Attualità

IL CUPSIT CAMBIA IL SUO TIMONIERE

cupsit

Il mio saluto al Dr. Stefano Mannacio. Un uomo di elevata caratura. Un preziosissimo riferimento per chi, come me, ha intrapreso la professione di patrocinatore stragiudiziale. Difficile sintetizzare in poche parole lo spessore professionale, culturale ed umano dell’amico che ho avuto l’onore di apprezzare in tante occasioni.

Un uomo che ha dato molto alla nostra categoria, un innovatore di grande coraggio. Ha voluto fortemente la nascita di una associazione (il CUPSIT) che si distinguesse dalle altre! Oggi se siamo una professione riconosciuta è grazie anche alla sua opera  perché il CUPSIT si è impegnato in importanti battaglie. Una storia che è possibile ripercorrere anche solo consultando gli articoli pubblicati sul sito dell’associazione, tutt’ora valido riferimento per tutti noi.

Ora l’associazione cambia il proprio timoniere ma si continua nella stessa direzione a fianco del danneggiato, in prima linea contro gli “oligopoli” a tutela dei diritti dell’automobilista e della nostra professione.

Caro Stefano in bocca a lupo per la nuova esperienza.

Di seguito la sua lettera di dimissioni:

Cari Colleghi,

a sei anni di fondazione dal CUPSIT vi annuncio le mie dimissioni.

Avendo assunto il ruolo di responsabile assicurativo di Assoutenti  mantenere il ruolo di presidente costituirebbe un insanabile conflitto di interessi.

Resterò un semplice associato.

Vorrei però brevemente ripercorrere qualche punto saliente della nostra storia.

L’associazione è nata mentre la nostra professione era in balia del rischio concreto che l’attività stragiudiziale fosse assorbita dagli avvocati in esclusiva.

Prima era un comitato composto anche da altre associazioni che poi si sfilarono nel bel mezzo della lotta.

Il CUPSIT, con una attività istituzionale incessante, ha contribuito a conservare il nostro ruolo, che è stato poi potenziato dall’introduzione della legge 4/2013.

Gli attacchi però non erano finiti, e, a gennaio del 2014, durante una riunione a Bologna dove parteciparono oltre 600 persone il CUPSIT ha contribuito alla costituzione della Carta di Bologna e quindi a costruire un quadro solido di alleanze con l’Associazione Familiari Vittime della Strada, Federcarrozzieri, l’Avvocatura, organizzazioni peritali e medici legali.

Abbiamo partecipato, come Carta di Bologna, a oltre dieci audizioni parlamentari, organizzato convegni,  svolto una incessante opera contrasto a tutti i disegni di legge (Cresci Italia, Destinazione Italia, DDL Concorrenza) che volevano impedire l’utilizzo di semplici strumenti operativi come la cessione di credito, offendere le vittime della strada con pesanti decurtazioni per i sinistri recanti lesioni gravi e gravissime, consentire una canalizzazione forzata degli artigiani verso le compagnie assicuratrici.

Siamo intervenuti, con altre associazioni, a fornire elementi conoscitivi per la pronuncia dell’Antitrust che ha demolito clausola Allianz che penalizzava il cliente nel caso si fosse rivolto ad uno studio di infortunistica o un avvocato.

Siamo stati l’unica associazione di patrocinatori a farlo e pensate solo un momento cosa sarebbe successo se l’Antitrust avesse dichiarato legittima quella clausola.

La legge sulla Concorrenza, inoltre, se fosse stato approvata nella sua formulazione originale avrebbe lasciato le Vittime della Strada e gli artigiani in balia delle compagnie.

Ora il danneggiato potrà scegliere il riparatore di fiducia e le tabelle di Milano hanno trovato una loro conferma normativa.

Vi sono delle ombre nella legge e formulazioni fastidiose, ma sappiamo bene quali e quanti fossero gli interessi in gioco.

Sono stati quindi sei anni in cui siamo stati, senza ombra di smentita, l’unica associazione di patrocinatori impegnata istituzionalmente insieme ad una aggregazione articolata e complessa.

Abbiamo anche dato qualche sferzata alla nostra categoria, abbiamo pubblicato pronunce dell’Antitrust relative a studi che rendono le Vittime della Strada vittime di contratti capestro.

Abbiamo inoltre denunciato eccessi di aggressività nell’acquisizione dei mandati.

Abbiamo rifiutato non poche candidature ad iscriversi all’associazione, anche perché non abbiamo mai avuto la volontà di essere cacciatori di tessere ma, al limite, di militanti.

Qualche sciocco si è anche arrabbiato minacciando querele e risarcimenti danni.

Abbiamo forse trattato in modo brusco chi ci chiedeva la tessera, come se la tessera fosse parte di una burocrazia ordinistica verso la quale abbiamo manifestato non poche idiosincrasie.

Pensiamo, in buona sostanza, di aver fatto comprendere che la difesa della categoria deriva anche dalla difesa dei diritti dei nostri clienti, e tra questi diritti c’è anche quello di avvalersi di professionisti validi, esperti e rispettosi dei codici di etica professionale.

Quando tanti anni fa molte associazioni dei consumatori erano schierate con le compagnie e l’avvocatura era distante da noi, ora molte associazioni dei consumatori hanno compreso che vi sono molte punti programmatici in comune e l’avvocatura rispetta la nostra attività, quando è ben svolta.

In sei anni quello che è stato possibile fare, ovvero uscire dall’isolamento, creare una coalizione più grande di noi, dire la nostra a livello istituzionale ed incidere, per quanto possibile, sulla normativa, è stato fatto.

Con l’approvazione della Legge sulla Concorrenza c’è un lavoro di affinamento e di confronto con i regolatori che può trovare accoglimento e condivisione nel consumerismo.

Lascio una associazione che ha prodotto, con pochissime risorse e molti sforzi, risultati che forse non sono stati apprezzati o percepiti dalla massa di patrocinatori abituati a coltivare il proprio orticello.

C’è un direttivo composto da persone valide che, sperando vi sia un momento di calma nel Palazzo, si occuperanno di riannodare un rapporto più organico con gli associati.

Tra la scelta di impegnarci per la difesa dei diritti dei nostri clienti con una frenetica, misurabile e tangibile attività istituzionale e fare organizzare da altri corsi a pagamento, abbiamo optato per la prima opzione e il CUPSIT continuerà a farlo.

Per quanto mi riguarda, l’esperienza consumerista sarà dura, come duro il confronto con altre associazioni dove regnano ancora pregiudizi e posizioni filo-assicurative.

Ora però è il tempo di contribuire a far venire i nodi al pettine anche in quel mondo e l’onore concessomi da Assoutenti è grande da compensare il dispiacere di dover abbandonare un ruolo di responsabilità nell’associazione.

Lascio il testimone a Giampaolo Bizzarri, patrocinatore esperto e che ha svolto in questi anni una frenetica attività politica e istituzionale e conosce bene le dinamiche associative.

Sarà lui, con un direttivo integrato in una fase ancora costituente, a portare l’associazione ad una fase elettorale per radicare il CUPSIT e distinguerlo quale associazione forse elitaria, forse un po’ folle, ma che ha l’ambizione di raccogliere professionisti che hanno ancora il desiderio di sentirsi rappresentati per essere portatori di qualità etiche e deontologiche inattaccabili.

Abbiate quindi simpatia per il CUPSIT, nel suo piccolo ha fatto cose importanti col sostegno di  pochi meritevoli che ci hanno concesso fiducia e di pochissimi che si sono dati operativamente da fare.

Siate appassionati e aggiornatevi costantemente, è l’unico modo per far valere la nostra conoscenza e sentirsi non soli ma parte di una comunità battagliera.

Ci vedremo il 22 novembre a Montecitorio, per chi vorrà partecipare, ad un convegno organizzato dai consumatori sui contratti assicurativi.

Presto il programma e le modalità di iscrizione.

Arrivederci!

Stefano Mannacio

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