Danni occulti: sono ben visibili tutti i danni?
Riportiamo l’interessante articolo di Stefano Burato da “Assicuriamocibene”.
Spesso dietro ad un impatto banale ed irrilevante, si nascondono delle deformazioni non visibili che possono far aumentare in modo considerevole il costo della riparazione. Ecco alcuni consigli pratici per evitare che il danneggiato accetti un rimborso non corrispondente al danno reale.
La crisi economica che ha coinvolto anche il nostro paese, comporta l’inevitabile modifica delle abitudini, anche nel rapporto con la propria compagnia di assicurazioni. Gli addetti del settore sono perfettamente a conoscenza che negli ultimi anni si è verificata una consistente diminuzione del numero dei sinistri stradali, dovuti sicuramente al minor traffico o al miglioramento delle infrastrutture, ma anche alla definizione fai da te.
E’ infatti sempre più frequente che il conducente del veicolo che ha provocato un danno di lieve entità, anziché attenersi all’ iter assicurativo, con conseguente aumento della classe di merito (malus) e del premio di polizza, preferisca risarcire in prima persona il danno causato…
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CONSAP: Svolgimento Prova di idoneità al Ruolo Periti Assicurativi
Si terrà Lunedì 15 Luglio 2013, alle ore 8.30 presso la “Sala Olimpia” dell’Ergife Palace Hotel, sito in Roma, Via Aurelia n. 617/619, la prova di idoneità per l’iscrizione al Ruolo dei periti assicurativi – sessione 2012 – indetta con provvedimento ISVAP (ora IVASS) n. 3028 del 13 dicembre 2012 (G.U. n. 101 del 28.12.2012).
Sul sito della CONSAP è possibile trovare tutte le informazioni utili per lo svolgimento della prova, i documenti da presentare in quella sede, pena l’esclusione, le informazioni per raggiungere l’Ergife Palace Hotel di Roma.
Per ulteriori informazioni clicca qui (si aprirà la pagina dedicata da CONSAP). Mentre le informazioni per raggiungere l’Ergife Palace Hotel, sono disponibili cliccando qui.
Autostrada dei Laghi: la prima autostrada del mondo. 1924.
Perchè un’economia fiorisca è necessario garantire la circolazione dei beni, e per farlo bisogna costruire le infrastrutture che ne permettano il commercio. Milano è sempre stata una città dalla forte vocazione industriale e artigianale, e la realizzazione delle necessarie vie di collegamento hanno posto numerosi ostacoli nel corso dei secoli, talvolta superati con soluzioni molto innovative.
Con l’avvento dell’automobile e la conseguente diffusione tra le masse nel primo Novecento del nuovo mezzo di trasporto, è stato stravolto il modo in cui si era stata concepita la strada fino ad allora, ed è diventata improrogabile la separazione del traffico delle automobili da carri, biciclette, carrozze e altri mezzi. Con grande lungimiranza, nel 1921 l’ingegnerePiero Puricelli ha fondato la Società Anonima Autostrade per sfruttare le opportunità che gli sviluppi del settore promettevano. Uno dei progetti su cui l’azienda ha incominciato a lavorare riguardava la costruzione di una strada destinata alle…View original post 336 altre parole
Rc professionali al via
Dal 15 agosto 2013 diventa obbligatoria la polizza per i professionisti
Ferragosto: scatta l’obbligo dell’assicurazione. La proroga introdotta dalla Riforma delle professioni (DPR n. 137/2012) ha fatto slittare di un anno quanto disposto dalla legge n. 148/2011 (che conferma quanto previsto dall’articolo 3, punto 5, lettera e) del D.Lgs. n. 138 del 13 agosto 2011) che così recita «a tutela del cliente, il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale. Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti».
Dunque, entro il 15 agosto prossimo, tutti i professionisti iscritti a un Albo dovranno aver stipulato una polizza assicurativa di…
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Relazione annuale Antitrust: riformare l’RCA, la concorrenza aiuta la crescita
Nuovi materiali, nuove tecniche di riparazione
Vi riportiamo l’interessante articolo di Carrozzeria.it che riguarda da vicino l’esperto che si occupa della stima dei danni, in quanto dovrà essere in grado di evolversi ed aggiornarsi di pari passo con le innovazioni dei materiali e quindi con le tecniche di riparazione.
Da http://www.carrozzeria.it: “Modello dopo modello le auto si stanno sempre di più avvicinando alle tecnologie utilizzate nel settore aeronautico, ne sono un esempio Audi e Mercedes che già oggi utilizzano per alcune parti delle vetture delle leghe leggere e dei materiali compositi esotici che incollano con adesivi industriali realizzati con sostanze chimiche.
Questa continua evoluzione dei materiali nel settore dell’auto è dovuta alla costante necessità di materiali sempre più leggeri e resistenti alle sollecitazioni di velocità, alte temperature e pressioni torsionali.
MarketsandMarkets, società specializzata in ricerche di mercato, ha stimato, ad esempio, che l’uso della plastica nel settore automobilistico crescerà a livello globale di oltre il 13% annuo tra il 2013 e il 2018, passando da 21 a 46 miliardi di dollari di volumi di vendite.
Ma non si parla solo di plastica: Ford, infatti, introduce la lega di carbonio (già ampiamente utilizzata nelle vetture super sportive) anche per le auto di serie.
Evidentemente, l’utilizzo di questi nuovi materiali determina la necessità di trattarli e assemblarli diversamente rispetto a quelli tradizionali, passando dunque dalla saldatura ai collanti.
Automotive News stima l’attuale mercato dei collanti per l’industria automobilistica tra i 2 e i 3 miliardi di euro, meno del 10% del mercato dei collanti in generale, ma nei prossimi 5-10 anni è prevista una crescita di almeno un terzo.
Una crescita di questo tipo comporta una rivoluzione nell’industria automobilistica, un passaggio progressivo dalla saldatura al collante, percorso già in atto e che si concentra sulla ricerca e sull’innovazione, per ottenere adesivi per il ciclo costruttivo dell’automobile capaci di assorbire il più possibile l’urto conseguente ad un incidente e ridurre vibrazioni e rumorosità.
Ma proprio parlando di incidenti emerge uno dei punti cruciali della questione: se cambia il sistema produttivo dovrà cambiare anche il metodo di riparazione dei veicoli, che molto spesso nel caso dell’acciaio consiste proprio in interventi di saldatura.
Il settore delle riparazioni dovrà dunque essere in grado di evolversi di pari passo con le innovazioni nei materiali e, sempre che riparare macchine “incollate” risulti possibile, trovare dei sistemi alternativi per poterlo fare.
A esempio BMW e MINI, dal canto loro, stanno già sperimentando una tecnica innovativa di “Incollaggio e rivettatura”, che semplifica e velocizza il trattamento, eliminando scintille e residui della saldatura, oltre che i rischi di distorsioni causati da trattamenti a caldo.
Il danno risarcibile comprende l’IVA anche se il veicolo non viene riparato.
Vogliamo segnalarvi la seguente sentenza della Corte di Cassazione,
Cassazione Sez III civ, sentenza 14535 10 aprile – 20 giugno 2013
Cliccando sul link sarà possibile scaricare la sentenza direttamente dal sito dell’UNARCA.
LO SCOTTO DA PAGARE?
Vogliamo sengnalare e di seguito riportiamo l’articolo della redazione del blog il Carrozziere alla luce degli impegni disattesi dal Gruppo di Sel e dell’incontro che l’On. Scotto farà domani a Napoli con Federconsumatori per presentare la sua demagogica mozione, segno delle tante metamorfosi dell’ANIA:
Mozione SEL Campania ( Sinistra Ecologia Libertà) per l’abolizione della Cessione di Credito in ambito RCA.
Che l’ANIA sia abile nel crearsi l’opposizione lo sappiamo da tempo ed ogni anno, prima della riunione della Confindustria delle Compagnie, Federconsumatori ed Adiconsum, che, lo ricordiamo, vengono formate dalle assicurazioni sul tema della RC Auto, agitano le masse con il caro premi per poi avallare le peggiori nefandezze contro assicurati e danneggiati in pieno accordo con le stesse Compagnie ed il Governo di turno.
In questo contesto stiamo assistendo ad una sceneggiata napoletana. Ferderconsumatori Campania, infatti, s’inventa un pò di sigle contro il caro premi e propone una serie di ricette che corrispondono a quelle delle Compagnie: “abolizione della cessione di credito e riduzione dei termini di prescrizione da due anni (cinque per i sinistri con lesioni) a 15 giorni per la richiesta di risarcimento danni!”
Tali mirabolanti proposte sono accompagnate da una maldicenza nei confronti dei riparatori indipendenti e dei professionisti che tutelano il danneggiato o le imprese artigiane, e finiscono per compiacere le Compagnie che vogliono, sempre di più, pagare quando, quanto, come e dove ritengono.
A tale ondata demagogica, che non tiene in considerazione il vero motivo per cui, in certe zone dell’Italia, si è arrivati ad un punto di non ritorno, primo tra tutti l’introduzione del risarcimento diretto e, a seguire, la desertificazione dei centri di liquidazione danni, si associa il Masaniello di turno, il giovane On. Arturo Scotto, che firma una mozione basata sui desiderata di Federconsumatori e dell’ANIA.
Poco interessa se i carrozzieri indipendenti lo sono perché usano la cessione di credito e fatturano le riparazioni, tenendo in piedi un settore artigianale in tempi di grave crisi.
Poco importa se i diritti del danneggiato dovessero decadere in un paio di settimane.
All’On Scotto e all’On. Migliore, primo firmatario della mozione, pare importi solo fare delle comparsate nel napoletano agitando le folle con sgangherate mistificazioni.
Non contano neanche gli impegni sottoscritti da Andrea de Martino, collaboratore dell’On. Migliore, per modificare la mozione. Forse per motivi di opportunismo politico si schiaffeggiano i lavoratori, i danneggiati e poi si fa finta di fare l’opposizione o di essere contro il padrone.
I carrozzieri indipendenti sono indignati da tale comportamento.
On. Scotto, quando domani farà il suo bagno di folla in un caffè di Napoli sparlando dei carrozzieri indipendenti si ricordi bene che: “’cca nisciuno è fesso”.
Da Il Carrozziere.it
Una sentenza a sfavore del “preteso” obbligo di risarcimento in forma specifica
Vi segnaliamo una significativa sentenza del Giudice di Pace di Pinerolo (n. 191 del 20 maggio 2013) che ritiene di dare ragione al consumatore e al suo riparatore di fiducia (cessionario del credito) in merito a una vertenza relativa ad un indennizzo contrattuale dovuto in forza di polizza kasko.
Infatti, l’assicuratore pretendeva, combinando clausole contrattuali e principi codicistici, di ridurre l’indennizzo al danneggiato che aveva portato il veicolo a riparare presso un carrozziere non fiduciario.
La clausola contrattuale oggetto di contestazione è contenuta in un prodotto assicurativo e si trova nascosta tra le pieghe del frontespizio di polizza, in modo non chiaro, attraverso la previsione che “ per la riparazione Comfort è previsto l’indennizzo in forma specifica” e in forza di tale previsione l’assicuratore ritiene valida la previsione secondo la quale “Il Contraente si obbliga a far riparare il veicolo solo presso una carrozzeria o autofficina convenzionata con la Società …” e che “in caso di danno parziale, se l’assicurato deciderà: a) di riparare il proprio veicolo presso un’altra carrozzeria o autofficina non convenzionata con la Società, per le garanzie Incendio, Furto e rapina, Fenomeni naturali, Eventi Socio – politici, Kasko, è applicato lo scoperto del 20%, aggiuntivo rispetto a quello pattuito sulla scheda “Parte B” del contratto; se quest’ultimo non è pattuito, è comunque applicato lo scoperto del 20%…”.
Secondo Federcarrozzieri si tratta di una “clausola vessatoria e pasticciata”, visto che gli assicuratori “sembrano dimenticare che il risarcimento in forma specifica è disciplinato dal codice civile e in forza dell’art. 2058 e che l’obbligo dell’assicuratore resta quello di indennizzare, cioè di pagare sempre e comunque una somma in danaro equivalente al valore della cosa danneggiata”.
La pretesa dell’assicuratore di pagare somme diverse a seconda di chi ripari il mezzo è evidentemente infondata. (Fonte: www.carrozzeria.it).
Per scaricare la sentenza clicca qui.
Ulteriori approfondimenti della sentenza nel sito di Federcarrozzieri.
Salviamo le imprese italiane!
È di questi giorni la notizia dello spostamento della produzione in Austria della varesina Husqvarna, ma non è la prima e non sarà l’ultima di questo genere. In questo periodo la lista di situazioni simili si è allungata moltissimo e ha raggiunto dimensioni preoccupanti: pensiamo alla Ginori (acquistata da Gucci, che però a sua volta è di proprietà francese), a Pomellato, Ducati, Gancia e così via. In questi casi si è detto che la produzione sarebbe rimasta suolo italiano, ma sappiamo che non sempre è andata così, anzi.
Aziende che chiudono, delocalizzano o si trasferiscono sono una tragedia per gli occupati, ma anche per la tradizione e per la cultura. Si, perchè spesso dimentichiamo che dietro un logo o un nome si nascondono grandi storie di persone e di famiglie che -spesso per generazioni- hanno dedicato quotidianamente anima e corpo per mandare avanti un sogno condiviso
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SEMINARIO DI NAUTICA – Yacht Club di Marina di Stabia 27 Settembre 2013 Castellammare di Stabia (NA)
L’Aicis Campania, grazie all’impegno ed al lavoro svolto dal Presidente Regionale Massimiliano Canellini, organizza per il giorno 27 settembre 2013 un corso di nautica presso lo Yacht Club di Marina di Stabia a Castellammare di Stabia (NA).
Obbiettivi del seminario
Il seminario, della durata di un giorno, si propone di aggiornare e di illustrare gli elementi di nautica, le caratteristiche costruttive degli impianti di bordo e sarà curato dal Prof. Luca Altamura, di fama nazionale per la sua preparazione nel campo tecnico ed in particolare della nautica. Nell’occasione sara possibile anche i cantieri navali.
Organizzazione
Il seminario sarà a numero limitato e comprenderà anche il pranzo. Per chi volesse partecipare dovrà fornire entro il 20 giugno p.v. la propria adesione. La partecipazione sarà aperta sia agli iscritti Aicis che ai non iscritti, fino ad esaurimento posti disponibili.
Per iscriversi e per maggiori informazioni è possibile contattare:
Canellini Massimiliano m.canellini@aicis.it
Pastore Felice p.pastore@aicis.it
AICIS E ANEIS: Patrocinio stragiudiziale. La legge ce lo permette.
L’attività di consulenza e di assistenza stragiudiziale sarebbe di competenza esclusiva degli avvocati. E’ quanto reclamato attraverso messaggi, lettere, nonché denunce presso le autorità competenti dall’Ordine degli Avvocati di Siracusa.
Immediata la replica di AICIS e di ANEIS che hanno commentato così: “Discutibile il fatto che una simile interpretazione sbrigativa ed interessata della legge arrivi da coloro che dovrebbero essere esperti conoscitori della materia. Evidentemente la crisi economica fa perdere di vista i veri principi giuridici”
Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Siracusa, con una comunicazione del 30 aprile ai suoi iscritti, informava di aver inoltrato agli uffici della Procura locale una segnalazione denunciando, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 348 c.p., l’illegittima attività professionale svolta in particolare dagli studi di infortunistica stradale.
Secondo l’Ordine l’art. 2, comma 6, della Legge Professionale n.247/2013 riserverebbe esclusivamente agli avvocati l’attività di consulenza e assistenza stragiudiziale, connessa ad attività giurisdizionale e svolta in modo continuativo, sistematico ed organizzato.
E’ arrivata tempestiva la risposta firmata da Luigi Cipriano, Presidente ANEIS – Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale, e da Marco Mambretti, Presidente AICIS – Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale, che in una lettera congiunta esprimono il loro dissenso a quanto affermato dall’Ordine: “è singolare che proprio gli avvocati, esperti e fini conoscitori della variegata materia giuridica, adottino una a dir poco sbrigativa ed interessata interpretazione della recente Legge Professionale Forense n.247/2012. Evidentemente la grave crisi economica, che non fa sconti ovviamente neppure agli avvocati, fa perdere di vista quelli che sono i principi giuridici e gli ordinari criteri di una corretta interpretazione di un testo normativo“.
Inoltre, le due associazioni ricordano che: “quando la legge si riferisce all’attività di consulenza e assistenza stragiudiziale connessa ad attività giurisdizionale, essa intende riferirsi ad una effettiva connessione attuale e concreta e non solo eventuale e futura“.
In sostanza, non è sufficiente che l’attività stragiudiziale di consulenza ed assistenza svolta dal non avvocato abbia la potenzialità di essere in futuro sottoposta alla cognizione del giudice per far scattare la riserva esclusiva a vantaggio della classe forense.
Pertanto, la riserva esclusiva degli avvocati riguarda, dunque, quelle attività stragiudiziali già sottoposte al parere di un giudice o connesse ad un processo ancora in corso. Se, al contrario, la questione ancora non è stata sottoposta all’attenzione di un giudice, l’attività di consulenza deve ritenersi del tutto libera, proprio perché non connessa con una attività giurisdizionale in corso. Tratto dal sito dell’Aicis e del Sole 24 Ore.
R.c. auto e conciliazione paritetica: Ivass promuove l’accordo tra ANIA ed Associazioni Consumatori
L’Ivass ha accolto con soddisfazione la sottoscrizione dell’accordo tra ANIA ed alcune Associazioni dei consumatori in materia di conciliazione paritetica nel settore r.c. auto, per le controversie dei sinistri di valore non superiore ai 15.000 euro.
L’Ivass ritiene tale strumento una valida alternativa di risoluzione delle controversie, consentendo ai consumatori la possibilità di risolvere in maniera più rapida ed economica le controversie del ricorso al giudice. Inoltre, questa scelta consentirebbe alle Imprese di contenere i costi del contenzioso, con ricadute positive, a livello di sistema, sui costi dei
risarcimenti e sui livelli delle tariffe r.c. auto.
Al fine di diffondere tale possibilità di conciliazione per il consumatore l’Autorità di Vigilanza ha di recente pubblicato sul proprio sito una specifica informativa, illustrando le modalità di attivazione della procedura di conciliazione.
L’Ivass ritiene importante che le Assicurazioni si attivino “per favorire la conoscenza e la diffusione tra i consumatori dell’attivazione della conciliazione paritetica”, mediante la pubblicazione sui siti aziendali e con informativa scritta ai danneggiati dei sinistri stradali con cui insorge contenzioso. Le imprese dovranno dare conferma alla Autorità di vigilanza, entro il 20 luglio, di aver attuato le iniziative richieste.
Non tutti però sono d’accordo con l’Ivass. Il SICESA ritiene che tale manovra ancora una volta, con l’intento apparente di salvaguardare il danneggiato, sia un attacco alla professione dell’esperto in infortunistica stradale. Il Cupsit (patrocinatori stragiudiziali), parla di “ennesimo balletto tra Ania, associazioni dei consumatori e Ivass“. Infatti, commenta il Presidente del Cupsit, Stefano Mannacio: “il bello è che i Consumatori sono formati dall’Ania, come si evince anche da un sito specifico. Insomma, abbiamo un’Autorità di controllo che pubblicizza un accordo con consumatori formati dalla controparte per tutelare i danneggiati, quando questi hanno il diritto a farsi assistere da un professionista indipendente. Sono sempre più convinto che l’Ivass vada abolito e la vigilanza restituita al ministero dello Sviluppo economico dove almeno c’è un ministro che deve assumersi la responsabilità politica di quello che fa“. In particolare, come evidenzia l’automobilista.it, la normativa attuale già prevede da anni “la procedura CARD”, introdotta proprio con l’intento di risolvere bonariamente e velocemente le controversie da sinistro stradale con il “vantaggio” per il danneggiato di evitare il ricorso al giudice nei primi 30 o 60 giorni per i danni materiali e nei 90 giorni per i danni fisici, con “l’obbligo” per le Assicurazioni di effettuare congrua offerta oppure di motivarne il diniego. Ed ancora, la mediazione obbligatoria era stata introdotta e poi tolta anche in materia di r.c. auto, in quanto o si raggiunge un accordo stragiudiziale con gli strumenti già previsti dal Codice delle assicurazioni oppure si ricorre in giudizio. Infatti, la procedura prevista dal Codice di procedura civile impone al Giudice di Pace (competente in r.c. auto sino a € 20.000, quindi sopra la soglia di € 15.000) di “tentare la conciliazione”.
Insomma, non appare chiaro come mai “alcune” Associazioni dei Consumatori, che dovrebbero porsi in prima fila a tutela dei consumatori, sottoscrivano accordi proposti e provenienti dalle Assicurazioni.
A riguardo, continueremo a tenervi aggiornarti su novità ed iniziative.
Sinistro stradale: anche se l’altro veicolo è contromano, la velocità non esclude la responsabilità
Vi segnaliamo la seguente sentenza n. 19384 della Corte di Cassazione.
Le prescrizioni attinenti ai limiti di velocità, sono preordinate, oltre che al fine di non creare pericolo nel normale andamento della circolazione, anche al fine di consentire al conducente di prevenire e porre rimedio alle imprudenze altrui che si dovessero presentare. E’ quanto precisato dalla Corte di Cassazione con la sentenza del 6 maggio 2013, n. 19384 che sottolinea altresì che ogni conducente ha, tra gli altri, anche l’obbligo di prevedere le eventuali imprudenze o trasgressioni degli altri utenti della strada e di cercare di prepararsi a superarle senza danno altrui.
Confermata dunque la sentenza della corte d’appello, avverso la quale proponeva ricorso per cassazione l’imputato. Infatti i giudici di merito di Venezia, pur riconoscendo un rilevante concorso di colpa della vittima, fondavano l’addebito di responsabilità mosso all’imputato sulla velocità (di 83 km orari) tenuta dallo stesso, superiore a quella imposta dal limite stradale (70 km h), inadeguata alle condizioni di tempo e di luogo, oltre che sugli esiti della disposta perizia, la quale aveva accertato che, tenendo una velocità inferiore, anche se non si sarebbe potuto evitare l’impatto (essendo a tal fine necessario il contenimento della velocità in 30 km orari, in concreto non esigibile), l‘urto sarebbe stato meno violento e non avrebbe avuto conseguenze letali. (Fonte: http://www.polizialocaleweb.com, di Luigi Del Giudice).

