Assicurazione, Giurisprudenza

Cassazione: No alla “prova della necessità” del ricorso all’auto sostitutiva

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Ci riferiamo alla recente sentenza n. 21789 del 28 ottobre 2016 emessa della Cassazione, Sez. III Civile.

Un’altra buona notizia a tutela dei danneggiati.

In primo grado il Giudice di Pace non riconosceva l’esborso del noleggio per “asserita mancanza di prova sull’effettiva necessità del ricorso all’auto sostitutiva”, riconoscendo solo in parte il “fermo tecnico”.

Nel successivo appello, in pratica, il Tribunale di Chieti confermava la decisione del primo Giudice condannando l’attore alle spese di giudizio.

Ma nel terzo grado di giudizio, la Cassazione accoglie il ricorso dell’attore ribaltando, di fatto, le precedenti decisioni del GdP e del Tribunale.

In buona sostanza la Corte riconosce all’attore il costo sostenuto per il noleggio anche in mancanza di prova sull’effettiva necessità del ricorso all’auto sostitutiva in caso di riparazione del veicolo danneggiato a seguito di sinistro stradale.

Si spera che, con questa sentenza, le Compagnie rinuncino all’invio di lettere di mancato riconoscimento del costo del noleggio sostenuto dal danneggiato, prolungando di fatto l’ottenimento del giusto risarcimento.

L’automobilista che subisce un sinistro stradale, per la sola privazione della propria autovettura ferma  per le riparazioni, viene a trovarsi in uno stato di necessità.

Di seguito puoi scaricare la Sentenza della Cassazione

Foto: viperagp / 123RF Archivio Fotografico

Attualità

Incidenti stradali: le soluzioni di Fabio Bergamo giungono alla Commissione Trasporti della Camera.

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COMUNICATO STAMPA

GLI INCIDENTI STRADALI NEL MONDO

Secondo i dati rilevati dalla indagine “Global status report on road safety 2015” realizzata dall’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ogni anno nel Mondo perdono la vita in strada a causa degli incidenti, oltre 1.250.000 persone.

Dal suo studio l’ OMS rileva anche che gli incidenti causano il 90% dei morti nei paesi a basso e medio reddito, anche se in questi paesi circola solamente il 54% dei veicoli.

L’Europa ha il più basso numero di incidenti per abitante (9,3 ogni 100.000) mentre l’Africa ha il più alto (26,6). In Medio Oriente il 19,9, nell’area del Pacifico il 17,5, nel Sud Est Asiatico il 17 e nelle Americhe il 15,9. Le categorie più a rischio sono i motociclisti, (23% delle morti), i pedoni (22%), ed i ciclisti (4%). Un altro dato interessante è che il 48% delle persone morte hanno un’età compresa tra i 15 e i 44 anni. Il 73%, ovvero i tre quarti dei casi di incidenti mortali hanno interessato uomini; ed i giovani di sesso maschile sotto i 25 anni hanno una probabilità di rischio che supera di tre volte quella delle giovani donne. Dall’indagine risulta che negli ultimi tre anni, il numero delle morti per incidente stradale è cresciuto in 68 paesi, ed è diminuito invece in 79 di essi.

 GLI INCIDENTI STRADALI IN ITALIA

Nel primo semestre del 2016, sulla base dei dati ISTAT, gli incidenti con lesioni a persone, sono stati 83.549. I morti entro il trentesimo giorno, sono stati 1.466, i feriti 118.349. In confronto ai dati dello stesso periodo dell’anno 2015, le stime mostrano una riduzione dello 0,8% dei sinistri con lesioni a persone, del 4,7% delle vittime e dello 0,5% delle persone ferite. Pur col netto calo della mortalità rispetto al periodo gennaio-giugno 2015, il livello resta alto e non in linea con l’obiettivo europeo del 2020 (dimezzamento del numero di vittime). Nel primo semestre 2016 il numero di vittime sulle autostrade si riduce del 15% rispetto allo stesso periodo del 2015. Per le strade urbane/extraurbane la diminuzione è invece compresa tra il 2 e il 5%. Nei primi sei mesi dell’anno le contravvenzioni elevate dalla Polizia Stradale per uso del cellulare alla guida e per eccesso di velocità sono cresciute rispettivamente del 25% e del 22%. (DATI ISTAT). A determinare gli incidenti sono: la distrazione del conducente, il mancato rispetto delle regole di sicurezza e precedenza; la velocità troppo elevata; il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, del casco e dei seggiolini per i bambini; l’uso del cellulare nonché la guida sotto gli effetti dell’alcool o droghe.

Secondo le stime dell’ Istituto Superiore della Sanità gli accessi al pronto soccorso, a causa degli incidenti stradali, con conseguenti interventi del personale medico ed infermieristico, sono stati in Italia, nel 2014, circa 900.000.

IN PARLAMENTO UN PACCHETTO DI PROPOSTE PER RIDURRE LE VITTIME

Le proposte di Fabio Bergamo, che da anni porta avanti la sua battaglia a favore della sicurezza stradale, dopo essere state apprezzate dalle Forze dell’ Ordine, dall’ASAPS Polizia Stradale, oltre che dal Ministero dei Trasporti, ecc.., sono giunte alla Camera dei Deputati, grazie all’interessamento dell’ On. Paolo Russo e dell’On. Andrea Colletti, e saranno discusse alla COMMISSIONE TRASPORTI, appena inizieranno i lavori relativi alla riforma del CdS, attesa da tempo, sul capitolo sicurezza stradale. Esse sono:

  • lo Stop Avanzato che perfeziona la disciplina dello stop;
  • l’indicatore di tenuta del margine destro per guidare vicino al margine destro della corsia per mantenere della distanza di sicurezza;
  • l’indice di pericolosità stradale (IPS) che con due livelli informa della gravità del pericolo (col primo si guiderà in base alle norme del CdS, col secondo si guiderà adottando la massima prudenza, pensiamo le curve, le gallerie, i viadotti, le confluenze;
  • il DAS che con due delineatori posti a diverse distanze del semaforo facilita l’attraversamento all’incrocio evitando di passare col rosso (il primo destinato alle auto ferme al semaforo, il secondo, più distante da esso, per le auto in movimento);
  • il limite di velocità di 40 Km/h sulle strade a doppio senso, lasciando quello di 50 km/h sulle strade a senso unico ed ha coniato il nuovo termine di “limite di transito” nei confronti dei pedoni, più che di limite di velocità destinato esclusivamente ai veicoli, e quello del “dovere di antecedenza” per i conducenti che hanno il dovere di dare ai pedoni la precedenza, quando essi, avendolo segnalato per tempo, attraversano, nei centri abitati, fuori delle strisce;
  • la validità giuridica del sorpasso a destra in autostrada, per l’uso corretto delle tre corsie definendole per il loro uso (corsia di marcia normale o di primo superamento per la corsia di destra; corsia di primo sorpasso o di secondo superamento per la centrale; corsia di secondo sorpasso o di terzo superamento per quella di sinistra);
  • nelle rotatorie il limite generale di 40 Km/h e di 30 km/h quando in esse sono presenti dei ciclisti.
  • la definizione di segnale stradale e incidente stradale non presenti nell’art. 3 del CdS;
  • per la RC Auto ha pensato alla clausola per il “beneficio delle piccole riparazioni” atta alla revisione periodica della carrozzeria a vantaggio dei conducenti virtuosi.
  • per i bambini ha realizzato l’album “Guido anch’io”; per le autoscuole il libretto sugli utenti deboli, dal titolo “Fenomenologia del pedone”.
  • ha proposto a Federauto, di includere di serie nell’acquisto delle auto nuove, il seggiolino per la ritenuta dei bambini per le famiglie che hanno un figlio per il quale vige l’obbligo del suo utilizzo, come prevede il CdS all’art. 172, e per le mamme che sono in dolce attesa.
  • la poesia “L’Abbraccio Materno della Legge” per l’educazione alla legalità, degli alunni delle scuole elementari e medie.

Il lavoro di Fabio Bergamo, noto ormai ovunque, è stato riportato su oltre 370 giornali online e cartacei, locali e nazionali (La Repubblica, Il Mattino, Il Messaggero), su diversi siti internet di salute e medicina (IPASVI Collegio Infermieri di Bologna, Nurse24, Sardegna Medicina, Infermieristicamente.it, Nurse Times), su vari altri siti internet e blog ed ancora su riviste cartacee di livello nazionale (Folio, Le Strade, Quattroruote, Gente Motori, ecc…).

Sito internet di Fabio Bergamo: www.fabiobergamo.it

E-mail: info@fabiobergamo.it

 

Assicurazione, Attualità

#RcAuto: Ecco la nuova #CARD edizione 2017

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Buongiorno,

dal 1 marzo 2017 è entrata in vigore la nuova Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto, la cosiddetta #CARD.

Una delle novità più importanti inserire nel testo è sicuramente l’ARBITRATO ANTICIPATO.

Ma cosa vuol dire?

In pratica, tra le finalità della nuova procedura di Arbitrato Anticipato non vi è quella di definire anticipatamente le “responsabilità di un sinistro stradale” avvenuto tra due veicoli nel territorio italiano, come invece potrebbe sembrare. Ma serve esclusivamente a stabilire il forfait tra le due Imprese di Assicurazioni, la Gestionaria e la Debitrice.

In buona sostanza, come sostiene anche l’amico Roberto Barbarino: “l’Arbitrato Anticipato nasce, non ai fini liquidativi, ma solo ai fini finanziari tra le due Imprese di Assicurazioni. Quindi, il suo esito non sarà in ogni caso opponibile a terzi ovvero al danneggiato”.

In caso di sinistro con Procedura CARD:

  • è importante sapere:

“Nella gestione stragiudiziale del sinistro la Compagnia di Assicurazione Gestionaria, sia che assuma la gestione in proprio sia che intervenga in nome e per conto della debitrice, dovrà applicare la procedura di cui agli artt. 149/150 comma 3 del Codice delle Assicurazioni e relativo regolamento attuativo”. 

Vale a dire che la Gestionaria, ricevuta una richiesta di risarcimento diretto, è obbligata a provvedere alla liquidazione dei danni per conto della Compagnia di Assicurazione del veicolo responsabile, senza la pretesa della stessa di gestire il sinistro come un rapporto diretto con il proprio assicurato applicando clausole inserite alla stipula del contratto assicurativo.

Infatti, nel caso di sinistro stradale tra due veicoli, l’assicurato veste i panni di danneggiato e, pertanto, l’Impresa di Assicurazione Gestionaria dovrà risarcire integralmente il sinistro (danno materiale, fermo tecnico, svalutazione commerciale, soccorso stradale, ecc..) in conseguenza di un danno subito a causa del responsabile civile assicurato con l’Impresa di Assicurazione Debitrice

  • La rilevanza del modello Cai

Nei casi di Constatazione Amichevole con firma congiunta (Modello CAI firmato da entrambi i conducenti) è molto importante la corretta compilazione del modulo pena l’applicazione di percentuali di responsabilità o addirittura la negazione del risarcimento.

È necessario che il Modulo CAI riporti le seguenti informazioni:

1) data del sinistro

2) generali delle parti (conducente e/o assicurato)

3) targhe dei due veicoli

4) descrizione o grafico delle circostanze e delle modalità del sinistro

5) firma dei sue conducenti o assicurati coinvolti nel sinistro

6) indicazione dell’ubicazione dei danni.

Le modalità del sinistro, quindi, devono essere desumibili dalla descrizione o dal grafico riportati sul Modulo CAI, nonché dall’ubicazione dei danni.

Eventuali osservazioni indicate nel riquadro 14, avranno rilevanza nella ricostruzione della dinamica del sinistro, in assenza di valorizzazione delle circostanze del sinistro ai punti precedenti oppure se non chiariscano inequivocabilmente la dinamica dell’evento.

Attenzione! Non verranno invece considerate le osservazioni dalle quali non emerga una dinamica del sinistro, ma una semplice valutazione di responsabilità da parte di uno dei conducenti, un esempio classico è la dicitura “HO TORTO”.

  • E nei casi di mancato accordo tra i due conducenti?

Nei casi in cui la Constatazione Amichevole non viene compilata per disaccordo tra le parti sarebbe opportuno richiedere l’intervento delle autorità sul luogo teatro del sinistro (Polizia Municipale,  Carabinieri, Polizia Stradale) per effettuare i rilievi dell’accaduto. Quindi, ognuno dei due conducenti o assicurati  potrà compilare un Modulo Cai, cosiddetto Monofirma, descrivendo le modalità del sinistro come al punto precedente e richiedendo il risarcimento dei danni alla propria Impresa di Assicurazione in qualità di Gestionaria.

In questi casi, di fondamentale importanza è l’acquisizione di più elementi probatori a favore per ottenere il giusto risarcimento (es. prove testimoniali, rilievi tecnici delle autorità, ricostruzione della dinamica del sinistro, ecc.).

Il nostro consiglio per gli automobilisti rimasti coinvolti in un sinistro stradale è quello di rivolgersi a professionisti del settore dell’infortunistica stradale per avere una consulenza al fine di valutare l’entità dei danni, la dinamica e le eventuali responsabilità.

La Card 2017 ovviamente ha effetto per i sinistri verificatisi dal 1° marzo 2017. Mentre, per i sinistri accaduti in data antecedente al 1° marzo si applicano le disposizioni in vigore al momento di accadimento  di ciascun sinistro.

Clicca sul link di seguito per scaricare il testo completo.

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Assicurazione, Attualità

#RcAuto: Periti sottomessi e la rivolta dei Carrozzieri! #PresaDiretta

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#PolizzeAPerdere è questo il titolo dell’inchiesta della giornalista Ramona Samonà andata in onda il 27 febbraio su RaiTre nel corso del programma Presa Diretta. Quello che è emerso dall’inchiesta è disarmante sia per gli automobilisti e per tutta la filiera. A pagarne le spese sono gli automobilisti che si ritrovano a pagare polizze sempre più alte e caratterizzate da clausole che  limitano la libertà. Preoccupante la posizione dei Periti Assicurativi, categoria sempre meno terza, delegata ad occupare un ruolo sempre più sottomesso e marginale. Bravi i carrozzieri che grazie a Federcarrozzieri hanno, da tempo, deciso di ribellarsi all’oligopolio assicurativo.

Clicca sul link di seguito per vedere l’estratto della puntata:

http://www.raiplay.it/raiplay/video/2017/02/Polizze-a-perdere-41239923-6563-44c6-ab87-9d8ec2d2c4b4.html

Attualità

Carrozzeria 4.0: Live #Cavenago

Il danneggiato ha diritto all’integrale risarcimento del danno.

Il mercato della riparazione tra oligopoli assicurativi, rispetto delle normative e tutela del giusto utile  azienda.

Continua la battaglia ai tentativi di vincolare contrattualmente il danneggiato!

Se ne parla ora a Cavenago.

Risarcimento danni

E se l’antieconomicità fosse la tana del lupo?

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Da tempo si insiste nella diffusione di una campagna di informazione settoriale che ci avvisa della vetustà del parco auto italiano.

In un paese che combatte, tra le altre, una lunga battaglia alla crisi economica che tenta di sopravvivere sommergendo e stritolando gli italiani di tasse, imposte e riscossori pronti a tutto si rimprovera agli automobilisti di essere “poco avvezzi” alla sostituzione della propria auto! Strani italiani. Invece di girare a bordo di auto nuove e fiammanti stanno lì attaccati alle vecchie auto come ad una mamma premurosa dalla quale non vogliono mai più separarsi. Ma sarà davvero questa la ragione?

Tralasciamo per un attimo le considerazioni sui casi che riguardano auto oggettivamente mal messe che non rientrano ne’ tra le auto d’epoca ne’ tra una specie di #vintage delle autovetture, ma che sono veri e propri scassoni, poiché in questo caso siamo davanti a veicoli che costituiscono una vera e propria minaccia. Il punto focale riguarda invece le auto che non rientrano in questa categoria, che non mostrano problematiche meccaniche o tantomeno danni alla carrozzeria e che, senza un sinistro, non richiederebbero necessariamente la ROTTAMAZIONE. Auto di questo tipo, ove mai restino coinvolte in un sinistro stradale, soffriranno di una malattia sempre più diffusa: #antieconomicità.

Come tutte le malattie richiede una cura. Il rimedio, implicitamente contenuto in casi di questo genere è: acquistare continuamente autovetture nuove e sostituirle di continuo, altrimenti un giorno potrà capitarvi che la compagnia assicurativa risarcirà il minimo del valore commerciale!

E se l’antieconomicità  fosse davvero la tana del lupo?

Un comodo rifugio dove le assicurazioni possono nascondersi in caso di “pericolo”. Si parla di una fetta cospicua di auto danneggiate in seguito a sinistro stradale, sono in buono stato, accessoriate, ben tenute e con basso chilometraggio. La riparazione di queste auto oscilla, nel senso che si trova nella linea di confine che sta esattamente tra la cifra realmente dovuta e la cifra che la compagnia eviterebbe volentieri di risarcire. Perché? È quello che accade quando gli importi risarcitori salgono e nel calderone delle liquidazioni qualcosa bisognerà pur tagliare?

Un esempio: il proprietario di un veicolo Volkswagen Golf 1.9 dell’anno 2007 acquistata solo quattro mesi prima subendo un sinistro stradale si ammala improvvisamente di antieconomicità. Il tizio credeva che avendo acquistato da poco ad Euro 4.500 + Iva ed avendo un chilometraggio complessivo di circa 80.000 km, il suo veicolo potesse avere un valore ancora vicino alla fattura di acquisto. Invece accade che il perito incaricato dalla compagnia assicurativa, non tiene in nessun conto questi dati e valuta il veicolo in circa Euro 2.000. Sceglie un valore minimo (probabilmente estratto dal suo software), sulle basi di “nonsisaqualeparametro” e non pare assolutamente interessato a valutare stato d’uso, chilometraggio, fattura con costo d’acquisto ed, addirittura, in fase di trattativa con il liquidatore, il proprietario, si sente persino rimproverare sulla eccessiva onerosità del prezzo di acquisto pagato pochi mesi prima. Una specie di suocera che mette becco in tutte le questioni che non la riguardano!

Ma il proprietario non ha per niente torto. Costretto a rivolgersi ad un professionista riesce a dimostrare che quel “valore commerciale” tanto contestato è in media con tanti altri veicoli di eguali caratteristiche.

Un dubbio ulteriore..

La giurisprudenza ha di sovente avallato questo orientamento e viene da pensare che le compagnie, forti di questo “orientamento” si siano fatte promotrici di una sorta di campagna di promozione delle Aziende produttrici di auto. Un ottica diversa ma sono tante altre le aziende che richiedono interventi urgenti e forse sarebbe bene che questi “incentivi” venissero da altri poteri.

E’ proprio il caso di dire che questa volta il proprietario del veicolo danneggiato non ha abboccato all’amo!

Assicurazione

Lui, lei, l’altro..

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Una giornata come tante in carrozzeria: entra un cliente di vecchia data, è agitato, nervoso e preoccupato. “Un incidente all’incrocio, proprio qui vicino, un folle nonostante un bel rosso vivace è partito di slancio lanciandosi su di me!” Va bene che Natale è appena passato e c’era talmente tanto rosso in giro che ci si abitua ma questo sembrava il toro della corrida! E non ha voluto nemmeno firmare la constatazione amichevole..

Il cliente (danneggiato/amareggiato) ha necessità di riparare l’auto rapidamente, si fida del suo carrozziere, e conosce bene la cessione del credito che ormai utilizza quando se ne presenta la necessità. “Fortuna che ci sei tu, così io al sinistro non ci penso più” sorride sornione il cliente mentre il carrozziere, tra se e se, pensa “quasi quasi ne faccio il mio slogan!”.

Così il carrozziere avvia l’iter risarcitorio, sicuro del fatto suo e si affida, a sua volta, al patrocinatore di fiducia. La procedura card segue il suo corso.

Quando il risarcimento è al vaglio del liquidatore incaricato e la trattativa è centrata sull’esatto quantum ecco un “colpo di scena”. Il cliente/cedente ha ricevuto la notifica di una citazione dal responsabile civile e così chiama allarmato il carrozziere con una richiesta imbarazzante:

È stato contattato da un legale che ritiene indispensabile una sua costituzione in giudizio e si “offre” per rappresentarlo. Il cliente appare confuso e chiede: “ma io ho ceduto il credito a te e la citazione chiama in causa me e la compagnia assicurativa del responsabile civile il quale rappresenta una dinamica completamente diversa! Mi sento raggirato!”

Decide allora di comunicare alla propria compagnia assicurativa la notifica della citazione così che provveda alla sua difesa.

L’assicuratore rassicura il cliente/danneggiato/cedente che la compagnia si costituirà con un intervento volontario. Peccato poi decidere di non costituirsi.. Eh già la compagnia non ha ricevuto la citazione!

Nulla di grave.. il patrocinatore di fiducia del carrozziere si occuperà direttamente della difesa. Nel contempo il legale “terzo” non nel senso della imparzialità ma quale terzo incomodo che si appresta a molestare la coppia carrozziere (cessionario) / cliente (cedente) insiste. Tenta persino contattando il patrocinatore chiedendo collaborazione nel tentativo di convincere il cliente/cedente sull’importanza di affidargli mandato per una costituzione in giudizio.

Insomma, per semplificare, proprio quello che accade spesso nelle relazioni sentimentali. Una coppia collaudata, con grande intesa, tutto fila a meraviglia ma, da lontano, qualcun s’avvede di cotanta gioiosità e tenta di farla sua dicendosi “perché no?”

Inizia così il triangolo amoroso che Renato Zero cantava “non l’avevo considerato”. Nel suo caso, però, si diceva “la geometria non è un reato”. In questi casi, invece, il modus operandi del legale “pseudo-terzo” pur non costituendo reato è posto con tutta evidenza in palese violazione del codice deontologico, tralasciando la stessa correttezza ed opportunità della prospettazione giuridica offerta.

Si tratta di episodi più frequenti di quanto non si immagini, casi che offrono una ulteriore riflessione sulle storture a cui si giunge grazie alla procedura Card.

Nata come la soluzione e la velocizzazione di tutti i risarcimenti  ha comportato non trascurabili problematiche. Dalla necessità, in fase processuale, di citare il responsabile civile oggetto di giurisprudenza contrastante, fino all’ormai consolidato orientamento che lo vede litis consorte necessario, salvo poi, verificarne la costante contumacia in giudizio. Già perché se non v’è dubbio che la presenza di entrambi i soggetti coinvolti nel sinistro sia necessaria ad una corretta e puntuale ricostruzione della dinamica sinistrorsa, è pur vero che nella pratica tale presenza è una assenza conclamata.

Che fare? Come porre rimedio all’abuso che si consuma rispetto a tale procedura?

È evidente che, per alcuni, proseguire nel solco della procedura Card, anche in fase processuale, costituisca una sorta di escamotage così come nel caso del triangolo appena raccontato.

Insomma se all’incertezza dei rapporti sentimentali non c’è altro rimedio che la solidità della coppia in ambito giuridico, e nei casi come questi, non si può certo contare unicamente sulla solidità del rapporto cliente/carrozziere per spazzare via le indebite intromissioni.

Attualità

Cupsit: tutela dei danneggiati e della professione.

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APERTE LE ISCRIZIONI

Buongiorno.

Il CUPIST, Comitato di Patrocinatori Stragiudiziali, è da anni impegnato nella lotta contro gli oligopoli delle lobby assicurative. Anche in questo inizio del 2017 si parte in attacco per difendere i diritti dei danneggiati e la tutela della professione.

Di seguito vi riporto il messaggio del Presidente, Dr. Stefano Mannacio:”Cari associati, dopo la vittoria cui abbiamo fornito un contributo intervenendo nell’istruttoria dell’Antitrust, che ha sancito la vessatorietà della vergognosa clausola “Conciliazione Paritetica” dell’Allianz con altre associazioni appartenenti alla Carta di Bologna e l’aver partecipato con ben 8 audizioni tra Camera e Senato all’interno dello stesso ombrello vi chiediamo di iscrivervi o rinnovare la quota associativa. Ricordiamo che ad oggi il CUPSIT ha contribuito con altri a sventare molti pericoli.
L’associazione è nata per contrastare la riforma forense e, quando molti si sono sfilati, è riuscita a promuovere una formulazione che ha salvato la professione di patrocinatore stragiudiziale.
E’ promotrice della Carta di Bologna con l’OUA (oggi OCF), Assoutenti, Federcarrozzieri, Associazione Familiari Vittime della Strada.
Ha svolto una attività istituzionale dove ha contribuito a sventare molti pericoli.
In primis che venissero approvate tabelle riduttive per le macro-lesioni e poi che venisse intaccata la libertà di effettuare le riparazioni dal carrozziere di fiducia.
E’ l’unica associazione di patrocinatori stragiudiziali che può provare (atti parlamentari, fascicoli di autorità) di avere svolto il suo compito istituzionale, creato alleanze e lavorando per la tutela reale della professione e dei danneggiati.
E’ una piccola associazione inserita in un contesto di grandi alleanze, non cerca necessariamente una moltitudine di tessere ed è molto selettiva nell’accettare le nuove iscrizioni.
Se oggi, come patrocinatori di una Vittima della Strada riuscite ancora ad ottenere risarcimenti basati sulle tabelle di Milano o riuscite a tutelare al meglio un carrozziere alle prese con clausole vessatorie sappiate che il CUPSIT, con altri, ha tutelato gli interessi della professione e dei vostri clienti.
C’è chi si dedica prevalentemente a fare i corsi (non sapendo fare altro) e andare a caccia di nuovi tesserati.
Quando leggiamo fantasiosi comunicati stampa dove si narra di battaglie per la tutela dei danneggiati ci viene da sorridere.
Abbiamo bisogno pertanto dell’apporto di patrocinatori che seguano in modo rigoroso il nostro codice deontologico e siano disposti a sostenere un’associazione che con modeste risorse ha dato un contributo a sventare grossi rischi e ottenere delle Vittorie”.

ISCRIVITI O RINNOVA L’ISCRIZIONE AL CUPSIT

Per il rinnovo:

Versare la quota associativa EURO 90 socio ordinario, EURO 70 socio aggregato, EURO 50 socio sostenitore.
Causale: COGNOME NOME – RINNOVO ISCRIZIONE CUPSIT ANNO _____

IBAN: IT 03 M 03268 02400 052143881280 BANCA SELLA

Inviare poi copia del bonifico o una dichiarazione di avvenuto pagamento a info@cupsit.it con oggetto NOME COGNOME RINNOVO QUOTA ASSOCIATIVA

Per effettuare una nuova iscrizione:

Leggere attentamente e compilare la SCHEDA DI ISCRIZIONE

http://www.cupsit.it/…/uploads/2012/01/CUPSIT_SCHEDA_ISCRIZ…

Versare la quota di iscrizione: (EURO 90 socio ordinario, EURO 70 socio aggregato, EURO 50 socio sostenitore). Causale: cognome nome ISCRIZIONE CUPSIT

IBAN: IT 03 M 03268 02400 052143881280 BANCA SELLA

Infine: Inviare la scheda con la documentazione allegata richiesta nella scheda via fax allo 051 7160314

Seguiteci e sosteneteci. Grazie!

Luigi Mercurio

 

Attualità

Petizione: “Rendiamo pubblica la banca dati sinistri stradali”

petizione

Salve a tutti e buon inizio di settimana.

In rete è in corso una petizione per rendere pubblica la banca dati sinistri stradali.

La banca dati è stata pensata come meccanismo di lotta alla frode assicurativa. Tuttavia è stata completamente dimenticata un’altra situazione in cui si potrebbero verificare tentativi di frode: la compravendita di autoveicoli usati tra privati e/o concessionarie.

Perché è importante firmarla?

Rendendo pubblica la banca dati nazionale riguardo ai sinistri stradali, permetterebbe ai singoli cittadini di conoscere i sinistri stradali (commessi e/o subiti) a carico di un autoveicolo e quindi poterne meglio valutare la bontà prima dell’acquisto.

Il sistema ad oggi messo in atto costituisce una protezione anti-frode per le Compagnie Assicurative, ma lascia invece senza salvaguardia alcuna il privato cittadino che con quelle stesse informazioni (eventualmente ripulite da dati sensibili o soggetti a privacy) potrebbe determinare la bontà del bene prima dell’acquisto.

Come firmare la petizione?

Per firmare la petizione e per avere ulteriori informazioni a riguardo clicca sul seguente link: Rendiamo pubblica la banca dati sinistri stradali.

Io ho firmato per rendere pubblica la banca dati sinistri. Firma anche tu!

 

 

Assicurazione, Attualità

Rc Auto: l’#AGCM bacchetta l’#ALLIANZ

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Apertura dell’anno 2017 coi botti.

Eh si! Non avevamo ancora digerito i lauti pasti natalizi, concentrati a condividere video e messaggi di auguri di Buon Natale.. ed ecco che l’AGCM, con il provvedimento numero 26255 pubblicato sul bollettino del 27 dicembre scorso, regala agli automobilisti i dovuti diritti.

Ma facciamo un piccolo passo indietro:

Settembre 2015. Lo avevamo segnalato con un articolo: “Lo scherzetto della clausola sulla conciliazione paritetica“.

Eravamo solo all’inizio della vicenda, ai più sconosciuta, ma avevamo segnalato chiaramente il problema

Cosa prevedeva la clausola?

Secondo tale clausola, l’assicurato/danneggiato che intende “affidare la gestione del danno a soggetti terzi che operino professionalmente nel campo del patrocinio (ad esempio: avvocati/procuratori legali e simili) viene sanzionato con una penale di 500,00 euro da detrarsi dalla somma dovuta a titolo di risarcimento, per mancato rispetto della clausola di conciliazione paritetica”.

In pratica, un danneggiato assicurato con Allianz che affidava l’incarico ad un professionista, avrebbe ricevuto una  decurtazione di €. 500,00, importo che lievitava a €. 580,00 in presenza di cessione di credito o di preventivo di una carrozzeria scelta liberamente dal cliente. Tutto ciò, in quanto l’assicurato/danneggiato non avrebbe rispettato un paio di “clausolette”.

Ebbene! Ci sono voluti poco più di due anni. Dalle prime avvisaglie, sono serviti molteplici reclami all’IVASS, oltre che gli interventi di alcune associazioni dei consumatori e di tre associazioni di categoria: Cupsit, Oua e Sipa che hanno battagliato finché l’AGCM non si è espressa stabilendo che la clausola contenuta nei moduli contrattuali predisposti da Allianz per la vendita di polizze assicurative per la responsabilità civile auto “Bonus/Malus – autovetture e autotassametri” utilizzati dal 1° febbraio 2014 al 1° aprile 2016 è “vessatoria“.  

Speriamo che siano stati pochi gli automobilisti che in questi due anni hanno dovuto rinunciare ai propri diritti, o di più hanno visto ridursi il proprio risarcimento a causa della clausola..

Automobilisti avvisati.. mezzi salvati!

Per scaricare il bollettino AGCM n. 46/2016 clicca qui (da pag. 82 CLAUSOLE VESSATORIE CV144 – ALLIANZ-CLAUSOLA CONCILIAZIONE PARITETICA).

Per chi volesse rileggere il mio articolo: “Lo scherzetto della clausola sulla conciliazione paritetica“.

Buona lettura e Buon Anno!

Assicurazione, Curiosità

Have nice #Christmas

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Il telefono la “tua” croce: è quello che mi viene in mente quando inizia la serie di telefonate ai call center delle compagnie assicurative.
“Il messaggio è gratuito ma se chiama da rete fissa c’è un costo, se chiama da cellulare il costo dipende dall’operatore”. Insomma un messaggio gratuito che mi dice quanto mi costa avere una informazione che è mio diritto ottenere. Cominciamo bene!
Per denunciare un sinistro auto selezionare il tasto 1, per informazioni su un sinistro già denunciato selezionare il tasto 2,per non perdere la pazienza? Recitate formule da meditazione ascetica o anche un “ohm, ohm” che ci sta sempre bene.
Resisto, finalmente del sano  jazz quando:” Buongiorno sono Giorgia come posso aiutarla? Boom. Cade la linea!
Aiutarmi?
Potrebbe ricaricare il credito che m’ha soffiato solo per aver cercato di non perdere la graziosa priorità faticosamente acquisita. Contattare un call center assicurativo non è sempre una passeggiata di salute.
Perché chiamare?
Informarsi sull’apertura del sinistro, conoscerne il numero o il nome del liquidatore responsabile o anche solo lo stato dell’arte. Per svelare così tutti questi preziosi dati, in mancanza di una sfera di cristallo o di poteri di preveggenza, tocca impegnare il proprio tempo nell’attesa di Godot. Alcuni, però, hanno un costo e, francamente, non se ne comprende l’opportunità o, forse, la si comprende fin troppo.
Così, novello pistolero da Far West pronto all’ultima sfida, armato di cordless e cellulare, mi accontento di sostituire le gloriose musiche di Sergio Leone  con colonne sonore martellanti, pur di ottenere informazioni costose ed indispensabili.
Resti in attesa per non perdere la priorità: Have nice dayyy..tatatatatata…
È solo il preludio a minuti interminabili di raccomandazioni su polizze che ti proteggono in caso di terremoto, su errori da non commettere nell’invio del preventivo per non perdere il diritto al risarcimento.  Praticamente, dopo dieci minuti di attesa, neppure ricordi più per quale pratica stai chiamando e alla risposta sei quasi tentato di stipulare una polizza che non vuoi o chiedere scusa per qualcosa che neanche hai mai pensato di fare.
Se invece, resisti stoicamente, alla risposta dell’operatore puoi rimanere doppiamente sorpreso.
Perché?
Bhe’ accade quando scopri che hai inviato una PEC da settimane ma la richiesta non è stata ancora lavorata e tu, in buona sostanza, per loro, ancora non esisti. E come direbbero i napoletani “nun stai propr’ a nummer!”. Numero? Ma se io ho inviato la PEC, ho il numero di sinistro, forse “voi” state dando i numeri! E son davvero numeri!
Riprovi. Altro numero, altra assicurazione, altro call center: altra giostra. L’abusato valzer di Strauss, breve attesa, ops che gioia, “salve sono gaia come posso aiutarla?”. Comunichi il numero di sinistro, spieghi che da ottobre non hai più notizie e lei “sì vedo un affidamento nuovo incarico al perito ad ottobre”. E tu, sobbalzando dalla sedia:” Bene, siamo a dicembre, quindi?”. La povera Gaia, certamente meno zelante, si rassegna e ti comunica che provvederà a segnalare al liquidatore quanto accaduto”. È in quel momento che realizzi che è comunque anche l’ora di un pandorino&reclamino.
Nel frattempo?
Natale è alle porte, tutti parlano di bilanci di fine anno, le tue orecchie vanno a fuoco, wathsapp segnala centinaia di messaggi da leggere in chat di ogni sorta e tu pensi solo che forse, un buon risultato/regalo di Natale, sarebbe riuscire a non dare i numeri dopo un anno intero di “sfrenesiamenti” (esaurimenti) come questi.
Buon Natale a tutti o, parafrasando le musichette infernali: “Have nice…Christmas!”

 

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In copertina: foto wavebreakmediamicro / 123RF Archivio Fotografico

Attualità

#Rc Auto: il risveglio delle Authority!

L’Antitrust avvia un’istruttoria nei confronti di molti gruppi assicurativi.

L’Ivass chiede chiarezza e trasparenza nei contratti assicurativi.

authority

Mentre il #DdlConcorrenza (dopo le dovute correzioni) giace comodamente tra Camera e Senato, ecco che si avvertono alcuni segni di risveglio sul fronte Rc Auto.

Infatti, è di queste ore il provvedimento avviato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti delle principali compagnie assicurative attive in Italia nella sottoscrizione e nella vendita di polizze Rc Auto (ramo 10), per una possibile intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’articolo 101 del TFUE (Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea).

Il procedimento messo in atto dall’Autorità di controllo in collaborazione con il Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza interessa i seguenti gruppi assicurativi: Unipol Gruppo Finanziario spa, Allianz spa, Genialloyd spa, Generali Italia spa, Genertel spa, Axa Assicurazioni spa, Società Cattolica di Assicurazione – Società Cooperativa, Fata Assicurazioni Danni spa e Tua Assicurazioni, Generali, Axa e Amissima e dell’Ania.

Come si legge dal comunicato: “il procedimento trae origine da alcune recenti dichiarazioni pubbliche del Gruppo Generali e del Gruppo Unipol, riferite al complesso del mercato, in merito all’eliminazione delle dinamiche competitive sul prezzo delle polizze Rc auto e alle rispettive strategie di prezzo sui propri aumenti dei premi”.

Di contro, l’Antitrust ritiene che tali dichiarazioni “potrebbero far venire meno l’incertezza sulla strategia futura di prezzo delle polizze auto e alimentare l’aspettativa che a eventuali aumenti, essendo generalizzati tra i principali player, non segua il rischio di perdere clienti, ossia potrebbero essere manifestazione di un’intesa restrittiva della concorrenza tra i principali operatori circa una possibile fine della “guerra dei prezzi”.

Ma c’è dell’altro (fonte: blog Il Carrozziere). L’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) proprio in questi  giorni sta invitando le compagnie assicuratrici a semplificare i contratti assicurativi.

L’Istituto di vigilanza esige maggiore chiarezza e trasparenza anche nei contratti stipulati nel settore Rc Auto che presentano clausole che comprimano la libertà dell’assicurato/danneggiato, esempio nell’ipotesi di risarcimento diretto di cedere il suo credito scegliendo il Carrozziere di fiducia.

Di seguito troverete allegati i seguenti documenti:

Comunicato Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

Memo IVASS su semplificazione delle condizioni contrattuali

Comunicato stampa Federcarrozzieri 16 dicembre 2016

Risarcimento danni, Trov@ti in rete

Il colpo di frusta nei tamponamenti a bassa velocità esiste o è solo utopia?

Il tema dei danni fisici subiti in un sinistro stradale è sempre di attualità.

Le compagnie assicurative, grazie alla complicità del Governo (vedesi #DdlConcorrenza), puntano al ribasso della tabella per i risarcimenti del danno biologico di “lieve” entità. Ma nel corso degli ultimi decenni numerosi studi documentano come anche nei tamponamenti a bassa velocità si possano comunque sviluppare sul veicolo urtato accelerazioni idonee a trasferire sugli occupanti una quantità di energia potenzialmente lesiva.

A tal proposito, vi proponiamo la lettura di questo interessante articolo dell’Ing. Alberto Sartori riguardante lo studio della biomeccanica del colpo di frusta. Buona lettura.

“Il colpo di frusta nei tamponamenti a bassa velocità.”

“In assenza di danni visibili sui veicoli si possono comunque riscontrare accelerazioni superiori alla soglia lesiva

La biomeccanica del colpo di frusta è uno degli argomenti più controversi del lavoro di un tecnico ricostruttore poiché è complesso quantificare in modo rigoroso le accelerazioni a carico degli occupanti di un veicolo tamponato.
L’obiettivo di questa breve trattazione non è tanto quello di descrivere la fenomenologia medica del colpo di frusta ma di spiegare come, nei tamponamenti a bassa velocità, l’entità dei danni ai veicoli non sia un indicatore affidabile della velocità relativa con cui gli stessi sono arrivati all’urto, né tanto meno delle sollecitazioni a cui sono sottoposti i suoi occupanti.
Quando due veicoli collidono a bassa velocità, la maggior parte delle deformazioni applicate alla struttura dei mezzi sono restituite in forma elastica e solo una quota parte del danno rimane visibile ad occhio nudo. A parità di forza applicata, un veicolo che acquisisce una maggiore accelerazione generalmente sostiene una minore quantità di danni rispetto ad un altro che raggiunge un’accelerazione minore. Se l’energia del veicolo tamponante è impiegata nello sforzo di accelerare in avanti il veicolo tamponato, quest’ultimo infatti assorbirà una minore quantità di energia e, di conseguenza, presenterà minori danni alla sua struttura.
E’ procedura diffusa sostenere la tesi secondo cui, in assenza di danni visibili sul veicolo tamponato, non possa sussistere il nesso causale con le lesioni da colpo di frusta. In realtà, di fronte ad un paraurti che ha mantenuto la propria forma e non ha riportato evidenti segni di frattura, prima di esprimere qualsiasi parere, si deve sempre procedere alla verifica di eventuali deformazioni alle strutture più interne e più rigide del veicolo. Il paraurti è infatti dotato di una certa elasticità e ha tra le sue caratteristiche quella di assorbire urti fino ad una determinata entità, senza riportare fratture o rotture visibili, e di trasferire l’energia residua in eccesso alle strutture sottostanti.
Per quantificare l’accelerazione media a cui è sottoposta la scocca di un veicolo tamponato è necessario prima stimare la velocità di arrivo all’impatto dei mezzi e la successiva variazione di velocità del tamponato (Δv). La curva di accelerazione del baricentro del tamponato, nella durata dell’urto, ha un andamento pressochè sinusoidale e pertanto, ai fini della determinazione di un’ipotetica soglia minima di lesività, è necessario considerare il suo valore massimo (picco), che risulta essere 1.5-2.7 volte più grande di quello medio.
Si ricorda che una parte della letteratura medico-scientifica esclude la sussistenza di lesività da colpo di frusta nel caso in cui la variazione di velocità del veicolo tamponato sia inferiore a 8 km/h ovvero l’accelerazione di picco subita dal capo dell’occupante sia inferiore ai 4 g.
Nel corso degli ultimi decenni numerose ricerche hanno documentato come nei tamponamenti a bassa velocità si possano comunque sviluppare sul veicolo urtato accelerazioni idonee a trasferire sugli occupanti una quantità di energia potenzialmente lesiva. Ad esempio, Panjabi et al. [1] riferiscono che, alla velocità di impatto di 17 km/h, il veicolo tamponato subisce un’accelerazione media di 5 g; Braun et al. [2] confermano che un tamponamento alla velocità di circa 10.5 km/h provoca un’accelerazione di picco di 4.4 g e uno spostamento in avanti di 1.1 metri.
Di seguito sono mostrate le risultanze di una prova di crash condotta su una VW Polo tamponata da una Citroen C2 alla velocità di 15.3 km/h. Di fronte a danni visibili sul veicolo tamponato pressochè nulli, è stato dimostrato che la Citroen C2 ha impresso alla VW Polo, che si trovava ferma, un’accelerazione media di 2 g e di picco di 5.3 g.
Il meccanismo del colpo di frusta si instaura quando il veicolo tamponato viene accelerato in avanti: l’inerzia della testa degli occupanti resiste al movimento del tronco e ruota rapidamente all’indietro con un’accelerazione maggiore di 1.5/2.5 volte rispetto a quella di picco applicata alla scocca del veicolo. Ritornando all’esempio precedente, di fronte ad un tamponamento della VW Polo a 15.3 km/h, è possibile quantificare un’accelerazione impressa sui suoi occupanti compresa tra gli 8 e 13 g.
E’ necessario inoltre precisare che il fattore moltiplicativo dell’accelerazione della testa dipende da una vasta serie di variabili che riguardano la postura degli occupanti al momento dell’urto (rilassati o contratti), le loro caratteristiche fisiologiche (muscolatura, presenza di eventuali patologie), il genere (a parità di condizioni il rischio lesivo per le donne è di 1.5-3 volte superiore rispetto all’uomo), l’utilizzo di dispositivi di ritenuta, la tipologia di sedile e l’altezza del poggiatesta. La posizione della testa rispetto al poggiatesta è infatti un elemento fondamentale per la determinazione della sollecitazione del tratto cervicale della colonna vertebrale: più corto è il tragitto che la testa deve percorrere fino al contatto con il poggiatesta minore sarà l’accelerazione sul rachide cervicale.
Lundell et al. [3] hanno confermato che il rischio di lesione degli occupanti (NIC: neck injury criterion) di un veicolo coinvolto in una collisione a bassa velocità è indipendente dal grado di deformazione dei veicoli stessi e pertanto non può essere un parametro adatto per stabilire l’idoneità lesiva.
Per concludere, la biomeccanica del rachide cervicale è oltremodo complessa e non può essere meramente compresa attraverso una quantificazione sommaria dei danni, un confronto con prove di crash oppure con un software di calcolo, senza introdurre le specificità dei vari soggetti e senza considerare che la forza applicata sul capo degli occupanti di un veicolo tamponato è in ogni caso maggiore di quella applicata alla struttura del veicolo stesso.
[1] Panjabi M, White A, Clinical biomechanics of the spine, Philadelphia: Lippincot 1978
[2] Braun T et al, “Rear-End impact testing with human test subjects”, SAE 2001 World Congress
[3] Lundell et al., “The whips seat –a car seat for improved protection against neck injuries in rear end impacts”, Autoliv., Paper n. 98-S7-O-08

Scarica qui l’indice della tesi effettuata dall’Ing Alberto Sartori a termine del Master di Ingegneria Legale di Firenze, in collaborazione con il medico legale Dott. Franco Zuppichini, e intitolata “Gli impatti a bassa velocità: aspetti biomeccanici e tecniche ricostruttive”.

Scarica qui le slides dell’intervento “Aspetti biomeccanici ed indagini tecniche sul colpo di frusta” effettuato dall’Ing. Sartori Alberto durante il convegno MediaCampus del 15 Aprile 2016 a Zelarino (VE)

Scarica qui la versione pdf del presente articolo.”

Ing. Alberto Sartori – Tecnico ricostruttore di incidenti stradali
Assicurazione, Risarcimento danni

DIVIETO DI CESSIONE? CESSIONE ILLEGALE?

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Si sa! Le Compagnie ci provano sempre..

Ebbene si! Gli attacchi alla libertà di scelta del danneggiato non cessano mai.

Noi non possiamo far finta di nulla!

Forse le Compagnie fingono di non sapere che la cessione del credito è un contratto ad efficacia traslativa immediata tra cedente e cessionario che determina la successione del secondo al primo nel medesimo rapporto obbligatorio o meglio, ritengono possibile circoscriverne l’ambito di applicazione. In un qualsiasi rapporto creditore/debitore la cessione è il valido strumento previsto dal codice civile che tutti conosciamo ma se il debitore è l’assicurazione allora tutto cambia. Questione di prospettive di osservazione?

A quanto pare si!  Basta leggere una delle tante comunicazioni inviate al danneggiato da una nota compagnia assicuratrice nella quale comunica l’intenzione di NON ACCETTARE la cessione di credito sottoscritta a favore del riparatore di fiducia.

Ecco un esempio:

comunicazione-di-diniego-cessione

Ma non finisce qui.. Un’altra nota compagnia assicuratrice addirittura impone il “DIVIETO DI CESSIONE DI CREDITO” inviando comunicazioni al danneggiato cedente del credito al proprio riparatore di fiducia come di seguito:

reiezione-per-divieto-cessione

Ma come? Non si intende accettare la cessione? Vietare la cessione in base alle condizioni di polizza..?

Beh! Sarò diventato ripetitivo, ma appare evidente che forse sfugge qualcosa alle care compagnie… E’ lampante che, nei casi sopra segnalati, ci siano tutte le premesse per affermare la vessatorietà delle clausole inserite nelle condizioni di polizza.

Ricordiamo, innanzitutto, che la cessione del credito è un contratto disciplinato all’art. 1260 del Codice Civile. Il creditore, denominato cedente, trasmette il proprio credito al cessionario. Quest’ultimo avrà l’obbligo di notifica della cessione al debitore che nel nostro caso è la compagnia assicuratrice o direttamente il responsabile civile (colui che ha provocato il danno).

Infine, è bene ricordare quanto stabilito dall’art. 33 del Codice del Consumo: “nel contratto concluso tra il consumatore (nel nostro caso l’assicurato) ed il professionista (cioè l’assicuratore) si considerano “vessatorie” le clausole che, malgrado la buona fede, determinano per il consumatore un significativo squilibrio degli obblighi derivanti dal contratto”. Inoltre, al comma 2 lettera b) recita così: “Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto di: […] escludere o limitare le azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista o di un’altra parte in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento […]”.

Tracciati i confini giuridici sembra di avere finalmente chiaro lo scenario. Torniamo così ad esaminare cosa accade nel mezzo, nella realtà dove tutto appare più “sfumato”.

L’effetto nebbia ci avvolge nuovamente quando il perito, incaricato dalla compagnia, giunto in carrozzeria per assolvere al proprio obbligo/dovere di periziare il veicolo danneggiato, improvvisamente sentenzia : “ma questa cessione potrebbe non essere regolare, non sono sicuro che la compagnia ti pagherà..”

Neppure un timido raggio di sole filtra quando il solerte assicuratore di turno contatta il danneggiato, come se fosse di sua proprietà, e dispensa ansia dicendo: ”ma perché si è rivolto al suo carrozziere, cosa ha fatto, non sa che questa cessione che ha sottoscritto è ILLEGALE?

Accendiamo i fari antinebbia e facciamo nuovamente luce. Dov’è il trucco?

Semplice. Il danneggiato per legge ha diritto all’integrale risarcimento, mentre la compagnia assicuratrice (che vorrebbe vestire i panni di una premurosa amica) ha escogitato una trappola vera e propria per vincolare il danneggiato (volutamente confuso con la figura dell’assicurato) con il solo intento di LIMITARE la sua LIBERTÀ allo scopo di risparmiare sulla riparazione del veicolo ed escludendo, in questo modo, anche alcune voci di danno che sarebbero dovute.

Quindi, cari DANNEGGIATI sappiate che, sia in caso di danneggiamento del vostro veicolo a seguito di SINISTRO STRADALE o sia in caso di danni da atti vandalici o comunque danni coperti da ulteriori garanzie attivate sulla vostra polizza, CEDERE IL CREDITO al riparatore di fiducia è un VOSTRO PIENO DIRITTO.

Forse, a ben vedere, le assicurazioni non guardano male all’istituto cessione del credito in se, non si tratta di una specifica avversione per uno strumento giuridico chiaramente legittimo, forse è più voglia di liberarsi di questa veste che proprio non gli va giù. Sentirsi chiamare debitori è forse proprio questo il vero nodo della questione perché è un termine caratterizzato da una accezione negativa, a loro avviso. Rimanda a qualcuno che ha un debito, una somma da pagare qualcosa di sospeso come una spada di Damocle. Sarà anche per questo che da tempo le assicurazioni spingono per la riparazione in forma specifica è certamente la strategia migliore per liberarsi di questo ruolo sgradito. Decisamente più appetibile quello del creditore come quando c’è da incassare il premio o come nei casi di rivalsa (in continua espansione)..

Quali che siano le reali motivazioni delle compagnie assicurative poco importa, la questione fondamentale è sempre quella di fare chiarezza riportando al centro del rapporto tra assicurazioni e assicurati il requisito principale: l’equilibrio paritario tra diritti e doveri reciproci. Tutto qui.

Danneggiato ricorda che sei LIBERO DI SCEGLIERE!

 

Attualità, Formazione

Corso e Laboratorio Pratico Modulo 2: Energia di deformazione, EBS, EES

ESEMPIO-3D

Continuano i seminari formativi sulla ricostruzione dei sinistri stradali organizzati dallo Studio Gaetano Esposito & Partner.

DATE – Seminario: Venerdì 18 Novembre 2016 – Laboratorio: Sabato 19 Novembre 2016

Iscrizioni aperte fino a Venerdì 11 Novembre 2016

Il corso si inserisce all’interno del programma dei 4 seminari avanzati per la ricostruzione degli incidenti stradali, in cantiere per l’anno 2016.

In questo secondo modulo sarà affrontato il tema dello studio dell’energia di deformazione dei veicoli. Partendo dagli studi di Campbell sarà definito il concetto di EBS, fino ad arrivare alla definizione matematica del parametro EES (energy barrier speed), utilizzato come standard per la quantificazione delle energie di deformazione.

Il corso sarà sviluppato in una prima giornata di teoria, per una durata prevista di circa 8 ore, seguita da una giornata di laboratorio pratico, per approfondire l’argomento utilizzando il software di ricostruzione PC-Crash.

Tutti i contenuti teorici saranno accompagnati da esercizi pratici per fornire una concreta comprensione dei modelli descritti. Sarà inoltre fatto ampio uso di immagini e filmati esplicativi, per facilitare l’acqusizione dei concetti.

CONTENUTI DEL CORSO

  • La ricerca di Campbell e il concetto di EBS;
  • Definizione matematica e riferimento alle prove sperimentali;(spiegazione supportata da filmati e da esercitazione pratica)
  • EES;
  • Effetti del coefficiente di restituzione;
  • Crash 3;
  • Effetto della direzione della forza d’urto;
  • Calcolo dell’energia di deformazione tramite comparazione visiva;
  • Calcolo dell’energia di deformazione a partire dalle deformazioni;
  • Ricavare i coefficienti di rigidezza dai crash-test;
  • Ripartizione dell’energia di deformazione in una collisione tra due veicoli;
  • Calcolo del deltaV partendo dall’energia di deformazione in una collisione tra due veicoli;

Laboratorio

  • Definizione del profilo di deformazione in PC-Crash;
  • Utilizzo delle nuvole di punti dei veicoli in PC-Crash;
  • Modulo per il calcolo dei valori di EES dalle deformazioni;
  • Utilizzo del database NHTSA;
  • Utilizzo del database Recon-Data;
  • Ottimizzare la ricostruzione utilizzando i valori di EES;
  • Utilizzo dei dati dei crash-test (calcolo dei coefficienti per il crash3, calcolo del deltaV e del coefficiente di restituzione);

Il corso è riconosciuto è erogato dallo Studio Tecnico Gaetano Esposito & Partner.

ATTENZIONE
Le iscrizioni saranno chiuse in data 11 Novembre 2016. Massimo 25 partecipanti. Il corso darà dirtitto al riconoscimento di 8 CFPper i Periti Industriali. E’ necessario portare un proprio personal computer per l’installazione del programma PC-Crash.

Sede

Collegio dei periti industriali e dei periti industriali laureati di Caserta
Via Medaglie d’oro, 13
81100 Caserta

 

ULTERIORI INFORMAZIONI

L’iscrizione alla giornata di prove deve essere effettuata compilando il seguente modulo di iscrizione e inviandolo per posta all’indirizzo gaetano.esposito.napoli@gmail.com, unitamente alla distinta del bonifico relativo alla quota di iscrizione.

COSTI E MODALITA’ DI ISCRIZIONE

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