Vessatorietà delle clausole nelle polizze infortuni e malattia?

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IVASS e AGCM hanno svolto un’azione coordinata in relazione ad alcune clausole presenti nelle polizze che coprono l’invalidità permanente derivante da infortuni o malattia.

Si tratta di clausole che non consentono agli eredi dell’assicurato di subentrare nel diritto all’indennizzo qualora il loro congiunto muoia per causa diversa da quella che ha determinato l’invalidità e prima che la compagnia abbia effettuato i propri accertamenti medici sui postumi permanenti dell’invalidità.

Attraverso tali clausole, da un lato, la compagnia si auto assegna termini discrezionali, in genere molto lunghi (fino a 18 mesi), per svolgere gli accertamenti medici, e dall’altro, si prevede l’intrasmissibilità dell’indennizzo agli eredi se l’assicurato muore prima che la  compagnia stessa abbia svolto tali accertamenti. Continua a leggere

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#RcAuto: le Compagnie ricevono un’altra bacchettata dall’#IVASS

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Un pò come accadeva tempo fa sui banchi di scuola, quando il nostro maestro delle scuole elementari parlava, bisognava stare sugli attenti ed era doveroso stare buoni buoni, perché se non stavi al posto tuo oppure insistevi con atteggiamenti non regolari ecco spuntar fuori una bacchetta lunga e ogni tanto, tac! 

La questione è sempre quella..

Le Compagnie Assicurative aggrediscono i propri assicurati che, in caso di sinistro, vogliono recarsi presso il proprio carrozziere di fiducia e sottoscrivere la cessione di credito. Infatti, in barba a leggi e normative, le Imprese continuano ad infilare nei contratti RcAuto  due “clausolette ad hoc“: 1) divieto di cessione; 2) risarcimento in forma specifica.

La bacchettata dell’IVASS

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Scatola nera #RcAuto: un enorme #Bluff antitruffa!

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Siamo ancora provati dalle abbuffate pasquali ed ecco che arrivano dal Senato informazioni difficili da digerire! Fronte RcAuto: spunta dal cilindro la solita “vecchia” proposta: l’obbligatorietà dell’installazione della scatola nera (detta anche black box).

Benefici? Per le assicurazioni quelli di poter dominare maggiormente l’iter risarcitorio post sinistro. Un controllo pressante e indagatore capace di mettere in discussione, a proprio piacimento, dati sensibili. Nascosti dietro al paravento delle truffe sembrano voler comunicare ufficialmente a tutti noi: “c’è poco da fidarsi, siete un popolo di truffatori in libertà vigilata!”.

Tanti i dubbi. La scatola nera ha un costo legato alla sua installazione ed all’eventuale disinstallazione (quando si vuol cambiare compagnia o vendere l’auto). Costi a carico degli utenti che risulterebbero ben più elevati degli sconti che dovrebbero conseguire all’installazione. Ecco, ma poi, di quanto sarà lo sconto? Quale sarà il riferimento di base da cui partire? E la nostra privacy sarà al sicuro? Perché deve essere una società esterna a controllare i nostri dati e i nostri tragitti? Perché le compagnie assicurative dovrebbero poter schedare e monitorare ogni nostro singolo spostamento?

Ma funziona correttamente? Già! Siamo sicuri del corretto funzionamento del dispositivo in caso di sinistro?  Un dato che a tutti resta oscuro. Registriamo diversi casi in cui gli automobilisti hanno avuto diverse problematiche a causa dell’installazione del dispositivo satellitare.

Ecco alcuni casi realmente accaduti:

PRIMO CASO (e probabilmente anche il più delicato): un’automobilista alla guida del proprio veicolo percorre regolarmente una strada del Comune X. Improvvisamente da una strada laterale sopraggiunge un veicolo che non rispetta il segnale di STOP collidendo contro il malcapitato.  Constatato i danni i due protagonisti compilano il modello CAI e l’automobilista con ragione si rivolge al proprio assicuratore per ottenere il risarcimento dei danni. Ma ecco l’amara sorpresa:  l’Assicuratore respinge la richiesta di risarcimento dell’automobilista per “mancato nesso di causalità”, in parole povere il sinistro non risulterebbe compatibile con i danni lamentati dall’automobilista.

A questo punto l’automobilista si rivolge allo studio di un professionista che scopre l’arcano: la scatola nera non ha RILEVATO il sinistro stradale!! A questo punto vengono effettuate una serie di attività e accertamenti da parte dello studio d’infortunistica che acquisisce addirittura fotografie con i veicoli incidentati – che fortunatamente l’altro automobilista aveva scattato sul luogo del sinistro dopo l’urto tra i veicoli. Finalmente, dopo più di quanto previsto per legge l’automobilista ha ottenuto il dovuto risarcimento, anche se ha rischiato di veder invalidato un suo diritto per una totale inadeguatezza del dispositivo tecnologico che si vuole imporre per legge!

SECONDO CASO (da non sottovalutare):  in questo secondo caso l’automobilista procedeva alla guida del proprio veicolo su una strada Provinciale del Comune X. Improvvisamente da una strada laterale si immetteva un veicolo senza rispettare il segnale di STOP collidendo contro il malcapitato che a seguito dell’urto finiva la sua corsa contro un guardrail riportando anche danni alla persona. Sul luogo dell’incidente intervenivano le autorità di polizia che applicavano le dovute sanzioni al veicolo che non rispettava lo stop. Ma ecco cosa accade: l’Assicurazione dell’automobilista con ragione offriva un risarcimento pari al 70% del danno contestando la velocità, in quanto sulla Strada Provinciale vigeva un limite di velocità pari a 50 km/h (un po’ bassino considerato il tipo di strada..) mentre la scatola rilevava una velocità di percorrenza del veicolo pari a 60 km/h. Risarcimento decurtato del 30% in virtù di una presunta violazione mai contestata dalle stesse autorità intervenute!

Oltre il danno la beffa!! A questo punto l’automobilista, vedendosi contestate le proprie ragioni e posto dinanzi ad una improvvisa dilatazione dei tempi del risarcimento si rivolgeva ad uno studio d’infortunistica per far valere i propri diritti con notevoli ed ulteriori disagi.

TERZO CASO: l’automobilista procede regolarmente alla guida del proprio veicolo sulla strada Statale del Comune di X. Anche in questo caso l’altro automobilista alla guida del proprio veicolo si immetteva sulla Statale senza rispettare lo Stop collidendo contro l’incolpevole automobilista. Dopo aver verificato i danni i due automobilisti compilano il modello CAI e l’automobilista certo di aver ragione si rivolge al proprio assicuratore per ottenere il risarcimento dei danni. ATTENZIONE: In questo caso la scatola nera ha rilevato il sinistro, ha rilevato che il veicolo percorre quel tratto di strada a 44 km/h, dove il limite è di 50 km/h. Dal rilievo della mappa è chiaro ed evidente il luogo del sinistro ed il punto di collisione. Dove è il problema? Direte voi. Ecco cosa accade in questo caso: l’Assicuratore dell’automobilista con ragione paga il sinistro con responsabilità concorsuale paritaria, vale a dire al 50%, in quanto afferma che dalla compilazione del modello CAI si evincerebbe una concorsualità! Ma come? La scatola nera rileva perfettamente il luogo dell’accadimento, la velocità del veicolo assicurato, la direzione dell’urto e la forza G dell’urto ricevuta dal veicolo. Risposta dell’assicuratore: il modello CAI (compilato in modo insufficiente dai due conducenti) avrebbe valore probatorio rispetto al dispositivo che registra la dinamica del sinistro. Purtroppo anche in questo caso l’automobilista non accetta l’offerta proposta dall’assicuratore e si vede costretto ad agire giudizialmente per veder valere il proprio diritto al risarcimento, con un prolungamento dei tempi ed un aggravio di spese a suo carico. Nel caso appena illustrato prendiamo atto di come, nei fatti, la scatola nera non  abbia  necessariamente valore probatorio prevalente.

QUARTO E ULTIMO CASO (a dire il vero il più complesso!): in questo caso l’automobilista proveniente da una strada secondaria arriva al segnale di STOP e si ferma prima di immettersi sulla strada Statale del Comune X. Una volta verificato che non sopraggiungessero altri veicoli, l’automobilista iniziava la manovra di immissione entrando in collisione con un altro veicolo che proveniva da una corsia di immissione adiacente ma percorsa erroneamente in controsenso dall’altro automobilista. Anche in quest’ultimo caso il dispositivo ha registrato l’impatto, rilevando la velocità del veicolo pari a 2 km/h al momento dell’impatto, registrando un urto obliquo nella parte anteriore sinistro. Insomma, tutti elementi che potrebbero essere di sostegno all’automobilista quanto meno per una definizione concorsuale del sinistro, anche alla luce della manovra messa in atto dall’altro veicolo. Invece? No. In questo caso l’Assicuratore risponde che purtroppo l’automobilista aveva lo Stop e, in tutta sostanza, si sa..  lo Stop è un muro! Il finale non è dissimile dai precedenti casi.

Morale della favola: il dispositivo tanto invocato dovrebbe rilevare la dinamica del sinistro ma non sempre lo fa; dovrebbe evitare le truffe, gli incidenti dubbi e i rimborsi non dovuti ma, spesso, avviene proprio il contrario. In sostanza, il prodotto di alta tecnologia che viene fortemente sponsorizzato dalle Compagnie non possiede tutti i requisiti di certezza ed efficienza che prospetta, non  è affidabile al 100% e pare  utilizzato unicamente ad uso e consumo delle compagnie assicurative.

Per finire.. C’è poi una questione ulteriore. L’obbligatorietà della scatola nera potrebbe “veicolare” la riparazione delle auto danneggiate presso i centri convenzionati. Insomma l’ennesimo cavallo di troia per limitare la libertà di scelta dell’assicurato. Nessuna tutela per l’automobilista in caso di sinistro e limitazione della libertà che non sarà libero di andare dal suo carrozziere di fiducia. Un controllo assoluto sia del mercato RcAuto, altro che DIRITTI, altro che CONCORRENZA.

Siamo dinanzi all’ennesima beffa che, se approvata, condurrebbe a gravi conseguenze. Il Governo si farà trascinare nuovamente lungo l’ennesima discesa pericolosa?

La #CartadiBologna non fa #SCONTI! Continua il suo percorso di protesta e proposta contro il #ddlconcorrenza!

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I carrozzieri scendono ancora in campo, sono sempre gli artigiani ad insorgere contro il Ddl Concorrenza per difendere la libertà d’impresa, la libertà del danneggiato e nella difesa delle vittime della strada.

Ecco in proposito le parole del Presidente di Federcarrozzieri Galli:

“Il disegno legge concorrenza limita la certezza che l’auto sia riparata bene. Per il ddl, in alternativa al risarcimento per equivalente, c’è la facoltà di ricevere un risarcimento in forma specifica di danni a cose. Il ddl la chiama ‘facoltà’. Già, ma se la riparazione effettuata dal carrozziere convenzionato con la compagnia costa meno di quanto costi quella dal carrozziere indipendente, di fiducia, allora l’automobilista paga la differenza fra i due costi. Un danno gravissimo per la libertà di scelta della vittima”. 

Ora c’è di più! La conciliazione paritetica..

Eh già! Le compagnie, oltre che polizze con la clausola “forma specifica”, propongono contratti con la clausola “Accordo per la risoluzione delle controversie mediante ricorso alla procedura di conciliazione paritetica”. Una nuova clausola che offre un sconto (nell’ordine del 3/5%) in cambio di una vera e propria “limitazione” della libertà dell’automobilista!

Questa clausola, infatti, determina “l’impegno dell’automobilista”, in caso di sinistro RCA gestibile in regime di indennizzo diretto con danni a cose e/o a persona, a seguire la procedura di legge proposta/imposta senza incaricare alcun patrocinatore e, in caso di disaccordo con l’assicuratore in tema di liquidazione del danno, ad attivare la procedura di conciliazione paritetica facendosi rappresentare da Associazioni di Consumatori presente nell’elenco proposto sul sito dell’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici).

I vantaggi?

1) Uno SCONTO in polizza sul premio RCA;

Gli svantaggi?

2) Una PENALE, indicata nel contratto, in caso di violazione dell’accordo (così definito) da parte dell’assicurato.

Cosa significa tutto ciò?

In pratica, in caso di sinistro stradale, il danneggiato (colui che per legge ha diritto al risarcimento dei danni patiti a seguito dell’evento sinistroso) sottoscrivendo tale clausola non potrà avere l’ausilio nella prima fase della controversia, o meglio “non sarà LIBERO DI SCEGLIERE un suo patrocinatore” in quanto, nel caso in cui avvenisse, l’Assicuratore applicherà una franchigia come indicata nel contratto (in genere dovrebbe essere dell’importo di euro 500,00!).

Vale a dire che l’automobilista che subisce un danno sarà “vincolato” da valutazioni dettate da figure indicate dall’assicuratore (periti, medici, liquidatori) che decideranno quanto, quando, e se definire quel danno alle loro condizione, viceversa “obbligheranno” l’automobilista a rivolgersi ad un’Associazione di Consumatori indicato dall’ANIA in caso di disaccordo con le decisioni dell’Assicuratore. Il tutto senza alcun contraddittorio, pena il TAGLIO del risarcimento dovuto. E solo se l’automobilista non si riterrà soddisfatto potrà rivolgersi alle Autorità Giudiziarie.

Un vero è proprio travaglio per l’automobilista! Non so.. ma mi torna in mente il gioco delle tre carte!

Bene! E’ giunto il momento anche per chi, sino ad ora, è rimasto indifferente e concentrato alla cura del proprio “orticello” ad interessarsi e mobilitarsi contro le manovre che noi contestiamo!

In proposito di seguito vi riporto un pensiero del Dott. Stefano Mannacio, Presidente del CUPSIT

“E’ ormai chiaro che i patrocinatori, salvo pochi, non comprendono bene la portata devastante che il DDL concorrenza avrebbe se fosse approvato così com’è. E’ anche ovvio che quelli consapevoli tecnicamente, giuridicamente e politicamente si danno da fare. Per fortuna esiste la Carta di Bologna che ha creato una nuova forma di attivismo allargato agli artigiani, che, per usare una vecchia, ma attuale espressione, hanno più “coscienza di classe” e sano spirito imprenditoriale. Sono certamente lo “zoccolo duro” di questo movimento. Ci sono poi le Vittime della Strada, periti, medici legali e l’Organismo Unitario dell’Avvocatura e tre associazioni dei Consumatori con cui collaboriamo fattivamente.

Uno scenario che fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile ma che ora è una preziosa “unione nella diversità”.

Ciò premesso, Vi ricordo il prossimo l’appuntamento della Carta di Bologna, itinerante e sempre più unita e compatta nell’opporsi al Ddl Concorrenza (ma anche ribattezzato Ddl anti-concorrenza), che si terrà a Calenzano (Firenze) sabato 16 maggio 2015, ore 10,00, Hotel Delta Florence, via Vittorio Emanuele n. 3.

SCARICA LA LOCANDINA

PROGRAMMA DELL’EVENTO 1

PROGRAMMA DELL’EVENTO 2

“Non fatevi ingannare dal silenzio che momentaneamente circonda la vicenda DDL Concorrenza, la guardia deve restare altissima! La Carta di Bologna ormai non si ferma più e sempre più associazioni e rappresentanti politici si stanno interessando alle nostre motivazioni.”

CARTA DI BOLOGNA

 

La giornata di mobilitazione partenopea per la #cartadibologna

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14 marzo 2015 Napoli Starhotel Terminus ore 15:00 in trecento per il convegno “Ddl concorrenza: il governo controriforma la RCAuto“.

Apre i lavori Mario De Crescenzo, presidente di Mo Bast, sottolineando l’assurdità e la pericolosità del Ddl concorrenza. Tommaso Caravani a moderare i lavori dà la parola alla prof.ssa Cassaniti, presidentessa Vittime della Strada, che ha espresso con forza la sua posizione:” Ero presente a Bologna allora c’era un decreto che contrastava con i diritti degli assicurati. Ora viene riproposta la stessa cosa. Tutto viene letto nell’ottica del profitto e così io vorrei capire come mai a fronte di profitti così alti si decide di abbassare i risarcimenti! Una società civile non può tollerare queste gravi violazioni dei diritti di ognuno. Non può ammantare di interesse sociale i tagli ai diritti dei risarcimenti delle vittime. In una società civile la persona deve essere al centro della società. Non solo la persona come vittima ma le persone come gli stessi artigiani privati della possibilità di svolgere il proprio lavoro. Tutti gli ultimi governi susseguitisi sono filo-assicurativi anche il governo Renzi mostra di seguire questo orientamento.” A seguire Mario De Crescenzio ha proseguito spiegando come la scelta di Napoli non sia stata affatto casuale. “Napoli e provincia hanno il costo assicurativo più alto d’Europa!”.Il presidente di Mo Bast ha evidenziato le contraddizioni del disegno presentato il 20 febbraio: ”Un Ddl chiamato concorrenza per definirsi tale avrebbe dovuto contenere la portabilità delle polizze, o la possibilità di rivolgersi a compagnie europee, ma soprattutto che IVASS ed antitrust fossero rivoltate come calzini. Ripensate completamente. É infatti evidente che l’operato degli stessi risulta fortemente compromesso. Invece nulla di tutto ciò”. De Crescenzio ha concluso affermando piena disponibilità a contribuire alla produzione di un provvedimento solo se davvero a tutela dei diritti dei consumatori. La parola è poi passata al dott. Raffaele Zinno, segretario SISMLA, che si è soffermato sulla necessaria terzietà del Ctu e sulla necessità di liberare i medici delle compagnie dal dictat loro imposto. Ha quindi concluso esponendo la sua proposta per affrontare il problema con trasparenza e serietà. L’avv. Giuseppe Mazzucchiello, presidente dell’Associazione Valore Uomo ha evidenziato l’urgenza di una legiferazione parlamentare, attualmente, però, svuotato di potere amministrato esclusivamente da un governo che agisce in dispregio della volontà popolare. Il Vice presidente OUA, avv. Vincenzo Improta, ha auspicato la necessità di un diritto che sia una facilitazione per il cittadino affermando l’impossibilità di accettare normative che riducono la persona a cosa. L’avv.Settimio Catalisano, Vice presidente UNARCA, ha posto interessanti interrogativi sulle novità introdotte. La stessa scelta della commissione investita, perché non attribuire la competenza alla Commissione Giustizia invece che alla Commissione industria o sviluppo economico. Ha inoltre invitato la buona politica ad intervenire. Il disegno di legge, per l’ennesima volta, contiene una serie notevole di limiti ai diritti dell’assicurato. Non si può lasciar passare che a fronte di utili cosi alti le tariffe sono alte perché le compagnie ci rimettono! Furio Truzzi, presidente ASSOUTENTI “E’ arrivato il momento di tradurre la carta di Bologna in una proposta da presentare immediatamente per avviare una seria riforma del settore, una vera riforma dal punto di vista dell’assicurato che garantisca la liberta di scelta Vogliamo essere tra i primi sottoscrittori della carta di Bologna e vogliamo conoscere chi in parlamento sta con i cittadini e con i lavoratori”. L’intervento del presidente del CUPSIT, Stefano Mannacio è partito dai dati per analizzare un sistema che ha gravi irregolarità e inadempienze. La stessa composizione dell’IVASS preoccupa vista l’incapacità ad intervenire a fronte delle numerose irregolarità. I dati relativi alla sinistrosità parlano di notevole diminuzione, gli utili delle compagnie assicurative salgono esponenzialmente ma nonostante questo gli interventi più volte reiterati dal Governo nascono nel solco di quella che sembra una specie di consociativismo Stato-Assicurazioni nato per fregare vittime e carrozzieri. L’autorità garante della concorrenza e del mercato pare essere la santa protettrice delle assicurazioni. “E’ una cosa insopportabile. In questo modo si distrugge la concorrenza ed il mercato tra le priorità ci deve essere una totale riforma delle autorità, una maggiore trasparenza. Abbiamo un mercato malato perché le autorità sono malate”. E’ stata poi la volta di Davide Galli,presidente Federcarrozzieri. “Da quando abbiamo cominciato siamo diventati sempre di più. Federcarrozzieri e nata perché gli altri non si muovevano. Io vorrei che oggi avessero voci un po’ tutti”.

Si è aperta la seconda parte con Roberto Barbarino che ha introdotto il dibattito politico. Barbarino ha sottolineato le storture del sistema ponendo l’attenzione sulla confusione creata ad arte nel sistema risarcitorio. “Il regime risarcitorio ed il regime indennitario sembrano mescolarsi ma questa confusione creata ad hoc proprio per pregiudicare ancor di più gli assicurati ora siamo arrivato al diritto di scegliere di farsi del male. Scegliere di rinunciare ai propri diritti. Anche questa e confusione Non possiamo permettere che questa confusione si amplifichi, ci vuole chiarezza”. E’ stato poi il dibattito politico con l’intervento telefonico del sottosegretario Cosimo Ferri che ha ribadito come sia necessario garantire la concorrenza attraverso la libertà di scelta ed una stringente tutela del cittadino per mettere al centro la sicurezza di tutti. L’On. Paolo Russo,F.I., è partito da sei interrogativi centrali del DDl concorrenza. Chi ispeziona il veicolo a quali costi? la scatola nera? Chi la paga? Con quali caratteristiche? Ha poi così proseguito il suo intervento: ”La continua imposizione di limiti ai diritti sta determinando una condizione di grande guasto. C’é un attacco alle imprese che è un attacco alla civiltà. L’obiettivo invece deve essere quello di rendere eguali i cittadini. Quando c’è da fare un regalo alle assicurazioni c’è rapidità. Quando c’è da tutelare i consumatori nasce la difficoltà. C’è una evidente sperequazione Questa battaglia va fatta con i partiti, nei partiti e se occorre contro i partiti”. Erminia Mazzoni ha invitato tutti a proseguire nell’impegno di informare e sensibilizzare così da ampliare la portata della battaglia da tempo intrapresa per contrastare un provvedimento totalmente iniquo. “Questo Ddl concorrenza sembra provenire da uno Stato che invece di porsi come priorità la tutela dei cittadini seri ed onesti preferisce ipotizzare che i più siano disonesti e quindi punirli. E’ così che si favoriscono e si fomentano le forme di pregiudizio in danno di alcune categorie quali avvocati, carrozzieri, medici legali, patrocinatori”. Il Sen. Sergio Puglia, movimento 5 stelle parte dalla necessità di eliminare l’indennizzo diretto che ha dato luogo ad una serie di meccanismi distorti. Ha proseguito osservando come le compagnie assicurative abbiano di fatto scaricato il rischio d’impresa sugli assicurati. Altra nota dolente certamente la mancanza di indipendenza dell’Ivass ed ancora: ”La proposta di legge da noi predisposta prevede, tra le altre, la reale portabilità delle polizze, la libertà di scelta del riparatore e propone di ripartire del contratto base. Lo sconto propagandato non nasce dalla riduzione del proprio compenso ma dalla riduzione dei nostri risarcimenti”. Sottolineata anche altre gravi tematiche, quella della gestione dei dati della scatola nera ed il preoccupante favor verso il debitore “assicurazione” che viene posto nella condizione di decidere come, quando ed a quali condizioni pagare. Roberto Barbarino prosegue nel dibattito politico soffermandosi sulla sovrapposizione dei ruoli: Assicuratori che si sostituiscono ai carrozzieri, agenti che si sentono patrocinatori creando una totale confusione dei ruoli. L’On. Impegno, PD,  : “Non si può affrontate il tema assicurativo limitandosi a limitate i diritti dei cittadini. E’ in atto una vera e propria criminalizzazione del danneggiato. Il tema e molto più vasto rispetto a quanto contenuto nel Ddl. Abbiamo un sistema assicurativo che non funziona più che sta implodendo. Il Ddl non regolamenta la concorrenza, non offre trasparenza e non risolve le sperequazioni. Contribuirò decisamente a cambiarlo”. L’On. Andrea Colletti, M5S, ha esaminato lo scenario politico attuale e posto l’accento sulla pericolosità del Ddl che colpisce i diritti delle vittime tagliando drammaticamente sui risarcimenti unicamente per favorire ulteriori guadagni delle compagnie assicurative.

Un arcobaleno di dialetti italiani ha aperto la terza parte dando vita ad un unico grande colore carico di istanze urgenti! Orazio Spanesi della carrozzeria Spanesi: ”Siamo nell’impossibilità di lavorare in sicurezza,di proseguire il nostro lavoro”. L’avv. Gianpaolo Bizzarri ha portato una testimonianza di impegno, di grande valore, quella dell’approvazione da parte del consiglio regionale toscano, della mozione sottoscritta in modo trasversale, prima firmataria la consigliera De Robertis (PD) che chiede si giunga in tempi brevi all’approvazione, in sede parlamentare, della proposta di legge del CNA recante “Modifiche al Codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7”. Oscar Zarri presidente carrozzieri italiani si è rivolto ai colleghi dicendo che non è più tollerabile tutto quello che accade ai carrozzieri, non è più possibile tollerare di essere tacciati di delinquenza. Ivano Vernazzano titolare dell’omonima carrozzeria: ”Questo Ddl è pura follia. Non solo non dovrebbe passare questa legge ma neppure dovrebbe essere permesso di proporla”. Roberto Padovani, titolare della Carrozzeria Padovani di Aosta ha invitato tutti carrozzieri presenti a credere con forza che nell’indipendenza della categoria dai poteri forti. Giuseppe Panico, presidente Assopec ha puntato sull’importanza di fare informazione, mentre Massimiliano Canellini, presidente regionale Campania Aicis propone da tempo l’istituzione un albo professionale dei periti assicurativi ed una regolamentazione della formazione. Infine, Fabio Bergamo, scrittore, ha trasmesso un documento che chiarisce gli aspetti problematici del sistema assicurativo ed ha ribadito come l’unico interesse tutelato dal Ddl sia il profitto delle compagnie assicurative.

Un incontro che ha chiarito definitivamente la pericolosità delle previsioni contenute nel Ddl concorrenza. Un dibattito che ha posto l’attenzione sugli aspetti più urgenti e sulla necessità di contrastare con forza provvedimenti indegni di un paese civile. L’unione alla base della Carta di Bologna si arricchisce di ulteriori propositi, di una miscellanea compatta e pronta ad affrontare senza esitazione l’ennesima battaglia di civiltà giuridica!

Di Elena Bove.

Scarica e divulga La Carta di Bologna

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di seguito scarica il CONTESTATO Ddl concorrenza – CdM 20 febbraio

GLI INDIRIZZI PEC DELLE IMPRESE ASSICURATRICI

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Salve a tutti.

Dopo un periodo di rilassatezza e distensione, ci lasciamo alle spalle con il magone sullo stomaco il mese di agosto, dove le giornate scorrono lente e silenziose, piene di sole e mare, tra infinite spiagge e tramonti suggestivi.

Arriva settembre che con sé porta inesorabilmente l’autunno. Ma settembre è un pò un mese di ripartenza e ci trova carichi di buone intenzioni e con l’auspicio di acquisire numerosi incarichi!

Per questo motivo apro il mese di settembre inserendo l’elenco degli indirizzi PEC (posta elettronica certificata).

Con l’utilizzo della PEC è possibile inviare le Vostre richieste di risarcimento danni per conto dei clienti in modo rapido e sicuro e  con lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento. Viene di fatto istituita come versione digitale della raccomandata con ricevuta di ritorno, puntando a rendere più agili, immediati ed economici, tutti gli scambi di informazioni tra i soggetti interessati, sfruttando le potenzialità del digitale.

In base alla Legge 2/2009 anche i professionisti e le società, tra cui le imprese di assicurazione, hanno l’obbligo di dotarsi di PEC.

Ecco l’elenco delle principali Imprese Assicuratrici operative in Italia (in continuo aggiornamento):

Nome Impresa Assicuratrice Indirizzo PEC
Admiral Ins.-Conte.it euilimited@pec.conte.it
Aig Europe Limited insurance@aig.postecert.it
Alleanza Assicurazioni alleanza@pec.generaligroup.com
Allianz Assicurazioni allianz.spa@pec.allianz.it
Arca Assicurazioni arcaassicurazioni@pec.unipol.it
Assicuratrice Milanese assicuratricemilanese@legalmail.it
Assimoco Assicurazioni assimoco@legalmail.it
Augusta Assicurazioni alleanzatoro@pec.it
Aviva Assicurazioni aviva_italia_spa@legalmail.it
Axa assicurazioni axaassicurazioni@axa.legalmail.it
Amissima Ass.ni (Ex Carige) amissima@pec.amissima.it
Cattolica Assicurazioni cattolica.assicurazioni@pec.gruppocattolica.it
Dialogo Assicurazioni dialogo.assicurazioni@pec.unipol.it.it
(Ex Direct Line) Verti verti@pec.verti.it
Donau Assicurazioni amm@pec.donauassicurazioni.it
Duomo Assicurazioni duomounione.assicurazioni@pec.gruppocattolica.it
Darag Italia (Ex Ergo) darag@legalmail.it
Ex Fata Ass.ni (Ora Cattolica Ass.ni) cattolica.assicurazioni@pec.gruppocattolica.it
Genertel Assicurazioni genertel@pec.genertel.it
Generali Italia Assicurazioni generaliitalia@pec.generaligroup.com
Generali Toro generaliitalia@pec.generaligroup.com
Genialloyd genialloyd@pec.genialloyd.it
Groupama Assicurazioni groupama@legalmail.it
Hdi Assicurazioni hdi.assicurazioni@pec.hdia.it
Helvetia helvetia@actaliscertymail.it
Ina-Assitalia Gruppo Generali generaliitalia@pec.generaligroup.com
Inchiaro Assicurazioni inchiaro.assicurazioni@pec.inchiaro.it
Interhannover 05396540964ri@legalmail.it
Intesa Sanpaolo Assicura organizzazione@pec.intesasanpaoloassicura.com
Italiana Assicurazioni italiana@pec.italiana.it
Itas assicurazioni itas.mutua@pec-gruppoitas.it
Liguria assicurazioni liguriassicurazioni@pec.unipol.it
Linear linear@pec.unipol.it
Lloyd Italico Assicurazioni alleanzatoro@pec.it
Nationale  Suisse nationalesuisse@pec.nationalesuisse.it
Quixa Assicurazioni quixa-agd@legalmail.it
Reale Mutua realemutua@pec.realemutua.it
REM Assicurazioni italiana@pec.italiana.it
SACE BT S.P.A. sacebt@pcert.postecert.it
Sara Assicurazioni

Ala Assicurazioni Gruppo Sara

saraassicurazioni@sara.telecompost.it

pubblica.amministrazione@ala-assicurazioni.telecompost.it

Sogessur S.A. e/o Fiditalia S.p.A. sogessur@pec.it                           fiditalia_bi@legalmail.it
Tua Assicurazioni tua.assicurazioni@pec.gruppocattolica.it
UBI Assicurazioni ubiassicurazioni.pec@legalmail.it
UnipolSai Assicurazioni unipolsaiassicurazioni@pec.unipol.it
Uniqa Assicurazioni uniqaassicurazioni@pec.uniqagroup.it
Vittoria Assicurazioni vittoriaassicurazioni@pec.vittoriaassicurazioni.it
Wiener Staedtische V. AG Vienna wieneritalia@legalmail.it
Zurich Insurance PLC zurich.insurance.plc@pec.zurich.it
Zurich (GRUPPO) zurich.insurance.company@pec.zurich.it
Zuritel e Zurich Connect zurich.insurance.company@pec.zurich.it

Inoltre, l’elenco indirizzi PEC degli istituti e degli organi di vigilanza:

Nome Istituto Indirizzo PEC
CONSAP (Istituto)

CONSAP (Richieste FGVS)

consap@pec.consap.it

richiestedirisarcimento@pec.consap.it

IVASS ivass@pec.ivass.it
IVASS – danneggiati tuteladanneggiati@pec

.ivass.it

UCI uci@pec.ucimi.it

Inoltre, l’elenco indirizzi PEC degli istituti e degli organi di vigilanza:

 Inoltre, l’elenco indirizzi PEC degli istituti e degli organi di vigilanza:

Altri indirizzi PEC:

Nome Ufficio Indirizzo PEC
ASSISERVICES assiservicesgroup@pec.it
CATTOLICA SERVICES cattolica.services@pec.gruppocattolica.it
GBS S.C.P.A. gbs@pec.generaligroup.com
MEGASERVICES megaservices@legalpec.net
NUOVA SIA nuovasia@pec.it
INTEREUROPE intereurope.italia@legalmail.it
HDI SINISTRI sinistri@pec.hdia.it
SOGESA direzione@sogesa.net

Abbiamo inserito una apposita pagina con gli indirizzi PEC in continuo aggiornamento, cliccando qui.
Da una lodevole iniziativa avviata dall’amico Roberto Barbarino su inf0rmat1cAs$icur@zioni.

Chiunque vuole comunicare ulteriori indirizzi aggiornati o non presenti nell’elenco, può inserirgli nei commenti. Grazie!

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#TARIFFAUNICA ? IMPOSSIBILE DICE LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA. PARLIAMO ALLORA DI #TARIFFAEQUA E #MUTUALITA’. #DOPPIAVERITA

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Prosegue l’encomiabile battaglia di MOBAST! contro le discriminazioni tariffarie al Sud.

Solo una corretta disamina dei fatti ed una conoscenza delle Leggi oltre che della Giurisprudenza in campo Europeo può consentire di formulare una risposta legalmente attuabile e moralmente equa. Roberto Barbarino dirigente MOBAST!”

Ecco di seguito l’ultimo dettagliato e preciso articolo elaborato in merito allo status quo in tema di RCAUTO:

L’associazione MOBAST!, nel valutare l’operato delle compagnie assicuratrici, ha ben presente cosa siano e per quale motivo siano nate: sono INDUSTRIE del RISCHIO che, grazie al principio di MUTUALITA’, ripartiscono il rischio contratto da ogni singolo cliente spalmandolo sul maggior numero di assicurati al fine di danneggiare il meno possibile la clientela tutta.

E’ bene premettere, prima di andare avanti, che la Corte di Giustizia Europea si è pronunciata in merito alle differenze tariffarie su base geografica con la sentenza relativa alla Causa C-518/06 ( http://goo.gl/S8osQZ ) indicando, al paragrafo 91, testualmente: “In particolare, è pacifico che l’obbligo di contrarre non impedisca alle imprese di assicurazioni di calcolare una tariffa più elevata per un contraente residente in una zona caratterizzata da un numero rilevante di sinistri rispetto ad un contraente residente in una zona a rischio meno elevato.”

E’ da precisare che il richiamato testo parla in prima analisi di numero (rilevante) di sinistri per poi parlare di rischio, in modo generalizzato. Il rischio è un concetto fin troppo astratto per poterlo definire in modo certo ma, dal punto di vista assicurativo, il rischio è da sempre definito dalla somma di due fattori: numero di sinistri in un determinato lasso di tempo (frequenza) e costo totale dei sinistri diviso il numero degli stessi (costo medio). Tutto ciò che esula da questi due parametri nel calcolo del rischio sono fattori aggiuntivi (detti “caricamenti”) a volte inseriti per motivi “commerciali” altre per motivi “strategici”. Tale nostra spiegazione trova addirittura pieno riscontro con quanto dichiarato da Vittorio Verdone in una intervista al settimanale Golem (http://goo.gl/BNcW3z) quando riferendosi alle differenze tariffarie in ambito provinciale dice: “[…] Non 95 tariffe, tuttavia, ma differenze connesse con il premio “puro”, vale a dire il costo medio dei sinistri per la frequenza sinistri delle varie zone. […]”

A questo punto è altrettanto utile precisare che il richiamato concetto di MUTUALITÀ è sempre stato utilizzato dalle stesse compagnie per contestare le iniziative che avevano per oggetto la proposta di tariffe uniformi da applicare sul territorio nazionale, come per esempio nel caso dell’iniziativa ultima del Comune di Napoli che ha proposto la tariffa unica nazionale per i virtuosi. E’ emblematico quanto dichiarato dall’ANIA (http://goo.gl/8zOin8 ): “La proposta […]e’ anche tecnicamente insostenibile: stabilire infatti a favore degli assicurati che non hanno causato sinistri negli ultimi cinque anni un prezzo unico per tutto il territorio e parametrato al livello di tariffa più basso farebbe saltare il meccanismo mutualistico su cui si fonda l’assicurazione. Infatti gli assicurati che avessero causato anche un solo sinistro nei cinque anni sarebbero costretti a pagare premi insostenibili, vicini al costo del danno provocato. Per evitare questa assurda conseguenza, le compagnie per coprire il disavanzo che si realizzerebbe a causa della soluzione proposta sarebbero costrette a stabilire una tariffa unica più elevata colpendo con aumenti ingiusti e rilevanti le comunità di automobilisti più virtuose”.

Quindi, anche secondo l’ANIA (Associazione Nazionale delle Imprese Assicurative), la ripartizione del rischio è essenziale per affermare il concetto di MUTUALITÀ affinché si possa tutelare chi si rende responsabile di un sinistro evitandogli di pagare un premio dai costi insostenibili (come se quelli pagati dagli assicurati Campani, in particolare Napoletani e Casertani, non lo fossero già! ).

Analogo concetto viene espresso dal Dott. Nava, responsabile Direttorato Finanziario H della Direzione Generale Mercato Interno UE. Questi, nella audizione del 12/07/2012 ( http://goo.gl/r85zZu ) dichiarava che la differenziazione tariffaria su base geografica deve essere giustificata da una chiara differenza statistica sui sinistri legati alle varie zone, acclarando che laddove ci siano tariffe più elevate queste devono essere conseguenza di una maggiore sinistrosità rilevata in quegli stessi territori. Riportiamo pedissequamente il testo della risposta del dott. Nava, dal minuto 22:45: […] Quello che è anormale – ed è questo il punto su cui insistono e credo questo un punto su cui si possa lavorare – è che questa differente sinistrosità non sia dimostrata nè nella sua esistenza e neanche che la differenziazione […]. Perchè se la sinistrosità è doppia […] allora la premialità potrebbe essere doppia. Questo secondo me il punto su cui lavorare. […]”

Quindi la Commissione Mercato Interno mette in evidenza che la differenziazione tariffaria geografica ha un senso quando si valuta il rischio  “puro” ( frequenza e costo medio sinistri )

Ebbene, come evidenziato nell’IC42 dell’ANTITRUST ( http://goo.gl/fegYwn, pagg 101-106), due città simili quanto a urbanizzazione e densità abitativa, come Napoli e Milano, presentano dati relativi a frequenza e costo medio sostanzialmente uguali mentre le differenze tariffarie tra le due città sono notevolmente diverse a sfavore di Napoli.

La stessa ANTITRUST per darsi una spiegazione di ciò – e NON PER GIUSTIFICARE quanto sopra come erroneamente afferma il Commissario Almunja nella lettera di risposta alla Commissione Petizioni ( http://goo.gl/tCAybJ ) smentendo il Dott. Nava – chiama in causa variabili aggiuntive (paragrafi 214-215) tra cui  “la numerosità e la tipologia dei gruppi assicurativi che operano in ciascuna provincia e la dimensione della provincia stessa” (definiti poi come concorrenti attivi) ovvero gli assicurati, spiegando che le compagnie applicano tariffe diverse tra Napoli e Milano poichè spalmano il rischio territoriale sul numero di assicurati presenti nei rispettivi territori, compartimentando gli stessi e applicando di fatto un FEDERALISMO ASSICURATIVO che è in antitesi con il concetto di MUTUALITA’.

A proposito di ciò è bene ricordare che le compagnie assicurative operano in base ad una autorizzazione rilasciata su base NAZIONALE, per cui il concetto di MUTUALITÀ deve essere applicato indifferentemente su tutto il territorio nazionale, cosa che di fatto le compagnie non fanno malgrado lo richiamino affinché non venga alterato lo status quo.

In conclusione il concetto di MUTUALITA’ – pur essendo strumentalizzato dalle compagnie assicurative quando sposa tesi pro domo loro – di fatto viene totalmente disatteso dalle stesse e del resto tale materia non dovrebbe essere da loro applicata discrezionalmente ma demandata al controllo dello stato (o delle authority competenti) nell’ambito dell’applicazione di una Legge  tra l’altro obbligatoria per i cittadini.

La MUTUALITÀ nasce per proteggere TUTTI gli assicurati, non per avvantaggiare solo quelli residenti nella parte economicamente più ricca e maggiormente propensa a stipulare polizze aggiuntive su rami più remunerativi e meno rischiosi per le compagnie assicuratrici.

Per rincarare la dose, relativamente alla scorrettezza delle compagnie nell’operare secondo criteri da utilizzare a seconda dei loro interessi, vanno fatti notare alcuni fenomeni  che inducono a sospettare ( noi ne siamo più che convinti ) una vera e propria strategia da parte delle imprese assicuratrici nel voler penalizzare i territori meno ricettivi rispetto alle forme più remunerative di copertura assicurativa:

  1. la desertificazione attuata dalle Imprese Assicuratrici delle strutture facenti capo alle stesse quali Agenzie, Uffici Sinistri/Centri Liquidazione e uffici Dirigenti nei suddetti territori. A tal proposito si segnala come talune compagnie non abbiano addirittura alcuna agenzia al di sotto del Garigliano, aspetto che rende evidente il disinteresse da parte delle imprese al contrasto dei fenomeni fraudolenti laddove, millantandola, ne denunciano la maggiore quantità;
  2. l’aumento decennale del divario tariffario tra Centro/Nord e Sud con il quale le imprese assicuratici hanno alimentato una vera e propria “emigrazione assicurativa” ovvero l’intestazione di veicoli ( moto e auto ) a parenti e amici residenti al Centro Nord al fine di pagare tariffe più basse;
  3. la maggiore incidenza dell’evasione assicurativa, ovvero il preoccupante fenomeno – per le gravi conseguenze di rischio sociale – derivante dalla circolazione di veicoli senza la RCA obbligatoria ex lege;
  4. il fenomeno della autoliquidazione dei micro sinistri – per non vedersi aumentato a dismisura il premio l’anno successivo – ovvero la definizione diretta del danno tra due automobilisti senza il ricorso alla copertura assicurativa la qual cosa si trasforma in una franchigia non contrattualizzata, a tutto vantaggio dei bilanci delle compagnie assicuratrici.

            Ecco i motivi per cui noi di MO BAST! denunciamo la #doppiaverità, dopo aver abbandonato  l’idea di #tariffaunica.

Ultime novità: In arrivo “pacchetto Rc auto” tutto a favore delle Assicurazioni!

09050519220_1Riceviamo e pubblichiamo da Carrozzeria.it.
Il ddl che contiene il “pacchetto rc auto” potrebbe arrivare al consiglio dei ministri martedì prossimo. Sono previsti il rafforzamento della forma specifica, limiti alla cessione a terzi e allungamento dei pagamenti.

In arrivo un ddl contenente un corposo “pacchetto Rc auto” che, a prima analisi, appare tutto sbilanciato a favore delle Compagnie assicurative. 
Nel pacchetto appaiono infatti una serie di norme esplicitamente richieste dal settore assicurativo, e che scontenteranno sicuramente carrozzieri e consumatori. Come fa notare “Il sole 24 ore”, si allungano ad esempio i tempi entro i quali le compagnie possono comunicare al danneggiato offerta o diniego per il risarcimento (da 60 a 90 giorni; da 30 a 45 in caso di constatazione amichevole), scaricando di fatto l’allungamento del pagamento sulle carrozzerie. Le compagnie, inoltre, avranno la facoltà di prevedere all’atto del contratto, e a fronte comunque di una significativa riduzione del premio, che il diritto al risarcimento danni non sia cedibile a terzi. Si modifica poi l’articolo 2947 del codice civile, prevedendo che «il danneggiato decade dal diritto qualora la richiesta di risarcimento non venga presentata entro 90 giorni dal fatto, salvo i casi di forza maggiore derivanti da lesioni alla persona».
Il ddl prevede il rafforzamento del risarcimento in forma specifica (riparazione in un centro convenzionato con la compagnia, pagato direttamente da questa), che dal 1° gennaio 2014 le compagnie possono adottare (e non più «offrire») in alternativa a quello per equivalente, fornendo garanzia di almeno due anni. Viene definito uno sconto minimo sul premio – 5% – che in alcune zone, da definire con successivo decreto, passa all’8 per cento. Il danneggiato in realtà può rifiutare questa modalità, ma in questo caso il risarcimento non potrà comunque superare il costo che la compagnia avrebbe sostenuto tramite impresa convenzionata, e verrà versato direttamente alla carrozzeria indicata, su presentazione di fattura.
Nel ddl sono contenute anche norme anti-frode, con possibilità di ricorrere a testimoni in caso di incidenti con danni a cose o lesioni di lieve entità. Vengono inoltre posti dei paletti per l’azione in giudizio da parte degli automobilisti, possibile solo dopo le valutazioni della compagnia (o comunque dopo 90 giorni) nel caso di elementi significativi su possibili frodi che emergano dalla consultazione della banca dati sui sinistri.
Il ddl, dopo una serie di rinvii, potrebbe arrivare al consiglio dei ministri martedì prossimo.