Gli emendamenti 84.8 e 84.93 del cosiddetto “decreto del Fare” – che chiedevano di ripristinare la mediazione obbligatoria in ambito RC Auto – sono stati soppressi.
Federcarrozzieri, che nei giorni scorsi aveva inviato una lettera al Presidente della Commissione Bilancio e ai membri della commissione (invitando anche gli associati a inviare una mail ai parlamentari della Commissione Bilancio), si dice soddisfatta dell’esito della votazione.
Se gli emendamenti fossero “passati” avrebbero infatti messo in seria difficoltà le carrozzerie indipendenti, ma anche i fiduciari, modificando i tempi di risarcimento sui sinistri RCA. In particolare le carrozzerie che adottano una libera tariffa di manodopera e un libero tempario, potevano trovarsi in seria difficoltà nell’incassare l’intera fattura, rischiando ogni volta di attendere i tempi della mediazione per ottenere una liquidazione in alcuni casi solo parziale.
Categoria: Attualità
Rc professionali al via
Dal 15 agosto 2013 diventa obbligatoria la polizza per i professionisti
Ferragosto: scatta l’obbligo dell’assicurazione. La proroga introdotta dalla Riforma delle professioni (DPR n. 137/2012) ha fatto slittare di un anno quanto disposto dalla legge n. 148/2011 (che conferma quanto previsto dall’articolo 3, punto 5, lettera e) del D.Lgs. n. 138 del 13 agosto 2011) che così recita «a tutela del cliente, il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale. Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti».
Dunque, entro il 15 agosto prossimo, tutti i professionisti iscritti a un Albo dovranno aver stipulato una polizza assicurativa di…
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LO SCOTTO DA PAGARE?
Vogliamo sengnalare e di seguito riportiamo l’articolo della redazione del blog il Carrozziere alla luce degli impegni disattesi dal Gruppo di Sel e dell’incontro che l’On. Scotto farà domani a Napoli con Federconsumatori per presentare la sua demagogica mozione, segno delle tante metamorfosi dell’ANIA:
Mozione SEL Campania ( Sinistra Ecologia Libertà) per l’abolizione della Cessione di Credito in ambito RCA.
Che l’ANIA sia abile nel crearsi l’opposizione lo sappiamo da tempo ed ogni anno, prima della riunione della Confindustria delle Compagnie, Federconsumatori ed Adiconsum, che, lo ricordiamo, vengono formate dalle assicurazioni sul tema della RC Auto, agitano le masse con il caro premi per poi avallare le peggiori nefandezze contro assicurati e danneggiati in pieno accordo con le stesse Compagnie ed il Governo di turno.
In questo contesto stiamo assistendo ad una sceneggiata napoletana. Ferderconsumatori Campania, infatti, s’inventa un pò di sigle contro il caro premi e propone una serie di ricette che corrispondono a quelle delle Compagnie: “abolizione della cessione di credito e riduzione dei termini di prescrizione da due anni (cinque per i sinistri con lesioni) a 15 giorni per la richiesta di risarcimento danni!”
Tali mirabolanti proposte sono accompagnate da una maldicenza nei confronti dei riparatori indipendenti e dei professionisti che tutelano il danneggiato o le imprese artigiane, e finiscono per compiacere le Compagnie che vogliono, sempre di più, pagare quando, quanto, come e dove ritengono.
A tale ondata demagogica, che non tiene in considerazione il vero motivo per cui, in certe zone dell’Italia, si è arrivati ad un punto di non ritorno, primo tra tutti l’introduzione del risarcimento diretto e, a seguire, la desertificazione dei centri di liquidazione danni, si associa il Masaniello di turno, il giovane On. Arturo Scotto, che firma una mozione basata sui desiderata di Federconsumatori e dell’ANIA.
Poco interessa se i carrozzieri indipendenti lo sono perché usano la cessione di credito e fatturano le riparazioni, tenendo in piedi un settore artigianale in tempi di grave crisi.
Poco importa se i diritti del danneggiato dovessero decadere in un paio di settimane.
All’On Scotto e all’On. Migliore, primo firmatario della mozione, pare importi solo fare delle comparsate nel napoletano agitando le folle con sgangherate mistificazioni.
Non contano neanche gli impegni sottoscritti da Andrea de Martino, collaboratore dell’On. Migliore, per modificare la mozione. Forse per motivi di opportunismo politico si schiaffeggiano i lavoratori, i danneggiati e poi si fa finta di fare l’opposizione o di essere contro il padrone.
I carrozzieri indipendenti sono indignati da tale comportamento.
On. Scotto, quando domani farà il suo bagno di folla in un caffè di Napoli sparlando dei carrozzieri indipendenti si ricordi bene che: “’cca nisciuno è fesso”.
Da Il Carrozziere.it
Una sentenza a sfavore del “preteso” obbligo di risarcimento in forma specifica
Vi segnaliamo una significativa sentenza del Giudice di Pace di Pinerolo (n. 191 del 20 maggio 2013) che ritiene di dare ragione al consumatore e al suo riparatore di fiducia (cessionario del credito) in merito a una vertenza relativa ad un indennizzo contrattuale dovuto in forza di polizza kasko.
Infatti, l’assicuratore pretendeva, combinando clausole contrattuali e principi codicistici, di ridurre l’indennizzo al danneggiato che aveva portato il veicolo a riparare presso un carrozziere non fiduciario.
La clausola contrattuale oggetto di contestazione è contenuta in un prodotto assicurativo e si trova nascosta tra le pieghe del frontespizio di polizza, in modo non chiaro, attraverso la previsione che “ per la riparazione Comfort è previsto l’indennizzo in forma specifica” e in forza di tale previsione l’assicuratore ritiene valida la previsione secondo la quale “Il Contraente si obbliga a far riparare il veicolo solo presso una carrozzeria o autofficina convenzionata con la Società …” e che “in caso di danno parziale, se l’assicurato deciderà: a) di riparare il proprio veicolo presso un’altra carrozzeria o autofficina non convenzionata con la Società, per le garanzie Incendio, Furto e rapina, Fenomeni naturali, Eventi Socio – politici, Kasko, è applicato lo scoperto del 20%, aggiuntivo rispetto a quello pattuito sulla scheda “Parte B” del contratto; se quest’ultimo non è pattuito, è comunque applicato lo scoperto del 20%…”.
Secondo Federcarrozzieri si tratta di una “clausola vessatoria e pasticciata”, visto che gli assicuratori “sembrano dimenticare che il risarcimento in forma specifica è disciplinato dal codice civile e in forza dell’art. 2058 e che l’obbligo dell’assicuratore resta quello di indennizzare, cioè di pagare sempre e comunque una somma in danaro equivalente al valore della cosa danneggiata”.
La pretesa dell’assicuratore di pagare somme diverse a seconda di chi ripari il mezzo è evidentemente infondata. (Fonte: www.carrozzeria.it).
Per scaricare la sentenza clicca qui.
Ulteriori approfondimenti della sentenza nel sito di Federcarrozzieri.
Salviamo le imprese italiane!
È di questi giorni la notizia dello spostamento della produzione in Austria della varesina Husqvarna, ma non è la prima e non sarà l’ultima di questo genere. In questo periodo la lista di situazioni simili si è allungata moltissimo e ha raggiunto dimensioni preoccupanti: pensiamo alla Ginori (acquistata da Gucci, che però a sua volta è di proprietà francese), a Pomellato, Ducati, Gancia e così via. In questi casi si è detto che la produzione sarebbe rimasta suolo italiano, ma sappiamo che non sempre è andata così, anzi.
Aziende che chiudono, delocalizzano o si trasferiscono sono una tragedia per gli occupati, ma anche per la tradizione e per la cultura. Si, perchè spesso dimentichiamo che dietro un logo o un nome si nascondono grandi storie di persone e di famiglie che -spesso per generazioni- hanno dedicato quotidianamente anima e corpo per mandare avanti un sogno condiviso
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AICIS E ANEIS: Patrocinio stragiudiziale. La legge ce lo permette.
L’attività di consulenza e di assistenza stragiudiziale sarebbe di competenza esclusiva degli avvocati. E’ quanto reclamato attraverso messaggi, lettere, nonché denunce presso le autorità competenti dall’Ordine degli Avvocati di Siracusa.
Immediata la replica di AICIS e di ANEIS che hanno commentato così: “Discutibile il fatto che una simile interpretazione sbrigativa ed interessata della legge arrivi da coloro che dovrebbero essere esperti conoscitori della materia. Evidentemente la crisi economica fa perdere di vista i veri principi giuridici”
Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Siracusa, con una comunicazione del 30 aprile ai suoi iscritti, informava di aver inoltrato agli uffici della Procura locale una segnalazione denunciando, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 348 c.p., l’illegittima attività professionale svolta in particolare dagli studi di infortunistica stradale.
Secondo l’Ordine l’art. 2, comma 6, della Legge Professionale n.247/2013 riserverebbe esclusivamente agli avvocati l’attività di consulenza e assistenza stragiudiziale, connessa ad attività giurisdizionale e svolta in modo continuativo, sistematico ed organizzato.
E’ arrivata tempestiva la risposta firmata da Luigi Cipriano, Presidente ANEIS – Associazione Nazionale Esperti Infortunistica Stradale, e da Marco Mambretti, Presidente AICIS – Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale, che in una lettera congiunta esprimono il loro dissenso a quanto affermato dall’Ordine: “è singolare che proprio gli avvocati, esperti e fini conoscitori della variegata materia giuridica, adottino una a dir poco sbrigativa ed interessata interpretazione della recente Legge Professionale Forense n.247/2012. Evidentemente la grave crisi economica, che non fa sconti ovviamente neppure agli avvocati, fa perdere di vista quelli che sono i principi giuridici e gli ordinari criteri di una corretta interpretazione di un testo normativo“.
Inoltre, le due associazioni ricordano che: “quando la legge si riferisce all’attività di consulenza e assistenza stragiudiziale connessa ad attività giurisdizionale, essa intende riferirsi ad una effettiva connessione attuale e concreta e non solo eventuale e futura“.
In sostanza, non è sufficiente che l’attività stragiudiziale di consulenza ed assistenza svolta dal non avvocato abbia la potenzialità di essere in futuro sottoposta alla cognizione del giudice per far scattare la riserva esclusiva a vantaggio della classe forense.
Pertanto, la riserva esclusiva degli avvocati riguarda, dunque, quelle attività stragiudiziali già sottoposte al parere di un giudice o connesse ad un processo ancora in corso. Se, al contrario, la questione ancora non è stata sottoposta all’attenzione di un giudice, l’attività di consulenza deve ritenersi del tutto libera, proprio perché non connessa con una attività giurisdizionale in corso. Tratto dal sito dell’Aicis e del Sole 24 Ore.
R.c. auto e conciliazione paritetica: Ivass promuove l’accordo tra ANIA ed Associazioni Consumatori
L’Ivass ha accolto con soddisfazione la sottoscrizione dell’accordo tra ANIA ed alcune Associazioni dei consumatori in materia di conciliazione paritetica nel settore r.c. auto, per le controversie dei sinistri di valore non superiore ai 15.000 euro.
L’Ivass ritiene tale strumento una valida alternativa di risoluzione delle controversie, consentendo ai consumatori la possibilità di risolvere in maniera più rapida ed economica le controversie del ricorso al giudice. Inoltre, questa scelta consentirebbe alle Imprese di contenere i costi del contenzioso, con ricadute positive, a livello di sistema, sui costi dei
risarcimenti e sui livelli delle tariffe r.c. auto.
Al fine di diffondere tale possibilità di conciliazione per il consumatore l’Autorità di Vigilanza ha di recente pubblicato sul proprio sito una specifica informativa, illustrando le modalità di attivazione della procedura di conciliazione.
L’Ivass ritiene importante che le Assicurazioni si attivino “per favorire la conoscenza e la diffusione tra i consumatori dell’attivazione della conciliazione paritetica”, mediante la pubblicazione sui siti aziendali e con informativa scritta ai danneggiati dei sinistri stradali con cui insorge contenzioso. Le imprese dovranno dare conferma alla Autorità di vigilanza, entro il 20 luglio, di aver attuato le iniziative richieste.
Non tutti però sono d’accordo con l’Ivass. Il SICESA ritiene che tale manovra ancora una volta, con l’intento apparente di salvaguardare il danneggiato, sia un attacco alla professione dell’esperto in infortunistica stradale. Il Cupsit (patrocinatori stragiudiziali), parla di “ennesimo balletto tra Ania, associazioni dei consumatori e Ivass“. Infatti, commenta il Presidente del Cupsit, Stefano Mannacio: “il bello è che i Consumatori sono formati dall’Ania, come si evince anche da un sito specifico. Insomma, abbiamo un’Autorità di controllo che pubblicizza un accordo con consumatori formati dalla controparte per tutelare i danneggiati, quando questi hanno il diritto a farsi assistere da un professionista indipendente. Sono sempre più convinto che l’Ivass vada abolito e la vigilanza restituita al ministero dello Sviluppo economico dove almeno c’è un ministro che deve assumersi la responsabilità politica di quello che fa“. In particolare, come evidenzia l’automobilista.it, la normativa attuale già prevede da anni “la procedura CARD”, introdotta proprio con l’intento di risolvere bonariamente e velocemente le controversie da sinistro stradale con il “vantaggio” per il danneggiato di evitare il ricorso al giudice nei primi 30 o 60 giorni per i danni materiali e nei 90 giorni per i danni fisici, con “l’obbligo” per le Assicurazioni di effettuare congrua offerta oppure di motivarne il diniego. Ed ancora, la mediazione obbligatoria era stata introdotta e poi tolta anche in materia di r.c. auto, in quanto o si raggiunge un accordo stragiudiziale con gli strumenti già previsti dal Codice delle assicurazioni oppure si ricorre in giudizio. Infatti, la procedura prevista dal Codice di procedura civile impone al Giudice di Pace (competente in r.c. auto sino a € 20.000, quindi sopra la soglia di € 15.000) di “tentare la conciliazione”.
Insomma, non appare chiaro come mai “alcune” Associazioni dei Consumatori, che dovrebbero porsi in prima fila a tutela dei consumatori, sottoscrivano accordi proposti e provenienti dalle Assicurazioni.
A riguardo, continueremo a tenervi aggiornarti su novità ed iniziative.
RC Auto: il mistero del calo delle tariffe.
Secondo le stime dell’Ania la Rc Auto ha subito un calo del 4,5% nel 2013; di parere opposto Federconsumatori, che “ridimensiona” l’annuncio dell’Ania, attribuendolo addirittura ad un errore di calcolo: “Al massimo, rispetto allo scorso anno, relativamente ad alcune classi vi è stato un lieve raffreddamento delle tariffe, non certo una riduzione – spiega in un comunicato Federconsumatori – Tantomeno quelle applicate al Sud, che continuano a registrare livelli elevatissimi e vergognosi”.
Addirittura secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori quest’anno le tariffe registrano un aumento tra il 4-5%.
Addirittura secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori quest’anno le tariffe registrano un aumento tra il 4-5%.
È evidente che i due dati sono profondamente in contrasto e a stridere ancor di più con le posizioni di Ania ci sono le impennate degli utili degli assicuratori, che sicuramente non dipendono solo dall’RC auto, ma sono comunque un indicatore fondamentale per valutare un mercato in una situazione di crisi. Solo per fare qualche esempio, infatti, gli utili crescono per Axa del 3%, 24% per Allianz e 4,8% per Fondiaria Sai.
Tratto da http://www.carrozzeria.it
Attenti alle “trappole” delle assicurazioni. La mozione di SEL “favorisce la lobby delle compagnie assicurative”
Ancora una manovra intenta a limitare la libertà ed i diritti dell’assicurato in caso di risarcimento del danno e che mira ancora una volta a restringere il libero mercato e la concorrenza. Infatti, arriva la mozione n. 1/00027 presentata dal SEL del 29/04/2013 che, tra le altre cose, prevede la richiesta al governo di introdurre il divieto di utilizzo della CESSIONE DI CREDITO. Sulla questione si sono immediatamente mobilitate le associazioni di categoria, tra le più attive la FEDERERCARROZZIERI.
Dopo le clausole (vessatorie) inserite nei contratti assicurativi relative al “risarcimento in forma specifica” con la quale le assicurazioni impediscono la riparazione del veicolo presso autocarrozzerie di fiducia e il “divieto di cessione di credito” attraverso la quale il danneggiato in un sinistro stradale non può cedere la somma relativa alle riparazioni, questa mozione presentata da SEL sembra molto vantaggiosa per le compagnie assicurative che puntano ad affidare le riparazioni ad officine fiduciarie per imporre le proprie condizioni economiche e, in alcuni casi, trasferire dei vantaggi economici su società collegate. La FEDERCARROZZIERI fa osservare che “con la cessione di credito l’autocarrozzeria che ripara il veicolo danneggiato emette regolare fattura di spesa, a differenza del denaro che viene messo nelle mani del consumatore (l’80 % delle liquidazioni assicurative RCA) che spesso non utilizza per la riparazione, aumentando il numero di veicoli circolanti non riparati e quindi insicuri nelle strade, o addirittura favorendo l’indotto economico del sommerso, argomento che tutti i governi vorrebbero debellare”.
A riguardo arriva l’analisi attenta di Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che si dice sorpreso dall’iniziativa di SEL che ha presentato la mozione alla Camera dei deputati che prevede d’investire il governo oltreché di una serie di provvedimenti condivisibili, anche alcuni evidentemente a favore delle compagnie assicurative. Tra le altre cose, sottolinea che SEL chiede al governo di: fissare a 15 giorni i termini di prescrizione per la denuncia di un sinistro; ad introdurre il divieto di cessione del credito assicurativo; ad approvare rapidamente i provvedimenti di attuazione, ancora fermi, derivanti dalle misure sulle liberalizzazioni varate nel 2012 con riferimento al settore assicurativo.
La prima richiesta, prosegue D’Agata, appare veramente assurda se si pensa che ridurre a 15 giorni il termine decadenziale (è evidente anche l’incongruenza con il termine “prescrizione” frutto di una svista o di frettolosità) per la denuncia di un sinistro è un danno concreto nei confronti di tutti i danneggiati per una serie evidente di ragioni logico – giuridiche che vanno dalla difficoltà di reperimento di tutti i dati delle controparti, alla possibilità di essere impossibilitati ad agire immediatamente perché feriti e via discorrendo, tant’è che sino ad oggi la giurisprudenza ha assunto ragionevolmente posizioni d’interpretazione estensiva dell’istituto della decadenza e della prescrizione proprio per una sorta di favor nei confronti dei danneggiati e delle vittime della strada. Per quanto concerne la cosiddetta “CESSIONE DI CREDITO” al carrozziere, D’Agata ribadisce quanto espresso dalla FEDERCARROZZIERI che ha rilevato come questo sia uno strumento utile al consumatore, che, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, non viene costretto, all’atto del ritiro dell’auto riparata, a sborsare denaro, liberandolo quindi da tutte le problematiche legate al risarcimento. Con tale strumento, quindi, si fornisce al consumatore un servizio che consiste nell’evitare di anticipare delle somme e poi attendere tempi di risarcimento che, in alcuni casi, sono molto lunghi. Per quanto riguarda l’attuazione degli ulteriori provvedimenti previsti nella scorsa legislatura e non attuati, risulta chiaro che anche il precedente governo abbia preso tempo perché la loro messa a regime avrebbe portato ulteriori scompensi a favore delle compagnie assicurative e in danno delle vittime della strada, senza portare alcun beneficio per le tariffe assicurative.
È evidente, sottolinea D’Agata, che i firmatari di questa mozione non abbiano approfondito nei dettagli l’argomento. Togliere strumenti utili ai consumatori ed eliminare tutele ormai conclamate per riportarle nell’alveo della potentissima lobby delle assicurazioni, non solo non produce un effetto migliorativo in senso economico, ma riduce gli spazi a garanzia dei danneggiati e delle vittime della strada, oltreché dell’indotto dei carrozzieri ed autoriparatori che occupa migliaia di lavoratori in tutt’Italia.
In conclusione, come le associazioni delle diverse categorie e l’AIFVS, anche lo “Sportello dei Diritti”, si rivolge a SEL per un immediato ritiro della mozione in questione nelle parti evidenziate. Tratto da www.sportellodeidiritti.org
Parla il Presidente degli Assicuratori Gariglio: “é finito il tempo degli alibi”
Gli assicuratori dicono la loro sulla RC Auto, con un intervento a tutto campo del Presidente UEA Filippo Gariglio. In Italia i tribuiti incidono per quasi il 30% del premio ed è necessario un “cambio di passo“.
Anche gli assicuratori dicono la loro sulla RC Auto. Riportiamo una sintesi dell’intervento del presidente dell’ Unione Europea Assicuratori (UEA) Filippo Gariglio, secondo il quale “il tempo degli alibi è finito”.
“Il problema dell’Rc auto continua ad essere un problema-Paese e mai come oggi, in politica come nel mondo assicurativo, è arrivato il momento di risolvere alla radice questioni che ci portiamo dietro da decenni. É finito il tempo degli alibi, dobbiamo avere il coraggio di dire che, se risolviamo il problema dell’Rc auto in Italia, risolviamo uno dei primari problemi dell’Italia, perché non c’è specchio più fedele e realistico della nostra società.
Quando si parla di tariffe “care” è importante…
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INDAGINE IVASS SUI PREZZI RC AUTO AL 1° GENNAIO 2013
L’IVASS ha pubblicato sul proprio sito internet la nuova indagine sulle tariffe r.c. auto praticate in Italia al 1° gennaio 2013. L’indagine, che ha riguardato tutte le imprese sottoposte alla vigilanza dell’authority sul mercato assicurativo, ha preso in esame i prezzi praticati in 21 province per 11 tipologie standard di assicurati, sia automobilisti sia motociclisti, dei due sessi.
L’autorità di vigilanza informa come si tratti della prima rilevazione dei prezzi successiva all’entrata in vigore della sentenza della Corte di Giustizia dell’U.E. nel marzo 2011 in materia di parità di trattamento tra uomo e donna nell’accesso ai servizi assicurativi. Nella rilevazione. prosegue l’IVASS nel suo commento, si possono apprezzare quindi gli effetti di tale sentenza, che ha essenzialmente comportato, rispettivamente per gli assicurati di sesso femminile e maschile, incrementi e decrementi dei prezzi medi, variabili con i profili e le province oggetto di indagine.
Dall’analisi risulta infatti che, negli ultimi…
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Limiti di Velocità
Vi consigliamo di prendere visione della tabella dei veri limiti di velocità (comprese le relative tolleranze del 5% con un minimo di 5 km) su strade e autostrade con i nuovi importi delle sanzioni aggiornati dal 1° gennaio 2013 e con le relative variazioni degli importi per le sanzioni notturne. Un utile tabella curata e messa a disposizione dall’ASAPS.
Clicca qui per aprire la tabella:
I veri limiti di velocità su strade e autostrade con i nuovi importi delle sanzioni aggiornati dal 1° gennaio 2013
Vendite di auto on line, la Polizia di Brescia sgomina maxi banda
L’operazione della polizia di Brescia ha portato all’arresto di una dozzina di nomadi.
E’ terminata ieri l’operazione della polizia di Brescia che ha portato all’arresto dei componenti di una banda criminale dedito a rapine, furti e truffe. I criminali raggiunti da ordinanza di custodia cautelare del Gip del Tribunale di Brescia, su richiesta della Procura; sembra siano già una ventina, invece, le vittime della banda, che risiedono nelle province di Mantova, Bolzano, Sondrio, Milano, Bologna, Ravenna, Modena, Verona e Venezia. Effettuate perquisizioni in abitazioni e in campi nomadi a Brescia e in provincia, a Rezzato, Corte Franca e Desenzano del Garda.
Pare che i criminali sceglievano le proprie vittime tra chi pubblicava su siti web inserzioni per la vendita di auto, camper e roulotte. La banda faceva interpellare le vittime da un minorenne per avvicinarle e durante le finte trattative, i malviventi riuscivano ad impossessarsi dei veicoli agendo con inganno o addirittura con minacce e violenza. Effettuati i passaggi di proprietà dei mezzi i criminali si occupavano dell’ immediata radiazione e trasporto fuori Italia. Ai malcapitati non rimaneva che denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine.
L’operazione, denominata “operazione Garda” della squadra mobile di Brescia, ha fatto luce su una lunga serie di reati commessi nell’arco di un anno dai malviventi nomadi, tutti con precedenti a vario titolo per rapina, furti in abitazione e truffe.
Le indagini ora continuano per verificare eventuali responsabilità di altri complici all’estero, in particolare in Francia e in Bulgaria, e per accertare ulteriori vittime dei criminali.
Cresce la protesta dei carrozzieri contro il pronunciamento dell’AGCM
Continua la protesta delle associazioni dei carrozzieri contro il pronunciamento dell’AGCM sulla “non vessatorietà” delle clausole anti-cessione del credito.
Il dissenso si allarga anche a livello locale. L’ultima presa di posizione è quella della CNA Forlì-Cesena, che rappresenta oltre 450 imprese ed operatori del settore riparazione auto e carrozzerie, e che ha manifestato il totale disaccordo su tale pronunciamento.
Appare offensiva e inaccettabile da parte della categoria dei carrozzieri – sostiene Daniele Mazzoni, responsabile CNA Servizi alla Comunità Forlì-Cesena – che l’Authority, dando ragione al parere dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS), affermi che limitare la libertà contrattuale rappresenti un rimedio contro comportamenti fraudolenti in sede di riparazione e quantificazione dei danni. Visto che l’Authority eleva a prassi la presunta fraudolenza dei carrozzieri e si schiera al fianco dell’IVASS nella criminalizzazione del settore, esigiamo immediate rettifiche delle posizioni espresse e del parere emesso.
“I carrozzieri chiedono rispetto e considerazione per la propria attività, condotta malgrado le grandi difficoltà connesse a questa crisi dei consumi – puntualizza, dal canto suo, Antonella Maldini, presidente CNA Servizi alla Comunità Forlì-Cesena – lasciando alle autorità competenti il contrasto a comportamenti fraudolenti a danno degli utenti. Vale a dire: le Assicurazioni devono svolgere il proprio ruolo senza cercare di guadagnare posizioni, introiti e margini a danno dei carrozzieri e a questi ultimi si deve richiedere competenza, trasparenza e professionalità garantendo, così, il consumatore sul piano dell’appropriatezza e dell’equità dei servizi erogati da tutto il sistema auto”. (Tratto da www.carrozzeria.it).
La conoscenza dei molteplici aspetti di questa vicenda è probabilmente poco nota.
Ma chi si occupa di assicurazioni deve, prima di tutto, essere ben conscio del fatto che l’attività dei carrozzieri è connessa anche a quella dei periti assiucaritvi. Le manovre messe in atto dalle imprese assicuratrici potrebbero interessare anche la figura del perito assicurativo, sempre più estromesso dal suo ruolo di esperto della autoriparazione, anzi, in molte realtà, considerato come lo “stuoino” delle compagnie.
Così si rischia che le imprese assicuratrici possano, attraverso clausole contrattuali, arrivare al risultato di controllare il mercato delle autoriparazioni, a scapito della qualità del lavoro e a danno dei consumatori. Anche le nostre associazioni dovrebbero mobilitarsi sulla qestione. La minaccia è la concentrazione del potere decisonale esclusivamente nelle mani delle imprese assicuratrici, che per molti aspetti già lo esercitano in modo dispotico.
Ma quanto costano i ricambi?
04/04/2013 | Sul numero di aprile di “Quattroruote” è stata presentata un’interessante indagine riguardo al costo esorbitante di alcuni pezzi di ricambio, soprattutto se si confronta lo stesso pezzo ma di marchi diversi
Partendo dalla lamentela di un lettore, il mensile ha analizzato il costo di vendita dei principali pezzi di ricambio delle automobili, giungendo a conclusioni piuttosto scontate per chi lavora nel settore, ma che fa comunque un certo effetto vedere nero su bianco: sebbene infatti nella maggior parte dei casi si tratti di parti in plastica all’apparenza semplici e basilari, il loro costo può raggiungere anche diverse centinaia di euro e, soprattutto, può variare notevolmente da un modello di automobile ad un altro.
Un esempio eclatante che la rivista ci propone è lo spoiler, che per una Renault Clio II costa 50 euro, mentre per una Toyota Rav4 III raggiunge i 1.130 euro (listino al pubblico); per rimanere su…
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