Decreto RC Auto: un pacco, doppio pacco…

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Sabato 11 gennaio si è tenuta a Bologna una importante  giornata di lavoro. L’incontro Mobilitazione Decreto Rc Auto ha espresso con forza l’urgenza dell’unione di tutte le categorie per scongiurare la conversione in legge delle misure contenute nel decreto legge 145 del 23 dicembre 2013 “Destinazione Italia” in materia di RC auto. Alle ore 10:00 presso lo  ZanHotel Europa gli organizzatori hanno dato il via ad un convegno che ha visto la notevole ed attenta partecipazione di oltre 600 presenti registrati. A moderare Stefano Mannacio, CUPSIT, che ha introdotto l’intervento di Giuseppa Mastroierni Cassaniti, Presidente Associazione Vittime della Strada:”obiettivo primario è certamente diminuire gli incidenti stradali ma questo risultato richiede non solo una guida responsabile ma anche una maggiore sicurezza delle strade insieme all’efficienza dei mezzi di trasporto”; a seguire Furio Truzzi, Presidente di Assoutenti, che ha sottolineato l’indipendenza dalle lobby assicurative di una associazione impegnata concretamente in questa importante battaglia; Davide Galli della Federcarrozzieri: “abbassare i costi di riparazione significa mettere a repentaglio la sicurezza di tutti”. L’intervento di Claudio Cangialosi, SICURAUTO, ha visto la significativa proiezione di un video a dimostrazione delle conseguenze di una riparazione non eseguita a regola d’arte; l’avv. Fabio Quadri Presidente UNARCA, ha sottolineato l’impegno profuso in questa direzione sin dal 1994 proprio nel tentativo di evitare interventi legislativi di questo tipo. E’ stata poi la volta dell’ avv. Settimio Catalisano, delegato OUA Roma, il quale ha evidenziato come siano in atto da lungo tempo tentativi volti ad eliminare categorie di tutela, rintracciando di volta in volta i “presunti colpevoli” :avvocati, medici legali ed ora carrozzieri. Le assicurazioni sono così divenute custodi dei diritti dei consumatori! Si è fatta passare come urgente una manovra che dell’urgenza non possiede alcun aspetto;Per Roberto Barbarino, fondatore MOBAST!: “una legge che favorisce unicamente le assicurazioni, le cifre dimostrano come le truffe siano unicamente ipotesi volte a mascherare questo tipo di interventi legislativi”; Raffaele Zinno, segretario Sismla: “proseguendo così si arriverà all’aberrante negazione della malattia anche se ”; l’avv. Angelo Massimo Perrini, delegato OUA Torino, attraverso una disamina chiara ed incisiva dei punti deboli del pacchetto approvato ha posto importanti interrogativi anche riguardo alle problematiche conseguenti all’uso della scatola nera ed alla tutela della privacy dei relativi dati. E’ a questo punto che è intervenuta la provocatoria proposta di Davide Galli: ”consegniamo le chiavi delle nostre attività a Renzi come segno tangibile delle nostre difficoltà”. E’ stata poi la volta dei politici presenti in sala. Cristina Bargero (PD) ha esordito tentando di sottolineare gli aspetti positivi del decreto approvato e si è trovata così dinanzi una platea accesa e contestatrice alla quale non è riuscita a far fronte. Sulla scia dell’animata discussione gli interventi successivi hanno decisamente cambiato tono e tutti hanno  dichiarato la totale disponibilità ad intervenire presentando emendamenti ed aprendo la strada ad un dialogo volto ad esorcizzare il pericolo paventato. In tal senso gli interventi successivi di Daniele Gaetano Borioli (PD) – Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni, Paolo Russo(FI) – Commissione Agricoltura,  Andrea Colletti (M5S) – Commissione Giustizia, Marco Di Stefano (PD) – Commissione Finanze, Nicola Nascosti consigliere regione Toscana (FI), Gaetano La Legname, collaboratore di Ivan Catalano (M5S) Commissione Trasporti alla Camera e in collegamento telefonico Altero Matteoli (FI) – Presidente Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni. L’intervento di Andrea Colletti (M5S)rimasto sino al termine dell’incontro, va detto, è stato caratterizzato da applausi interminabili in particolare quando ha dichiarato: “L’art. 8 fa schifo e va tolto. Le Compagnie sono fameliche e nessuno interviene perché  a destra hanno Fonsai, a sinistra Unipol, e poi tutti hanno il cuore in Generali. Va fatto un emendamento e tolto l’articolo 8 e rimosso. Io proponevo di andare da Renzi con il carro attrezzi!”. L’avv. Matteo Mion, Libero, si è interrogato sulla minore portata mediatica delle vittime della strada imputando alla eccessiva frammentazione delle associazioni ed in generale dei portatori di questi interessi la difficoltà nel farsi ascoltare. L’unione in questa battaglia può essere certamente l’arma vincente. In chiusura i numerosi consorzi presenti, tra i quali la combattiva e fiera Annamaria Gandolfi, che hanno ribadito la necessità di combattere insieme e adesso contro una normativa che rischia davvero di travolgere tutti! Stefano Mannacio ha infine auspicato: ”più mercato, più diritti e più concorrenza, parte da oggi un tavolo che chiederà l’abolizione dell’art. 8”. Una giornata illuminante con numerosi interventi tutti caratterizzati da precisione, efficacia ed ottima capacità di sintesi. Sono state illustrate le innumerevoli problematiche connesse alla conversione del decreto 145/2013. L’analisi ha riguardato tutti gli effetti di una normativa che ricadrà, tra le atre cose, sulla sicurezza di ognuno andando a minare i diritti  di tutti a vantaggio esclusivo degli ormai tre gruppi assicurativi del mercato RC Auto. L’operazione di marketing ha lanciato il decreto come salva truffe che porrà fine all’annosa spina dei falsi sinistri. Peccato che i dati dicano tutt’altro. Il numero dei sinistri è in calo mentre fa clamore il record di utili (circa 1.800.000.000 di euro) che le imprese assicuratrici conseguono nel ramo RC Auto soprattutto se confrontato con la crisi dei diciassette mila artigiani carrozzieri. In questo quadro il soggetto principale, le Vittime della Strada, vengono colpite duramente riducendo di fatto  i valori dei risarcimenti per le lesioni gravi e gravissime, riducendo, di conseguenza, il valore stesso che il legislatore assegna alla vita umana. Il Governo pretende di disciplinare per decreto l’attività medico legale imponendo così, di fatto,al medico di non tenere più conto di quanto vede, ma solamente di quanto possa essere oggettivamente dimostrabile attraverso referti di esami diagnostici. Ma le note salienti non si fermano qui. A rendere “allettante ” la normativa agli occhi degli ignari consumatori l’ipotesi sconto. In realtà, sotto le mentite spoglie dello sconto si cela un palese ricatto: rinunciare ai propri diritti in cambio della riduzione di un premio assicurativo obbligatorio tra i più alti in Europa! Il Decreto appare in tal senso fortemente sbilanciato, lesivo dei diritti dei consumatori, portatore di incoerenti restrizioni alla concorrenza e foriero di innumerevoli problematiche ulteriori. Insomma un pacchetto normativo mal confezionato che ha il sapore di un pacco, doppio pacco e contropaccotto!

di Elena Bove 

 

Per maggiori informazioni www.mobilitazionedecretorcauto.it

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