Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto

Attenti al lupo… living together…

Una tematica delicata, complessa e spesso sottostimata. La tanto auspicata riforma del settore RCAUTO necessita in primis di una approfondita conoscenza del relativo, e, notevole background. Un’analisi corretta, puntuale e precisa richiede, inoltre, grande cautela e senso di responsabilità. Guardare ad ogni singolo aspetto, calarsi in ognuno dei ruoli che agiscono in una fattispecie tipo. Obiettività, preparazione, garbo e grande attenzione a tutte le istanze raccolte sono, senza alcuna ombra di dubbio, tra i meriti dei promotori ed organizzatori del movimento mobilitazionedecretorcauto. E’ un merito che viene riconosciuto dai parlamentari intervenuti ed impegnatisi personalmente ma è, altresì, un merito evidente e che spiega come consulenti stragiudiziali, carrozzieri, vittime della strada, avvocati, medici legali, associazioni di consumatori, categorie differenti convergano uniti verso un comune obiettivo di civiltà! Già perché, vale davvero la pena ricordarlo tra i promotori della Carta di Bologna vi sono: Associazione Familiari Vittime Strada, Assoutenti, Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani, Associazione culturale Mo Bast!, Federcarrozzieri, Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni, Commissione RC dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, Associazione Valore Uomo, Sportello dei diritti, Unione Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa. A cui hanno aderito altresì: Unione Nazionale Consumatori, Confconsumatori, Casa del Consumatore, Centro per i diritti del cittadini, Centro Tutela Consumatori Risparmiatori. Associazione Carrozzieri Provincia di Cagliari, Rete Amica Carrozzeria della Valle d’Aosta, Associazione fra Carrozzieri della Provincia di Genova, Banca del Veicolo, Carrozzeria Aperta, Consorzio Autoriparatori Pontini, Centro Artigiano di Revisione, Consorzio Carrozzerie Artigiane, Consorzio Carrozzieri Bresciani, Consorzio Carrozzieri Italiani, Consorzio Carrozzerie Riunite, Consorzio Carrozzieri Trentini, Consorzio Gruppo Carrozzieri, Evolgo! Rete Impresa Carrozzerie Italia, Gruppo Autoriparatori Uniti Castelli Romani, Consorzio InReteCar, Rete Carrozzeria Trasparente, Consorzio TUO Torino, Autoriparatori Pro.Car. Associazione Provinciale Autoriparatori Salentini. Associazione Periti Campani, Sindacato Italiano Periti Assicurativi, Periti Auto. Sindacato Italiano Consulenti ed Esperti del Settore Assicurativo, SicurAUTO.it, Unione Nazionale Italiana Liberi Professionisti e Infortunistiche, Confederazione Libertà del Danneggiato. Pare di tutta evidenza come non sia una proposta voluta unicamente dai patrocinatori ai quali, qualche contestatore, proporrebbe addirittura di negare ogni compenso quale unica garanzia di oggettività e terzietà! Quella che, sporadici contestori dell’ultima ora, ritengono una lotta incomprensibile tanto da invocare il Far West è, in realtà, una battaglia collettiva che si rafforza con l’impegno di ognuno dei protagonisti di giorno in giorno, frutto poi di esigenze concrete. Una ribellione nata dall’eccesso (o saturazione da) di soprusi, violazioni perpetrate lentamente con la sottile e graduale aggiunta di piccoli interventi normativi, inseriti poco a poco e volti a privare ognuno di noi di diritti fondamentali. Una rivoluzione necessaria, indispensabile per chi assiste impotente a tutte le innumerevoli ed innegabili storture a cui siamo giunti. Una proposta di legge che è il risultato di approfondimenti, raccolta di precedenti giurisprudenziali, comparazioni con le normative vigenti in Europa ma che, ancor di più, raccoglie le istanze di moltissime categorie! A chi, solo oggi, al cospetto della proposta di legge nata dalla Carta di Bologna, sorgesse la curiosità di saperne di più va senza dubbio ricordato cosa stava accadendo solo pochi mesi fa. Lo ricordiamo, non come mero esercizio di stile, ma come indispensabile esercizio di memoria utile ad una migliore visione di ciò che realmente avviene qui in Italia, in Europa. Già il decreto “Destinazione Italia”, approvato con destrezza proprio a Natale 2013, prevedeva all’art.8 alcune “riforme”di notevole importanza. Un articolo foriero di numerose problematiche e violazioni di diritto. Il comune cittadino, il consumatore, l’assicurato veniva così privato della libertà di scelta ed insieme a tale odiosa limitazione si assisteva alla violazione del diritto di concorrenza. Tutte le carrozzerie, piccoli e medi imprenditori, che sino ad oggi hanno operato in un mercato difficile, irto di difficoltà avrebbero rischiato una ulteriore gravissima violazione. Tale violazione, salta all’attenzione di ognuno, avrebbe comportato l’ennesima violazione ai danni dei cittadini tutti. Già perché riparazioni eseguite sotto l’egida del risparmio a tutti i costi hanno una conseguenza innegabile: si rischia la sicurezza di tutti. Ma le previsioni contenute nell’art.8 erano molteplici ed ulteriori. La sintesi dei contenuti dello scongiurato art. 8 è racchiusa in una serie di previsioni normative volte a tutelare una sola ed unica categoria: le assicurazioni. Va poi ricordato come, l’articolo 8 del decreto “Destinazione Italia” stralciato il 5 febbraio 2014, è subito tornato sotto forma di disegno di legge. Approvato il 6 febbraio 2014, il giorno dopo dal Consiglio dei Ministri. Un tentativo in extremis di perseverare in danno di noi tutti. Ecco perché commenti nebulosi, volutamente incuranti della realtà normativa, appaiono una mera simulazione del gioco delle tre carte. Solo fumo negli occhi per i lettori poco informati. Le istanze proposte dalle associazioni coinvolte combattono già una battaglia tesa a ristabilire la verità informativa, realtà che soffre già di informazioni taciute, di articoli distorti di titoloni ingannatori. La realtà che è, ahimè, sotto gli occhi di tutti è però insopprimibile. Tutelare ancora le istanze delle lobby assicurative servirà a coloro che si sentono forti di un impiego all’interno di questa o quella compagnia assicurativa, tutelerà i pochi che tentano la difesa dell’indifendibile ma, ancora per poco, anche per quelle stesse categorie che inevitabilmente saranno inesorabilmente risucchiate. Per chiarezza informativa: la .Loi Hamon è la legge ideata da Benoît Hamon, ministro francese all’Economia sociale. Le associazioni coinvolte nella proposta di legge presentata il 9 aprile 2014, nell’Auletta dei Parlamentari, non richiede follie ma semplicemente l’applicazione di principi espressione di civiltà giuridica così come applicati nei paesi che ci circondano. Tra queste, ad esempio, vi sono norme per rendere il mercato assicurativo più concorrenziale e garantire la tutela dei diritti degli assicurati. Ancora, la riduzione del tasso di concentrazione sul mercato delle Compagnie, poiché in assenza di concorrenza le aziende presenti finiscono con il dividersi il mercato a proprio piacimento, a discapito degli assicurati. In proposito v’è chi giunge persino a lamentare il fallimento di quattro compagnie assicurative. Bene, sorge un sospetto legittimo, la vicenda giudiziaria che ha tra i suoi protagonisti l’intera famiglia Ligresti, non dovrebbe portarci a seri interrogativi? Quale forma di responsabilità lega i consumatori a speculazioni assicurative di tale portata? Chi ripagherà i costi subiti dagli assicurati? Insomma credo sia necessaria una buona dose di onestà intellettuale. Discutere di Ivass ed Antitrust richiederebbe una disamina complessiva. Un esame teso a valutare, prima di tutto, la correttezza dei criteri di nomina utilizzati sino ad oggi. Il fallimento del risarcimento diretto, poi, è sotto gli occhi di tutti. Obiettivo istituzionalmente dichiarato:abbassare i costi. Peccato che le cose siano andate diversamente. Sì è così assistito ad un improvviso ed ingiustificato aumento dei premi Rca. Denunce su denunce di assicurati che si sono visti aumentare i premi senza alcuna giustificazione. Assicurati che dopo aver ottenuto il dovuto risarcimento, in seguito a sinistro stradale, hanno scoperto dell’esistenza di una misteriosa figura capace di capovolgere responsabilità percentuali e premi: la Camera di Compensazione. Ma sono ancora molti gli aspetti che gridano attenzione. La cessione del credito è tra questi. L’art. 8 del D.L. 145/13, prevedeva l’introduzione dell’art. 150ter, al d.lgs 209 del 7.9.2005 (Codice delle Assicurazioni Private), rubricato come “Divieto di cessione del diritto al risarcimento”. Detta norma interveniva sulla diffusa prassi che vede il danneggiato “cedere” il diritto al risarcimento dei danni materiali, ricevendo la prestazione dell’autoriparatore senza doverne anticipare il costo. Un accordo che soddisfa l’esigenza dei danneggiati di non dover anticipare spese talvolta ingenti, permettendo così ai carrozzieri di garantirsi il pagamento del proprio lavoro attraverso l’acquisizione del credito risarcitorio. Il divieto di usufruire di uno strumento giuridico di così largo utilizzo costituisce un unicum, una diminutio capitis prevista esclusivamente in materia di danno da sinistro stradale. Scongiurare questa perniciosa ipotesi è obiettivo tuttora principale stante la gravità dei danni derivanti dall’eventuale reintroduzione della previsione scongiurata. La delicatissima tematica inerente al risarcimento dovuto alle vittime della strada richiede anch’essa un ulteriore “sforzo” di obiettività. Fingere che il sistema risarcitorio sia totalmente improntato alla equità, esattezza e puntualità del ristoro delle vittime pare esercizio non solo del tutto inutile ma irriguardoso. La difficoltà per le vittime dei sinistri stradali di ottenere quanto realmente dovuto è sotto gli occhi di tutti gli operatori del settore ma in primis delle vittime stesse che, non a caso, partecipano a questa importante battaglia di giustizia con l’AIFVS, con la prof.ssa Giuseppa Cassaniti Mastrojerni presente ad ogni incontro e costantemente impegnata in questa battaglia. La richiesta dell’AIFVS riguarda, tra le altre, la inderogabile necessità di una normativa che garantisca la certezza delle pene per i responsabili dei sinistri stradali. Avviene purtroppo che, nel tentativo di opporsi a questa importante proposta di legge si utilizzino argomenti volti a sovvertire le reali istanze proposte dalla Carta di Bologna. Non v’è chi non veda la pretestuosità di interventi che tentano ancora una volta di propinarci la favoletta dei “responsabili altri.” Il lupo si traveste di volta in volta, ora è avvocato, ora patrocinatore, ora medico legale o addirittura proprio lui: il consumatore, l’assicurato. Tutti lupi, truffatori affamati di ingiusti risarcimenti ai danni delle povere compagnie assicuratrici: cappuccetti..rossi. La realtà, i dati dicono altro. Le speculazioni, le truffe assicurative sono il paravento dietro al quale sino ad oggi si sono nascoste le reali motivazioni dei provvedimenti normativi introdotti in violazione dei diritti di ognuno di noi. Le assicurazioni non sono vittime di speculazioni organizzate da consumatori, patrocinatori o assicurati. I numeri parlano ed il fatturato delle compagnie assicurative racconta ben altre verità. Un attento lettore, intenzionato a conoscere, ad informarsi ed a capire non avrà difficoltà a scovare il lupo, quello vero!

Annunci
Giurisprudenza

Chiusura dei tribunali minori. Via 31 uffici contro i 37 inizialmente previsti. Elenco di tutti gli Uffici Giudiziari soppressi.

palazzo di giustizia

Il Consiglio dei Ministri ha dato via libera definitivo al decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Il Governo, tenuto conto dei pareri delle Commissioni giustizia di Camera e Senato nonché di quello reso dal Consiglio superiore della magistratura, ha licenziato il testo finale del decreto, dando così attuazione alla delega conferita con la legge per la stabilizzazione finanziaria n. 148 del 2011 del precedente Esecutivo.
La versione definitiva del decreto prevede:

  1. la soppressione di tutte le 220 sedi distaccate di tribunale, confermando così l’iniziale previsione;
  2. la riduzione e l’accorpamento di 31 tribunali e di 31 procure. Rispetto allo schema di decreto – che perevedeva la chiusura di 37 tribunali subprovinciali – il Governo ha deciso di mantenere i presidi giudiziari nelle aree ad alta infiltrazione di criminalità organizzata (Caltagirone e Sciacca in Sicilia; Castrovillari cui sarà accorpato il tribunale di Rossano, Lamezia Terme e Paola in Calabria; Cassino cui sarà accorpata la sezione distaccata di Gaeta nel Lazio) e di dotare di un Ufficio di Procura anche il Tribunale di Napoli nord;
  3. la soppressione di 667 uffici di giudici di pace, mantenendo – rispetto alla previsione iniziale – un giudice di prossimità in sette isole (Ischia, Capri, Lipari, Elba, La Maddalena, Procida, Pantelleria) in modo da consentire anche l’eventuale deposito di atti urgenti in casi di irraggiungibilità della terraferma;
  4. la ridistribuzione sul territorio del personale amministrativo e dei magistrati restanti, per i quali non sono previsti né esuberi né messa in mobilità.

Il Ministro della giustizia Severino ha affermato di aver letto con grande attenzione i pareri del CSM, prevalentemente incentrato su aspetti organizzativi, e delle Commissioni parlamentari, analizzando tutti i profili emersi e di aver registrato posizioni tra di loro diversificate. In piena sintonia col Consiglio dei Ministri, è stato deciso di valorizzare quella che risulta essere invece una comune linea direttrice: il mantenimento di un forte presidio giudiziario nei territori caratterizzati da una significativa presenza della criminalità organizzata.

In passato il Ministro aveva più volte espresso apertura ad approfondimenti su questo punto: le audizioni parlamentari dei procuratori distrettuali, le indicazioni sia pure generali espresse dal CSM nel proprio parere, le richieste delle Commissioni giustizia di Camera e Senato hanno segnalato la preoccupazione che la soppressione di tribunali in quelle aree potesse comportare rischi sul fronte della lotta alle mafie. Un terreno questo – ha sottolineato il Ministro Severino – su cui il Governo non intende in alcun modo arretrare, neanche sul piano simbolico. Per queste ragioni, sono state espunte, dall’iniziale elenco di 37 tribunali e relative procure, le sedi in zone ad alta concentrazione di criminalità organizzata, con l’accorpamento, ove possibile, di tribunali e/o sezioni distaccate, caratterizzate da una criminalità mafiosa omogenea, dalla contiguità territoriale e dalla comunicazione tra i territori.

È stata invece confermata la soppressione di tutte le sezioni distaccate, nonostante le richieste di mantenimento di alcune di esse, poiché l’esperienza sin qui fatta dimostra che si tratta di un modello organizzativo precario ed inefficiente sotto il profilo della produttività e della carenza di specializzazione, con un impiego di risorse spropositato rispetto alle esigenze.

Elenco alfabetico dei 31 Tribunali soppressi:

Acqui Terme;
Alba;
Ariano Irpino;
Avezzano;
Bassano del Grappa;
Camerino;
Casale Monferrato;
Chiavari;
Crema;
Lanciano;
Lucera;
Melfi;
Mistretta;
Modica;
Mondovì;
Montepulciano;
Nicosia;
Orvieto;
Pinerolo;
Rossano;
Sala Consilina;
Saluzzo;
Sanremo;
Sant’Angelo dei Lombardi;
Sulmona;
Tolmezzo;
Tortona;
Urbino;
Vasto;
Vigevano;
Voghera.

Elenco alfabetico delle 31 Procure soppresse:

Acqui Terme;

Alba;

Ariano Irpino;
Avezzano;
Bassano del Grappa;
Camerino;
Casale Monferrato;
Chiavari;
Crema;
Lanciano;
Lucera;
Melfi;
Mistretta;
Modica;
Mondovì;
Montepulciano;
Nicosia;
Orvieto;
Pinerolo;
Rossano;
Sala Consilina;
Saluzzo;
Sanremo;
Sant’Angelo dei Lombardi;
Sulmona;
Tolmezzo;
Tortona;
Urbino;
Vasto;
Vigevano;
Voghera.

Elenco dei 667 Uffici del Giudice di Pace soppressi:

Abbadia san salvatore
Abbiategrasso
Acerenza
Acerra
Acireale
Acquaviva delle fonti
Acri
Adrano
Adria
Afragola
Agira
Agnone
Agordo
Agropoli
Aidone
Airola
Alatri
Albano laziale
Albenga
Alcamo
Ales
Alessano
Alghero
Alì terme
Almenno san salvatore
Altamura
Amalfi
Amandola
Amantea
Amatrice
Amelia
Anagni
Andria
Anzio
Apricena
Aragona
Arce
Arcidosso
Arena
Argenta
Arienzo
Arona
Arzignano
Asiago
Asola
Asolo
Assisi
Atessa
Atina
Atri
Augusta
Aulla
Aversa
Avigliana
Avigliano
Avola
Badolato
Bagheria
Bagno di romagna
Barletta
Barra
Barrafranca
Bella
Bellano
Belpasso
Belvedere marittimo
Bettola
Biancavilla
Bianco
Bibbiena
Bisceglie
Bitonto
Bitti
Bivona
Bobbio
Boiano
Bono
Bonorva
Bordighera
Borgia
Borgo a mozzano
Borgo san dalmazzo
Borgo san lorenzo
Borgo val di taro
Borgo valsugana
Borgomanero
Borgonovo val tidone
Bosa
Bovino
Bozzolo
Bra
Bracciano
Breno
Bressanone/brixen
Bronte
Brunico/bruneck
Buccino
Budrio
Busachi
Cagli
Cairo montenotte
Calabritto
Caldaro sulla strada del vino/kaltern an der weinstrasse
Calitri
Calvello
Cammarata
Campana
Campi salentina
Campli
Camposampiero
Canale
Canelli
Canicattì
Canosa di puglia
Cantù
Capaccio
Capestrano
Capriati a volturno
Caprino veronese
Capua
Carbonia
Cariati
Carini
Carinola
Carovilli
Carpi
Carrara
Carrù
Casacalenda
Casalbordino
Casalmaggiore
Casamassima
Casarano
Cascina
Casoli
Casoria
Cassano allo jonio
Cassano d’adda
Casteggio
Castel baronia
Castel di sangro
Castel san vincenzo
Castelfiorentino
Castelfranco veneto
Castellammare del golfo
Castellammare di stabia
Castelnovo Né monti
Castelnuovo della daunia
Castelnuovo di garfagnana
Castelnuovo di porto
Casteltermini
Castelvetrano
Castiglione del lago
Castiglione delle stiviere
Castiglione messer marino
Cattolica eraclea
Caulonia
Cava dè tirreni
Cavalese
Cavarzere
Ceccano
Cecina
Cefalù
Ceglie messapica
Celano
Cento
Centuripe
Cerignola
Cerreto sannita
Cervignano del friuli
Cervinara
Cesena
Cetraro
Ceva
Chiaramonte gulfi
Chiaravalle centrale
Chiari
Chiaromonte
Chiavenna
Chieri
Chioggia
Chiusa/klausen
Chiusano di san domenico
Chivasso
Cicciano
Cingoli
Cinquefrondi
Ciriè
Cirò
Città della pieve
Città di castello
Cittadella
Cittaducale
Cividale del friuli
Civita castellana
Civitacampomarano
Civitanova marche
Civitella roveto
Cles
Clusone
Codigoro
Codogno
Codroipo
Colle sannita
Comacchio
Comiso
Copparo
Corato
Corigliano calabro
Corleone
Correggio
Corteolona
Cortina d’ampezzo
Cortona
Cropalati
Cropani
CuorgNé
Davoli
Decimomannu
Desio
Dogliani
Dolo
Domodossola
Donnas
Dorgali
Dronero
Eboli
Egna/neumarkt
Empoli
Erba
Erice
Este
Fabriano
Faenza
Fano
Fasano
Favara
Feltre
Ferentino
Ficarolo
Fidenza
Fiera di primiero
Filadelfia
Finale emilia
Finale ligure
Fiorenzuola d’arda
Fiumicino
Floridia
Foligno
Fondi
Fondo
Forlì del sannio
Fornovo di taro
Fossano
Francavilla al mare
Francavilla di sicilia
Francavilla fontana
Frascati
Frattamaggiore
Frigento
Frosolone
Gaeta
Galatina
Gallarate
Gallina
Gallipoli
Gangi
Gardone val trompia
Gavirate
Gavoi
Gemona del friuli
Genzano di lucania
Genzano di roma
Ghilarza
Giarre
Ginosa
Gioia del colle
Gioiosa ionica
Gissi
Giulianova
Gonzaga
Gradisca d’isonzo
Gragnano
Grammichele
Gravina di puglia
Grottaglie
Grottaminarda
Gualdo tadino
Guardia sanframondi
Guardiagrele
Guastalla
Gubbio
Guglionesi
Guspini
Iglesias
Irsina
Iseo
Isili
Isola della scala
Ispica
Jerzu
Jesi
Lacedonia
Lama dei peligni
Langhirano
Lanzo torinese
Latisana
Laureana di borrello
Laurenzana
Lauria
Lauro
Laviano
Legnago
Legnano
Lendinara
Lentini
Leonforte
Lercara friddi
Licata
Linguaglossa
Lizzano
Lonato
Lonigo
Lovere
Lugo
Luino
Lungro
Macerata feltria
Macomer
Maddaloni
Maglie
Maida
Malè
Manduria
Manfredonia
Maniago
Marano di napoli
Marcianise
Marigliano
Marsico nuovo
Martina franca
Mascalucia
Massa marittima
Mazara del vallo
Mazzarino
Mede
Melito di porto salvo
Menaggio
Menfi
Merano/meran
Mercato san severino
Mesagne
Mestre
Mezzojuso
Mezzolombardo
Milazzo
Mileto
Militello in val di catania
Mineo
Minervino murge
Minturno
Mirabella eclano
Mirandola
Misilmeri
Missaglia
Modugno
Molfetta
Moncalieri
Moncalvo
Monfalcone
Monguelfo/welsberg
Monopoli
Monreale
Monselice
Monsummano terme
Montagnana
Montalto uffugo
Monte sant’angelo
Montebelluna
Montecchio emilia
Montecorvino rovella
Montefalco
Montefiascone
Montegiorgio
Montella
Montemaggiore belsito
Montereale
Montesarchio
Montevarchi
Montichiari
Montorio al vomano
Montoro superiore
Morbegno
Mormanno
Mortara
Muravera
Mussomeli
Nardò
Narni
Naso
Nereto
Nicotera
Niscemi
Nizza monferrato
Nocera tirinese
Noci
Norcia
Notaresco
Noto
Novafeltria
Novara di sicilia
Novi ligure
Nulvi
Oderzo
Offida
Olbia
Omegna
Oppido mamertina
Orani
Orbetello
Oria
Oriolo
Orsogna
Orta nova
Ortona
Orzinuovi
Osimo
Ostia
Ostuni
Otranto
Ottaviano
Ovada
Ozieri
Pachino
Palata
Palazzo san gervasio
Palazzolo acreide
Palestrina
Palma di montechiaro
Palmanova
Palombara sabina
Partanna
Partinico
Paternò
Pattada
Pavullo nel frignano
Penne
Pergine valsugana
Pergola
Perosa argentina
Pescia
Pescina
Pescopagano
Petilia policastro
Piana degli albanesi
Pianella
Piazza armerina
Piedimonte matese
Pietrasanta
Pieve di cadore
Pignataro maggiore
Piombino
Piove di sacco
Pisciotta
Pisticci
Pitigliano
Pizzo
Poggibonsi
Poggio mirteto
Polizzi generosa
Polla
Pomigliano d’arco
Pompei
Pontassieve
Pontebba
Pontecorvo
Pontremoli
Porretta terme
Portici
Porto torres
Portogruaro
Portomaggiore
Pozzomaggiore
Pozzuoli
Pratola peligna
Priverno
Pula
Putignano
Racconigi
Ramacca
Randazzo
Rapallo
Ravanusa
Recanati
Recco
Regalbuto
Revere
Ribera
Riccia
Riesi
Rionero in vulture
Ripatransone
Riva del garda
Rivarolo canavese
Rocca sinibalda
Roccadaspide
Rodi garganico
Rogliano
Rometta
Ronciglione
Rotondella
Rovato
Rutigliano
Ruvo di puglia
Salemi
Salò
San benedetto del tronto
San cipriano picentino
San daniele del friuli
San demetrio corone
San donà di piave
San giorgio del sannio
San giorgio ionico
San giorgio la molara
San giovanni in fiore
San giovanni in persiceto
San giovanni rotondo
San giovanni valdarno
San marco argentano
San mauro forte
San miniato
San nicolò gerrei
San pietro vernotico
San severino marche
San severo
San sosti
San valentino in abruzzo citeriore
San vito al tagliamento
San vito dei normanni
Sanluri
Sansepolcro
Santa caterina villarmosa
Santa severina
Santa teresa di riva
Santadi
Sant’agata dè goti
Sant’agata di militello
Sant’angelo a fasanella
Sant’angelo di brolo
Sant’antioco
Sant’arcangelo
Sant’elpidio a mare
Santhià
Santo stefano belbo
Santo stefano di camastra
Sapri
Sarno
Saronno
Sarzana
Sassuolo
Savelli
Savigliano
Scalea
Scandiano
Schio
Scicli
Segni
Seneghe
Senigallia
Senorbì
Serra san bruno
Serramanna
Serravalle scrivia
Sessa aurunca
Sestri levante
Seui
Sezze
Siderno
Silandro/schlanders
Siniscola
Sinnai
Sinopoli
Soave
Solopaca
Sommatino
Sora
Soresina
Sorgono
Soriano calabro
Sorrento
Sorso
Sortino
Soveria mannelli
Spezzano albanese
Spezzano della sila
Spilimbergo
Squillace
Staiti in brancaleone
Stigliano
Stilo
Stradella
Strambino
Strongoli
Subiaco
Susa
Taggia
Tagliacozzo
Taormina
Tarcento
Taurianova
Taverna
Teano
Termoli
Terracina
Terralba
Thiene
Thiesi
Tione di trento
Tirano
Tiriolo
Todi
Tolentino
Torre del greco
Torremaggiore
Tortolì
Tortorici
Trebisacce
Trecastagni
Trentola ducenta
Treviglio
Tricarico
Tricase
Trinitapoli
Trino
Trivento
Troia
Troina
Tropea
Ugento
Valdagno
Valentano
Valenza
Valguarnera caropepe
Varallo
Varazze
Venafro
Venasca
Venosa
Ventimiglia
Vergato
Verolanuova
Viadana
Viareggio
Vieste
Vietri di potenza
Viggiano
Vignola
Villa san giovanni
Villa santa maria
Villarosa
Vipiteno/sterzing
Vittoria
Vittorio veneto
Vitulano
Vizzini
Volterra
Zogno

 

Fonte: MioLegale.it.

Giurisprudenza

Condannato il Comune di Benevento. Arriva la prima sentenza per il nubifragio del 2009 in via Napoli.

NUBIFRAGIO%20OK
Il Tribunale ha riconosciuto che l’impianto fognario non era e non è bastevole né è adeguato. Lo studio legale Marino, per lo stesso motivo, ha ancora pendenti in giudizio altre 15 citazioni e 7 dinanzi il Giudice di Pace.

Arriva la prima sentenza di condanna per i danni derivanti dal nubifragio che provocò l’allegamento di numerosi negozi in via Napoli.
I fatti si riferiscono al 13 settembre del 2009 (nella foto un momento di quel tragico pomeriggio) ed il magistrato Maria Ilaria Romano ha accolto al momento l’atto di citazione presentato dallo studio legale Marino dei fratelli Luigi, Nicola e Filomena, avvocati, ed ha condannato il Comune di Benevento a risarcire due commercianti, Giuseppe Bruno e Loreto Mazzeo, con la somma di circa 50mila euro oltre le spese legali.
In pratica il magistrato ha riconosciuto che l’impianto fognario non era e non è bastevole né è adeguato a contenere il vettoriamento di tanta acqua come quella che venne giù quel pomeriggio di settembre.
Peraltro il giudice ha anche sottolineato il fatto che il Comune aveva conoscenza delle deficienze della condotta visto che nella stessa zona si erano già verificati eventi simili.
In pratica, ci ha detto l’avvocato Marino, il Tribunale ha sposato pienamente la relazione del Consulente Tecnico d’Ufficio ed ha quindi condannato il Comune.
Il fatto è, aggiungiamo noi, che lo studio Marino ha pendenti in Tribunale ancora altre 15 citazioni, sempre per lo stesso fatto e la stessa ambientazione mentre altre sette sono dinanzi al Giudice di Pace.
Verosimilmente, le altre varie sentenze non si dovrebbero discostare da quella emessa oggi.
Il giudice ha estromesso dalla condanna, pur richiesta dalla controparte, la Gesesa, difesa dall’avvocato Renato Capocasale, chiamata in causa in quanto ritenuta responsabile al pari del Comune, difeso dall’avvocato Basile. (Fonte: Gazzetta di Benevento).