Giurisprudenza, Risarcimento danni

Nuova condanna per Allianz!

Acquisti una polizza che ti protegga in caso di sinistro.. poi il sinistro accade.. e spuntano “penali, contropenali e penalotte..” Tra un po’ finisce che sei tu a dover risarcire l’assicurazione.. per il disturbo!

Dal blog IlCarrozziere.it un altro bell’articolo che analizza l’ennesima sentenza, questa volta del giudice di pace di Catania. Una pronuncia che ripercorre, ancora una volta, tutti i passi di una stortura che le compagnie assicurative si ostinano a portare avanti ai danni dei consumatori.

Buona lettura e ricordate: #liberidiscegliere si può!

“Condanna per Allianz che penalizza i consumatori.

Una vacanza omaggio per due in una località da sogno o un’auto di lusso magari. Quante volte sono proprio questi i premi di concorsi legati all’acquisto di un pandoro o all’abbonamento ad una rivista. Premi allettanti.

Avete mai acquistato una polizza che promettesse qualcosa di simile?
No, anzi! La polizza assicurativa rc auto, prodotto che siamo obbligati ad avere, non sa proprio cosa siano ricchi premi e cotillon. Così, una volta scelta la compagnia assicurativa, avete davanti una polizza che prevede, se sarete bravi, se vi comporterete bene, se proprio di marachelle non ne combinerete e se davvero lo avrete meritato: uno sconticino!

Sì, sì uno sconticino succulento, una micro percentuale sull’importo complessivo… che però bisognerà guadagnarsi!
Come? Mai trasgredire ad alcuno dei divieti inseriti in polizza:no alla cessione del credito, no ad una carrozzeria di fiducia, no all’assistenza di un legale. Tanti no per un risparmio insignificante.

Così è… solo se glielo permettiamo! Queste imposizioni, queste restrizioni insopportabili sono vessatorie e non possono essere opposte al danneggiato.

A dirlo l’ennesima sentenza, questa volta del giudice di pace di Catania. Una pronuncia che ripercorre, ancora una volta, tutti i passi di una stortura che le compagnie assicurative si ostinano a portare avanti ai danni dei consumatori. Dinanzi all’ennesima penale, ingiustamente applicata dall’Allianz, il giudice, dott. Scuto, ha ribadito come l’obbligo di risarcimento tragga origine dalla legge e non dal contratto esistente tra le parti che costituisce solo un presupposto legittimante.

Il danneggiato che in conseguenza di un sinistro stradale rivolge la richiesta di risarcimento alla propria compagnia assicurativa si vede spesso decurtare gli importi per la presunta violazione delle clausole contenute nel contratto stipulato. La sentenza, invece, ristabilisce nuovamente l’equilibrio tra le parti ed afferma chiaramente che il diritto del terzo danneggiato matura in conseguenza dell’illecito civile subito e non in virtù del contratto assicurativo. L’assicurazione, in questi casi, agisce quale mandataria ovvero quale sostituta della compagnia che garantisce il responsabile civile e, di conseguenza, non può giustificarsi alcuna limitazione nè trasformazione di un rapporto da extracontrattuale a contrattuale al solo scopo di inserire penali illegittime.

La sentenza si sofferma poi anche su altri aspetti perché le clausole, che tanto care sono alle compagnie, risultano inserite in violazione di più norme. La clausola che vieta l’assistenza di un legale viola sia l’art.24 della Costituzione che l’art.33, n.2,lettera t, del D.lgs n.206/2005.

Insomma, casomai ce ne fosse ancora bisogno, le clausole inserite in polizza per limitare i diritti dell’assicurato, sono vessatorie, non solo perché sbilanciano i rapporti tra le parti ma perché costituiscono “un pregiudizio per intere categorie professionali ad esclusivo beneficio dell’assicuratore e un illegittimo pregiudizio al diritto di difesa. Altro che viaggi e concorsi: acquisti una polizza e pur di ottenere un’idea di sconto… poco ci manca che sia tu a dover risarcire loro! Si potrebbe cantare alle compagnie che tanto amano queste clausolette: “caramelle… non ne voglio più”.”

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Attualità

Rca, intesa Allianz-Codacons: alla faccia della difesa dei consumatori!

Fonte: http://www.ilcarrozziere.it

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Prendi l’Ania (l’Associazione delle Assicurazioni) e chiedile: come vuoi cambiare la Rc auto, in materia di risarcimento danni alle cose? Ipotizziamo una risposta dell’Ania articolata in 2 punti.

 1) Obbligo di risarcimento in forma specifica. È la riparazione a spese della Compagnia, nelle carrozzerie da questa indicate. Così l’Assicurazione impone alla carrozzeria convenzionata modi e tempi di lavoro, dirotta il cliente al riparatore convenzionato, e ha tutto sotto controllo.

2) Abolizione della cessione del credito. Oggi, il credito per il danno subìto dall’auto in seguito all’incidente può essere ceduto a un terzo (al carrozziere) dalla vittima del sinistro. Se viene abolita la cessione del credito, non è più il carrozziere a confrontarsi con la Compagnia. Ma l’automobilista.

Cosa dice l’intesa

Ma il desiderio dell’Ania può diventare realtà. Infatti, Allianz Italia e Codacons si sono messe insieme, recita un comunicato stampa, per ridurre i costi della Rc auto. L’accordo è stato stipulato da questi signori: il presidente del Codacons Carlo Rienzi; il vicedirettore Generale di Allianz Italia Fabio Sattler; il responsabile Business Development Attività distributive Raffaele Rasio. Dopo aver letto i seguenti aspetti dell’intesa Allianz-Codacons, sono rimasto allibito. Ecco le condizioni a favore degli aderenti al Codacons:

1) uno sconto del 10% sulla Rc auto e altre garanzie;

2) l’impegno a esperire la conciliazione paritetica;

3) il divieto della cessione del credito;

4) l’utilizzo delle carrozzerie fiduciarie.

Il comunicato dice: “Il prodotto messo a punto da Allianz a favore delle associazioni dei consumatori prevede l’accettazione da parte dell’assicurato di una clausola che vieta la cessione del credito Rc auto, impedendo di fatto lo sviluppo del cosiddetto mercato dei sinistri. Nel caso di sinistro, inoltre, l’assicurato si rivolgerà per le riparazioni dei danni subiti all’autovettura a una delle oltre 1.500 carrozzerie fiduciarie convenzionate con il Gruppo Allianz e capillarmente diffuse su tutto il territorio nazionale”.

Carrozzieri indipendenti estromessi

Al di là del punto 1), che poco interessa, e dell’enfasi del comunicato stesso, trovo la conciliazione paritetica perfino dannosa per l’automobilista. Che dovrebbe rivolgersi a un legale in caso di guai con l’Assicurazione. Ritengo che una commissione composta componenti della Compagnia e del Codacons (che con la Compagnia ha fatto l’intesa) non sia il massimo. Ma sono i punti 3) e 4) a far crollare le braccia, ossia il divieto della cessione del credito e l’utilizzo delle carrozzerie fiduciarie (ossia il risarcimento in forma specifica). In una semplice intesa Allianz-Codacons, si realizza il sogno della Compagnia: il carrozziere indipendente fuori dai piedi, così l’Assicurazione può controllare come quando dove perché quanto risarcire. Il carrozziere indipendente non si scontra più con la Compagnia (non c’è la cessione del credito) e l’Assicurazione ha gioco facile: che cosa ne sa l’automobilista di contratti, diritti, rimborsi, tempi, equi indennizzi, procedure, clausole? Poco o nulla. Il contratto Rca è complesso e delicato, e la procedura per chiedere un equo e rapido risarcimento è articolata, irta di ostacoli. In un colpo solo, l’Assicurazione diventa la regina indiscussa del rimborso, la dittatrice del risarcimento, il sovrano delle date e dell’importo dell’indennizzo.

Una pecorella smarrita

Forse, mi ero sbagliato. Io credevo che Codacons volesse dire “Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori”. Mi ritrovo con il Codacons che fa un’intesa favorevole a un’Assicurazione. Un errore in buona fede. Ma noi siamo qui apposta, per riportare le pecorelle smarrite sulla retta via.

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