IL VALORE ANTESINISTRO. APPUNTI CONDIVISI.

cache_2419400966 (1)Oggi pubblichiamo e condividiamo un articolo dell’esperto Roberto Barbarino che, qualche mese fa, proponeva ed avviava uno studio condiviso con l’obiettivo finale di raccogliere più elementi possibili per la giusta determinazione del valore antesinistro di un veicolo.

Premessa

Il presente articolo ha come base alcuni appunti/memo redatti ai soli fini personali. Nel Marzo 2014 ho inteso condividerli ed ho ricevuto i feedback sottostanti. Spero che apprezziate il nostro comune sforzo. Il file originale è qui.

APPUNTI SUL VALORE ANTESINISTRO DI UN VEICOLO

Il valore antesinistro di un veicolo è dato dal valore di mercato che lo stesso ha al momento del sinistro. Tale valore è basato su parametri ben definiti:

Eurotax, Quattroruote ed Il Volante.

Tali listini, a loro dire, non fanno altro che monitorare il mercato e riportare i valori medi di acquisto e di vendita. Tale monitoraggio, però, si limita agli ultimi 9 anni e, pertanto, NON si potrà conoscere dagli stessi un valore antesinistro di veicoli più anziani.

– modello e versione del veicolo stesso;
– allestimenti particolari;
– numero di proprietari;
– km percorsi;
– stato d’uso generale;
– età (anagrafica) del veicolo.

Ancor oggi, forse per comodità o forse per una posizione di mercato ormai acquisita, gli operatori del settore (venditori d’auto, periti assicurativi) basano le loro quotazioni su mercuriali quali.

La mia personale esperienza nonché la necessità di conoscere in modo più approfondito il mercato che mi circonda mi ha portato a redigere il presente vademecum al fine di meglio orientarmi in tale mondo.

In primis bisogna dire che, ad oggi, esistono metodi di rilevamento del mercato SICURAMENTE più affidabili dei suddetti mercuriali e, tra l’altro, gratuiti.

Si parte dai giornalini locali in cui vari rivenditori pubblicizzano il loro parco di autovetture usate per finire, poi, ad internet (auto-moto.ebay.it, motori.alice.it, http://www.car4you.it, http://www.autosupermarket.it, http://www.shoppingcar.it) basta ricercare “automobili usate”.

Ora, questa varietà di informazioni unitamente alla maggiore quantità delle stesse ed ad una selezione “geografica” (da utilizzare senza dubbio www.autoscout24.it) dei veicoli acquistabili permette una maggiore comprensione del valore medio del veicolo in oggetto di valutazione per poi entrare nello specifico dei parametri di cui sopra.

E’ palese, infatti, che un veicolo che ha avuto un solo proprietario abbia un valore maggiore di uno analogo con più passaggi di proprietà; analogamente un veicolo con pochi chilometri percorsi può sì essere “anagraficamente” vecchio ma di certo non lo è dal punto di vista meccanico!

Pertanto, partendo da questi presupposti, sembra assurdo che i vari periti di compagnia “obbediscano” ciecamente ai valori a loro “consigliati” dai vari software di estimo peritale (vedi Genius, Acta et similia) che si vantano di inglobare i listini dei predetti mercuriali.

Visti i commenti aggiungo (per me era implicito) che ai fini risarcitori a tale valore vanno aggiunti gli oneri accessori, il F.R.A.M. oltre che il danno emergente (tassa non goduta et similia).

Appunti e commenti dai social networks.

Gianni Sacrificato Mi permetto di precisare che i prezzi che trovi su Autoscout etc. sono prezzi di richiesta e non dell’effettivo valore di realizzo della vendita che ne identifica il valore. Vero e’ che i valori di quattroruote ed eurotax (lascerei perdere le altre citate)sono medie, ma vengono considerati, per queste medie, i prezzi di vendita con incontri periodici con i concessionari presenti sul territorio. Vero e’ anche che la media va considerata come base di partenza, una vettura di segmento A o B ha una commerciabilità’ e quindi un valore maggiore in Sicilia o in Puglia rispetto al Veneto, così come invece ad esempio una BMW 530 ha un valore molto ridotto al sud, parecchio sotto quattroruote, mentre si riesce a vendere al nord dove è più facile esportarle nei paesi dell’est o in Germania dove c’è mercato per questo tipo di vetture. Nei periodi in cui c’era la rottamazione e non c’erano vincoli di periodo di possesso, vetture del valore di pochi euro venivano vendute a 400/500 euro per poter poi spuntare l’agevolazione di 2.000 euro o più , quindi ad esempio una vettura che oggi vale zero nel periodo 2007 2008 aveva un preciso valore di mercato. Quindi il valore delle varie riviste e’ solo un punto di partenza a cui poi applicare le varie variabili dipendenti che un perito deve profondamente conoscere : invece a volte manca clamorosamente. Io penso che sia piu’ logico partire da queste medie dei prezzi di vendita invece dei prezzi richiesti su Autoscout che poi apposite trattative riducono anche notevolmente.

Felice PastoreQuello che hai messo giù non fa una piega. Ci sarebbe da aggiungere alle tue considerazioni, ineccepibili, un vero e proprio ordine da seguire per dare un serio valore commerciale ad un veicolo. In primis, l,area dove questo veicolo e’ tenuto, ad esempio, un fuoristrada acquisterà più valore se usato in paese collinare o montano che viceversa in zona mare. Ma gli esempi da sviscerare sono tanti, così come se questo veicolo presenta i regolari tagliandi di controllo che sono o meno certificati e periodici, ecc.ecc. poi si potrà dedurre un valore commerciale che risponda alla realtà e non a parametri preordinati senza alcun senso logico, ma istituiti soltanto per far fare cassa alle assicurazioni. La categoria dei P.a. Purtroppo di coro che lavorano per le compagnie di assicurazioni, hanno perso il gusto di fare questo lavoro, e si preoccupano (a torto o ragione) di non perdere il carico di sinistri, fatte le dovute eccezioni, ma sono davvero poche.

Andrea Del Cesta: Un danno dovuto a fatto illecito può essere determinato o in forma specifica, (leggi riparazione a regola d’arte del bene), o per equivalente (leggi valore antesinistro). La valutazione in forma per equivalente è la sostituzione del bene con uno equivalente in modo che sia pronto all’uso. In poche parole il danneggiato deve salire sulla vettura che sia equivalente a quella danneggiata ovvero nel medesimo stato d’uso e dotazione di accessori, metterla in moto e utilizzarla senza sborsare neppure un euro. La valutazione per forma equivalente, (valore antesinistro), deve quindi considerare il valore di riacquisto del bene sul mercato locale, non quello di vendita, e tutte le spese accessorie e amministrative necessarie per utilizzare il veicolo senza sborsare neppure un euro. Quindi deve essere considerata la quota del bollo non goduta, le spese tutte per il trasferimento di proprietà, le spese per il passaggio di assicurazione e il mancato uso di questa nel periodo di fermo, le spese e la perdita di tempo per trovare un veicolo analogo. Inoltre devono essere considerate tutte le spese necessarie per l’alienazione del vecchio veicolo che certamente non possono essere in carico al danneggiato.

LuigiMercurio http://www.studioperitalemercurio.it/attivit%C3%A0-e-servizi/valutazioni-auto-e-moto/parametri-di-valutazione-di-un-veicolo-usato/

Roberto Marino: un buon riferimento si può avere dai prezzi di acquisto dei commercianti. Bisogna aggiungere IVA (avvolte) e spese (aggiudicazione,, mini passaggio, ripristini,trasporto) e margine. http://www.autorola.it/dealer/whatiscarworth.do   www.peritiauto.it

Marco Ambrogiani: Direi che da una “INDAGINE WEB” si riesce ad ottenere il “REALE VALORE ATTUALE DI MERCATO” più che un “VALORE ANTESINISTRO” che, come Del Cesta sottolinea,  nella “VALUTAZIONE A RELITTO” deve indicare spese di surrogazione ed aggiuntive (carro attrezzi , ecc.)

Quando si effettua una perizia assicurativa, dove il sinistro è avvenuto pochi giorni prima, il “REALE VALORE ATTUALE DI MERCATO” sostanzialmente coincide con il “VALORE ANTESINISTRO”, MA con quella MISERIA che pagano le Compagnie (con cui personalmente non lavoro più da anni) mi domando: chi è quel masochista che si mette a fare l’indagine web?

Per il resto, quando la perizia è riferita ad un sinistro avvenuto in passato, come per una C.T.U. od una C.T.P., una “INDAGINE WEB” risulta impossibile in quanto, ovviamente, non sono più disponibili gli annunci dell’epoca; per risalire al “REALE VALORE ANTESINISTRO” occorre, obbligatoriamente, fare un’indagine telefonica presso i vari rivenditori di zona, confidando, più che nella loro memoria, nella reperibilità delle loro fatture emesse.

Michele Campese: Purtroppo un aspetto trascurato è l’utilità del bene.Mi spiego. Per chi va in campagna una macchina familiare dotata di gancio traino, è l’ideale. Non solo, è anche necessario che sia datata per essere meno soggetta a furti. Chi e come si valuta questo valore aggiunto? (utilità del bene) La frase tipica dei colleghi: vanno ancora in giro queste auto? no comment.

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