Curiosità, Ruolo periti assicurativi

Cara #CONSAP ti scrivo un pò..

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Buongiorno.

Tempo fa mi è venuta la strana voglia di scrivere alla CONSAP (Ruolo Periti Assicurativi) per avere alcuni chiarimenti in merito al Ruolo dei Periti evidenziando alcuni aspetti problematici legati sia alla gestione degli incarichi peritali che ai parametri di affidamento degli incarichi peritali.

Per chi non la conoscesse, Consap detiene il ruolo dei Periti Assicurativi abilitati a svolgere, in proprio, l’attività professionale volta all’accertamento e alla stima dei danni alle cose derivanti dalla circolazione, dal furto e dall’incendio dei veicoli a motore o dei natanti soggetti alla disciplina relativa all’assicurazione obbligatoria.

Sulla base delle comunicazioni effettuate dai Periti, Consap assicura l’aggiornamento dei dati (nome e cognome, data di nascita, numero e data di iscrizione, codice fiscale, sedi operative) contenuti nel Ruolo, attraverso un’applicazione web presente sul sito aziendale. Il Ruolo (già Ruolo Nazionale dei Periti Assicurativi ex legge 17.2.1992 n. 166) è stato istituito con Decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209 (Codice delle Assicurazioni) e successivamente disciplinato dal regolamento Isvap (ora Ivass) n. 11 del 3 gennaio 2008, che ha stabilito le procedure di iscrizione, di cancellazione e reiscrizione dei Periti Assicurativi.

Quindi, visto il ruolo che riveste Consap, ho ritenuto opportuno fare alcune domande inerenti la gestione dei Periti, in quanto preoccupato del futuro del ruolo stesso e della condizione di sudditanza che sussiste tra le imprese di Assicurazione ed i Periti che operano per quest’ultime.

Ecco una sintesi della comunicazione (alla fine del testo troverete il file completo e la risposta della Consap):

” Richiesta chiarimenti in ordine al ruolo del Perito Assicurativo..

[…] Non appare chiaro quali siano le modalità di gestione della attività peritale.
Ritengo utile un esempio. Nella provincia di Benevento, in cui risiedo, risultano iscritti 58 periti assicurativi abilitati all’esercizio dell’attività peritale (ultimo dato aggiornato). Ebbene, di questi periti assicurativi solo il 10/15% riceve abitualmente incarichi peritali dalle Compagnie Assicurative ed un altro 10% da Uffici Giudiziari, in minima parte gli incarichi privati. Eppure i numeri, anche se in diminuzione, parlano di almeno 10.000 sinistri annui distribuiti tra città e l’intera provincia di Benevento.

Domando quindi:

1) Come mai si utilizza unicamente il 10% degli iscritti per lo svolgimento di tutte le attività richieste pur in presenza di un numero simile di sinistri da gestire, peraltro, in tempi molto brevi, rispettando i principi di cui agli artt. 148 e 156?

2) Visto l’utilizzo sistematico delle compagnie assicurative di una minima parte dei periti iscritti al R.N.P.A. può tale scelta, così parziale, determinare e/o configurare una mancata terzietà del professionista?

3) Se tutto ciò non risulti anomalo, nel caso in cui la compagnia non interviene nei cinque giorni dalla richiesta di risarcimento per l’accertamento del danno, quali sono i motivi ostativi che non permettono al danneggiato di poter richiedere l’intervento di un qualsiasi tecnico abilitato e iscritto al R.N.P.A. per l’espletamento della perizia e poi veder riconosciuto nelle voci di danno il corrispettivo della parcella?

4) Non sarebbe opportuno lavorare a delle tabelle di riferimento che attestino la parcella del perito?

5) In assenza di nomina peritale da parte dell’Impresa assicuratrice, non sarebbe il caso di istituire un registro di conferimento incarico random” in modo da intervenire in sostituzione dell’Impresa inadempiente che vorrà successivamente regolare la parcella del professionista Vs. tramite.

Ritengo, infatti, che gli articoli 156, 157 e 158 del C.d.A. toccano solo in parte gli aspetti inerenti l’attività di perito assicurativo e lasciano questa figura in una sorta di “limbo” che vede da una parte il perito (definito in gergo fiduciario), vincolato e “sottostimato” dalle compagnie assicurative, mentre dall’altra un perito che non trova un suo ruolo ben definito in un mercato che non risulta assolutamente delineato.

Sarebbe necessario, quindi, un intervento di miglioramento della posizione attuale del perito che rappresenti una figura indipendente e terza. Posizione che al momento non appare affatto certa!”

La risposta della CONSAP si è fatta attendere… ma è arrivata. Non mi resta che chiedere un parere anche all’IVASS (Ex ISVAP) ed anche alle associazioni di categoria.

La comunicazione integrale: Lettera alla CONSAP.

Ecco cosa risponde a tal proposito: Risposta CONSAP.

Lascio a voi le eventuali considerazioni e riflessioni.

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3 pensieri riguardo “Cara #CONSAP ti scrivo un pò..”

  1. Buongiorno Riccardo,
    hai colto nel segno la mia disamina. Con l’abrogazione della ex legge 17.2.1992 n. 166 che inquadrava perfettamente il ruolo del P.A., si è avuta una involuzione della professione.
    Il P.A. dovrebbe operare fuori dal circuito delle Imprese di Assicurazione, per questo ci vorrebbe un Istituto che gestisca totalmente il ruolo e non come semplice elenco. Quello che segnalo non è fantascienza. In Francia, Germania, Svizzera, e in gran parte dell’Europa, la figura del P.A. è al servizio del cittadino consumatore. Appare evidente che da noi, paradossalmente, è al servizio dell’Assicurazione!
    Ti invito a leggere anche questo articolo che ho postato tempo fa. https://luigimercurio.me/2016/04/05/il-perito-assicurativo-quale-responsabilita-professionale/

    Un saluto,
    L.M.

  2. Buongiorno Luigi,
    sono Riccardo da Padova

    Come si può accettare che i dipendenti delle Assicurazioni facciano quello che un perito assicurativo fa per mestiere dopo essersi abilitato superando un esame di stato?
    E come si può accettare che chi è obbligato a pagare un risarcimento sia anche chi stabilisce quanto pagare? Dov’è la terzietà?..o meglio dov’è la serietà??….

    La Consap, mi spiace, ma non muove un dito per voi periti.

    Le iniziative devono partire dalle vostre associazioni di categoria.

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