Con una circolare del 14 febbraio 2013 il ministero dell’Interno ha chiarito che le polizze assicurative senza più il tacito rinnovo, così come stabilito dal decreto legge 179 del 18 ottobre 2012 (convertito in legge n. 221 del 12/2012), rimangono operative anche nei 15 giorni successivi alla scadenza e pertanto gli automobilisti trovati con il tagliando di assicurazione scaduto entro questo termine non devono essere multati.
Il chiarimento si è reso necessario perché l’abolizione del tacito rinnovo per le polizze tradizionali avrebbe potuto creare qualche disguido a quegli automobilisti distratti che avessero dimenticato di rinnovare per tempo la polizza.
D’altra parte, all’indomani dell’abolizione del tacito rinnovo, si era ipotizzato il venir meno del cosiddetto periodo di tolleranza di quindici giorni successivi alla scadenza annuale.
La circolare ribadisce che la compagnia è tenuta ad avvisare l’automobilista della scadenza almeno 30 giorni prima, in modo da poter a valutare i preventivi di rinnovo e stipulare una nuova polizza. Per questa ragione, il riconoscimento della copertura nei 15 giorni successivi alla scadenza annuale va inteso come una cautela per l’automobilista e non una proroga dei termini della scadenza stessa. In attesa di sottoscrivere altro contralto in tempo utile, durante tale periodo di quindi giorni, l’automobilista può continuare ad esibire il certificala ed il contrassegno scaduti.
Chiarisce altresì il Ministero che “mentre la precedente condizione imponeva di verificare la continuità tra la validità di una polizza e la successiva consentendo all’operatore di polizia, nei casi di mancata copertura assicurativa, di orientare l’accertamento dell’illecito anche sull’applicazione dell’articolo 193 C.d.S., solo se vi era stata disdetta del contratto o comunque mancanza di proroga automatica della polizza, la nuova previsione normativa estende a tutti il beneficio della copertura assicurativa nel predetto periodo di quindici giorni, rendendo di fatto ininfluente tale ulteriore controllo.
Alla luce di quanto esposto, si ritiene non più sanzionabile ai sensi degli articoli 180 e 181 del Cd.S. la circolazione del veicolo con il certificato e il contrassegno assicurativo scaduti, atteso che la garanzia assicurativa prestata con il precedente contratto è estesa in ogni caso non oltre il quindicesimo giorno dalla data di scadenza dello stesso”.
Fonte: MioLegale.it
Visualizza articolo completo Periodo tolleranza assicurazione auto
Autore: luigimercurio
Cassazione: limiti al rimborso del danno biologico di lieve entità (c.d. micropermanenti)
Cassazione: limiti al rimborso del danno biologico di lieve entità (c.d. micropermanenti)
di Licia Albertazzi – Sentenza Cassazione Civile, sezione sesta, n. 4638 del 22 Febbraio 2013
Vai all’articolo completo
http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_13194.asp
Carburanti sempre più cari ma risultano più sporchi. Chi paga?
Il costo dei carburanti è in costante crescita, ma questo non equivale alla qualità degli stessi che risulterebbero più sporchi. Infatti, aumentano sensibilmente le riparazioni dovute all’utilizzo di carburanti sporchi, di scarsa qualità.
E’ quello che emerge secondo il Centro Studi Confartigianato Motori, che ha monitorato la propria rete di autoriparatori sul territorio nazionale per valutare i tipi d’intervento da attribuire a carburanti di bassa qualità. Dai dati raccolti in alcune province italiane risulta un aumento degli interventi pari anche al 30 per cento in più rispetto all’anno precedente. Tra i più diffusi sono gli interventi per pulizia filtri e rimozione acqua dal serbatoio delle vetture, ma i danni possono avere maggiore proporzioni ed esborsi più esosi.
Alla luce dei risultati raccolti, la Confartigianato Autoriparazione auspica che ci siano «maggiori controlli non solo sulla quantità dei carburanti erogati, ma anche sulla qualità e loro composizione. Il “consumatore” soggetto a continui rincari ha il diritto di acquistare prodotti adeguati che non sempre avviene.
Per evitare di ritrovarsi con l’autovettura in panne si consiglia di effettuare il rifornimento sempre presso un distributore di fiducia ed, in ogni caso, è consigliabile munirsi della ricevuta del distributore del carburante che, in caso di guasti ed avarie, è tenuto al risarcimento dei danni, secondo quanto disposto dall’art. 2043 c.c. “risarcimento per fatto illecito”: qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.
La riforma forense è legge, ma…
In queste settimane l’attenzione di molti professionisti esperti in infortunistica stradale è stata rivolta in gran parte all’attuale “riforma forense” ed alle conseguenze per il futuro della professione.
Dall’ANEIS arriva un segnale positivo e confortante per l’attività stragiudiziale.
Le considerazioni ed il commento del Presidente Luigi Cipriano: La “riforma forense” e’ legge, ma la professione del “patrocinatore stragiudiziale”, come avevo commentato alcuni giorni fa, continua!
Oggi Altalex ha pubblicato un ben più pregnante commento, quello dell’Avv. Marco Bona che tutti conosciamo, che conferma quanto Vi avevo sommessamente anticipato.
“…per questa via non si sancisce chiaramente l’esclusività e, quindi, non si ha alcuna preclusione di natura normativa opponibile ai concorrenti dell’Avvocatura…” scrive Marco Bona e continua “…questa norma è invero lungi dal potersi interpretare nel senso di garantire agli avvocati una riserva illimitata sulle attività non giudiziali…”
Buona lettura! Luigi Cipriano
Di seguito i commenti
Commento Guida al diritto e ANEIS
da www.aneis.it
La Cassazione si pronuncia: con responsabile ignoto si estende automaticamente il contraddittorio all’assicurazione nominata dal F.G.V.S.
di Licia Albertazzi – Cassazione Civile, sezione terza, sentenza n. 3641 del 14 Febbraio 2013
L’ordinamento, a tutela del danneggiato, prevede che in alcuni casi previsti dalla legge la chiamata in causa del terzo avvenga automaticamente. Tale effetto si deduce della lettura combinata delle norme di cui all’art. 102 (litisconsorzio necessario; senza l’integrazione di contraddittorio a favore di un determinato soggetto il giudizio non può validamente proseguire), all’art. 112 (poteri del giudice e corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato) a all’art. 113 cod. proc. civ (dovere del giudice di decidere secondo diritto salvo i casi in cui la legge espressamente preveda la pronuncia secondo equità). Per la medesima obbligazione, il contraddittorio tra attore e convenuto si estende automaticamente al terzo chiamato dal convenuto proprio per permettere a quest’ultimo di liberarsi dalla responsabilità.
Nel caso di specie la Suprema Corte ha evidenziato come tale automatismo operi anche in tema di responsabilità da circolazione stradale.
In corso di causa infatti, una volta stabilita l’esclusiva responsabilità dell’incidente in capo ad un conducente la cui identità è ignota, la domanda di risarcimento si estende automaticamente alla compagnia di assicurazione designata dal fondo garanzia vittime della strada. L’estensione del contraddittorio all’assicurazione avviene ipso iure, in automatico, senza cioè che l’attore si attivi per citare espressamente in giudizio la compagnia ma dovendo provvedere direttamente il giudice ad integrare il contraddittorio.
Vai al testo della sentenza 3641/2013
(21/02/2013 – Licia Albertazzi)
da www.studiocataldi.it
Fonte: Cassazione: con responsabile ignoto si estende automaticamente il contraddittorio all’assicurazione nominata dal fgvs
(StudioCataldi.it)
Assicurazione del veicolo sospesa? Non è possibile circolare
Circolare con un veicolo per il quale sia stata sospesa la copertura assicurativa equivale a circolare con un veicolo non assicurato (Cassazione, ordinanza 21571/12). Non rileva il fatto che successivamente la rata sia stata pagata e l’assicuratore abbia rinunciato ad avvalersi della sospensione. La circolazione di un veicolo per il quale sia stata sospesa la copertura assicurativa equivale, quanto alle conseguenze per i terzi danneggiati, alla circolazione con un veicolo non assicurato; il fatto che nel caso di specie la rata fosse stata successivamente pagata e l’assicuratore avesse comunque rinunciato ad avvalersi della sospensione non ha alcuna rilevanza, in quanto l’assicuratore non ha il potere di estinguere un illecito amministrativo già consumato. L’uomo, inoltre, ribadisce il fatto che il contratto assicurativo aveva durata annuale: il pagamento semestrale sarebbe pertanto una mera modalità di adempimento concordata tra le parti, che non inciderebbe sulla durata della garanzia. Dal momento che questo secondo motivo di ricorso è sostanzialmente ripetitivo del primo, la S.C. non può fare altro che ribadire che l’illecito si è consumato con la circolazione del veicolo non assicurato (in quanto con assicurazione sospesa), prima della riattivazione dell’assicurazione: sono irrilevanti tutte le altre circostanze, compreso il fatto che l’assicurazione abbia comunque pagato il danno subito dall’assicurato. La rinuncia dell’assicuratore a far valere la sospensione della garanzia, infatti, non può influire sull’interesse pubblico a sanzionare la condotta: per questi motivi la Cassazione rigetta il ricorso.
L’ACI HA PRESENTATO 10 PROPOSTE AL NUOVO PARLAMENTO E AL FUTURO GOVERNO
La ricetta ACI permette a 34 milioni di automobilisti di risparmiare 26,8 miliardi €, riducendo la spesa annuale per l’auto da 3.500 a 2.800 euro (-700€, pari al 20% dei costi totali).
Oltre 34 milioni di automobilisti si recheranno alle urne il 24 febbraio. Interpretando le loro aspettative, l’Automobile Club d’Italia presenta un Manifesto con 10 proposte ai candidati premier alle prossime elezioni. La ricetta ACI permette agli automobilisti un risparmio di 26,8 miliardi di euro, riducendo la spesa annuale per l’auto da 3.500 a 2.800 euro (-700 euro, pari al 20% dei costi totali). A questi si aggiunge l’ulteriore risparmio di 850 euro di superbollo per i 200.000 intestatari di veicoli con più di 185 kw di potenza. Supera così i 1.000 euro il beneficio per 25 milioni di famiglie che posseggono in media 1,5 auto.
Le misure proposte dall’ACI sono tutte di facile adozione per il prossimo Parlamento e il futuro Governo, con un impatto nullo sul bilancio dello Stato.
“In questi giorni di fibrillazione elettorale, la politica guarda solo l’IMU che porta 24 miliardi di euro all’Erario – dichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – dimenticando la mole di imposte sulla mobilità che fa sborsare alle famiglie più di 60 miliardi di euro ogni anno: i beni mobili sono tassati più del doppio degli immobili. Bisogna contenere i costi dell’auto per recuperare il rapporto positivo che ha sempre contraddistinto gli italiani e il proprio veicolo. La leva fiscale deve essere uno strumento di rilancio per il settore automobilistico e non un elemento che ne compromette l’esistenza”.
“Gli indicatori di mercato per le quattro ruote sono negativi da troppo tempo – ha aggiunto Sticchi Damiani – e il 52% degli italiani dichiara che non cambierà auto fino al 2016, a scapito anche dell’ambiente e della sicurezza stradale (oltre 4 milioni di veicoli hanno più di 20 anni di età e il numero è aumentato del 64% dal 2005). Senza una strategia governativa il comparto non sopravvivrà: nell’ultimo anno hanno chiuso 350 concessionari e oltre 10.000 sono i posti di lavoro tuttora a rischio. ACI ha inviato il Manifesto degli Automobilisti ai candidati premier: chi lo ignorerà ne risponderà a 34 milioni di elettori. L’Automobile Club d’Italia è disponibile fin da subito a discutere con tutti sui temi della mobilità, della sicurezza stradale, del turismo e dell’ambiente”.
Di seguito in dettaglio le 10 proposte dell’ACI:
1 – VIA IL CODICE DELLA STRADA: SERVE IL CODICE DEI CONDUCENTI
Il Codice della Strada – che dalla sua prima stesura ha subito oltre 20 aggiornamenti – conta 245 articoli e numerosi richiami, con un regolamento di attuazione di 408 articoli e 19 appendici: una giungla normativa che gli italiani ignorano giudicandola “troppo tecnica” e “confusa”.
ACI chiede un nuovo Codice dei Conducenti che in 50 articoli orienti con chiarezza i comportamenti degli utenti della strada, rimandando a uno specifico regolamento tecnico l’insieme di disposizioni sulle caratteristiche dei veicoli e delle infrastrutture stradali.
2 – PATENTE “A LIVELLI” PER LE AUTO PIU’ POTENTI
Ogni anno sulle strade muoiono 300 giovani che pretendono di fare al volante cose che non sanno fare. L’incidentalità costa allo Stato 30 miliardi di euro.
Come già avviene per le moto, va introdotta una gradualità per la guida di automobili più potenti. Ai neopatentati è richiesto un solo anno di pratica con veicoli di potenza limitata prima di condurre qualunque auto.
ACI chiede un percorso propedeutico che assicuri la più idonea formazione nel tempo di un bagaglio di esperienza e responsabilità, con l’obbligo di un corso di guida sicura e di un esame pratico per guidare un’auto più potente.
3 – CORSI DI RIEDUCAZIONE STRADALE PER IL RECUPERO DEI PUNTI PATENTE
Il recupero dei punti patente è oggi una formalità burocratica priva di valore formativo, che gli italiani pagano in termini di soldi (almeno 180 euro) e di tempo.
ACI chiede la riforma del sistema di recupero dei punti patente, con l’obbligo di frequentare un corso di guida sicura per i conducenti responsabili di infrazioni gravi o di sinistri mortali, prevedendo un esame teorico e pratico alla fine del corso.
4 – ABOLIRE IL SUPERBOLLO E RIFORMARE LA TASSA DI POSSESSO
Il superbollo per le auto potenti ha ucciso il mercato delle auto sportive. La fuga verso l’estero di veicoli di gran pregio ha compromesso il patrimonio automobilistico nazionale e ha penalizzato l’Erario, che ha incassato il 20% meno delle attese.
ACI chiede l’abolizione del superbollo e la riforma della tassa di possesso. L’attuale sistema di calcolo del bollo auto è obsoleto: non premia chi inquina meno con un mezzo moderno e sicuro. Il bollo va ricalcolato in base alle emissioni di CO2, anche per favorire lo svecchiamento del parco auto circolante.
5 – RIMODULARE LE ACCISE SUI CARBURANTI
Il carburante è la prima voce di spesa per gli automobilisti (1.640 euro ogni anno), più che raddoppiata in 20 anni. Solo negli ultimi due anni il costo del pieno è aumentato del 25%. Su benzina e diesel grava una lunga serie di accise (la prima risale al 1935), che insieme all’IVA frutta all’Erario oltre 32,5 miliardi di euro. Lo Stato predilige questa forma di tassazione perché diretta, ineludibile e senza costi di funzionamento per la Pubblica Amministrazione.
ACI chiede la rimodulazione delle accise sui carburanti e un efficace sistema di sterilizzazione dell’IVA per compensare i rialzi del petrolio.
6 – RIFORMA RC-AUTO PER PREVENIRE LE FRODI E CONTENERE I COSTI
L’assicurazione è la seconda voce di spesa degli automobilisti (740 euro l’anno). Dal 1990 il prezzo delle polizze è cresciuto del 150% e le tasse sono aumentate di quasi sei volte (da 700 milioni a oltre 4 miliardi di euro). Oltre 4 milioni di veicoli circolano senza assicurazione: il danno per le Compagnie sfiora i 2 miliardi di euro, con pesanti conseguenze per i conducenti onesti.
ACI chiede la riforma della rc-auto secondo il progetto di legge presentato dall’Automobile Club d’Italia al Governo Monti, in grado ridurre il costo delle polizze fino al 40% contrastando il fenomeno delle frodi assicurative e razionalizzando il sistema dei rimborsi.
7 – PROVENTI MULTE DESTINATI ALLA MOBILITA’ E FUORI DA PATTO DI STABILITA’
Nel 2012 gli automobilisti hanno speso oltre 2,5 miliardi di euro in multe. La legge stabilisce che il 50% dei proventi sia destinato alla sicurezza stradale, ma è difficile verificare dai bilanci dei Comuni che ciò avvenga realmente.
ACI chiede sanzioni agli Enti locali inadempienti e più rigorosi sistemi di controllo. I proventi delle contravvenzioni devono essere esclusi dal Patto di Stabilità, perché destinati ad investimenti per la sicurezza stradale e non a spese correnti delle Amministrazioni.
8 – PIU’ METRO, BUS E TRAM PER RINUNCIARE ALL’AUTO IN CITTA’
Gli italiani cercano ridurre l’uso dell’auto per contenere le spese, ma non sempre è possibile a causa di un sistema di trasporto pubblico obsoleto e inefficiente, i cui ricavi coprono solo il 30% dei costi. L’età media dei bus è di 10 anni, a scapito dell’ambiente, della sicurezza stradale e del comfort dei passeggeri. Le inefficienze del trasporto pubblico locale costano: per muoversi in città gli italiani spendono 1.500 euro in più rispetto agli altri europei.
ACI chiede la definizione di un Testo Unico per il TPL che regolarizzi la normativa, risolva incertezze e contraddizioni nazionali e locali, favorisca la concorrenza e avvii uno stabile percorso di riforme.
9 – PIU’ INFOMOBILITA’ A LIVELLO LOCALE
Un terzo del tempo trascorso in auto è sprecato in code e traffico. La congestione stradale costa oltre 5 miliardi di euro al Sistema Paese. L’infomobilità è la soluzione più efficace per le nostre città, in grado di razionalizzare i sistemi urbani di trasporto, riducendo del 30% gli incidenti stradali e del 15% il traffico veicolare.
ACI chiede una legge che preveda un sistema di infomobilità integrato a livello locale, per dare ai cittadini e alle imprese la possibilità di compiere scelte di mobilità efficienti e sostenibili.
10 – CABINA DI REGIA DELLA MOBILITA’ PER IL TERRITORIO
Regioni e Comuni deliberano sulla mobilità con troppe difformità e senza sinergie sul territorio, stabilendo anche inutili limitazioni alla circolazione sotto l’egida della salvaguardia ambientale. Ci sono Amministrazioni che investono in semafori, altre in rifacimento di incroci ed altre che costruiscono più idonee e sicure rotatorie.
Perfino le Polizie locali hanno modus operandi molto diversi: gli automobilisti spendono 225 euro in multe ad Ancona e appena 7 a L’Aquila.
ACI chiede l’istituzione di una Cabina di regia della Mobilità, supportata dall’Authority dei Trasporti già in fase di costituzione, che orienti in modo uniforme le scelte nazionali e locali sulla mobilità, indirizzando al meglio le risorse disponibili.
Scarica la brochure: 10 proposte al Parlamento e al Governo
Da ACI www.aci.it
STOP ALLE PUBBLICITA’ DI AUTOMOBILI BASATE SU VELOCITA’ E POTENZA
STOP ALLE PUBBLICITA’ DI AUTOMOBILI BASATE SU VELOCITA’ E POTENZA
Perché è importante
In tutta Europa la prima causa di mortalità under 30 sono gli incidenti d’auto. La prima causa di tali tragedie è la velocità, ad oggi la maggior parte delle pubblicità di auto fa leva su di un modo di usare l’auto fuori dal tempo! Le recenti reclame di note case automobilistiche rivolte ad un’utenza giovanile tra l’altro ne sono una vergognosa testimonianza, inoltre inducono a delinquere infrangendo ogni regola stradale e di buon senso… continua
Per firmare la petizione cliccando il seguente link
Peugeot 208 richiamate per problemi all’impianto frenante
E’ possibile sia stata effettuata una non corretta operazione di spurgo del circuito freni
È stato appena pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un richiamo relativo alle Peugeot 208 prodotte tra giugno 2012 e luglio 2012.
Ecco i suoi contenuti:
Nuovo richiamo: Peugeot Automobili Italia S.p.a.
Modelli: 208
Periodo: GIU 2012 – LUG 2012
Numero veicoli: non specificato
Difetto: POSSIBILE SCORRETTA OPERAZIONE SPUGO CIRCUITO FRENI
Azioni correttive: SPURGO CIRCUITO
Per maggiori informazioni
Grazie al nuovo servizio Richiami Auto, SicurAUTO è in grado di avvisarvi in tempo reale di questo nuovo richiamo tecnico.
È disponibile anche sul sito l’elenco completo dei richiami Peugeot con il grafico relativo all’andamento nel tempo dei richiami di questa Casa automobilistica.
Da SicurAuto.it
“Siamo nati per camminare” 40 Comuni amici dei pedoni
di Sara Ficocelli da repubblica.it/motori
La vita del pedone, in città sempre più invase da mezzi a due e quattro ruote, è dura, perché purtroppo sono tanti gli automobilisti che non rispettano neppure l’elementare diritto alla precedenza sulle strisce. Secondo lo studio internazionale “Pedoni: sicurezza, spazio urbano e sanità”, realizzato da un gruppo di esperti di 19 Paesi e dall’Organizzazione mondiale della Sanità, sotto l’egida del Forum internazionale dei trasporti dell’Ocse, sono state 400mila, nel 2012, le persone uccise nel mondo mentre camminavano a piedi in città, circa un terzo delle vittime degli incidenti sulla strada. In Italia, il 30% dei pedoni morti sulle strade perde la vita proprio attraversando e, sull’onda dell’indignazione e per porre rimedio a quello che diventa un problema sempre più grave, è stato stilato il “Manifesto per città amiche dei pedoni”, già sottoscritto da nord a sud da grandi e piccoli centri.
40 le città aderenti: Ancona, Arezzo, Bari, Barletta, Bologna, Bolzano, Brescia, Cosenza, Enna, Fermo, Ferrara, Grosseto, La Spezia, Latina, Lecce, Lodi, Macerata, Mantova, Matera, Milano, Modena, Monza, Napoli, Novara, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Pistoia, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Taranto, Torino, Trapani, Trento, Udine, Verbania, Verona.
L’invito a firmare è stato promosso dai sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, poiché gli anziani rappresentano la categoria più a rischio, avendo capacità deambulatorie rallentate. Gli altri promotori dell’iniziativa sono l’osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna e il Centro Antartide di Bologna.
Ma in che consiste esattamente il progetto? Il Manifesto ricorda anzitutto che “siamo nati per camminare” e che questo riguarda anche gli autisti che diventano, momentaneamente, dei non-pedoni, e prosegue con un elogio della passeggiata a piedi in quanto “amica del corpo, della salute, dell’ambiente”, nonché fonte di consumo di energia rinnovabile.
Diventare una città amica dei pedoni significa dunque avvicinarsi alle esigenze di chi va a piedi, rendendo “piacevole e sicuro il camminare, educando al rispetto e alla coscienza dei diritti e dei doveri sulla strada”. In quest’ottica, è di primaria importanza reprimere i comportamenti aggressivi di chi guida, adoperandosi per moderare la velocità dei veicoli. In altre parole: “ripensare le strade con gli occhi di chi cammina”.
Lo studio internazionale sopra citato rileva infatti che l’attività del camminare rappresenta il 50% dei tragitti in città e che la vitalità di un centro è strettamente legata alla presenza dei pedoni e alla loro attività. Per i ricercatori il rischio di incidenti mortali potrebbe diminuire dell’80% riducendo la velocità delle vetture da 50 a 30 chilometri all’ora ed emerge, inoltre, che le ferite ai pedoni sono più spesso causate dal cadere male per strada che da una collisione con i veicoli: il 75% dei pedoni si fa male per una cattiva manutenzione o concezione dello spazio pubblico
L’obiettivo del progetto, certo ambizioso ma affascinante, si basa sul ribaltamento del senso comune di ciò che rappresenta la strada, mettendo al centro il pedone e lavorando alla creazione di spazi condivisi e fruibili per chi cammina. Rispondere ai bisogni di chi va a piedi significa anche costruire isole di traffico per facilitarne l’attraversamento, abbattere le barriere architettoniche per favorire i disabili. consentire ai bambini di recarsi a scuola a piedi e guardare con simpatia a chi utilizza il trasporto pubblico e la bicicletta.
Il Manifesto delle città amiche dei pedoni è parte della campagna “Siamo tutti pedoni” che tornerà la prossima primavera proprio per mantenere alta l’attenzione sulle problematiche di chi si muove a piedi.
Richiamo per le Nissan Juke e Micra
Potrebbe esserci una perdita di carburante in prossimità del sensore di pressione posizionato sul rail di alimentazione
tato appena pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un richiamo relativo alle Nissan Juke e Micra prodotte tra marzo 2010 e gennaio 2012.
Grazie al nuovo servizio Richiami Auto, SicurAUTO è in grado di avvisarvi in tempo reale di questo nuovo richiamo tecnico.
Queste sono le uniche informazioni diramate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per maggiori informazioni riguardo a questo richiamo, cliccate qui . È disponibile anche sul sito l’elenco completo dei richiami Nissan con il grafico relativo all’andamento nel tempo dei richiami di questa Casa automobilistica.
Da SicurAuto.it
Nuova sentenza del Tribunale di Torino. L’indennizzo diretto era un grande inganno.
Come presentare un reclamo alle compagnie di Assicurazioni o all’IVASS
Come presentare un reclamo
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Chi può presentarlo
Possono presentare reclamo gli utenti assicurativi (assicurati e/o danneggiati) – sia persone fisiche che giuridiche – e le associazioni riconosciute per la rappresentanza degli interessi dei consumatori.
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Su quali materie lo si può presentare
Si possono presentare i reclami su:
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la mancata osservanza, da parte delle imprese di assicurazione e di riassicurazione, degli intermediari e dei periti assicurativi, delle disposizioni del Codice delle assicurazioni, delle relative norme di attuazione nonché delle norme sulla commercializzazione a distanza dei prodotti assicurativi;
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le liti transfrontaliere in materia di servizi finanziari per le quali si chiede l’attivazione della rete FIN-NET (risoluzioni extragiudiziali delle controversie).
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Quando non lo si può presentare
Quando il reclamo riguarda aspetti per i quali è già stata adita l’Autorità Giudiziaria.
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A chi deve essere inviato
Il reclamo in prima battuta va inviato all’impresa che al suo interno è dotata di una specifica funzione per la gestione dei reclami ricevuti, inclusi i riscontri ai reclamanti, il cui indirizzo è reperibile nelle Note informative precontrattuali o nel sito dell’IVASS Uffici reclami delle imprese o accedendo al sito internet dell’impresa.
Se l’impresa non fornisce risposta o la risposta è insoddisfacente, in quanto non completa o non corretta, ci si può rivolgere all’IVASS (si veda il successivo punto 5).
Se il reclamo riguarda aspetti di trasparenza dei prodotti unit e index linked o delle operazioni di capitalizzazione va inviato alla CONSOB (via G.B. Martini, 3 – 00198 Roma); se, invece, riguarda forme di previdenza complementare va inviato alla COVIP (via in Arcione, 71 – 00187 Roma).
Si sappia che: Il processo di gestione dei reclami da parte delle imprese è stato regolamentato dall’ISVAP, ora IVASS che ha previsto, tra l’altro, un ampio coinvolgimento nel processo dell’organo amministrativo e di quello di controllo delle imprese.
Le imprese autorizzate ad operare in Italia, infatti, devono registrare tutti i reclami ricevuti in un archivio elettronico che viene aggiornato nel continuo con i dati relativi alla loro trattazione; le procedure di gestione vengono monitorate dal responsabile della revisione interna dell’impresa stessa. Almeno trimestralmente viene portata all’attenzione dell’organo amministrativo e di quello di controllo di ciascuna società la situazione dei reclami unita alla relazione della revisione interna sulla correttezza delle procedure di gestione, al fine di una valutazione.
L’IVASS riceve una dettagliata informativa trimestrale, sulla base della quale interviene a fini di vigilanza sulle singole imprese e rilascia statistiche di mercato.
Si sappia, inoltre, che: Se in prima battuta il reclamo viene presentato all’IVASS, l’Autorità deve provvedere a trasmetterlo alle imprese, con l’effetto per l’utente di un allungamento dei tempi per il riscontro.
E’ utile, invece, coinvolgere l’Autorità quando, come detto, la risposta dell’impresa non arriva nei termini o è ritenuta dall’utente insoddisfacente in quanto non completa o non corretta.
In questo caso, l’IVASS, ricevuto il reclamo, avvia l’attività istruttoria, dandone notizia al reclamante entro 90 giorni; acquisisce notizie, se necessarie, da altri soggetti sui quali esercita la vigilanza, ivi incluse le imprese.
Nella maggior parte dei casi l’IVASS chiede all’impresa di fornire al reclamante una risposta di merito e di trasmetterne copia all’Autorità in modo da poterne valutare il contenuto. Qualora il contenuto della risposta fornita dall’impresa al reclamante risulti completo e corretto, la procedura di reclamo si intende conclusa senza necessità di ulteriori comunicazioni. Qualora, invece, la risposta fornita dall’impresa risulti nel contenuto incompleta o scorretta l’IVASS interviene fornendo una apposita informativa al reclamante a conclusione dell’attività istruttoria posta in essere.
In tale ultimo caso, o per le istruttorie particolari in cui non viene chiesto all’impresa di fornire risposta al reclamante, l’IVASS comunica l’esito dell’attività istruttoria entro il termine massimo di 120 giorni dalla data in cui ha ricevuto il reclamo. Il termine è sospeso nei periodi di tempo necessari ad acquisire informazioni o dati dalle imprese.
L’Autorità, qualora ravvisi da parte dei soggetti vigilati una violazione delle norme, avvia un procedimento sanzionatorio (amministrativo pecuniario o disciplinare), del cui esito dà notizia nel proprio bollettino e nel sito internet.
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In quanto tempo si ottiene una risposta
L’impresa deve fornire una risposta all’utente entro 45 giorni dal ricevimento del reclamo. Il mancato rispetto del termine – che si raccomanda di segnalare all’Autorità – è oggetto di sanzione amministrativa pecuniaria da parte dell’IVASS.
Nel caso in cui l’impresa non abbia fornito risposta nel termine di 45 giorni o la risposta sia incompleta o scorretta, l’IVASS, effettuata la necessaria istruttoria, da notizia dell’esito della stessa entro 120 giorni dal ricevimento del reclamo. Il termine è sospeso nei periodi di tempo necessari ad acquisire informazioni o dati dalle imprese.
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Come presentarlo (vedi facsimili allegati)
Il reclamo deve contenere i seguenti elementi essenziali: nome, cognome e domicilio del reclamante, denominazione dell’impresa, dell’intermediario o del perito di cui si lamenta l’operato, breve descrizione del motivo della lamentela ed ogni documento utile a descrivere compiutamente il fatto e le relative circostanze.
Se destinataria è l’impresa (allegato 1), il reclamo deve essere inoltrato mediante posta, telefax o e-mail all’Ufficio reclami dell’impresa di assicurazione interessata, il cui indirizzo è reperibile nelle Note informative precontrattuali o nel sito dell’IVASS Uffici reclami delle imprese o accedendo al sito internet dell’impresa.
Se invece è indirizzato all’IVASS (allegato 2), il reclamo deve essere inviato all’Autorità, in Via del Quirinale, 21 – 00187 Roma oppure trasmesso ai fax 06.42.133.745 o 06.42.133.353 e deve contenere copia del reclamo già inoltrato all’impresa ed il relativo riscontro.
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Cosa fare in caso di liti transfrontaliere
Il reclamo in questi casi può essere presentato direttamente al sistema estero competente, ossia quello del Paese in cui ha sede l’impresa di assicurazione che ha stipulato il contratto (rintracciabile accedendo al sito: http://www.ec.europa.eu/fin-net) o all’IVASS, che provvede lei stessa all’inoltro a detto sistema, dandone notizia al reclamante.
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Come acquisire notizie sulla trattazione del reclamo gestito dalle imprese:
Nelle note informative precontrattuali e nei siti internet delle imprese (l’indirizzo web è anche reperibile sul sito dell’IVASS) sono indicati gli uffici preposti ai reclami e i relativi recapiti ai quali rivolgersi.
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Come acquisire notizie sulla trattazione del reclamo gestito dall’IVASS
L’IVASS ha attivo un Contact Center rivolto ai Consumatori per fornire informazioni e assistenza in materia assicurativa.
Numero verde 800 – 486661 Lun / Ven dalle ore 9,00 alle 13,00 – Per chiamare dall’estero +390642021095.
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Quali sono le norme che regolano la presentazione e gestione dei reclami
Le fonti principali della normativa in materia di reclami sono il Codice delle Assicurazioni (d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209) e il Regolamento ISVAP n. 24 del 19 maggio 2008 (vedi allegato 3).
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Scarica il FACSIMILE DI RECLAMO ALL’IMPRESA
Scarica il FACSIMILE DI RECLAMO ALL’IVASS (da trasmettere in caso di mancata risposta dell’impresa entro 45 giorni o in caso di risposta insoddisfacente)
Scarica la LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Da IVASS http://www.ivass.it/
Passo in avanti verso l’introduzione della cosiddetta scatola nera sui veicoli. Sulla Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio scorso è stato pubblicato il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti recante “Individuazione dei meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo”. Per carità, siamo lontanissimi dall’introduzione dell’obbligatorietà della scatola nera e lo stesso decreto non è operativo, visto che la sua entrata in vigore è “subordinata alla emanazione del decreto del Ministro dello sviluppo economico” … “nonché del regolamento Isvap (sic)” relativo. Però la norma mette i primi paletti. Vediamoli uno per uno.
Definizione
Le scatole nere, o più propriamente i “meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo”, sono “dispositivi sigillati, alimentati e solidalmente ancorati a elementi fissi e rigidi del veicolo stesso”.
Caratteristiche
Le scatole nere devono avere le seguenti caratteristiche:
– consentire la determinazione continuativa nel tempo di posizione e velocità del veicolo;
– consentire la determinazione continuativa nel…
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Alfa Romeo 4c, le prime fotografie ufficiali
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Le prime fotografie ufficiali
