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𝗟’𝗶𝗻𝗰𝗼𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮 (𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮 𝗲𝗹𝗲𝗴𝗮𝗻𝘁𝗲)


Rientro da un breve viaggio, sei ore in auto.
Tempo sufficiente per riflettere su una parola che ultimamente è molto di moda: l’𝗶𝗻𝗰𝗼𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮.
C’è chi si prodiga e lavora per un obiettivo comune.
C’è chi si prodiga e lavora con determinazione per il proprio risultato, mascherato da buone intenzioni.
Poi ci sono i paladini del “noi”, che al primo posto mettono “io”.
Tutti fanno una scelta.
C’è chi parla di etica, ma agisce per interesse.
Chi si riempie la bocca di parole come collaborazione, condivisione, comunità…
Ma alla resa dei conti, contano i numeri. O peggio: solo se stessi.

Strada facendo, ho poi capito che l’incoerenza è una forma “elegante” di opportunismo.
E più è sottile, più è pericolosa.
Per carità, non è sbagliato avere obiettivi. Tutti li abbiamo.
Ma è ipocrita tradire i valori in nome del proprio tornaconto.
E alla lunga, chi osserva… capisce. Sempre.
Il vero valore emerge quando ciò che diciamo e ciò che facciamo camminano insieme.
Quando l’impegno verso gli altri non è solo una frase ad effetto, ma una direzione concreta, in ogni occasione.
Essere coerenti non è facile.
Richiede ascolto, verità, e a volte anche rinunce.
E’ proprio lì che nasce la fiducia. Quella vera.
In un mondo che corre, 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝗿𝗮𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮.
È ciò che ci rende autentici. Credibili. Umani.

LM

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Ci sono modi e modi per dire le cose! Umiltà, rispetto e saggezza

“Chi modera le sue parole possiede la conoscenza, e chi ha lo spirito calmo è un uomo prudente”

In un mondo affollato da parole e idee, spesso dimentichiamo quanto sia fondamentale il modo in cui comunichiamo con gli altri. Le parole hanno il potere di costruire o distruggere, di ispirare o ferire, di unire o dividere. Tra i vari modi di esprimere le nostre opinioni, l’umiltà e il rispetto si elevano come i pilastri fondamentali per una comunicazione sana e costruttiva.

L’umiltà ci ricorda che non siamo onniscienti, che abbiamo ancora tanto da imparare dagli altri e che siamo aperti a considerare nuove prospettive. Essa ci spinge a riconoscere i nostri limiti e a evitare di assumere un atteggiamento presuntuoso nei confronti degli altri. Quando parliamo con umiltà, ci esprimiamo con modestia e gentilezza, evitando di mettere in mostra la nostra superiorità o di sminuire le opinioni altrui.

Il rispetto, d’altra parte, è il fondamento di ogni interazione sociale armoniosa. Significa riconoscere il valore intrinseco di ogni individuo, indipendentemente dalle sue opinioni, credenze o background. Quando comunicando con rispetto, ascoltiamo attivamente gli altri, diamo spazio alle loro opinioni e mostriamo empatia verso le loro esperienze.

Mentre, la saggezza è una virtù preziosa che va oltre la conoscenza intellettuale. Essa abbraccia la capacità di applicare il buon senso, la comprensione e la giusta misura nelle nostre azioni e parole. Nel contesto della comunicazione, la saggezza si manifesta nel saper dire la cosa giusta, al momento giusto, nel modo giusto.

Il problema sorge quando ci dimentichiamo di questi principi e ci lasciamo trascinare dall’impulso di imporre le nostre idee sugli altri, senza considerare le loro prospettive. Questo atteggiamento ostile e chiuso porta solo a divisioni e conflitti.

Dunque, come possiamo applicare l’umiltà, il rispetto e la saggezza nella nostra comunicazione?

Innanzitutto, dovremmo prendere il tempo di ascoltare veramente gli altri senza interrompere o giudicare prematuramente. Cerchiamo di comprendere il loro punto di vista e imparare dalle loro esperienze.

Inoltre, quando esprimiamo le nostre opinioni, facciamolo con delicatezza e misura. Non c’è bisogno di alzare la voce o essere aggressivi per far valere il nostro punto di vista. La pacatezza e l’empatia nella comunicazione ci aiutano a costruire ponti invece di muri.

Impariamo ad accettare le critiche e le opinioni diverse dalle nostre senza prenderle come attacchi personali. Ognuno ha il diritto di esprimere il proprio pensiero, e se rispettiamo questa diversità di vedute, arricchiremo le nostre conoscenze e le nostre relazioni.

Dire la cosa giusta significa esprimere il messaggio appropriato per la situazione specifica. Non si tratta solo di dire ciò che è veritiero, ma anche di considerare le esigenze e le opinioni degli altri. In tal senso, la saggezza ci aiuta a scegliere le parole con attenzione, evitando di offendere o ferire gli altri.

Allo stesso modo, il momento giusto è cruciale nella comunicazione. Impariamo a comprendere quando è opportuno parlare e quando è meglio tacere. Ciò significa rispettare il momento emotivo o il contesto in cui ci troviamo.

Il modo giusto riguarda la forma e il tono della nostra comunicazione. Una giusta comunicazione implica adattarsi al nostro interlocutore e scegliere un linguaggio appropriato. Essere assertivi, ma non aggressivi, dimostrare empatia e comprensione e utilizzare una comunicazione non verbale positiva possono fare la differenza nella ricezione del nostro messaggio.

Per finire..

La comunicazione umile e rispettosa è un dono prezioso che possiamo offrire agli altri e a noi stessi. Essa promuove un dialogo costruttivo e ci aiuta a costruire legami più solidi con le persone che ci circondano. Mentre la saggezza nella comunicazione è un’arte preziosa che richiede un equilibrio tra ciò che diciamo, quando lo diciamo e come lo diciamo. Questa abilità non solo migliora la qualità delle nostre interazioni con gli altri, ma ci rende anche più consapevoli delle sfumature delle relazioni umane. Se coltiviamo la saggezza nel modo in cui comunichiamo, potremo contribuire a creare un mondo in cui le parole siano strumenti di connessione e comprensione, anziché fonte di conflitti e incomprensioni.

Quindi, ricordiamoci sempre che “ci sono modi e modi per dire le cose!”, e che l’umiltà, il rispetto e un pizzico di saggezza sono tra i migliori modi di tutti!