Attualità, Curiosità

La Distanza di Sicurezza

E’ possibile migliorare la sicurezza stradale intervenendo sui regolamenti e sulla segnaletica stradale? Fabio Bergamo, scrittore impegnato da molti anni sul problema della sicurezza stradale, è convinto di sì! Infatti, il suo lavoro e le sue proposte elaborate vengono sottoposte  con sollecitudine all’attenzione del Ministero dei Trasporti. Di seguito un suo elaborato sulla distanza di sicurezza. 

“La Distanza di Sicurezza
Come fare educazione stradale attraverso i segnali”

 di Fabio Bergamo (*)

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La distanza da tenere dal veicolo che precede quello da noi guidato, che prende il nome di “distanza di sicurezza”, è alla base di una circolazione stradale regolata dalle norme del C.d.S. che prevedono il suo mantenimento e dettata ancor più dalla prudenza.

ImmagineIl suo obbligo è sancito all’art. 149 del C.d.S. che stabilisce al primo comma: “Durante la marcia i veicoli devono tenere rispetto al veicolo che precede una distanza di sicurezza tale che sia garantito, in ogni caso, l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono”.

Ma vediamo i fattori che ci permettono di regolare correttamente la distanza di sicurezza e gli elementi che su di essa incidono negativamente e che, per conseguenza, sono alla scaturigine degli incidenti dovuti alla sua mancata o errata adozione.

La Distanza di Visibilità

La distanza di visibilità regolata sul “campo di visibilità” percepito appunto visivamente dal conducente deve essere sempre superiore alla distanza totale di arresto.

Il campo di visibilità del conducente dipende dalla conformazione stradale (tratto di strada rettilineo, curvilineo, incrocio, salita, illuminazione stradale, ecc…), dagli ostacoli esterni alla carreggiata, dal tipo di veicolo guidato, la posizione del conducente all’interno del veicolo, dai veicoli che precedono, ecc…

La Distanza Totale di Arresto

ImmagineLa distanza totale di arresto è la distanza fisica (e non teorica come nella distanza di visibilità che varia a seconda della situazione) che occorre al veicolo in movimento di arrestare la marcia, mediante l’uso del freno di servizio, senza causare un urto od un incidente con un altro veicolo o un ostacolo imprevisto. Essa è costituita dalla distanza di reazione (tempo e spazio di reazione) e dalla distanza di frenatura.

La distanza di reazione detta più comunemente spazio di reazione è data dai riflessi quindi dai tempi psico-tecnici del conducente nell’intervenire sui freni dal momento in cui percepisce il pericolo oltre che dalla velocità con cui il veicolo procede (spazio di reazione).

I tempi di reazione o psico-tecnici di un conducente oscillano tra gli 0,5 e gli 1,5 secondi: una persona in condizioni fisiche e psichiche normali ha un tempo di reazione pari a 0,7 secondi (sette decimi di secondo) che viene arrotondato a 1 secondo (tempo di reazione medio).

Lo spazio di reazione è invece proporzionale alla velocità: a 30 km/h lo spazio di reazione è di 9 metri, a 60 km/h è di 18 metri, a 90 km/h è di 27 metri, a 120 km/h è di 36 metri. In altre parole nel tempo di 1 secondo che occorre al conducente di intervenire sui freni dalla percezione del pericolo, lo spazio o distanza di reazione varia a seconda della velocità tenuta dal veicolo.

Per conoscere la distanza totale di arresto, alla distanza di reazione bisogna sommare la distanza di frenatura che è lo spazio che occorre ad arrestare il veicolo dal momento in cui il conducente inizia a frenare. Esso è dato da diversi fattori: le condizioni del tratto stradale interessato con la relativa aderenza dei pneumatici, l’usura del battistrada, l’efficienza dei freni e degli organi di sospensione, la velocità ed il carico del veicolo, la presenza dei sistemi elettronici di controllo e regolazione della frenata come il dispositivo ABS che impedisce il bloccaggio delle ruote, ecc…

Si tenga presente che la distanza di frenatura è proporzionale al quadrato della velocità (se si raddoppia la velocità la distanza di frenatura aumenta, per moltiplicazione geometrica, di ben quattro volte, per esempio: a 50 km/h la distanza di frenatura, su fondo stradale asciutto e con aderenza normale, è di 17 metri, a 100 km/h è di 68 metri; se la velocità triplica la distanza di frenatura è geometricamente nove volte più grande).

La Distanza di Sicurezza

Dalla distanza totale di arresto si deduce la distanza di sicurezza che è la distanza minima che deve tenersi dal veicolo che precede il proprio, e che equivale alla distanza percorsa nel tempo di reazione in base alla velocità e ai tempi psico-tecnici del conducente, mentre in situazioni in cui il rischio di incidente (tamponamento) è elevato deve essere pari alla distanza totale di arresto (distanza massima di sicurezza).

Essa va dunque regolata o meglio commisurata in base alla velocità del proprio veicolo e di quello che lo precede, alla scena stradale ossia alle condizioni del traffico, della strada e della visibilità, allo stato di efficienza dei freni, delle ruote, ecc.., al carico trasportato, al tipo di veicolo (massa), alla pendenza del piano stradale, alle condizioni atmosferiche, allo stato psicofisico del conducente, ecc..

La distanza minima di sicurezza, uguale allo spazio di reazione, può essere tenuta solo in particolari situazioni di guida, ossia in fase di sorpasso e quando i veicoli che precedono il proprio, transitano più o meno alla stessa velocità e ad una distanza, l’uno dall’altro, tale da evitare un tamponamento tra due o più veicoli (tamponamento a catena).

I DATI ALLARMANTI: soltanto nel 2012 a causa dell’errato mantenimento della distanza di sicurezza si sono verificati in Italia, 33.777 incidenti che hanno causato 325 morti e 55.447 feriti, rappresentando il 18% del totale degli incidenti, il 9% dei decessi e il 21% dei feriti  (DATI ISTAT).

I FATTORI DETERMINANTI:

Immaginead incidere negativamente sul mantenimento della distanza di sicurezza ci sono due cause principali che sono alla genesi del problema: la velocità dei veicoli ormai sempre più potenti e più ingombranti, in dimensioni, la corsia da essi occupata; il numero sempre più elevato dei veicoli circolanti che occupano longitudinalmente lo spazio necessario a che la distanza sia mantenuta correttamente.

I FATTORI di RISCHIO: sono le condizioni meteorologiche, lo stato della pavimentazione stradale ed il grado di pendenza della strada, l’efficienza del veicolo e il suo carico, i riflessi e le capacità del conducente, che possono tenersi in considerazione solo alla luce delle cause a priori e quindi fisiologiche citate, della riduzione della distanza stessa, che portano all’erroneo mantenimento di essa che, in quanto fenomeno, nel suo atto conclusivo, si manifesta nel sinistro ormai annunciato e non più evitabile.

Dunque, alla luce dei dati prima riportati, che non lasciano spazio a dubbi, visto che a causare tali sinistri sono conducenti regolarmente patentati, è necessario comprendere il problema, prima come condotta di guida da adottare ai fini della prudenza, e poi, nell’eventualità della frenata, come spazio da lasciare dal veicolo che precede, evitando il tamponamento ed i danni conseguenti che tale evento comporta agli stessi veicoli e alle persone trasportate, alla luce del tipo e della mole di traffico che le strade oggi presentano (immaginiamo un tamponamento tra un SUV e una utilitaria che ne uscirebbe distrutta, come già la cronaca quotidiana dei giornali o della TV ci riferisce, e che mostra, tanto nel numero, quanto negli effetti micidiali più che solamente mortali dei sinistri, come non si possa parlare più di semplici incidenti).

L’Indicatore di Tenuta del Margine Destro per il corretto mantenimento della distanza di sicurezzaImmagine

Per ovviare al problema nei fattori che lo determinano, per poi passare al controllo di quelli che portano al suo concretarsi, attraverso la formazione, la prevenzione e i controlli stradali degli agenti delle forze dell’ordine, si può adottare l’ Indicatore di tenuta del margine destro, da me ideato: un segnale orizzontale, bianco di forma curvilinea, unito alla striscia che separa i sensi di marcia, avente lo scopo di ricordare, appunto, ai conducenti in generale e ancor più ai neopatentati, di guidare in prossimità del lato destro della corsia per garantire realmente, il mantenimento della distanza di sicurezza ed evitare altresì pericolosi sorpassi (esso risulta essere l’unico segnale tra tutti quelli già in uso, a permettere di osservare con più attenzione i segnali e rispettare ciò che essi indicano o impongono); può essere collocato sia dove la striscia è continua, sia dove è discontinua, e disposto alternativamente in un senso e in un altro, nelle gallerie, sui viadotti, nelle curve, nelle strettoie, in prossimità degli incroci, ecc. Può essere adottato sulle strade extraurbane e sui tratti più pericolosi all’interno dei centri abitati. Le auto di grandi dimensioni (SUV) infatti, gli autobus ed i camion ostruendo la visibilità obbligano, i conducenti a guidare sul margine sinistro della corsia (striscia di mezzeria) portandoli ad aumentare la velocità ed a ridurre, sempre di più, la distanza di sicurezza, con i rischi che ne conseguono.

 mercoledì 10 dicembre 2014

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(*) Fabio Bergamo (Torino, 1972) è uno scrittore impegnato da molti anni sul problema della sicurezza stradale. Tra le sue proposte già nelle mani del Ministero dei Trasporti ricordiamo: lo Stop Avanzato che perfeziona lo stop mettendo in comunicazione i veicoli che hanno la precedenza con quelli che intendono impegnare l’intersezione; l’Indicatore di Tenuta del margine destro per ricordare ai conducenti di guidare in prossimità del margine destro della corsia ai fini del reale mantenimento della distanza di sicurezza e non solo; l’indice di pericolosità stradale IPS, che con due livelli informa del pericolo nella sua gravità (col 1° livello si guida nel rispetto delle norme; col 2° la guida sarà effettuata in massima prudenza); la minisospensione della patente per correggere la condotta dei giovani conducenti prima che commettano infrazioni pericolose; la validazione del sorpasso a destra in autostrada per il corretto utilizzo delle corsie; il Logo della sua attività costituito da un casco e una cintura uniti insieme; il Privia Stop che con una luce inserita nella parte frontale del veicolo segnala il suo rallentamento ai pedoni che attraversano la strada, ecc.. Sta lavorando ad una proposta di legge sull’omicidio stradale ed ancora ad altro, sul suo sito trovate i dettagli del suo lavoro: www.fabiobergamo.it

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