Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, Eventi

Carta di Bologna. I video del convegno di Napoli

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http://www.cartadibologna.it

Salve,

riceviamo con piacere dal Presidente del Cupsit, Dott. Stefano Mannacio, i ringraziamenti per il convegno della Carta di Bologna tenutosi a Napoli (Carta di Bologna. I video del convegno di Napoli) nonché  la galleria fotografica ed i video degli interventi.

Clicca qui per la galleria fotografica del convegno e di seguito la lista degli interventi e i relativi video pubblicati sul sito www.cartadibologna.org

Sono intervenuti:
15.00 a seguire fino alle 19:00(video completo) Rappresentanti delle Associazioni Promotrici

Prof.ssa Giuseppa Cassaniti Mastrojeni (videoPresidente AIFVS

Dott. Furio Truzzi (videoPresidente Assoutenti

Mario De Crescenzio (videoPresidente MO BAST! 

Dott. Stefano Mannacio (videoPresidente CUPSIT

Davide Galli (videoPresidente Federcarrozzieri

Avv. Vincenzo Improta (videoVice Presidente OUA

Avv. Settimio Catalisano (videoVice Presidente UNARCA

Avv. Giuseppe Mazzucchiello (videoPresidente Associazione Valore Uomo

Prof. Dott. Raffaele Zinno (videoSegretario SISMLA

Roberto Barbarino (video)delegato MO’BAST!

Modera: Tommaso Caravani

Dibattito politico(video completo) Esponenti politici

On. Andrea Colletti (Movimento 5 Stelle) (videoCommissione Giustizia – Camera 

On. Leonardo Impegno (Partito Democratico) (videoCommissione Attività Produttive – Camera

On. Erminia Mazzoni (videoex Presidente Commissione Petizioni UE
Sen. Sergio Puglia  (Movimento 5 Stelle) (videoCommissione Lavoro e Previdenza Sociale – Senato 

On. Paolo Russo (Forza Italia) (videoCommissione Agricoltura – Camera

Modera: Roberto Barbarino (MO’ BAST!)

www.cupsit.it
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Il Presidente Mannacio ha anche preannunciato per l’8 maggio a Bologna alle ore 15 all’NH Hotel de la Gare la riunione soci, che avrà un programma nutrito e farà il punto della situazione sul DDL concorrenza.

Vi aggiorneremo  più avanti sull’evento di maggio.

Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto

RIFLESSIONI DI UNO SCRITTORE SULLA #RCAUTO

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Salve a tutti. E’ Appena terminata la giornata di mobilitazione della #cartadibologna contro il Ddl (anti)concorrenza. Tempo di sistemare i titoli di coda, di inviare un paio di comunicati stampa, depositare cartelli e striscioni, chiudere le luci in sala ed ecco che riceviamo le riflessioni dello scrittore etico Fabio Bergamo che, dopo averci accompagnato nella tappa novembrina di Benevento, ci teneva a partecipare ed intervenire anche a Napoli per presentare le sue idee innovative in tema di sicurezza stradale.

Di seguito pubblichiamo le sue riflessioni sulla tappa partenopea della cartadibologna.

FABIO BERGAMO: NON DEVONO ESSERE LE AUTOCARROZZERIE A CONVENZIONARSI CON LE ASSICURAZIONI.

“Come ho detto nel mio breve intervento tenuto a Napoli  il 14 marzo 2015 presso l’Hotel Terminus e come, poco prima, avevo anticipato all’On. Paolo Russo che ha acconsentito alla mia riflessione..

….ho detto che i giovani subiscono una grave discriminazione da parte delle compagnie assicuratrici come conducenti inesperti non vedendosi restituire la somma pagata in più sul premio, se non causano sinistri..

….in più ho aggiunto che lo stesso neopatentato (ormai maturo nella sua età) ad es. con 20-30 anni di patente (da considerarsi esperto proprio perché non ha commesso incidenti gravi che causassero danni molto onerosi negli interventi di riparazione dei veicoli danneggiati o ancor peggio provocando morti o feriti) non può – con i soldi che la compagnia ha ricevuto per molti anni da lui come assicurato – rivolgersi al carrozziere per vedere riparata la sua auto non per un sinistro (per il quale interviene la polizza assicurativa come già oggi accade) ma ad esempio, per il fatto che la sua auto non parcheggiata in un box privato e quindi su strada, rimane danneggiata in maniera lieve… perdendo comunque valore come bene di sua proprietà (si veda la famosa tassa di possesso o bollo che noi paghiamo insieme alla polizza ogni anno).

“Quando si tratta di pagare il bollo sono possessore del mio veicolo, quando si tratta di vedere restituito il mio denaro sottoforma di “riparazione supplementare” perché non scaturita da un evento dannoso che possa considerarsi sinistro, non sono più possessore della mia auto ma da essa ne sono posseduto: in quanto obbligato a pagare il bollo e la polizza assicurativa non ho risorse per portare la mia auto dal carrozziere..”.

Che fare a questo punto?

 Le pretese assurde delle compagnie assicurative (pretese pari a quelle dei delinquenti che chiedono il famoso “pizzo” ai commercianti) nei confronti delle vittime (con la riduzione dei risarcimenti per i danni alla persona come dei costi delle riparazioni presso i carrozzieri) stanno ancora una volta a dimostrare e a confermare che la sicurezza ad esse non interessa, anzi, se per noi l’incidente è frutto di una casualità (distrazione, inesperienza, imprevisto, malore, disgrazia, insidia stradale, ecc..) per esse l’incidente deve esserci… anche se costa tanto non conta…. (con gli utili che hanno fatto negli ultimi anni possono pagare un bel po’ di risarcimenti (riferendomi ai danni alla persona e per questo, risparmiando, possono pagarne in numero anche maggiore).

LE RIPARAZIONI EXTRA-SINISTRO

 A questo punto è GIUSTO stabilire per legge che si vada dal carrozziere non solo quando ci sono incidenti (cosa normalissima e scontata) ma anche per le piccole riparazioni non causate da un sinistro… (ciò naturalmente con la dovuta trasparenza nella perizia come nelle riparazioni) e a condizioni che il conducente sia esperto e sia patentato da un tot numero di anni.. (non mi riferisco alla famosa polizza kasko o ad altri tipi di coperture che richiedono ulteriori costi per l’assicurato e non si basano sull’esperienza del conducente, ma solo ad una formula Bonus Malus più giusta che tenga conto appunto del rischio del conducente al pari del rischio che corrono le assicurazioni, vedi alea contrattuale).

 Penso ai danni lievi come la rottura di uno specchietto causata ad esempio dal manubrio di una bici in movimento, come i graffi della carrozzeria dovuti all’apertura delle portiere in un parcheggio, le pietruzze che schizzano sulla carrozzeria scheggiandola, la lesione di un paraurti nelle piccole manovre, la spaccatura di un faro o un fanale posteriore, ecc.., si potrebbero fare ancora tanti esempi….., eventi dannosi che non rientrano nella categoria degli atti vandalici e sicuramente i carrozzieri saprebbero stilare un elenco dei danni lievi che l’auto riporta, ferma o in movimento, senza che si arrivi alla denuncia di incidente (sinistro) e senza sapere chi sia stato a causare il danno (visto che un vero colpevole non c’è).

Facciamo un esempio per capirci:

 Si può stabilire una quota percentuale (che sarà destinata alla riparazione dei “danni lievi” non dovuti ad un sinistro) sul premio pagato dal conducente su un periodo di tempo di minimo 10 anni, periodo nel quale il conducente per avere il beneficio, non avrà dovuto causare incidenti gravi (per incidenti gravi si intendono quelli il cui costo di riparazione supera una certa soglia prevista dalla legge o ancora causanti feriti o morti, ecc..).

 Tale proposta non potrà che essere utile anche nella riduzione dei sinistri portando i conducenti a stare più attenti quando essi alla guida; infatti se si è puniti quando si sbaglia… si deve essere premiati quando non si causano incidenti (questo è il vero senso del bonus-malus.., fino ad oggi invece pur non causando incidenti paghiamo un premio sempre più alto e alla fine ci vogliono fare lo sconto… se ci rivolgiamo alla carrozzeria convenzionata) e se non possono più scontare la polizza riducono i risarcimenti…. (come ben capite tutto quadra..).

 Nel primo decennio di guida la percentuale potrebbe essere del 20% del premio, nel secondo decennio del 15%, nei successivi del 10%. Per l’assicurato che invece ha l’auto parcheggiata in un box privato o comunque in spazi più sicuri, le percentuali del premio destinate alle piccole riparazioni sarebbero della metà.

 Una cosa simile si definisce RICHIAMO quando le case costruttrici per un difetto di fabbricazione chiamano i veicoli prodotti in un dato periodo, per sostituire una parte del motore, o una parte elettrica non funzionante, ecc…; oppure la riscontriamo quando ogni 2 anni portiamo il veicolo a revisione..; la stessa manutenzione che i conducenti fanno periodicamente ai veicoli ci ricorda che essa andrebbe fatta anche con la carrozzeria dell’auto presso un’autocarrozzeria specializzata al pari dei centri per le revisioni che appunto effettuano tali controlli perché AUTORIZZATI dalla Motorizzazione Civile (anche le autocarrozzerie dunque vanno autorizzate).

 Ciò significa anche prevenire/controllare in parte le truffe e garantire veramente ai conducenti virtuosi il diritto di vedere rispettato il proprio bene (il detto non fallisce: “meglio prevenire che curare” e la prevenzione è un valore utile per tutti).

 Basta girare un po’ per strada e sarà facile vedere molte auto in che condizioni stanno pur pagando, i loro proprietari, l’assicurazione e mi riferisco a persone e famiglie che hanno un reddito che permette loro con gran sacrificio, solo di pagare la polizza (e il bollo auto, per giunta molte volte già in scadenza, e che serve a rifocillare i vari carrozzoni che tutti ben conosciamo) senza potere – pur volendolo – accollarsi altre spese per le “PICCOLE RIPARAZIONI” alla carrozzeria.

Ecco perché le compagnie assicurative vogliono arrivare a controllare anche il lavoro dei carrozzieri…. più diminuisce il valore dell’auto più si spende meno (vedi ciò che si sta facendo sul risarcimento danni) per ripararla dal carrozziere (un guadagno e un risparmio simultanei per le compagnie; per gli utenti una totale fregatura con l’aggiunta dei rischi che corrono in strada).

Molto furbe le compagnie….. tengo a precisare che la sicurezza per loro è semplicemente un COSTO (altro che funzione sociale dell’assicurazione)… più dei risarcimenti e le riparazioni, ed ora stanno arrivando anche a toccare le carrozzerie e i risarcimenti per i danni alla persona.

Mi auguro che i politici facciano una Legge che garantisca a tutti i propri diritti: diritti degli utenti, diritti dei riparatori, ecc.. e soprattutto ci siano meno vite distrutte o menomate sulla strada… (si vedano le mie proposte sul mio sito internet delle quali non mi stancherò mai di parlare avendo visto molti giovani morire in strada).

E bisogna partire dai giovani e dai più deboli (non solo in strada come utenti ma anche economicamente parlando) per invertire la rotta e correggere le storture presenti nella filiera che ruota intorno alla RC Auto.., partendo dunque dal sinistro fino ad arrivare al procedimento giudiziario che decreterà il risarcimento per le vittime ed a stilare così, una volta per tutte, le stesse tabelle del danno alla persona e ad introdurre il reato di “omicidio stradale” nei casi in cui tale incriminazione sia legittima (le tabelle di Milano sono soltanto una base di partenza per stabilire le quote da risarcire per i danni permanenti causati alla persona; ma è partendo dalla base (cioè dalla difesa del valore economico del bene cioè la propria automobile come già detto) che si arriva poi a definire, per ultimo, la vera entità dell’indennizzo del danno alla persona (danno biologico, ecc..).

Aggiungo che sto elaborando una mia proposta di legge sull’omicidio stradale che presenterò nei futuri incontri organizzati da FEDERCARROZZIERI e una mia idea della formula Bonus Malus.

La proposta che ho poc’anzi segnalato a tutela dei consumatori-assicurati potrebbe essere inserita in una successiva riforma organica della Formula Bonus Malus e può tranquillamente rientrare nella Carta di Bologna che ha come scopo la tutela dei diritti dei danneggiati e rispondere alle pretese illegittime delle assicurazioni come appunto denunciato da me in queste pagine.

Ringrazio Davide Galli, Luigi Mercurio, Roberto Barbarino e tutti quelli che hanno partecipato attivamente o da ospiti all’evento del 14 marzo 2015″.

Fabio Bergamo

http://www.fabiobergamo.it

(Foto: fonte archivio web).

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La giornata di mobilitazione partenopea per la #cartadibologna

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14 marzo 2015 Napoli Starhotel Terminus ore 15:00 in trecento per il convegno “Ddl concorrenza: il governo controriforma la RCAuto“.

Apre i lavori Mario De Crescenzo, presidente di Mo Bast, sottolineando l’assurdità e la pericolosità del Ddl concorrenza. Tommaso Caravani a moderare i lavori dà la parola alla prof.ssa Cassaniti, presidentessa Vittime della Strada, che ha espresso con forza la sua posizione:” Ero presente a Bologna allora c’era un decreto che contrastava con i diritti degli assicurati. Ora viene riproposta la stessa cosa. Tutto viene letto nell’ottica del profitto e così io vorrei capire come mai a fronte di profitti così alti si decide di abbassare i risarcimenti! Una società civile non può tollerare queste gravi violazioni dei diritti di ognuno. Non può ammantare di interesse sociale i tagli ai diritti dei risarcimenti delle vittime. In una società civile la persona deve essere al centro della società. Non solo la persona come vittima ma le persone come gli stessi artigiani privati della possibilità di svolgere il proprio lavoro. Tutti gli ultimi governi susseguitisi sono filo-assicurativi anche il governo Renzi mostra di seguire questo orientamento.” A seguire Mario De Crescenzio ha proseguito spiegando come la scelta di Napoli non sia stata affatto casuale. “Napoli e provincia hanno il costo assicurativo più alto d’Europa!”.Il presidente di Mo Bast ha evidenziato le contraddizioni del disegno presentato il 20 febbraio: ”Un Ddl chiamato concorrenza per definirsi tale avrebbe dovuto contenere la portabilità delle polizze, o la possibilità di rivolgersi a compagnie europee, ma soprattutto che IVASS ed antitrust fossero rivoltate come calzini. Ripensate completamente. É infatti evidente che l’operato degli stessi risulta fortemente compromesso. Invece nulla di tutto ciò”. De Crescenzio ha concluso affermando piena disponibilità a contribuire alla produzione di un provvedimento solo se davvero a tutela dei diritti dei consumatori. La parola è poi passata al dott. Raffaele Zinno, segretario SISMLA, che si è soffermato sulla necessaria terzietà del Ctu e sulla necessità di liberare i medici delle compagnie dal dictat loro imposto. Ha quindi concluso esponendo la sua proposta per affrontare il problema con trasparenza e serietà. L’avv. Giuseppe Mazzucchiello, presidente dell’Associazione Valore Uomo ha evidenziato l’urgenza di una legiferazione parlamentare, attualmente, però, svuotato di potere amministrato esclusivamente da un governo che agisce in dispregio della volontà popolare. Il Vice presidente OUA, avv. Vincenzo Improta, ha auspicato la necessità di un diritto che sia una facilitazione per il cittadino affermando l’impossibilità di accettare normative che riducono la persona a cosa. L’avv.Settimio Catalisano, Vice presidente UNARCA, ha posto interessanti interrogativi sulle novità introdotte. La stessa scelta della commissione investita, perché non attribuire la competenza alla Commissione Giustizia invece che alla Commissione industria o sviluppo economico. Ha inoltre invitato la buona politica ad intervenire. Il disegno di legge, per l’ennesima volta, contiene una serie notevole di limiti ai diritti dell’assicurato. Non si può lasciar passare che a fronte di utili cosi alti le tariffe sono alte perché le compagnie ci rimettono! Furio Truzzi, presidente ASSOUTENTI “E’ arrivato il momento di tradurre la carta di Bologna in una proposta da presentare immediatamente per avviare una seria riforma del settore, una vera riforma dal punto di vista dell’assicurato che garantisca la liberta di scelta Vogliamo essere tra i primi sottoscrittori della carta di Bologna e vogliamo conoscere chi in parlamento sta con i cittadini e con i lavoratori”. L’intervento del presidente del CUPSIT, Stefano Mannacio è partito dai dati per analizzare un sistema che ha gravi irregolarità e inadempienze. La stessa composizione dell’IVASS preoccupa vista l’incapacità ad intervenire a fronte delle numerose irregolarità. I dati relativi alla sinistrosità parlano di notevole diminuzione, gli utili delle compagnie assicurative salgono esponenzialmente ma nonostante questo gli interventi più volte reiterati dal Governo nascono nel solco di quella che sembra una specie di consociativismo Stato-Assicurazioni nato per fregare vittime e carrozzieri. L’autorità garante della concorrenza e del mercato pare essere la santa protettrice delle assicurazioni. “E’ una cosa insopportabile. In questo modo si distrugge la concorrenza ed il mercato tra le priorità ci deve essere una totale riforma delle autorità, una maggiore trasparenza. Abbiamo un mercato malato perché le autorità sono malate”. E’ stata poi la volta di Davide Galli,presidente Federcarrozzieri. “Da quando abbiamo cominciato siamo diventati sempre di più. Federcarrozzieri e nata perché gli altri non si muovevano. Io vorrei che oggi avessero voci un po’ tutti”.

Si è aperta la seconda parte con Roberto Barbarino che ha introdotto il dibattito politico. Barbarino ha sottolineato le storture del sistema ponendo l’attenzione sulla confusione creata ad arte nel sistema risarcitorio. “Il regime risarcitorio ed il regime indennitario sembrano mescolarsi ma questa confusione creata ad hoc proprio per pregiudicare ancor di più gli assicurati ora siamo arrivato al diritto di scegliere di farsi del male. Scegliere di rinunciare ai propri diritti. Anche questa e confusione Non possiamo permettere che questa confusione si amplifichi, ci vuole chiarezza”. E’ stato poi il dibattito politico con l’intervento telefonico del sottosegretario Cosimo Ferri che ha ribadito come sia necessario garantire la concorrenza attraverso la libertà di scelta ed una stringente tutela del cittadino per mettere al centro la sicurezza di tutti. L’On. Paolo Russo,F.I., è partito da sei interrogativi centrali del DDl concorrenza. Chi ispeziona il veicolo a quali costi? la scatola nera? Chi la paga? Con quali caratteristiche? Ha poi così proseguito il suo intervento: ”La continua imposizione di limiti ai diritti sta determinando una condizione di grande guasto. C’é un attacco alle imprese che è un attacco alla civiltà. L’obiettivo invece deve essere quello di rendere eguali i cittadini. Quando c’è da fare un regalo alle assicurazioni c’è rapidità. Quando c’è da tutelare i consumatori nasce la difficoltà. C’è una evidente sperequazione Questa battaglia va fatta con i partiti, nei partiti e se occorre contro i partiti”. Erminia Mazzoni ha invitato tutti a proseguire nell’impegno di informare e sensibilizzare così da ampliare la portata della battaglia da tempo intrapresa per contrastare un provvedimento totalmente iniquo. “Questo Ddl concorrenza sembra provenire da uno Stato che invece di porsi come priorità la tutela dei cittadini seri ed onesti preferisce ipotizzare che i più siano disonesti e quindi punirli. E’ così che si favoriscono e si fomentano le forme di pregiudizio in danno di alcune categorie quali avvocati, carrozzieri, medici legali, patrocinatori”. Il Sen. Sergio Puglia, movimento 5 stelle parte dalla necessità di eliminare l’indennizzo diretto che ha dato luogo ad una serie di meccanismi distorti. Ha proseguito osservando come le compagnie assicurative abbiano di fatto scaricato il rischio d’impresa sugli assicurati. Altra nota dolente certamente la mancanza di indipendenza dell’Ivass ed ancora: ”La proposta di legge da noi predisposta prevede, tra le altre, la reale portabilità delle polizze, la libertà di scelta del riparatore e propone di ripartire del contratto base. Lo sconto propagandato non nasce dalla riduzione del proprio compenso ma dalla riduzione dei nostri risarcimenti”. Sottolineata anche altre gravi tematiche, quella della gestione dei dati della scatola nera ed il preoccupante favor verso il debitore “assicurazione” che viene posto nella condizione di decidere come, quando ed a quali condizioni pagare. Roberto Barbarino prosegue nel dibattito politico soffermandosi sulla sovrapposizione dei ruoli: Assicuratori che si sostituiscono ai carrozzieri, agenti che si sentono patrocinatori creando una totale confusione dei ruoli. L’On. Impegno, PD,  : “Non si può affrontate il tema assicurativo limitandosi a limitate i diritti dei cittadini. E’ in atto una vera e propria criminalizzazione del danneggiato. Il tema e molto più vasto rispetto a quanto contenuto nel Ddl. Abbiamo un sistema assicurativo che non funziona più che sta implodendo. Il Ddl non regolamenta la concorrenza, non offre trasparenza e non risolve le sperequazioni. Contribuirò decisamente a cambiarlo”. L’On. Andrea Colletti, M5S, ha esaminato lo scenario politico attuale e posto l’accento sulla pericolosità del Ddl che colpisce i diritti delle vittime tagliando drammaticamente sui risarcimenti unicamente per favorire ulteriori guadagni delle compagnie assicurative.

Un arcobaleno di dialetti italiani ha aperto la terza parte dando vita ad un unico grande colore carico di istanze urgenti! Orazio Spanesi della carrozzeria Spanesi: ”Siamo nell’impossibilità di lavorare in sicurezza,di proseguire il nostro lavoro”. L’avv. Gianpaolo Bizzarri ha portato una testimonianza di impegno, di grande valore, quella dell’approvazione da parte del consiglio regionale toscano, della mozione sottoscritta in modo trasversale, prima firmataria la consigliera De Robertis (PD) che chiede si giunga in tempi brevi all’approvazione, in sede parlamentare, della proposta di legge del CNA recante “Modifiche al Codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7”. Oscar Zarri presidente carrozzieri italiani si è rivolto ai colleghi dicendo che non è più tollerabile tutto quello che accade ai carrozzieri, non è più possibile tollerare di essere tacciati di delinquenza. Ivano Vernazzano titolare dell’omonima carrozzeria: ”Questo Ddl è pura follia. Non solo non dovrebbe passare questa legge ma neppure dovrebbe essere permesso di proporla”. Roberto Padovani, titolare della Carrozzeria Padovani di Aosta ha invitato tutti carrozzieri presenti a credere con forza che nell’indipendenza della categoria dai poteri forti. Giuseppe Panico, presidente Assopec ha puntato sull’importanza di fare informazione, mentre Massimiliano Canellini, presidente regionale Campania Aicis propone da tempo l’istituzione un albo professionale dei periti assicurativi ed una regolamentazione della formazione. Infine, Fabio Bergamo, scrittore, ha trasmesso un documento che chiarisce gli aspetti problematici del sistema assicurativo ed ha ribadito come l’unico interesse tutelato dal Ddl sia il profitto delle compagnie assicurative.

Un incontro che ha chiarito definitivamente la pericolosità delle previsioni contenute nel Ddl concorrenza. Un dibattito che ha posto l’attenzione sugli aspetti più urgenti e sulla necessità di contrastare con forza provvedimenti indegni di un paese civile. L’unione alla base della Carta di Bologna si arricchisce di ulteriori propositi, di una miscellanea compatta e pronta ad affrontare senza esitazione l’ennesima battaglia di civiltà giuridica!

Di Elena Bove.

Scarica e divulga La Carta di Bologna

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di seguito scarica il CONTESTATO Ddl concorrenza – CdM 20 febbraio

Attualità, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto

Il Governo taglia i risarcimenti #RcAuto e #rottamalatutela!

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Potreste immaginare di trovarvi nella Francia di fine ‘700, oppure nel celebre programma dove il gioco finale è la “ghigliottina”..

Siamo in Italia! Ma non stiamo giocando all’eredità, ci troviamo al Parlamento, la cosiddetta casa del popolo, ai piedi del sovrano Matteo XVI da Florence che, con la complicità della marchesa Vicarì e di Madame Guidì, sospinte da forze lobbiste, decidono di mettere in atto un Disegno di Legge denominato con molta audacia “Concorrenza”. Un DDL tanto adorato dall’ANIA che regala il mercato della RcAuto alle compagnie assicurative.

Il DDL Concorrenza TAGLIA gli autoriparatori. (Libertà non più concessa per chi possiede un autoveicolo!)

Infatti è l’ennesima volta che, con le misure in tema di Rc Auto, assistiamo al tentativo di CHIUDERE le autocarrozzerie che osano restare INDIPENDENTI. E’ in atto davvero un inversione di tendenza ma non nel senso ventilato da Renzi. La manovra è pura involuzione. E’ un lampante esempio di come la civiltà giuridica possa cedere il passo ad una vera e propria regressione dei più basilari diritti.

La cessione che in Francia viene riconosciuta come valore indiscusso, come strumento indispensabile, che nessuno si sognerebbe di “oscurare” qui da noi è vittima di oscurantismo mascherato da finta concorrenza.

Il Governo apre le porte alle assicurazioni e così facendo non saremo più liberi di scegliere, se riparare o meno quando come e soprattutto da chi anche seppur dobbiamo continuare ad assicurare a spese nostre. Il rapporto di fiducia con un professionista che ha seguito la nostra autovettura da sempre svanirà nel nulla per lasciare il posto da un mercenario assicurativo travestito da carrozziere.

Il DDL Concorrenza TAGLIA i risarcimenti alle Vittime  della strada.

Ci chiediamo come mai il Governo sprechi le proprie energie nell’elaborazione di tabella una unica per le lesioni, quando già sono a disposizione tabelle elaborate e testate dagli organismi giudiziari.

L’ennesimo indigente tentativo di abbassare i risarcimenti con la scusa di ridurre le tariffe assicurative. Tanto è vero che negli ultimi anni i sinistri stradali sono diminuiti del 50%, ma finora non ci risulta che al calar dei sinistri, di conseguenza, ci sia stata una diminuzione delle tariffe.

Con queste manovre, psuedo-concorrenziali, sono i familiari delle vittime della strada ad essere PRIVATI del giusto risarcimento, mentre vengono TUTELATE le compagnie assicurative a non far gravare sui loro utili la diminuzione delle tariffe.

Complimenti!  Il Governo preferisce favorire gli amici lobbisti e TAGLIARE i diritti fondamentali delle vittime della strada.

Un Governo che mette con la testa sul ceppo di una ghigliottina vittime della strada, automobilisti, autoriparatori, non può definirsi di sinistra se si schiera nitidamente dalla parte di poteri forti!

Ora più che mai è tempo di opporsi a chi vuole uccidere la libertà e negare fondamentali diritti: il diritto di ottenere un giusto risarcimento del danno, il diritto di riparare il veicolo dal riparatore di fiducia, il diritto di cedere il credito a favore del riparatore indipendente.

Il prossimo appuntamento è il 14 marzo 2015 ore 15.00 a NAPOLI. Hotel Terminus (Piazza Garibaldi, 91):

DDL CONCORRENZA? Governo controriforma RCAuto. MO’BAST!

FORM DI REGISTRAZIONE

« La libertà non consiste nell’avere un buon padrone, ma nel non averne affatto » (cit. Marco Tullio Cicerone, Repubblica).

Assicurazione, Eventi

DDL CONCORRENZA? Governo controriforma #RCAuto e #rottamalatutela

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Insieme per la Carta di Bologna - Napoli 14-03-2015

Tutti a Napoli. MO’BAST! Mobilitiamoci! Per difendere le vittime della strada, i danneggiati, per la tutela dei diritti dei consumatori, per la libertà di impresa, per le  carrozzerie indipendenti, per la professionalità e indipendenza degli operatori del settore.

Sarà la seconda tappa al Sud. La mobilitazione dopo Bologna, Genova, Torino, Cagliari, Firenze, Roma e dopo Benevento, approda ancora una volta al sud questa volta a Napoli per respirare aria di libertà.

La giornata ispirata dai principi della carta di Bologna sarà dedicata a nuove proposte e progetti di riforma concreti per contrastare l’ultima manovra del Governo ordita a totale svantaggio dei diritti dei danneggiati a favore degli utili stratosferici registrati negli ultimi anni dalle Compagnie Assicurative.

Clicca sul seguente link per scaricare il programma dell’evento

CONVEGNO CARTA DI BOLOGNA 14 MARZO 2015 – PROGRAMMA

Per aderire all’iniziativa compila il modulo online cliccando qui.

       PARTECIPARE NON E’ UN OBBLIGO MA UN DOVERE!

Automobilisti, autoriparatori, avvocati, patrocinatori stragiudiziali, periti, rciostruttori, cittadini partecipate e condividete.

https://www.facebook.com/cartadibologna

http://www.mobilitazionedecretorcauto.it/

Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, Ide@ Bove

Ddl Concorrenza: day after!

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Leggi e rileggi cercando la novità e infatti c’è:l’art.8 è stato superato! Le disposizioni in materia di rca auto questa volta sono ancor più odiose, scritte persino peggio. Si parte prendendo spunto da una simulazione di volontà concorrenziale e si prosegue millantando finalità anti frode, tutela dei consumatori(paradossale). Nulla di più lontano. Nella realtà si palesa uno scenario allarmante. L’art. 132 del Codice delle Assicurazioni viene così modificato ed arricchito di nuove ed ulteriori previsioni. Ognuno di noi, obbligato per legge a stipulare una assicurazione per la rcauto, si troverà a vestire i panni di proponente al quale l’assicuratore, bontà sua, mostrerà diversi preventivi così che la nostra polizza dovrà recare la magica formula “sì ho scelto l’offerta migliore”..sic..Proviamo a parlare per immagini concrete. Azzardiamo, una polizza ipotetica di 600,00 € magari scenderà magicamente anche a 400,00 €, se e solo se aderiremo a tutte le opzioni di rinuncia che ci si offrono generosamente….Sarà drammatico per tanti il momento della scelta. Il dilemma sarà :risparmiare subito una somma ormai considerevole per tanti..(sapendo però già in partenza quale sarà la conseguenza in caso di sinistro). Già perché laddove il sinistro si verificasse ottenere il giusto risarcimento sarà quanto mai improbabile..L’alternativa retorica e’ la scelta per pochi..scegliere di non acconsentire a quelle condizioni, spendendo di più e rischiando comunque..in caso di sinistro una via crucis per il risarcimento del danno subito! Siamo solo all’inizio. L’interessante voce “sconti obbligatori” elenca il festival delle rinunce. Ecco allora la sempre verde ispezione preventiva del veicolo, seguita a ruota dalla scatola nera e dal dispositivo che impedisce l’avvio del motore in caso di tasso alcolemico al di sopra dei limiti consentiti. Già la sola scatola nera richiederebbe pagine e pagine di problematiche, tra le quali in primis spiccano la “assoluta fede probante”(?) oltre alla violazione della privacy legata alla gestione dei dati in essa in contenuti. Passiamo avanti. Rinuncia ala cessione del credito, come se il codice delle assicurazioni private potesse trasformarsi in fonte suprema di legge dotata di tale forza così da annullare dispozioni codicistiche e di rango costituzionale. Rinuncia al risarcimento del danno per equivalente (come se negli ultimi anni fosse ancora in vita) a favore del risarcimento in forma specifica, sempre che non sussista responsabilità concorsuale, nei casi non rientranti infatti nella precedente ipotesi ecco l’assicuratore trasformarsi nel padre-padrone che , prima di concedere alla figlia minorenne il consenso alla prima uscita col fidanzato, chiede “chi è, che lavoro fa, che tipo di famiglia ha”…salvo poi prendere del tempo per riflettere prima di rilasciare il consenso tanto atteso. Ebbene andrà così anche al povero automobilista vittima di sinistro e responsabile in misura concorsuale. Dovrà fornire chiari elementi sul riparatore, sulle sue credenziali e sul tipo di intervento che intende effettuare e che in ogni caso potrà eseguire solo quando lo dirà lei:l’assicurazione. Manco la macchina fosse la nostra! Insomma manca un :”rinunci a Satana?”. Per oggi mi fermo qui. Solo per oggi.

Elena Bove

Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, Ide@ Bove

Vuoi davvero uno sconto? Basta rinunciare a pochi fondamentali diritti..ma poi vedrai che risparmio!  

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Voler comprendere cosa è accaduto oggi al Governo, quale sia la reale portata dei provvedimenti adottati significa compiere uno sforzo notevole. La consultazione dei numerosissimi siti di informazione online non riesce a soddisfare la legittima curiosità, la legittima aspettativa di poter finalmente realizzare quali siano  i contenuti. Nell’indecifrabile calderone di succulente pietanze poste a cottura si rischia l’indigestione..e già questo potrebbe scoraggiare, siamo pur sempre in quaresima. Gli stomaci forti possono rischiare e tentare di scovare qualche notizia in più e così, superata la bollente tematica jobs act, sorvolata “la fascia C” con salvezza dello sprovveduto cittadino pronto ad arraffare farmaci ovunque si trovino, dopo il coup de théâtre dello scippo compravendite ai notai, ed il regalino agli avvocati liberi di “socializzare”..se proprio si insiste bhè sì, qualcosa si trova! Eccoci e rieccoci davanti ad una nuova e sbrilluccicante offerta: consumatore, cittadino bramoso di sconti sulla Rca auto è il tuo momento, finalmente avrai ciò che meriti! Già perché due righe che millantano scontissimi di fine saldo con la velatissima e flebile necessità di sottoporsi preventivamente a controlli d’ogni genere che, diciamocelo, sono sempre per il tuo bene, papà governo te li concede.

Infondo, rinunciare a quei 5 o 6 diritti che il vetusto codice civile prevedeva che sarà mai? E’ la modernità della rottamazione. Tu vuoi davvero uno sconto? Basta rinunciare a pochi fondamentali diritti ma poi vedrai che risparmio! Ora, se proprio qualche ingordo vuol proprio leggere l’intero testo, e davvero non teme conseguenze, attenda pure: il decreto attuativo è in arrivo. Già il decreto attuativo, verrebbe da chiedersi quasi cos’è. I miei antiquati manuali di diritto sembrano aver mancato questo utile strumento renziano. Velocizzare il processo che conduca alla luce le tante ipotesi di legge in attesa di riflettori da svariate legislature sembra la strada dell’attuale premier. E così la scelta è quella di adottare atti che possono essere sia decreti delegati, sia regolamenti, sia atti amministrativi generali, con i quali si dà attuazione a un certo provvedimento legislativo. Dunque un atto che ha la funzione di definire le misure necessarie ad attuare una legge. Ovviamente questo risulta l’escamotage perfetto quando è necessario gestire materie spinose. In questi casi, quindi, la legge rinvia ad altri atti le scelte di dettaglio che non possono essere (o non si vuole siano) compiute dal Parlamento. Prosegue la consuetudine abusata di sfornare decreti legislativi che, a volte stralciati a volte accantonati, tornano a riproporre lo strapotere dei soliti noti. Sembra superfluo ora analizzare le scelte stilistiche, quel che invece è chiaro, e certamente utile, è il grande cambiamento apportato anche oggi: la reintroduzione di norme che ogni legislatura che si rispetti porta avanti strenuamente, quelle pro lobbies assicurative. La Carta di Bologna rimane il punto di partenza, rappresenta il riferimento, costituisce la forza di tutti coloro i quali continuano ad informare e ad affermare che una riforma di diritto, equilibrata e civile è possibile.

Elena Bove

Assicurazione, Attualità

Venerdì 20 febbraio, arriva il “giorno del giudizio” per la riforma rc auto

renzi-che-tempo-640Il disegno di legge sulla concorrenza annunciato dal Governo, e che contiene molti controversi punti sulla riforma rc auto, sarà discusso tra due giorni durante il Consiglio dei Ministri.

Fra i vari punti all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di venerdì 20 febbraio c’è anche la riformaRC Auto. Il ddl Concorrenza prevede infatti una corposa mole di norme riferite a questo specifico argomento e se approvato il ddl andrà a impattare fortemente anche sui carrozzieri
Nelle bozze del disegno di legge sulla Concorrenza c’è infatti un intero capitolo dedicato alla riforma della rc auto. Come già si sospettava, la bozza prevede lo sconto ai clienti che accettino il risarcimento in forma specifica, portando l’auto in una carrozzeria convenzionata con la compagnia. Riparazione su cui le assicurazioni dovranno riconoscere non meno di due anni di garanzia. Una riduzione di prezzo dovrà essere riconosciuta ai clienti che si impegnino a fornire, in caso di sinistro, informazioni relative al soggetto che procede alla riparazione, «stabilendo un termine massimo per consentire all’assicurazione di effettuare le opportune verifiche finalizzate alla stima del danno prima che le riparazioni siano effettuate».

Sono previsti sconti anche quando l’automobilista rinuncia in partenza alla cedibilità del diritto al risarcimento dei danni di eventuali sinistri subiti, senza il consenso dell’assicuratore. La bozza del ddl prevede che lo stesso sconto sia riconosciuto anche a chi accetta di sottoporre il veicolo a ispezione e a quanti siano favorevoli all’installazione a bordo di scatole nere o similari. Il nuovo testo prevede che i costi di installazione siano a carico del cliente e non più della compagnia, ma anche che la riduzione di premio praticata al cliente sia superiore agli eventuali costi di installazione.

Il documento prevede anche un’altra novità a lungo attesa dalle compagnie: entro tre mesi dall’approvazione del ddl Concorrenza dovrà arrivare anche la firma del presidente della Repubblica sulla nuova tabella unica nazionale per i risarcimenti delle macrolesioni.

(fonte: www.carrozzeria.it)

Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, Eventi

Ufficiale! Il 14 marzo 2015 verso le ore 15,00 la #cartadibologna approda a Napoli. MoBast!

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#cartadibologna #noallarottamazionedeidirittideldanneggiato 

Mi rivolgo a tutti i cittadini conterranei, agli automobilisti, agli autoriparatori, ma soprattutto ai patrocinatori stragiudiziali ed ai periti autonomi, per invitarli a partecipare alla giornata di mobilitazione che si terrà a Napoli il 14 marzo 2015.

PARTECIPARE NON E’ UN OBBLIGO MA UN DOVERE!

Continua la mobilitazione per la tutela dei diritti del danneggiato e delle vittime della strada, per la libertà del danneggiato nella scelta del riparatore, della circolazione dei diritti di credito (cessione), libertà di scelta nelle cure, della valutazione del medico legale e per la terzietà nella valutazione del danno (perito terzo!)

La Carta di Bologna ritorna al Sud. Infatti, dopo l’evento di fine novembre 2014 organizzato da Federcarrozzieri a Benevento eccoci arrivati a Napoli. Una nuova giornata di mobilitazione proposta da MOBAST!  ed Assoutenti coadiuvata dal CUPSIT, da FEDERCARROZZIERIdall’ASSOCIAZIONE ITALIANA FAMILIARI E VITTIME DELLA STRADA, dall’UNARCA e da tutte le altre sigle aderenti alla Carta di Bologna, in vista delle imminenti manovre del Governo Renzi a sfavore dei diritti dei danneggiati.

Sarà una giornata di confronto, di dibattito e di elaborazione di nuove proposte e linee strategiche.

L’evento si terrà presso l’hotel Ramada Naples dalle ore 15,00 alle ore 19,00 e vedrà la partecipazione di parlamentari, di tutte le sigle della Carta di Bologna e delle associazioni dei consumatori.

« ..La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero,  libertà è partecipazione. .» (Cit., Giorgio Gaber, La libertà).

A breve il programma completo dell'evento.
Assicurazione, Attualità, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, Eventi

Assicurazioni. ANIA dichiara utili stratosferici e minimi ribassi… MO’ BAST!

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La #CartadiBologna si muove ancora verso Sud. E’ la volta di Napoli.

Si riparte per una nuova stagione di #mobilitazione contro le riforme “anti-concorrenziali” messe in atto dal Governo in materia di Rcauto.

Noi non crediamo ai miracoli! Il nuovo pacchetto RcAuto sembra favorire esclusivamente la lobby delle assicurazioni a svantaggio del danneggiato e degli autoriparatori indipendenti.

Di seguito vi riporto il racconto dell’amico Roberto Barbarino, tratto dal suo blog:

Il 9 aprile i membri del movimento contro il decreto RCAuto che avevano partorito la #CartadiBologna, portarono all’attenzione dei parlamentari presenti una bozza di riforma della RCAuto che privilegiasse i diritti del cittadino in nome di principi fondamentali quali Libertà, Trasparenza e Concorrenza.

Cittadino tutelato sia come assicurato che come danneggiato.
Pochi giorni dopo Elena Bove scrisse un bellissimo articolo intitolato “La #cartadibologna traccia la mappa dei diritti.”… in quanto il cittadino, sia in veste di assicurato che in quella di danneggiato, trova piena tutela nei 13 punti della #cartadibologna
Rinunciare ai diritti….
Sfortunatamente, però, il 18 Ottobre 2014, in un convegno di Federcarrozzieri a Roma, ebbi modo di sentire l’intervento dell’avv. Settimio Catalisano, UNARCA-OUA, il quale candidamente raccontò che un giudice pubblicamente gli disse: “… ma in momenti come questo bisogna pur rinunciare ad alcuni diritti….”.
Ecco ! Un brivido mi pervase il corpo…
Il segno del destino: “I diritti non sono un lusso…”
Mi chiesi come fosse possibile che un Giudice, pur se non togato, potesse parlare in tal senso, potesse acconsentire alla negazione dei diritti sanciti in primis dalla Costituzione Italiana oltre che dalle Leggi…
Poi, quasi fosse un segno del destino, dopo solo due giorni ebbi modo di leggere su Repubblica un articolo bellissimo firmato da Stefano Rodotà dal titolo: “Perché i diritti non sono un lusso in tempo di crisi.”.
Il destino lo costruiamo noi! “Serve un fronte comune”…
Sulla scorta di quanto accadeva diedi una mano a Luigi Mercurio per l’organizzazione di un convegno Federcarrozzieri a Benevento, dal nome “Allarme rosso Rca, agguato alla libertà di scelta: serve un fronte comune”.
DDL concorrenza ? Non ci resta che combattere
Il pensiero di non piegarsi allo strapotere assicurativo ed ad un Governo miope che riproponeva sotto forma di decreto le idee mutuate dallo stralciato art.8 precedente decreto “Destinazione Italia” ha rafforzato il fronte comune, alzato l’attenzione tra le associazioni mobilitate tanto da esser pronti a riproporre la mobilitazione di Bologna dell’11 Gennaio 2014.
Utili stratosferici ANIA. Silenzio STRISCIAnte !
Nel contempo siamo riusciti a piazzare un colpo inaspettato riuscendo a far sapere sui media nazionali la reale portata degli utili dell’ANIA, (1.825 Mld nel 2012, 2.425 Mld nel 2013 e forse 3.5 Mld nel 2014) che invece di abbassare i premi delle polizze chiede al Governo di abbassare i risarcimenti ai cittadini…
Inizieremo stavolta da Napoli, al grido di MO’BAST!
L’associazione MO’BAST!, insieme ad ASSOUTENTI e con il significativo apporto economico del CUPSIT e di FEDERCARROZZIERI, sta preparando per Sabato 7 Marzo un convegno a Napoli, vertendo sul tema: “#RCAuto, un mercato senza concorrenza? Consumatori, autorità di controllo, diritti: proposte e progetti di riforma”.
Vogliamo la #cartadibologna… in #RCAuto: piena #Concorrenza, maggiore #Trasparenza e più #Diritti.
Assicurazione, Attualità, Mondo Perito

Lettura: Confessioni di un Perito..

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Oggi il mio caro amico Roberto Barbarino, portava la mia attenzione ad un articolo di Quattroruote di febbraio 2015 (allegato di seguito in formato PDF). L’articolo “Confessioni di un Perito” raccoglie la testimonianza diretta di un perito assicurativo, probabilmente fiduciario di una o più compagnie assicurative, che lamenta un sistema e un meccanismo congegnato per ridurre i risarcimenti a discapito dei danneggiati.

Da quando ho iniziato l’attività nel settore ho ravvisato, mio malgrado, trasformazioni radicali, percependo mutamenti pericolosi. Mi sono chiesto “quale sarebbe stato il futuro della professione del Perito Assicurativo” che, invece di essere valorizzata, viene “de-professionalizzata” da un sistema assicurativo prepotente! Avevo già espresso tutta la mia preoccupazione e le mie perplessità sul futuro del Perito in un recente post, “C’era una volta il Perito, sottolineando e lamentando tutte le problematiche e le difficoltà di una’intera categoria smarrita, senza meta e lasciata al proprio destino.

Lo ripeto ancora una volta. E’ giunto il momento di RIBELLARSI e MOBILITARSI. E’ il tempo di liberarsi dalle SOTTOMISSIONI imposte da un sistema assicurativo che prepara una serie di manovre atte a limitare la LIBERTA’ dei danneggiati che “TAGLIERA'” migliaia di posti di lavoro non risparmiando nemmeno i Periti!

Vi lascio alla lettura dell’articolo ed una riflessione sul futuro che si delinea per la professione del Perito.

Confessioni di un Perito

Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, Ide@ Bove

DDL concorrenza? Non ci resta che combattere!

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Un anno fa, per me, la sottoscrizione della Carta di Bologna ha rappresentato l’esordio di un 2014 improntato alla battaglia. La consapevolezza di doverla intraprendere è nata dalla convinzione di quanto urgente fosse un intervento che fermasse lo strapotere delle lobbies assicurative che anno dopo anno, senza tregua hanno ottenuto sempre maggiori spazi. Spazi utilizzati per violare i più elementari diritti di ognuno di noi, spazi utilizzati per espandersi a macchia d’olio, spazi via via più speciosi. Un anno fa, grosso modo, all’inizio di febbraio, un passo in avanti è stato conquistato. Nella battaglia che ha visto sempre più adesioni, che ha lottato per informare, per aiutare ognuno di noi a comprendere come le notizie fossero deformate, come la normativa stesse stringendo la morsa con false promesse millantando risparmi in cambio di odiose rinunce alla libertà personale. Lo stralcio dell’art. 8 ha segnato un clamoroso risultato. Neppure ventiquattrore dopo, però, c’era già la consapevolezza che “il braccio di ferro” era ben lungi dall’essersi concluso. Bologna, Genova, Torino, Biella, Firenze (Calenzano), Cagliari, Roma e per la prima volta al sud a Benevento hanno disegnato la mappa di una Italia pronta a reagire. Come nelle previsioni gli escamotage si moltiplicano e nell’ennesimo DDL Concorrenza riappare la tenace Vicari che in totale dispregio di tutte le vessazioni sin qui sopportate da vittime della strada, consumatori tutti, carrozzieri, patrocinatori, avvocati, medici legali e professionisti d’ogni settore, insiste e persiste. La forza delle lobby assicurative non pare conoscere ostacoli, trasversale e capace i raggiungere qualsivoglia premier, questa volta lusinga anche Renzi. E’ il suo turno, è la sua occasione per celebrare la prosecuzione di un unico solo, vero mandato, quello assegnato dalle assicurazioni. E’ l’ennesimo tentativo per infiltrare un tot di norme pro assicurazione alla volta. La misura è colma. E’ bene che sia chiaro. Non c’è tregua per chi ha lottato sino ad oggi, non c’è scoramento per chi assiste ai ripetuti tentativi, non ci sarà mai rassegnazione per chi è deciso a contrastare un sistema che può solo soffocare e condurre alla negazione di qualsivoglia forma di crescita e sviluppo civile. Ancora una volta, occorre tenere alta la soglia, ancora una volta occorre leggere oltre gli sconti propagandati, ancora una volta bisogna chiarire, a quanti ancora non lo avessero compreso, che questa è questione di tutti, nessuno escluso! Occorre spiegare nuovamente che manovre come questa hanno una serie di conseguenze inevitabili: l’abbassamento dei costi della manodopera incide senza dubbio sul tipo di riparazioni effettuate e questo, sempre di più, ci porterà ad essere tutti circondati da potenziali detentori di una vera e propria licenza d’uccidere, ferire o comunque danneggiare. Un’auto riparata a basso costo è un’auto che diventa un’arma nelle mani di chiunque la guidi , capace di cambiare la vita di tutti coloro che dovessero incrociarla. In questi casi non cambia essere o non essere fiduciari, appartenere o meno ad una status privilegiato. Continuiamo a rimandare l’inserimento dell’omicidio stradale, continuiamo a chiudere gli occhi sul numero di morti e feriti in costante aumento. Sì, diamo priorità agli incassi delle compagnie assicuratrici, non paghe di rendiconti sbalorditivi. Quanto occorre ancora perché nuove ed ulteriori figure siano tagliate anche in ambito assicurativo? Non basta mortificare la libertà e la dignità professionale di tutti i professionisti che operano all’interno di questo sistema non basta imporre dictat sempre più stringenti imponendo tagli sempre più inaccettabili, la strada porta diritta ad una sola direzione: l’accumulo irrazionale di pochi, pochissimi contro la lesione dei diritti di tantissimi. Non si sentano al riparo fiduciari d’ogni tipo, impiegati certi dell’indeterminato, amici degli amici, questa ennesima riproposizione dell’art. 8 in salsa rivisitata sa’ di muffa. Inutili i condimenti, i rimpasti e tutti i tentativi di presentarla in versione gourmet.. è una vera porcata!!!

di Elena Bove

Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto

LA LOBBY DELLE ASSICURAZIONI HA UN NUOVO AMICO: MATTEO RENZI

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Cari cittadini/e, colleghi/e patrocinatori stragiudiziali e periti assicurativi, cari autoriparatori,
ancora una volta il Governo pressato dalle forze assicurative tenta di collocare all’interno di un DDL, che di.. concorrenza ha ben poco, norme già stralciate e riposte nel cassetto dai precedenti Governi!
Un nuovo attacco contro la libertà di scelta del danneggiato che rischia di  penalizzare la gran parte della categoria degli autoriparatori indipendenti. Una manovra che rischia di tagliare migliaia di posti di lavoro nel settore dellautoriparazione e non solo..

Ecco di seguito un articolo che analizza con chiarezza la bozza del DDL in materia #Rcauto:

di Marco Palombi,
Il Fatto Quotidiano

LA BOZZA DEL DDL CONCORRENZA SU CUI LAVORA L’ESECUTIVO SEMBRA SCRITTA DALL’ANIA: MENO RISARCIMENTI E NORME CHE FAVORISCONO LE COMPAGNIE

Il 20 febbraio arriveranno in Consiglio dei ministri un bel po’ di leggi e decreti. Lo ha promesso martedì Matteo Renzi citando – tra gli altri – il ddl Concorrenza scritto da Federica Guidi. E qui c’è un problema. A giudicare dalla bozza in possesso del Fatto Quotidiano, infatti, al ministero dello Sviluppo hanno svuotato i cassetti di vecchie norme già respinte dal Parlamento: ci si riferisce, in particolare, a quelle in materia di Rc Auto, che al solito sembrano uscite dalla penna di un funzionario dell’Ania, la Confindustria delle assicurazioni.

Diminuire i risarcimenti: l’ossessione di un decennio

Anche nel disegno di legge di Renzi c’è una norma che Ania tenta di far approvare almeno dall’ultimo governo Berlusconi: un taglio drastico sui risarcimenti per i macrodanni (cosette permanenti come la perdita di un arto o la morte). Un breve riassunto: il Codice delle assicurazioni entrato in vigore nel 2006 delegava il governo a stilare tabelle nazionali con i valori del risarcimento entro 24 mesi (la delega scadeva a gennaio 2008). Quelle per i microdanni (da 1 a 9 punti) arrivarono quasi subito, le altre (da 10 a 100 punti) finirono disperse: a delega già morta ci provò nell’agosto 2011 l’ex Cavaliere e all’inizio del 2012 Mario Monti con un apposito Dpr su tabelle elaborate dai tecnici del ministero dello Sviluppo. Il motivo di questo improvviso risveglio è semplice: proprio nel 2011 la Cassazione aveva stabilito che le tabelle nazionali già esistono e sono quelle – compilate in maniera scientificamente impeccabile – dal Tribunale di Milano. Solo che alle assicurazioni non piacciono: con quelle si paga troppo e infatti quelle del ministero tagliano i risarcimenti fino al 50%. Ora il ddl Guidi-Renzi riprova laddove fallirono i padri e, pur di fare un favore alle assicurazioni, in tre righe tenta di resuscitare una delega al governo scaduta da sei anni.

Il colpo di frusta: quando una parola è di troppo

In principio fu Monti, ma ora Renzi supera e corregge il maestro: nessuno dovrà mai risarcire un “colpo di frustra”. È andata così. Quando inizia la crisi le assicurazioni vanno in sofferenza, poi tornano agli utili con una cura semplice: aumento dei prezzi e abbattimento dei risarcimenti. A quest’ultima parte ci ha pensato il governo tecnico, che a inizio 2012 stabilì che i danni di lieve entità vanno risarciti solo se in presenza di un “accertamento clinico strumentale obiettivo”. Che significa? I medici legali delle compagnie non riconoscono mai i piccoli danni tipo il “colpo di frusta” e all’assicurato resta l’unica scelta di fare esami assai costosi per un risarcimento che potrebbe persino non coprirli. Risultato: quel capitolo è passato dal costare alle compagnie 2,7 miliardi l’anno a poco più di uno. E che facevano, nel frattempo, i costi per gli utenti? Ovviamente aumentavano. La legge di Monti, però, lasciava ancora qualche spazio all’autonoma scelta del medico e qui arriva il ddl di Renzi: nessuno spazio alla constatazione “visiva” del danno. O fai gli esami clinici o niente soldi.

Gli avanzi di Letta: quando i renziani erano contro

Altre norme presenti nel ddl Concorrenza vengono dritte dritte da un decreto del governo di Enrico Letta: all’epoca i renziani in Parlamento (assai meno di oggi) provvidero a far stralciare quelle norme, oggi il loro capo si appresta a ripresentarle. L’impianto propagandistico è lo stesso: vi faremo risparmiare il 25%. Poi magari non sarà proprio così, intanto le assicurazioni si prendono i loro vantaggi. Le compagnie – dice il testo – devono applicare “sconti significativi” a chi ad esempio fa montare la scatola nera sulla sua auto (peccato che i costi di installazione e funzionamento siano a carico del cliente). Altro cavallo di battaglia dell’Ania presente nel nuovo testo è il cosiddetto “ risarcimento in forma specifica ” (si fa riparare la macchina da un carrozziere scelto dall’assicurazione): questo – oltre a far diventare i 15 mila carrozzieri italiani dei terzisti delle compagnie – lascia all’assicurazione la scelta sulle modalità di riparazione. Tradotto: tra due soluzioni tecniche, il carrozziere convenzionato sceglierà sempre quella meno costosa per i suoi datori di lavoro. E c’è pure lo sconto se si accetta il divieto di cessione del diritto al risarcimento: quando cioè il carrozziere ripara la macchina e poi è lui a vedersela con la compagnia (anche qui il problema è la qualità tecnica delle riparazioni e la valutazione del costo del lavoro dell’artigiano).

Un mercato inefficiente, che verrà lasciato com’è

Dalla liberalizzazione di metà anni Novanta al 2012 i sinistri sono diminuiti del 40%, mentre i costi per l’utente – dice uno studio Adusbef – aumentavano del 245% (da 391 a 1.350 euro). Risultato: il 10% del parco auto circolante non ha l’assicurazione. Secondo la stessa Ania, l’indice dei sinistri è calato dal 15% di vent’anni fa al 6,3% del 2013. Com’è possibile allora che le polizze siano sempre salite? Le truffe c’entra poco. Spiega l’Antitrust: “Il settore della Rc Auto in Italia è un mercato con debole tensione competitiva”, in cui “le inefficienze vengono trasferite sui premi, con le imprese più efficienti che preferiscono realizzare margini più elevati anziché competere”. E infatti, laddove in Francia una quarantina di compagnie si
contendono i clienti, in Italia i primi tre gruppi – Unipol/Fonsai, Allianz e Generali – si dividono oltre i 2/3 del mercato. Di questo, ovviamente, il ddl Concorrenza non si occupa.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it

Immagini: fonte web

Assicurazione

Come comportarsi in caso di incidente stradale?

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E’ iniziato un nuovo anno, come sempre, con entusiasmo e buoni propositi. Ripartiamo con alcuni suggerimenti utili da utilizzare in caso di incidente stradale. Bene! Riporteremo di seguito alcune regole basilari su come comportarsi in caso di sinistro: “cosa fare?” e “a chi rivolgersi?”.

Primo passo – Il modello CAI

modello cai istruzioniLa compilazione del modello CAI è il primo momento fondamentale dopo un sinistro stradale. L’utilizzo corretto del CAI (per esteso: modello di Constatazione Amichevole di Incidente) può valere sia quale denuncia di sinistro alla propria Compagnia, ai sensi dell’art. 143 del decreto legislativo 209/2005, sia quale conciliazione tra le parti coinvolte nell’evento.

La compilazione del modello è comunque un’attività delicata e si deve procedere preferibilmente con l’assistenza di un esperto in quanto l’erronea compilazione può produrre effetti pregiudizievoli nei confronti del danneggiato.

Il modello CAI deve essere compilato in tutte le sue parti. Sono individuabili 4 sezioni. Una centrale nella quale occorre indicare data, luogo del sinistro e modalità dello stesso, con barratura delle ipotesi indicate ed eventuale riproduzione con disegno della dinamica del sinistro. Nelle altre due sezioni (laterali) occorre riportare tutti i dati delle parti coinvolte nel sinistro, conducente e contraente della polizza (luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza, patente di guida) delle auto e delle compagnie assicurative. Nella quarta sezione occorre riportare dati aggiuntivi relativi ad eventuali autorità intervenute sul luogo del sinistro, eventuali testimoni, trasportati ed eventuali lesioni riportate dalle persone coinvolte.

Per utilizzare il modello CAI ai fini “conciliativi” è necessario che lo stesso sia compilato congiuntamente dalle parti coinvolte nell’evento, e dai medesimi sottoscritto (c.d. modello CAI a doppia firma). In tale ipotesi, le parti, sottoscrivendo, “fissano” le modalità del sinistro, con ammissione di responsabilità di una delle parti o una responsabilità concorsuale (30%, 50%, ecc.). Il vantaggio di quest’ultima soluzione è rappresentata dalla riduzione dei termini di liquidazione dei danni. Difatti, la Compagnia, in tale caso, ha 30 giorni (e non 60) di tempo per pagare il danno a cose e 90 giorni per le lesioni, decorrenti questi ultimi dalla guarigione clinica.

Il modello CAI può anche essere utilizzato per assolvere alle formalità previste dall’art. 143 del decreto legge sopra citato; a tal fine è sufficiente che copia di esso venga allegata alla richiesta di risarcimento che sarà presentata all’assicuratore del responsabile. Utilizzare un solo modulo per entrambi i veicoli coinvolti nel sinistro (oppure due moduli per il caso che nel sinistro siano coinvolti tre veicoli e così via). Il modulo può essere fornito da una qualsiasi delle parti. Attenzione: l’accordo non vincola l’assicuratore che, attraverso approfonditi accertamenti, ha la facoltà di ricostruire le circostanze del sinistro stradale.

Secondo passo – Come presentare  la richiesta di risarcimento danni

Ricordiamo, innanzitutto, che dal 1 febbraio del 2007 è in vigore la normativa del risarcimento diretto. Per attivare tale procedura di risarcimento è necessario che si verifichino determinate condizioni:

  • L’incidente è costituito da un urto diretto tra due veicoli a motore (automobile, motociclo, ciclomotore).
  • Entrambi i veicoli hanno una targa italiana, della Repubblica di San Marino o della Città del Vaticano.
  • Entrambi i veicoli sono identificati e assicurati per la RC Auto con Compagnie di assicurazioni autorizzate a operare in Italia.
  • Se nell’incidente si registrano anche danni a persone, si può accedere al risarcimento diretto solo in caso di danni di “lieve entità”, che quindi abbiano causato un’invalidità permanente inferiore al 9%. Se invece l’invalidità permanente è superiore al 9% non sarà possibile accedere al risarcimento diretto e anche in questo caso bisognerà fare riferimento alla procedura normale.
  • I ciclomotori sono ammessi solo se muniti di targa ai sensi del DPR 6 marzo 2006 n. 153 (ciclomotori immatricolati dopo il 14 luglio del 2006 con targa a 6 cifre). Quindi se in un incidente è coinvolto un motorino immatricolato prima di quella data, bisognerà, come previsto dalla vecchia normativa, rivolgersi alla compagnia assicurativa civilmente responsabile.

Quindi, la procedura di risarcimento direttoobbliga” il “danneggiato/assicurato”, in fase stragiudiziale, a richiedere il risarcimento alla propria compagnia di assicurazione, e non a quella dell’altro soggetto coinvolto nel sinistro, ai sensi dell’art. 149 del decreto legislativo 209/2005.

In tutti gli altri casi, diversi da quelli sopraelencati, è necessario richiedere il risarcimento danni alla compagnia assicuratrice del responsabile civile, ai sensi dell’art. 148 del decreto legislativo 209/2005.

Alcuni casi, comuni, ma esclusi dal risarcimento diretto sono i seguenti:

  • gli incidenti in cui siano coinvolti tre o più veicoli a motore (es. i tamponamenti multipli).
  • Gli incidenti senza urto (es. da un veicolo cade un carico sporgente per via di un manovra azzardata di un altro veicolo, oppure quando per evitare un altro veicolo si urta un ostacolo).
  • Nei casi di incidenti con veicoli agricoli, o con rimorchio non agganciato al veicolo (es. rimorchio, carrello o roulotte in sosta o spostata a mano).

Se il danneggiato/assicurato non si ritiene responsabile del sinistro, in tutto o in parte, dovrà rivolgere la richiesta di risarcimento al proprio assicuratore R.C. Auto mediante:

  • raccomandata con avviso di ricevimento, anche inviata a mezzo PEC, indirizzata alla propria Agenzia o presso la Sede Legale ;
  • consegna a mano presso la propria Agenzia (in questo caso richiedere la ricevuta);
  • telefax alla propria Agenzia o presso la Sede Legale;
  • telegramma nelle stesse modalità;
  • e-mail (condizione se prevista nelle condizioni di polizza del contratto).

Raccomandiamo, sempre, l’invio mediante raccomandata A/R, anche attraverso l’utilizzo della PEC.

Nei casi in cui non può essere applicato il risarcimento diretto, la richiesta di risarcimento del danno va inviata mediante raccomandata con avviso di ricevimento (anche PEC) alla Compagnia di assicurazioni che garantisce il veicolo responsabile del sinistro.

La richiesta dovrà contenere i seguenti elementi:

  • Data, luogo e ora del sinistro.
  • Generalità delle parti coinvolte (assicurati, conducenti dei veicoli).
  • Dinamica dell’incidente.
  • Dati dei veicoli coinvolti.
  • Luogo e ora in cui il veicolo danneggiato è a disposizione per l’accertamento dei danni.
  • Indicazione di eventuali lesioni subite.
  • Nominativo di eventuali testimoni o autorità intervenute sul luogo dell’incidente.

Due casi, meno comuni, ma esclusi dal risarcimento diretto sono i seguenti:

  • gli incidenti avvenuti in territorio nazionale ma che coinvolgano veicoli con targa straniera.
  • Gli incidenti verificatisi all’estero.

Nel primo caso, per richiedere il risarcimento dei danni subiti, ai sensi dell’art. 125 del decreto legislativo 209/2005, occorre inviare una lettera raccomandata con avviso di ricevimento a UCI – Corso Sempione, 39 – 20145 MILANO o a mezzo PEC (uci@pec.ucimi.it) indicando tutti i dati a disposizione (indicazioni del giorno, ora e luogo del sinistro, generalità delle parti coinvolte, dati dei veicoli, indicazioni di eventuali lesioni subite, indicazione di testimoni  o autorità, ecc.).

Nel secondo caso, se l’incidente si è verificato in uno degli Stati del sistema “Carta Verde”, o in uno dei Paesi dello Spazio Economico Europeo (Unione Europea più Islanda, Liechtenstein e Norvegia) o immatricolati in Svizzera il danneggiato può avvalersi della procedura prevista dall’art. 151 del decreto legislativo 209/2005. Le modalità e la modulistica per individuare l’assicuratore estero del veicolo che ha provocato l’incidente e il mandatario per la liquidazione dei sinistri nominato in Italia dall’assicuratore estero sono descritte sul sito di CONSAP S.p.A., alla voce Centro Informazione Italiano. Se l’assicuratore estero, o il mandatario per la liquidazione dei sinistri nominato in Italia, entro tre mesi dalla richiesta di risarcimento non hanno fornito una risposta motivata a tale richiesta di risarcimento, il danneggiato può chiedere l’intervento di CONSAP S.p.A., Servizio Organismo di Indennizzo. (Via Yser, 14 – 00198 Roma – Fax 0685796334 – PEC: consap@pec.consap.it – E-Mail: organismo@consap.it.

Per concludere, nel caso di persona trasportata rimasta infortunata nell’incidente stradale, ai sensi dell’art. 141 del decreto legislativo 209/2005, l’azione di risarcimento danni deve essere esercitata nei confronti della compagnia di assicurazioni del veicolo su cui viaggiava che, al di là delle responsabilità nel sinistro, deve provvedere al risarcimento congruo dei danni, fino al massimale previsto. Nel caso il risarcimento eccede il massimale, il danneggiato può fare richiesta alla compagnia assicuratrice del responsabile civile per ottenere la parte non risarcita.

leggeDa evidenziare: La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 180 del 19.06.2009, ha stabilito quanto segue: “l’azione diretta contro il proprio assicuratore è configurabile come una facoltà, e quindi un’alternativa all’azione tradizionale per far valere la responsabilità dell’autore del danno”. Quindi, il ricorso all’indennizzo diretto, in fase giudiziale, resta una facoltà e non un obbligo per il danneggiato che può scegliere di agire in causa contro l’assicurazione del danneggiante.

Terzo passo – consigli utili.

In caso di disaccordo tra le parti o in presenza di feriti si raccomanda di:

  • chiedere l’intervento sul luogo del sinistro delle autorità (polizia, carabinieri, vigili urbani, ecc.);
  • scattare fotografie dei mezzi coinvolti nell’incidente ritraenti le targhe e le zone danneggiate;
  • scattare fotografie panoramiche del luogo del sinistro;
  • verificare la presenza di testimoni e richiederne le generalità.

In caso di controversia ogni elemento probatorio a favore può semplificare il risarcimento dei danni subiti. Raccomandiamo, in tutti i casi, di richiedere sempre l’intervento delle autorità (polizia, carabinieri, vigili urbani ecc.), oppure contattare un esperto di ricostruzione della dinamica di un sinistro per non imbattersi in lungaggini di tipo burocratico e non solo!

Importante: Non esitate ad affidare l’incarico ad un professionista del settore dell’infortunistica stradale.

Attualità, Curiosità

La Distanza di Sicurezza

E’ possibile migliorare la sicurezza stradale intervenendo sui regolamenti e sulla segnaletica stradale? Fabio Bergamo, scrittore impegnato da molti anni sul problema della sicurezza stradale, è convinto di sì! Infatti, il suo lavoro e le sue proposte elaborate vengono sottoposte  con sollecitudine all’attenzione del Ministero dei Trasporti. Di seguito un suo elaborato sulla distanza di sicurezza. 

“La Distanza di Sicurezza
Come fare educazione stradale attraverso i segnali”

 di Fabio Bergamo (*)

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La distanza da tenere dal veicolo che precede quello da noi guidato, che prende il nome di “distanza di sicurezza”, è alla base di una circolazione stradale regolata dalle norme del C.d.S. che prevedono il suo mantenimento e dettata ancor più dalla prudenza.

ImmagineIl suo obbligo è sancito all’art. 149 del C.d.S. che stabilisce al primo comma: “Durante la marcia i veicoli devono tenere rispetto al veicolo che precede una distanza di sicurezza tale che sia garantito, in ogni caso, l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono”.

Ma vediamo i fattori che ci permettono di regolare correttamente la distanza di sicurezza e gli elementi che su di essa incidono negativamente e che, per conseguenza, sono alla scaturigine degli incidenti dovuti alla sua mancata o errata adozione.

La Distanza di Visibilità

La distanza di visibilità regolata sul “campo di visibilità” percepito appunto visivamente dal conducente deve essere sempre superiore alla distanza totale di arresto.

Il campo di visibilità del conducente dipende dalla conformazione stradale (tratto di strada rettilineo, curvilineo, incrocio, salita, illuminazione stradale, ecc…), dagli ostacoli esterni alla carreggiata, dal tipo di veicolo guidato, la posizione del conducente all’interno del veicolo, dai veicoli che precedono, ecc…

La Distanza Totale di Arresto

ImmagineLa distanza totale di arresto è la distanza fisica (e non teorica come nella distanza di visibilità che varia a seconda della situazione) che occorre al veicolo in movimento di arrestare la marcia, mediante l’uso del freno di servizio, senza causare un urto od un incidente con un altro veicolo o un ostacolo imprevisto. Essa è costituita dalla distanza di reazione (tempo e spazio di reazione) e dalla distanza di frenatura.

La distanza di reazione detta più comunemente spazio di reazione è data dai riflessi quindi dai tempi psico-tecnici del conducente nell’intervenire sui freni dal momento in cui percepisce il pericolo oltre che dalla velocità con cui il veicolo procede (spazio di reazione).

I tempi di reazione o psico-tecnici di un conducente oscillano tra gli 0,5 e gli 1,5 secondi: una persona in condizioni fisiche e psichiche normali ha un tempo di reazione pari a 0,7 secondi (sette decimi di secondo) che viene arrotondato a 1 secondo (tempo di reazione medio).

Lo spazio di reazione è invece proporzionale alla velocità: a 30 km/h lo spazio di reazione è di 9 metri, a 60 km/h è di 18 metri, a 90 km/h è di 27 metri, a 120 km/h è di 36 metri. In altre parole nel tempo di 1 secondo che occorre al conducente di intervenire sui freni dalla percezione del pericolo, lo spazio o distanza di reazione varia a seconda della velocità tenuta dal veicolo.

Per conoscere la distanza totale di arresto, alla distanza di reazione bisogna sommare la distanza di frenatura che è lo spazio che occorre ad arrestare il veicolo dal momento in cui il conducente inizia a frenare. Esso è dato da diversi fattori: le condizioni del tratto stradale interessato con la relativa aderenza dei pneumatici, l’usura del battistrada, l’efficienza dei freni e degli organi di sospensione, la velocità ed il carico del veicolo, la presenza dei sistemi elettronici di controllo e regolazione della frenata come il dispositivo ABS che impedisce il bloccaggio delle ruote, ecc…

Si tenga presente che la distanza di frenatura è proporzionale al quadrato della velocità (se si raddoppia la velocità la distanza di frenatura aumenta, per moltiplicazione geometrica, di ben quattro volte, per esempio: a 50 km/h la distanza di frenatura, su fondo stradale asciutto e con aderenza normale, è di 17 metri, a 100 km/h è di 68 metri; se la velocità triplica la distanza di frenatura è geometricamente nove volte più grande).

La Distanza di Sicurezza

Dalla distanza totale di arresto si deduce la distanza di sicurezza che è la distanza minima che deve tenersi dal veicolo che precede il proprio, e che equivale alla distanza percorsa nel tempo di reazione in base alla velocità e ai tempi psico-tecnici del conducente, mentre in situazioni in cui il rischio di incidente (tamponamento) è elevato deve essere pari alla distanza totale di arresto (distanza massima di sicurezza).

Essa va dunque regolata o meglio commisurata in base alla velocità del proprio veicolo e di quello che lo precede, alla scena stradale ossia alle condizioni del traffico, della strada e della visibilità, allo stato di efficienza dei freni, delle ruote, ecc.., al carico trasportato, al tipo di veicolo (massa), alla pendenza del piano stradale, alle condizioni atmosferiche, allo stato psicofisico del conducente, ecc..

La distanza minima di sicurezza, uguale allo spazio di reazione, può essere tenuta solo in particolari situazioni di guida, ossia in fase di sorpasso e quando i veicoli che precedono il proprio, transitano più o meno alla stessa velocità e ad una distanza, l’uno dall’altro, tale da evitare un tamponamento tra due o più veicoli (tamponamento a catena).

I DATI ALLARMANTI: soltanto nel 2012 a causa dell’errato mantenimento della distanza di sicurezza si sono verificati in Italia, 33.777 incidenti che hanno causato 325 morti e 55.447 feriti, rappresentando il 18% del totale degli incidenti, il 9% dei decessi e il 21% dei feriti  (DATI ISTAT).

I FATTORI DETERMINANTI:

Immaginead incidere negativamente sul mantenimento della distanza di sicurezza ci sono due cause principali che sono alla genesi del problema: la velocità dei veicoli ormai sempre più potenti e più ingombranti, in dimensioni, la corsia da essi occupata; il numero sempre più elevato dei veicoli circolanti che occupano longitudinalmente lo spazio necessario a che la distanza sia mantenuta correttamente.

I FATTORI di RISCHIO: sono le condizioni meteorologiche, lo stato della pavimentazione stradale ed il grado di pendenza della strada, l’efficienza del veicolo e il suo carico, i riflessi e le capacità del conducente, che possono tenersi in considerazione solo alla luce delle cause a priori e quindi fisiologiche citate, della riduzione della distanza stessa, che portano all’erroneo mantenimento di essa che, in quanto fenomeno, nel suo atto conclusivo, si manifesta nel sinistro ormai annunciato e non più evitabile.

Dunque, alla luce dei dati prima riportati, che non lasciano spazio a dubbi, visto che a causare tali sinistri sono conducenti regolarmente patentati, è necessario comprendere il problema, prima come condotta di guida da adottare ai fini della prudenza, e poi, nell’eventualità della frenata, come spazio da lasciare dal veicolo che precede, evitando il tamponamento ed i danni conseguenti che tale evento comporta agli stessi veicoli e alle persone trasportate, alla luce del tipo e della mole di traffico che le strade oggi presentano (immaginiamo un tamponamento tra un SUV e una utilitaria che ne uscirebbe distrutta, come già la cronaca quotidiana dei giornali o della TV ci riferisce, e che mostra, tanto nel numero, quanto negli effetti micidiali più che solamente mortali dei sinistri, come non si possa parlare più di semplici incidenti).

L’Indicatore di Tenuta del Margine Destro per il corretto mantenimento della distanza di sicurezzaImmagine

Per ovviare al problema nei fattori che lo determinano, per poi passare al controllo di quelli che portano al suo concretarsi, attraverso la formazione, la prevenzione e i controlli stradali degli agenti delle forze dell’ordine, si può adottare l’ Indicatore di tenuta del margine destro, da me ideato: un segnale orizzontale, bianco di forma curvilinea, unito alla striscia che separa i sensi di marcia, avente lo scopo di ricordare, appunto, ai conducenti in generale e ancor più ai neopatentati, di guidare in prossimità del lato destro della corsia per garantire realmente, il mantenimento della distanza di sicurezza ed evitare altresì pericolosi sorpassi (esso risulta essere l’unico segnale tra tutti quelli già in uso, a permettere di osservare con più attenzione i segnali e rispettare ciò che essi indicano o impongono); può essere collocato sia dove la striscia è continua, sia dove è discontinua, e disposto alternativamente in un senso e in un altro, nelle gallerie, sui viadotti, nelle curve, nelle strettoie, in prossimità degli incroci, ecc. Può essere adottato sulle strade extraurbane e sui tratti più pericolosi all’interno dei centri abitati. Le auto di grandi dimensioni (SUV) infatti, gli autobus ed i camion ostruendo la visibilità obbligano, i conducenti a guidare sul margine sinistro della corsia (striscia di mezzeria) portandoli ad aumentare la velocità ed a ridurre, sempre di più, la distanza di sicurezza, con i rischi che ne conseguono.

 mercoledì 10 dicembre 2014

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(*) Fabio Bergamo (Torino, 1972) è uno scrittore impegnato da molti anni sul problema della sicurezza stradale. Tra le sue proposte già nelle mani del Ministero dei Trasporti ricordiamo: lo Stop Avanzato che perfeziona lo stop mettendo in comunicazione i veicoli che hanno la precedenza con quelli che intendono impegnare l’intersezione; l’Indicatore di Tenuta del margine destro per ricordare ai conducenti di guidare in prossimità del margine destro della corsia ai fini del reale mantenimento della distanza di sicurezza e non solo; l’indice di pericolosità stradale IPS, che con due livelli informa del pericolo nella sua gravità (col 1° livello si guida nel rispetto delle norme; col 2° la guida sarà effettuata in massima prudenza); la minisospensione della patente per correggere la condotta dei giovani conducenti prima che commettano infrazioni pericolose; la validazione del sorpasso a destra in autostrada per il corretto utilizzo delle corsie; il Logo della sua attività costituito da un casco e una cintura uniti insieme; il Privia Stop che con una luce inserita nella parte frontale del veicolo segnala il suo rallentamento ai pedoni che attraversano la strada, ecc.. Sta lavorando ad una proposta di legge sull’omicidio stradale ed ancora ad altro, sul suo sito trovate i dettagli del suo lavoro: www.fabiobergamo.it

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