L’assicuratore tutto fare..

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Natale è ormai un vago ricordo, Pasqua sarà presto alle nostre spalle ed il tempo dei facili buonismi è quindi ampiamente trascorso.. Le fatiche assicurative, invece, non conoscono festività e proseguono forsennatamente senza sosta. Multitasking è una parola tanto di moda, riuscire a fare più cose contemporaneamente pare a molti l’unica strada per il successo, per sentirsi “fighi”. L’assicuratore non è certo da meno e pur di stare al passo coi tempi deve aver deciso di tentarle tutte.

Ecco allora che oggi come oggi ci troviamo di fronte ad una figura multiforme. Un assicuratore trasformista, l’assicuratore potremmo dire dai mille volti.

Parliamo per fatti concreti.

Il sinistro si è appena verificato, il danneggiato deposita il modello CAI in agenzia e spera nell’agognato (dovuto) risarcimento. Il tempo trascorre invano ed ecco che il danneggiato/sfiduciato decide di rivolgersi al patrocinatore stragiudiziale per vederci finalmente chiaro. Ecco che improvvisamente il danneggiato riceve una telefonata dall’agenzia presso cui è assicurato. Una lieta novella giunge è pronto un assegno lì in agenzia che attende solo di essere ritirato dal cliente/beneficiario. Troppa la gioia per riflettere, per indagare e l’ignaro danneggiato corre a ritirare quella che ormai gli sembra una “fortuna insperata” quasi calata dall’alto. Assicuratore/Liquidatore. Dunque, pur di consentire un risparmio alla mandante….(o forse anche per il mero gusto di non far pagare gli onorari al patrocinatore??!) ecco che l’intrepido agente veste all’occorrenza i panni del liquidatore, sposta i mobili in agenzia, cambia il completo che indossa, si conferisce un’aria seriosa e meno amichevole ed ecco il gioco è fatto: ecco l’agente liquidatore. Prima figura brillantemente sostituita: risparmio doppio.

Assicuratore/perito: Il sinistro è appena avvenuto, il danneggiato si reca presso l’agenzia con il modello CAI compilato e le indicazioni sulla dinamica del sinistro. Ecco allora che l’agente, presa visione della documentazione, si mostra perplesso, dubbioso, preoccupato.. le espressioni si succedono rapidamente sconcertando non poco il danneggiato/assicurato.. che non si sente affatto rassicurato e s’agita. L’agente inizia così a vestire i panni del consigliere, illustra, a suo dire, la dinamica sinistrosa più consona ad una migliore illustrazione da riportare nel modello CAI, contesta i danni lamentati asserendo che la richiesta del riparatore è certamente esosa e molto al di sopra dei reali interventi di riparazione necessari. Troppi i pezzi da sostituire e gli interventi richiesti, meglio riparare che sostituire, insomma la compagnia non riconoscerà le voci di spesa. In ogni caso c’è sempre la carrozzeria convenzionata: quella sì che effettuerà la riparazione perfetta! In questi casi l’agente ha quindi dovuto indossare le vesti di perito o se si preferisce anche di carrozziere esperto. In ogni caso un ulteriore risparmio per la mandante.

L’agente avvocato/magistrato. Quando accade il sinistro ed il danneggiato/assicurato ha pienamente torto.. l’indefesso agente ha il compito delicato di verificare se il torto lamentato dal cliente è realmente tale. In questi casi, di difficile interpretazione l’agente inizia un’opera ricostruttiva sottile e complessa nella quale tenta di comprendere se la presunzione di concorsualità risulta effettivamente superata o se, invece, è tutt’ora applicabile. E’, quindi, questo il caso in cui l’agente con grande sapienza indossa persino la toga e dirime l’angosciosa questione insorta.

Dunque “signori della Corte”, diremmo se fossimo in un’aula giudiziaria da telefilm americano.. ma la nostra triste realtà è ben distante da quella fantasiosa che tanto ci appassiona. L’attualità ci costringe a scontrarci, è proprio il caso di dire, con la tortuosa realtà. Quella di un sistema assicurativo che fagocita tutte le professionalità in nome esclusivamente di quello che mio nonno chiamava “il Dio danaro”.

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