Attualità, Mondo Perito

Cresce la protesta dei carrozzieri contro il pronunciamento dell’AGCM

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Continua la protesta delle associazioni dei carrozzieri contro il pronunciamento dell’AGCM sulla “non vessatorietà” delle clausole anti-cessione del credito.

Il dissenso si allarga anche a livello locale. L’ultima presa di posizione è quella della CNA Forlì-Cesena, che rappresenta oltre 450 imprese ed operatori del settore riparazione auto e carrozzerie, e che ha manifestato il totale disaccordo su tale pronunciamento.

Appare offensiva e inaccettabile da parte della categoria dei carrozzieri – sostiene Daniele Mazzoni, responsabile CNA Servizi alla Comunità Forlì-Cesena – che l’Authority, dando ragione al parere dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS), affermi che limitare la libertà contrattuale rappresenti un rimedio contro comportamenti fraudolenti in sede di riparazione e quantificazione dei danni. Visto che l’Authority eleva a prassi la presunta fraudolenza dei carrozzieri e si schiera al fianco dell’IVASS nella criminalizzazione del settore, esigiamo immediate rettifiche delle posizioni espresse e del parere emesso.

“I carrozzieri chiedono rispetto e considerazione per la propria attività, condotta malgrado le grandi difficoltà connesse a questa crisi dei consumi – puntualizza, dal canto suo, Antonella Maldini, presidente CNA Servizi alla Comunità Forlì-Cesena – lasciando alle autorità competenti il contrasto a comportamenti fraudolenti a danno degli utenti. Vale a dire: le Assicurazioni devono svolgere il proprio ruolo senza cercare di guadagnare posizioni, introiti e margini a danno dei carrozzieri e a questi ultimi si deve richiedere competenza, trasparenza e professionalità garantendo, così, il consumatore sul piano dell’appropriatezza e dell’equità dei servizi erogati da tutto il sistema auto”. (Tratto da www.carrozzeria.it).

La conoscenza dei molteplici aspetti di questa vicenda è probabilmente poco nota.

Ma chi si occupa di assicurazioni deve, prima di tutto, essere ben conscio del fatto che l’attività dei carrozzieri è connessa anche a quella dei periti assiucaritvi. Le manovre messe in atto dalle imprese assicuratrici potrebbero interessare anche la figura del perito assicurativo, sempre più estromesso dal suo ruolo di esperto della autoriparazione, anzi, in molte realtà, considerato come lo “stuoino” delle compagnie.

Così si rischia che le imprese assicuratrici possano, attraverso clausole contrattuali, arrivare al risultato di controllare il mercato delle autoriparazioni, a scapito della qualità del lavoro e a danno dei consumatori. Anche le nostre associazioni dovrebbero mobilitarsi sulla qestione. La minaccia è la concentrazione del potere decisonale esclusivamente nelle mani delle imprese assicuratrici, che per molti aspetti già lo esercitano in modo dispotico.

Attualità, Mondo Perito

Ma quanto costano i ricambi?

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ricambi parco

04/04/2013 | Sul numero di aprile di “Quattroruote” è stata presentata un’interessante indagine riguardo al costo esorbitante di alcuni pezzi di ricambio, soprattutto se si confronta lo stesso pezzo ma di marchi diversi

Partendo dalla lamentela di un lettore, il mensile ha analizzato il costo di vendita dei principali pezzi di ricambio delle automobili, giungendo a conclusioni piuttosto scontate per chi lavora nel settore, ma che fa comunque un certo effetto vedere nero su bianco: sebbene infatti nella maggior parte dei casi si tratti di parti in plastica all’apparenza semplici e basilari, il loro costo può raggiungere anche diverse centinaia di euro e, soprattutto, può variare notevolmente da un modello di automobile ad un altro.

Un esempio eclatante che la rivista ci propone è lo spoiler, che per una Renault Clio II costa 50 euro, mentre per una Toyota Rav4 III raggiunge i 1.130 euro (listino al pubblico); per rimanere su…

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Attualità

Italia scandalo tabella taglia risarcimento dei danni alla persona. Il Presidente Napolitano ” non firmi il decreto”

Dallo sportello dei diritti di Giovanni d’Agata

Sta per arrivare l’ultimo colpo di coda del governo Monti delle lobby. L’ennesimo favore ai poteri forti, in particolare delle assicurazioni, sta per essere perpetrato attraverso il Dpr che ridicolizza i valori del risarcimento delle vittime della strada e della malasanità che hanno subito lesioni gravi o gravissime. La nuova tabella “ammazza risarcimenti” è pronta. Napolitano non firmi, altrimenti sarà complice di uno scempio perché “la vita umana non è un affare corrente!”

Basta davvero! È una vergogna da portare all’attenzione delle istituzioni europee cui ci rivolgiamo per intervenire sin da subito con un richiamo a quelle nazionali.
Sta per arrivare entro la settimana prossima, infatti, secondo fonti accreditate, l’approvazione del decreto taglia risarcimenti per le vittime di incidenti stradali e della malasanità con una tabella medico-legale e una di valutazione monetaria per le lesioni gravi o gravissime che riduce gli importi risarcitori fino al 60%.
Solo per fare un esempio un giovane di 35 anni che subisce un danno biologico del 50% (perdita totale dell’avambraccio o totale di una mano) è oggi risarcito, come previsto dalle tabelle applicate dal Tribunale di Milano e nella gran parte delle corti italiane, con un ammontare, che include anche il danno morale, da un minimo di € 363.659 fino ad € 454.000 (compresa la personalizzazione).
Con le nuove tabelle tali valori rischiano di dimezzarsi!
La nuova tabella si pone paradossalmente in antitesi con quella approvata dai vari organismi scientifici nel corso degli anni perché ha subìto un coefficiente di abbattimento assolutamente non previsto. Sorprendentemente ciò avviene proprio mentre il Tribunale di Milano ha aggiornato le proprie tabelle considerate sia dalla Cassazione che dal Parlamento (26 ottobre 2011- mozione Pisicchio 428 voti a favore e 6 contrari), come abbiamo più volte segnalato come “Sportello dei Diritti”, quale equo parametro di riferimento nazionale per il risarcimento del danno alla persona.
Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, è l’ennesimo favore ai poteri forti, in particolare delle assicurazioni, che ridicolizza i valori del risarcimento delle vittime della strada e della malasanità che hanno subito lesioni gravi o gravissime. La nuova tabella “ammazza risarcimenti”, infatti, tutela le compagnie assicurative e danneggia le vittime già ferite dai danni subiti.
L’appello dello “Sportello dei Diritti” che riprende quello già lanciato dalle Associazioni delle Vittime della Strada, nel silenzio assordante ed ancora una volta della generalità delle associazioni dei consumatori che siedono al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico incaricato unitamente al Ministero della salute di concerto al Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della giustizia e con l’approvazione del consiglio dei Ministri, alla redazione della nuova tabella, è rivolto a Napolitano affinché non firmi il Decreto e lo rimandi al mittente per una riparametrazione in melius adeguata alle tabelle milanesi, anche perché tecnicamente il governo attuale non ha alcuna legittimazione se non per gli affari correnti, altrimenti il Presidente della Repubblica sarà complice di uno scempio perché “la vita umana non è un affare corrente!” (Fonte: sportellodeidiritti).

Comunicato dal CUPS.IT:  Inviare FAX alla Presidenza della Repubblica.

Le iniziative per contrastare l’entrata in vigore del decreto taglia-risarcimenti proliferano e questo è un bene. Il presidente del Cupis.it riceve dall’amico Marco Bona una Lettera al Presidente della Repubblica che suggerisce di inviare via fax (a firma personale) oltre ai comunicati dell’Associazione Familiari Vittime della Strada. Oggi non c’è stato Consiglio dei Ministri e quindi abbiamo domani e, forse, dopodomani per tempestare i fax del quirinale di comunicati.

Il numero di fax è 06.46993125.

Chi ha a cuore la parte fondante del nostro mestiere  scaldi il fax e si metta al lavoro!

Mobilitatevi e siate uniti in una protesta giusta!

Il presidente del Cupis.it Stefano Mannacio

Attualità

Tagli alle vittime della strada

Allarmante e motivo di sospetto è la tempistica dell’iniziativa del Governo Monti: togliere alle vittime per sostenere sulla loro pelle l’interesse privato delle assicurazioni!

 il Governo Monti varerà il decreto di attuazione della tabella unica nazionale di cui all’art. 138 del Codice delle Assicurazioni Private con cui i risarcimenti per i danni più gravi, vale a dire quelli ricompresi nella fascia dal 10% al 100%, verranno abbattuti mediamente del 60%!

L’Associazione Italiana Familiari Vittime Strada eleva un severo e fortissimo monito a bloccare tale incredibile ed inaudita iniziativa che andrebbe a sconvolgere le aspettative risarcitorie di migliaia di macrolesi che attendono la giusta liquidazione dei pregiudizi, spesso gravissimi, legati agli incidenti stradali e ai casi di malasanità.

Oltre che profondamente ingiusta, tale iniziativa si connota di palese illegittimità in quanto l’esecutivo, che oltretutto dovrebbe circoscrivere la propria azione governativa agli affari correnti di ordinaria amministrazione, non ha più il potere di intervenire sulla questione essendo scaduta la delega di ventiquattro mesi fissata dal Codice delle Assicurazioni Private, all’art. 335, secondo comma, talché alla tardività si aggiungerebbe il contrasto con l’art. 76 della nostra Carta costituzionale, che sancisce che l’esercizio della funzione legislativa può essere delegata all’Esecutivo solo per un tempo limitato.

La Manifesta incostituzionalità di tale decreto è accentuata dal fatto che disciplinerebbe, in patente violazione del fondamentale articolo 3 della Costituzione, in modo diversissimo sotto il profilo monetario situazioni relative a lesioni personali soltanto per via della genesi del fatto illecito.

Si preannunciano gravissime sperequazioni sotto il profilo della retroattività del provvedimento.
Infine è da indicare l’antidemocraticità del provvedimento in questione, ponendosi in netto contrasto con la volontà espressa dal Parlamento il 26 ottobre 2011, che ha votato pienamente la mozione Pisicchio con 248 voti a favore e solo 6 contrari.

Un provvedimento che, per salvaguardare gli interessi delle assicurazioni, vorrebbe mettere da parte anche le indicazioni della Corte di Cassazione (sentenza n. 12408 del 7 giugno 2011) che ha esteso a tutto il territorio nazionale i diffusissimi valori indicati nella Tabella del Tribunale di Milano, frutto di scrupolosa elaborazione ed assiduo aggiornamento.

Un provvedimento deleterio nell’attuale situazione di grave crisi, destinato a comportare per l’Italia gravissime ripercussioni economiche di impoverimento, non solo per chi è costretto a provvedere ai maggiori bisogni creati dallo stato di invalidità permanente, ma anche per lo stesso Stato che in modo irresponsabile favorirebbe la politica del trasferimento all’estero dei maggiori capitali delle Aziende di Assicurazioni e, nel contempo, danneggerebbe i cittadini italiani, costringendoli a sostenere con lo spirito di solidarietà il peso delle ingiustizie.

L’AIFVS chiama le associazioni di vittime e la cittadinanza ad una mobilitazione generale per la difesa dei diritti dei più deboli e contro l’abuso di potere.

Fonte AIFVS 

 

Attualità

Vittoria Assicurazioni: l’Agcm dichiara la non vessatorietà delle clasole sulla cessione del credito

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A pochi giorni dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea che si pronuncia negativamente sugli accordi tra compagnie assicurative e carrozzerie fiduciarie, in Italia l’AGCM va controcorrente.
Gaetano Leanza

25/03/2013 | L’Agcm nega la vessatorietà delle clausole sulla cessione del credito di Vittoria Assicurazioni. Rimangono dunque inascoltate le posizioni di chi, in seguito alla richiesta dell’assicurazione si era rivolto al’Agcm

In Retecar Consorzio, Consorzio Carrozzieri Cesena, Associazione Nazionale Carrozzieri di Confartigianato, CNA servizi per la Comunità Autoriparatori, Casartigiani – insieme a Federcarrozzieri Nazionale, Assoutenti, Associazione Carrozzieri Provinciale di Cagliari, B.D.V. Banca del Veicolo, Consorzio Autoriparatori Pontini, Consorzio Carrozzieri Bresciani, Consorzio Carrozzieri Italiani, Rete Tutela Genova -, Federcarrozzieri nazionale sede di Bologna, Banca del Veicolo di Macerata, due associazioni di consumatori (Adiconsum Latina, Codacons) e due imprese operanti nel settore delle autoriparazioni. tante le segnalazioni e i pareri riguardo la  vessatorietà delle clausole poste in alcuni contratti da Vittoria…

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Attualità

In aumento i furti di auto in Campania, Calabria e Abruzzo

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Stolen-vehicle1 L’epicentro dei furti d’auto si concentra tra Calabria, Abruzzo e Campania. Sono queste le tre regioni dove nel 2012 è stato registrato un netto aumento dei casi di sottrazioni di veicoli. E’ andata molto meglio agli automobilisti di Liguria, Puglia, Piemonte e Sardegna, regioni in flessione. A dirlo è l’edizione 2012 del white paper realizzato da LoJack Italia (che produce sistemi di rilevamento in radio frequenza per recupero dei veicoli rubati), su dati del ministero dell’Interno, sul fenomeno dei furti e ritrovamenti di veicoli. Lo scorso anno i casi sono stati poco più di 115mila (+2%) con quasi 50mila ritrovamenti, trend in calo che nel 2012 tocca il minimo storico.

In base ai dati elaborati su base provinciale Roma conquista il primo posto che precede Napoli. Ben distanziate Milano, a quasi 10mila casi contro gli 11.200 del 2011, e Catania. Inoltre nella capitale una auto su quattro viene recuperata mentre…

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Attualità

Incidenti, per diventare consulenti del giudice servirà un patentino

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Incidenti, per diventare consulenti del giudice servirà un patentino

Certificazione di qualità dei tecnici per la ricostruzione e l’analisi degli incidenti stradali attraverso il rilascio di un apposito patentino rilasciato dal ministero

Certificazione di qualità dei tecnici per la ricostruzione e l'analisi degli incidenti stradali attraverso il rilascio di un apposito patentino rilasciato dal ministero

Il nuovo progetto di norma Uni sulla qualificazione dei tecnici è arrivato alla fase di inchiesta pubblica preliminare, ma ha già incassato il consenso da parte delle varie componenti interne.

La futura norma serve a completare il quadro di riferimento dell’infortunistica stradale, e a uniformare, a livello nazionale, le modalità di rilievo degli incidenti stradali, dopo la recente pubblicazione della Uni 11472 sulle modalità di esecuzione degli incidenti.
Il documento “Qualificazione dei tecnici per la ricostruzione e l’analisi degli incidenti stradali” infatti revisiona e aggiorna nei contenuti la precedente norma Uni 11294 del 2008 e fissa procedure standard per effettuare i rilievi, oltre a dettare le competenze per la qualificazione dei tecnici che effettuano la ricostruzione degli incidenti stradali, delle cause tecniche che li hanno…

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Attualità

Buche nelle strade di Benevento. Il maltempo mette in ginocchio la città. Il Sindaco promette interventi di riqualifica del manto stradale.

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Le forti piogge di questi giorni, una non adeguata manutenzione del manto stradale hanno duramente provato lo stato di molte strade urbane, aprendo buche dappertutto e creando notevoli disagi alla circolazione, con gravi pericoli per la sicurezza stradale e quindi per i cittadini.

Molteplici le segnalazioni da parte di cittadini e automobilisti stanchi ed esasperati che lamentano i notevoli disagi subiti nello “slalom” quotidiano. A rischio non solo le autovetture che possono subire danni e guasti meccanici (pneumatici, sospensioni, convergenze, ecc.), ma anche gli stessi pedoni, a causa dei sassi sbalzati dalle stesse auto, detriti presi in corsa dagli stessi automobilisti sul manto stradale ormai rovinato.

Purtroppo gli interventi di emergenza servono a poco, e laddove i rattoppi resistono, altrove s’aprono nuove buche. E così anche se il Comune promette di “riqualificare” il manto stradale cittadino devastato dalle piogge invernali con un intervento di 106 mila euro, nel mentre, lo stato delle strade peggiora sempre più.

Sembra allora più che mai opportuno dotare il cittadino di una sorta di vademecum. Nel caso in cui si dovesse incorrere in un incidente a causa di una insidia stradale, si raccomanda come prima cosa di richiedere l’intervento della polizia municipale, dei carabinieri oppure della polizia sul luogo dell’incidente, affinché possano redigere un verbale attestante la dinamica dei fatti (va palesemente verificato che il danno è conseguenza del manto stradale dissestato). Si consiglia di scattare anche delle foto che possano evidenziare il danno subito dal veicolo o il dissesto stradale che ha provocato l’incidente. Inoltre, si suggerisce di contattare un consulente tecnico di fiducia per gli accertamenti e la ricerca delle cause dell’incidente stradale (nell’immediatezza si possono rilevare importanti elementi per determinare le responsabilità, che col passare del tempo diventano poco provabili).
L.M.

Attualità

Rc auto: elenco compagnie e intermediari non autorizzati

 

 

Da sicurAuto

A causa della crisi economica e dell’incremento delle tariffe Rc auto si è verificata la fuga dei clienti dalle assicurazioni che si rivolgono alle cosiddette “compagnie fantasma” il cui numero è raddoppiato. SicurAUTO.it, con la collaborazione di Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, vi propone un articolo costantemente aggiornato per evitare di rimanere truffati.

 

RISCHIO DI SEQUESTRO – Se stipuli un’assicurazione per la tua auto con una compagnia non autorizzata non sei coperto in caso di incidente e rischi il sequestro del mezzo. L’Ivass, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni che è succeduto in tutti i poteri, funzioni e competenze dell’ISVAP, ha comunicato la lista aggiornata delle polizze contraffatte e dellecompagnie assicurative non abilitate per l’Rc auto. SicurAUTO.it invita i consumatori a prestare la massima attenzione in quanto dietro ad un premio dimezzato, si può nascondere l’assenza della garanzia prevista dalla legge. In particolare sono diverse quelle che spuntano in rete ma che in realtà sono società farlocche. Chi stipula una polizza Rc auto con queste compagnie non autorizzate, non assolve l’obbligo assicurativo previsto: non solo non è coperto in caso di incidente, ma rischia anche il sequestro del veicolo ai fini della confisca dello stesso e una pesante sanzione pecuniaria. Si raccomanda, quindi, a tutti di verificare preventivamente che i contratti Rc auto siano emessi da imprese autorizzate.

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ELENCO AGGIORNATO DELLE COMPAGNIE E INTERMEDIARI NON ABILITATI IN ITALIA:

  1. Axa belgium sa
  2. Aalp autotempo
  3. Clements global insurance solutions
  4. Fomo assicurazioni
  5. Generali versicherung ag
  6. Generalstar
  7. Hdi direkt versicherung ag che ha come intermediario fin planet s.p.a.
  8. Insurance company euroins ad.
  9. Meraini assurances
  10. S.c. De asigurare-reasigurare astra s.a.
  11. S.c. Carpatica asig s.a.
  12. S.c. Euroins romania asigurare reasigurare s.a.
  13. Soyer & mamet agency finance insurance of bruxelles in europe
  14. Yesinsurance services limited
  15. ABL International Ltd Assicurazioni
  16. Scozia insurance
  17. Ayala insurance mib
  18. Haifa insurance
  19. Albsig italia
  20. London General Insurance Company S.A
  21. Skandia insurance. Attenzione: la documentazione contraffatta riporta anche la denominazione di skandia vita s.p.a. (società autorizzata esclusivamente in alcuni rami vita)
  22. Dna insurance service ltd o dna insurance
  23. Allstate insurance
  24. Corona insurance
  25. Decofin insurance
  26. Icp – ocean transport insurance mutual
  27. London & edimburgh insurance co. Ltd
  28. Swisslife – assurances de biens
  29. Jeremy Burgess Assicurazioni
  30. Capital Assicurazioni S.p.A.
  31. Egida
  32. Cat Assicurazione (anche il sito http://www.assicurazionecat.hostoi.com non è autorizzato)
  33. Daniel’s Insurance o Daniel’s European Group Limited
  34. Saigon Insurance o Saigon European Group Limited
  35. Capital Insurance Services LLC
  36. Pamia Limited Assicurazioni
  37. S.C. Asirom Vienna Insurance Group S.A.
  38. Arcalis Assicurazioni
  39. Aska Insurance
  40. Alka Insurance
  41. North Star Mutual Insurance Ccompany
  42. “Bul Ins Ad” o “Bul Ins Ltd” o “Bul Ins”
  43. Meie Rischi Diversi
  44. Arcu Assicurazioni
  45. Mapfre Progress Assicurazioni s.p.a.
  46. Genesis Assicurazioni SWS
  47. Melina Assicurazioni SWS
  48. QBE Insurance Group
  49. Lloyd’s Assicurazioni S.A.
  50. LEV INS Insurance Company AD

COMPAGNIE NON ABILITATE CON NOMI SIMILI A COMPAGNIE AUTORIZZATE IN ITALIA NEL RAMO RC AUTO:

  1. Ala assicurazioni (www.alaassicurazioni.it) – simile a ala assicurazioni s.p.a. (www.ala-assicurazioni.it.)
  2. Electric insurance irland limited – simile a electric insurance ireland limited
  3. Euro insurance –simile a euro insurances limited
  4. Rga assicurazioni s.p.a. – simile a rga international reinsurance company limited
  5. Generhel S.p.A. – simile a Genertel S.p.A.
  6. Great Lakes Munich Re Group – simile a Great Lakes Reinsurance (UK) PLC
  7. Directo line – simile a Direct Line Insurance S.P.A.
  8. USAA – simile a Usaa Limited
  9. Credit Agricole Assurance – simile a Crédit Agricole Assicurazioni s.p.a. (ramo danni e rc auto) e Crédit Agricole Vita s.p.a. (ramo vita)
  10. AVIVA Insurance – nome riconducibile a una compagnia del Gruppo Aviva
  11. Gruppo ITAS Assicurazioni – nome riconducibile a una compagnia del Gruppo Itas

COMPAGNIE NON ABILITATE CON NOMI SIMILI A COMPAGNIE AUTORIZZATE IN ITALIA MA NON NEL RAMO RC AUTO:

  1. Aga international group assicurazioni spa ovvero aga assicurazioni – simile a aga international s.a. Sul sito http://www.agaassicurazionigroup.it non si possono stipulare polizze rc auto con efficacia in italia.
  2. Avip s.a. Assicurazioni – simile a avip s.a.
  3. Dorinco insurance s.a.– simile a dorinco insurance (ireland) ltd
  4. Icare assicurazioni s.p.a. – simile a icare assurances s.a.
  5. Sogecap assicurazioni s.p.a – simile a sogecap s.a.
  6. Tryg forsikring assicurazioni – simile a tryg forsikring a/s
  7. Yara – simile a yara insurance limited
  8. Ethias assicurazioni
  9. Arch Insurance Company Europe S.A. – simile ad Arch Insurance Company (Europe) Limited
  10. Allianz plc. Assicurazioni – simile a allianz plc
  11. Inter Hannover Assicurazioni – simile a International Insurance Company of Hannover (Inter Hannover)
  12. Gan Assurance Iard – simile a Gan Assurance S.A.
  13. CRAVAG o KRAVAG – simile a KRAVAG – LOGISTIC VERSICHERUNG A.G.
  14. TORUS ASSICURAZIONI S.p.A. – simile a Torus Insurance UK Limited
  15. MERCATOR VERZEKERINGEN – simile a MERCATOR VERZEKERINGEN NV. Le polizze riportano quale contraente GI.SA. Assicurazioni S.p.A.: società non iscritta nel Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi (RUI)
  16. RSA assicurazioni s.p.a., RSA insurance e R.S.A. Group Assicurazioni – simili a RSA Insurance Ireland Limited, RSA Sun Insurance Office Limited (solo questa è autorizzata nel ramo rc auto) e la Royal & Sun Alliance Insurance plc

POLIZZE CONTRAFFATTE DI COMPAGNIE ABILITATE NEL RAMO RC AUTO:

  1. Alpha insurance a/s.
  2. Aioi motor and general insurance company of europe limited
  3. Allianz hungária biztosító részvénytársaság
  4. Bta insurance joint stock company
  5. Chartis europe s.a.
  6. Darag deutsche versicherungs und rückversicherungs ag
  7. Ergo assicurazioni
  8. Generali belgium s.a.
  9. Storebrand forsikring as (vecchia denominazione sociale: storebrand skadeforsikring as)
  10. Berkshire Hathaway International Insurance Limited
  11. Macifilia S.A
  12. Ace european group limited” o “Ace insuring progress- ace european group limited”
  13. Arisa Assurance S.A. (società abilitata dal 9 dicembre 2011)
  14. Probus Insurance Company Europe Ltd.
  15. La Parisienne

POLIZZE CONTRAFFATTE DI COMPAGNIE ABILITATE IN ITALIA MA NON NEL RAMO RC AUTO:

  1. Avéro belgium insurance
  2. Bavaria insurance company limited
  3. Helvetia versicherungen ag
  4. Hugo insurance s.a.
  5. Nobis assicurazioni s.p.a.
  6. Uniqa versicherung ag.
  7. Münich Re (Münchener Rückversicherungs – Gesellschaft Ag)
  8. Arag Assicurazioni Rischi Automobilistici e Generali S.p.A.
  9. Mapfre Asistencia, Compañia International de Seguros Y Reaseguros, S.A.
  10. Atlas Insurance Pcc Limited

L’IVASS rende noto che sono stati segnalati casi di commercializzazione di polizze Rc auto contraffatte, anche aventi durata temporanea (5 giorni), tramite i seguenti siti internet:
1. http://www.playitalia.eu
2. http://www.assicurazione5gglowcost.it
3. http://www.mediabrokerline.com

 

Attualità

Da Al Volante: Colpo di frusta, il “mistero” del risarcimento scomparso

Da Al Volante: Colpo di frusta, il “mistero” del risarcimento scomparso.

Attualità

L’ACI HA PRESENTATO 10 PROPOSTE AL NUOVO PARLAMENTO E AL FUTURO GOVERNO

La ricetta ACI permette a 34 milioni di automobilisti di risparmiare 26,8 miliardi €, riducendo la spesa annuale per l’auto da 3.500 a 2.800 euro (-700€, pari al 20% dei costi totali).

Oltre 34 milioni di automobilisti si recheranno alle urne il 24 febbraio. Interpretando le loro aspettative, l’Automobile Club d’Italia presenta un Manifesto con 10 proposte ai candidati premier alle prossime elezioni. La ricetta ACI permette agli automobilisti un risparmio di 26,8 miliardi di euro, riducendo la spesa annuale per l’auto da 3.500 a 2.800 euro (-700 euro, pari al 20% dei costi totali). A questi si aggiunge l’ulteriore risparmio di 850 euro di superbollo per i 200.000 intestatari di veicoli con più di 185 kw di potenza. Supera così i 1.000 euro il beneficio per 25 milioni di famiglie che posseggono in media 1,5 auto.
Le misure proposte dall’ACI sono tutte di facile adozione per il prossimo Parlamento e il futuro Governo, con un impatto nullo sul bilancio dello Stato.

“In questi giorni di fibrillazione elettorale, la politica guarda solo l’IMU che porta 24 miliardi di euro all’Erario – dichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – dimenticando la mole di imposte sulla mobilità che fa sborsare alle famiglie più di 60 miliardi di euro ogni anno: i beni mobili sono tassati più del doppio degli immobili. Bisogna contenere i costi dell’auto per recuperare il rapporto positivo che ha sempre contraddistinto gli italiani e il proprio veicolo. La leva fiscale deve essere uno strumento di rilancio per il settore automobilistico e non un elemento che ne compromette l’esistenza”.

“Gli indicatori di mercato per le quattro ruote sono negativi da troppo tempo – ha aggiunto Sticchi Damiani – e il 52% degli italiani dichiara che non cambierà auto fino al 2016, a scapito anche dell’ambiente e della sicurezza stradale (oltre 4 milioni di veicoli hanno più di 20 anni di età e il numero è aumentato del 64% dal 2005). Senza una strategia governativa il comparto non sopravvivrà: nell’ultimo anno hanno chiuso 350 concessionari e oltre 10.000 sono i posti di lavoro tuttora a rischio. ACI ha inviato il Manifesto degli Automobilisti ai candidati premier: chi lo ignorerà ne risponderà a 34 milioni di elettori. L’Automobile Club d’Italia è disponibile fin da subito a discutere con tutti sui temi della mobilità, della sicurezza stradale, del turismo e dell’ambiente”.

Di seguito in dettaglio le 10 proposte dell’ACI:

1 – VIA IL CODICE DELLA STRADA: SERVE IL CODICE DEI CONDUCENTI
Il Codice della Strada – che dalla sua prima stesura ha subito oltre 20 aggiornamenti – conta 245 articoli e numerosi richiami, con un regolamento di attuazione di 408 articoli e 19 appendici: una giungla normativa che gli italiani ignorano giudicandola “troppo tecnica” e “confusa”.
ACI chiede un nuovo Codice dei Conducenti che in 50 articoli orienti con chiarezza i comportamenti degli utenti della strada, rimandando a uno specifico regolamento tecnico l’insieme di disposizioni sulle caratteristiche dei veicoli e delle infrastrutture stradali.

2 – PATENTE “A LIVELLI” PER LE AUTO PIU’ POTENTI
Ogni anno sulle strade muoiono 300 giovani che pretendono di fare al volante cose che non sanno fare. L’incidentalità costa allo Stato 30 miliardi di euro.
Come già avviene per le moto, va introdotta una gradualità per la guida di automobili più potenti. Ai neopatentati è richiesto un solo anno di pratica con veicoli di potenza limitata prima di condurre qualunque auto.
ACI chiede un percorso propedeutico che assicuri la più idonea formazione nel tempo di un bagaglio di esperienza e responsabilità, con l’obbligo di un corso di guida sicura e di un esame pratico per guidare un’auto più potente.

3 – CORSI DI RIEDUCAZIONE STRADALE PER IL RECUPERO DEI PUNTI PATENTE
Il recupero dei punti patente è oggi una formalità burocratica priva di valore formativo, che gli italiani pagano in termini di soldi (almeno 180 euro) e di tempo.
ACI chiede la riforma del sistema di recupero dei punti patente, con l’obbligo di frequentare un corso di guida sicura per i conducenti responsabili di infrazioni gravi o di sinistri mortali, prevedendo un esame teorico e pratico alla fine del corso.

4 – ABOLIRE IL SUPERBOLLO E RIFORMARE LA TASSA DI POSSESSO
Il superbollo per le auto potenti ha ucciso il mercato delle auto sportive. La fuga verso l’estero di veicoli di gran pregio ha compromesso il patrimonio automobilistico nazionale e ha penalizzato l’Erario, che ha incassato il 20% meno delle attese.
ACI chiede l’abolizione del superbollo e la riforma della tassa di possesso. L’attuale sistema di calcolo del bollo auto è obsoleto: non premia chi inquina meno con un mezzo moderno e sicuro. Il bollo va ricalcolato in base alle emissioni di CO2, anche per favorire lo svecchiamento del parco auto circolante.

5 – RIMODULARE LE ACCISE SUI CARBURANTI
Il carburante è la prima voce di spesa per gli automobilisti (1.640 euro ogni anno), più che raddoppiata in 20 anni. Solo negli ultimi due anni il costo del pieno è aumentato del 25%. Su benzina e diesel grava una lunga serie di accise (la prima risale al 1935), che insieme all’IVA frutta all’Erario oltre 32,5 miliardi di euro. Lo Stato predilige questa forma di tassazione perché diretta, ineludibile e senza costi di funzionamento per la Pubblica Amministrazione.
ACI chiede la rimodulazione delle accise sui carburanti e un efficace sistema di sterilizzazione dell’IVA per compensare i rialzi del petrolio.

6 – RIFORMA RC-AUTO PER PREVENIRE LE FRODI E CONTENERE I COSTI
L’assicurazione è la seconda voce di spesa degli automobilisti (740 euro l’anno). Dal 1990 il prezzo delle polizze è cresciuto del 150% e le tasse sono aumentate di quasi sei volte (da 700 milioni a oltre 4 miliardi di euro). Oltre 4 milioni di veicoli circolano senza assicurazione: il danno per le Compagnie sfiora i 2 miliardi di euro, con pesanti conseguenze per i conducenti onesti.
ACI chiede la riforma della rc-auto secondo il progetto di legge presentato dall’Automobile Club d’Italia al Governo Monti, in grado ridurre il costo delle polizze fino al 40% contrastando il fenomeno delle frodi assicurative e razionalizzando il sistema dei rimborsi.

7 – PROVENTI MULTE DESTINATI ALLA MOBILITA’ E FUORI DA PATTO DI STABILITA’
Nel 2012 gli automobilisti hanno speso oltre 2,5 miliardi di euro in multe. La legge stabilisce che il 50% dei proventi sia destinato alla sicurezza stradale, ma è difficile verificare dai bilanci dei Comuni che ciò avvenga realmente.
ACI chiede sanzioni agli Enti locali inadempienti e più rigorosi sistemi di controllo. I proventi delle contravvenzioni devono essere esclusi dal Patto di Stabilità, perché destinati ad investimenti per la sicurezza stradale e non a spese correnti delle Amministrazioni.

8 – PIU’ METRO, BUS E TRAM PER RINUNCIARE ALL’AUTO IN CITTA’
Gli italiani cercano ridurre l’uso dell’auto per contenere le spese, ma non sempre è possibile a causa di un sistema di trasporto pubblico obsoleto e inefficiente, i cui ricavi coprono solo il 30% dei costi. L’età media dei bus è di 10 anni, a scapito dell’ambiente, della sicurezza stradale e del comfort dei passeggeri. Le inefficienze del trasporto pubblico locale costano: per muoversi in città gli italiani spendono 1.500 euro in più rispetto agli altri europei.
ACI chiede la definizione di un Testo Unico per il TPL che regolarizzi la normativa, risolva incertezze e contraddizioni nazionali e locali, favorisca la concorrenza e avvii uno stabile percorso di riforme.

9 – PIU’ INFOMOBILITA’ A LIVELLO LOCALE

Un terzo del tempo trascorso in auto è sprecato in code e traffico. La congestione stradale costa oltre  5 miliardi di euro al Sistema Paese. L’infomobilità è la soluzione più efficace per le nostre città, in grado di razionalizzare i sistemi urbani di trasporto, riducendo del 30% gli incidenti stradali e del 15% il traffico veicolare.
ACI chiede una legge che preveda un sistema di infomobilità integrato a livello locale, per dare ai cittadini e alle imprese la possibilità di compiere scelte di mobilità efficienti e sostenibili.

10 – CABINA DI REGIA DELLA MOBILITA’ PER IL TERRITORIO
Regioni e Comuni deliberano sulla mobilità con troppe difformità e senza sinergie sul territorio, stabilendo anche inutili limitazioni alla circolazione sotto l’egida della salvaguardia ambientale. Ci sono Amministrazioni che investono in semafori, altre in rifacimento di incroci ed altre che costruiscono più idonee e sicure rotatorie.
Perfino le Polizie locali hanno modus operandi molto diversi: gli automobilisti spendono 225 euro in multe ad Ancona e appena 7 a L’Aquila.
ACI chiede l’istituzione di una Cabina di regia della Mobilità, supportata dall’Authority dei Trasporti già in fase di costituzione, che orienti in modo uniforme le scelte nazionali e locali sulla mobilità, indirizzando al meglio le risorse disponibili.

Scarica la brochure: 10 proposte al Parlamento e al Governo

Da ACI www.aci.it

Attualità

STOP ALLE PUBBLICITA’ DI AUTOMOBILI BASATE SU VELOCITA’ E POTENZA

STOP ALLE PUBBLICITA’ DI AUTOMOBILI BASATE SU VELOCITA’ E POTENZA

Perché è importante

In tutta Europa la prima causa di mortalità under 30 sono gli incidenti d’auto. La prima causa di tali tragedie è la velocità, ad oggi la maggior parte delle pubblicità di auto fa leva su di un modo di usare l’auto fuori dal tempo! Le recenti reclame di note case automobilistiche rivolte ad un’utenza giovanile tra l’altro ne sono una vergognosa testimonianza, inoltre inducono a delinquere infrangendo ogni regola stradale e di buon senso… continua

Per firmare la petizione cliccando il seguente link

http://www.avaaz.org/it/petition/STOP_ALLE_PUBBLICITA_DI_AUTOMOBILI_BASATE_SU_VELOCITA_E_POTENZA/?ckYwieb

Attualità

“Siamo nati per camminare” 40 Comuni amici dei pedoni

di Sara Ficocelli da repubblica.it/motori

Venerdì, 15 Febbraio 2013

La vita del pedone, in città sempre più invase da mezzi a due e quattro ruote, è dura, perché purtroppo sono tanti gli automobilisti che non rispettano neppure l’elementare diritto alla precedenza sulle strisce. Secondo lo studio internazionale “Pedoni: sicurezza, spazio urbano e sanità”, realizzato da un gruppo di esperti di 19 Paesi e dall’Organizzazione mondiale della Sanità, sotto l’egida del Forum internazionale dei trasporti dell’Ocse, sono state 400mila, nel 2012, le persone uccise nel mondo mentre camminavano a piedi in città, circa un terzo delle vittime degli incidenti sulla strada. In Italia, il 30% dei pedoni morti sulle strade perde la vita proprio attraversando e, sull’onda dell’indignazione e per porre rimedio a quello che diventa un problema sempre più grave, è stato stilato il “Manifesto per città amiche dei pedoni”, già sottoscritto da nord a sud da grandi e piccoli centri.
40 le città aderenti: Ancona, Arezzo, Bari, Barletta, Bologna, Bolzano, Brescia, Cosenza, Enna, Fermo, Ferrara, Grosseto, La Spezia, Latina, Lecce, Lodi, Macerata, Mantova, Matera, Milano, Modena, Monza, Napoli, Novara, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Pistoia, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Taranto, Torino, Trapani, Trento, Udine, Verbania, Verona.
L’invito a firmare è stato promosso dai sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, poiché gli anziani rappresentano la categoria più a rischio, avendo capacità deambulatorie rallentate. Gli altri promotori dell’iniziativa sono l’osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna e il Centro Antartide di Bologna.
Ma in che consiste esattamente il progetto? Il Manifesto ricorda anzitutto che “siamo nati per camminare” e che questo riguarda anche gli autisti che diventano, momentaneamente, dei non-pedoni, e prosegue con un elogio della passeggiata a piedi in quanto “amica del corpo, della salute, dell’ambiente”, nonché fonte di consumo di energia rinnovabile.
Diventare una città amica dei pedoni significa dunque avvicinarsi alle esigenze di chi va a piedi, rendendo “piacevole e sicuro il camminare, educando al rispetto e alla coscienza dei diritti e dei doveri sulla strada”. In quest’ottica, è di primaria importanza reprimere i comportamenti aggressivi di chi guida, adoperandosi per moderare la velocità dei veicoli. In altre parole: “ripensare le strade con gli occhi di chi cammina”.
Lo studio internazionale sopra citato rileva infatti che l’attività del camminare rappresenta il 50% dei tragitti in città e che la vitalità di un centro è strettamente legata alla presenza dei pedoni e alla loro attività. Per i ricercatori il rischio di incidenti mortali potrebbe diminuire dell’80% riducendo la velocità delle vetture da 50 a 30 chilometri all’ora ed emerge, inoltre, che le ferite ai pedoni sono più spesso causate dal cadere male per strada che da una collisione con i veicoli: il 75% dei pedoni si fa male per una cattiva manutenzione o concezione dello spazio pubblico
L’obiettivo del progetto, certo ambizioso ma affascinante, si basa sul ribaltamento del senso comune di ciò che rappresenta la strada, mettendo al centro il pedone e lavorando alla creazione di spazi condivisi e fruibili per chi cammina. Rispondere ai bisogni di chi va a piedi significa anche costruire isole di traffico per facilitarne l’attraversamento, abbattere le barriere architettoniche per favorire i disabili. consentire ai bambini di recarsi a scuola a piedi e guardare con simpatia a chi utilizza il trasporto pubblico e la bicicletta.
Il Manifesto delle città amiche dei pedoni è parte della campagna “Siamo tutti pedoni” che tornerà la prossima primavera proprio per mantenere alta l’attenzione sulle problematiche di chi si muove a piedi.