Faraone Tutankhamon: la prima vittima di sinistro stradale?

Tomba-di-Tutankhamon-09-217x300Cadde dal suo carro egizio e fu travolto da un altro carro. Sarebbe avvenuto così il primo incidente stradale documentato dalla storia.

Sembra essere questa l’ultima novità dagli studi emersi sulla mummia del giovane faraone, vissuto e morto mille e trecento anni prima di Cristo. A quanto pare le precedenti ipotesi che andavano dall’avvelenamento alla morte per malaria sarebbero inattendibili. Alla luce delle recenti rivelazioni l’ipotesi più accreditata in precedenza, cioè che il faraone Tutankhamon sarebbe stato  colpito da una mazza alla base del cranio, sarebbe così, di fatto scartata.  Infatti, Il faraone morì a causa di un incidente (stradale): travolto da un carro, trainato al galoppo da due cavalli, mentre probabilmente si trovava a terra in quanto caduto dal suo carro durante un combattimento.

L’ultima tesi sulle ragioni della morte del più famoso dei faraoni è sostenuta da un consistente gruppo di studiosi inglesi, guidati dal dott. Chris Naunton, che hanno applicato ai resti del faraone le moderne tecnologie forensi, le stesse che si utilizzano oggi per la risoluzione per i delitti più complessi. Gli esami eseguiti sui resti di Tutankhamon hanno evidenziato lesioni compatibili con l’impatto contro la ruota di un carro mentre si trovava in ginocchio: un’autopsia successiva alla morte, l’ennesima a dire la verità sulla tragica morte del giovane faraone.

Continua il dott. Naunton, che con la sua morte non c’entrano le bruciature trovate sulla mummia ma il frutto di qualche errore nell’imbalsamazione: “La combustione sarebbe dovuta a un processo di imbalsamazione un po’ pasticciato, nel quale gli oli e le resine usate, miscelati all’ossigeno e al lino delle bende, hanno «cotto» la pelle del faraone dopo la sepoltura. Questo spiegherebbe le difficoltà incontrate da Howard Carter, che scoprì la tomba il 22 novembre del 1922, nell’estrarre il corpo dall’ultimo sarcofago: era così incollato dalle resine alle pareti che nemmeno un improvvisato riscaldamento a temperature molto elevate permise di rimuoverlo. Carter fu costretto a fare ricorso a leve e scalpelli, danneggiando non poco la mummia.”

“Tutankhamon è uno dei Faraoni più studiati, eppure è incredibile quanti elementi siano stati trascurati nel corso degli anni”, ha commentato Naunton. “Credo che il nostro progetto dimostri quanto ci sia da imparare sui tempi antichi, e ne impareremo anche in futuro, ma il nostro studio ci ha permesso di fare un grande passo in avanti nella comprensione di come è finita la vita di Tutankhamon.”

La teoria dell’omicidio colposo o di eventuali congiure a palazzo, non paiono quindi credibili agli studiosi inglesi. Gli studi appena esposti chiariscono finalmente  la reale dinamica della morte del giovane faraone spostando così indietro le lancette del primo incidente stradale noto della storia.

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