Assicurazione

Clausole e prezzi #Rcauto: è caos

Da una recente indagine Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) sulla conoscenza dei prodotti assicurativi da parte degli italiani, emerge che il 60% non sa il significato di premio, franchigia e massimale. Attenzione, perché nel settore Rcauto, per gli assicurati italiani la questione si fa scottante: l’automobilista da solo non sa difendere bene i propri diritti a un risarcimento equo e veloce.

È ovvio: se non conosci la materia, non sei in grado di difenderti. È come un calciatore nella propria area di rigore: se il regolamento gli è ignoto, prende la palla con le mani, pensando di essere un portiere. Subisce il rigore e la penalità. Allo stesso modo, quando c’è di mezzo il risarcimento assicurativo post sinistro, da solo l’automobilista si può far del male: all’oscuro di cavilli e procedure, rischia di non ottenere un risarcimento congruo.

Da una parte, la compagnia debitrice, con il risarcimento diretto e con una squadra di legali puntigliosi pronti ad azzeccare il garbuglio; dall’altra, la vittima dell’incidente. La quale magari reputa che tutto gli sia dovuto in ragione del sinistro subìto, ma non sa a quali guai va incontro.

Di qui, la soluzione: affidarsi il prima possibile a un perito assicurativo dalla parte del guidatore, un esperto in infortunistica stradale che conosca a memoria ogni codicillo di quel mattone senza eguali chiamato Codice delle assicurazioni. Farlo immediatamente, e non a partita in corso: si chiama un allenatore prima che il giocatore inizi il campionato.

Il secondo drammatico aspetto della Rc auto è lo spaventoso caro-prezzi, che ci rende purtroppo un “unicum” al mondo. Addirittura, l’Ivass (Istituto di vigilanza sul settore) ha bacchettato le compagnie. A fronte di incassi spaventosi durante i lockdown che hanno praticamente azzerato incidenti e risarcimenti, c’è stato un irrisorio calo dei prezzi: solo il 6% nei primi tre mesi del 2021.

Ma esiste un tragico terzo tema: il ruolo limitato dell’Ivass. Questione delicatissima. Assoutenti morde: chiede una riforma radicale della governance dell’organismo di vigilanza. E la possibilità di controllare, sulla base delle migliori esperienze internazionali, gli atti di vigilanza eliminando un assurdo ed assoluto segreto istruttorio. È necessario chiedere e pretendere una severa vigilanza nella elaborazione delle informative precontrattuali, dice Assoutenti. Contratti “monstre” di centinaia di pagine non avvicinano di certo l’assicurato alla piena comprensione del prodotto acquistato e soprattutto delle numerose insidie che può nascondere. E così si torna al punto uno.

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