Attualità, Mondo Perito

Cresce la protesta dei carrozzieri contro il pronunciamento dell’AGCM

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Continua la protesta delle associazioni dei carrozzieri contro il pronunciamento dell’AGCM sulla “non vessatorietà” delle clausole anti-cessione del credito.

Il dissenso si allarga anche a livello locale. L’ultima presa di posizione è quella della CNA Forlì-Cesena, che rappresenta oltre 450 imprese ed operatori del settore riparazione auto e carrozzerie, e che ha manifestato il totale disaccordo su tale pronunciamento.

Appare offensiva e inaccettabile da parte della categoria dei carrozzieri – sostiene Daniele Mazzoni, responsabile CNA Servizi alla Comunità Forlì-Cesena – che l’Authority, dando ragione al parere dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS), affermi che limitare la libertà contrattuale rappresenti un rimedio contro comportamenti fraudolenti in sede di riparazione e quantificazione dei danni. Visto che l’Authority eleva a prassi la presunta fraudolenza dei carrozzieri e si schiera al fianco dell’IVASS nella criminalizzazione del settore, esigiamo immediate rettifiche delle posizioni espresse e del parere emesso.

“I carrozzieri chiedono rispetto e considerazione per la propria attività, condotta malgrado le grandi difficoltà connesse a questa crisi dei consumi – puntualizza, dal canto suo, Antonella Maldini, presidente CNA Servizi alla Comunità Forlì-Cesena – lasciando alle autorità competenti il contrasto a comportamenti fraudolenti a danno degli utenti. Vale a dire: le Assicurazioni devono svolgere il proprio ruolo senza cercare di guadagnare posizioni, introiti e margini a danno dei carrozzieri e a questi ultimi si deve richiedere competenza, trasparenza e professionalità garantendo, così, il consumatore sul piano dell’appropriatezza e dell’equità dei servizi erogati da tutto il sistema auto”. (Tratto da www.carrozzeria.it).

La conoscenza dei molteplici aspetti di questa vicenda è probabilmente poco nota.

Ma chi si occupa di assicurazioni deve, prima di tutto, essere ben conscio del fatto che l’attività dei carrozzieri è connessa anche a quella dei periti assiucaritvi. Le manovre messe in atto dalle imprese assicuratrici potrebbero interessare anche la figura del perito assicurativo, sempre più estromesso dal suo ruolo di esperto della autoriparazione, anzi, in molte realtà, considerato come lo “stuoino” delle compagnie.

Così si rischia che le imprese assicuratrici possano, attraverso clausole contrattuali, arrivare al risultato di controllare il mercato delle autoriparazioni, a scapito della qualità del lavoro e a danno dei consumatori. Anche le nostre associazioni dovrebbero mobilitarsi sulla qestione. La minaccia è la concentrazione del potere decisonale esclusivamente nelle mani delle imprese assicuratrici, che per molti aspetti già lo esercitano in modo dispotico.

Mondo Perito

Richiesta di adeguamento delle tariffe PP.AA.

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L’Aicis, come da impegno assunto, in una nota del Presidente Mambretti, ha comunicato di aver provveduto ad inoltrare a tutte le imprese di assicurazione abilitate ad operare nei rami RCA e CVT  la comunicazione relativa all’adeguamento delle tariffe dei Periti Assicurativi.

L’Aicis ringrazia tutti i Colleghi che hanno già manifestato la loro adesione all’iniziativa e che hanno in questo modo contribuito attivamente alla sua attuazione.

Per dare maggior sostegno all’istanza di confronto con il mercato assicurativo, per l’adeguamento delle tariffe dei Periti Assicurativi, nelle prossime settimane verrà richiamata l’attenzione sull’iniziativa anche all’ Istituto di Vigilanza e dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

L’Aicis ricorda a tutti i Colleghi che non hanno ancora manifestato la loro adesione, che rimane attiva la possibilità di sottoscrivere la petizione mediante semplice compilazione in tutti i suoi campi del modulo di adesione predisposto attraverso il sito Aicis al seguente link http://www.aicis.it/risorse/iniziativa-adeguamento-tariffe .

Giurisprudenza, Mondo Perito

Incidenti stradali: anche in caso di lesioni il danneggiato ha diritto a copia del verbale senza attese

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Sinistri stradali, copia atti anche in caso di lesioni

Articolo di Stefano Manzelli tratto da ITALIAOGGI
segnalato da  Avv.to RenatoSavoia   http://www.renatosavoia.com/news/visual.php?num=83305

Il soggetto coinvolto in un sinistro stradale ora può ottenere copia dei rilievi dei vigili immediatamente anche in caso di lesioni personali. Resta però necessario il nulla osta della procura nei casi più gravi che dovranno essere sempre tempestivamente segnalati dalla polizia stradale al magistrato.

Lo ha ribadito il procuratore della repubblica di Prato con la circolare n. 109 del 24 gennaio 2013. Per agevolare l’accesso agli atti dei sinistri stradali il magistrato toscano ha diramato istruzioni ad hoc. In pratica tutte le forze di polizia del circondario ora sono autorizzate a rilasciare copia degli atti del sinistro, senza specifico nulla osta, «ancorché in caso di lesioni personali colpose di qualsiasi gravità» e indipendentemente dal decorso dei termini dal fatto o dalla presentazione di querela.

Le uniche eccezioni…

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Mondo Perito

Atti vandalici: il 14% degli italiani ha danneggiato volontariamente un’auto (ovviamente di altri)

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atti vandalici fiancata strisciata   10/04/2013 | Da un’indagine di Direct Line emerge che un italiano su sette ammette di aver commesso atti vandalici su auto, nella maggior parte dei casi strisciando la carrozzeria o spaccando uno specchietto. E in pochi hanno polizze che coprono questi danni

Rabbia e frustrazione si sfogano molto spesso sull’auto. Non sulla propria, ovviamente, ma su quella degli altri, nella maggior parte dei casi come piccole vendette private, sotto forma di strisci alla carrozzeria, rottura specchietti e finestrini, gomme bucate. Da un’inchiesta di Direct Line emerge che il 14% degli italiani dichiara di averlo fatto, ovvero un italiano su sette. il 7% degli intervistati confessa di aver rigato la carrozzeria, ma c’è anche chi ha colpito lo specchietto (3%) o chi ha rotto il tergicristalli (2%). Altri bersagli sono i vetri e le gomme dell’auto (entrambi con l’1%).
Non è una consolazione, ma anche in un paese come il Regno…

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News

RcAuto, mistero sulla sorte delle scatole nere

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Le buone regole di governance si vedono da ciò che accade quando non vengono applicate. È il caso del principio generale che impone ai regulator di effettuare una preventiva analisi costi-benefici delle nuove norme che intendono varare. È addirittura banale ricordarne l’importanza eppure spesso non viene rispettato. In questi giorni l’opinione pubblica è alle prese con il guazzabuglio delle “scatole nere” nella Rc auto, una norma varata dal Parlamento all’inizio del 2012 (e ancora in attesa di essere attuata), allo scopo di ridurre i costi delle coperture assicurative. Il legislatore aveva stabilito che le compagnie avrebbero dovuto praticare una «riduzione significativa» delle tariffe agli automobilisti che accettavano di installare quei dispositivi atti a controllarne lo stile di guida (e a contrastare possibili frodi). Ma non precisò se le assicurazioni dovevano obbligatoriamente offrirli ai loro clienti. È un vincolo, quest’ultimo, che stabilì invece l’Isvap (ex regulator…

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Giurisprudenza, Mondo Perito

Sinistri stradali: quando è possibile rivalersi in caso di incidente.

ImmagineRiportiamo un interessante articolo di Giovanni Calandriello scritto su SicurMOTO.it che riguarda chi circola sulle strade quotidianamente in sella alle due ruote!

Ci si può imbattere in strutture che in teoria dovrebbero difendere il malcapitato motociclista, ma che invece troppo spesso possono rivelarsi delle vere trappole. Nell’articolo vengono riportate alcune misure e distanze delle protezioni e delle  segnalazioni che troviamo sulle strade.

Quando è possibile rivalersi in caso di incidente? Quando l’ente proprietario della straada non può chiedere i danni?

Potete provare ad affrontare buche, crateri, ghiaino, dossi, pozzanghere … addobbando le vostre Gs e affini con protezioni e ruote artigliate atte ad affrontare il più ostico raid africano, dotandole eventualmente anche di un Uzi sul manubrio per annichilire eventuali ciclisti indisciplinati, ma dovete rassegnarvi, sono sempre in agguato ostacoli più coriacei di voi: fabbricati di svariata natura, tralicci di elettrodotti, portali della segnaletica, alberature, pali dell’ illuminazione pubblica, rocce affioranti, cassonetti etc. Trattasi di strutture che se vengono collocate contravvenendo alle più elementari disposizioni di sicurezza possono rendersi pericolose, come è immaginabile, dunque quando sono coinvolte in un sinistro non ti aspetti che l’ente esiga pure di essere indennizzato dalla assicurazione, nonostante la sua negligenza.

In quali contesti l’ente non può chiedere i danni?

Se la struttura contro la quale si va ad impattare rappresenta effettivamente una insidia o un trabocchetto, non evitabile anche assolvendo al dovere di diligente condotta del veicolo. Insomma qualora si riscontri una evidente anomalia. Siamo vittime, non dei danneggianti, quando nel nostro agire è assente l’imprudenza o l’imperizia, infatti è logico che la responsabilità dell’ente gestore viene

meno, in parte, quando il fatto accade per un comportamento colposo dell’utente della strada. In altri termini il carattere di insidia è legato ad ogni situazione di pericolo occulto non prevedibile e qualora le sue conseguenze si fossero potute limitare prestando maggiore cautela, la responsabilità del gestore può essere diminuita proporzionalmente. Per tanto, se abbiamo inciso o divelto con la nostra carena qualche pertica del comune, prima di farla ripristinare a discapito della nostra tasca, è opportuno valutare se sia stata legittimamente collocata in quel maledetto punto ed eventualmente opporsi all’ente contro deducendo, dimostrando di aver noi stessi sofferto un danno (art. 2051 c.c.), evidenziando il nesso di causalità tra il sinistro e l’ostacolo. Attenzione, quando chiediamo i danni al nostro Comune di residenza, anche per una buca, questi può eccepire che l’insidia non sia sconosciuta perché teoricamente dovremmo conoscerla (specie piccoli comuni, se abitiamo ad es. Roma l’estensione territoriale gioca a nostro favore ) e prestare cautela, ciò potrebbe significare concorso di colpa.

E’ soprattutto una questione di distanze, protezioni e segnalazioni.

Gli adempimenti relativi alla segnalazione degli ostacoli sono rintracciabili nel c.d.s., come le caratteristiche dei segnali del resto. Ma per quanto concerne le strutture, che potrebbero essere ancora più pericolose, vanno richiamate fonti esterne al c.d.s. ,pensiamo ai lampioni, devono essere collocati nel modo prescritto dal dettato CEI 64-7 Art 3.6.1 :

“Distanza minima dei sostegni e di ogni altra parte dell’impianto dai limiti della carreggiata, fino ad un’altezza di 6 m dal piano della pavimentazione stradale .

Per strade urbane dotate di marciapiedi con cordonatura: 0,5 m netti

In ogni caso occorre che la posizione del palo sia scelta in modo da assicurare un passaggio della larghezza minima di 0,9 m verso il limite esterno della sede stradale; per i marciapiedi di larghezza insufficiente, il sostegno va installato, per quanto possibile, al limite della sede stradale.

Per strade extraurbane e urbane prive di marciapiedi con cordonatura: 1,4 m netti

Distanze inferiori, previo benestare dell’ente proprietario della strada possono essere adottate nel caso che la configurazione della banchina non consenta il distanziamento sopra indicato; distanze maggiori devono essere adottate nel caso di banchine adibite anche alla sosta dei veicoli.” Fatto salvo il rispetto dei regolamenti locali, gli ostacoli fissi, centrali e laterali entro i 5,00 metri dal ciglio esterno della strada dovrebbero essere protetti da barriere di sicurezza omologate, in ottemperanza al DM 223/92. Da considerare anche che nelle strade extraurbane e nelle strade urbane con velocità di progetto superiore a 70 Km/h, secondo quanto disposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e dalle norme UNI EN 1317, le barriere di sicurezza diventano d’obbligo.

Ovviamente queste sono le misure minime…

… ma chi realizza l’opera, tenendo conto della sicurezza stradale dovrebbe operare considerando, accanto alla celerità di progetto, il volume di traffico, il raggio di curvatura dell’asse stradale, la pendenza della scarpata, l’evidenza dell’ostacolo, l’assorbimento delle barriere… non si dovrebbe certo correre ai ripari con posticce fettucce a bande bianco-rosse ad evidenziare un palo sito ove non dovrebbe stare! Né tantomeno è auspicabile piazzare ex post intorno al lampione una sorta di transenna forgiata dal fabbro del paese, poiché la barriera deve servire a proteggere chiunque, centauri compresi. Attenzione alla installazione, è necessario garantire il margine di deflessione e lo sviluppo lineare minimo previsti dal certificato di omologazione della barriera utilizzata, passaggio pedonale libero di almeno 90 cm per non ostacolare i diversamente abili. Ad ogni modo le alternative per viaggiare in sicurezza ci sarebbero: pali di illuminazione a sicurezza passiva, in accordo alla Norma UNI EN 12767 e guard rail salva motociclisti su tutte le strade. Se quindi ritenete che il danno non sia il risultato della vostra condotta non resta che fotografare la scena, far verbalizzare l’accaduto dalla forze dell’ordina ed eventualmente opporsi all’ente che vi presenta il conto, ma che non ha rispettato le prescrizioni in materia di sicurezza. (Fonte: http://www.sicurmoto.it)

Mondo Perito

RC AUTO CONGELATO IL DECRETO AMMAZZA RISARCIMENTI

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Danno biologico: congelato decreto ammazza risarcimenti
Associazione vittime strada, comunicato 06.04.2013

RC AUTO CONGELATO IL DECRETO AMMAZZA RISARCIMENTI
BALDUZZI APRE ALLE VITTIME DELLA STRADA
PROPOSTA DA AIFVS UNA REVISIONE INTEGRALE DELLE TABELLE DI RISARCIMENTO PER LE LESIONI GRAVI DENUNCIATA DALLA AIFVS LA MANCATA RIDUZIONE DEI PREMI RC AUTO IN DIECI ANNI PER EFFETTO DELLA DIMINUZIONE DEL 40% DEGLI INCIDENTI STRADALI

Il Ministero della Salute ha incontrato la Presidente della AIFVS (Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada) Giuseppa Cassaniti con una delegazione di giuristi ed economisti. Dopo una esposizione tecnica giuridica ed economica sugli effetti impopolari e nefandi per le Vittime della Strada e della Malasanità dello schema di decreto “taglia risarcimenti” per i danni gravi alla persona è stata presa in considerazione la possibilità di congelarne l’approvazione ed apportare una integrale revisione del schema di decreto In particolare è stato proposto da AIFVS di ancorare i valori risarcitori alle tabelle…

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Mondo Perito

il Governo si prepara a varare il decreto “taglia-risarcimenti”

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il Governo si prepara a varare il decreto

04/04/2013 | Se verrà adottata la tabella unica nazionale i risarcimenti dei danni fisici più gravi verranno abbattutti mediamente del 60%. Ma l’Associazione vittime della strada e il Cupsit si oppongono. 

Presto il Governo potrebbe varare il decreto di attuazione della tabella unica nazionale (articolo 138 del Codice delle assicurazioni private) con cui i risarcimenti per i danni più gravi, vale a dire quelli ricompresi nella fascia dal 10% al 100%, verranno abbattuti mediamente del 60%. Contro tale azione del Governo si sono schierati sia l’ Associazione vittime della strada che il Cupsit (Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali), secondo il quale occorre anteporre il diritto alla salute e il suo integrale risarcimento all’utile di bilancio delle Compagnie assicuratrici. La tabella, infatti, viene reputata dal Cupsit non corrispondente alla realtà biologica: il valore pecuniario da attribuire a ogni singolo punto di invalidità è del tutto inadeguato a risarcire equamente il danno ad un…

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Attualità, Mondo Perito

Ma quanto costano i ricambi?

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ricambi parco

04/04/2013 | Sul numero di aprile di “Quattroruote” è stata presentata un’interessante indagine riguardo al costo esorbitante di alcuni pezzi di ricambio, soprattutto se si confronta lo stesso pezzo ma di marchi diversi

Partendo dalla lamentela di un lettore, il mensile ha analizzato il costo di vendita dei principali pezzi di ricambio delle automobili, giungendo a conclusioni piuttosto scontate per chi lavora nel settore, ma che fa comunque un certo effetto vedere nero su bianco: sebbene infatti nella maggior parte dei casi si tratti di parti in plastica all’apparenza semplici e basilari, il loro costo può raggiungere anche diverse centinaia di euro e, soprattutto, può variare notevolmente da un modello di automobile ad un altro.

Un esempio eclatante che la rivista ci propone è lo spoiler, che per una Renault Clio II costa 50 euro, mentre per una Toyota Rav4 III raggiunge i 1.130 euro (listino al pubblico); per rimanere su…

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Attualità

Italia scandalo tabella taglia risarcimento dei danni alla persona. Il Presidente Napolitano ” non firmi il decreto”

Dallo sportello dei diritti di Giovanni d’Agata

Sta per arrivare l’ultimo colpo di coda del governo Monti delle lobby. L’ennesimo favore ai poteri forti, in particolare delle assicurazioni, sta per essere perpetrato attraverso il Dpr che ridicolizza i valori del risarcimento delle vittime della strada e della malasanità che hanno subito lesioni gravi o gravissime. La nuova tabella “ammazza risarcimenti” è pronta. Napolitano non firmi, altrimenti sarà complice di uno scempio perché “la vita umana non è un affare corrente!”

Basta davvero! È una vergogna da portare all’attenzione delle istituzioni europee cui ci rivolgiamo per intervenire sin da subito con un richiamo a quelle nazionali.
Sta per arrivare entro la settimana prossima, infatti, secondo fonti accreditate, l’approvazione del decreto taglia risarcimenti per le vittime di incidenti stradali e della malasanità con una tabella medico-legale e una di valutazione monetaria per le lesioni gravi o gravissime che riduce gli importi risarcitori fino al 60%.
Solo per fare un esempio un giovane di 35 anni che subisce un danno biologico del 50% (perdita totale dell’avambraccio o totale di una mano) è oggi risarcito, come previsto dalle tabelle applicate dal Tribunale di Milano e nella gran parte delle corti italiane, con un ammontare, che include anche il danno morale, da un minimo di € 363.659 fino ad € 454.000 (compresa la personalizzazione).
Con le nuove tabelle tali valori rischiano di dimezzarsi!
La nuova tabella si pone paradossalmente in antitesi con quella approvata dai vari organismi scientifici nel corso degli anni perché ha subìto un coefficiente di abbattimento assolutamente non previsto. Sorprendentemente ciò avviene proprio mentre il Tribunale di Milano ha aggiornato le proprie tabelle considerate sia dalla Cassazione che dal Parlamento (26 ottobre 2011- mozione Pisicchio 428 voti a favore e 6 contrari), come abbiamo più volte segnalato come “Sportello dei Diritti”, quale equo parametro di riferimento nazionale per il risarcimento del danno alla persona.
Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, è l’ennesimo favore ai poteri forti, in particolare delle assicurazioni, che ridicolizza i valori del risarcimento delle vittime della strada e della malasanità che hanno subito lesioni gravi o gravissime. La nuova tabella “ammazza risarcimenti”, infatti, tutela le compagnie assicurative e danneggia le vittime già ferite dai danni subiti.
L’appello dello “Sportello dei Diritti” che riprende quello già lanciato dalle Associazioni delle Vittime della Strada, nel silenzio assordante ed ancora una volta della generalità delle associazioni dei consumatori che siedono al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico incaricato unitamente al Ministero della salute di concerto al Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della giustizia e con l’approvazione del consiglio dei Ministri, alla redazione della nuova tabella, è rivolto a Napolitano affinché non firmi il Decreto e lo rimandi al mittente per una riparametrazione in melius adeguata alle tabelle milanesi, anche perché tecnicamente il governo attuale non ha alcuna legittimazione se non per gli affari correnti, altrimenti il Presidente della Repubblica sarà complice di uno scempio perché “la vita umana non è un affare corrente!” (Fonte: sportellodeidiritti).

Comunicato dal CUPS.IT:  Inviare FAX alla Presidenza della Repubblica.

Le iniziative per contrastare l’entrata in vigore del decreto taglia-risarcimenti proliferano e questo è un bene. Il presidente del Cupis.it riceve dall’amico Marco Bona una Lettera al Presidente della Repubblica che suggerisce di inviare via fax (a firma personale) oltre ai comunicati dell’Associazione Familiari Vittime della Strada. Oggi non c’è stato Consiglio dei Ministri e quindi abbiamo domani e, forse, dopodomani per tempestare i fax del quirinale di comunicati.

Il numero di fax è 06.46993125.

Chi ha a cuore la parte fondante del nostro mestiere  scaldi il fax e si metta al lavoro!

Mobilitatevi e siate uniti in una protesta giusta!

Il presidente del Cupis.it Stefano Mannacio

Attualità

Tagli alle vittime della strada

Allarmante e motivo di sospetto è la tempistica dell’iniziativa del Governo Monti: togliere alle vittime per sostenere sulla loro pelle l’interesse privato delle assicurazioni!

 il Governo Monti varerà il decreto di attuazione della tabella unica nazionale di cui all’art. 138 del Codice delle Assicurazioni Private con cui i risarcimenti per i danni più gravi, vale a dire quelli ricompresi nella fascia dal 10% al 100%, verranno abbattuti mediamente del 60%!

L’Associazione Italiana Familiari Vittime Strada eleva un severo e fortissimo monito a bloccare tale incredibile ed inaudita iniziativa che andrebbe a sconvolgere le aspettative risarcitorie di migliaia di macrolesi che attendono la giusta liquidazione dei pregiudizi, spesso gravissimi, legati agli incidenti stradali e ai casi di malasanità.

Oltre che profondamente ingiusta, tale iniziativa si connota di palese illegittimità in quanto l’esecutivo, che oltretutto dovrebbe circoscrivere la propria azione governativa agli affari correnti di ordinaria amministrazione, non ha più il potere di intervenire sulla questione essendo scaduta la delega di ventiquattro mesi fissata dal Codice delle Assicurazioni Private, all’art. 335, secondo comma, talché alla tardività si aggiungerebbe il contrasto con l’art. 76 della nostra Carta costituzionale, che sancisce che l’esercizio della funzione legislativa può essere delegata all’Esecutivo solo per un tempo limitato.

La Manifesta incostituzionalità di tale decreto è accentuata dal fatto che disciplinerebbe, in patente violazione del fondamentale articolo 3 della Costituzione, in modo diversissimo sotto il profilo monetario situazioni relative a lesioni personali soltanto per via della genesi del fatto illecito.

Si preannunciano gravissime sperequazioni sotto il profilo della retroattività del provvedimento.
Infine è da indicare l’antidemocraticità del provvedimento in questione, ponendosi in netto contrasto con la volontà espressa dal Parlamento il 26 ottobre 2011, che ha votato pienamente la mozione Pisicchio con 248 voti a favore e solo 6 contrari.

Un provvedimento che, per salvaguardare gli interessi delle assicurazioni, vorrebbe mettere da parte anche le indicazioni della Corte di Cassazione (sentenza n. 12408 del 7 giugno 2011) che ha esteso a tutto il territorio nazionale i diffusissimi valori indicati nella Tabella del Tribunale di Milano, frutto di scrupolosa elaborazione ed assiduo aggiornamento.

Un provvedimento deleterio nell’attuale situazione di grave crisi, destinato a comportare per l’Italia gravissime ripercussioni economiche di impoverimento, non solo per chi è costretto a provvedere ai maggiori bisogni creati dallo stato di invalidità permanente, ma anche per lo stesso Stato che in modo irresponsabile favorirebbe la politica del trasferimento all’estero dei maggiori capitali delle Aziende di Assicurazioni e, nel contempo, danneggerebbe i cittadini italiani, costringendoli a sostenere con lo spirito di solidarietà il peso delle ingiustizie.

L’AIFVS chiama le associazioni di vittime e la cittadinanza ad una mobilitazione generale per la difesa dei diritti dei più deboli e contro l’abuso di potere.

Fonte AIFVS 

 

Mondo Perito

Buona Pasqua

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La Pasqua sinonimo di rinascita possa essere per tutti voi l’inizio di un rinnovamento, come la Primavera. Auguri da Luigi Mercurio.

Attualità

Vittoria Assicurazioni: l’Agcm dichiara la non vessatorietà delle clasole sulla cessione del credito

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A pochi giorni dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea che si pronuncia negativamente sugli accordi tra compagnie assicurative e carrozzerie fiduciarie, in Italia l’AGCM va controcorrente.
Gaetano Leanza

25/03/2013 | L’Agcm nega la vessatorietà delle clausole sulla cessione del credito di Vittoria Assicurazioni. Rimangono dunque inascoltate le posizioni di chi, in seguito alla richiesta dell’assicurazione si era rivolto al’Agcm

In Retecar Consorzio, Consorzio Carrozzieri Cesena, Associazione Nazionale Carrozzieri di Confartigianato, CNA servizi per la Comunità Autoriparatori, Casartigiani – insieme a Federcarrozzieri Nazionale, Assoutenti, Associazione Carrozzieri Provinciale di Cagliari, B.D.V. Banca del Veicolo, Consorzio Autoriparatori Pontini, Consorzio Carrozzieri Bresciani, Consorzio Carrozzieri Italiani, Rete Tutela Genova -, Federcarrozzieri nazionale sede di Bologna, Banca del Veicolo di Macerata, due associazioni di consumatori (Adiconsum Latina, Codacons) e due imprese operanti nel settore delle autoriparazioni. tante le segnalazioni e i pareri riguardo la  vessatorietà delle clausole poste in alcuni contratti da Vittoria…

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Mondo Perito

CUPS.IT: “CHIUDERE IVASS E ANTITRUST”. MOBILITAZIONE GENERALE!

Il CUPS.IT (Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani) è da sempre attivo nella lotta per il “diritto al risarcimento”. Tra i suoi obiettivi si propone di promuovere la figura del patrocinatore stragiudiziale, di ricercarne  un quadro di riferimento normativo che porti al suo riconoscimento giuridico nell’ambito della libertà di esercizio, nonché di intraprendere ogni iniziativa utile per promuovere la professione e di collaborare con altre associazioni o federazioni di professionisti non regolamentati da albi e collegi per la soluzione di problemi di comune interesse.

Vi riportiamo di seguito un “interessante comunicato” che vuole evidenziare e segnalare i comportamenti delle autorità di vigilanza e controllo.

 “Il ruolo delle autorità di controllo “indipendenti”  ha ormai raggiunto il capolinea, almeno dopo una attenta osservazione del mercato della RC Auto. Le nomine di carattere politico o “familistico” si sono moltiplicate. Abbiamo l’IVASS che, nel direttorio, ha nominato  un ex consulente dell’Unipol e un altro di provenienza assicurativa. Nell’Antitrust la concorrenza dovrebbe essere garantita da figli di garanti ex consulenti del settore assicurativo.

Abbiamo visto l’ISVAP avallare misure solo favorevoli alle compagnie che, nel corso degli anni hanno:

–              ridotto il risarcimento del danno alla persona;

–              aumentato i premi;

–             precarizzato il diritto all’assistenza di un professionista;

–             smantellato ispettorati sinistri;

–             aumentato il livello di concentrazione tra le imprese;

–              messo in cattiva luce l’attività dei professionisti (patrocinatori stragiudiziali e legali) che operano a   tutela dei diritti del danneggiato;

–             messo in cattiva luce il settore della riparazione indipendente.

A tale vulgata di un organismo di vigilanza che ha esaurito il suo ruolo al centro di un vortice di inchieste giudiziarie, si aggiunge anche quella dell’Antitrust che ha recentemente  pubblicato una indagine conoscitiva sulla RC Auto dove la conoscenza, se così vogliamo definirla, è stata estratta da fonti quasi esclusivamente di natura assicurativa o da associazioni presiedute da fiduciari delle compagnie con risultati sconcertanti.

Infatti, il copioso documento difende in modo fideistico la procedura di risarcimento diretto, nonostante si sia rivelato un inganno di proporzioni colossali, un artifizio utile solo a consentire una gestione più finanziaria che tecnica del delicato processo di accertamento e liquidazione dei danni.

Inoltre, la stessa autorità chiede, in sfregio al principio di terzietà, che le vittime della strada siano curate con medici designati dalle stesse compagnie, raccogliendo una proposta che neppure l’ANIA avrebbe osato avanzare ma che ha prontamente accolto.

Abbiamo visto sempre la stessa Antitrust che, nel pronunciarsi in merito alla non vessatorietà di alcuni contratti assicurativi “capestro” , usa la maldicenza nei confronti di intere categorie di professionisti e imprenditori trasformandola in ipotesi operativa a favore delle compagnie.

Abbiamo visto, sempre a detta degli ineffabili membri dell’Antitrust, che un imprenditore indipendente, non sottomesso alle logiche assicurative e che, soprattutto, produce fatturato, invece di essere elogiato e premiato per tenere in piedi una realtà economica di tutto rispetto, dovrebbe essere privato degli strumenti utili a competere con chi accetta, più o meno liberamente, di lavorare come fiduciario di compagnia.

Di buoi che danno del cornuto all’asino ne abbiamo visti fin troppi, ma d’altra parte abbiamo organizzazioni immobili, associazioni che pensano di organizzare confronti o dialettiche pseudo – accademiche come se vivessimo ancora nei mitici anni 90, altre organizzazioni che pensano di andare alla corte dell’ANIA per essere poi finemente tritate o blandite.

La questione è invece semplice: si vuole eliminare il diritto dal risarcimento per trasformarlo in indennizzo e delegare tutto alla gestione di tre o quattro compagnie parastatali. Guai a chi contrasta tale disegno. Attorno a questa ipotesi da anni lavorano alacremente alcune aziende, a volte travestite da associazioni dei consumatori, altre da medici o da autorità di controllo a seconda dei casi e delle necessità.

Il mondo sta cambiando in fretta e bisogna determinare una chiara distinzione tra chi rispetta il lavoro e i lavoratori e chi non lo fa. Questa è l’unica discriminante seria.

Un invito quindi alla mobilitazione e a non guardare solo il proprio orticello è più che mai necessario.

Al legislatore un invito a chiudere invece questi carrozzoni parastatali che non servono. Si restituisca al Ministero  dello Sviluppo Economico la competenza del della vigilanza e del mercato assicurativo e si faccia invece una legge sulla class action seria che possa dare ai consumatori un potere di equilibrio che ora non hanno”.

Da http://www.cupsit.it

Mondo Perito

Sinistri, nuove regole per i rilievi

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Schermata-12-2456277-alle-19-3.58.37-300x197 D’ora in poi i rilievi dei sinistri stradali effettuati a regola d’arte da vigili polizia e carabinieri dovranno riferirsi alla segnaletica stradale esistente e non più ai tradizionali capisaldi. L’esatta posizione della traccia in questo modo sarà sempre riferibile alle corsie di marcia anche se il manufatto stradale verrà completamente ricostruito.

È questa una delle indicazioni più rivoluzionarie contenute nella norma Uni 11472 del 24 gennaio 2013 dedicata al rilievo degli incidenti stradali e alle sue modalità di esecuzione. Attualmente l’attività di rilievo degli incidenti stradali è libera e fondamentalmente ancorata al concetto della tecnica dei rilievi geometrici relativamente ad alcuni capisaldi come edifici, alberi e altri manufatti stradali. Per una corretta riproduzione della dinamica del sinistro secondo le norme Uni è invece fondamentale partire dalla posizione dei veicoli incidentati rispetto alla segnaletica orizzontale. In buona sostanza siccome una intersezione può essere facilmente trasformata in una rotonda solo adottando il…

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