Assicurazione, Attualità

Rc Auto: l’#AGCM bacchetta l’#ALLIANZ

bacchettare

Apertura dell’anno 2017 coi botti.

Eh si! Non avevamo ancora digerito i lauti pasti natalizi, concentrati a condividere video e messaggi di auguri di Buon Natale.. ed ecco che l’AGCM, con il provvedimento numero 26255 pubblicato sul bollettino del 27 dicembre scorso, regala agli automobilisti i dovuti diritti.

Ma facciamo un piccolo passo indietro:

Settembre 2015. Lo avevamo segnalato con un articolo: “Lo scherzetto della clausola sulla conciliazione paritetica“.

Eravamo solo all’inizio della vicenda, ai più sconosciuta, ma avevamo segnalato chiaramente il problema

Cosa prevedeva la clausola?

Secondo tale clausola, l’assicurato/danneggiato che intende “affidare la gestione del danno a soggetti terzi che operino professionalmente nel campo del patrocinio (ad esempio: avvocati/procuratori legali e simili) viene sanzionato con una penale di 500,00 euro da detrarsi dalla somma dovuta a titolo di risarcimento, per mancato rispetto della clausola di conciliazione paritetica”.

In pratica, un danneggiato assicurato con Allianz che affidava l’incarico ad un professionista, avrebbe ricevuto una  decurtazione di €. 500,00, importo che lievitava a €. 580,00 in presenza di cessione di credito o di preventivo di una carrozzeria scelta liberamente dal cliente. Tutto ciò, in quanto l’assicurato/danneggiato non avrebbe rispettato un paio di “clausolette”.

Ebbene! Ci sono voluti poco più di due anni. Dalle prime avvisaglie, sono serviti molteplici reclami all’IVASS, oltre che gli interventi di alcune associazioni dei consumatori e di tre associazioni di categoria: Cupsit, Oua e Sipa che hanno battagliato finché l’AGCM non si è espressa stabilendo che la clausola contenuta nei moduli contrattuali predisposti da Allianz per la vendita di polizze assicurative per la responsabilità civile auto “Bonus/Malus – autovetture e autotassametri” utilizzati dal 1° febbraio 2014 al 1° aprile 2016 è “vessatoria“.  

Speriamo che siano stati pochi gli automobilisti che in questi due anni hanno dovuto rinunciare ai propri diritti, o di più hanno visto ridursi il proprio risarcimento a causa della clausola..

Automobilisti avvisati.. mezzi salvati!

Per scaricare il bollettino AGCM n. 46/2016 clicca qui (da pag. 82 CLAUSOLE VESSATORIE CV144 – ALLIANZ-CLAUSOLA CONCILIAZIONE PARITETICA).

Per chi volesse rileggere il mio articolo: “Lo scherzetto della clausola sulla conciliazione paritetica“.

Buona lettura e Buon Anno!

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Assicurazione, Risarcimento danni

DIVIETO DI CESSIONE? CESSIONE ILLEGALE?

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Si sa! Le Compagnie ci provano sempre..

Ebbene si! Gli attacchi alla libertà di scelta del danneggiato non cessano mai.

Noi non possiamo far finta di nulla!

Forse le Compagnie fingono di non sapere che la cessione del credito è un contratto ad efficacia traslativa immediata tra cedente e cessionario che determina la successione del secondo al primo nel medesimo rapporto obbligatorio o meglio, ritengono possibile circoscriverne l’ambito di applicazione. In un qualsiasi rapporto creditore/debitore la cessione è il valido strumento previsto dal codice civile che tutti conosciamo ma se il debitore è l’assicurazione allora tutto cambia. Questione di prospettive di osservazione?

A quanto pare si!  Basta leggere una delle tante comunicazioni inviate al danneggiato da una nota compagnia assicuratrice nella quale comunica l’intenzione di NON ACCETTARE la cessione di credito sottoscritta a favore del riparatore di fiducia.

Ecco un esempio:

comunicazione-di-diniego-cessione

Ma non finisce qui.. Un’altra nota compagnia assicuratrice addirittura impone il “DIVIETO DI CESSIONE DI CREDITO” inviando comunicazioni al danneggiato cedente del credito al proprio riparatore di fiducia come di seguito:

reiezione-per-divieto-cessione

Ma come? Non si intende accettare la cessione? Vietare la cessione in base alle condizioni di polizza..?

Beh! Sarò diventato ripetitivo, ma appare evidente che forse sfugge qualcosa alle care compagnie… E’ lampante che, nei casi sopra segnalati, ci siano tutte le premesse per affermare la vessatorietà delle clausole inserite nelle condizioni di polizza.

Ricordiamo, innanzitutto, che la cessione del credito è un contratto disciplinato all’art. 1260 del Codice Civile. Il creditore, denominato cedente, trasmette il proprio credito al cessionario. Quest’ultimo avrà l’obbligo di notifica della cessione al debitore che nel nostro caso è la compagnia assicuratrice o direttamente il responsabile civile (colui che ha provocato il danno).

Infine, è bene ricordare quanto stabilito dall’art. 33 del Codice del Consumo: “nel contratto concluso tra il consumatore (nel nostro caso l’assicurato) ed il professionista (cioè l’assicuratore) si considerano “vessatorie” le clausole che, malgrado la buona fede, determinano per il consumatore un significativo squilibrio degli obblighi derivanti dal contratto”. Inoltre, al comma 2 lettera b) recita così: “Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto di: […] escludere o limitare le azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista o di un’altra parte in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento […]”.

Tracciati i confini giuridici sembra di avere finalmente chiaro lo scenario. Torniamo così ad esaminare cosa accade nel mezzo, nella realtà dove tutto appare più “sfumato”.

L’effetto nebbia ci avvolge nuovamente quando il perito, incaricato dalla compagnia, giunto in carrozzeria per assolvere al proprio obbligo/dovere di periziare il veicolo danneggiato, improvvisamente sentenzia : “ma questa cessione potrebbe non essere regolare, non sono sicuro che la compagnia ti pagherà..”

Neppure un timido raggio di sole filtra quando il solerte assicuratore di turno contatta il danneggiato, come se fosse di sua proprietà, e dispensa ansia dicendo: ”ma perché si è rivolto al suo carrozziere, cosa ha fatto, non sa che questa cessione che ha sottoscritto è ILLEGALE?

Accendiamo i fari antinebbia e facciamo nuovamente luce. Dov’è il trucco?

Semplice. Il danneggiato per legge ha diritto all’integrale risarcimento, mentre la compagnia assicuratrice (che vorrebbe vestire i panni di una premurosa amica) ha escogitato una trappola vera e propria per vincolare il danneggiato (volutamente confuso con la figura dell’assicurato) con il solo intento di LIMITARE la sua LIBERTÀ allo scopo di risparmiare sulla riparazione del veicolo ed escludendo, in questo modo, anche alcune voci di danno che sarebbero dovute.

Quindi, cari DANNEGGIATI sappiate che, sia in caso di danneggiamento del vostro veicolo a seguito di SINISTRO STRADALE o sia in caso di danni da atti vandalici o comunque danni coperti da ulteriori garanzie attivate sulla vostra polizza, CEDERE IL CREDITO al riparatore di fiducia è un VOSTRO PIENO DIRITTO.

Forse, a ben vedere, le assicurazioni non guardano male all’istituto cessione del credito in se, non si tratta di una specifica avversione per uno strumento giuridico chiaramente legittimo, forse è più voglia di liberarsi di questa veste che proprio non gli va giù. Sentirsi chiamare debitori è forse proprio questo il vero nodo della questione perché è un termine caratterizzato da una accezione negativa, a loro avviso. Rimanda a qualcuno che ha un debito, una somma da pagare qualcosa di sospeso come una spada di Damocle. Sarà anche per questo che da tempo le assicurazioni spingono per la riparazione in forma specifica è certamente la strategia migliore per liberarsi di questo ruolo sgradito. Decisamente più appetibile quello del creditore come quando c’è da incassare il premio o come nei casi di rivalsa (in continua espansione)..

Quali che siano le reali motivazioni delle compagnie assicurative poco importa, la questione fondamentale è sempre quella di fare chiarezza riportando al centro del rapporto tra assicurazioni e assicurati il requisito principale: l’equilibrio paritario tra diritti e doveri reciproci. Tutto qui.

Danneggiato ricorda che sei LIBERO DI SCEGLIERE!

 

Attualità, Curiosità

Risarcimento diretto: La #polizza ti #incatena!

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Sappiamo che per legge chi pone in circolazione un veicolo a motore è obbligato ad assicurarlo. Bene.
Non ci risulta assolutamente che per legge un assicurato che subisce un sinistro stradale, in veste di danneggiato, sia “obbligato” a recarsi presso una carrozzeria imposta dal proprio assicuratore.

Ecco, però, quello che è accaduto stamattina al danneggiato di turno (ormai una consuetudine).

Ci contatta un’automobilista che, pochi giorni prima, aveva subito un sinistro stradale. La sua richiesta è stata diretta ed esplicita: “ho subito un sinistro e dopo aver consegnato il CAI in agenzia mi veniva riferito che in base al mio contratto sarei obbligato a recarmi presso il carrozziere convenzionato, pena la decurtazione del 10% sul risarcimento”. È vero tutto ciò? Io non ne sapevo niente, sono davvero vincolato dal contratto? E poi, mi scusi, mi designano una carrozzeria che si trova ad oltre 40 chilometri dalla mia residenza, invece, a due passi da casa, c’è il mio carrozziere di fiducia quello che conosco da quando ero piccolo e dove anche mio padre si è sempre rivolto. La prego mi dica cosa devo fare”.

Innanzitutto, è bene chiarire un concetto base. Lei non è ASSOLUTAMENTE OBBLIGATO a recarsi presso una carrozzeria convenzionata né obbligato a subire alcuna delle limitazioni che vorrebbero imporle.  Lei vanta un credito nei confronti del responsabile civile, cioè colui che ha provocato i danni alla sua autovettura! La sua assicurazione, nei casi di applicabilità del risarcimento diretto, come quello che ci ha descritto, si sostituisce all’assicurazione del responsabile per la gestione del sinistro, in virtù della cosiddetta procedura CARD, per poi rivalersi fino alla somma a forfait stabilita dall’accordo tra le compagnie aderenti a tale procedura.

Questa sostituzione comporta delle conseguenze in punto di diritto.

Infatti, la Rc Auto è regolamentata dall’art. 1917 C.C. e dell’attuale D. Lgs. 209/2005 “Risarcimento diretto” che, se pur obbliga stragiudizialmente l’assicurato a rivolgersi all’impresa con cui è stato stipulato il contratto assicurativo, prevede che “[…] a seguito della presentazione della richiesta di risarcimento diretto, l’impresa è obbligata a valutare i danni e a provvedere alla loro liquidazione per conto dell’impresa di assicurazione del veicolo responsabile […]” come viene esplicitamente riportato nel Quaderno 2 a pagina 6 dell’IVASS (organo tenuto alla vigilanza).

Sul punto va ricordata un’importante ordinanza della Suprema Corte, la n. 5928/2012, che recita: invero, l’azione diretta […] non origina dal contratto assicurativo, ma dalla legge, che la ricollega al verificarsi del sinistro a certe condizioni […]. Sicché, la posizione del danneggiato resta quella di chi ha subito un illecito civile […].

Tornando al suo caso le faccio un banale esempio: “le provocano un danno che comporta una costo di 2000 euro. Lei va dal suo assicuratore, in virtù della normativa vigente (quella del risarcimento diretto), per ottenere il pagamento e la risposta è la seguente:

 1) non le possiamo dare i 2000 euro, anzi lei è obbligato a riparare il veicolo dove vogliamo noi!

2)  Se non accetta e non vuole andare a riparare il veicolo dal nostro riparatore le decurteremo il 10% del risarcimento,  in pratica le pagheremo 1800 euro”.

 Quanto descritto rappresenta una vera e propria compressione della sua libertà di scelta del riparatore e del suo diritto al risarcimento del danno.

E’ semplicemente una procedura che lede il danneggiato, erroneamente  considerato solo “assicurato” dalla compagnia, così da imporne: condizioni contrattuali, delineando limitazioni e penali in caso di riparazioni del veicolo presso riparatori non convenzionati, o penali nel caso di affidamento di incarico a patrocinatori.

In tutti i casi emergono vere e proprie limitazioni arbitrarie della libertà del danneggiato: 1) limitazione della libertà di scelta del riparatore; 2) limitazione del diritto alla difesa nel caso di sinistro stradale. Praticamente  ASSURDO!

Occorre chiarirlo una volta per tutte: la sua assicurazione, in qualità di gestionaria della liquidazione del sinistro nella procedura di indennizzo diretto (o meglio “risarcimento diretto”), non ha titolo per opporle eccezioni che riguardino il contratto assicurativo!

DA RICORDARE: in materia di #‎RcAuto ci assicuriamo per non subire danni al nostro patrimonio quando provochiamo danni a terzi. Le clausole che trovate nei Vostri contratti necessitano di apposita approvazione, soprattutto quelle che limitino la responsabilità, devono essere oggetto di specifica contrattazione. Devono essere illustrate, l’assicurato deve essere informato sulle conseguenze. In caso contrario non avranno valore e sarà come non vi fossero mai state apposte.

Il giusto #‎risarcimento resta un Vostro diritto!

Assicurazione, Risarcimento danni

Lo scherzetto della clausola sulla conciliazione paritetica (liberticida!) di una nota Compagnia tedesca..

clausole-vessatorie

A chi, come me, opera nel settore dell’infortunistica stradale sarà capitato sicuramente negli ultimi mesi uno spiacevole episodio che accade con una nota compagnia tedesca nella fase di definizione di un sinistro stradale.

Ecco lo scherzetto della clausola sulla conciliazione paritetica.

Già! Infatti, dopo aver svolto l’iter tecnico/burocratico della pratica, giunti finalmente alla trattazione e quindi alla definizione del danno, dopo aver  inviato anche la transazione stragiudiziale/accettazione al liquidatore di turno, (metodo che a questo punto sconsiglio vivamente di utilizzare; richiedete sempre la quietanza con gli importi ben specificati), accade che magicamente l’importo viene decurtato di €. 500,00, importo che lievita a €. 580,00 in presenza di cessione di credito a favore di una carrozzeria scelta liberamente dal cliente. Vale a dire che l’importo del danno concordato o la fattura del riparatore verranno pagati parzialmente. Una liquidazione del danno sostanzialmente inferiore e non congrua rispetto al valore del danno, perché l’assicurato/danneggiato non ha rispettato la “clausoletta”.

In effetti, secondo tale clausola, l’assicurato/danneggiato che intende “affidare la gestione del danno a soggetti terzi che operino professionalmente nel campo del patrocinio (ad esempio: avvocati/procuratori legali e simili) viene sanzionato con una penale di 500,00 euro da detrarsi dalla somma dovuta a titolo di risarcimento, per mancato rispetto della clausola di conciliazione paritetica”.

“Inoltre, se l’assicurato/danneggiato si impegna a far riparare il veicolo presso un riparatore diverso da quello convenzionato con la compagnia viene sanzionato con una penale di 80,00 euro, per mancato rispetto della clausola di risarcimento in forma specifica”.

Roba da non credere!!! Vero? O come recentemente ha dichiarato il mio amico Roberto Barbarino:  “se non fosse che è tutto vero direi che è una barzelletta…”

Una vicenda un po’ contorta, un nuovo labirinto nel quale imparare ad orientarsi.

Il colosso tedesco pare astuto. Basterebbe  uno sguardo agli “incassi” derivanti da questo escamotage per capire quanto valga questa imposizione ..ops! clausola inserita nei contratti Rc Auto.

Facciamo un esempio (indennizzo diretto / procedura CARD): se consideriamo dall’inizio dell’anno solare ad oggi, un numero di sinistri definiti su scala nazionale pari a circa 1.000 unità (sia danno a cose che lesioni del conducente) in cui l’assicurato si è rivolto ad un professionista per la gestione della pratica, comprendiamo bene l’entità e la portata economica che comporta lo scherzetto. Dalla semplice decurtazione della somma di €. 500,00 per ogni sinistro definito o di cui è stata inviata un’offerta ex art. 1220 C.C. (nel nostro esempio 1.000 totali), deriva un risparmio, o meglio un mancato esborso dovuto, di circa €. 500.000. Si, state leggendo bene!!! (Ma i numeri ipotizzati sono bassi!). Continuiamo. Se dei 1.000 sinistri, almeno un terzo includono una cessione di credito a favore di una carrozzeria indipendente (o nemica!) vi sarà un ulteriore decurtazione di €. 80,00 per ogni sinistro. Se si considera, infine, che circa la metà dei sinistri, per i quali è stata inviata un’offerta, non include le spese di patrocinio stragiudiziale, ci rendiamo conto che i numeri diventano”succulenti”! Complimenti ai tedeschi!

Un bel pò di euro che restano nella casse della compagnia, mentre, di diritto, sarebbero dovuti all’assicurato rimasto danneggiato in un sinistro stradale.

Ma la Legge che stabilisce in proposito? L’escamotage è legale?

Sorprendentemente i tedeschi dimenticano o vogliono ignorare l’esistenza di alcuni aspetti legislativi che ci piace ricordare:

  1. Innanzitutto, non rammentano che è ancora valido l’articolo 24 della Costituzione. Infatti, nel suo secondo comma, sancisce che il diritto di difesa è un diritto inviolabile.
  2. Non ricordano che la Rc Auto è regolamentata dall’art. 1917 C.C. e dell’attuale D. Lgs. 209/2005 “Risarcimento diretto” che, se pur obbliga stragiudizialmente l’assicurato a rivolgersi all’impresa con cui è stato stipulato il contratto assicurativo, prevede che “[…] a seguito della presentazione della richiesta di risarcimento diretto, l’impresa è obbligata a valutare i danni e a provvedere alla loro liquidazione per conto dell’impresa di assicurazione del veicolo responsabile […]” come  stabilito dall’IVASS (organo di vigilanza) nel Quaderno 2 a pagina 6.
  3. Forse è stata smarrita l’ordinanza della Suprema Corte n. 5928/2012, in cui è proprio il colosso tedesco parte in causa, che recita: ”invero, l’azione diretta […] non origina dal contratto assicurativo, ma dalla legge, che la ricollega al verificarsi del sinistro a certe condizioni […]. Sicché, la posizione del danneggiato resta quella di chi ha subito un illecito civile […]”.

Ci troviamo di fronte ad una clausola “vessatoria”?

Il termine “vessatorio”, ha  sinonimi dal tenore eloquente come oppressivo, dispotico, restrittivo. Ciò rende facilmente intuibile come questa tipologia di clausole  nei contratti assicurativi siano fortemente limitanti.

Toh! Mi sembra che la definizione sia proprio attinente e fedele al nostro racconto.

Difatti, come stabilisce l’art. 33 del Codice del Consumo: “nel contratto concluso tra il consumatore (nel nostro caso l’assicurato) ed il professionista (cioè l’assicuratore) si considerano “vessatorie” le clausole che, malgrado la buona fede, determinano per il consumatore un significativo squilibrio degli obblighi derivanti dal contratto”.

Al comma 2 lettera b) il Codice recita così: “Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto di: […] escludere o limitare le azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista o di un’altra parte in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento […]”.

Beh! Mi pare evidente che ci siano tutte le carte in regola per affermare la vessatorietà delle due clausolette fin qui discusse.

Si! Sono clausole che non hanno alcuna validità. Sono condizioni che, almeno sino ad oggi, non possono essere imposte da alcuno, almeno sin che non siano riconosciute dalla legge. E così non è, fortunatamente!

Il ricatto..

Ahimè! In tale senso ricevo diverse segnalazioni da parte di colleghi che ricevono inviti pressanti  dal liquidatore di turno (mero esecutore di ordini..)  a rinunciare al mandato ricevuto. In virtù della rinuncia al mandato la promessa dell’invio del pagamento senza la decurtazione imposta(!) e senza le spese ed i compensi per le attività svolte tecnico/legali. Beh! Qualcuno lo ha anche fatto purché venisse definito il sinistro (in qualche maniera), sicuramente un gesto nobile, ma la questione è ben altra. Personalmente sono contrario a questo tipo di repressioni, imposizioni, limitazioni, o chiamatele come volete.

Ma al di là della mia personale opinione c’è un dato imprescindibile a monte, quello giuridico: il tipo di clausole inserite nel contratto sono di fatto vessatorie in quanto […] restrittive alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi. Infatti,  il loro effetto è nullo semplicemente in virtù dal fatto che il risarcimento del danno Rc Auto è di natura extracontrattuale e non contrattuale, dove l’assicurato diventa il danneggiato per un “fatto illecito compiuto da un terzo” (c.d. responsabile civile).

Quindi, invece di subire passivamente tali imposizioni illegali, difendete, oltre che i diritti dei danneggiati anche i Vostri, segnalando, reclamando e denunciando tali abusi.

Consigli utili per l’automobilista

Prestate molta attenzione alla stipula di un contratto assicurativoo Rc Auto, ma in genere a qualsiasi contratto assicurativo. Se accetterete clausole che vi invitano (impongono!) a rivolgervi a centri di riparazione convenzionati con l’impresa di assicurazione in cambio di uno sconto in polizza del 5% circa (in media tra 10 a 25 euro/annui) perderete ogni diritto di risarcimento per i danni, o vi verrà respinta la possibilità di rivolgervi al vostro riparatore di fiducia. Se accetterete clausole che vi obbligano a non affidare la gestione del danno a soggetti terzi che operino professionalmente nel campo del patrocinio, in virtù di un ulteriore sconto dal 3% al 5%, sappiate che perderete il vostro diritto alla giusta difesa ed al giusto risarcimento del danno patito.

ATTENZIONE! Addirittura alcune clausole prevedono una penale (decurtata sull’importo del danno) in percentuale del 10 %, in altri casi di €. 500,00, o perfino in altri casi, la possibilità dell’impresa di arrogarsi il diritto di rivalsa per eventuali esborsi superiori sostenuti (in virtù delle loro valutazioni ARBITRARIE).

Per finire..

Viene proprio la voglia di ribadire..anche in questo caso, quanto sia irto di difficoltà il percorso che conduce il danneggiato al risarcimento del danno subito. Viene davvero da interrogarsi su come sia possibile discutere ancora della risarcibilità delle spese legali stragiudiziali. Come si può pensare che il danneggiato, comune cittadino, abbia il tempo ed il modo di districarsi in una rete fitta di percorsi che allontanano dal risarcimento invece che avvicinarlo?

Mi viene da esclamare: “Viva la libertà!”

Attualità, Giurisprudenza

Una sentenza a sfavore del “preteso” obbligo di risarcimento in forma specifica

leggeVi segnaliamo una significativa sentenza del Giudice di Pace di Pinerolo (n. 191 del 20 maggio 2013) che ritiene di dare ragione al consumatore e al suo riparatore di fiducia (cessionario del credito) in merito a una vertenza relativa ad un indennizzo contrattuale dovuto in forza di polizza kasko.

Infatti, l’assicuratore pretendeva, combinando clausole contrattuali e principi codicistici, di ridurre l’indennizzo al danneggiato che aveva portato il veicolo a riparare presso un carrozziere non fiduciario.

La clausola contrattuale oggetto di contestazione è contenuta in un prodotto assicurativo e si trova nascosta tra le pieghe del frontespizio di polizza, in modo non chiaro, attraverso la previsione che “ per la riparazione Comfort è previsto l’indennizzo in forma specifica” e in forza di tale previsione l’assicuratore ritiene valida la previsione secondo la quale “Il Contraente si obbliga a far riparare il veicolo solo presso una carrozzeria o autofficina convenzionata con la Società …” e che “in caso di danno parziale, se l’assicurato deciderà: a) di riparare il proprio veicolo presso un’altra carrozzeria o autofficina non convenzionata con la Società, per le garanzie Incendio, Furto e rapina, Fenomeni naturali, Eventi Socio – politici, Kasko, è applicato lo scoperto del 20%, aggiuntivo rispetto a quello pattuito sulla scheda “Parte B” del contratto; se quest’ultimo non è pattuito, è comunque applicato lo scoperto del 20%…”.
Secondo Federcarrozzieri si tratta di una “clausola vessatoria e pasticciata”, visto che gli assicuratori “sembrano dimenticare che il risarcimento in forma specifica è disciplinato dal codice civile e in forza dell’art. 2058 e che l’obbligo dell’assicuratore resta quello di indennizzare, cioè di pagare sempre e comunque una somma in danaro equivalente al valore della cosa danneggiata”.
La pretesa dell’assicuratore di pagare somme diverse a seconda di chi ripari il mezzo è evidentemente infondata. (Fonte: www.carrozzeria.it).

Per scaricare la sentenza clicca qui.

Ulteriori approfondimenti della sentenza nel sito di Federcarrozzieri.