Assicurazione, Attualità, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, Eventi

Assicurazioni. ANIA dichiara utili stratosferici e minimi ribassi… MO’ BAST!

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La #CartadiBologna si muove ancora verso Sud. E’ la volta di Napoli.

Si riparte per una nuova stagione di #mobilitazione contro le riforme “anti-concorrenziali” messe in atto dal Governo in materia di Rcauto.

Noi non crediamo ai miracoli! Il nuovo pacchetto RcAuto sembra favorire esclusivamente la lobby delle assicurazioni a svantaggio del danneggiato e degli autoriparatori indipendenti.

Di seguito vi riporto il racconto dell’amico Roberto Barbarino, tratto dal suo blog:

Il 9 aprile i membri del movimento contro il decreto RCAuto che avevano partorito la #CartadiBologna, portarono all’attenzione dei parlamentari presenti una bozza di riforma della RCAuto che privilegiasse i diritti del cittadino in nome di principi fondamentali quali Libertà, Trasparenza e Concorrenza.

Cittadino tutelato sia come assicurato che come danneggiato.
Pochi giorni dopo Elena Bove scrisse un bellissimo articolo intitolato “La #cartadibologna traccia la mappa dei diritti.”… in quanto il cittadino, sia in veste di assicurato che in quella di danneggiato, trova piena tutela nei 13 punti della #cartadibologna
Rinunciare ai diritti….
Sfortunatamente, però, il 18 Ottobre 2014, in un convegno di Federcarrozzieri a Roma, ebbi modo di sentire l’intervento dell’avv. Settimio Catalisano, UNARCA-OUA, il quale candidamente raccontò che un giudice pubblicamente gli disse: “… ma in momenti come questo bisogna pur rinunciare ad alcuni diritti….”.
Ecco ! Un brivido mi pervase il corpo…
Il segno del destino: “I diritti non sono un lusso…”
Mi chiesi come fosse possibile che un Giudice, pur se non togato, potesse parlare in tal senso, potesse acconsentire alla negazione dei diritti sanciti in primis dalla Costituzione Italiana oltre che dalle Leggi…
Poi, quasi fosse un segno del destino, dopo solo due giorni ebbi modo di leggere su Repubblica un articolo bellissimo firmato da Stefano Rodotà dal titolo: “Perché i diritti non sono un lusso in tempo di crisi.”.
Il destino lo costruiamo noi! “Serve un fronte comune”…
Sulla scorta di quanto accadeva diedi una mano a Luigi Mercurio per l’organizzazione di un convegno Federcarrozzieri a Benevento, dal nome “Allarme rosso Rca, agguato alla libertà di scelta: serve un fronte comune”.
DDL concorrenza ? Non ci resta che combattere
Il pensiero di non piegarsi allo strapotere assicurativo ed ad un Governo miope che riproponeva sotto forma di decreto le idee mutuate dallo stralciato art.8 precedente decreto “Destinazione Italia” ha rafforzato il fronte comune, alzato l’attenzione tra le associazioni mobilitate tanto da esser pronti a riproporre la mobilitazione di Bologna dell’11 Gennaio 2014.
Utili stratosferici ANIA. Silenzio STRISCIAnte !
Nel contempo siamo riusciti a piazzare un colpo inaspettato riuscendo a far sapere sui media nazionali la reale portata degli utili dell’ANIA, (1.825 Mld nel 2012, 2.425 Mld nel 2013 e forse 3.5 Mld nel 2014) che invece di abbassare i premi delle polizze chiede al Governo di abbassare i risarcimenti ai cittadini…
Inizieremo stavolta da Napoli, al grido di MO’BAST!
L’associazione MO’BAST!, insieme ad ASSOUTENTI e con il significativo apporto economico del CUPSIT e di FEDERCARROZZIERI, sta preparando per Sabato 7 Marzo un convegno a Napoli, vertendo sul tema: “#RCAuto, un mercato senza concorrenza? Consumatori, autorità di controllo, diritti: proposte e progetti di riforma”.
Vogliamo la #cartadibologna… in #RCAuto: piena #Concorrenza, maggiore #Trasparenza e più #Diritti.
Formazione

Corsi di ricostruzione incidenti stradali – Modulo 1

Cattura-Copia-ridotto-.25Vi segnalo che da venerdì 6 febbraio lo Studio Tecnico Gaetano Esposito & Partners prosegue nella erogazione dei corsi di ricostruzione degli incidenti stradali.

I corsi si rivolgono sia a persone che già svolgono questa attività e che vogliano rinfrescare, integrare e/o aggiornare il proprio sapere e sia a quelli  che vogliono intraprendere questo tipo di percorso formativo ex novo.

Il 6 febbraio 2015 prende il via la serie di corsi dedicata a chi vuole occuparsi di “Ricostruzione di  incidenti stradali”. Continua a leggere “Corsi di ricostruzione incidenti stradali – Modulo 1”

Assicurazione, Attualità, Mondo Perito

Lettura: Confessioni di un Perito..

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Oggi il mio caro amico Roberto Barbarino, portava la mia attenzione ad un articolo di Quattroruote di febbraio 2015 (allegato di seguito in formato PDF). L’articolo “Confessioni di un Perito” raccoglie la testimonianza diretta di un perito assicurativo, probabilmente fiduciario di una o più compagnie assicurative, che lamenta un sistema e un meccanismo congegnato per ridurre i risarcimenti a discapito dei danneggiati.

Da quando ho iniziato l’attività nel settore ho ravvisato, mio malgrado, trasformazioni radicali, percependo mutamenti pericolosi. Mi sono chiesto “quale sarebbe stato il futuro della professione del Perito Assicurativo” che, invece di essere valorizzata, viene “de-professionalizzata” da un sistema assicurativo prepotente! Avevo già espresso tutta la mia preoccupazione e le mie perplessità sul futuro del Perito in un recente post, “C’era una volta il Perito, sottolineando e lamentando tutte le problematiche e le difficoltà di una’intera categoria smarrita, senza meta e lasciata al proprio destino.

Lo ripeto ancora una volta. E’ giunto il momento di RIBELLARSI e MOBILITARSI. E’ il tempo di liberarsi dalle SOTTOMISSIONI imposte da un sistema assicurativo che prepara una serie di manovre atte a limitare la LIBERTA’ dei danneggiati che “TAGLIERA'” migliaia di posti di lavoro non risparmiando nemmeno i Periti!

Vi lascio alla lettura dell’articolo ed una riflessione sul futuro che si delinea per la professione del Perito.

Confessioni di un Perito

Mondo Perito

VALUTAZIONE STORICA DI UNA VETTURA OGGETTO DI FURTO

Un ottimo esempio di valutazione di un veicolo oggetto di furto.

Avatar di robertomarinogeAPAID * www.apaid.it

Spesso ci viene richiesto di valutare quanto valesse una vettura che è stata rubata.

E’ uso presso i tribunali italiani usare una pubblicazione che è di origine svizzera e non pubblica pubblicità delle case automobilistiche, per cui si ritiene per prassi che sia imparziale. Le quotazioni italiane sono curate da Sanguinetti Editore che ogni mese, in seguito ad indagini di mercato, redige le valutazioni.

Queste, come detto, sono recepite come le quotazioni ufficiali usate anche dai professionisti del settore automotive e dai commercianti per valutare i veicoli che comprano, usando il listino blu, e rivendono usando il listino giallo.

Il Blu considera vetture da ripristinare, tagliandare, collaudare se serve e garantire se vendute a privati. Il Giallo il valore corrente delle vetture in vendita ai privati. Quindi per estensione del concetto anche in proprietà dei privati. Sul nostro sito è possibile trovarne una selezione qui.

I Periti Assicurativi vengono…

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Giurisprudenza

Dal Cupsit: Il Tribunale di Bologna rottama la legge 27/2012 – Unipol avvisata

legge

Dal Cupsit ricevo e pubblico una sentenza del Tribunale di Bologna (già presente sul sito dell’Unarca), che è frutto di una buona istruttoria di uno studio di infortunistica in fase stragiudiziale, di una buona relazione medico legale di parte e il buon lavoro di un avvocato nella fase giudiziale.

“Questo è il modus operandi che ci piace, perché frutto di una corretta collaborazione interdisciplinare”, riferisce il Dott. Stefano Mannacio, presdiente del Cupsit.

Di fronte all’ottusità delle compagnie nella liquidazione di alcuni danni, continua il Dott. Mannacio, il Tribunale di Bologna, dove ha sede il gruppo Unipolsai, detta la legge del buon senso.

Dove i giudici ragionano nella giusta direzione, il DDL concorrenza vorrebbe invece togliere al medico legale l’uso della vista per accertare, durante la “visita”, l’esistenza di un danno.

Di seguito la sentenza che ha il sapore di giustizia.

Tribunale Bologna, sez. III Civile, GU Neri, sentenza 192 dep 8 gennaio 2015

(Fonte: Cupsit)

Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, Ide@ Bove

DDL concorrenza? Non ci resta che combattere!

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Un anno fa, per me, la sottoscrizione della Carta di Bologna ha rappresentato l’esordio di un 2014 improntato alla battaglia. La consapevolezza di doverla intraprendere è nata dalla convinzione di quanto urgente fosse un intervento che fermasse lo strapotere delle lobbies assicurative che anno dopo anno, senza tregua hanno ottenuto sempre maggiori spazi. Spazi utilizzati per violare i più elementari diritti di ognuno di noi, spazi utilizzati per espandersi a macchia d’olio, spazi via via più speciosi. Un anno fa, grosso modo, all’inizio di febbraio, un passo in avanti è stato conquistato. Nella battaglia che ha visto sempre più adesioni, che ha lottato per informare, per aiutare ognuno di noi a comprendere come le notizie fossero deformate, come la normativa stesse stringendo la morsa con false promesse millantando risparmi in cambio di odiose rinunce alla libertà personale. Lo stralcio dell’art. 8 ha segnato un clamoroso risultato. Neppure ventiquattrore dopo, però, c’era già la consapevolezza che “il braccio di ferro” era ben lungi dall’essersi concluso. Bologna, Genova, Torino, Biella, Firenze (Calenzano), Cagliari, Roma e per la prima volta al sud a Benevento hanno disegnato la mappa di una Italia pronta a reagire. Come nelle previsioni gli escamotage si moltiplicano e nell’ennesimo DDL Concorrenza riappare la tenace Vicari che in totale dispregio di tutte le vessazioni sin qui sopportate da vittime della strada, consumatori tutti, carrozzieri, patrocinatori, avvocati, medici legali e professionisti d’ogni settore, insiste e persiste. La forza delle lobby assicurative non pare conoscere ostacoli, trasversale e capace i raggiungere qualsivoglia premier, questa volta lusinga anche Renzi. E’ il suo turno, è la sua occasione per celebrare la prosecuzione di un unico solo, vero mandato, quello assegnato dalle assicurazioni. E’ l’ennesimo tentativo per infiltrare un tot di norme pro assicurazione alla volta. La misura è colma. E’ bene che sia chiaro. Non c’è tregua per chi ha lottato sino ad oggi, non c’è scoramento per chi assiste ai ripetuti tentativi, non ci sarà mai rassegnazione per chi è deciso a contrastare un sistema che può solo soffocare e condurre alla negazione di qualsivoglia forma di crescita e sviluppo civile. Ancora una volta, occorre tenere alta la soglia, ancora una volta occorre leggere oltre gli sconti propagandati, ancora una volta bisogna chiarire, a quanti ancora non lo avessero compreso, che questa è questione di tutti, nessuno escluso! Occorre spiegare nuovamente che manovre come questa hanno una serie di conseguenze inevitabili: l’abbassamento dei costi della manodopera incide senza dubbio sul tipo di riparazioni effettuate e questo, sempre di più, ci porterà ad essere tutti circondati da potenziali detentori di una vera e propria licenza d’uccidere, ferire o comunque danneggiare. Un’auto riparata a basso costo è un’auto che diventa un’arma nelle mani di chiunque la guidi , capace di cambiare la vita di tutti coloro che dovessero incrociarla. In questi casi non cambia essere o non essere fiduciari, appartenere o meno ad una status privilegiato. Continuiamo a rimandare l’inserimento dell’omicidio stradale, continuiamo a chiudere gli occhi sul numero di morti e feriti in costante aumento. Sì, diamo priorità agli incassi delle compagnie assicuratrici, non paghe di rendiconti sbalorditivi. Quanto occorre ancora perché nuove ed ulteriori figure siano tagliate anche in ambito assicurativo? Non basta mortificare la libertà e la dignità professionale di tutti i professionisti che operano all’interno di questo sistema non basta imporre dictat sempre più stringenti imponendo tagli sempre più inaccettabili, la strada porta diritta ad una sola direzione: l’accumulo irrazionale di pochi, pochissimi contro la lesione dei diritti di tantissimi. Non si sentano al riparo fiduciari d’ogni tipo, impiegati certi dell’indeterminato, amici degli amici, questa ennesima riproposizione dell’art. 8 in salsa rivisitata sa’ di muffa. Inutili i condimenti, i rimpasti e tutti i tentativi di presentarla in versione gourmet.. è una vera porcata!!!

di Elena Bove

Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto

LA LOBBY DELLE ASSICURAZIONI HA UN NUOVO AMICO: MATTEO RENZI

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Cari cittadini/e, colleghi/e patrocinatori stragiudiziali e periti assicurativi, cari autoriparatori,
ancora una volta il Governo pressato dalle forze assicurative tenta di collocare all’interno di un DDL, che di.. concorrenza ha ben poco, norme già stralciate e riposte nel cassetto dai precedenti Governi!
Un nuovo attacco contro la libertà di scelta del danneggiato che rischia di  penalizzare la gran parte della categoria degli autoriparatori indipendenti. Una manovra che rischia di tagliare migliaia di posti di lavoro nel settore dellautoriparazione e non solo..

Ecco di seguito un articolo che analizza con chiarezza la bozza del DDL in materia #Rcauto:

di Marco Palombi,
Il Fatto Quotidiano

LA BOZZA DEL DDL CONCORRENZA SU CUI LAVORA L’ESECUTIVO SEMBRA SCRITTA DALL’ANIA: MENO RISARCIMENTI E NORME CHE FAVORISCONO LE COMPAGNIE

Il 20 febbraio arriveranno in Consiglio dei ministri un bel po’ di leggi e decreti. Lo ha promesso martedì Matteo Renzi citando – tra gli altri – il ddl Concorrenza scritto da Federica Guidi. E qui c’è un problema. A giudicare dalla bozza in possesso del Fatto Quotidiano, infatti, al ministero dello Sviluppo hanno svuotato i cassetti di vecchie norme già respinte dal Parlamento: ci si riferisce, in particolare, a quelle in materia di Rc Auto, che al solito sembrano uscite dalla penna di un funzionario dell’Ania, la Confindustria delle assicurazioni.

Diminuire i risarcimenti: l’ossessione di un decennio

Anche nel disegno di legge di Renzi c’è una norma che Ania tenta di far approvare almeno dall’ultimo governo Berlusconi: un taglio drastico sui risarcimenti per i macrodanni (cosette permanenti come la perdita di un arto o la morte). Un breve riassunto: il Codice delle assicurazioni entrato in vigore nel 2006 delegava il governo a stilare tabelle nazionali con i valori del risarcimento entro 24 mesi (la delega scadeva a gennaio 2008). Quelle per i microdanni (da 1 a 9 punti) arrivarono quasi subito, le altre (da 10 a 100 punti) finirono disperse: a delega già morta ci provò nell’agosto 2011 l’ex Cavaliere e all’inizio del 2012 Mario Monti con un apposito Dpr su tabelle elaborate dai tecnici del ministero dello Sviluppo. Il motivo di questo improvviso risveglio è semplice: proprio nel 2011 la Cassazione aveva stabilito che le tabelle nazionali già esistono e sono quelle – compilate in maniera scientificamente impeccabile – dal Tribunale di Milano. Solo che alle assicurazioni non piacciono: con quelle si paga troppo e infatti quelle del ministero tagliano i risarcimenti fino al 50%. Ora il ddl Guidi-Renzi riprova laddove fallirono i padri e, pur di fare un favore alle assicurazioni, in tre righe tenta di resuscitare una delega al governo scaduta da sei anni.

Il colpo di frusta: quando una parola è di troppo

In principio fu Monti, ma ora Renzi supera e corregge il maestro: nessuno dovrà mai risarcire un “colpo di frustra”. È andata così. Quando inizia la crisi le assicurazioni vanno in sofferenza, poi tornano agli utili con una cura semplice: aumento dei prezzi e abbattimento dei risarcimenti. A quest’ultima parte ci ha pensato il governo tecnico, che a inizio 2012 stabilì che i danni di lieve entità vanno risarciti solo se in presenza di un “accertamento clinico strumentale obiettivo”. Che significa? I medici legali delle compagnie non riconoscono mai i piccoli danni tipo il “colpo di frusta” e all’assicurato resta l’unica scelta di fare esami assai costosi per un risarcimento che potrebbe persino non coprirli. Risultato: quel capitolo è passato dal costare alle compagnie 2,7 miliardi l’anno a poco più di uno. E che facevano, nel frattempo, i costi per gli utenti? Ovviamente aumentavano. La legge di Monti, però, lasciava ancora qualche spazio all’autonoma scelta del medico e qui arriva il ddl di Renzi: nessuno spazio alla constatazione “visiva” del danno. O fai gli esami clinici o niente soldi.

Gli avanzi di Letta: quando i renziani erano contro

Altre norme presenti nel ddl Concorrenza vengono dritte dritte da un decreto del governo di Enrico Letta: all’epoca i renziani in Parlamento (assai meno di oggi) provvidero a far stralciare quelle norme, oggi il loro capo si appresta a ripresentarle. L’impianto propagandistico è lo stesso: vi faremo risparmiare il 25%. Poi magari non sarà proprio così, intanto le assicurazioni si prendono i loro vantaggi. Le compagnie – dice il testo – devono applicare “sconti significativi” a chi ad esempio fa montare la scatola nera sulla sua auto (peccato che i costi di installazione e funzionamento siano a carico del cliente). Altro cavallo di battaglia dell’Ania presente nel nuovo testo è il cosiddetto “ risarcimento in forma specifica ” (si fa riparare la macchina da un carrozziere scelto dall’assicurazione): questo – oltre a far diventare i 15 mila carrozzieri italiani dei terzisti delle compagnie – lascia all’assicurazione la scelta sulle modalità di riparazione. Tradotto: tra due soluzioni tecniche, il carrozziere convenzionato sceglierà sempre quella meno costosa per i suoi datori di lavoro. E c’è pure lo sconto se si accetta il divieto di cessione del diritto al risarcimento: quando cioè il carrozziere ripara la macchina e poi è lui a vedersela con la compagnia (anche qui il problema è la qualità tecnica delle riparazioni e la valutazione del costo del lavoro dell’artigiano).

Un mercato inefficiente, che verrà lasciato com’è

Dalla liberalizzazione di metà anni Novanta al 2012 i sinistri sono diminuiti del 40%, mentre i costi per l’utente – dice uno studio Adusbef – aumentavano del 245% (da 391 a 1.350 euro). Risultato: il 10% del parco auto circolante non ha l’assicurazione. Secondo la stessa Ania, l’indice dei sinistri è calato dal 15% di vent’anni fa al 6,3% del 2013. Com’è possibile allora che le polizze siano sempre salite? Le truffe c’entra poco. Spiega l’Antitrust: “Il settore della Rc Auto in Italia è un mercato con debole tensione competitiva”, in cui “le inefficienze vengono trasferite sui premi, con le imprese più efficienti che preferiscono realizzare margini più elevati anziché competere”. E infatti, laddove in Francia una quarantina di compagnie si
contendono i clienti, in Italia i primi tre gruppi – Unipol/Fonsai, Allianz e Generali – si dividono oltre i 2/3 del mercato. Di questo, ovviamente, il ddl Concorrenza non si occupa.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it

Immagini: fonte web

Lavoro, Mondo Perito

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Assicurazione

Come comportarsi in caso di incidente stradale?

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E’ iniziato un nuovo anno, come sempre, con entusiasmo e buoni propositi. Ripartiamo con alcuni suggerimenti utili da utilizzare in caso di incidente stradale. Bene! Riporteremo di seguito alcune regole basilari su come comportarsi in caso di sinistro: “cosa fare?” e “a chi rivolgersi?”.

Primo passo – Il modello CAI

modello cai istruzioniLa compilazione del modello CAI è il primo momento fondamentale dopo un sinistro stradale. L’utilizzo corretto del CAI (per esteso: modello di Constatazione Amichevole di Incidente) può valere sia quale denuncia di sinistro alla propria Compagnia, ai sensi dell’art. 143 del decreto legislativo 209/2005, sia quale conciliazione tra le parti coinvolte nell’evento.

La compilazione del modello è comunque un’attività delicata e si deve procedere preferibilmente con l’assistenza di un esperto in quanto l’erronea compilazione può produrre effetti pregiudizievoli nei confronti del danneggiato.

Il modello CAI deve essere compilato in tutte le sue parti. Sono individuabili 4 sezioni. Una centrale nella quale occorre indicare data, luogo del sinistro e modalità dello stesso, con barratura delle ipotesi indicate ed eventuale riproduzione con disegno della dinamica del sinistro. Nelle altre due sezioni (laterali) occorre riportare tutti i dati delle parti coinvolte nel sinistro, conducente e contraente della polizza (luogo e data di nascita, codice fiscale, residenza, patente di guida) delle auto e delle compagnie assicurative. Nella quarta sezione occorre riportare dati aggiuntivi relativi ad eventuali autorità intervenute sul luogo del sinistro, eventuali testimoni, trasportati ed eventuali lesioni riportate dalle persone coinvolte.

Per utilizzare il modello CAI ai fini “conciliativi” è necessario che lo stesso sia compilato congiuntamente dalle parti coinvolte nell’evento, e dai medesimi sottoscritto (c.d. modello CAI a doppia firma). In tale ipotesi, le parti, sottoscrivendo, “fissano” le modalità del sinistro, con ammissione di responsabilità di una delle parti o una responsabilità concorsuale (30%, 50%, ecc.). Il vantaggio di quest’ultima soluzione è rappresentata dalla riduzione dei termini di liquidazione dei danni. Difatti, la Compagnia, in tale caso, ha 30 giorni (e non 60) di tempo per pagare il danno a cose e 90 giorni per le lesioni, decorrenti questi ultimi dalla guarigione clinica.

Il modello CAI può anche essere utilizzato per assolvere alle formalità previste dall’art. 143 del decreto legge sopra citato; a tal fine è sufficiente che copia di esso venga allegata alla richiesta di risarcimento che sarà presentata all’assicuratore del responsabile. Utilizzare un solo modulo per entrambi i veicoli coinvolti nel sinistro (oppure due moduli per il caso che nel sinistro siano coinvolti tre veicoli e così via). Il modulo può essere fornito da una qualsiasi delle parti. Attenzione: l’accordo non vincola l’assicuratore che, attraverso approfonditi accertamenti, ha la facoltà di ricostruire le circostanze del sinistro stradale.

Secondo passo – Come presentare  la richiesta di risarcimento danni

Ricordiamo, innanzitutto, che dal 1 febbraio del 2007 è in vigore la normativa del risarcimento diretto. Per attivare tale procedura di risarcimento è necessario che si verifichino determinate condizioni:

  • L’incidente è costituito da un urto diretto tra due veicoli a motore (automobile, motociclo, ciclomotore).
  • Entrambi i veicoli hanno una targa italiana, della Repubblica di San Marino o della Città del Vaticano.
  • Entrambi i veicoli sono identificati e assicurati per la RC Auto con Compagnie di assicurazioni autorizzate a operare in Italia.
  • Se nell’incidente si registrano anche danni a persone, si può accedere al risarcimento diretto solo in caso di danni di “lieve entità”, che quindi abbiano causato un’invalidità permanente inferiore al 9%. Se invece l’invalidità permanente è superiore al 9% non sarà possibile accedere al risarcimento diretto e anche in questo caso bisognerà fare riferimento alla procedura normale.
  • I ciclomotori sono ammessi solo se muniti di targa ai sensi del DPR 6 marzo 2006 n. 153 (ciclomotori immatricolati dopo il 14 luglio del 2006 con targa a 6 cifre). Quindi se in un incidente è coinvolto un motorino immatricolato prima di quella data, bisognerà, come previsto dalla vecchia normativa, rivolgersi alla compagnia assicurativa civilmente responsabile.

Quindi, la procedura di risarcimento direttoobbliga” il “danneggiato/assicurato”, in fase stragiudiziale, a richiedere il risarcimento alla propria compagnia di assicurazione, e non a quella dell’altro soggetto coinvolto nel sinistro, ai sensi dell’art. 149 del decreto legislativo 209/2005.

In tutti gli altri casi, diversi da quelli sopraelencati, è necessario richiedere il risarcimento danni alla compagnia assicuratrice del responsabile civile, ai sensi dell’art. 148 del decreto legislativo 209/2005.

Alcuni casi, comuni, ma esclusi dal risarcimento diretto sono i seguenti:

  • gli incidenti in cui siano coinvolti tre o più veicoli a motore (es. i tamponamenti multipli).
  • Gli incidenti senza urto (es. da un veicolo cade un carico sporgente per via di un manovra azzardata di un altro veicolo, oppure quando per evitare un altro veicolo si urta un ostacolo).
  • Nei casi di incidenti con veicoli agricoli, o con rimorchio non agganciato al veicolo (es. rimorchio, carrello o roulotte in sosta o spostata a mano).

Se il danneggiato/assicurato non si ritiene responsabile del sinistro, in tutto o in parte, dovrà rivolgere la richiesta di risarcimento al proprio assicuratore R.C. Auto mediante:

  • raccomandata con avviso di ricevimento, anche inviata a mezzo PEC, indirizzata alla propria Agenzia o presso la Sede Legale ;
  • consegna a mano presso la propria Agenzia (in questo caso richiedere la ricevuta);
  • telefax alla propria Agenzia o presso la Sede Legale;
  • telegramma nelle stesse modalità;
  • e-mail (condizione se prevista nelle condizioni di polizza del contratto).

Raccomandiamo, sempre, l’invio mediante raccomandata A/R, anche attraverso l’utilizzo della PEC.

Nei casi in cui non può essere applicato il risarcimento diretto, la richiesta di risarcimento del danno va inviata mediante raccomandata con avviso di ricevimento (anche PEC) alla Compagnia di assicurazioni che garantisce il veicolo responsabile del sinistro.

La richiesta dovrà contenere i seguenti elementi:

  • Data, luogo e ora del sinistro.
  • Generalità delle parti coinvolte (assicurati, conducenti dei veicoli).
  • Dinamica dell’incidente.
  • Dati dei veicoli coinvolti.
  • Luogo e ora in cui il veicolo danneggiato è a disposizione per l’accertamento dei danni.
  • Indicazione di eventuali lesioni subite.
  • Nominativo di eventuali testimoni o autorità intervenute sul luogo dell’incidente.

Due casi, meno comuni, ma esclusi dal risarcimento diretto sono i seguenti:

  • gli incidenti avvenuti in territorio nazionale ma che coinvolgano veicoli con targa straniera.
  • Gli incidenti verificatisi all’estero.

Nel primo caso, per richiedere il risarcimento dei danni subiti, ai sensi dell’art. 125 del decreto legislativo 209/2005, occorre inviare una lettera raccomandata con avviso di ricevimento a UCI – Corso Sempione, 39 – 20145 MILANO o a mezzo PEC (uci@pec.ucimi.it) indicando tutti i dati a disposizione (indicazioni del giorno, ora e luogo del sinistro, generalità delle parti coinvolte, dati dei veicoli, indicazioni di eventuali lesioni subite, indicazione di testimoni  o autorità, ecc.).

Nel secondo caso, se l’incidente si è verificato in uno degli Stati del sistema “Carta Verde”, o in uno dei Paesi dello Spazio Economico Europeo (Unione Europea più Islanda, Liechtenstein e Norvegia) o immatricolati in Svizzera il danneggiato può avvalersi della procedura prevista dall’art. 151 del decreto legislativo 209/2005. Le modalità e la modulistica per individuare l’assicuratore estero del veicolo che ha provocato l’incidente e il mandatario per la liquidazione dei sinistri nominato in Italia dall’assicuratore estero sono descritte sul sito di CONSAP S.p.A., alla voce Centro Informazione Italiano. Se l’assicuratore estero, o il mandatario per la liquidazione dei sinistri nominato in Italia, entro tre mesi dalla richiesta di risarcimento non hanno fornito una risposta motivata a tale richiesta di risarcimento, il danneggiato può chiedere l’intervento di CONSAP S.p.A., Servizio Organismo di Indennizzo. (Via Yser, 14 – 00198 Roma – Fax 0685796334 – PEC: consap@pec.consap.it – E-Mail: organismo@consap.it.

Per concludere, nel caso di persona trasportata rimasta infortunata nell’incidente stradale, ai sensi dell’art. 141 del decreto legislativo 209/2005, l’azione di risarcimento danni deve essere esercitata nei confronti della compagnia di assicurazioni del veicolo su cui viaggiava che, al di là delle responsabilità nel sinistro, deve provvedere al risarcimento congruo dei danni, fino al massimale previsto. Nel caso il risarcimento eccede il massimale, il danneggiato può fare richiesta alla compagnia assicuratrice del responsabile civile per ottenere la parte non risarcita.

leggeDa evidenziare: La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 180 del 19.06.2009, ha stabilito quanto segue: “l’azione diretta contro il proprio assicuratore è configurabile come una facoltà, e quindi un’alternativa all’azione tradizionale per far valere la responsabilità dell’autore del danno”. Quindi, il ricorso all’indennizzo diretto, in fase giudiziale, resta una facoltà e non un obbligo per il danneggiato che può scegliere di agire in causa contro l’assicurazione del danneggiante.

Terzo passo – consigli utili.

In caso di disaccordo tra le parti o in presenza di feriti si raccomanda di:

  • chiedere l’intervento sul luogo del sinistro delle autorità (polizia, carabinieri, vigili urbani, ecc.);
  • scattare fotografie dei mezzi coinvolti nell’incidente ritraenti le targhe e le zone danneggiate;
  • scattare fotografie panoramiche del luogo del sinistro;
  • verificare la presenza di testimoni e richiederne le generalità.

In caso di controversia ogni elemento probatorio a favore può semplificare il risarcimento dei danni subiti. Raccomandiamo, in tutti i casi, di richiedere sempre l’intervento delle autorità (polizia, carabinieri, vigili urbani ecc.), oppure contattare un esperto di ricostruzione della dinamica di un sinistro per non imbattersi in lungaggini di tipo burocratico e non solo!

Importante: Non esitate ad affidare l’incarico ad un professionista del settore dell’infortunistica stradale.

Eventi

Auguri di Buone Feste!

Immagine natale

 

Auguri a tutti.

E’ arrivato anche quest’anno Natale. Le strade sono arricchite dalle luminarie natalizie e vengono intasate da migliaia di veicoli che si muovono per gli ultimi acquisti natalizi alla ricerca del regalo di tendenza. La corsa è ben avviata nonostante risulti un periodo difficilissimo per molte famiglie ed un momento complicato per moltissimi professionisti del mio settore.

Non è tempo di stare immobili e passivi. Bisogna essere sensibili ai mutamenti che avvengono nel comparto della Rc Auto ed opporsi e ribellarsi agli attacchi che, continuamente, provengono dall’esterno. Bisogna iniziare ad essere più coesi perché l’obbiettivo che ci unisce è lo stesso: “la tutela dei diritti del danneggiato”. Ecco perché mi impegno a pubblicare quello che fa parte della mie esperienza professionale e della mia quotidianità lavorativa. L’intento e di condividerlo e farne un argomento di confronto con tutti Voi. Il confronto e la condivisone sono due punti fondamentali per migliorare gli aspetti professionali del nostro settore.

Un augurio di Buone Feste a tutti Voi ed i vostri cari, con la speranza e la fiducia di un futuro migliore.

Luigi Mercurio

Attualità, Curiosità

La Distanza di Sicurezza

E’ possibile migliorare la sicurezza stradale intervenendo sui regolamenti e sulla segnaletica stradale? Fabio Bergamo, scrittore impegnato da molti anni sul problema della sicurezza stradale, è convinto di sì! Infatti, il suo lavoro e le sue proposte elaborate vengono sottoposte  con sollecitudine all’attenzione del Ministero dei Trasporti. Di seguito un suo elaborato sulla distanza di sicurezza. 

“La Distanza di Sicurezza
Come fare educazione stradale attraverso i segnali”

 di Fabio Bergamo (*)

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La distanza da tenere dal veicolo che precede quello da noi guidato, che prende il nome di “distanza di sicurezza”, è alla base di una circolazione stradale regolata dalle norme del C.d.S. che prevedono il suo mantenimento e dettata ancor più dalla prudenza.

ImmagineIl suo obbligo è sancito all’art. 149 del C.d.S. che stabilisce al primo comma: “Durante la marcia i veicoli devono tenere rispetto al veicolo che precede una distanza di sicurezza tale che sia garantito, in ogni caso, l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono”.

Ma vediamo i fattori che ci permettono di regolare correttamente la distanza di sicurezza e gli elementi che su di essa incidono negativamente e che, per conseguenza, sono alla scaturigine degli incidenti dovuti alla sua mancata o errata adozione.

La Distanza di Visibilità

La distanza di visibilità regolata sul “campo di visibilità” percepito appunto visivamente dal conducente deve essere sempre superiore alla distanza totale di arresto.

Il campo di visibilità del conducente dipende dalla conformazione stradale (tratto di strada rettilineo, curvilineo, incrocio, salita, illuminazione stradale, ecc…), dagli ostacoli esterni alla carreggiata, dal tipo di veicolo guidato, la posizione del conducente all’interno del veicolo, dai veicoli che precedono, ecc…

La Distanza Totale di Arresto

ImmagineLa distanza totale di arresto è la distanza fisica (e non teorica come nella distanza di visibilità che varia a seconda della situazione) che occorre al veicolo in movimento di arrestare la marcia, mediante l’uso del freno di servizio, senza causare un urto od un incidente con un altro veicolo o un ostacolo imprevisto. Essa è costituita dalla distanza di reazione (tempo e spazio di reazione) e dalla distanza di frenatura.

La distanza di reazione detta più comunemente spazio di reazione è data dai riflessi quindi dai tempi psico-tecnici del conducente nell’intervenire sui freni dal momento in cui percepisce il pericolo oltre che dalla velocità con cui il veicolo procede (spazio di reazione).

I tempi di reazione o psico-tecnici di un conducente oscillano tra gli 0,5 e gli 1,5 secondi: una persona in condizioni fisiche e psichiche normali ha un tempo di reazione pari a 0,7 secondi (sette decimi di secondo) che viene arrotondato a 1 secondo (tempo di reazione medio).

Lo spazio di reazione è invece proporzionale alla velocità: a 30 km/h lo spazio di reazione è di 9 metri, a 60 km/h è di 18 metri, a 90 km/h è di 27 metri, a 120 km/h è di 36 metri. In altre parole nel tempo di 1 secondo che occorre al conducente di intervenire sui freni dalla percezione del pericolo, lo spazio o distanza di reazione varia a seconda della velocità tenuta dal veicolo.

Per conoscere la distanza totale di arresto, alla distanza di reazione bisogna sommare la distanza di frenatura che è lo spazio che occorre ad arrestare il veicolo dal momento in cui il conducente inizia a frenare. Esso è dato da diversi fattori: le condizioni del tratto stradale interessato con la relativa aderenza dei pneumatici, l’usura del battistrada, l’efficienza dei freni e degli organi di sospensione, la velocità ed il carico del veicolo, la presenza dei sistemi elettronici di controllo e regolazione della frenata come il dispositivo ABS che impedisce il bloccaggio delle ruote, ecc…

Si tenga presente che la distanza di frenatura è proporzionale al quadrato della velocità (se si raddoppia la velocità la distanza di frenatura aumenta, per moltiplicazione geometrica, di ben quattro volte, per esempio: a 50 km/h la distanza di frenatura, su fondo stradale asciutto e con aderenza normale, è di 17 metri, a 100 km/h è di 68 metri; se la velocità triplica la distanza di frenatura è geometricamente nove volte più grande).

La Distanza di Sicurezza

Dalla distanza totale di arresto si deduce la distanza di sicurezza che è la distanza minima che deve tenersi dal veicolo che precede il proprio, e che equivale alla distanza percorsa nel tempo di reazione in base alla velocità e ai tempi psico-tecnici del conducente, mentre in situazioni in cui il rischio di incidente (tamponamento) è elevato deve essere pari alla distanza totale di arresto (distanza massima di sicurezza).

Essa va dunque regolata o meglio commisurata in base alla velocità del proprio veicolo e di quello che lo precede, alla scena stradale ossia alle condizioni del traffico, della strada e della visibilità, allo stato di efficienza dei freni, delle ruote, ecc.., al carico trasportato, al tipo di veicolo (massa), alla pendenza del piano stradale, alle condizioni atmosferiche, allo stato psicofisico del conducente, ecc..

La distanza minima di sicurezza, uguale allo spazio di reazione, può essere tenuta solo in particolari situazioni di guida, ossia in fase di sorpasso e quando i veicoli che precedono il proprio, transitano più o meno alla stessa velocità e ad una distanza, l’uno dall’altro, tale da evitare un tamponamento tra due o più veicoli (tamponamento a catena).

I DATI ALLARMANTI: soltanto nel 2012 a causa dell’errato mantenimento della distanza di sicurezza si sono verificati in Italia, 33.777 incidenti che hanno causato 325 morti e 55.447 feriti, rappresentando il 18% del totale degli incidenti, il 9% dei decessi e il 21% dei feriti  (DATI ISTAT).

I FATTORI DETERMINANTI:

Immaginead incidere negativamente sul mantenimento della distanza di sicurezza ci sono due cause principali che sono alla genesi del problema: la velocità dei veicoli ormai sempre più potenti e più ingombranti, in dimensioni, la corsia da essi occupata; il numero sempre più elevato dei veicoli circolanti che occupano longitudinalmente lo spazio necessario a che la distanza sia mantenuta correttamente.

I FATTORI di RISCHIO: sono le condizioni meteorologiche, lo stato della pavimentazione stradale ed il grado di pendenza della strada, l’efficienza del veicolo e il suo carico, i riflessi e le capacità del conducente, che possono tenersi in considerazione solo alla luce delle cause a priori e quindi fisiologiche citate, della riduzione della distanza stessa, che portano all’erroneo mantenimento di essa che, in quanto fenomeno, nel suo atto conclusivo, si manifesta nel sinistro ormai annunciato e non più evitabile.

Dunque, alla luce dei dati prima riportati, che non lasciano spazio a dubbi, visto che a causare tali sinistri sono conducenti regolarmente patentati, è necessario comprendere il problema, prima come condotta di guida da adottare ai fini della prudenza, e poi, nell’eventualità della frenata, come spazio da lasciare dal veicolo che precede, evitando il tamponamento ed i danni conseguenti che tale evento comporta agli stessi veicoli e alle persone trasportate, alla luce del tipo e della mole di traffico che le strade oggi presentano (immaginiamo un tamponamento tra un SUV e una utilitaria che ne uscirebbe distrutta, come già la cronaca quotidiana dei giornali o della TV ci riferisce, e che mostra, tanto nel numero, quanto negli effetti micidiali più che solamente mortali dei sinistri, come non si possa parlare più di semplici incidenti).

L’Indicatore di Tenuta del Margine Destro per il corretto mantenimento della distanza di sicurezzaImmagine

Per ovviare al problema nei fattori che lo determinano, per poi passare al controllo di quelli che portano al suo concretarsi, attraverso la formazione, la prevenzione e i controlli stradali degli agenti delle forze dell’ordine, si può adottare l’ Indicatore di tenuta del margine destro, da me ideato: un segnale orizzontale, bianco di forma curvilinea, unito alla striscia che separa i sensi di marcia, avente lo scopo di ricordare, appunto, ai conducenti in generale e ancor più ai neopatentati, di guidare in prossimità del lato destro della corsia per garantire realmente, il mantenimento della distanza di sicurezza ed evitare altresì pericolosi sorpassi (esso risulta essere l’unico segnale tra tutti quelli già in uso, a permettere di osservare con più attenzione i segnali e rispettare ciò che essi indicano o impongono); può essere collocato sia dove la striscia è continua, sia dove è discontinua, e disposto alternativamente in un senso e in un altro, nelle gallerie, sui viadotti, nelle curve, nelle strettoie, in prossimità degli incroci, ecc. Può essere adottato sulle strade extraurbane e sui tratti più pericolosi all’interno dei centri abitati. Le auto di grandi dimensioni (SUV) infatti, gli autobus ed i camion ostruendo la visibilità obbligano, i conducenti a guidare sul margine sinistro della corsia (striscia di mezzeria) portandoli ad aumentare la velocità ed a ridurre, sempre di più, la distanza di sicurezza, con i rischi che ne conseguono.

 mercoledì 10 dicembre 2014

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(*) Fabio Bergamo (Torino, 1972) è uno scrittore impegnato da molti anni sul problema della sicurezza stradale. Tra le sue proposte già nelle mani del Ministero dei Trasporti ricordiamo: lo Stop Avanzato che perfeziona lo stop mettendo in comunicazione i veicoli che hanno la precedenza con quelli che intendono impegnare l’intersezione; l’Indicatore di Tenuta del margine destro per ricordare ai conducenti di guidare in prossimità del margine destro della corsia ai fini del reale mantenimento della distanza di sicurezza e non solo; l’indice di pericolosità stradale IPS, che con due livelli informa del pericolo nella sua gravità (col 1° livello si guida nel rispetto delle norme; col 2° la guida sarà effettuata in massima prudenza); la minisospensione della patente per correggere la condotta dei giovani conducenti prima che commettano infrazioni pericolose; la validazione del sorpasso a destra in autostrada per il corretto utilizzo delle corsie; il Logo della sua attività costituito da un casco e una cintura uniti insieme; il Privia Stop che con una luce inserita nella parte frontale del veicolo segnala il suo rallentamento ai pedoni che attraversano la strada, ecc.. Sta lavorando ad una proposta di legge sull’omicidio stradale ed ancora ad altro, sul suo sito trovate i dettagli del suo lavoro: www.fabiobergamo.it

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DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, Eventi

Grazie per la partecipazione!

oxyfed

Benevento, Convegno Federcarrozzieri.

E’ sicuramente merito dei cittadini e degli autoriparatori intervenuti numerosi sabato 29 novembre 2014  a Benevento presso l’ UNA Hotel, il successo dell’evento organizzato da Federcarrozzieri.

In platea c’erano anche Patrocinatori Stragiudiziali, pochi, ma è comunque un passo avanti! La difesa del danneggiato ci interessa molto da vicino. Peccato che i Periti Assicurativi restano “passivi” ad eventi di questa portata! Già, dimenticavo le stesse compagnie assicurative amano definirli “passivi”.

Grazie agli organizzatori e tutti quelli che hanno collaborato, contribuito e supportato questo evento.

Un grazie ai relatori che hanno portato la propria esperienza condividendola con la platea.

Infine, ringrazio i politici intervenuti che si dimostrano sensibili ai problemi degli autoriparatori.

E’ stata la prima tappa al SUD della mobilitazione RCAuto contro le manovre messe in atto dalle lobby assicurative a sfavore della libertà del danneggiato di scelta dell’autoriparatore in caso di sinistro stradale. L’occasione, inoltre, ha fornito l’opportunità agli autoriparatori intervenuti di conoscere ed approfondire la piattaforma Oxygen proposta da Federcarrozzieri come un valido sostegno alle autocarrozzerie che utilizzano la cessione di credito.

Sono già in programma due nuove tappe al sud a cui sicuramente noi non mancheremo!

Grazie a tutti!

Cliccando sul link è possibile visualizzare le foto del Convegno.

https://www.dropbox.com/sh/n4nw5vuwsa6gvhi/AACmNnaMtnIrFJhuNEMMzeF8a?dl=0

#libertàperildanneggiato #libertàdellecarrozzerie

DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, Eventi

Convegno Federcarrozzieri: il commento di Fabio Bergamo

L’evento del 29 novembre 2014 organizzato da Federcarrozzieri a Benevento presso l’ UNA Hotel, per presentare la piattaforma Oxigen ideata sapientemente da Davide Galli a tutela della indipendenza dei riparatori e a difesa dei diritti dei danneggiati, è stato un modo per conoscersi e confrontarsi sulla scorta delle proprie esperienze e delle proprie idee. Un momento di crescita per tutti che dimostra oltretutto la serietà e la responsabilità degli artigiani carrozzieri che stanno subendo attacchi dalle assicurazioni con il pretesto di abbassare le polizze  partendo appunto dalla riduzione dei costi delle riparazioni mettendo così a repentaglio la qualità del lavoro e l’attività stessa delle aziende artigiane. Dal mio punto di vista penso che l’utente della strada che è fortemente a rischio da conducente o pedone, deve essere libero di decidere a quale operatore rivolgersi trovando, per questo, un amico nella figura del Carrozziere.

Il Convegno ha permesso a me di presentare le mie proposte sulla sicurezza stradale. Ringrazio per l’opportunità Il Presidente Davide Galli, Luigi Mercurio e tutte le persone che a vario titolo sono intervenute e ancora gli ospiti che hanno potuto capire meglio i rischi che oggi incontrano sulla strada. Lascio ai lettori del Blog di Luigi Mercurio il documento in PDF del mio lavoro presentato a Benevento.

Concludo dicendo che le leggi vengono rispettate dai destinatari di esse, se si rispetta il lavoro che come persone degne di rispetto svolgono; non è un caso che l’art. 1 della Costituzione sancisca il principio lavorista come base per lo sviluppo non solo economico ma anche sociale delle persone.

 Fabio Bergamo

Le idee dello scrittore Fabio Bergamo sulla sicurezza stradale

DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, Eventi

La #cartadibologna è sbarcata al Sud!

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È stata dura ma ce l’abbiamo fatta. E’ iniziata la caccia alle #streghe, titolava Federcarrozzieri qualche giorno fa. C’è voluto tanto lavoro e sacrificio, ma con la passione di uomini e donne #uniti per la libertà del danneggiato la #cartadibologna è sbarcata a Benevento.

La prima tappa al Sud!

#libertàperildanneggiato #libertàdellecarrozzerie

Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, Eventi

Allarme ROSSO #RCAuto, agguato alla libertà di scelta! #mobilitiamoci

Manifesto1

 La libertà non consiste nell’avere un buon padrone, ma nel non averne affatto.  (cit. Marco Tullio Cicerone, Repubblica)

Agguato alla libertà di scelta

Sabato 29 novembre la #mobilitazionercauto arriva a Benevento. Si tratta della prima tappa a SUD. Un’occasione per partecipare e contribuire alla battaglia promossa dalle organizzazioni della #CartadiBologna contro i quanti, sensibili alle pressioni delle lobby assicurative, tentano di privare i danneggiati dei propri diritti: si vuole cancellare i principi fondamentali della responsabilità civile e del risarcimento dei danni, basati da norme e disposizioni del Codice Civile!

Limitazione del principio del neminem laedere

Qualcuno vorrebbe farci dimenticare l’esistenza dell’Art. 2043 del Codice Civile relativo alla responsabilità extracontrattuale o aquiliana o da fatto illecito, il quale obbliga al risarcimento dei danni chiunque arrechi, con fatto proprio, doloso o colposo, un danno “ingiusto” ad altri. Le lobby assicurative, avallate delle scelte illogiche del Governo, mirano a limitare il diritto al risarcimento dei danni per il danneggiato!

Serve un fronte comune

Tutte le organizzazioni della Carta di Bologna proseguiranno la battaglia nel settore #RCAuto.

Il mio invito a #mobilitarsi è rivolto ai patrocinatori stragiudiziali, ai periti assicurativi,  non tutti certo ma almeno quelli che dichiarano di operare per i privati, a tutte le categorie collegate al settore, medici, avvocati, ma anche gli stessi cittadini. Una mobilitazione, civile e piena di passione, a favore della libertà del danneggiato.

A Benevento comincia la caccia alle Streghe

Non restiamo a guardare mentre vogliono toglierci la libertà!
‪#‎libertàdeldanneggiato‬ ‪#‎mobilitazione‬ ‪#‎RCAuto‬ ‪#‎CartadiBologna‬

Convegno Federcarrozzieri

Non ci sono più scuse! Benevento sabato 29 novembre, ore 15.00.

UNA Hotel  – Via dei Mulini, 48 clicca qui per visualizzare la mappa

L’occasione è di quelle che non si presentano due volte!

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