Ruolo periti assicurativi

Risarcimento diretto: cosa non va e come difendersi?

3042_incidente2Dal 1 febbraio del 2007 è in vigore la normativa del risarcimento diretto.

Si tratta di un cambiamento epocale per le abitudini degli assicurati italiani.

Infatti, recitava così uno degli slogan adottati per la campagna di promozione dell’ indennizzo o risarcimento diretto: “Finalmente ora si potrà chiedere il risarcimento alla propria compagnia di assicurazione, senza dover lottare con la compagnia di assicurazione dell’altro soggetto coinvolto nel sinistro”.

Ma nessuno ha spiegato che, la propria compagnia di assicurazione si sostituisce a quella di controparte e paga il sinistro che il proprio assicurato ha subito per poi farsi rimborsare da quella del responsabile. Rimborso cosiddetto forfettario, vale a dire che non ricava quanto effettivamente paga.

Infatti, se la nostra compagnia paga un sinistro stradale, ad esempio, euro cinquemila, quella del responsabile rimborsa/compensa solo poco più di euro duemila (il cosiddetto rimborso forfettario). Saldo negativo circa euro tremila. Viceversa, se la nostra compagnia paga euro mille, quella del responsabile rimborsa/compensa sempre circa euro duemila. Saldo positivo di euro mille.

Stranamente, i danni piccoli vengono pagati ed anche velocemente: ad esempio, il danno materiale di euro settecento/ottocento con “CAI a doppia firma”, viene pagato in pronta liquidazione solitamente dal perito fiduciario e quindi nel giro di venti giorni il danneggiato o la carrozzeria si vede già liquidato il danno, mentre per i sinistri cosiddetti “CAI a monofirma” , accompagnando alla richiesta di risarcimento una dichiarazione testimoniale, la nostra compagnia risarcisce il danno (quelli poco inferiori o uguali ad euro mille) nel giro di cinquanta/sessanta giorni; e, probabilmente, dall’altra parte avviene lo stesso (Attenzione! Anche se si sta aprendo la portiera dell’automobile si rischia di ottenere il risarcimento…). Invece, quando ci si trova in quei casi gravi (si immagini un veicolo che ha subito danni meccanici, ecc.) o complessi (ad esempio con lesioni) i tempi si allungano inesorabilmente.

In definitiva, un cliente che subisce danni di grave entità e danni fisici diventa un “cattivo” cliente per la compagnia.

A questo proposito, vi segnaliamo di cliccare sul seguente link http://www.indennizzodiretto.it/indennizzo-diretto.html.

Mentre qui trovate il link per firmare la petizione “ABOLIAMO la procedura di Indennizzo Diretto”: http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2013N45311.

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2 pensieri riguardo “Risarcimento diretto: cosa non va e come difendersi?”

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