Attualità

Incidenti stradali: le soluzioni di Fabio Bergamo giungono alla Commissione Trasporti della Camera.

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COMUNICATO STAMPA

GLI INCIDENTI STRADALI NEL MONDO

Secondo i dati rilevati dalla indagine “Global status report on road safety 2015” realizzata dall’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ogni anno nel Mondo perdono la vita in strada a causa degli incidenti, oltre 1.250.000 persone.

Dal suo studio l’ OMS rileva anche che gli incidenti causano il 90% dei morti nei paesi a basso e medio reddito, anche se in questi paesi circola solamente il 54% dei veicoli.

L’Europa ha il più basso numero di incidenti per abitante (9,3 ogni 100.000) mentre l’Africa ha il più alto (26,6). In Medio Oriente il 19,9, nell’area del Pacifico il 17,5, nel Sud Est Asiatico il 17 e nelle Americhe il 15,9. Le categorie più a rischio sono i motociclisti, (23% delle morti), i pedoni (22%), ed i ciclisti (4%). Un altro dato interessante è che il 48% delle persone morte hanno un’età compresa tra i 15 e i 44 anni. Il 73%, ovvero i tre quarti dei casi di incidenti mortali hanno interessato uomini; ed i giovani di sesso maschile sotto i 25 anni hanno una probabilità di rischio che supera di tre volte quella delle giovani donne. Dall’indagine risulta che negli ultimi tre anni, il numero delle morti per incidente stradale è cresciuto in 68 paesi, ed è diminuito invece in 79 di essi.

 GLI INCIDENTI STRADALI IN ITALIA

Nel primo semestre del 2016, sulla base dei dati ISTAT, gli incidenti con lesioni a persone, sono stati 83.549. I morti entro il trentesimo giorno, sono stati 1.466, i feriti 118.349. In confronto ai dati dello stesso periodo dell’anno 2015, le stime mostrano una riduzione dello 0,8% dei sinistri con lesioni a persone, del 4,7% delle vittime e dello 0,5% delle persone ferite. Pur col netto calo della mortalità rispetto al periodo gennaio-giugno 2015, il livello resta alto e non in linea con l’obiettivo europeo del 2020 (dimezzamento del numero di vittime). Nel primo semestre 2016 il numero di vittime sulle autostrade si riduce del 15% rispetto allo stesso periodo del 2015. Per le strade urbane/extraurbane la diminuzione è invece compresa tra il 2 e il 5%. Nei primi sei mesi dell’anno le contravvenzioni elevate dalla Polizia Stradale per uso del cellulare alla guida e per eccesso di velocità sono cresciute rispettivamente del 25% e del 22%. (DATI ISTAT). A determinare gli incidenti sono: la distrazione del conducente, il mancato rispetto delle regole di sicurezza e precedenza; la velocità troppo elevata; il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, del casco e dei seggiolini per i bambini; l’uso del cellulare nonché la guida sotto gli effetti dell’alcool o droghe.

Secondo le stime dell’ Istituto Superiore della Sanità gli accessi al pronto soccorso, a causa degli incidenti stradali, con conseguenti interventi del personale medico ed infermieristico, sono stati in Italia, nel 2014, circa 900.000.

IN PARLAMENTO UN PACCHETTO DI PROPOSTE PER RIDURRE LE VITTIME

Le proposte di Fabio Bergamo, che da anni porta avanti la sua battaglia a favore della sicurezza stradale, dopo essere state apprezzate dalle Forze dell’ Ordine, dall’ASAPS Polizia Stradale, oltre che dal Ministero dei Trasporti, ecc.., sono giunte alla Camera dei Deputati, grazie all’interessamento dell’ On. Paolo Russo e dell’On. Andrea Colletti, e saranno discusse alla COMMISSIONE TRASPORTI, appena inizieranno i lavori relativi alla riforma del CdS, attesa da tempo, sul capitolo sicurezza stradale. Esse sono:

  • lo Stop Avanzato che perfeziona la disciplina dello stop;
  • l’indicatore di tenuta del margine destro per guidare vicino al margine destro della corsia per mantenere della distanza di sicurezza;
  • l’indice di pericolosità stradale (IPS) che con due livelli informa della gravità del pericolo (col primo si guiderà in base alle norme del CdS, col secondo si guiderà adottando la massima prudenza, pensiamo le curve, le gallerie, i viadotti, le confluenze;
  • il DAS che con due delineatori posti a diverse distanze del semaforo facilita l’attraversamento all’incrocio evitando di passare col rosso (il primo destinato alle auto ferme al semaforo, il secondo, più distante da esso, per le auto in movimento);
  • il limite di velocità di 40 Km/h sulle strade a doppio senso, lasciando quello di 50 km/h sulle strade a senso unico ed ha coniato il nuovo termine di “limite di transito” nei confronti dei pedoni, più che di limite di velocità destinato esclusivamente ai veicoli, e quello del “dovere di antecedenza” per i conducenti che hanno il dovere di dare ai pedoni la precedenza, quando essi, avendolo segnalato per tempo, attraversano, nei centri abitati, fuori delle strisce;
  • la validità giuridica del sorpasso a destra in autostrada, per l’uso corretto delle tre corsie definendole per il loro uso (corsia di marcia normale o di primo superamento per la corsia di destra; corsia di primo sorpasso o di secondo superamento per la centrale; corsia di secondo sorpasso o di terzo superamento per quella di sinistra);
  • nelle rotatorie il limite generale di 40 Km/h e di 30 km/h quando in esse sono presenti dei ciclisti.
  • la definizione di segnale stradale e incidente stradale non presenti nell’art. 3 del CdS;
  • per la RC Auto ha pensato alla clausola per il “beneficio delle piccole riparazioni” atta alla revisione periodica della carrozzeria a vantaggio dei conducenti virtuosi.
  • per i bambini ha realizzato l’album “Guido anch’io”; per le autoscuole il libretto sugli utenti deboli, dal titolo “Fenomenologia del pedone”.
  • ha proposto a Federauto, di includere di serie nell’acquisto delle auto nuove, il seggiolino per la ritenuta dei bambini per le famiglie che hanno un figlio per il quale vige l’obbligo del suo utilizzo, come prevede il CdS all’art. 172, e per le mamme che sono in dolce attesa.
  • la poesia “L’Abbraccio Materno della Legge” per l’educazione alla legalità, degli alunni delle scuole elementari e medie.

Il lavoro di Fabio Bergamo, noto ormai ovunque, è stato riportato su oltre 370 giornali online e cartacei, locali e nazionali (La Repubblica, Il Mattino, Il Messaggero), su diversi siti internet di salute e medicina (IPASVI Collegio Infermieri di Bologna, Nurse24, Sardegna Medicina, Infermieristicamente.it, Nurse Times), su vari altri siti internet e blog ed ancora su riviste cartacee di livello nazionale (Folio, Le Strade, Quattroruote, Gente Motori, ecc…).

Sito internet di Fabio Bergamo: www.fabiobergamo.it

E-mail: info@fabiobergamo.it

 

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Attualità

La Revisione Periodica della carrozzeria attraverso il beneficio delle piccole riparazioni

revisione carrozzeria

La proposta della “revisione periodica della carrozzeria” porta la firma di Fabio Bergamo, scrittore impegnato da molti anni sul capitolo “sicurezza stradale”. Le sue proposte note ed apprezzate dal Ministero dei Trasporti, Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, ASAPS Polizia Stradale, ecc…, e riportate su siti, blog, giornali e riviste di livello nazionale, sono approdate in Parlamento. Su di esse infatti l’ On. Paolo Russo, terrà, a breve, una interrogazione parlamentare alla Camera dei Deputati.

Lasciamo, di seguito, il testo della stessa, elaborato da Fabio Bergamo e la comunicazione dell’ Avv. Grazia Ferrara di Napoli, entrambi inviati da Lei all’ ANIA rendendo nota alla medesima associazione, la sua disponibilità a seguire legalmente l’evolversi dell’ iniziativa riguardante appunto l’introduzione del beneficio delle piccole riparazioni – come “clausola” da inserire nel normale contratto RC Auto – destinato esclusivamente agli utenti virtuosi (BONUS RIPARATIVO).

Fabio Bergamo ringrazia l’ Avv. Grazia Ferrara e l’On. Paolo Russo per il sostegno offerto al suo lavoro. Ringrazia altresì Federcarrozzieri per la battaglia a favore dei diritti degli utenti danneggiati per i quali si è giunti alla elaborazione della Carta di Bologna come della Piattaforma Oxygen per la gestione rapida e quindi trasparente dei sinistri da parte delle autocarrozzerie.

Segue Testo della proposta di Fabio Bergamo e Lettera dell’ Avv. Grazia Ferrara inviate all’ ANIA in data 24 marzo 2016 :

I Documenti sono in Formato PDF

Testo della proposta di Fabio Bergamo

Lettera dell’ Avv. Grazia Ferrara

Alcuni giornali che hanno riportato la proposta relativa alla revisione periodica della carrozzeria attraverso il beneficio delle piccole riparazioni, avanzata da Fabio Bergamo:

su ASAPS POLIZIA STRADALE
http://www.asaps.it/51778-_educazione_stradale_dei_bambini_il_primo_giocoalbum_.html

Leggi oggi – Motori Oggi gestito dal Dr. Girolamo Simonato Comandante della polizia locale in prov. di PD
http://www.leggioggi.it/2016/03/03/sicurezza-stradale/

La Rampa – giornale della Campania –
http://www.larampa.it/sicurezza-stradale-le-proposte-di-bergamo-approdano-in-parlamento/

Curiosità, Formazione

“Guido anch’io” di Fabio Bergamo: giocoalbum per l’educazione stradale dei bambini

Salve a tutti.

Oggi volevo presentarvi l’opera ideata e scritta dallo scrittore Fabio Bergamo col contributo di Federcarrozzieri. L’obiettivo del giocoalbum “Guido anch’io” è quello di insegnare ai bambini l’educazione stradale attraverso il gioco. Si tratta di uno strumento didattico per trasmettere, agli alunni delle scuole primarie, la conoscenza dei segnali stradali: i piccini imparano e al contempo si divertono.

In viaggio con la sua automobilina
Il piccolo, con la sua automobilina che incollerà su un cartoncino, percorre un tragitto durante il quale conoscerà, pagina dopo pagina, i segnali nella loro forma e funzione. Li colorerà, rispondendo ai miniquiz. E completerà, la segnaletica orizzontale e verticale, servendosi delle figurine adesive.
fabio_bergamo_guido_anch_ioL’insegnante potrà dunque seguire gli alunni nel loro percorso di gioco che include le regole basilari dell’educazione stradale. È prezioso che i piccini abbiano già una conoscenza consapevole della sicurezza stradale”: tutti i rischi connessi al mancato rispetto dei cartelli. Rischi per se stessi e per gli altri utenti della strada. Perché quei bimbi un giorno saranno genitori, con responsabilità importantissime quando si viaggia in auto. Un altro fine del giocoalbum “Guido anch’io” è incentivare il senso di responsabilità individuale e collettiva e far crescere dentro il piccolino le motivazione per guidare in modo sicuro, per essere un ciclista, uno scooterista o un pedone rispettoso delle regole.

Chi è l’autore
Fabio Bergamo (Torino, 1972) è uno scrittore che ha avanzato diverse interessanti proposte a favore della sicurezza stradale: in particolare, lo Stop Avanzato che perfeziona lo stop mettendo in comunicazione i veicoli che hanno la precedenza con quelli che intendono impegnare l’intersezione. Ma anche l’Indicatore di Tenuta del margine destro per ricordare ai conducenti di guidare in prossimità del margine destro della corsia ai fini del reale mantenimento della distanza di sicurezza. e che favorisce nei conducenti l’osservazione dei segnali stradali. Utile pure l’indice di pericolosità stradale IPS, che con due livelli informa del pericolo nella sua gravità (col 1° livello si guida nel rispetto delle norme; col 2° la guida sarà effettuata in massima prudenza). (fonte: blog ilcarrozziere.it)

Il libro in sintesi
PAGINE DELL’ALBUM: 24 a colori + gli adesivi
COPERTINA: plastificata a colori

Per informazioni ed acquisto
Fabio Bergamo
E-mail: info@fabiobergamo.it
Tel. 334 8148826

Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto

RIFLESSIONI DI UNO SCRITTORE SULLA #RCAUTO

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Salve a tutti. E’ Appena terminata la giornata di mobilitazione della #cartadibologna contro il Ddl (anti)concorrenza. Tempo di sistemare i titoli di coda, di inviare un paio di comunicati stampa, depositare cartelli e striscioni, chiudere le luci in sala ed ecco che riceviamo le riflessioni dello scrittore etico Fabio Bergamo che, dopo averci accompagnato nella tappa novembrina di Benevento, ci teneva a partecipare ed intervenire anche a Napoli per presentare le sue idee innovative in tema di sicurezza stradale.

Di seguito pubblichiamo le sue riflessioni sulla tappa partenopea della cartadibologna.

FABIO BERGAMO: NON DEVONO ESSERE LE AUTOCARROZZERIE A CONVENZIONARSI CON LE ASSICURAZIONI.

“Come ho detto nel mio breve intervento tenuto a Napoli  il 14 marzo 2015 presso l’Hotel Terminus e come, poco prima, avevo anticipato all’On. Paolo Russo che ha acconsentito alla mia riflessione..

….ho detto che i giovani subiscono una grave discriminazione da parte delle compagnie assicuratrici come conducenti inesperti non vedendosi restituire la somma pagata in più sul premio, se non causano sinistri..

….in più ho aggiunto che lo stesso neopatentato (ormai maturo nella sua età) ad es. con 20-30 anni di patente (da considerarsi esperto proprio perché non ha commesso incidenti gravi che causassero danni molto onerosi negli interventi di riparazione dei veicoli danneggiati o ancor peggio provocando morti o feriti) non può – con i soldi che la compagnia ha ricevuto per molti anni da lui come assicurato – rivolgersi al carrozziere per vedere riparata la sua auto non per un sinistro (per il quale interviene la polizza assicurativa come già oggi accade) ma ad esempio, per il fatto che la sua auto non parcheggiata in un box privato e quindi su strada, rimane danneggiata in maniera lieve… perdendo comunque valore come bene di sua proprietà (si veda la famosa tassa di possesso o bollo che noi paghiamo insieme alla polizza ogni anno).

“Quando si tratta di pagare il bollo sono possessore del mio veicolo, quando si tratta di vedere restituito il mio denaro sottoforma di “riparazione supplementare” perché non scaturita da un evento dannoso che possa considerarsi sinistro, non sono più possessore della mia auto ma da essa ne sono posseduto: in quanto obbligato a pagare il bollo e la polizza assicurativa non ho risorse per portare la mia auto dal carrozziere..”.

Che fare a questo punto?

 Le pretese assurde delle compagnie assicurative (pretese pari a quelle dei delinquenti che chiedono il famoso “pizzo” ai commercianti) nei confronti delle vittime (con la riduzione dei risarcimenti per i danni alla persona come dei costi delle riparazioni presso i carrozzieri) stanno ancora una volta a dimostrare e a confermare che la sicurezza ad esse non interessa, anzi, se per noi l’incidente è frutto di una casualità (distrazione, inesperienza, imprevisto, malore, disgrazia, insidia stradale, ecc..) per esse l’incidente deve esserci… anche se costa tanto non conta…. (con gli utili che hanno fatto negli ultimi anni possono pagare un bel po’ di risarcimenti (riferendomi ai danni alla persona e per questo, risparmiando, possono pagarne in numero anche maggiore).

LE RIPARAZIONI EXTRA-SINISTRO

 A questo punto è GIUSTO stabilire per legge che si vada dal carrozziere non solo quando ci sono incidenti (cosa normalissima e scontata) ma anche per le piccole riparazioni non causate da un sinistro… (ciò naturalmente con la dovuta trasparenza nella perizia come nelle riparazioni) e a condizioni che il conducente sia esperto e sia patentato da un tot numero di anni.. (non mi riferisco alla famosa polizza kasko o ad altri tipi di coperture che richiedono ulteriori costi per l’assicurato e non si basano sull’esperienza del conducente, ma solo ad una formula Bonus Malus più giusta che tenga conto appunto del rischio del conducente al pari del rischio che corrono le assicurazioni, vedi alea contrattuale).

 Penso ai danni lievi come la rottura di uno specchietto causata ad esempio dal manubrio di una bici in movimento, come i graffi della carrozzeria dovuti all’apertura delle portiere in un parcheggio, le pietruzze che schizzano sulla carrozzeria scheggiandola, la lesione di un paraurti nelle piccole manovre, la spaccatura di un faro o un fanale posteriore, ecc.., si potrebbero fare ancora tanti esempi….., eventi dannosi che non rientrano nella categoria degli atti vandalici e sicuramente i carrozzieri saprebbero stilare un elenco dei danni lievi che l’auto riporta, ferma o in movimento, senza che si arrivi alla denuncia di incidente (sinistro) e senza sapere chi sia stato a causare il danno (visto che un vero colpevole non c’è).

Facciamo un esempio per capirci:

 Si può stabilire una quota percentuale (che sarà destinata alla riparazione dei “danni lievi” non dovuti ad un sinistro) sul premio pagato dal conducente su un periodo di tempo di minimo 10 anni, periodo nel quale il conducente per avere il beneficio, non avrà dovuto causare incidenti gravi (per incidenti gravi si intendono quelli il cui costo di riparazione supera una certa soglia prevista dalla legge o ancora causanti feriti o morti, ecc..).

 Tale proposta non potrà che essere utile anche nella riduzione dei sinistri portando i conducenti a stare più attenti quando essi alla guida; infatti se si è puniti quando si sbaglia… si deve essere premiati quando non si causano incidenti (questo è il vero senso del bonus-malus.., fino ad oggi invece pur non causando incidenti paghiamo un premio sempre più alto e alla fine ci vogliono fare lo sconto… se ci rivolgiamo alla carrozzeria convenzionata) e se non possono più scontare la polizza riducono i risarcimenti…. (come ben capite tutto quadra..).

 Nel primo decennio di guida la percentuale potrebbe essere del 20% del premio, nel secondo decennio del 15%, nei successivi del 10%. Per l’assicurato che invece ha l’auto parcheggiata in un box privato o comunque in spazi più sicuri, le percentuali del premio destinate alle piccole riparazioni sarebbero della metà.

 Una cosa simile si definisce RICHIAMO quando le case costruttrici per un difetto di fabbricazione chiamano i veicoli prodotti in un dato periodo, per sostituire una parte del motore, o una parte elettrica non funzionante, ecc…; oppure la riscontriamo quando ogni 2 anni portiamo il veicolo a revisione..; la stessa manutenzione che i conducenti fanno periodicamente ai veicoli ci ricorda che essa andrebbe fatta anche con la carrozzeria dell’auto presso un’autocarrozzeria specializzata al pari dei centri per le revisioni che appunto effettuano tali controlli perché AUTORIZZATI dalla Motorizzazione Civile (anche le autocarrozzerie dunque vanno autorizzate).

 Ciò significa anche prevenire/controllare in parte le truffe e garantire veramente ai conducenti virtuosi il diritto di vedere rispettato il proprio bene (il detto non fallisce: “meglio prevenire che curare” e la prevenzione è un valore utile per tutti).

 Basta girare un po’ per strada e sarà facile vedere molte auto in che condizioni stanno pur pagando, i loro proprietari, l’assicurazione e mi riferisco a persone e famiglie che hanno un reddito che permette loro con gran sacrificio, solo di pagare la polizza (e il bollo auto, per giunta molte volte già in scadenza, e che serve a rifocillare i vari carrozzoni che tutti ben conosciamo) senza potere – pur volendolo – accollarsi altre spese per le “PICCOLE RIPARAZIONI” alla carrozzeria.

Ecco perché le compagnie assicurative vogliono arrivare a controllare anche il lavoro dei carrozzieri…. più diminuisce il valore dell’auto più si spende meno (vedi ciò che si sta facendo sul risarcimento danni) per ripararla dal carrozziere (un guadagno e un risparmio simultanei per le compagnie; per gli utenti una totale fregatura con l’aggiunta dei rischi che corrono in strada).

Molto furbe le compagnie….. tengo a precisare che la sicurezza per loro è semplicemente un COSTO (altro che funzione sociale dell’assicurazione)… più dei risarcimenti e le riparazioni, ed ora stanno arrivando anche a toccare le carrozzerie e i risarcimenti per i danni alla persona.

Mi auguro che i politici facciano una Legge che garantisca a tutti i propri diritti: diritti degli utenti, diritti dei riparatori, ecc.. e soprattutto ci siano meno vite distrutte o menomate sulla strada… (si vedano le mie proposte sul mio sito internet delle quali non mi stancherò mai di parlare avendo visto molti giovani morire in strada).

E bisogna partire dai giovani e dai più deboli (non solo in strada come utenti ma anche economicamente parlando) per invertire la rotta e correggere le storture presenti nella filiera che ruota intorno alla RC Auto.., partendo dunque dal sinistro fino ad arrivare al procedimento giudiziario che decreterà il risarcimento per le vittime ed a stilare così, una volta per tutte, le stesse tabelle del danno alla persona e ad introdurre il reato di “omicidio stradale” nei casi in cui tale incriminazione sia legittima (le tabelle di Milano sono soltanto una base di partenza per stabilire le quote da risarcire per i danni permanenti causati alla persona; ma è partendo dalla base (cioè dalla difesa del valore economico del bene cioè la propria automobile come già detto) che si arriva poi a definire, per ultimo, la vera entità dell’indennizzo del danno alla persona (danno biologico, ecc..).

Aggiungo che sto elaborando una mia proposta di legge sull’omicidio stradale che presenterò nei futuri incontri organizzati da FEDERCARROZZIERI e una mia idea della formula Bonus Malus.

La proposta che ho poc’anzi segnalato a tutela dei consumatori-assicurati potrebbe essere inserita in una successiva riforma organica della Formula Bonus Malus e può tranquillamente rientrare nella Carta di Bologna che ha come scopo la tutela dei diritti dei danneggiati e rispondere alle pretese illegittime delle assicurazioni come appunto denunciato da me in queste pagine.

Ringrazio Davide Galli, Luigi Mercurio, Roberto Barbarino e tutti quelli che hanno partecipato attivamente o da ospiti all’evento del 14 marzo 2015″.

Fabio Bergamo

http://www.fabiobergamo.it

(Foto: fonte archivio web).

Attualità, Curiosità

La Distanza di Sicurezza

E’ possibile migliorare la sicurezza stradale intervenendo sui regolamenti e sulla segnaletica stradale? Fabio Bergamo, scrittore impegnato da molti anni sul problema della sicurezza stradale, è convinto di sì! Infatti, il suo lavoro e le sue proposte elaborate vengono sottoposte  con sollecitudine all’attenzione del Ministero dei Trasporti. Di seguito un suo elaborato sulla distanza di sicurezza. 

“La Distanza di Sicurezza
Come fare educazione stradale attraverso i segnali”

 di Fabio Bergamo (*)

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La distanza da tenere dal veicolo che precede quello da noi guidato, che prende il nome di “distanza di sicurezza”, è alla base di una circolazione stradale regolata dalle norme del C.d.S. che prevedono il suo mantenimento e dettata ancor più dalla prudenza.

ImmagineIl suo obbligo è sancito all’art. 149 del C.d.S. che stabilisce al primo comma: “Durante la marcia i veicoli devono tenere rispetto al veicolo che precede una distanza di sicurezza tale che sia garantito, in ogni caso, l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono”.

Ma vediamo i fattori che ci permettono di regolare correttamente la distanza di sicurezza e gli elementi che su di essa incidono negativamente e che, per conseguenza, sono alla scaturigine degli incidenti dovuti alla sua mancata o errata adozione.

La Distanza di Visibilità

La distanza di visibilità regolata sul “campo di visibilità” percepito appunto visivamente dal conducente deve essere sempre superiore alla distanza totale di arresto.

Il campo di visibilità del conducente dipende dalla conformazione stradale (tratto di strada rettilineo, curvilineo, incrocio, salita, illuminazione stradale, ecc…), dagli ostacoli esterni alla carreggiata, dal tipo di veicolo guidato, la posizione del conducente all’interno del veicolo, dai veicoli che precedono, ecc…

La Distanza Totale di Arresto

ImmagineLa distanza totale di arresto è la distanza fisica (e non teorica come nella distanza di visibilità che varia a seconda della situazione) che occorre al veicolo in movimento di arrestare la marcia, mediante l’uso del freno di servizio, senza causare un urto od un incidente con un altro veicolo o un ostacolo imprevisto. Essa è costituita dalla distanza di reazione (tempo e spazio di reazione) e dalla distanza di frenatura.

La distanza di reazione detta più comunemente spazio di reazione è data dai riflessi quindi dai tempi psico-tecnici del conducente nell’intervenire sui freni dal momento in cui percepisce il pericolo oltre che dalla velocità con cui il veicolo procede (spazio di reazione).

I tempi di reazione o psico-tecnici di un conducente oscillano tra gli 0,5 e gli 1,5 secondi: una persona in condizioni fisiche e psichiche normali ha un tempo di reazione pari a 0,7 secondi (sette decimi di secondo) che viene arrotondato a 1 secondo (tempo di reazione medio).

Lo spazio di reazione è invece proporzionale alla velocità: a 30 km/h lo spazio di reazione è di 9 metri, a 60 km/h è di 18 metri, a 90 km/h è di 27 metri, a 120 km/h è di 36 metri. In altre parole nel tempo di 1 secondo che occorre al conducente di intervenire sui freni dalla percezione del pericolo, lo spazio o distanza di reazione varia a seconda della velocità tenuta dal veicolo.

Per conoscere la distanza totale di arresto, alla distanza di reazione bisogna sommare la distanza di frenatura che è lo spazio che occorre ad arrestare il veicolo dal momento in cui il conducente inizia a frenare. Esso è dato da diversi fattori: le condizioni del tratto stradale interessato con la relativa aderenza dei pneumatici, l’usura del battistrada, l’efficienza dei freni e degli organi di sospensione, la velocità ed il carico del veicolo, la presenza dei sistemi elettronici di controllo e regolazione della frenata come il dispositivo ABS che impedisce il bloccaggio delle ruote, ecc…

Si tenga presente che la distanza di frenatura è proporzionale al quadrato della velocità (se si raddoppia la velocità la distanza di frenatura aumenta, per moltiplicazione geometrica, di ben quattro volte, per esempio: a 50 km/h la distanza di frenatura, su fondo stradale asciutto e con aderenza normale, è di 17 metri, a 100 km/h è di 68 metri; se la velocità triplica la distanza di frenatura è geometricamente nove volte più grande).

La Distanza di Sicurezza

Dalla distanza totale di arresto si deduce la distanza di sicurezza che è la distanza minima che deve tenersi dal veicolo che precede il proprio, e che equivale alla distanza percorsa nel tempo di reazione in base alla velocità e ai tempi psico-tecnici del conducente, mentre in situazioni in cui il rischio di incidente (tamponamento) è elevato deve essere pari alla distanza totale di arresto (distanza massima di sicurezza).

Essa va dunque regolata o meglio commisurata in base alla velocità del proprio veicolo e di quello che lo precede, alla scena stradale ossia alle condizioni del traffico, della strada e della visibilità, allo stato di efficienza dei freni, delle ruote, ecc.., al carico trasportato, al tipo di veicolo (massa), alla pendenza del piano stradale, alle condizioni atmosferiche, allo stato psicofisico del conducente, ecc..

La distanza minima di sicurezza, uguale allo spazio di reazione, può essere tenuta solo in particolari situazioni di guida, ossia in fase di sorpasso e quando i veicoli che precedono il proprio, transitano più o meno alla stessa velocità e ad una distanza, l’uno dall’altro, tale da evitare un tamponamento tra due o più veicoli (tamponamento a catena).

I DATI ALLARMANTI: soltanto nel 2012 a causa dell’errato mantenimento della distanza di sicurezza si sono verificati in Italia, 33.777 incidenti che hanno causato 325 morti e 55.447 feriti, rappresentando il 18% del totale degli incidenti, il 9% dei decessi e il 21% dei feriti  (DATI ISTAT).

I FATTORI DETERMINANTI:

Immaginead incidere negativamente sul mantenimento della distanza di sicurezza ci sono due cause principali che sono alla genesi del problema: la velocità dei veicoli ormai sempre più potenti e più ingombranti, in dimensioni, la corsia da essi occupata; il numero sempre più elevato dei veicoli circolanti che occupano longitudinalmente lo spazio necessario a che la distanza sia mantenuta correttamente.

I FATTORI di RISCHIO: sono le condizioni meteorologiche, lo stato della pavimentazione stradale ed il grado di pendenza della strada, l’efficienza del veicolo e il suo carico, i riflessi e le capacità del conducente, che possono tenersi in considerazione solo alla luce delle cause a priori e quindi fisiologiche citate, della riduzione della distanza stessa, che portano all’erroneo mantenimento di essa che, in quanto fenomeno, nel suo atto conclusivo, si manifesta nel sinistro ormai annunciato e non più evitabile.

Dunque, alla luce dei dati prima riportati, che non lasciano spazio a dubbi, visto che a causare tali sinistri sono conducenti regolarmente patentati, è necessario comprendere il problema, prima come condotta di guida da adottare ai fini della prudenza, e poi, nell’eventualità della frenata, come spazio da lasciare dal veicolo che precede, evitando il tamponamento ed i danni conseguenti che tale evento comporta agli stessi veicoli e alle persone trasportate, alla luce del tipo e della mole di traffico che le strade oggi presentano (immaginiamo un tamponamento tra un SUV e una utilitaria che ne uscirebbe distrutta, come già la cronaca quotidiana dei giornali o della TV ci riferisce, e che mostra, tanto nel numero, quanto negli effetti micidiali più che solamente mortali dei sinistri, come non si possa parlare più di semplici incidenti).

L’Indicatore di Tenuta del Margine Destro per il corretto mantenimento della distanza di sicurezzaImmagine

Per ovviare al problema nei fattori che lo determinano, per poi passare al controllo di quelli che portano al suo concretarsi, attraverso la formazione, la prevenzione e i controlli stradali degli agenti delle forze dell’ordine, si può adottare l’ Indicatore di tenuta del margine destro, da me ideato: un segnale orizzontale, bianco di forma curvilinea, unito alla striscia che separa i sensi di marcia, avente lo scopo di ricordare, appunto, ai conducenti in generale e ancor più ai neopatentati, di guidare in prossimità del lato destro della corsia per garantire realmente, il mantenimento della distanza di sicurezza ed evitare altresì pericolosi sorpassi (esso risulta essere l’unico segnale tra tutti quelli già in uso, a permettere di osservare con più attenzione i segnali e rispettare ciò che essi indicano o impongono); può essere collocato sia dove la striscia è continua, sia dove è discontinua, e disposto alternativamente in un senso e in un altro, nelle gallerie, sui viadotti, nelle curve, nelle strettoie, in prossimità degli incroci, ecc. Può essere adottato sulle strade extraurbane e sui tratti più pericolosi all’interno dei centri abitati. Le auto di grandi dimensioni (SUV) infatti, gli autobus ed i camion ostruendo la visibilità obbligano, i conducenti a guidare sul margine sinistro della corsia (striscia di mezzeria) portandoli ad aumentare la velocità ed a ridurre, sempre di più, la distanza di sicurezza, con i rischi che ne conseguono.

 mercoledì 10 dicembre 2014

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(*) Fabio Bergamo (Torino, 1972) è uno scrittore impegnato da molti anni sul problema della sicurezza stradale. Tra le sue proposte già nelle mani del Ministero dei Trasporti ricordiamo: lo Stop Avanzato che perfeziona lo stop mettendo in comunicazione i veicoli che hanno la precedenza con quelli che intendono impegnare l’intersezione; l’Indicatore di Tenuta del margine destro per ricordare ai conducenti di guidare in prossimità del margine destro della corsia ai fini del reale mantenimento della distanza di sicurezza e non solo; l’indice di pericolosità stradale IPS, che con due livelli informa del pericolo nella sua gravità (col 1° livello si guida nel rispetto delle norme; col 2° la guida sarà effettuata in massima prudenza); la minisospensione della patente per correggere la condotta dei giovani conducenti prima che commettano infrazioni pericolose; la validazione del sorpasso a destra in autostrada per il corretto utilizzo delle corsie; il Logo della sua attività costituito da un casco e una cintura uniti insieme; il Privia Stop che con una luce inserita nella parte frontale del veicolo segnala il suo rallentamento ai pedoni che attraversano la strada, ecc.. Sta lavorando ad una proposta di legge sull’omicidio stradale ed ancora ad altro, sul suo sito trovate i dettagli del suo lavoro: www.fabiobergamo.it

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