Mozione rinviata, ecco il resconto

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Riceviamo e di seguito riportiamo il resoconto della seduta in cui si è discussa la risoluzione 7-00060, terminata ieri (12 settembre) alle 14.55 con la decisione del presidente della Commissione Finance VI Capezzone di rinviare la discussione ad altra seduta. Sono emersi numerosi punti di criticità –  anche sul controverso punto b) numero 2 che prevede di incentivare il risaricimento in forma specifica –  che hanno fatto decidere ai partecipanti di ri-approfondire la questione. La mozione, grazie anche alle pressioni esercitate da carrozzieri, confederazini e associazione familiari vittime della strada, è stata dunque rinviata.

Itzhak Yoram GUTGELD (PD), ricapitolando brevemente il contenuto dell’atto di indirizzo, già illustrato nel corso della precedente seduta di Commissione, ricorda come la risoluzione nasca a seguito del dibattito e dell’approvazione, da parte dell’Assemblea della Camera, di alcune mozioni ed una risoluzione relative alla procedura per l’emanazione del decreto del Presidente della Repubblica il quale, in attuazione degli articoli 138 e 139 del Codice delle assicurazioni private, intende definire parametri unici per la quantificazione dei risarcimenti per le menomazioni all’integrità psicofisica. Tali parametri dovrebbero sostituire le tabelle per la quantificazione dell’ammontare dei risarcimenti definiti dal Tribunale di Milano, attualmente utilizzate su tutto il territorio nazionale e che la Corte di cassazione ha valutato come congrue, individuando in esse il parametro di riferimento per il risarcimento dei danni alla persona. A seguito dell’approvazione dei predetti atti di indirizzo da parte della Camera, si è dunque ritenuto di presentare una risoluzione in Commissione su tale tematica, che, al contempo, ampliasse lo spettro dell’azione parlamentare sulle questioni concernenti l’assicurazione RC auto, affrontando anche i problemi relativi all’eccessivo livello dei prezzi delle polizze ed a tutti i diversi fattori che determinano tale livello di prezzo. In questa prospettiva la risoluzione intende tenere conto sia delle esigenze dei cittadini consumatori, sia della necessità di assicurare un risarcimento adeguato ai soggetti danneggiati. A tal fine l’atto di indirizzo interviene sulle tematiche dei danni di morte, sui termini di denuncia del sinistro, sulle modalità di risarcimento in forma specifica, sulla gestione del sistema di contrasto alle frodi nel settore assicurativo, nonché su tutti quegli elementi che possano favorire l’abbattimento del costo delle polizze.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, rileva come i punti principali della risoluzione riguardino la questione delle tabelle per il risarcimento dei danni alla persona, la determinazione dei termini per la denuncia dei sinistri, che può oggettivamente prestarsi ad abusi, nonché la problematica attinente ad una maggiore trasparenza dei costi che determinano il livello dei prezzi delle polizze RC auto. Ritiene invece meno fondamentale la questione, affrontata dall’impegno di cui alla lettera b), numero 2), concernente l’ipotesi di risarcimento in forma specifica, ritenendo che tale meccanismo, qualora non attentamente valutato, potrebbe determinare una compressione dei diritti dei soggetti danneggiati, rischiando di favorire in termini ingiustificati la filiera della riparazione degli autoveicoli.

  Daniele PESCO (M5S), pur riconoscendo l’esistenza del fenomeno delle frodi in danno delle compagnie assicurative, che si ripercuotono, in ultima analisi, in modo negativo su tutti i cittadini, rileva come dalla lettura della risoluzione a prima firma del deputato Gutgeld non appaia con evidente chiarezza la volontà di favorire in prima istanza gli assicurati, anziché le stesse compagnie di assicurazione. In tale contesto fa presente che appare prioritario garantire alle vittime dei sinistri il pieno riconoscimento del risarcimento per il danno biologico subito, tenendo conto anche del fatto che l’intero comparto assicurativo, il quale fornisce tra gli altri, un servizio obbligatorio per gli automobilisti, quale quello della copertura assicurativa RC auto, ha realizzato nel suo complesso, nell’ultimo anno, utili pari a quasi 6 miliardi di euro. 
  Con riferimento agli indirizzi contenuti nella risoluzione, evidenzia come le tabelle risarcitorie elaborate dall’Osservatorio della giustizia civile del Tribunale di Milano costituiscano un riferimento giurisprudenziale imprescindibile, come già deliberato dall’Assemblea della Camera dei deputati nella seduta del 25 giugno 2013, nel corso dell’esame di alcune mozioni e di una risoluzione su tale tematica. 
  Evidenzia, dunque, alcuni elementi di criticità contenuti nella risoluzione presentata, i quali attengono, in primo luogo, alla riduzione dei termini massimi di denuncia del sinistro alle compagnie di assicurazione, prevedendo la modifica di una fonte primaria, come il codice civile, attraverso un decreto attuativo di rango secondario e introducendo un termine di tre mesi che, a suo avviso, appare penalizzare eccessivamente il danneggiato. In secondo luogo evidenzia come l’introduzione di forme di incentivo per il risarcimento in forma specifica da parte delle carrozzerie convenzionate potrebbe avere effetti distorsivi, in quanto potrebbe costringere i soggetti danneggiati ad accettare le condizioni imposte dalle convenzioni stipulate tra le medesime carrozzerie e le compagnie assicurative, comprimendo in tal modo il diritto al risarcimento loro spettante; esprime inoltre forti perplessità sull’introduzione di una eventuale franchigia in materia, sulla cui illegittimità costituzionale si è già espressa la Corte costituzionale. 
  Preannuncia pertanto che il gruppo del Movimento 5 Stelle ha presentato una risoluzione a sua prima firma e che non potrà che esprimere un voto contrario sull’attuale testo della risoluzione in discussione.

  Sebastiano BARBANTI (M5S) ritiene innanzitutto necessario verificare se il Governo disponga ancora della potestà normativa per emanare il decreto del Presidente della Repubblica con il quale si dovrebbero stabilire parametri unici per la quantificazione dei risarcimenti per i danni alla persona. 
  Passando quindi alle questioni di merito sottolinea come la constatazione che l’ammontare complessivo dei risarcimenti nell’ambito del sistema dell’RC auto risulta più elevato in Italia rispetto alla media europea, non comporti l’esigenza di adeguarsi automaticamente agli altri Paesi. Occorre infatti verificare se sussista o meno un nesso diretto tra costo dei risarcimenti e livello dei prezzi, nonché evitare di incidere sui diritti dei soggetti danneggiati, scongiurando il rischio che l’abbassamento del livello dei prezzi delle polizze, che potrebbe forse conseguire da una riduzione del costo dei risarcimenti, sia posto impropriamente a carico delle persone vittime dei sinistri. 
  Ritiene, invece, che per ottenere una riduzione delle polizze RC auto sia piuttosto necessario operare un efficace monitoraggio sui prezzi praticati dalle compagnie ed individuare meccanismi che consentano di collegare con certezza il livello dei risarcimenti con quello dei prezzi. Infatti, in un mercato concorrenziale, il primo elemento per la riduzione dei prezzi in favore dei consumatori è costituito dalla trasparenza che, nel comparto delle assicurazioni RC auto, potrebbe essere garantita attraverso l’istituzione di un osservatorio in materia. 
  Per quanto riguarda le problematiche relative al meccanismo di risarcimento in forma specifica, ritiene che tale strumento potrebbe avere anche effetti positivi, ma che occorrerebbe prevedere la presenza di un perito di parte dell’assicurato il quale ha cagionato il danno, al fine di garantire una effettiva riduzione del costo della riparazione, evitando il rischio che i riparatori convenzionati con le compagnie assicurative possano distorcere surrettiziamente tali costi. Richiama quindi la risoluzione in materia presentata dal suo Gruppo, la quale reca alcune significative differenze rispetto all’atto di indirizzo in discussione, auspicando, comunque, che la Commissione possa procedere nella discussione su tale importante tematica realizzando un lavoro in comune.

 Marco CAUSI (PD) sottolinea innanzitutto come il gruppo del PD sostenga convintamente l’azione riformatrice che la risoluzione in Commissione intende realizzare, evidenziando come uno dei fattori che da molti anni sta incidendo negativamente sulla competitività economica del Paese sia costituito dal più elevato costo dei servizi che si registra in Italia rispetto alle altre economie comparabili alla nostra. In tale contesto la risoluzione rappresenta un contributo rilevante per superare tale problematica. 
  Considera comunque interessanti gli spunti forniti dai deputati Pesco e Barbanti, che invita il presentatore dell’atto di indirizzo ad approfondire, in particolare con riferimento al meccanismo del risarcimento in forma specifica, anche per quanto riguarda l’esigenza di garantire un equilibrio tra riparatori e fornitori indipendenti e riparatori e fornitori convenzionati con le compagnie assicurative. Condivide, infatti, l’esigenza di assicurare la massima trasparenza relativamente ai meccanismi di riduzione dei prezzi delle polizze RC auto.

  Pietro LAFFRANCO (PdL) sottolinea l’opportunità di migliorare e modificare il testo della risoluzione in discussione, dopo aver approfondito maggiormente una serie di questioni meritevoli di attenzione, tra le quali evidenzia, in particolare, la tematica del risarcimento in forma specifica e della coerenza di tale istituto con l’ordinamento giuridico italianononché quella relativa alla riduzione, da 24 a 3 mesi, del termine prescrizionale previsto dall’articolo 2952 del codice civile per la denuncia del sinistro alle compagnie di assicurazioni, che non appare in alcun modo accettabile in questi termini e che, casomai, potrebbe essere fissato in una misura compresa tra 9 e 12 mesi. 
  Per quanto riguarda invece il tema delle tabelle per il risarcimento dei danni alla persona, ritiene necessario evitare di determinare sperequazioni in danno dei soggetti danneggiati, considerando come, vista l’assenza di una vera concorrenza nel settore, non si può sostenere che la riduzione del costo dei risarcimenti possa determinare meccanicamente la riduzione del prezzo delle polizze assicurative. 
  In tale contesto, e con spirito di collaborazione, invita il presentatore a procedere ad una ulteriore verifica dei punti controversi. A tale proposito ricorda che è precipuo compito del Parlamento ascoltare le istanze di tutti i soggetti coinvolti (associazioni delle vittime della strada, compagnie di assicurazione, avvocati e cittadini) per poi trovare una sintesi a vantaggio dell’intera collettività, contemperando tutte le diverse esigenze.

  Giovanni PAGLIA (SEL) esprime una generale condivisione della risoluzione in discussione, la quale mira principalmente a migliorare uno schema di decreto del Presidente della Repubblica che ha sollevato numerose critiche, riportandolo al rispetto di una giurisprudenza, quella del Tribunale di Milano, che viene unanimemente considerata un punto di riferimento per una equa valutazione del danno subìto dai danneggiati per i sinistri stradali. 
  In tale contesto evidenzia come sia imprescindibile ottenere un adeguamento del costo delle polizze nel settore delle assicurazioni RC auto alla media dei Paesi europei che presentano caratteristiche simili al nostro Paese soltanto all’interno di una complessiva riduzione dei costi gravanti sul comparto assicurativo, e non mediante la compressione del diritto al risarcimento del danno nel singolo caso. Nel richiamare l’opportunità di ribadire con forza che lo scopo della risoluzione è un abbassamento dei costi complessivi del comparto assicurativo, ritiene che, in caso contrario, nessuno dei presenti sarebbe interessato a favorire un mero aumento degli utili delle compagnie assicurative.

  Ivan CATALANO (M5S), in qualità di componente della Commissione Trasporti, dichiara di voler fornire alla Commissione un ulteriore spunto di riflessione in ordine alla risoluzione in discussione, evidenziando come il costo della riparazione debba, in primo luogo, corrispondere al prezzo al quale l’officina di riparazione può riuscire a garantisce il ripristino delle condizioni di sicurezza del veicolo coinvolto in un sinistro stradale. 
  Sottolinea, infatti, come la mancanza delle informazioni relative alle specifiche tecniche dei veicoli da parte di chi effettua le riparazioni, nonché un’impropria riduzione dei risarcimenti, potrebbe comportare un problema di sicurezza che si ripercuoterebbe anche sull’intera collettività. 
  In tale contesto formula l’invito a prevedere che, anziché le parti, sia un soggetto terzo a stabilire prezzi e tempi di riparazione del veicolo e che tutti i dati e le informazioni relative alle specifiche tecniche dei veicoli siano messe a disposizione delle carrozzerie, dei proprietari e dei danneggiati, dando a ciascuno di loro la possibilità di controllare che la riparazione sia effettuata non solo a regola d’arte, ma anche con modalità tali da garantire che il veicolo danneggiato possa tornare a circolare in piena sicurezza. Ritiene, quindi, che, una volta stabilito, da parte di un soggetto terzo, il costo minimo per il ripristino della messa in sicurezza del veicolo, un eventuale abbassamento del costo della riparazione potrebbe avvenire facendo leva sul costo orario del carrozziere. 
  Rileva, inoltre, come l’auspicato abbassamento dei costi delle polizze assicurative potrebbe essere ottenuto attraverso una più forte azione di contrasto al fenomeno della contraffazione dei contrassegni di assicurazione, incrociando i dati delle polizze con quelli dei veicoli circolanti e mettendo a disposizione delle forze dell’ordine tali dati, al fine di individuare coloro i quali non si assicurano, contravvenendo, in tal modo, a un obbligo di legge.

  Andrea COLLETTI (M5S) sottolinea una serie di elementi di criticità presenti nella risoluzione in discussione, evidenziando innanzitutto come le nuove tabelle per il risarcimento dei danni alla persona comporterebbero una forte decurtazione dei risarcimenti previsti attualmente sulla base delle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano. 
  Come componente della Commissione Giustizia, e sulla base della sua personale esperienza di avvocato specializzato in casi di mala sanità, sottolinea come la materia oggetto della risoluzione sia stata caratterizzata per diversi anni dalla sussistenza di una grave disparità di trattamento, che configurava il mancato rispetto dell’articolo 3 della Costituzione, tra i danneggiati che subivano danni a causa di sinistri stradali e coloro che subivano danni per altre cause. 
  In tale contesto ricorda che soltanto a seguito del decreto – legge n. 158 del 2012 (cosiddetto «decreto Balduzzi») è stata prevista l’applicazione, per la quantificazione del risarcimento del danno conseguente a responsabilità medica, delle tabelle previste agli articoli 138 e 139 del codice delle assicurazioni di cui al decreto legislativo n. 209 del 2005. 
  Con riferimento alla materia oggetto della risoluzione, fa riferimento a talune vicende giudiziarie che hanno coinvolto, nel recente passato, i vertici dell’ISVAP ed alcuni esponenti politici, sottolineando come in tale ambito sussistano lobbyassicurative molto forti che condizionano le dinamiche relazionali con alcuni partiti.

  Marco CAUSI (PD), con riferimento alle affermazioni del deputato Colletti, respinge con forza ogni insinuazione in merito alle motivazioni sottese all’atto di indirizzo in discussione, chiedendo al Presidente di invitare il collega ad astenersi da considerazioni offensive che stridono con il clima di rispetto e collaborazione che ha sempre caratterizzato i lavori della Commissione Finanze.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, nel ribadire il pieno diritto di tutti i deputati ad intervenire nella discussione, non ritiene che sussista alcun motivo per formulare insinuazioni rivolte a chicchessia, invitando pertanto tutti ad esprimere con serenità la propria opinione.

  Andrea COLLETTI (M5S) segnala come il gruppo del Movimento 5 Stelle abbia recentemente presentato la proposta di legge C. 1063, che intende codificare in un atto legislativo le tabelle elaborate dal Tribunale di Milano, sia per quanto riguarda le lesioni gravi, sia per quanto riguarda le lesioni micropermanenti, sottolineando come le predette tabelle risultino le più congruenti ai fini di una efficace ristoro dei diritti dei soggetti danneggiati. 
  Passando quindi al tema del risarcimento in forma specifica, considera molto pericoloso ricorrere al sistema delle convenzioni tra le officine di riparazione e le compagnie assicurative, in quanto queste ultime dispongono di un potere contrattuale molto più elevato, che condizionerebbe in loro favore l’intero meccanismo. 
  Condivide quindi le considerazioni, espresse dal deputato Catalano, circa l’esigenza di rafforzare prioritariamente i controlli sui fenomeni fraudolenti nel settore delle polizze RC auto, nonché relativamente alla contraffazione dei contrassegni assicurativi, auspicando, più in generale, che sia possibile procedere in una discussione tranquilla e fattiva su tali tematiche.

  Itzhak Yoram GUTGELD (PD) ritiene che la discussione odierna sia risultata molto utile ed abbia fornito numerosi spunti interessanti. In particolare, considera fondamentale l’esigenza, sottolineata dal deputato Barbanti, di assicurare la massima trasparenza sul meccanismo di determinazione dei costi e dei prezzi nel settore delle assicurazioni RC auto, introducendo un sistema chiaro che eviti il ricorso, da parte delle compagnie assicurative, a politiche di sconto spesso opache e discrezionali. In questa prospettiva condivide l’orientamento di lavorare concretamente sull’ipotesi di istituire un osservatorio in materia, nonché di verificare l’introduzione di regole che possano intervenire sulle politiche dei prezzi praticate dalle compagnie stesse. 
  Per quanto riguarda la questione relativa ai termini di denuncia dei sinistri, ritiene che occorra prendere spunto dai sistemi in vigore presso altri Paesi, operando, piuttosto che sulla riduzione dei predetti termini, attraverso forme di disincentivazione delle denunce effettuate con eccessivo ritardo. 
  Su un piano più generale, non considera, viceversa, utile, ai fini della soluzione dei problemi del settore, limitarsi ad affermare che le compagnie assicurative realizzano utili nel mercato delle assicurazioni RC auto, sottolineando come in tale settore operino anche altre categorie di soggetti professionali, le quali tutelano evidentemente, a loro volta, i propri interessi. Invita pertanto tutti ad evitare di assumere posizioni demagogiche inutili, perseguendo invece l’obiettivo di realizzare un lavoro comune che tuteli innanzitutto le vittime dei sinistri e che favorisca al contempo una riduzione dei costi.

  Daniele CAPEZZONE, presidente, in considerazione dell’esigenza di avviare l’esame, in congiunta con la Commissione Bilancio, del disegno di legge C. 1544, di conversione del decreto-legge n. 102 del 2013, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta. 
  Avverte inoltre che gli ulteriori punti all’ordine del giorno della Commissione Finanze, relativi all’esame in sede consultiva del disegno di legge C. 1309 ed alla riunione dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, non saranno svolti.

Fonte: http://www.carrozzeria.it 

 

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