis. All’articolo 2947, secondo comma, del codice civile, dopo le parole: ”due anni” è inserito il seguente periodo: ”In ogni caso il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro novanta giorni dal fatto dannoso, salvo i casi di forza maggiore” 10.12, 10.13 e 10.14

Testo emendamenti:
10.8 SCALIA, ASTORRE, FABBRI, VALDINOSI
Dopo il comma 1, inserire il seguente:
«1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ”Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura”».
10.8 (testo 2) SCALIA, ASTORRE, FABBRI, VALDINOSI
Dopo il comma 1, inserire il seguente:
«1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ”Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura. Rimane salvo il diritto del danneggiato di ottenere l’accesso agli atti nei termini previsti dall’articolo 146, salvo il caso di presentazione di querela o denuncia.”».
10.12 MANDELLI, PELINO
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
«2-bis. All’articolo 2947, secondo comma, del codice civile, dopo le parole: ”due anni” è inserito il seguente periodo: ”In ogni caso il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro novanta giorni dal fatto dannoso, salvo i casi di forza maggiore”».
10.13 SCALIA
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
«2-bis. All’articolo 2947, secondo comma, del codice civile, dopo le parole: ”due anni” è inserito il seguente periodo: ”In ogni caso il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro novanta giorni dal fatto dannoso, salvo i casi di forza maggiore”».
10.14 DI BIAGIO
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
«2-bis. All’articolo 2947, secondo comma, del codice civile, dopo le parole: ”due anni” è inserito il seguente periodo: ”In ogni caso il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro novanta giorni dal fatto dannoso, salvo i casi di forza maggiore”».

Leggenda:

Art. 148.
(Procedura di risarcimento)

2-bis. A fini di prevenzione e contrasto dei fenomeni fraudolenti, l’impresa di assicurazione provvede alla consultazione della banca dati sinistri di cui all’articolo 135 e qualora dal risultato della consultazione, avuto riguardo al codice fiscale dei soggetti coinvolti ovvero ai veicoli danneggiati, emergano almeno due parametri di significatività, come definiti dall’articolo 4 del provvedimento dell’ISVAP n. 2827 del 25 agosto 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 209 del 7 settembre 2010, l’impresa può decidere, entro i termini di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo, di non fare offerta di risarcimento, motivando tale decisione con la necessità di condurre ulteriori approfondimenti in relazione al sinistro.
La relativa comunicazione è trasmessa dall’impresa al danneggiato e all’ISVAP, al quale è anche trasmessa la documentazione relativa alle analisi condotte sul sinistro.
Entro trenta giorni dalla comunicazione della predetta decisione, l’impresa deve comunicare al danneggiato le sue determinazioni conclusive in merito alla richiesta di risarcimento.
All’esito degli approfondimenti condotti ai sensi del primo periodo, l’impresa può non formulare offerta di risarcimento, qualora, entro il termine di cui al terzo periodo, presenti querela, nelle ipotesi in cui è prevista, informandone contestualmente l’assicurato nella comunicazione concernente le determinazioni conclusive in merito alla richiesta di risarcimento di cui al medesimo terzo periodo; in tal caso i termini di cui ai commi 1 e 2 sono sospesi e il termine per la presentazione della querela, di cui all’articolo 124, primo comma, del codice penale, decorre dallo spirare del termine di trenta giorni entro il quale l’impresa comunica al danneggiato le sue determinazioni conclusive.
Restano salvi i diritti del danneggiato in merito alla proponibilità dell’azione di risarcimento nei termini previsti dall’articolo 145, nonché il diritto del danneggiato di ottenere l’accesso agli atti nei termini previsti dall’articolo 146, salvo il caso di presentazione di querela o denuncia. (3)

1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ”Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura” 10.8
1-bis. Il quinto periodo del comma 2-bis, dell’articolo 148 del codice delle assicurazioni, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, è sostituito dal seguente: ”Nei predetti casi, l’azione in giudizio prevista dall’articolo 145 è proponibile solo dopo la ricezione delle determinazioni conclusive dell’impresa o, in sua mancanza, allo spirare del termine di sessanta giorni di sospensione della procedura. Rimane salvo il diritto del danneggiato di ottenere l’accesso agli atti nei termini previsti dall’articolo 146, salvo il caso di presentazione di querela o denuncia.”

Fonte: TEMPARIO.IT

DDL CONCORRENZA: Da oggi esame degli emendamenti

ddl veloce

Ddl concorrenza riprendono veloci i lavori.

Da oggi 10 febbraio e sino a venerdì 12, la Commissione Industria del Senato, presieduta dal piddino Massimo Mucchetti, sarà impegnata nell’esame degli emendamenti da approvare e probabilmente saranno presentati ulteriori emendamenti correttivi al DDL.

Sembra evidente che la Commissione ha deciso di inserire il turbo per  approvare già nel mese di febbraio il tanto discusso disegno di legge.

Aumento RcAuto? Allarme frodi? Ma i numeri sono minimi. L’IVASS si confessa!

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Siamo davvero sicuri che i premi assicurativi della RcAuto lievitano a causa delle truffe? Chi lo afferma lo fa con dati sicuri, con statistiche reali oppure trattasi solo di pura propaganda al fine di giustificare aumenti tariffari ed avere il consenso dal Governo, al momento impegnato nell’approvazione del DDL Concorrenza?

Leggendo questo articolo si può avere una visione più chiara sui numeri allarmanti  delle lobby assicurative  e dell’Ivass.

Buona lettura

Dal blog Ilcarrozziere.it

“Truffa, truffa, truffa. Il binomio truffa/sinistro è come “italiano: pizza e mandolino”. E’ come lo stanco e retorico leitmotiv “non ci sono più le mezze stagioni”. E’ lo stereotipo degli stereotipi, ossia una valutazione rigida e non corretta dei fenomeni a cui assistiamo. Un archetipo: come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina? Prima l’assicurazione o prima la truffa all’assicurazione? Una valutazione lombrosiana, ovvero la valutazione di un uomo e delle sue attitudini semplicemente dall’osservazione dei tratti somatici. Come quando, davanti alla televisione, nell’osservare le foto di un assassino appena arrestato, ognuno di noi pensa tra sé e sé “ehh ma si vedeva già dalla faccia…”

E’ come il clichè del diavolo: rosso e con le corna. Se gli togli le corna e gli cambi il colore qualunque sia la diavoleria che combina… si gioca la qualifica! Il più temibile è certamente il pregiudizio. Spinge a modificare il comportamento sulla base delle pseudo-credenze, con la conseguenza di creare condizioni tali per cui ipotesi formulate sulla base di pregiudizi si verificano (profezie che si autoavverano). Tutto questo rafforza ancora di più il pregiudizio. Se denunci un sinistro stai speculando, se sei un avvocato e rappresenti un danneggiato hai di certo pianificato un raggiro ad hoc e sei un carrozziere… bhé, se sei un carrozziere, è certo che, minimo, hai gonfiato il preventivo! Ce la raccontano così da anni, talmente tanti anni che ognuno di noi, in cuor suo, lo crede vero, ovvio non per se stesso, ma, almeno per gli altri, in fondo è davvero così. Hanno agito sul senso di colpa atavico che accompagna ognuno di noi sin da bambino, sin dai primi rimproveri della mamma, sin dal primo sguardo burbero del papà… la marachella, anche quella di anni ed anni fa, è là. Sempre a rischio… può esser scoperta… e noi temiamo ! E’ questa la base solida, solidissima, del pregiudizio: fedele compagno delle compagnie assicurative. Lesto scudiero che come scudo si oppone a tutti noi miseri mortali votati unicamente alla truffa.

Si possono eliminare i pregiudizi? Pare davvero difficile…eppure, forse un sistema c’è!

La parola chiave è truffa, sì sì dico proprio truffa. Cosa vi viene in mente se dico truffa? Non pensate subito ad un sinistro falso? Ai tentativi di sottrarre indebitamente danaro alle indifese compagnie assicurative… costrette ogni volta a difendersi, difendersi da infinite truffe. Truffe, tante truffe, anni di truffe. Titoloni strillati a gran voce, in televisione e sui giornali, condivisi su facebook e demonizzati in ogni dove. Male incancrenito della società, impossibile estirpalo! Immaginiamo numeri straordinari, numeri con talmente tante cifre da far girar la testa…chissà quante sono state, quante sono tutt’ora…

Deve esser stato proprio questo il dubbio che ha agitato le domande poste dall’onorevole Andrea Colletti e dell’onorevole Leonardo Impegno nelle audizioni tenutesi alla Camera dei Deputati, presso le Commissioni riunite Finanza e Attività produttive. Il 25 giugno 2015, nell’aula Finanze, si discuteva del disegno di legge recante Legge annuale per il mercato  e la concorrenza,  il Ddl concorrenza insomma, ed era la volta dell’Ivass. E’ stato il momento della verità. Improvvisamente, alla richiesta di numeri, di chiarimenti e dati certi: una luce ha squarciato il muro del pregiudizio. Già perché dapprima si è parlato di una percentuale pari al 13% sui sinistri complessivi. Questa è la percentuale che viene “attenzionata” e trasmessa in “area speciale”. Da questa percentuale di partenza si scende rapidamente alla metà. Difatti solo il 6,5% viene approfondita realmente dalle compagnie assicurative. A conclusione di questo iter unicamente l’1,8% viene denunciato. L’evidenza e’ quella di una percentuale che stride fortemente con il pregiudizio collaudato. Effetto gesso sulla lavagna, per intenderci. Ma, c’è di più. Il desiderio di comprendere spinge ad incalzare il dott. Riccardo Cesari, componente di Consiglio e Direttorio integrato IVASS, per scoprire se davvero di “fenomeno truffe” si possa realmente parlare. Qui c’è il vero colpo di scena. La legge consente di accedere a questi dati unicamente dal 2013, se si considera poi che per parlare di truffa, a tutti gli effetti, è necessario attendere il passaggio in giudicato di una sentenza siamo dinanzi a ad una sorpresa: ad oggi non siamo in grado di fornire dati certi in ordine al reale numero delle truffe assicurative in Italia.

Si parla da sempre del costo elevato dei premi assicurativi, sappiamo ormai tutti che, se paghiamo così tanto, la colpa è delle frodi. Ma quante frodi sono state scovate? Quante sono state denunciate dalle assicurazioni? Non si sa e, per quel che si sa, la percentuale è irrisoria.

Fermarsi a parlare di numeri, di cifre è stato illuminante.  Il controllore difende il controllato che non controlla e non sa bene cosa controllare. I premi nel frattempo crescono, ed ora i numeri ce lo dicono, non è certo colpa delle truffe. Se verifichiamo se c’era da controllare e quanto…scopriamo che ci siamo sbagliati.  Fino ad oggi abbiamo fantastico di cifre inarrivabili, impronunciabili, abbiamo immaginato e ci hanno fatto immaginare. Ci hanno dato la certezza di essere un popolo di truffatori e noi, pizza e mafia, ce la siamo bevuta. I numeri dicono, però, un’altra cosa. Numeri alla mano abbiamo una evidenza che svela la bufala che ci hanno dato in pasto fino ad oggi che a diventare blu dovremmo esser tutti noi: ora!

Altro che truffa… Solo fuffa!”

#Rc Auto: Ddl.. Concorrenza?

senato

Buongiorno,

avevo in programma di occuparmi di alcuni aspetti tecnico-legislativi relativi al nuovo regolamento dei periti assicurativi, ma questioni più importanti e delicate richiedono primaria attenzione e divulgazione.

Il #DDLConcorrenza è al Senato dove è in atto un vero è proprio attacco alla libertà del danneggiato che dovrà ottenere il risarcimento da un sinistro stradale. Infatti, sono stati presentati una serie di emendativi assolutamente involutivi rispetto a quanto di buono si era fatto sin qui, dopo i lavori alla Camera. Un ritorno al passato, quindi, che non auspica nulla di positivo per consumatori e riparatori.

E’ bene saperlo! In Commissione Industria c’è chi è ben intenzionato a favorire le compagnie assicurative. “Gli emendamenti proposti non contengono nulla di concorrenziale, a parte rendere  libere le compagnie di vessare i propri clienti, di offendere le vittime della strada, di creare trucchi tariffari sull’uso della scatola nera e di rendere soprattutto molto complicata l’esistenza delle imprese artigiane che decidono di operare sul mercato senza condizionamenti”. A sostenerlo a gran voce sono gli artigiani e tutte le associazioni appartenenti alla Carta di Bologna (Vittime della strada, Avvocatura, Associazioni Consumatori, Medici Legali, Patrocinatori stragiudiziali) che manifestano la propria indignazione e sconcerto per le intenzioni di alcuni senatori, di sposare completamente gli interessi delle compagnie assicuratrici.

Ecco cosa accadrà con gli emendamenti filo-assicurativi introdotti:

– consentiranno alle compagnie di far diventare lecite le clausole vessatorie inserite nei contratti;

– mireranno a neutralizzare le diminuzioni tariffarie;

penalizzeranno i danneggiati nell’assegnazione della classe di merito;

– si renderà quasi impossibile l’indicazione dei testimoni decorso un breve termine (non compatibile con le norme processuali civili);

eliminazione degli sconti a favore di chi monta la scatola nera;

eliminazione della valutazione del danno alla persona secondo le tabelle di Milano per tornare a quelle ministeriali volute dall’ANIA perché restrittive nei confronti dei diritti del danneggiato;

riduzione dei risarcimenti del danno a persona con eliminazione danno morale;

– taglio del risarcimento anche alle vittime della malasanità;

– esclusione di sanzioni per le compagnie nel caso di violazioni alle norme sulla scatola nera,

– la compagnia avrà il diritto di impedire al danneggiato di fare causa sulla base delle valutazioni della compagnia stessa;

per finire, prescrizione del diritto nel fare richiesta di risarcimento in soli 90 giorni!

Clicca qui per visualizzare gli aggiornamenti su tutti gli emendamenti

 

I Telegiornali di Stato non ne parlano.. ma dalla rete ho raccolto un pò di rassegna stampa più recente:

http://www.carrozzeria.it/news/2016/01/28/news/pioggia_di_emendamenti_sul_ddl_concorrenza-121578/

http://www.omniauto.it/magazine/36117/disegno-legge-concorrenza-assicurazioni-battaglia

http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/01/28/ddl-concorrenza-ania-assalto-a-rc-auto_a52bcf80-a2a6-440d-b870-dd6d88e704fc.html

http://www.rifday.it/2016/01/25/ddl-concorrenza-inizia-domani-lesame-degli-emendamenti/

http://www.ilcarrozziere.it/blog/2016/01/ddl-concorrenza-mentre-tutto-tace-il-senato-compiace-le-lobby/

http://www.cupsit.it/2016/01/21/news-dal-ddl-concorrenza/

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-01-14/ddl-concorrenza-pioggia-emendamenti-senato-170700.shtml?uuid=ACsax89B

http://www.carrozzeriaautorizzata.com/news/360/ddl-concorrenza-a-che-punto-siamo

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/11/ddl-concorrenza-unipol-tenta-il-poker-su-rc-auto-e-previdenza-complementare/2209939/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/19/ddl-concorrenza-assicurazioni-ridurre-risarcimenti-per-chi-muore-in-incidente/1794804/

http://www.ladiscussione.com/economia/item/102953-rc-auto,-carrozzieri-e-societ%C3%A0-assicuratrici-ai-ferri-corti.html

Mi raccomando informatevi e condividete.

Carrozzieri Vs. Assicurazioni.. E tu da che parte stai?

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Ben ritrovati!

Partiamo subito con le questioni spinose. Tra le tante battaglie portate avanti nella tutela di danneggiati, assicurati e consumatori tutti, c’è anche l’affaire clausole vessatorie che va a braccetto con i continui golpe  alla cessione del credito, senza dimenticare l’occhio assicurativo bramoso di risarcimenti  in forma specifica.

Attenzione! L’argomento cessione del credito sembrerebbe di pertinenza esclusiva dei carrozzieri: così non è! Periti e Patrocinatori: la vostra professionalità, la vostra esperienza, le vostre abilità, gli anni di studio lo stesso studio che avete faticosamente avviato: boom! Spazzati via..

L’assicurazione si sostituirà anche a voi, non come si temeva in era pre-informatica con un computer, una macchina, ma proprio eliminati come a dire che tutto ciò che fate, che sapete fare, che facciamo diventerà superfluo.

Mi chiedo come si possa rimanere inerti di fronte ad una minaccia simile. Paventare il “DIVIETO” di cessione del credito significa minacciare non solo la libera concorrenza nel mercato di riparazione, non solo esporre concretamente le carrozzerie indipendenti al rischio di chiusura, ma spazzare via ulteriori categorie di liberi professionisti. Il Perito Assicurativo, legato alla compagnia assicurativa, avrà sempre meno incarichi di perizie, in quanto le assicurazioni si serviranno direttamente dei riparatori convenzioni. I Patrocinatori Stragiudiziali si troveranno con gli studi sempre più vuoti, in quanto i clienti/danneggiati  verranno “obbligatoriamente dirottati” verso i centri di riparazione per il danno a cose e verso i centri medici convenzionati per il danno alla persona. Il vostri clienti non avranno più la LIBERTA’ DI SCEGLIERE!

Cliccando di seguito una mia breve intervista del giornalista Marzio di Mezza su questi temi pubblicata dal quotidiano “La Discussione”:

http://www.ladiscussione.com/economia/item/102953-rc-auto,-carrozzieri-e-societ%C3%A0-assicuratrici-ai-ferri-corti.html

Buona lettura.

Stiamo tornando!

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Il  team del “Blog di Luigi Mercurio” sta ritornando per continuare ad evidenziare le problematiche del settore assicurativo e sottolineare i pro ed i contro della normativa vigente, delle consuetudini e prassi lavorative.  Stiamo definendo gli ultimi dettagli per le attività del nuovo anno  per contribuire a tenere viva l’attenzione su questioni che sono, comunque, di tutti.

 Gli articoli del blog  sono a disposizione di tutti.

Per avere maggiori informazioni e seguire il blog basta inserire  l’indirizzo mail  nell’apposito spazio nel menù di sinistra e confermare la registrazione al blog.

Una volta confermata la registrazione, verrete informati ad ogni singola pubblicazione e resterete costantemente aggiornati sulle ultime novità del blog.

Esprimere un opinione è dovere di ognuno di noi, purché diretta al confronto costruttivo, all’approfondimento tecnico anche allo scontro sano!”

Auguri di Buone Feste. 2016, l’anno per una grande reazione!

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Auguri di Buone Feste!

Ci stiamo lasciando alle spalle un 2015 che, per noi, è stato pieno di nuove esperienze.

Un anno che ci ha visto lottare al fianco delle associazioni aderenti alla Carta di Bologna nata per contrastare le lobby assicurative che, con l’ultimo DDL Concorrenza, tentano di far approvare norme liberticide come il risarcimento in forma specifica e l’abolizione della cessione di credito, con conseguente controllo esclusivo da parte delle compagnie assicurative del risarcimento del danno nel comparto Rc Auto, in sintesi, eliminando il “diritto alla difesa” del cittadino rimasto vittima di un sinistro stradale e non più libero di far riparare il veicolo presso un autoriparatore di fiducia.

E’ stato un anno che ha consolidato la collaborazione all’interno della piattaforma Oxygen Gestione Sinistri. La piattaforma dopo la Gestione Sinistri sta implementando altri strumenti utili e funzionali per l’autoriparatore. La più rivoluzionaria tra tutte è la Gestione Polizze.

Oltre che a fare gli auguri a tutti Voi ed alle Vostre famiglie, invito i miei collegi PERITI a riflettere sul proprio futuro di PROFESSIONISTA. E’ il momento di scegliere se essere finalmente LIBERI, oppure continuare ad essere SOTTOMESSI “passivamente” dal PADRONE ASSICURAZIONE e navigare verso la DERIVA.

Invito, infine, i miei colleghi PATROCINATORI ad essere sempre più presenti, attenti e non meri osservatori.

Piangersi addosso non serve a niente. Nel 2016 ci vuole una grande reazione!

Ancora auguri di Buone Feste a tutti Voi ed i vostri cari, con la fiducia di costruire un avvenire migliore.

Luigi Mercurio

Risarcimento Danni: Incidente Stradale? NO alla prima consulenza delle compagnie assicurative: Ecco i perchè…

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Da oggi abbiamo inserito una nuova categoria denominata “risarcimento danni“, all’interno della quale troverete post, articoli, pensieri, notizie ed approfondimenti in materia di risarcimento danni.

Inauguriamo la categoria con un articolo di un esperto della materia, formidabile professionista e nostro caro amico Roberto Barbarino, Patrocinatore Stragiudiziale & Consulente Informatico.

Di seguito l’articolo tratto da inf0rmat1cAs$icur@zioni di Roberto Barbarino. Buona lettura.

Incidente Stradale? NO alla prima consulenza delle compagnie assicurative: Ecco i perchè…

Solitamente, in caso di incidente stradale, la prima tentazione è quella di telefonare alla propria compagnia assicurativa per sapere cosa fare e come comportarsi.

Questa scelta non gioca a favore dell’ automobilista, perché, ovviamente, l’assicurazione che risarcirà il danno è la stessa con cui si ha il contratto assicurativo, ragion per cui saranno guidate ed istruite ed avranno tutto l’interesse a risparmiare.

Già precedentemente avevo pubblicato un articolo relativo alle nozioni ed alla normativa vigente che terminava così: “… rivolgiti a professionisti del settore !!”

Ci sono svariate ragioni per cui è opportuno rivolgersi ad un Patrocinatore Stragiudiziale, anche per una sola consulenza:

La prima cosa che proporrà la compagnia assicurativa sarà di portare la propria vettura presso una carrozzeria convenzionata. È bene sapere che, in questo caso, la carrozzeria lavora per l’assicurazione, non per voi in quanto tale carrozzeria baratta la convenzione con la compagnia applicando un costo orario inferiore… da qualche parte – quindi – dovrà pur risparmiare !

Personalmente consiglio di rivolgersi ad un carrozziere indipendente, meglio se associato FEDERCARROZZIERI, nel caso non si conosca un carrozziere di propria FIDUCIA.

La compagnia  cercherà di convincervi che, se volete far riparare l’auto da un vostro riparatore di fiducia ci sarà una franchigia od una penale da pagare. FALSO, ovvero illegittimo!

Trattandosi di risarcimento (ovvero di natura extracontrattuale) e non di indennizzo (di natura contrattuale) si ha diritto ad avere il veicolo com’era prima ed a scegliere a chi farlo riparare…. d’altronde il veicolo lo avete comprato voi, mica loro!

Se il veicolo è un po’ datato, è probabile che il danno sia considerato antieconomico. Per danno antieconomico si intende che il costo della riparazione supera il valore dell’auto al giorno del sinistro. Anche in questo caso il professionista, diversamente dal perito incaricato dalla fiduciario della compagnia, cerca il reale prezzo di mercato che porta a determinare un valore del bene solitamente superiore a quello indicato dal perito di compagnia. Quest’aspetto unito alla richiesta di tutti gli “oneri accessori” ed al F.R.A.M., porta a farvi riconoscere un risarcimento superiore a quello inizialmente proposto dalle Compagnie.

Vi sconsiglieranno categoricamente di rivolgervi ad un Patrocinatore Stragiudiziale professionista, facendovi credere che potrebbero farvi perdere del tempo e soprattutto parte della somma risarcita.

I Patrocinatori Stragiudiziali tutelano i diritti dell’automobilista (sia esso assicurato che danneggiato) che spesso vengono dimenticati dalle Compagnie ed agiscono nell’interesse di quest’ultimo.

Relativamente alle perdite di tempo il patrocinatore stragiudiziale tende alla risoluzione rapida di ogni vertenza in quanto non può continuare il proprio operato nella fase giudiziale, a differenza degli avvocati che, trovano nel Processo il loro naturale terreno.

In merito, poi, alle spese di patrocinio sappiate che queste verranno risarcite dalla Compagnia in quanto ogni cittadino gode del DIRITTO DI DIFESA costituzionalmente garantito. Tale diritto è ancor più necessario nei confronti delle Compagnie Assicurative al fine di compensare l’enorme squilibrio esistente fra le parti sul piano tecnico-giuridico.

In conclusione chiedendo consiglio alla propria compagnia su come comportarvi in caso di incidente stradale, chiederete una consulenza recandovi presso un agente che lavora per una Compagnia… Un turbillon di conflitti d’interesse!!

Il primo più vi fa pagare, più guadagna per ogni polizza venduta oltre a voler tenere bassi i danni rimborsati (risarcimenti od indennizzi) in funzione di statistiche annuali S/P e relativi “bonus”.

La seconda – una S.p.A. mica una confraternita! – meno paga i danni (risarcimenti od indennizzi) e maggiormente aumenta i propri utili.

Pensateci bene: se vantate un credito indeterminato nei confronti di una banca vi rivolgereste alla stessa banca per farvi determinare il corretto importo?

Gli attori del sinistro: Il Patrocinatore Stragiudiziale.

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Per chi ancora non lo sapesse, per chi ancora ha dubbi su questa figura, ecco un identikit perfetto.

Tratto dalla rubrica “Rosa Sinistro” di carrozzeriaautorizzata di seguito vi riportiamo l’ultimo articolo che stavolta, dopo quello sul perito assicurativo, descive perfettamente la figura del Patrocinatore Stragiudiziale.. Buona lettura

Scena nona. Atto primo: Il patrocinatore stragiudiziale, non é una parolaccia.

Sconosciuta eppure sempre più centrale nel processo risarcitorio, indovina chi? Il Patrocinatore Stragiudiziale

Un sinistro, lo si è detto e ridetto non è certamente esperienza auspicabile. Assodato-il-dato, nasce comunque l’esigenza di saperne quanto più è possibile per tutelarsi al meglio in caso di necessità (stop agli scongiuri!).
Tra le figure che possiamo incontrare ve ne sono alcune che rischiano di essere ancora sconosciute ai più. Proviamo con il vecchio gioco “indovina chi?” (evitando il trito e ritrito “ha i baffi, ha il cappello? E’ John!”)?

Primo indizio: frequentano anche loro i temuti liquidatori che, per par condicio con gli avvocati, non ottengono grossa simpatia. Sono ahimè invisi anche agli avvocati che li conoscono e ne temono la concorrenza. Sono una notevole risorsa per danneggiati ma anche per carrozzieriche beneficiano così di una figura, a volte, più tecnica e più vicina alle esigenze del caso.
Nessuna idea? Siete allo stremo? Vagate nel buio? Vabbè ecco a voi il patrocinatore stragiudiziale: questo sconosciuto! In principio liquidatori ed avvocati fiduciari lo “liquidavano “ perché, a loro dire, sfornito niente poco di meno che: dello ius postulandi (altra curiosa locuzione , lo so).
In pratica, pareva possibile eliminare la temibile categoria emergente (non stupiamoci, ne esistono anche fuori dal Festival sanremese.) semplicemente attribuendo ai soli avvocati il potere di stare in giudizio in sostituzione, nel caso specifico, dei danneggiati. Così non è ma, sono certa, che l’eccezione fosse solo un pour parler perché in effetti la normativa in proposito è chiara!

Il patrocinatore stragiudiziale è una figura professionale che opera da molti anni in tutto il territorio nazionale . Riconosciuto “ufficialmente” con la legge n.4 del 14 gennaio 2013 e con la normativa UNI 11477 con la quale si certifica la professionalità e si delimita la competenza dei patrocinatori stragiudiziali, ossia esperti in risarcimento del danno.
Insomma il patrocinatore esiste, e’ un professionista in carne e ossa, si muove intorno a noi ed occupa la sua buona fetta di mercato.
Nel settore dell’infortunistica stradale, in particolare, assiste il cliente nel complesso iter del risarcimento danni dalla prima lettera di messa in mora sino alla definizione del quantum.
Dunque “liberi professionisti che forniscono ai danneggiati attività di valutazione, consulenza e trattazione stragiudiziale di pratiche relative a risarcimento danni o indennizzi derivanti da incidenti o infortuni di ogni tipo e da rappresentanti di altre associazioni professionali“( Titolo I, art.3 Statuto C.U.P.S.I.T.).

Eppure il riconoscimento legislativo fa a pugni con la confusione che regna sovrana. Ecco allora periti assicurativi che in barba alle differenze operano con “l’attivo” e, perché no, anche conil passivo“. Sembrerebbero ignari di esercitare due professioni ben distinte. Nel primo caso sono veri e propri patrocinatori stragiudiziali, nel secondo caso, a mo di dottor Jekyll e Mister Hide, ritornano periti assicurativi.
Ci sono poi le missive recanti l’intestazione al “gentilissimo avvocato“. Sì perché l’Italia è imbrigliatissima dai titoli, arenata negli ordini professionali, costretta da albi.

Tutti legacci vecchia maniera, roba d’antan che l’Europa non ci invidia affatto e che noi, ostinati, preserviamo.

Sarà l’idea illusoria di sentirsi maggiormente tutelati, garantiti da una maggiore professionalità o sarà che, invece, subiamo il subdolo e temibile “bisogno indotto“. Un bisogno che ci fa avvertire come necessario l’aumento spropositato degli anni di studio, dei master, degli stages e di tutto quel che può allontanarci dal vero ingresso nel mondo del lavoro. Infondo, qui da noi, a chi importa se sai quel che fai? E se magari lo fai anche bene? W la concurrence! ” Di Elena Bove

Per leggere gli articoli della colorita rubrica “Rosa Sinistro” clicca qui.

Razionalità o irrazionalità? Questo è il dilemma…

Patologie foto

“Caro ma hai visto che offerta imperdibile? L’ho presa al volo”. “Ma cara tu non hai un auto!” “Ho comprato anche quella, cosa volevi che perdessi l’offerta?” Cosa notate? Sì è uno dei tanti spot pubblicitari assicurativi. Certo, viene fuori anche l’idea della mogliettina idiota che non capisce un cavolo quando si tratta di shopping e perde la testa. C’è qualcosina di più. Un analisi…attenta rivela ben altro! La pubblicità, in teoria, rende conoscibile il prodotto da vendere senza null’altro sottendere. Sappiamo bene che così non è. Ahimè la strategia d’induzione del bisogno (sempre la pubblicità) si basa sulla scelta preordinata e consapevole relativa alla stimolazione di un canale sensoriale e/o di comunicazione che, lungi dall’essere diretto coinvolge tutt’altre sfere psichiche e porta così il destinatario non più a scegliere ma a scoprirsi bisognoso (anche in modo compulsivo) di possedere quel determinato prodotto. In pratica l’assicurazione induce un bisogno compulsivo.

Povera compagnia assicuratrice forse va rassicurata, compresa, perché, a ben vedere non v’è certezza della piena consapevolezza.  Accusata di applicare tariffe troppo elevate, le più elevate in Europa e costretta a difendersi farfugliando di truffe e malfattori. Insomma parrebbe in pieno delirio schizoide perché si sa convinzioni contrarie alla realtà, durature, fermamente sostenute malgrado le prove del contrario, dissonanti rispetto al contesto di riferimento, caratterizzate anche da manie di persecuzione, di grandezza, di riferimento, di lettura del pensiero sono: deliri! L’aspetto ancor più preoccupante è caratterizzato dal millantare più concorrenza mentre si fomentano interventi anti-concorrenziali, propagandare sconti illusori mentre si mortificano i diritti dei consumatori, nel propagandare angeli custodi esperti in sinistri stradali che si tramutano in ostacoli al risarcimento. Classici della schizofrenia: disorganizzazione e la frammentazione del pensiero accompagnati da comportamento bizzarro e disorganizzato. Chissà.

La patologia schizoide pare, certo, la più calzante, quella che davvero sembra ben descrivere queste stranezze. Ma ci potrebbe esser di più. Anni ed anni a nascondersi dietro le truffe assicurative creando di volta in volta il capro espiatorio perfetto. Ora era l’avvocato perfido organizzatore di machiavelliche operazioni giuridiche dall’elevata capacità truffaldina. Poi è stata la volta degli infidi  carrozzieri pronti ad ordire sordide pianificazioni volte a derubare la mite ed indifesa assicurazione. In poche parole: disturbo paranoide di personalità: caratterizzato da sfiducia e sospettosità, per cui le motivazioni degli altri vengono interpretate come malevole. Il perito fiduciario con le spie luminose a video, il liquidatore con le soglie di spese, l’avvocato fiduciario messo alle strette, i carrozzieri tormentati dal pericolo di perdere la cessione del credito, i danneggiati torturati con incompatibilità dei sinistri..viene da pensare ad un conclamato disturbo ossessivo-compulsivo di personalità: caratterizzato da preoccupazione per l’ordine, perfezionismo ed esigenze di controllo. Magari è solo un impressione superficiale.

Poi però: inseriscono clausole vessatorie, minuscole e ben nascoste nelle polizze, dimenticano di darne completa spiegazione ma lesti nel servirsene in caso di liquidazione del sinistro. Sono pronti a finire in giudizio pur di salvaguardare apposizioni illegittime ma che comportano, per loro, grossi risparmi. Rassomiglia ad un chiaro esempio di disturbo antisociale di personalità: caratterizzato da inosservanza e violazione dei diritti degli altri. Chi può dirlo realmente?

Nelle aule di Tribunale come negli spot pubblicitari, nelle commissioni parlamentari come sui cartelloni in strada l’assicurazione sfoggia la sua potenza, la capacità trasversale di giungere in ogni dove, la richiesta di indurirsi anche dinanzi ai dolori più grandi, un’ipotesi: un evidente disturbo narcisistico di personalità caratterizzato da grandiosità, necessità di ammirazione, e mancanza di empatia. Mah!

Ora, esaminato questo ipotetico concentrato esplosivo, e considerata la complessità delle patologie sospettate, io non mi meraviglio dell’IVASS. Già perché la mente umana è ancor oggi assai misteriosa e per quanto le neuroscienze stiano illuminando la via oscura ancora molto c’è da fare. Ma, perseverare nella tolleranza del genitore compiacente o peggio ancora, nella copertura del genitore complice, è errore grave che presenta un conto pericoloso: il patologico è facilmente fuori controllo e può rivoltarsi contro chiunque, infondo, è un anaffettivo!

Resta un dubbio è davvero l’assicurazione l’incolpevole attrice governata dall’irrazionalità o è invece il cittadino oggetto di una campagna irrazionale perché più facilmente manovrabile?

Di Elena Bove

DDL Concorrenza: mercoledì 11 novembre la Carta di Bologna approda al Senato

 

11 novembre 2015

Accade tutto in un giorno. La Carta di Bologna sarà presente al Senato.

Consumatori (Assoutenti, Codici, Casa del Consumatore), Associazione Vittime della Strada (il CUPSIT farà parte della delegazione) OUA e Unarca per gli avvocati, Mobast e Federcarrozzieri, nella mattinata dell’11 novembre interverranno nel corso dell’esame al Senato del Ddl Concorrenza.

L’11 è un giorno ricorrente per la Carta di Bologna. Eh già! Non è così lontano quel l’11 gennaio 2014 quando tutto ebbe inizio. Un incontro di persone appassionate, intelligenti, combattive, libere. Un incontro che, in nome della libertà del danneggiato, del libero mercato e della libertà di scelta del riparatore di fiducia, portò alla nascita della Carta di Bologna.

Ho avuto la fortuna di assistere alla nascita della Carta di Bologna  insieme con l’Avv. Elena Bove e, da allora, ho avuto l’opportunità di condividerne la crescita e la sua marcia inarrestabile. Ho conosciuto persone meravigliose che, oltre a veri professionisti e stimati colleghi, sono diventati cari amici.

L’11 novembre 2015 per la Carta di Bologna sarà un altro di quei giorni indimenticabili. Il giro di boa di una carovana partita dal basso e che nelle sue argomentazioni fondamentali, punta davvero ad introdurre una reale concorrenza nel settore dell’RC auto.

Eccoci arrivati al secondo tempo di una partita che, nel primo tempo, giocato nelle commissioni parlamentari della Camera ha visto l’approvazione di sostanziali modifiche in merito alle modalità di risarcimento danni in caso di sinistro automobilistico.

La Carta di Bologna c’è! E intanto, aspettiamo anche le altre organizzazioni che al momento risultano non pervenute.

In bocca al lupo agli amici Roberto Barbarino, Stefano Mannacio, Davide Galli, Giampaolo Bizzarri, Massimo Perrini, Furio Truzzi ed a tutti gli altri componenti della Carta di Bologna presenti all’audizione al Senato.

E’ perito.. il Perito!

Illustration of a cartoon tombstone with R.I.P written on it.

Ecco l’ultima trovata delle società assicurative. Poco tempo fa abbiamo parlato di clausole vessatorie “lo scherzetto della clausola (liberticida!) di una nota compagnia tedesca..”. Questa volta l’ultima trovata arriva da oltralpe. Infatti, una nota compagnia assicurativa francese è pronta a lanciare una nuova app che in caso di incidente, “assiste” l’automobilista ed invia in 30 minuti un carroattrezzi insieme ad un perito assicurativo fiduciario. Benissimo. Ci verrebbe da pensare che bel “servizio”. Ma c’è il timore che, oltre il carroattrezzi, la presenza del perito sulla scena del sinistro non sarà volta alla ricerca delle cause del sinistro (se abilitato alla ricostruzione del sinistro) né a quantificare i danni. Il rischio, quello vero, è che si tenti di veicolare l’automobilista presso una carrozzeria convenzionata della nota compagnia assicurativa. In ogni caso, ci si chiede, e il perito di parte? O, meglio, i periti di parte… delle parti coinvolte e perché no avvocati per tutti. Una vera folla, sempre e soltanto nell’ottica della tutela di ogni singola parte coinvolta nel sinistro. Perché è evidente se l’assicurazione tutela se stessa inviando il proprio perito egual tutela va riconosciuta a tutti i protagonisti del sinistro stradale.

Come sempre in questa storia è a rischio il libero mercato, la libertà di difesa, la concorrenza e libera scelta del carrozziere di fiducia.
Bene.. mi fa molto piacere che finalmente leggo di un’associazione di categoria che si preoccupa della novità.. Infatti, lo Snapis terrà un convegno il 28 novembre presso il centro congressi Cavour, in via Cavour 50/a Roma, dalle 10.00 alle 18.00 con il titolo “ IL PERITO ASSICURATIVO, QUALE FUTURO? “

Interessante, io stesso in un mio post del 30 gennaio 2014 “Quale futuro per il PERITO ASSICURATIVO?”, preoccupato per il decadimento di un ruolo sempre più in balia delle scelte degli oligopoli assicurativi, ponevo l’importante quesito.

Et voilà! Ecco che in tutta risposta sul luogo del sinistro arriva l’intero staff tecnico assicurativo a servirci con un “Servizio di Pronto Intervento” per una più rapida constatazione del danno derivante da incidente stradale.

Sarà un nuovo colpo di fulmine oppure la fine di un amore tormentato e squilibrato?

A tal proposito vi consiglio la lettura del seguente articolo:

“Gli attori del sinistro: il perito innamorato”

Scena terza, atto primo: strani amori, stiamo parlando di quelli tra il perito assicurativo e la compagnia. Un rapporto sbilanciato che spesso vede l'”innamorato” frustrato dalle continue pretese del partner..

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IL COMITATO INFORTUNISTICA STRADALE SANNITA DONA LA PROPRIA COMPETENZA AGLI ALLUVIONATI

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Lodevole l’iniziativa promossa dai periti auto della provincia di Benevento.

I periti esperti nell’accertamento e nella stima dei danni ai veicoli a motore, vista la catastrofe alluvionale che ha colpito gran parte della provincia di Benevento, offrono la propria competenza con la donazione della stima dei danni riportati ai veicoli degli automobilisti sanniti che sono rimasti danneggiati nell’alluvione.

Gli esperti, al servizio delle vittime dell’alluvione, si occuperanno di accertare e redigere la stima dei danni riportati ai veicoli.

Inoltre, provvederanno a controllare il contratto assicurativo per verificare la presenza di eventuali coperture assicurative.

La stima redatta dal perito, sarà a titolo gratuito per tutti i cittadini che hanno subito il danneggiamento del proprio veicolo a seguito dell’alluvione che ha colpito la provincia di Benevento.

Doniamo le nostre competenze per il giusto risarcimento, se dovuto.

Clicca qui per compilare il modulo online. La tua richiesta verrà presa in incarico dallo staff del comitato e sarai contattato per fissare un appuntamento.

Documentazione utile:

 – carta di circolazione o certificato di proprietà;

– documento d’identità del proprietario;

– fotografie del veicolo (se non disponibile per la perizia);

– copia contratto assicurativo (se provvisto di garanzie accessorie);

– certificazione o denuncia delle autorità.

Lista contatti ed informazioni (in continuo aggiornamento):

P.A. Antonio Mercurio cell. 328.2684418

Via Della Città Spettacolo, 0,   Benevento

P.A. Antonio Ruggiero cell. 339.4533413

Corso Matteotti, 51, Airola (BN)

P.A. Felice Pastore cell. 347.3343429

Viale Principe di Napoli, 165, Benevento

P.A. Filippo Mastrocinque    cell. 338.2880335

Via Provinciale, 20, Foglianise (BN)

P.A. Ilario Spulzo cell. 328.2784840

Via San Cosimo, 2,  Benevento

 P.A. Luigi Mercurio cell.  334.1215779

Via F.lli Addabbo, 6, Benevento

P.A. Orazio Vetrone     cell. 393.3342143

Via Dei Pentri, 15, Benevento

P.A. Guido Iorio        cell. 339.1666264

Via S. Leucio P.co Belvedere, Ed. 801, Benevento

Danni da alluvione: districarsi tra coperture assicurative e responsabilità.

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Foto: fonte web

Purtroppo, la catastrofe alluvionale questa volta ha colpito pesantemente la mia terra. E’ vero che l’alluvione è difficilmente prevedibile ma negli ultimi anni la sua frequenza la fa diventare un avvenimento quasi normale. Da qualche giorno ricevo richieste di informazioni da parte di amici e clienti del Beneventano che, avendo subito danni ai propri veicoli, all’abitazione o alla propria attività, vogliono sapere se è possibile ottenere un risarcimento dei danni.

Esistono polizze che coprono i danni da alluvione?

Innanzitutto va rilevato che non sempre è possibile trovare facilmente un soggetto che sia giuridicamente responsabile e che, pertanto, sia tenuto ad effettuare un risarcimento, ma esistono in commercio polizze assicurative che possono aiutarci in tal senso.

Distinguiamo due casi: il veicolo di proprietà e abitazione e/o attività commerciale.

1) Nel caso del veicolo di proprietà (automobile, moto, autocarro, ecc.) il modo migliore per difendersi da tali avvenimenti è quello di stipulare un’estensione della polizza assicurativa che copra il veicolo da questo genere di rischi, ma, ahimè, poco utilizzata dall’automobilista! Tali polizze vengono definite “accessorie” in quanto estensioni  delle più note “eventi naturali o “eventi socio-politici” e abbinate alla normale polizza furto e incendio. Vale a dire che non si può disporre separatamente della polizza “eventi naturali” senza quella furto e incendio.

Importante! Quando stipulate una polizza “eventi naturali” va specificato per quali rischi si vuole tutelare il  veicolo. Ad esempio, la polizza aggiuntiva può includere i terremoti, ma non le inondazioni, oppure la grandine, ma non le trombe d’aria. Quindi, bisogna stare attenti e valutare con estrema accuratezza la copertura dei rischi previsti dalla polizza aggiuntiva ed a quali si vuole essere assicurati o meno.

2) Discorso diverso è il caso della polizza abitazione. Le compagnie assicurative offrono un prodotto solitamente chiamato “assicurazione casa” o “protezione casa”, “casa e famiglia”, ecc.. . Queste polizze  contengono apposite clausole che escludono il risarcimento dei danni conseguenza di fenomeni eccezionali quali: terremoti, eruzioni, avversità atmosferiche e inondazioni (o alluvioni).

Se, invece, nel contratto esiste una “polizza specifica” chiamata “calamità naturali”, allora è possibile essere risarciti dei danni causati da alluvioni o inondazioni,  terremoti  e casi di natura eccezionale. Tale polizza viene stipulata separatamente oppure essere abbinata ad una polizza casa. Solo in questo caso si potrà richiedere il risarcimento dei danni nei confronti della compagnia di assicurazione che garantisce il bene danneggiato.

Importante! Purtroppo, poco utilizzata, la polizza da inondazioni o alluvioni, allagamenti permette di assicurarsi per i danni materiali e diretti provocati alle cose assicurate compresi i macchinari, merci, edifici, prodotti finiti o semilavorati, nonché per i rischi legati alla costretta interruzione dell’attività lavorativa.

Nota dolente

La polizza calamità naturali risulta chiaramente costosa prevedendo franchigie o scoperti che, nel caso di alluvione, inondazione o terremoto, possono essere molto elevate mediamente intorno ai 20.000/30.000 euro o prevedere un minimo del 20% di scoperto del danno.

Inoltre, l’intero valore di ricostruzione a nuovo del fabbricato non viene mai rimborsato, ma al massimo una percentuale dello stesso che va dal 30% al 70%, condizione regolarmente applicata nelle Appendici Terremoto all’Assicurazione Casa. E’ preferibile stipulare una polizza distinta che copre questa tipologia di avvenimento naturale. In pochissimi casi sono previste franchigie irrisorie, ovviamente per escludere il risarcimento dei danni di lieve entità, o limiti di indennizzo più elevati o con la previsione di un massimale dedicato alla garanzia “calamità naturali” e separato da quello previsto per l’incendio.

Si può procedere legalmente per il risarcimento dei danni?

Come abbiamo detto non esiste una normativa univoca e specifica riguardo questa determinata fattispecie. Ogni caso richiede una valutazione a se stante. Un riferimento utile nella richiesta del risarcimento è quello  espresso nell’art. 2051 del Codice Civile: “Ciascuno è responsabile del danno delle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”. Nel nostro caso va verificato se l’ente proprietario ritenuto responsabile sia il Comune, Provincia, Regione, Società Privante o altri.

Attenzione:  il mio consiglio, in ogni caso, è di rivolgersi ad un professionista serio e competente in quanto è importante sia la formulazione della richiesta di risarcimento danni che la verifica dei termini di prescrizionali.

Dal punto di vista assicurativo

La polizza c’è ma non serve in quanto risulta molto costosa o limitativa da risultare inaccessibile. Infatti, dopo il fiume di fango, arriva inesorabilmente il fiume di parole degli esperti e dei vari politici.

Si parla di coperture assicurative contro le catastrofi naturali ed in particolare delle catastrofi alluvionali. Da una parte c’è la posizione alquanto determinata assunta dalle Imprese assicuratrici: l’ANIA, a detta del suo presidente Aldo Minucci, aveva ribadito diverso tempo fa davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato la proposta di un “sistema misto” in cui lo Stato dovrebbe coprire una percentuale del danno subito, mentre la restante parte sarebbe stata coperta da polizze private ma “di natura obbligatoria”. Insomma, la polizza diventerebbe un obbligo, come avviene per la polizza Rc Auto.

Ci risiamo! Un nuovo onere “addolcito” da incentivi fiscali, che renderebbero detraibili parte del premio dalle imposte. Ma saremo poi veramente  al sicuro? Una cosa è certa, le compagnie non hanno interesse a farsi carico completamente del “grave rischio” e chiedono al Governo di dare il proprio contributo. Il Governo dalla sua, non sembra interessato a studiare formule per la salvaguardia del patrimonio dei cittadini, ma escogita metodi per il recupero del canone rai con il suo inserimento nelle già laute bollette.

Dunque, oltre a sperare che passi indenne la prossima alluvione, si attende che il Governo decida come muoversi. Certo la pressione esercitata dalle compagnie assicurative è notevole visto che non intendono assicurare questo tipo rischio, poco vantaggioso e limitato da condizioni e franchigie che ostacolano il risarcimento o la sottoscrizione di tali polizze con garanzie aggiuntive.

Nota importante per i danneggiati Sanniti

Nel frattempo dal 19 ottobre sono iniziate le attività dell’ufficio comunale per la ricognizione dei danni subiti dal territorio di Benevento. Per effettuare la stima, sono in distribuzione le schede tecniche fornite dalla Prefettura, da compilare nel più breve tempo possibile e da depositare entro il 22 novembre p.v..

Le schede fornite a tutti i Comuni della Provincia, oltre ad essere già scaricabili dal sito del Comune di Benevento (sezione Avvisi e Bandi del sito, oltre che comunicati stampa), saranno disponibili anche in formato cartaceo presso l’ufficio comunale preposto al piano terra di via del Pomerio.

Di seguito puoi scaricare le schede

Maps: Comune di Benevento, Via del Pomerio, 82100 Benevento BN, Italia

La Carta di Bologna commenta l’approvazione del DDL Concorrenza

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C’è soddisfazione tra le associazioni appartenenti alla Carta di Bologna dopo l’approvazione del Ddl Concorrenza alla Camera dei Deputati. Ora si aspetta il via libera del Senato.

“Norme di buon senso che migliorano il settore Rc auto. La politica ha recepito le istanze delle parti coinvolte: le regole favoriscono i consumatori e i danneggiati”

“Il disegno legge concorrenza è stato approvato alla Camera. E adesso è all’esame del Senato. Il provvedimento ha avuto un lungo iter, durante il quale la buona politica ha ascoltato le istanze di tutte le parti sociali coinvolte. Così – è il commento della Carta di Bologna alle dichiarazioni di Ania di oggi 8 ottobre 2015 -, si può provare a cambiare in meglio il settore Rc auto. Nel corso del cammino parlamentare del provvedimento, sono stati ascoltati consumatori, vittime della strada, giuristi, artigiani e numerosi altri soggetti, inclusi i carrozzieri indipendenti”.
Una sola nota stonata: “Gli unici contrari al ddl concorrenza – evidenzia la Carta di Bologna – sono stati gli esponenti di Ania, l’associazione che rappresenta quasi tutte le assicurazioni, e dell’altro gruppo assicurativo non rappresentato in Ania; ma anche, paradossalmente, l’Ivass e l’Antritrust, che hanno sposato integralmente le tesi dell’oligopolio assicurativo. Tocca ricordare che il ramo Rc auto ha fatto utili per 6 miliardi di euro negli ultimi 3 anni. Nonostante prezzi Rca record in Europa e profitti stellari, l’Ania chiede al Senato modifiche al ddl concorrenza: cambiamenti che andrebbero nettamente contro i danneggiati. L’Ania punta a ridurre i risarcimenti per i danneggiati e a distruggere la concorrenza nelle riparazioni”. La conclusione è semplice: “Il mercato Rca è in mano a 3 gruppi assicurativi che gestiscono il 70% del mercato – chiosa la Carta di Bologna -. In un contesto simile, la concorrenza evidentemente va incentivata con ben altre scelte e con un serrato controllo da parte di Ivass e Antitrust: queste autorità continuano a non vedere quello che non è altro che un macroscopico cartello anticoncorrenziale.
È ora di riformare da capo a piedi tali istituzioni perché le leggi possono essere facilmente aggirate se le autorità non esercitano il loro potere di moral suasion. Non solo: ormai circolano clausole contrattuali che vogliono far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, ovvero decurtare i risarcimenti dove il diritto pone un argine tramite vessazioni imposte al cliente. Si svegli l’Ivass a vigilare in merito oppure il legislatore chiuda questa istituzione che, nata sulle ceneri della defunta Isvap, non dimostra, immersa in una strana commistione di conflitti di interesse, di avere la schiena dritta per dettare alle compagnie comportamenti volti alla trasparenza, e alla chiarezza dei contratti assicurativi”.

(Da Ilcarrozziere.it)

Scarica il comunicato stampa 

Vai su www.cartadibologna.org per avere ulteriori informazioni sul Comitato della Carta di Bologna e poi firma la Carta se condividi i 13 punti.

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Gli attori del sinistro: l’agente assicurativo

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Non potevo non condividere sul blog il primo articolo della nuova rubrica di carrozzeriaautorizzata a disposizione dei carrozzieri. La rubrica si chiama “Rosa sinistro” e la tiene Elena Bove, eccezionale avvocato beneventano che contribuisce ad arricchire anche il nostro blog con i suoi appassionanti e gradevoli articoli.

La colorata rubrica analizzerà gli attori del sinistro, dando consigli sul come comportarsi; un bel modo per far conoscere agli automobilisti i propri diritti e doveri.

Intanto noi condividiamo il primo post e, augurandovi una buona lettura, vi invitiamo a condividerlo.

“Gli attori del sinistro: l’agente assicurativo

In caso di incidente chiamare l’assicuratore è la mossa sbagliata: vediamo perché con l’obiettivo di analizzare tutte le fasi del sinistro stradale.

Sei alla guida della tua autovettura, patentato da anni, sicuro del fatto tuo. Il tuo gioiello, gelosamente custodito, ha anche lui qualche anno ed il suo, per te, è un valore inestimabile. Protetto amorevolmente dal freddo e dal caldo eccessivo in garage, lavato con accuratezza ogni weekend nulla porrà mai fine al vostro idillio.

Ecco però che un giorno, sulla tua strada accade il fattaccio: il sinistro stradale.

Già solo il termine “sinistro” non promette nulla di buono. Sei certo delle tue ragioni come sei certo della grande amicizia che ti lega all’assicuratore che da anni protegge te e la tua adorata (autovettura), dunque, nessun timore.

Chiami avvertendo dell’accaduto, come se chiamassi la tua mamma in ansia e segui i loro consigli: abbandona strane idee e recati subito da mamma-assicurazione!

Ti senti in una botte di ferro e corri in agenzia. Lì e, solo lì, compilerai il CAI quell’odioso e incomprensibile foglietto custodito e dimenticato in auto (che ha preso il posto del vecchi CID). Non ti importa di cosa dovrai scrivere l’importante è che il risarcimento arrivi subito e che tutto ritorni come prima.

Ecco, se questa storia avesse anche un audio, una sirena tipo quelle dell’allegro chirurgo avrebbe già suonato tanto da renderti isterico.

Dobbiamo, però, cominciare con lo sfatare qualche “falso mito”.

L’agente assicurativo presso il quale hai stipulato una polizza (che hai comunque l’obbligo di contrarre), foss’anche tuo fratello o la tua mamma, non è e non potrà mai essere un tuo amico.

Il tuo sinistro è per lui, prima ancora che per te, una voce di danno che dovrà gestire nel migliore dei modi. Ecco perché, ove mai il sinistro accadesse, è nell’immediatezza che devi “cristallizzare”(s’usa tanto nella cronaca dei giorni d’oggi) ciò che è appena avvenuto.

Ogni singola voce del modello CAI ha un’importanza fondamentale perché sarà il documento che racconterà l’accaduto. Le immagini delle autovetture coinvolte, la loro posizione saranno il corredo necessario. L’intervento delle autorità ulteriore tassello.

Anche in questo caso, però, scatta l’odioso audio. Le azioni da compiere sono molte e, per quanto in tanti sentano di possedere LA conoscenza è innegabile che la gestione di un sinistro richieda competenze specifiche, professionalità ad-hoc e di vario genere.

Faccio degli esempi, magari l’immagine risulta meno sfocata. Sottovalutare la delicatezza nel compilare il modello CAI significa cadere in un tranello da cui è difficile uscire. Capita spesso di trovarsi davanti a danneggiati che avanzano richieste di risarcimento danno e dopo, solo dopo, l’apertura del sinistro si scopre l’esistenza di un CAI doppia firma esibito dalla controparte e recante firma autografa. È la saga del “..mah..io non sapevo cosa firmavo..” o anche del gettonatissimo :”..sai l’agitazione..l’incidente..lo spavento…”  . Sappiate che quel CAI con quella firma vostra sarà usato contro di voi, per cui, leggete, leggete ed informativi, verificate prima di firmare e se siete in dubbio consultate un professionista”.

(Da www.carrozzeriaautorizzata.it)

E qui comando io e questa è casa mia..

Qui comando io

Leggere la stampa europea può essere spesso illuminante. Un argomento a caso..RCAUTO: Le Figaro. “Assurances: la crainte d’un boom des résiliations”.. L’articolo analizza uno degli aspetti legati alla Legge che ha restituito il potere ai consumatori francesi.  Nel  2016 molti assicuratori sono a rischio recesso…è il prezzo della portabilità. E così leggo che “una percentuale significativa degli assicurati potrebbe presto mettere fine al contratto e cambiare assicuratore”. Già, mentre in Francia l’attenzione è focalizzata sulle conseguenze della Loi Hamon… qui da noi l’ANIA dispensa comunicati nei quali ribadisce (a mesi alterni) che  :”questa è casa mia…e qui comando io…”. La nostalgica evocazione Cinquettesca (Giogliola..) certifica la difficoltà di innovare la normativa vigente in Italia. L’ANIA punta i piedi e pretende di tener ferme le norme così come predisposte. Nessun confronto, nessuna dialettica, nessuno scambio. I fatti i dati dicono altro, i numeri parlano chiaro e in tanti hanno espresso soddisfazione per gli emendamenti apportati al DDl concorrenza. Un lungo percorso fatto di ricerca di civiltà giuridica, di analisi obiettiva della situazione normativa, di attenta valutazione delle istanze sociali. ANIA è preoccupata e dice: “Non spetta agli assicuratori stabilire quale è il livello adeguato dei risarcimenti, ma – dobbiamo ricordarlo ancora una volta – un più elevato livello dei risarcimenti si riflette in un più elevato prezzo dell’assicurazione”. Come dire…:provate ad aumentare i risarcimenti ed io aumento il costo delle polizze; provate ad adeguare i costi degli automobilisti virtuosi in zone a rischio ed io ve li aumento nelle zone prive di rischio; provate ad affidare ad IVASS la valutazione sulle tariffe e noi vi portiamo davanti alla Commissione di Giustizia Europea.  Avanti con il braccio di ferro! Non si muova foglia…che l’ANIA non voglia…La voce grossa di ANIA contro vittime della strada, consumatori , carrozzieri, patrocinatori, avvocati. Negli anni 70-80 in Inghilterra nascevano i Beatles, i Genesis. i Pink Floid; contemporaneamente in Italia… Ecco, la comicità di Carmine Faraco sintetizza bene la questione. Di Elena Bove.

Per leggere l’articolo di Le figaro.fr-économie clicca qui

 

DDL Concorrenza: #Rc Auto, verso l’eliminazione delle disparità territoriali tra nord e sud

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Un passo in avanti verso l’eliminazione delle disparità tariffarie in Rc Auto tra il nord ed il sud.

E’ fatto noto che più scendiamo lo stivale italiano e più lievitano verso l’alto le tariffe Rc Auto. Difatti, i costi della polizza Rc Auto al sud, a parità di classe di merito e di cilindrata del veicolo, risultano più alti, in alcune zone anche del 50% in più, rispetto a quanto viene pagato dall’automobilista del nord.

Ora, grazie ad un emendamento approvato nel DDL Concorrenza,  all’art. 6 bis viene stabilito che: “Per i contraenti residenti nelle regioni con costo medio del premio, calcolato sulla base dell’anno precedente, superiore alla media nazionale, che non abbiano effettuato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente per un periodo pari ad almeno cinque anni e che abbiano installato il dispositivo di cui all’articolo 132-ter, comma 1, lettera b), del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, introdotto dall’articolo 3, comma 1, della presente legge (ovvero la cosiddetta “scatola nera” n.d.r.), l’IVASS stabilisce una percentuale di sconto minima tale da commisurare la tariffa loro applicata a quella media applicabile a un assicurato, con le medesime caratteristiche soggettive e collocato nella medesima classe di merito, residente nelle regioni con un costo medio del premio inferiore alla media nazionale, riferito allo stesso periodo.”

Bene. Ora resteremo a vedere se tale condizione determinerà la riduzione delle tariffe Rc Auto al Sud ed indurrà l’automobilista a comportarsi più correttamente alla guida contribuendo alla diminuzione dei sinistri.

(Tratto da www.carrozzeriaautorizzata.com)

A Padova il cuore della libertà

Domani sarà la volta di Padova. Sarà l’occasione per sostenere le parole, le lotte, la sfida e l’inesauribile coraggio di chi combatte una battaglia di tutti. Proseguirà così  un percorso difficile, pieno zeppo di colpi di scena e ancora lungo da percorrere. Sarà l’occasione per chi ha condiviso e compreso lo spirito della Carta di Bologna di fare ancora una volta il punto della situazione. Apriamo spesso agende fitte di impegni, di appuntamenti, congressi, convegni che finiscono per sembrare tutti uguali e forse, non sempre, utili o davvero informativi.Domani, a Padova, non sarà così. Chi siederà tra le fila di quella sala (SHERATON PADOVA HOTEL & CONFERENCE CENTER) non ascolterà “parole al vento” non saranno le solite “parole in libertà”..saranno parole per condurvi alla libertà. Una libertà che non riguarda solo il sacrosanto diritto di scegliere, che non si limita alla tutela degli interessi di alcuni ma una libertà che passa soprattutto attraverso una corretta informazione. Questa volta avrete l’opportunità di scoprire i nuovi trabochetti, le insidie che le compagnie assicurative dispensano. Avvocati, patrocinatori, carrozzieri, consumatori, politici si alterneranno con la voglia di fornire a tutti, proprio tutti, gli strumenti di conoscenza indispensabili per afferrare a pieno la gravità delle manovre in atto e la pericolosità di questa lobby. Sarà il luogo dove ascolterete voci diverse, voci libere. Le voci di chi, ciascuno nel proprio settore, ciascuno con  grande professionalità (che ho la fortuna di conoscere) ha deciso di esporsi per aprire  un varco nell’incredibile e vorticoso intreccio di corde tessute a trama fitta e negli anni, intorno a tutti noi, dallo strapotere assicurativo. Un insieme di professionalità che ha speso energie, inventiva e grande determinazione per un risultato che sarà vantaggio di molti. E’ un appuntamento, quello domani, che consentirà ancora una volta, anche ai più scettici, di comprendere qualcosa in più, di informarsi con maggiore completezza e di attivarsi per salvare quella libertà di scelta che ancora ci appartiene. Non c’è un tempo perfetto per aprire gli occhi ed attivarsi, ma rimandare e continuare a credere che sia inutile interessarsi continuando a lamentarsi..quello sì è il vero pericolo!  Verificare, di persona la validità di strumenti ideati per lavorare in trasparenza, correttezza e massima velocità, come Oxygen, significa verificare la concretezza di quello che ho detto sino ad ora.  Domani il mio cuore sarà a Padova con chi davvero ci mette l’anima per difenderci.cono per sembrare tutti uguali e forse, non sempre, utili o davvero informativi. Domani, a Padova, non sarà così. Chi siederà tra le fila di quella sala (SHERATON PADOVA HOTEL & CONFERENCE CENTER) non ascolterà “parole al vento” non saranno le solite “parole in libertà”..saranno parole per condurvi alla libertà. Una libertà che non riguarda solo il sacrosanto diritto di scegliere, che non si limita alla tutela degli interessi di alcuni ma una libertà che passa soprattutto attraverso una corretta informazione. Questa volta avrete l’opportunità di scoprire i nuovi trabochetti, le insidie che le compagnie assicurative dispensano. Avvocati, patrocinatori, carrozzieri, consumatori, politici si alterneranno con la voglia di fornire a tutti, proprio tutti, gli strumenti di conoscenza indispensabili per afferrare a pieno la gravità delle manovre in atto e la pericolosità di questa lobby. Sarà il luogo dove ascolterete voci diverse, voci libere. Le voci di chi, ciascuno nel proprio settore, ciscuno con grande professionalità (che ho la fortuna di conoscere) ha deciso di esporsi per aprire un varco nell’incredibile e vorticoso intreccio di corde tessute a trama fitta e negli anni, intorno a tutti noi, dallo strapotere assicurativo. Un insieme di professionalità che ha speso energie, inventiva e grande determinazione per un risultato che sarà vantaggio di molti. E’ un appuntamento, quello domani, che consentirà ancora una volta, anche ai più scettici, di comprendere qualcosa in più, di informarsi con maggiore completezza e di attivarsi per salvare quella libertà di scelta che ancora ci appartiene. Non c’è un tempo perfetto per aprire gli occhi ed attivarsi, ma rimandare e continuare a credere che sia inutile interessarsi continuando a lamentarsi..quello sì è il vero pericolo! Verificare, di persona la validità di strumenti ideati per lavorare in trasparenza, correttezza e massima velocità, come Oxygen, significa verificare la concretezza di quello che ho detto sino ad ora. Domani il mio cuore sarà a Padova con chi davvero ci mette l’anima per difenderci.

Elena Bove

 

DDL Concorrenza: clausole vessatorie, fanchigie raddoppiate, Authority

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Tutti a Padova il 26 settembre!

Questo è l’appello del Cupsit, (lasciatemelo dire) unica associazione di patrocinatori stragiudiziali che si è schierata senza alcuna riserva nella lotta contro l’oligopolio assicurativo.

L’importanza del Convegno

L’incontro di Padova, organizzato da Federcarrozzieri e le altre sigle della Carta di Bologna, sarà occasione di profonda riflessione dell’attuale situazione di criticità e delicatezza per il Paese, per gli automobilisti e per i carrozzieri indipendenti. Due punti fondamentali verranno approfonditi durante il Convegno: Ivass e Antitrust non sono soltanto inutili, ma dannose per gli automobilisti e per i carrozzieri indipendenti.

Delle due autorità, la prima, l’Ivass (ex ISVAP), dovrebbe vigilare sulle compagnie assicuratrici. La seconda, l’Antitrust, dovrebbe garantire il mercato libero e la concorrenza, anche nel settore Rc auto.

Ma poi i fatti raccontano una realtà ben differente. Già! Dalle note audizioni tenutesi durante la discussione del DDL Concorrenza emerge chiaramente che Ivass e Antitrust si schierano a fianco dell’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici).

Il risultato imbarazzante è quello che gli automobilisti non ricevono nessuna tutela dalle due authority, mentre viene messo in serio pericolo il lavoro di migliaia di carrozzieri indipendenti.

Ecco il programma della giornata

9.30 Apertura lavori – Ivass, Antitrust e clausole vessatorie

– Davide Galli (Federcarrozzieri)

– Dott. Stefano Mannacio (Cupsit)

– Avv. Massimo Perrini (Unarca)

– Dott. Giampaolo Bizzarri (Portavoce Consorzio Carrozzieri Toscani)

11.00 Seconda parte –  La politica e il DDL concorrenza

– On. Nicoletta Favero PD

– On. Filippo Busin Lega Nord

– On. Marco Di Stefano  PD

– On. Paolo Russo Forza Italia

 12.30 Coffe Break

13.30 Ripresa lavori – Oxygen Gestione Polizze, la più grande novità di sempre.

–       Davide Galli

Oxygen Gestione Nolleggi e Autosottocasa, il più grande Rent Italiano

–       Enrico De Gregorio – Andrea Ballarini

Ultima parte

Oxygen Gestione Sinistri

–       I carrozzieri presenti potranno conoscere di persona i garanti che sono a disposizione per mostrare e illustrare la piattaforma.

Modera l’evento l’Avv. Sonia Monteleone (Garante Oxygen).

Il Convegno nel dettaglio

1° tempo

La prima parte del convegno farà luce sui diritti dei carrozzieri quando incontrano polizze in forma specifica. Si parlerà di organi di controllo che non controllano e non sanzionano, e dello stato dell’arte del disegno legge concorrenza. Si discuterà inoltre del mancato controllo sui contratti che impongono ingiuste vessazioni agli assicurati sia per le garanzie dirette (doppie e triple franchigie per chi ripara l’auto presso il riparatore di fiducia) sia per i sinistri Rc auto (clausole confort, carrozzeria Amica, conciliazione paritetica). Il problema è che grandi compagnie usano clausole ormai definite vessatorie da alcune sentenze di giudici illuminate per canalizzare i sinistri verso i riparatori convenzionati.

2° tempo

Nella seconda parte, protagonista sarà Oxygen, e terrà banco la presentazione di Oxygen Gestione Polizze, la più grande novità di sempre per la riparazione Rca. Oggi, l’automobilista danneggiato viene canalizzato dalle agenzie assicuratrici verso le carrozzerie convenzionate con le compagnie. Invece, tramite Oxygen Gestione Polizze, il carrozziere indipendente fidelizza il cliente, che si rivolgerà al proprio riparatore di fiducia in caso di sinistro. È una sorta di legittima difesa: conserviamo i nostri clienti, tuteliamo il nostro lavoro e il nostro futuro. Contro i continui tentativi delle compagnie di vampirizzare i danneggiati, risucchiandoli nei loro mega-centri di riparazione convenzionati, con prezzi di manodopera da Terzo mondo, e qualità del lavoro bassissima.

3° tempo

Ultima ma non ultima parte, i carrozzieri presenti potranno conoscere di persona i garanti di Oxygen Gestione Sinistri, che sono a disposizione per mostrare e illustrare la piattaforma. Così che i carrozzieri comincino a utilizzarla.

Padova 26 settembre “SHERATON PADOVA HOTEL & CONFERENCE CENTER
CORSO ARGENTINA 5 – 35129 PADOVA – Contatti +39 049 8998174”.

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