Assicurazione

Prezzi RcAuto: l’assordante silenzio delle compagnie assicuratrici in 10 punti

Three wise monkeys. Not see, not hear, not speak. Vintage engraving

C’è stato il tempo in cui ho imparato ad apprezzare il silenzio. Buddha meditava sulle sponde del fiume Nairanjana, Maometto pregava nelle grotte del Monte Hera, mentre Gesù lo faceva nel deserto e Lao-Tse sulle montagne della Cina, così come Gandhi e Madre Teresa di Calcutta hanno sottolineato le virtù del silenzio.

Curiosamente, ho conosciuto il silenzio nel mio appartamento, in questa fase atipica che il nostro Paese sta attraversando. Recluso in uno dei luoghi più silenziosi al mondo, è giunto il momento di dar voce al mio pensiero.

L’Italia è chiusa in casa per combattere la pandemia di coronavirus: ormai da più di due mesi, il traffico dei veicoli è diminuito così tanto che gli incidenti sono quasi scomparsi. Ma le compagnie assicuratrici si sono guardate bene dall’annunciare futuri ribassi delle tariffe Rcauto di una polizza obbligatoria.

Una situazione paradossale. Per capire meglio di che parlo, seguitemi nei 10 punti in basso:

1) Sino al 1993, lo Stato imponeva i prezzi Rca, e così tutte le compagnie praticavano tariffe identiche volute dall’alto. Dal 1994, anno della liberalizzazione, ogni assicurazione è libera di scegliere i prezzi che vuole. L’obiettivo della regola era un calo generalizzato delle tariffe Rca, grazie alla concorrenza fra le società. Il risultato è stato disastroso, con aumenti astronomici ovunque in Italia. Le imprese giustificano i rincari con il maggior numero di incidenti e di rimborsi. Pertanto, dicono le compagnie, i costi lievitano e si deve per forza maggiorare le polizze.

2) Il problema del caro-Rc auto riguarda tutto il Paese, ma soprattutto il Sud, e ancor più zone come Napoli e Caserta. Lì dove sono statisticamente più frequenti e più probabili i sinistri, anche quelli con lesioni fisiche.

3) Negli anni, il legislatore ha introdotto norme su misura per le compagnie, che hanno operato una “legittima e lecita” opera di lobbying su ogni fronte. Non resistendo alle pressioni, l’apparato burocratico ha regalato, per esempio, la norma taglia-risarcimenti per le lesioni fisiche lievi: fu il (pessimo) Governo Monti nel 2013 a far approvare quelle regole.

4) Esiste il continuo tentativo di canalizzazione forzata da parte delle compagnie: spingono l’automobilista (il consumatore) fra le braccia del carrozziere convenzionato, sfruttando la procedura del Risarcimento Diretto e l’introduzione di clausole “vessatorie” all’interno dei contratti assicurativi che obbligherebbe (ma non è così) l’assicurato ad essere dirottato presso riparatori scelti dalle compagnie. Non vogliono nessun ostacolo sulla loro strada, niente esperti in infortunistica stradale, né patrocinatori stragiudiziali né legali che si oppongano al controllo del mercato Rca da parte delle imprese. Il target numero uno è scavalcare con un unico salto i carrozzieri indipendenti e le azioni di tutela del danneggiato. Strapotere contrattuale con franchigie e scoperti assurdi e più volte cancellati dai giudici e una Legge sul mercato e la concorrenza del 2017 a favore del libero mercato che le compagnie fingono di ignorare.

5) Ed eccoci alla pandemia del 2020. Con l’Italia in ginocchio, con gli automobilisti italiani che arrancano, sono arrivati segnali positivi da più parti: donazioni milionarie di imprenditori e grandi gruppi industriali per mascherine e respiratori, manager che si tagliano i loro super stipendi, politiche di dilazione dei pagamenti e dei finanziamenti, stop a tasse e cartelle esattoriali. Più numerose regole per chi ha un’auto, in piena emergenza da Covid-19: patente valida senza rinnovo, veicoli a norma senza revisione, validità del foglio rosa prolungato, multe da pagare nei mesi successivi.

6) Addirittura, lo stesso Governo ha provveduto ad allungare la tolleranza assicurativa: era di 15 giorni dopo la scadenza della Rc auto, ed è stata portata a 30 giorni.

7) Dalle compagnie, il silenzio sui contratti Rc auto (eccezion fatta forse qualche rarissima eccezione). È stato l’esecutivo a prolungare la validità dei contratti: chissà, fosse per le compagnie, avremmo ancora i 15 giorni di tolleranza.

8) Ma soprattutto, le assicurazioni non vedono, non sentono, non parlano in materia di prezzi Rc auto. Nessuno sconto, né minime riduzioni o rimborsi di quanto versato e non goduto. Un ennesimo gustoso affare: hanno incassato 100 per un rischio di incidente valutato 100, e adesso si tengono 100 anche se il pericolo di sinistri è in pratica quasi uguale a zero. Neppure la proposta di una Rca molto ribassata per l’annualità successiva. Senza contare le garanzie accessorie facoltative, come Furto e incendio, Infortuni del conducente, Atti vandalici, Kasko.

9) Le assicurazioni appaiono come società costruite solo per macinare profitti a tutto spiano, col desiderio di controllare anche il mercato della riparazione, limitando la libertà dell’automobilista e cercando di sbarrare la via ai carrozzieri indipendenti ed ai professionisti del settore.

10) Di questa pandemia, rammenteremo le vittime, i familiari di chi non c’è più, eroi come medici, infermieri e personale delle ambulanze, angeli come le Forze dell’ordine (Polizia locale e stradale, Carabinieri). Ricorderemo l’Ania (Associazione delle assicurazioni) che s’è messa a disposizione degli automobilisti. Così come le donazioni di alcuni grandi gruppi assicurativi.

Per quanto riguarda i prezzi Rc auto, era lecito attendersi qualcosa di più dalle compagnie? 

Ci ricorderemo anche delle tre scimmiette: pronte per ritrovare occhi, lingue e orecchie quando ci sarà da fare pressione sul ventre debole della politica per ottenere indebiti vantaggi.

#sicuroandràtuttobene?

Copyright © foto: pivden

2 pensieri riguardo “Prezzi RcAuto: l’assordante silenzio delle compagnie assicuratrici in 10 punti”

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