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Fermo tecnico e noleggio di veicolo sostitutivo: note a Cass. ord. n. 27389 del 19.09.2022

Continuiamo ad esaminare le voci di danno che compongono una domanda risarcitoria derivante da sinistro stradale.

Come già detto nel contributo precedente (consultabile al link risarcimento da sinistro stradale e prova del danno: quanto sono utili fattura e preventivo), il danno risarcibile non è composto solo dagli esborsi necessari per la riparazione del veicolo incidentato bensì da ulteriori voci di spesa tra cui sicuramente rientra il fermo tecnico.

Che rapporto c’è tra il fermo tecnico e la spesa per noleggio di veicolo sostitutivo?

Il fermo tecnico è quel danno che deriva dal mancato godimento del veicolo durante il tempo che occorre per le riparazioni necessarie, quindi il tempo della sosta forzata (Cass. 21789/2019).

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Risarcimento da sinistro stradale e prova del danno: quanto sono utili fattura e preventivo?

Apriamo il nuovo anno con un argomento apparentemente ultra noto e quasi scontato, ossia la prova del danno patrimoniale da sinistro derivante dalla circolazione stradale.

Lo affrontiamo però in un’ottica di continuità, iniziando con questo contributo che vuole essere il primo di altri sullo stesso tema.

La prova del danno derivante da sinistro stradale implica un duplice campo di indagine: prova del nesso causale o eziologico e prova dell’effettivo esborso necessario a ripristinare il veicolo danneggiato.

Il primo profilo probatorio comporta la necessità di dimostrare che un sinistro sia accaduto e più specificamente che vi sia un nesso di causalità tra l’evento di danno (il fatto generatore del danno) e il danno conseguente.

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Giurisprudenza, Trov@ti in rete

Il trasportato ha sempre ragione! Le Sezioni unite risolvono il contrasto sull’art. 141 CAP.

La sentenza della Cassazione a sezioni unite 35318/2022 del 30.11.2022 risolve finalmente un contrasto giurisprudenziale sorto all’interno della terza sezione tra due orientamenti formatisi in materia di risarcibilità del danno del terzo trasportato ai sensi dell’art. 141 D. Lgs. 209/2005.

Prima di riportare la soluzione dell’enigma, diamo uno sguardo alla vicenda che ha dato l’impulso alla svolta tanto attesa.

Un uomo, alla guida della sua autovettura in autostrada, perde il controllo del veicolo e finisce contro il guard rail, causando così la morte della moglie che viaggiava accanto a lui come passeggera. Insieme ai suoi figli, agisce in giudizio ex art. 141 contro la compagnia assicurativa del suo stesso veicolo, per conseguire il risarcimento del danno non patrimoniale: in particolare, il marito agisce per il risarcimento del danno iure proprio per la perdita della relazione; marito e figli agiscono tutti insieme iure hereditatis per il risarcimento del danno non patrimoniale subito dalla defunta.

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Tribunale: No compensazione spese per l’assicurazione

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No alla compensazione delle spese se l’assicurazione non invia un’offerta prima della causa

Si segnala la sentenza del Tribunale di Pavia del 14 dicembre 2020 il quale, nell’ambito di un procedimento per risarcimento del danno da sinistro stradale, pur in presenza di una soccombenza reciproca, si pronuncia per la condanna alle spese della compagnia di assicurazione che non aveva inviato l’offerta stragiudiziale prima della causa.

Il caso: Tizio conveniva avanti al Giudice di Pace Caio e la Compagnia di assicurazioni per il risarcimento patiti in conseguenza del sinistro stradale nel quale era rimasto coinvolto, in particolare per essere stato tamponato da Caio, come da risultanze del modulo C.A.I.

La Compagnia di assicurazione, condannata in primo grado, proponeva appello, chiedendo la riforma della pronuncia di primo grado anche in punto di spese legali: il Giudice di Pace, pur avendo solo in parte accolto la domanda dell’attore, aveva condannato la Compagnia di assicurazione alla refusione delle spese di lite.

Il Tribunale, in funzione di giudice di appello, nel rigettare le richiesta di compensazione delle spese formulata dall’appellante, osserva che.

a) vero è che la nozione di soccombenza reciproca, che consente la compensazione parziale o totale tra le parti delle spese processuali, sottende – anche in relazione al principio di causalità – una pluralità di domande contrapposte, accolte o rigettate e che si siano trovate in cumulo nel medesimo processo fra le stesse parti ovvero anche l’accoglimento parziale dell’unica domanda proposta, anche quando la parzialità dell’accoglimento sia meramente quantitativa e riguardi una domanda articolata in un unico capo;

b) tuttavia, premettendo che il giudice, anche in caso di soccombenza reciproca, può ritenere di non disporre la compensazione delle spese, esponendo le ragioni della propria decisione, nel caso di specie il Tribunale ritiene, effettivamente, di non disporla: ciò, anzitutto, in quanto l’assicurazione, risultata soccombente sull’an, non risulta avere formulato prima dell’avvio della causa, sia pure solo pro bono pacis, un’offerta, la cui proposizione avrebbe potuto essere giustificata quantomeno alla luce del modesto valore della controversia.

Decisione: In punto di spese: la Compagnia di assicurazione condannata alla rifusione in favore dell’appellato delle spese di lite relative al giudizio di primo grado, pari a Euro 214.00 per esborsi e, per compenso di difensore ex D.M. n. 55/2014, in complessivi Euro 1.205,00 oltre 15% spese generali, C.P.A. ed I.V.A. come per legge; alla rifusione in favore dell’appellato dei quattro quinti delle spese di lite relative a questo grado di giudizio, che liquida, già in tale frazione in complessivi Euro 1.296.00 oltre 15% spese generali, C.P.A. ed I.V.A. come per legge, dichiarando integralmente compensata la residua frazione di un quinto.

Fonte: avvocatoandreani.it

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Mondo Perito, Trov@ti in rete

Domicilio digitale: comunicazione obbligatoria anche per i periti iscritti presso la CONSAP

I Periti hanno l’obbligo di comunicazione dell’indirizzo PEC dal 1° ottobre presso la CONSAP

La legge 11 settembre 2020, n. 120, di conversione con modifiche del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 (il cosiddetto “Decreto Semplificazioni”), recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale, introduce importanti novità in merito al “domicilio digitale”. Il riferimento normativo è l’articolo 37 (“Disposizioni per favorire l’utilizzo della posta elettronica certificata nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, imprese e professionisti”). Ebbene, dal 1° ottobre 2020 sarà obbligatorio comunicare il proprio domicilio digitale da parte delle imprese e professionisti.

L’obbligo, quindi, scatta anche per i Periti Assicurativi iscritti al Ruolo presso la Consap. Vi consigliamo per chi non l’avesse ancora fatto di comunicare l’indirizzo PEC al seguente recapito consap@pec.consap.it anche utilizzando il seguente modulo:

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Fonte: peritiaiped.it

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Assicurazione, Trov@ti in rete

Da IlCarrozziere.it: Mentre qualcuno dorme lobbisti delle assicurazioni alla riscossa

Le Compagnie, i soliti lobbisti, ci provano ancora e ci proveranno sempre.
Questa volta intervengono al Senato (Legge Bilancio) e alla Camera (Decreto Fiscale) presentando 5 pericolosi emendamenti volti a limitare gravemente i diritti del danneggiato. Attacchi odiosi, anzi odiosissimi ai diritti dei danneggiati. Attacchi, che come sempre, devono essere necessariamente contrastati. Devono essere fermati.
Ecco le richieste dei lobbisti assicurativi che potrebbero trasformarsi in realtà: decadenza dal risarcimento per richieste danni formulate ad oltre 90 giorni dal sinistro, incompatibilità punitive per i Giudici di Pace, ancora limiti ai testimoni, anche nei sinistri con lesioni, limiti alla competenza territoriale in RCauto e, infine, il bersaglio grosso: pagare i danni unicamente per quanto ritenuto “congruo”. E chi decide la “congruità”?

Di seguito un articolo esaustivo da IlCarrozziere.it

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Per una donna sono più gravi le conseguenze di un sinistro stradale


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Buongiorno e buon inizio di settimana. Ci ritroviamo dopo un breve periodo di pausa.

Tornato da poco da un tour in auto, apriamo con una curiosità.
Difatti, un recente studio dell’Università della Virginia ha evidenziato che, in caso di un sinistro stradale, una donna ha più probabilità di subire un grave infortunio o di decedere. Il motivo è legato alla conformazione dei manichini da crash test non rappresentano correttamente la morfologia media di un individuo di sesso femminile.

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Mondo Perito, Trov@ti in rete

Dal sito peritiaiped: Periziando qua e là..

Film camera chalkboard and rollBuongiorno, riceviamo e pubblichiamo quanto segue:

Navigando in rete capita sempre più spesso di imbattersi in articoli che propagandano il “sistema di perizia in authority“.

Accade poi ancor più spesso di scovare proclami che hanno la pretesa di spiegare: “Cosa fa un perito assicurativo”.

La campagna di disinformazione che dilaga sui social non lascia indenne neppure questo settore. Continua a leggere “Dal sito peritiaiped: Periziando qua e là..”

Assicurazione, Trov@ti in rete

Linee guida riparazioni a regola d’arte: la denuncia di Federcarrozzieri

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All’interno del Ddl Concorrenza (Legge 4 agosto 2017, n. 124), all’articolo 1 comma 10, si parla di riparazioni a regola d’arte, di associazioni rappresentative, si parla di linee guida al fine di garantire le condizioni di sicurezza e funzionalità dei veicoli!

E’ utile evidenziare che la Legge non ha contemplato le figure professionali quali, periti assicurativi, periti industriali, ecc,  che probabilmente avrebbero egual diritto a partecipare ai “Tavoli” banditi da Ania, Confartigianato, Cna e Consumatori.

Ahimè, c’è un grave vuoto legislativo che grava sulla mancata convocazione.

Mancanza di sensibilità politica o di rappresentatività istituzionale delle categorie tecniche?
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Risarcimento danni, Trov@ti in rete

#RcAuto: Le lesioni degli automobilisti

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Le immagini sono orripilanti, ma l’articolo evidenzia aspetti importanti nel riconoscimento del meccanismo lesivo degli occupanti di un’autovettura che subisce un grave sinistro stradale.

Quali sono state le cause? Il danno fisico è legato ad una o più circostanze? Buona lettura.

Le lesioni degli occupanti di un’autovettura sono condizionate dall’utilizzo e dall’azionamento dei sistemi di ritenuta (cinture di sicurezza, pretensionatori, airbag…).

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Giurisprudenza, Trov@ti in rete

Rimborso #RcAuto: l’#assicurazione deve pagare in base alle sacrosante #TabelleDiMilano..

Buongiorno.

Lo sappiamo che le Compagnie da anni sono “pressanti” nei confronti dei nostri Governanti al fine di ridurre i risarcimenti dei danni fisici derivanti da un sinistro stradale. Costantemente, vedasi anche l’ultimo #DDLConcorrenza, qualche parlamentare si fa avanti proponendo la definizione di una “Tabella Unica del Risarcimento Danni da Incidenti Stradali“, o in parole povere.. una “Tabella Taglia Risarcimenti“.

Fortunatamente gli Ermellini della III Sezione Civile della Cassazione con la sentenza 12470/17  la pensano diversamente dalle Compagnie e da alcuni parlamentari, forse, poco dotti della materia…

Vi riporto un caso reale vissuto da una Signora che ha difeso i propri diritti con tenacia ed alla fine dopo un lungo iter ha ottenuto Giustizia!

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Attualità, Trov@ti in rete

Federcarrozzieri e Movimento Consumatori incontrano l’IVASS

DENUNCIATE CRITICITÀ POLIZZE CHE TAGLIANO RISARCIMENTI A CHI SCEGLIE DOVE RIPARARE L’AUTO. RICHIESTO INTERVENTO AUTORITÀ!

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Si è tenuto nella mattinata del 19 aprile scorso a Roma l’incontro tra Ivass e associazioni dei consumatori. Nel corso della riunione si è fatto il punto sulle criticità delle polizze assicurative già evidenziate da Ivass nella lettera al mercato dell’ottobre 2016.
11 associazioni di consumatori, tra cui MC, dopo aver constatato che il tavolo con l’Ania, promosso da Ivass per tentare di comporre le criticità del settore non ha ancora portato risultati apprezzabili, hanno chiesto all’Istituto di vigilanza di intervenire autonomamente in via anticipata.
In particolare si sono chiesti interventi sulle clausole che troppo spesso prevedono, nelle polizze RC Auto e nelle garanzie collegate, limitazioni all’uso della cessione di credito oltre a penalità a carico di chi sceglie liberamente dove riparare il proprio veicolo anziché presso carrozzieri di fiducia delle compagnie assicuratrici. E’ stato denunciato in RC auto il tentativo di introdurre limitazioni risarcitorie sotto forma di “franchigie” che nelle garanzie dirette (kasko, grandine, atti vandalici) si trasformano nel sistema delle cosiddette doppie franchigie, con grave danno di chi non aderisce. Altre aree di criticità sono state individuate in relazione alle valutazioni dei veicoli che troppo spesso vengono demandate non al mercato, ma a riviste di settore edite in regime di monopolio da privati. Movimento Consumatori, insieme ad altre dieci associazioni, ha anche chiesto all’Istituto una corretta gestione dei reclami che eviti, nel pieno rispetto del Codice Civile, ingiuste e vessatorie penalità ai consumatori che utilizzano la cessione di credito delegando il proprio carrozziere alla gestione della vertenza risarcitoria con l’assicuratore.
MC ritiene improcrastinabile l’intervento dell’Ivass nelle materie sopra elencate che, incidentalmente, sono già state valutate positivamente dal Parlamento che ha respinto nel disegno di legge Concorrenza tutti i tentativi di limitare i diritti dei consumatori a scegliere liberamente il riparatore di fiducia utilizzando lo strumento della cessione di credito, strumento legittimo che consente al consumatore di evitare esborsi di denaro anticipato per riparare il proprio veicolo.
L’intervento dell’organo vigilante si rende ora tanto più necessario dal momento che vi è già stato un significativo intervento dell’Antitrust che ha chiarito come in RC Auto non siano ammissibili clausole che limitino il risarcimento in ipotesi di indennizzo diretto.
Anche i giudici ordinari hanno di recente sanzionato come contrarie al Codice del consumo diverse polizze che limitano i risarcimenti per ragioni attinenti la libera scelta del riparatore da parte del consumatore.
MC ha pertanto ribadito la necessità di un deciso intervento dell’Istituto di Vigilanza a tutela dei diritti dei consumatori.

Fonte: Movimento Consumatori

Vedi anche: blog IlCarrozziere (comunicato stampa)

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Rivoluzione assicurazioni: sconto se hai l’autopilot

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Come sempre la novità parte dagli Stati Uniti, dove una compagnia assicurativa propone ai clienti che hanno un’auto con guida assistita uno sconto sulla tariffa annuale. E grazie all’app di supporto, possono misurare quanta autostrada percorri e il risparmio aumenta. Al momento possono beneficiarne i clienti Tesla e pochi altri.
Uno degli incubi di ogni automobilista è il costo dell’assicurazione del proprio veicolo, ma grazie alle nuove tecnologie qualcosa sta per cambiare. Root, una compagnia assicurativa americana, si fa pioniera di questa innovazione e propone uno sconto ai proprietari di auto a guida autonoma, o assistita. Il dato più importante su cui si basa questa scelta è quello emerso alcuni mesi fa, quando è stato dimostrato che i clienti Tesla, quando Autopilot è in uso, diminuiscono del 40% la casistica di sinistri.
Root ha già in uso una applicazione per smartphone che permette di tracciare il comportamento degli automobilisti, e quindi regolare il costo dell’assicurazione in base a velocità e stile di guida. Secondo l’azienda, nello stesso modo sarebbero in grande di stabilire quando un sistema di guida assistita è in funzione.

In realtà non è chiaro come questo sia possibile. Secondo le indicazioni presenti sul sito sembra che Root associ i percorsi autostradali all’autopilota, ma non è sicuro che un guidatore scelga di affidarsi alla guida autonoma una volta imboccata un’autostrada. Contattata da alcune testate oltremanica, Root non ha fornito ancora una spiegazione esaustiva sui metodi di rilevazione, e nemmeno una stima dello sconto offerto. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che un algoritmo associ la tipologia di strada con la posizione precisa del GPS. Dalla raccolta dati immensa di Tesla, si è visto che le Model S e Model X in modalità Autosteer transitano molto più spesso nella corsia centrale rispetto alle due laterali. Quindi l’unione di due differenti rilevazioni potrebbe offrire un quadro quasi sicuro sulla modalità di guida in uso.
In ogni caso questo primo timido approccio segna l’inizio di quella che sarà una rivoluzione nel mondo delle assicurazioni per veicoli. Si dovranno rivedere anche le responsabilità in caso di incidenti (sarà responsabile sempre il proprietario, o anche la casa per software difettosi?). Al momento solo Tesla ha un sistema realmente diffuso, ma nei prossimi anni saranno sicuramente tante le vetture, con Nissan, BMW, Mercedes e Ford prontissime per il lancio della loro guida (semi) autonoma.

FONTE: Corriere della Sera

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#Autopromotec 2017, il futuro è l’aftermarket

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A pochi mesi dalla 27a edizione di Autopromotec, la più specializzata rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico (Bologna, 24-28 maggio 2017), gli organizzatori della manifestazione annunciano il focus di IAM17 – International Aftermarket Meeting 2017, uno degli eventi di maggiore rilievo del calendario convegnistico della rassegna. Nella cornice della manifestazione, sotto il cappello di AutopromotecEDU, si svolgeranno infatti una serie di interessanti incontri di approfondimento sulle tematiche più attuali dell’aftermarket automobilistico; da sempre, uno dei momenti più attesi è proprio rappresentato dal convegno IAM. 

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Autopromotec EDUCome sottolinea il titolo dell’appuntamento di quest’anno, “Mobile solutions – Opportunità e sfide per l’aftermarket”, i riflettori saranno puntati su un megatrend che, oltre a caratterizzare l’attuale panorama socio-economico mondiale, sta già fortemente interessando l’industria automobilistica e il mercato del post vendita. Si tratta dell’interconnessione tra le soluzioni mobile e il mondo degli oggetti, qui nello specifico delle automobili e delle attrezzature di riparazione, con le relative conseguenze in termini di opportunità che questa interazione offre ai protagonisti del settore.

Con il convegno IAM17, che aprirà la seconda giornata di Autopromotec 2017, gli organizzatori della manifestazione vogliono, ancora una volta, puntare l’attenzione su una tendenza attuale, in modo da analizzarne i riscontri concreti sul campo per poi, se possibile, anticiparne le conseguenze sul futuro del mercato. Modererà l’importante appuntamento Josef Frank, personaggio di spicco del panorama automotive aftermarket a livello internazionale, che ha così commentato la scelta del tema: “Entro il 2020, l’intera Generazione C – ovvero “connessa” – sarà cresciuta in un mondo prevalentemente digitale. Questo aspetto, che trasformerà il modo in cui lavoriamo e come consumiamo, ha già delle connessioni con l’industria automobilistica e l’aftermarket, tanto che i costruttori mondiali sono presenti non solo ai saloni automobilistici ma anche al CES, il Consumer Electronic Show di Las Vegas”. Frank ha poi aggiunto: “Il simposio IAM17, organizzato all’interno di AutopromotecEDU, offre alla comunità aftermarket l’opportunità di ascoltare cosa significhi tutto ciò per il nostro settore, direttamente dai massimi esperti”.

IAM17: anticipazione sui contenuti

Il convegno IAM17, che si aprirà con il consueto intervento di ANFIA, ospiterà una serie di professionisti del settore automotive provenienti da tutto il mondo. Il primo contributo, a cura di Marc Aguettaz, Managing Director di GiPA Italia, si focalizzerà sul mercato italiano per delinearne il quadro generale, le principali tendenze e le possibili evoluzioni. A seguire, Tim Armstrong, Vice President Planning Solutions di IHS Automotive, mostrerà le prospettive a lungo termine per le nuove soluzioni di mobilità a livello mondiale, concentrandosi sull’impatto nella domanda automobilistica e sul successivo effetto a catena che interesserà il settore Aftermarket. Durante la terza presentazione, Matthias Knirsch, Direttore Business Development di Bosch Automotive Aftermarket, si concentrerà su diversi temi interessanti, quali mobility user, i cambiamenti nella value chain, così come la velocità dell’innovazione portata dalla connettività e la necessità di un quadro giuridico chiaro. Il quarto intervento vedrà Sebastian Ruffino, Business Unit Manager BRIDGE, TomTom, mostrare il passaggio dalla navigazione alle soluzioni mobili con BRIDGE, una piattaforma in cui le aziende possono integrare la tecnologia TomTom con i propri processi di business. Non mancherà, infine, uno sguardo sulla distribuzione e sui cambiamenti che le soluzioni mobile potranno comportare, con il contributo di Fotios Katsardis, CEO di Temot International.

L’agenda definitiva del convegno IAM17, così come il programma di tutti gli interventi, e il calendario completo di AutopromotecEDU, saranno presto disponibili sul sito www.autopromotec.com. Vi invitiamo quindi a visitare il sito della manifestazione e a seguirne i profili social per rimanere costantemente aggiornati su tutte le novità relative all’edizione 2017 di Autopromotec:

About Autopromotec:

Autopromotec è la rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico che si svolge ogni due anni presso il Quartiere Fieristico di Bologna. Nata nel 1965, la manifestazione è organizzata da Promotec, società di servizi di proprietà di AIRP – Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici, e AICA – Associazione Italiana Costruttori Autoattrezzature. La sua formula esclusiva si basa sulla specializzazione, sulla professionalità e sulla qualità dell’offerta espositiva, un reale punto di incontro fra costruttori ed utilizzatori. Il salone – che racchiude 575 categorie merceologiche, a copertura di tutti i sotto-settori del mercato aftermarket – si concretizza in una selezione di fiere specializzate, dove i visitatori possono agevolmente pianificare percorsi merceologici personalizzati a seconda degli interessi professionali. Grazie ad un’intensa attività di promozione, supportata sia a livello istituzionale sia dalle associazioni di settore, Autopromotec ha registrato, nel corso delle sue 26 edizioni, una sempre maggiore crescita internazionale. Ogni edizione della Manifestazione dedica ampio spazio alla formazione con AutopromotecEDU, il think tank dedicato all’analisi del settore e alle tematiche più attuali e innovative del post vendita automobilistico.

Federcarrozzieri sarà presente, anche quest’anno, con due spazi espositivi. Un’ottima occasione per conoscere da vicino i numerosi servizi di Oxygen, la piattaforma indispensabile per operare in trasparenza e professionalità. Vi aspettiamo!

Contatti Stampa Autopromotec

AUTOPROMOTEC:
Enrica Lazzarini
Ufficio Comunicazione
Tel: +39 051 6424024
E-Mail: communication@autopromotec.it

COM&MEDIA – UFFICIO STAMPA:
Barbara Maggi
PR Director
Tel: +39 02 45409562
E-Mail: uffstampa@comemedia.it

Fonte: Blog IlCarrozziere.it

Risarcimento danni, Trov@ti in rete

Il colpo di frusta nei tamponamenti a bassa velocità esiste o è solo utopia?

Il tema dei danni fisici subiti in un sinistro stradale è sempre di attualità.

Le compagnie assicurative, grazie alla complicità del Governo (vedesi #DdlConcorrenza), puntano al ribasso della tabella per i risarcimenti del danno biologico di “lieve” entità. Ma nel corso degli ultimi decenni numerosi studi documentano come anche nei tamponamenti a bassa velocità si possano comunque sviluppare sul veicolo urtato accelerazioni idonee a trasferire sugli occupanti una quantità di energia potenzialmente lesiva.

A tal proposito, vi proponiamo la lettura di questo interessante articolo dell’Ing. Alberto Sartori riguardante lo studio della biomeccanica del colpo di frusta. Buona lettura.

“Il colpo di frusta nei tamponamenti a bassa velocità.”

“In assenza di danni visibili sui veicoli si possono comunque riscontrare accelerazioni superiori alla soglia lesiva

La biomeccanica del colpo di frusta è uno degli argomenti più controversi del lavoro di un tecnico ricostruttore poiché è complesso quantificare in modo rigoroso le accelerazioni a carico degli occupanti di un veicolo tamponato.
L’obiettivo di questa breve trattazione non è tanto quello di descrivere la fenomenologia medica del colpo di frusta ma di spiegare come, nei tamponamenti a bassa velocità, l’entità dei danni ai veicoli non sia un indicatore affidabile della velocità relativa con cui gli stessi sono arrivati all’urto, né tanto meno delle sollecitazioni a cui sono sottoposti i suoi occupanti.
Quando due veicoli collidono a bassa velocità, la maggior parte delle deformazioni applicate alla struttura dei mezzi sono restituite in forma elastica e solo una quota parte del danno rimane visibile ad occhio nudo. A parità di forza applicata, un veicolo che acquisisce una maggiore accelerazione generalmente sostiene una minore quantità di danni rispetto ad un altro che raggiunge un’accelerazione minore. Se l’energia del veicolo tamponante è impiegata nello sforzo di accelerare in avanti il veicolo tamponato, quest’ultimo infatti assorbirà una minore quantità di energia e, di conseguenza, presenterà minori danni alla sua struttura.
E’ procedura diffusa sostenere la tesi secondo cui, in assenza di danni visibili sul veicolo tamponato, non possa sussistere il nesso causale con le lesioni da colpo di frusta. In realtà, di fronte ad un paraurti che ha mantenuto la propria forma e non ha riportato evidenti segni di frattura, prima di esprimere qualsiasi parere, si deve sempre procedere alla verifica di eventuali deformazioni alle strutture più interne e più rigide del veicolo. Il paraurti è infatti dotato di una certa elasticità e ha tra le sue caratteristiche quella di assorbire urti fino ad una determinata entità, senza riportare fratture o rotture visibili, e di trasferire l’energia residua in eccesso alle strutture sottostanti.
Per quantificare l’accelerazione media a cui è sottoposta la scocca di un veicolo tamponato è necessario prima stimare la velocità di arrivo all’impatto dei mezzi e la successiva variazione di velocità del tamponato (Δv). La curva di accelerazione del baricentro del tamponato, nella durata dell’urto, ha un andamento pressochè sinusoidale e pertanto, ai fini della determinazione di un’ipotetica soglia minima di lesività, è necessario considerare il suo valore massimo (picco), che risulta essere 1.5-2.7 volte più grande di quello medio.
Si ricorda che una parte della letteratura medico-scientifica esclude la sussistenza di lesività da colpo di frusta nel caso in cui la variazione di velocità del veicolo tamponato sia inferiore a 8 km/h ovvero l’accelerazione di picco subita dal capo dell’occupante sia inferiore ai 4 g.
Nel corso degli ultimi decenni numerose ricerche hanno documentato come nei tamponamenti a bassa velocità si possano comunque sviluppare sul veicolo urtato accelerazioni idonee a trasferire sugli occupanti una quantità di energia potenzialmente lesiva. Ad esempio, Panjabi et al. [1] riferiscono che, alla velocità di impatto di 17 km/h, il veicolo tamponato subisce un’accelerazione media di 5 g; Braun et al. [2] confermano che un tamponamento alla velocità di circa 10.5 km/h provoca un’accelerazione di picco di 4.4 g e uno spostamento in avanti di 1.1 metri.
Di seguito sono mostrate le risultanze di una prova di crash condotta su una VW Polo tamponata da una Citroen C2 alla velocità di 15.3 km/h. Di fronte a danni visibili sul veicolo tamponato pressochè nulli, è stato dimostrato che la Citroen C2 ha impresso alla VW Polo, che si trovava ferma, un’accelerazione media di 2 g e di picco di 5.3 g.
Il meccanismo del colpo di frusta si instaura quando il veicolo tamponato viene accelerato in avanti: l’inerzia della testa degli occupanti resiste al movimento del tronco e ruota rapidamente all’indietro con un’accelerazione maggiore di 1.5/2.5 volte rispetto a quella di picco applicata alla scocca del veicolo. Ritornando all’esempio precedente, di fronte ad un tamponamento della VW Polo a 15.3 km/h, è possibile quantificare un’accelerazione impressa sui suoi occupanti compresa tra gli 8 e 13 g.
E’ necessario inoltre precisare che il fattore moltiplicativo dell’accelerazione della testa dipende da una vasta serie di variabili che riguardano la postura degli occupanti al momento dell’urto (rilassati o contratti), le loro caratteristiche fisiologiche (muscolatura, presenza di eventuali patologie), il genere (a parità di condizioni il rischio lesivo per le donne è di 1.5-3 volte superiore rispetto all’uomo), l’utilizzo di dispositivi di ritenuta, la tipologia di sedile e l’altezza del poggiatesta. La posizione della testa rispetto al poggiatesta è infatti un elemento fondamentale per la determinazione della sollecitazione del tratto cervicale della colonna vertebrale: più corto è il tragitto che la testa deve percorrere fino al contatto con il poggiatesta minore sarà l’accelerazione sul rachide cervicale.
Lundell et al. [3] hanno confermato che il rischio di lesione degli occupanti (NIC: neck injury criterion) di un veicolo coinvolto in una collisione a bassa velocità è indipendente dal grado di deformazione dei veicoli stessi e pertanto non può essere un parametro adatto per stabilire l’idoneità lesiva.
Per concludere, la biomeccanica del rachide cervicale è oltremodo complessa e non può essere meramente compresa attraverso una quantificazione sommaria dei danni, un confronto con prove di crash oppure con un software di calcolo, senza introdurre le specificità dei vari soggetti e senza considerare che la forza applicata sul capo degli occupanti di un veicolo tamponato è in ogni caso maggiore di quella applicata alla struttura del veicolo stesso.
[1] Panjabi M, White A, Clinical biomechanics of the spine, Philadelphia: Lippincot 1978
[2] Braun T et al, “Rear-End impact testing with human test subjects”, SAE 2001 World Congress
[3] Lundell et al., “The whips seat –a car seat for improved protection against neck injuries in rear end impacts”, Autoliv., Paper n. 98-S7-O-08

Scarica qui l’indice della tesi effettuata dall’Ing Alberto Sartori a termine del Master di Ingegneria Legale di Firenze, in collaborazione con il medico legale Dott. Franco Zuppichini, e intitolata “Gli impatti a bassa velocità: aspetti biomeccanici e tecniche ricostruttive”.

Scarica qui le slides dell’intervento “Aspetti biomeccanici ed indagini tecniche sul colpo di frusta” effettuato dall’Ing. Sartori Alberto durante il convegno MediaCampus del 15 Aprile 2016 a Zelarino (VE)

Scarica qui la versione pdf del presente articolo.”

Ing. Alberto Sartori – Tecnico ricostruttore di incidenti stradali