Il contenzioso assicurativo nel comparto R.C. Auto e Natanti dal 2010 al 2016

ivass

L’IVASS ha pubblicato i dati relativi al contenzioso assicurativo nel comparto r.c. auto e natanti per il periodo 2010-2016.

Eccovi il resoconto:

A fine 2016 le cause pendenti, civili e penali in ogni grado di giurisdizione, sono pari a 247.338, in calo del -18,3% sul 2010. Il numero dei sinistri in causa è il 9,8% del totale sinistri denunciati, una percentuale molto elevata rispetto al passato (6,5% la media annua nel 2007-2009).

Le cause civili chiuse nel 2016 sono 156.885 e superano le nuove aperture, pari a 143.845. Sono state chiuse il 41% delle cause gestite (pendenti ad inizio anno più aperte nell’anno) presso Giudici di Pace e il 29% presso Tribunali nonché il 25% delle cause di II grado.

Continua a leggere

Annunci

DANNO BIOLOGICO: LE TABELLE DI MILANO AGGIORNATE AL 2018

76164638 - car crash with police

Milano. Il 14 marzo 2018 l’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano ha pubblicato le nuove tabelle relative al calcolo del danno biologico.

Le Tabelle del Tribunale di Milano, sebbene l’attacco portato nel corso dell’approvazione del #DDLConcorrenza introducendo minime modifiche (#RcAuto, #DannoBiologico: via libera ai tagli dei risarcimentisono ormai considerate lo strumento fondamentale per quantificare il valore economico del danno non patrimoniale.

Il danno biologico. Per danno biologico (danno non patrimoniale) si intende il danno che lede l’integrità psico-fisica del soggetto oppure la lesione grave o la perdita del rapporto parentale del soggetto rimasto vittima del danno medesimo. Leggi Danno a persona

La novità sta nel fatto che da quest’anno, il danno biologico viene distinto in quattro forme:  Continua a leggere

#RcAuto: Responsabilità del gestore della strada o caso fortuito?

22585223 - damaged asphalt pavement road and potholes.

Le insidie stradali sono spesso causa di incidenti stradali dove la responsabilità ricade sull’Ente proprietario in base all’art. 2051 del Codice Civile che sancisce la colpa del custode, se non viene provato il caso fortuito o la responsabilità del conducente del veicolo rimasto vittima del sinistro.

Sulla questione si è espressa la Corte di Cassazione con una recente Sentenza che potrebbe fare molta chiarezza. Continua a leggere

#RcAuto: Le lesioni degli automobilisti

lesioni-cintura-auto_1

Le immagini sono orripilanti, ma l’articolo evidenzia aspetti importanti nel riconoscimento del meccanismo lesivo degli occupanti di un’autovettura che subisce un grave sinistro stradale.

Quali sono state le cause? Il danno fisico è legato ad una o più circostanze? Buona lettura.

Le lesioni degli occupanti di un’autovettura sono condizionate dall’utilizzo e dall’azionamento dei sistemi di ritenuta (cinture di sicurezza, pretensionatori, airbag…). Non è sempre facile riconoscere il meccanismo lesivo, spesso legato a più circostanze, tra le quali si inseriscono il malfunzionamento ed il malposizionamento delle cinture di sicurezza, l’inadeguato assetto posturale dell’occupante, la vicinanza  dall’airbag ed altro.

Continua a leggere

E se l’antieconomicità fosse la tana del lupo?

rottamazione-730x410

Da tempo si insiste nella diffusione di una campagna di informazione settoriale che ci avvisa della vetustà del parco auto italiano.

In un paese che combatte, tra le altre, una lunga battaglia alla crisi economica che tenta di sopravvivere sommergendo e stritolando gli italiani di tasse, imposte e riscossori pronti a tutto si rimprovera agli automobilisti di essere “poco avvezzi” alla sostituzione della propria auto! Strani italiani. Invece di girare a bordo di auto nuove e fiammanti stanno lì attaccati alle vecchie auto come ad una mamma premurosa dalla quale non vogliono mai più separarsi. Ma sarà davvero questa la ragione?

Tralasciamo per un attimo le considerazioni sui casi che riguardano auto oggettivamente mal messe che non rientrano ne’ tra le auto d’epoca ne’ tra una specie di #vintage delle autovetture, ma che sono veri e propri scassoni, poiché in questo caso siamo davanti a veicoli che costituiscono una vera e propria minaccia. Il punto focale riguarda invece le auto che non rientrano in questa categoria, che non mostrano problematiche meccaniche o tantomeno danni alla carrozzeria e che, senza un sinistro, non richiederebbero necessariamente la ROTTAMAZIONE. Auto di questo tipo, ove mai restino coinvolte in un sinistro stradale, soffriranno di una malattia sempre più diffusa: #antieconomicità.

Come tutte le malattie richiede una cura. Il rimedio, implicitamente contenuto in casi di questo genere è: acquistare continuamente autovetture nuove e sostituirle di continuo, altrimenti un giorno potrà capitarvi che la compagnia assicurativa risarcirà il minimo del valore commerciale!

E se l’antieconomicità  fosse davvero la tana del lupo?

Un comodo rifugio dove le assicurazioni possono nascondersi in caso di “pericolo”. Si parla di una fetta cospicua di auto danneggiate in seguito a sinistro stradale, sono in buono stato, accessoriate, ben tenute e con basso chilometraggio. La riparazione di queste auto oscilla, nel senso che si trova nella linea di confine che sta esattamente tra la cifra realmente dovuta e la cifra che la compagnia eviterebbe volentieri di risarcire. Perché? È quello che accade quando gli importi risarcitori salgono e nel calderone delle liquidazioni qualcosa bisognerà pur tagliare?

Un esempio: il proprietario di un veicolo Volkswagen Golf 1.9 dell’anno 2007 acquistata solo quattro mesi prima subendo un sinistro stradale si ammala improvvisamente di antieconomicità. Il tizio credeva che avendo acquistato da poco ad Euro 4.500 + Iva ed avendo un chilometraggio complessivo di circa 80.000 km, il suo veicolo potesse avere un valore ancora vicino alla fattura di acquisto. Invece accade che il perito incaricato dalla compagnia assicurativa, non tiene in nessun conto questi dati e valuta il veicolo in circa Euro 2.000. Sceglie un valore minimo (probabilmente estratto dal suo software), sulle basi di “nonsisaqualeparametro” e non pare assolutamente interessato a valutare stato d’uso, chilometraggio, fattura con costo d’acquisto ed, addirittura, in fase di trattativa con il liquidatore, il proprietario, si sente persino rimproverare sulla eccessiva onerosità del prezzo di acquisto pagato pochi mesi prima. Una specie di suocera che mette becco in tutte le questioni che non la riguardano!

Ma il proprietario non ha per niente torto. Costretto a rivolgersi ad un professionista riesce a dimostrare che quel “valore commerciale” tanto contestato è in media con tanti altri veicoli di eguali caratteristiche.

Un dubbio ulteriore..

La giurisprudenza ha di sovente avallato questo orientamento e viene da pensare che le compagnie, forti di questo “orientamento” si siano fatte promotrici di una sorta di campagna di promozione delle Aziende produttrici di auto. Un ottica diversa ma sono tante altre le aziende che richiedono interventi urgenti e forse sarebbe bene che questi “incentivi” venissero da altri poteri.

E’ proprio il caso di dire che questa volta il proprietario del veicolo danneggiato non ha abboccato all’amo!

Il colpo di frusta nei tamponamenti a bassa velocità esiste o è solo utopia?

Il tema dei danni fisici subiti in un sinistro stradale è sempre di attualità.

Le compagnie assicurative, grazie alla complicità del Governo (vedesi #DdlConcorrenza), puntano al ribasso della tabella per i risarcimenti del danno biologico di “lieve” entità. Ma nel corso degli ultimi decenni numerosi studi documentano come anche nei tamponamenti a bassa velocità si possano comunque sviluppare sul veicolo urtato accelerazioni idonee a trasferire sugli occupanti una quantità di energia potenzialmente lesiva.

A tal proposito, vi proponiamo la lettura di questo interessante articolo dell’Ing. Alberto Sartori riguardante lo studio della biomeccanica del colpo di frusta. Buona lettura.

“Il colpo di frusta nei tamponamenti a bassa velocità.”

“In assenza di danni visibili sui veicoli si possono comunque riscontrare accelerazioni superiori alla soglia lesiva

La biomeccanica del colpo di frusta è uno degli argomenti più controversi del lavoro di un tecnico ricostruttore poiché è complesso quantificare in modo rigoroso le accelerazioni a carico degli occupanti di un veicolo tamponato.
L’obiettivo di questa breve trattazione non è tanto quello di descrivere la fenomenologia medica del colpo di frusta ma di spiegare come, nei tamponamenti a bassa velocità, l’entità dei danni ai veicoli non sia un indicatore affidabile della velocità relativa con cui gli stessi sono arrivati all’urto, né tanto meno delle sollecitazioni a cui sono sottoposti i suoi occupanti.
Quando due veicoli collidono a bassa velocità, la maggior parte delle deformazioni applicate alla struttura dei mezzi sono restituite in forma elastica e solo una quota parte del danno rimane visibile ad occhio nudo. A parità di forza applicata, un veicolo che acquisisce una maggiore accelerazione generalmente sostiene una minore quantità di danni rispetto ad un altro che raggiunge un’accelerazione minore. Se l’energia del veicolo tamponante è impiegata nello sforzo di accelerare in avanti il veicolo tamponato, quest’ultimo infatti assorbirà una minore quantità di energia e, di conseguenza, presenterà minori danni alla sua struttura.
E’ procedura diffusa sostenere la tesi secondo cui, in assenza di danni visibili sul veicolo tamponato, non possa sussistere il nesso causale con le lesioni da colpo di frusta. In realtà, di fronte ad un paraurti che ha mantenuto la propria forma e non ha riportato evidenti segni di frattura, prima di esprimere qualsiasi parere, si deve sempre procedere alla verifica di eventuali deformazioni alle strutture più interne e più rigide del veicolo. Il paraurti è infatti dotato di una certa elasticità e ha tra le sue caratteristiche quella di assorbire urti fino ad una determinata entità, senza riportare fratture o rotture visibili, e di trasferire l’energia residua in eccesso alle strutture sottostanti.
Per quantificare l’accelerazione media a cui è sottoposta la scocca di un veicolo tamponato è necessario prima stimare la velocità di arrivo all’impatto dei mezzi e la successiva variazione di velocità del tamponato (Δv). La curva di accelerazione del baricentro del tamponato, nella durata dell’urto, ha un andamento pressochè sinusoidale e pertanto, ai fini della determinazione di un’ipotetica soglia minima di lesività, è necessario considerare il suo valore massimo (picco), che risulta essere 1.5-2.7 volte più grande di quello medio.
Si ricorda che una parte della letteratura medico-scientifica esclude la sussistenza di lesività da colpo di frusta nel caso in cui la variazione di velocità del veicolo tamponato sia inferiore a 8 km/h ovvero l’accelerazione di picco subita dal capo dell’occupante sia inferiore ai 4 g.
Nel corso degli ultimi decenni numerose ricerche hanno documentato come nei tamponamenti a bassa velocità si possano comunque sviluppare sul veicolo urtato accelerazioni idonee a trasferire sugli occupanti una quantità di energia potenzialmente lesiva. Ad esempio, Panjabi et al. [1] riferiscono che, alla velocità di impatto di 17 km/h, il veicolo tamponato subisce un’accelerazione media di 5 g; Braun et al. [2] confermano che un tamponamento alla velocità di circa 10.5 km/h provoca un’accelerazione di picco di 4.4 g e uno spostamento in avanti di 1.1 metri.
Di seguito sono mostrate le risultanze di una prova di crash condotta su una VW Polo tamponata da una Citroen C2 alla velocità di 15.3 km/h. Di fronte a danni visibili sul veicolo tamponato pressochè nulli, è stato dimostrato che la Citroen C2 ha impresso alla VW Polo, che si trovava ferma, un’accelerazione media di 2 g e di picco di 5.3 g.
Il meccanismo del colpo di frusta si instaura quando il veicolo tamponato viene accelerato in avanti: l’inerzia della testa degli occupanti resiste al movimento del tronco e ruota rapidamente all’indietro con un’accelerazione maggiore di 1.5/2.5 volte rispetto a quella di picco applicata alla scocca del veicolo. Ritornando all’esempio precedente, di fronte ad un tamponamento della VW Polo a 15.3 km/h, è possibile quantificare un’accelerazione impressa sui suoi occupanti compresa tra gli 8 e 13 g.
E’ necessario inoltre precisare che il fattore moltiplicativo dell’accelerazione della testa dipende da una vasta serie di variabili che riguardano la postura degli occupanti al momento dell’urto (rilassati o contratti), le loro caratteristiche fisiologiche (muscolatura, presenza di eventuali patologie), il genere (a parità di condizioni il rischio lesivo per le donne è di 1.5-3 volte superiore rispetto all’uomo), l’utilizzo di dispositivi di ritenuta, la tipologia di sedile e l’altezza del poggiatesta. La posizione della testa rispetto al poggiatesta è infatti un elemento fondamentale per la determinazione della sollecitazione del tratto cervicale della colonna vertebrale: più corto è il tragitto che la testa deve percorrere fino al contatto con il poggiatesta minore sarà l’accelerazione sul rachide cervicale.
Lundell et al. [3] hanno confermato che il rischio di lesione degli occupanti (NIC: neck injury criterion) di un veicolo coinvolto in una collisione a bassa velocità è indipendente dal grado di deformazione dei veicoli stessi e pertanto non può essere un parametro adatto per stabilire l’idoneità lesiva.
Per concludere, la biomeccanica del rachide cervicale è oltremodo complessa e non può essere meramente compresa attraverso una quantificazione sommaria dei danni, un confronto con prove di crash oppure con un software di calcolo, senza introdurre le specificità dei vari soggetti e senza considerare che la forza applicata sul capo degli occupanti di un veicolo tamponato è in ogni caso maggiore di quella applicata alla struttura del veicolo stesso.
[1] Panjabi M, White A, Clinical biomechanics of the spine, Philadelphia: Lippincot 1978
[2] Braun T et al, “Rear-End impact testing with human test subjects”, SAE 2001 World Congress
[3] Lundell et al., “The whips seat –a car seat for improved protection against neck injuries in rear end impacts”, Autoliv., Paper n. 98-S7-O-08

Scarica qui l’indice della tesi effettuata dall’Ing Alberto Sartori a termine del Master di Ingegneria Legale di Firenze, in collaborazione con il medico legale Dott. Franco Zuppichini, e intitolata “Gli impatti a bassa velocità: aspetti biomeccanici e tecniche ricostruttive”.

Scarica qui le slides dell’intervento “Aspetti biomeccanici ed indagini tecniche sul colpo di frusta” effettuato dall’Ing. Sartori Alberto durante il convegno MediaCampus del 15 Aprile 2016 a Zelarino (VE)

Scarica qui la versione pdf del presente articolo.”

Ing. Alberto Sartori – Tecnico ricostruttore di incidenti stradali

DIVIETO DI CESSIONE? CESSIONE ILLEGALE?

cessione.jpg

Si sa! Le Compagnie ci provano sempre..

Ebbene si! Gli attacchi alla libertà di scelta del danneggiato non cessano mai.

Noi non possiamo far finta di nulla!

Forse le Compagnie fingono di non sapere che la cessione del credito è un contratto ad efficacia traslativa immediata tra cedente e cessionario che determina la successione del secondo al primo nel medesimo rapporto obbligatorio o meglio, ritengono possibile circoscriverne l’ambito di applicazione. In un qualsiasi rapporto creditore/debitore la cessione è il valido strumento previsto dal codice civile che tutti conosciamo ma se il debitore è l’assicurazione allora tutto cambia. Questione di prospettive di osservazione?

A quanto pare si!  Basta leggere una delle tante comunicazioni inviate al danneggiato da una nota compagnia assicuratrice nella quale comunica l’intenzione di NON ACCETTARE la cessione di credito sottoscritta a favore del riparatore di fiducia.

Ecco un esempio:

comunicazione-di-diniego-cessione

Ma non finisce qui.. Un’altra nota compagnia assicuratrice addirittura impone il “DIVIETO DI CESSIONE DI CREDITO” inviando comunicazioni al danneggiato cedente del credito al proprio riparatore di fiducia come di seguito:

reiezione-per-divieto-cessione

Ma come? Non si intende accettare la cessione? Vietare la cessione in base alle condizioni di polizza..?

Beh! Sarò diventato ripetitivo, ma appare evidente che forse sfugge qualcosa alle care compagnie… E’ lampante che, nei casi sopra segnalati, ci siano tutte le premesse per affermare la vessatorietà delle clausole inserite nelle condizioni di polizza.

Ricordiamo, innanzitutto, che la cessione del credito è un contratto disciplinato all’art. 1260 del Codice Civile. Il creditore, denominato cedente, trasmette il proprio credito al cessionario. Quest’ultimo avrà l’obbligo di notifica della cessione al debitore che nel nostro caso è la compagnia assicuratrice o direttamente il responsabile civile (colui che ha provocato il danno).

Infine, è bene ricordare quanto stabilito dall’art. 33 del Codice del Consumo: “nel contratto concluso tra il consumatore (nel nostro caso l’assicurato) ed il professionista (cioè l’assicuratore) si considerano “vessatorie” le clausole che, malgrado la buona fede, determinano per il consumatore un significativo squilibrio degli obblighi derivanti dal contratto”. Inoltre, al comma 2 lettera b) recita così: “Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto di: […] escludere o limitare le azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista o di un’altra parte in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento […]”.

Tracciati i confini giuridici sembra di avere finalmente chiaro lo scenario. Torniamo così ad esaminare cosa accade nel mezzo, nella realtà dove tutto appare più “sfumato”.

L’effetto nebbia ci avvolge nuovamente quando il perito, incaricato dalla compagnia, giunto in carrozzeria per assolvere al proprio obbligo/dovere di periziare il veicolo danneggiato, improvvisamente sentenzia : “ma questa cessione potrebbe non essere regolare, non sono sicuro che la compagnia ti pagherà..”

Neppure un timido raggio di sole filtra quando il solerte assicuratore di turno contatta il danneggiato, come se fosse di sua proprietà, e dispensa ansia dicendo: ”ma perché si è rivolto al suo carrozziere, cosa ha fatto, non sa che questa cessione che ha sottoscritto è ILLEGALE?

Accendiamo i fari antinebbia e facciamo nuovamente luce. Dov’è il trucco?

Semplice. Il danneggiato per legge ha diritto all’integrale risarcimento, mentre la compagnia assicuratrice (che vorrebbe vestire i panni di una premurosa amica) ha escogitato una trappola vera e propria per vincolare il danneggiato (volutamente confuso con la figura dell’assicurato) con il solo intento di LIMITARE la sua LIBERTÀ allo scopo di risparmiare sulla riparazione del veicolo ed escludendo, in questo modo, anche alcune voci di danno che sarebbero dovute.

Quindi, cari DANNEGGIATI sappiate che, sia in caso di danneggiamento del vostro veicolo a seguito di SINISTRO STRADALE o sia in caso di danni da atti vandalici o comunque danni coperti da ulteriori garanzie attivate sulla vostra polizza, CEDERE IL CREDITO al riparatore di fiducia è un VOSTRO PIENO DIRITTO.

Forse, a ben vedere, le assicurazioni non guardano male all’istituto cessione del credito in se, non si tratta di una specifica avversione per uno strumento giuridico chiaramente legittimo, forse è più voglia di liberarsi di questa veste che proprio non gli va giù. Sentirsi chiamare debitori è forse proprio questo il vero nodo della questione perché è un termine caratterizzato da una accezione negativa, a loro avviso. Rimanda a qualcuno che ha un debito, una somma da pagare qualcosa di sospeso come una spada di Damocle. Sarà anche per questo che da tempo le assicurazioni spingono per la riparazione in forma specifica è certamente la strategia migliore per liberarsi di questo ruolo sgradito. Decisamente più appetibile quello del creditore come quando c’è da incassare il premio o come nei casi di rivalsa (in continua espansione)..

Quali che siano le reali motivazioni delle compagnie assicurative poco importa, la questione fondamentale è sempre quella di fare chiarezza riportando al centro del rapporto tra assicurazioni e assicurati il requisito principale: l’equilibrio paritario tra diritti e doveri reciproci. Tutto qui.

Danneggiato ricorda che sei LIBERO DI SCEGLIERE!

 

Dal Blog Ilcarrozziere: La liquidazione del sinistro tra Kafka e Ridolini

Un argomento di attualità che sta molto a cuore a chi opera nel settore dell’infortunistica stradale ed, oggi, diventato sempre più articolato: la liquidazione del sinistro!

Ne parla in questo articolo l’Avv. Sonia Monteleone. Buona lettura.

liquidazione_sinistro

“E’ francamente difficile parlare di logica nelle procedure liquidative dei sinistri in RC auto. Si tratta di ”logiche” che negli anni hanno subito trasformazioni non semplici da seguire, comprendere e individuare soprattutto da chi le osserva dall’esterno.

Se l’attenzione delle imprese appare spesso focalizzata sui costi molte sono le storture del sistema che però restano nascoste ai non addetti ai lavori. “Le dinamiche che oggi affrontiamo nel curare una richiesta di risarcimento danni in conseguenza di un sinistro stradale sono sempre più complesse” ci dice Sonia Monteleone , avvocato che si occupa di responsabilità civile assicurativa ” E la difesa deve quindi diventare sempre più tecnica, sia in fase stragiudiziale che in sede processuale. È necessario comprendere appieno tali logiche tenendo presente che il vantaggio per la Compagnia non risiede tanto nel contenimento del contenzioso quanto nel taglio dei risarcimenti o almeno, nel tentare di giustificare in qualche modo una mancata offerta nei rigorosi termini di legge”. In altre parole l’assicuratore oggi appare proteso nell’individuare una più o meno plausibile motivazione per non pagare, come ben sanno i carrozzieri italiani che si sentono dire sempre più spesso, che il sinistro viene respinto magari per asserite incompatibilità “ma tanto lo scriviamo solo per l’Ivass” .

Si comincia con l’aumento esponenziale di escamotage di ogni sorta, che hanno il pratico effetto di rallentare il procedere delle richieste risarcitorie. In alcune aree d’Italia già solo la fase della consegna della CAI può essere un problema, in altre zone addirittura ottenerne in dietro una copia per formulare una richiesta danni sembra un’impresa impossibile, incentivata magari dai rappel che le imprese riconoscono agli agenti che trattengono gli originali.

“L’arma più gettonata è quella della perizia taglia tutto” spiega Monteleone: “Il fiduciario della compagnia perizia il veicolo danneggiato ma il foglio di perizia, quando giunge nelle mani del liquidatore, sembra riguardare addirittura tutt’altro sinistro. Talvolta lo stesso perito deve correre per rispettare i termini e quindi abbozza perizie come si suol dire con ampie riserve. Poi il problema dei valori del veicolo è noto a tutti, soprattutto in considerazione del parco auto che nel nostro paese è sempre più datato, troppo spesso si fanno arbitrarie medie di mercuriali che non si dovrebbero adottare, si utilizzano in modo improprio quotazioni invece da personalizzare. Il peggio però avviene quando al perito viene chiesto di indicare costi orari stravaganti e fuori mercato”.

E’ certamente vero che la perizia eseguita dal fiduciario dell’assicuratore che deve pagare è commissionata e pagata da quest’ultimo ed è una perizia di parte, e a chi lavora per un solo o due clienti non si può certo chiedere di andare contro le indicazioni della committenza. Risulta a Federcarrozzieri ad esempio che un gruppo assicurativo italiano abbia imposto alla rete peritale l’utilizzo esclusivo dei propri software taglia tempi senza possibilità di mediare con i tradizionali preventivatori.

Sarebbe invece auspicabile” chiarisce Sonia Monteleone “procedere, come già da tempo avviene in Francia, effettuando perizie con caratteristiche di terzietà. Questo sì sarebbe un primo passo utile a riequilibrare i diritti di entrambe le parti garantendo, ricordiamo, anche e soprattutto la sicurezza del danneggiato/consumatore”.

Si tratta di auspicio irrealizzabile visto che Ania è assolutamente da sempre contraria ma in attesa che le contraddizioni del sistema portino a una implosione delle criticità “Per giungere sani e salvi all’agognato risarcimento occorre informare, essere trasparenti, fare chiarezza e esigere altrettanto da chi, non dimentichiamolo, non è altro che un debitore. Occorre corrispondenza fitta e costante, senza interruzioni uno scambio continuo di documenti utili a delineare i termini corretti del risarcimento dovuto. Solo così si può, nell’ipotesi di conclamate ingiustizie o di casi di mala gestio, presentare reclami dettagliati e circostanziati alle strutture dedicate e poi all’IVASS. Una causa talvolta rappresenta solo un favore per il debitore.”

Fonte:  Blog ilcarrozziere.it

Il valore della consulenza in ambito stragiudiziale!

consulenza01_new

Vi siete mai chiesti perché le compagnie assicurative hanno tutto l’interesse a gestire direttamente i danni ed “ostruire” quel danneggiato che si affida a professionisti del settore?

La compagnia assicurativa in questo modo aumenta l’utile tenendo bassi i costi dei risarcimenti, nei casi ormai soliti del #RisarcimentoDiretto, aumentando la differenza tra quanto pagherà per il vostro danno e quanto invece, a seguito del regolamento “a forfait” (che disciplina i rapporti tra le diverse compagnie assicurative), riceverà dall’assicurazione del veicolo danneggiante.

Facciamo un paio di esempi.

Esempio 1. In caso di danno materiale subito dal vostro veicolo, in fase di liquidazione vi è stata riconosciuta l’IVA dell’importo periziato dal “fiduciario della compagnia”? Siete stati rimborsati del fermo tecnico? Siete stati informati di avere diritto al rimborso del noleggio di auto sostitutiva per il tempo strettamente necessario per le riparazioni del veicolo incidentato?

Esempio 2. In caso di danno a persona, siete stati informati dell’iter procedurale per ottenere il giusto risarcimento? Sapevate di aver diritto ad una consulenza da parte un medico legale? Avete avuto il rimborso delle spese mediche documentate? Il medico fiduciario della compagnia ha riconosciuto tutti i giorni di diaria giornaliera? In che percentuale? E’ stato calcolato il risarcimento del danno morale? E quello esistenziale?

Siete sicuri di ottenere il giusto risarcimento senza una consulenza professionale?

Da una analisi della sinistrosità degli ultimi anni sia con soli danni materiali che danni fisici è emerso che nella maggior parte dei casi il danneggiato accetta la proposta di liquidazione della compagnia assicurativa senza pensare che spesso vi può essere una differenza notevole tra quanto si ottiene e quanto si potrebbe ottenere con una corretta gestione del sinistro.

Allora perché rinunciare ad un diritto sancito dalla Legge?

Quello che non tutti sanno è che spesso le compagnie assicurative  “giocano” con la procedura di indennizzo diretto (procedura CARD) in vigore dal 1° febbraio 2007. In che senso? La normativa dispone che il danneggiato, in fase stragiudiziale, sia obbligato a rivolgersi alla propria compagnia per ottenere il risarcimento del danno.

Come  affrontano queste disposizioni, concretamente, le assicurazioni?

Cercano di sfruttare a proprio vantaggio la scarsa conoscenza della materia infortunistica dei privati cittadini, non riconoscendo alcune voci di danno o limitando al minimo il risarcimento dovuto. Sempre più spesso accade che le compagnie assicurative tendono ad “isolare” il danneggiato, prospettando pagamenti veloci solo nel caso in cui non ci si rivolga ad un esperto del settore dell’infortunistica stradale patrocinatore stragiudiziale o legale.

Qualcuno vuol togliervi un grande diritto sancito dalla Costituzione Italiana. Quello della libertà di scegliere.

Noi non siamo d’accordo e ci battiamo con il #CUPSIT e le associazioni della #CARTAdiBOLOGNA per far si che i Vostri diritti non vengano calpestati!

Se siete sicuri di aver ottenuto il giusto risarcimento è stato un piacere aver ricevuto la vostra visita.

Se, invece, avete qualche dubbio sul risarcimento ottenuto INFORMATEVI sui Vostri DIRITTI!!!

Link utili:

Carta di Bologna

Cupsit

Federcarrozzieri

Unarca

Nuova condanna per Allianz!

Acquisti una polizza che ti protegga in caso di sinistro.. poi il sinistro accade.. e spuntano “penali, contropenali e penalotte..” Tra un po’ finisce che sei tu a dover risarcire l’assicurazione.. per il disturbo!

Dal blog IlCarrozziere.it un altro bell’articolo che analizza l’ennesima sentenza, questa volta del giudice di pace di Catania. Una pronuncia che ripercorre, ancora una volta, tutti i passi di una stortura che le compagnie assicurative si ostinano a portare avanti ai danni dei consumatori.

Buona lettura e ricordate: #liberidiscegliere si può!

“Condanna per Allianz che penalizza i consumatori.

Una vacanza omaggio per due in una località da sogno o un’auto di lusso magari. Quante volte sono proprio questi i premi di concorsi legati all’acquisto di un pandoro o all’abbonamento ad una rivista. Premi allettanti.

Avete mai acquistato una polizza che promettesse qualcosa di simile?
No, anzi! La polizza assicurativa rc auto, prodotto che siamo obbligati ad avere, non sa proprio cosa siano ricchi premi e cotillon. Così, una volta scelta la compagnia assicurativa, avete davanti una polizza che prevede, se sarete bravi, se vi comporterete bene, se proprio di marachelle non ne combinerete e se davvero lo avrete meritato: uno sconticino!

Sì, sì uno sconticino succulento, una micro percentuale sull’importo complessivo… che però bisognerà guadagnarsi!
Come? Mai trasgredire ad alcuno dei divieti inseriti in polizza:no alla cessione del credito, no ad una carrozzeria di fiducia, no all’assistenza di un legale. Tanti no per un risparmio insignificante.

Così è… solo se glielo permettiamo! Queste imposizioni, queste restrizioni insopportabili sono vessatorie e non possono essere opposte al danneggiato.

A dirlo l’ennesima sentenza, questa volta del giudice di pace di Catania. Una pronuncia che ripercorre, ancora una volta, tutti i passi di una stortura che le compagnie assicurative si ostinano a portare avanti ai danni dei consumatori. Dinanzi all’ennesima penale, ingiustamente applicata dall’Allianz, il giudice, dott. Scuto, ha ribadito come l’obbligo di risarcimento tragga origine dalla legge e non dal contratto esistente tra le parti che costituisce solo un presupposto legittimante.

Il danneggiato che in conseguenza di un sinistro stradale rivolge la richiesta di risarcimento alla propria compagnia assicurativa si vede spesso decurtare gli importi per la presunta violazione delle clausole contenute nel contratto stipulato. La sentenza, invece, ristabilisce nuovamente l’equilibrio tra le parti ed afferma chiaramente che il diritto del terzo danneggiato matura in conseguenza dell’illecito civile subito e non in virtù del contratto assicurativo. L’assicurazione, in questi casi, agisce quale mandataria ovvero quale sostituta della compagnia che garantisce il responsabile civile e, di conseguenza, non può giustificarsi alcuna limitazione nè trasformazione di un rapporto da extracontrattuale a contrattuale al solo scopo di inserire penali illegittime.

La sentenza si sofferma poi anche su altri aspetti perché le clausole, che tanto care sono alle compagnie, risultano inserite in violazione di più norme. La clausola che vieta l’assistenza di un legale viola sia l’art.24 della Costituzione che l’art.33, n.2,lettera t, del D.lgs n.206/2005.

Insomma, casomai ce ne fosse ancora bisogno, le clausole inserite in polizza per limitare i diritti dell’assicurato, sono vessatorie, non solo perché sbilanciano i rapporti tra le parti ma perché costituiscono “un pregiudizio per intere categorie professionali ad esclusivo beneficio dell’assicuratore e un illegittimo pregiudizio al diritto di difesa. Altro che viaggi e concorsi: acquisti una polizza e pur di ottenere un’idea di sconto… poco ci manca che sia tu a dover risarcire loro! Si potrebbe cantare alle compagnie che tanto amano queste clausolette: “caramelle… non ne voglio più”.”

pdf_download
Clicca qui per scaricare la sentenza

Risarcimento Danni: Incidente Stradale? NO alla prima consulenza delle compagnie assicurative: Ecco i perchè…

incidentib

Da oggi abbiamo inserito una nuova categoria denominata “risarcimento danni“, all’interno della quale troverete post, articoli, pensieri, notizie ed approfondimenti in materia di risarcimento danni.

Inauguriamo la categoria con un articolo di un esperto della materia, formidabile professionista e nostro caro amico Roberto Barbarino, Patrocinatore Stragiudiziale & Consulente Informatico.

Di seguito l’articolo tratto da inf0rmat1cAs$icur@zioni di Roberto Barbarino. Buona lettura.

Incidente Stradale? NO alla prima consulenza delle compagnie assicurative: Ecco i perchè…

Solitamente, in caso di incidente stradale, la prima tentazione è quella di telefonare alla propria compagnia assicurativa per sapere cosa fare e come comportarsi.

Questa scelta non gioca a favore dell’ automobilista, perché, ovviamente, l’assicurazione che risarcirà il danno è la stessa con cui si ha il contratto assicurativo, ragion per cui saranno guidate ed istruite ed avranno tutto l’interesse a risparmiare.

Già precedentemente avevo pubblicato un articolo relativo alle nozioni ed alla normativa vigente che terminava così: “… rivolgiti a professionisti del settore !!”

Ci sono svariate ragioni per cui è opportuno rivolgersi ad un Patrocinatore Stragiudiziale, anche per una sola consulenza:

La prima cosa che proporrà la compagnia assicurativa sarà di portare la propria vettura presso una carrozzeria convenzionata. È bene sapere che, in questo caso, la carrozzeria lavora per l’assicurazione, non per voi in quanto tale carrozzeria baratta la convenzione con la compagnia applicando un costo orario inferiore… da qualche parte – quindi – dovrà pur risparmiare !

Personalmente consiglio di rivolgersi ad un carrozziere indipendente, meglio se associato FEDERCARROZZIERI, nel caso non si conosca un carrozziere di propria FIDUCIA.

La compagnia  cercherà di convincervi che, se volete far riparare l’auto da un vostro riparatore di fiducia ci sarà una franchigia od una penale da pagare. FALSO, ovvero illegittimo!

Trattandosi di risarcimento (ovvero di natura extracontrattuale) e non di indennizzo (di natura contrattuale) si ha diritto ad avere il veicolo com’era prima ed a scegliere a chi farlo riparare…. d’altronde il veicolo lo avete comprato voi, mica loro!

Se il veicolo è un po’ datato, è probabile che il danno sia considerato antieconomico. Per danno antieconomico si intende che il costo della riparazione supera il valore dell’auto al giorno del sinistro. Anche in questo caso il professionista, diversamente dal perito incaricato dalla fiduciario della compagnia, cerca il reale prezzo di mercato che porta a determinare un valore del bene solitamente superiore a quello indicato dal perito di compagnia. Quest’aspetto unito alla richiesta di tutti gli “oneri accessori” ed al F.R.A.M., porta a farvi riconoscere un risarcimento superiore a quello inizialmente proposto dalle Compagnie.

Vi sconsiglieranno categoricamente di rivolgervi ad un Patrocinatore Stragiudiziale professionista, facendovi credere che potrebbero farvi perdere del tempo e soprattutto parte della somma risarcita.

I Patrocinatori Stragiudiziali tutelano i diritti dell’automobilista (sia esso assicurato che danneggiato) che spesso vengono dimenticati dalle Compagnie ed agiscono nell’interesse di quest’ultimo.

Relativamente alle perdite di tempo il patrocinatore stragiudiziale tende alla risoluzione rapida di ogni vertenza in quanto non può continuare il proprio operato nella fase giudiziale, a differenza degli avvocati che, trovano nel Processo il loro naturale terreno.

In merito, poi, alle spese di patrocinio sappiate che queste verranno risarcite dalla Compagnia in quanto ogni cittadino gode del DIRITTO DI DIFESA costituzionalmente garantito. Tale diritto è ancor più necessario nei confronti delle Compagnie Assicurative al fine di compensare l’enorme squilibrio esistente fra le parti sul piano tecnico-giuridico.

In conclusione chiedendo consiglio alla propria compagnia su come comportarvi in caso di incidente stradale, chiederete una consulenza recandovi presso un agente che lavora per una Compagnia… Un turbillon di conflitti d’interesse!!

Il primo più vi fa pagare, più guadagna per ogni polizza venduta oltre a voler tenere bassi i danni rimborsati (risarcimenti od indennizzi) in funzione di statistiche annuali S/P e relativi “bonus”.

La seconda – una S.p.A. mica una confraternita! – meno paga i danni (risarcimenti od indennizzi) e maggiormente aumenta i propri utili.

Pensateci bene: se vantate un credito indeterminato nei confronti di una banca vi rivolgereste alla stessa banca per farvi determinare il corretto importo?

Gli attori del sinistro: Il Patrocinatore Stragiudiziale.

patrocinatoreb

Per chi ancora non lo sapesse, per chi ancora ha dubbi su questa figura, ecco un identikit perfetto.

Tratto dalla rubrica “Rosa Sinistro” di carrozzeriaautorizzata di seguito vi riportiamo l’ultimo articolo che stavolta, dopo quello sul perito assicurativo, descive perfettamente la figura del Patrocinatore Stragiudiziale.. Buona lettura

Scena nona. Atto primo: Il patrocinatore stragiudiziale, non é una parolaccia.

Sconosciuta eppure sempre più centrale nel processo risarcitorio, indovina chi? Il Patrocinatore Stragiudiziale

Un sinistro, lo si è detto e ridetto non è certamente esperienza auspicabile. Assodato-il-dato, nasce comunque l’esigenza di saperne quanto più è possibile per tutelarsi al meglio in caso di necessità (stop agli scongiuri!).
Tra le figure che possiamo incontrare ve ne sono alcune che rischiano di essere ancora sconosciute ai più. Proviamo con il vecchio gioco “indovina chi?” (evitando il trito e ritrito “ha i baffi, ha il cappello? E’ John!”)?

Primo indizio: frequentano anche loro i temuti liquidatori che, per par condicio con gli avvocati, non ottengono grossa simpatia. Sono ahimè invisi anche agli avvocati che li conoscono e ne temono la concorrenza. Sono una notevole risorsa per danneggiati ma anche per carrozzieriche beneficiano così di una figura, a volte, più tecnica e più vicina alle esigenze del caso.
Nessuna idea? Siete allo stremo? Vagate nel buio? Vabbè ecco a voi il patrocinatore stragiudiziale: questo sconosciuto! In principio liquidatori ed avvocati fiduciari lo “liquidavano “ perché, a loro dire, sfornito niente poco di meno che: dello ius postulandi (altra curiosa locuzione , lo so).
In pratica, pareva possibile eliminare la temibile categoria emergente (non stupiamoci, ne esistono anche fuori dal Festival sanremese.) semplicemente attribuendo ai soli avvocati il potere di stare in giudizio in sostituzione, nel caso specifico, dei danneggiati. Così non è ma, sono certa, che l’eccezione fosse solo un pour parler perché in effetti la normativa in proposito è chiara!

Il patrocinatore stragiudiziale è una figura professionale che opera da molti anni in tutto il territorio nazionale . Riconosciuto “ufficialmente” con la legge n.4 del 14 gennaio 2013 e con la normativa UNI 11477 con la quale si certifica la professionalità e si delimita la competenza dei patrocinatori stragiudiziali, ossia esperti in risarcimento del danno.
Insomma il patrocinatore esiste, e’ un professionista in carne e ossa, si muove intorno a noi ed occupa la sua buona fetta di mercato.
Nel settore dell’infortunistica stradale, in particolare, assiste il cliente nel complesso iter del risarcimento danni dalla prima lettera di messa in mora sino alla definizione del quantum.
Dunque “liberi professionisti che forniscono ai danneggiati attività di valutazione, consulenza e trattazione stragiudiziale di pratiche relative a risarcimento danni o indennizzi derivanti da incidenti o infortuni di ogni tipo e da rappresentanti di altre associazioni professionali“( Titolo I, art.3 Statuto C.U.P.S.I.T.).

Eppure il riconoscimento legislativo fa a pugni con la confusione che regna sovrana. Ecco allora periti assicurativi che in barba alle differenze operano con “l’attivo” e, perché no, anche conil passivo“. Sembrerebbero ignari di esercitare due professioni ben distinte. Nel primo caso sono veri e propri patrocinatori stragiudiziali, nel secondo caso, a mo di dottor Jekyll e Mister Hide, ritornano periti assicurativi.
Ci sono poi le missive recanti l’intestazione al “gentilissimo avvocato“. Sì perché l’Italia è imbrigliatissima dai titoli, arenata negli ordini professionali, costretta da albi.

Tutti legacci vecchia maniera, roba d’antan che l’Europa non ci invidia affatto e che noi, ostinati, preserviamo.

Sarà l’idea illusoria di sentirsi maggiormente tutelati, garantiti da una maggiore professionalità o sarà che, invece, subiamo il subdolo e temibile “bisogno indotto“. Un bisogno che ci fa avvertire come necessario l’aumento spropositato degli anni di studio, dei master, degli stages e di tutto quel che può allontanarci dal vero ingresso nel mondo del lavoro. Infondo, qui da noi, a chi importa se sai quel che fai? E se magari lo fai anche bene? W la concurrence! ” Di Elena Bove

Per leggere gli articoli della colorita rubrica “Rosa Sinistro” clicca qui.

Danni da alluvione: districarsi tra coperture assicurative e responsabilità.

benevento_maltempo-1000x600

Foto: fonte web

Purtroppo, la catastrofe alluvionale questa volta ha colpito pesantemente la mia terra. E’ vero che l’alluvione è difficilmente prevedibile ma negli ultimi anni la sua frequenza la fa diventare un avvenimento quasi normale. Da qualche giorno ricevo richieste di informazioni da parte di amici e clienti del Beneventano che, avendo subito danni ai propri veicoli, all’abitazione o alla propria attività, vogliono sapere se è possibile ottenere un risarcimento dei danni.

Esistono polizze che coprono i danni da alluvione?

Innanzitutto va rilevato che non sempre è possibile trovare facilmente un soggetto che sia giuridicamente responsabile e che, pertanto, sia tenuto ad effettuare un risarcimento, ma esistono in commercio polizze assicurative che possono aiutarci in tal senso.

Distinguiamo due casi: il veicolo di proprietà e abitazione e/o attività commerciale.

1) Nel caso del veicolo di proprietà (automobile, moto, autocarro, ecc.) il modo migliore per difendersi da tali avvenimenti è quello di stipulare un’estensione della polizza assicurativa che copra il veicolo da questo genere di rischi, ma, ahimè, poco utilizzata dall’automobilista! Tali polizze vengono definite “accessorie” in quanto estensioni  delle più note “eventi naturali o “eventi socio-politici” e abbinate alla normale polizza furto e incendio. Vale a dire che non si può disporre separatamente della polizza “eventi naturali” senza quella furto e incendio.

Importante! Quando stipulate una polizza “eventi naturali” va specificato per quali rischi si vuole tutelare il  veicolo. Ad esempio, la polizza aggiuntiva può includere i terremoti, ma non le inondazioni, oppure la grandine, ma non le trombe d’aria. Quindi, bisogna stare attenti e valutare con estrema accuratezza la copertura dei rischi previsti dalla polizza aggiuntiva ed a quali si vuole essere assicurati o meno.

2) Discorso diverso è il caso della polizza abitazione. Le compagnie assicurative offrono un prodotto solitamente chiamato “assicurazione casa” o “protezione casa”, “casa e famiglia”, ecc.. . Queste polizze  contengono apposite clausole che escludono il risarcimento dei danni conseguenza di fenomeni eccezionali quali: terremoti, eruzioni, avversità atmosferiche e inondazioni (o alluvioni).

Se, invece, nel contratto esiste una “polizza specifica” chiamata “calamità naturali”, allora è possibile essere risarciti dei danni causati da alluvioni o inondazioni,  terremoti  e casi di natura eccezionale. Tale polizza viene stipulata separatamente oppure essere abbinata ad una polizza casa. Solo in questo caso si potrà richiedere il risarcimento dei danni nei confronti della compagnia di assicurazione che garantisce il bene danneggiato.

Importante! Purtroppo, poco utilizzata, la polizza da inondazioni o alluvioni, allagamenti permette di assicurarsi per i danni materiali e diretti provocati alle cose assicurate compresi i macchinari, merci, edifici, prodotti finiti o semilavorati, nonché per i rischi legati alla costretta interruzione dell’attività lavorativa.

Nota dolente

La polizza calamità naturali risulta chiaramente costosa prevedendo franchigie o scoperti che, nel caso di alluvione, inondazione o terremoto, possono essere molto elevate mediamente intorno ai 20.000/30.000 euro o prevedere un minimo del 20% di scoperto del danno.

Inoltre, l’intero valore di ricostruzione a nuovo del fabbricato non viene mai rimborsato, ma al massimo una percentuale dello stesso che va dal 30% al 70%, condizione regolarmente applicata nelle Appendici Terremoto all’Assicurazione Casa. E’ preferibile stipulare una polizza distinta che copre questa tipologia di avvenimento naturale. In pochissimi casi sono previste franchigie irrisorie, ovviamente per escludere il risarcimento dei danni di lieve entità, o limiti di indennizzo più elevati o con la previsione di un massimale dedicato alla garanzia “calamità naturali” e separato da quello previsto per l’incendio.

Si può procedere legalmente per il risarcimento dei danni?

Come abbiamo detto non esiste una normativa univoca e specifica riguardo questa determinata fattispecie. Ogni caso richiede una valutazione a se stante. Un riferimento utile nella richiesta del risarcimento è quello  espresso nell’art. 2051 del Codice Civile: “Ciascuno è responsabile del danno delle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”. Nel nostro caso va verificato se l’ente proprietario ritenuto responsabile sia il Comune, Provincia, Regione, Società Privante o altri.

Attenzione:  il mio consiglio, in ogni caso, è di rivolgersi ad un professionista serio e competente in quanto è importante sia la formulazione della richiesta di risarcimento danni che la verifica dei termini di prescrizionali.

Dal punto di vista assicurativo

La polizza c’è ma non serve in quanto risulta molto costosa o limitativa da risultare inaccessibile. Infatti, dopo il fiume di fango, arriva inesorabilmente il fiume di parole degli esperti e dei vari politici.

Si parla di coperture assicurative contro le catastrofi naturali ed in particolare delle catastrofi alluvionali. Da una parte c’è la posizione alquanto determinata assunta dalle Imprese assicuratrici: l’ANIA, a detta del suo presidente Aldo Minucci, aveva ribadito diverso tempo fa davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato la proposta di un “sistema misto” in cui lo Stato dovrebbe coprire una percentuale del danno subito, mentre la restante parte sarebbe stata coperta da polizze private ma “di natura obbligatoria”. Insomma, la polizza diventerebbe un obbligo, come avviene per la polizza Rc Auto.

Ci risiamo! Un nuovo onere “addolcito” da incentivi fiscali, che renderebbero detraibili parte del premio dalle imposte. Ma saremo poi veramente  al sicuro? Una cosa è certa, le compagnie non hanno interesse a farsi carico completamente del “grave rischio” e chiedono al Governo di dare il proprio contributo. Il Governo dalla sua, non sembra interessato a studiare formule per la salvaguardia del patrimonio dei cittadini, ma escogita metodi per il recupero del canone rai con il suo inserimento nelle già laute bollette.

Dunque, oltre a sperare che passi indenne la prossima alluvione, si attende che il Governo decida come muoversi. Certo la pressione esercitata dalle compagnie assicurative è notevole visto che non intendono assicurare questo tipo rischio, poco vantaggioso e limitato da condizioni e franchigie che ostacolano il risarcimento o la sottoscrizione di tali polizze con garanzie aggiuntive.

Nota importante per i danneggiati Sanniti

Nel frattempo dal 19 ottobre sono iniziate le attività dell’ufficio comunale per la ricognizione dei danni subiti dal territorio di Benevento. Per effettuare la stima, sono in distribuzione le schede tecniche fornite dalla Prefettura, da compilare nel più breve tempo possibile e da depositare entro il 22 novembre p.v..

Le schede fornite a tutti i Comuni della Provincia, oltre ad essere già scaricabili dal sito del Comune di Benevento (sezione Avvisi e Bandi del sito, oltre che comunicati stampa), saranno disponibili anche in formato cartaceo presso l’ufficio comunale preposto al piano terra di via del Pomerio.

Di seguito puoi scaricare le schede

Maps: Comune di Benevento, Via del Pomerio, 82100 Benevento BN, Italia

Lo scherzetto della clausola sulla conciliazione paritetica (liberticida!) di una nota Compagnia tedesca..

clausole-vessatorie

A chi, come me, opera nel settore dell’infortunistica stradale sarà capitato sicuramente negli ultimi mesi uno spiacevole episodio che accade con una nota compagnia tedesca nella fase di definizione di un sinistro stradale.

Ecco lo scherzetto della clausola sulla conciliazione paritetica.

Già! Infatti, dopo aver svolto l’iter tecnico/burocratico della pratica, giunti finalmente alla trattazione e quindi alla definizione del danno, dopo aver  inviato anche la transazione stragiudiziale/accettazione al liquidatore di turno, (metodo che a questo punto sconsiglio vivamente di utilizzare; richiedete sempre la quietanza con gli importi ben specificati), accade che magicamente l’importo viene decurtato di €. 500,00, importo che lievita a €. 580,00 in presenza di cessione di credito a favore di una carrozzeria scelta liberamente dal cliente. Vale a dire che l’importo del danno concordato o la fattura del riparatore verranno pagati parzialmente. Una liquidazione del danno sostanzialmente inferiore e non congrua rispetto al valore del danno, perché l’assicurato/danneggiato non ha rispettato la “clausoletta”.

In effetti, secondo tale clausola, l’assicurato/danneggiato che intende “affidare la gestione del danno a soggetti terzi che operino professionalmente nel campo del patrocinio (ad esempio: avvocati/procuratori legali e simili) viene sanzionato con una penale di 500,00 euro da detrarsi dalla somma dovuta a titolo di risarcimento, per mancato rispetto della clausola di conciliazione paritetica”.

“Inoltre, se l’assicurato/danneggiato si impegna a far riparare il veicolo presso un riparatore diverso da quello convenzionato con la compagnia viene sanzionato con una penale di 80,00 euro, per mancato rispetto della clausola di risarcimento in forma specifica”.

Roba da non credere!!! Vero? O come recentemente ha dichiarato il mio amico Roberto Barbarino:  “se non fosse che è tutto vero direi che è una barzelletta…”

Una vicenda un po’ contorta, un nuovo labirinto nel quale imparare ad orientarsi.

Il colosso tedesco pare astuto. Basterebbe  uno sguardo agli “incassi” derivanti da questo escamotage per capire quanto valga questa imposizione ..ops! clausola inserita nei contratti Rc Auto.

Facciamo un esempio (indennizzo diretto / procedura CARD): se consideriamo dall’inizio dell’anno solare ad oggi, un numero di sinistri definiti su scala nazionale pari a circa 1.000 unità (sia danno a cose che lesioni del conducente) in cui l’assicurato si è rivolto ad un professionista per la gestione della pratica, comprendiamo bene l’entità e la portata economica che comporta lo scherzetto. Dalla semplice decurtazione della somma di €. 500,00 per ogni sinistro definito o di cui è stata inviata un’offerta ex art. 1220 C.C. (nel nostro esempio 1.000 totali), deriva un risparmio, o meglio un mancato esborso dovuto, di circa €. 500.000. Si, state leggendo bene!!! (Ma i numeri ipotizzati sono bassi!). Continuiamo. Se dei 1.000 sinistri, almeno un terzo includono una cessione di credito a favore di una carrozzeria indipendente (o nemica!) vi sarà un ulteriore decurtazione di €. 80,00 per ogni sinistro. Se si considera, infine, che circa la metà dei sinistri, per i quali è stata inviata un’offerta, non include le spese di patrocinio stragiudiziale, ci rendiamo conto che i numeri diventano”succulenti”! Complimenti ai tedeschi!

Un bel pò di euro che restano nella casse della compagnia, mentre, di diritto, sarebbero dovuti all’assicurato rimasto danneggiato in un sinistro stradale.

Ma la Legge che stabilisce in proposito? L’escamotage è legale?

Sorprendentemente i tedeschi dimenticano o vogliono ignorare l’esistenza di alcuni aspetti legislativi che ci piace ricordare:

  1. Innanzitutto, non rammentano che è ancora valido l’articolo 24 della Costituzione. Infatti, nel suo secondo comma, sancisce che il diritto di difesa è un diritto inviolabile.
  2. Non ricordano che la Rc Auto è regolamentata dall’art. 1917 C.C. e dell’attuale D. Lgs. 209/2005 “Risarcimento diretto” che, se pur obbliga stragiudizialmente l’assicurato a rivolgersi all’impresa con cui è stato stipulato il contratto assicurativo, prevede che “[…] a seguito della presentazione della richiesta di risarcimento diretto, l’impresa è obbligata a valutare i danni e a provvedere alla loro liquidazione per conto dell’impresa di assicurazione del veicolo responsabile […]” come  stabilito dall’IVASS (organo di vigilanza) nel Quaderno 2 a pagina 6.
  3. Forse è stata smarrita l’ordinanza della Suprema Corte n. 5928/2012, in cui è proprio il colosso tedesco parte in causa, che recita: ”invero, l’azione diretta […] non origina dal contratto assicurativo, ma dalla legge, che la ricollega al verificarsi del sinistro a certe condizioni […]. Sicché, la posizione del danneggiato resta quella di chi ha subito un illecito civile […]”.

Ci troviamo di fronte ad una clausola “vessatoria”?

Il termine “vessatorio”, ha  sinonimi dal tenore eloquente come oppressivo, dispotico, restrittivo. Ciò rende facilmente intuibile come questa tipologia di clausole  nei contratti assicurativi siano fortemente limitanti.

Toh! Mi sembra che la definizione sia proprio attinente e fedele al nostro racconto.

Difatti, come stabilisce l’art. 33 del Codice del Consumo: “nel contratto concluso tra il consumatore (nel nostro caso l’assicurato) ed il professionista (cioè l’assicuratore) si considerano “vessatorie” le clausole che, malgrado la buona fede, determinano per il consumatore un significativo squilibrio degli obblighi derivanti dal contratto”.

Al comma 2 lettera b) il Codice recita così: “Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto di: […] escludere o limitare le azioni o i diritti del consumatore nei confronti del professionista o di un’altra parte in caso di inadempimento totale o parziale o di adempimento […]”.

Beh! Mi pare evidente che ci siano tutte le carte in regola per affermare la vessatorietà delle due clausolette fin qui discusse.

Si! Sono clausole che non hanno alcuna validità. Sono condizioni che, almeno sino ad oggi, non possono essere imposte da alcuno, almeno sin che non siano riconosciute dalla legge. E così non è, fortunatamente!

Il ricatto..

Ahimè! In tale senso ricevo diverse segnalazioni da parte di colleghi che ricevono inviti pressanti  dal liquidatore di turno (mero esecutore di ordini..)  a rinunciare al mandato ricevuto. In virtù della rinuncia al mandato la promessa dell’invio del pagamento senza la decurtazione imposta(!) e senza le spese ed i compensi per le attività svolte tecnico/legali. Beh! Qualcuno lo ha anche fatto purché venisse definito il sinistro (in qualche maniera), sicuramente un gesto nobile, ma la questione è ben altra. Personalmente sono contrario a questo tipo di repressioni, imposizioni, limitazioni, o chiamatele come volete.

Ma al di là della mia personale opinione c’è un dato imprescindibile a monte, quello giuridico: il tipo di clausole inserite nel contratto sono di fatto vessatorie in quanto […] restrittive alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi. Infatti,  il loro effetto è nullo semplicemente in virtù dal fatto che il risarcimento del danno Rc Auto è di natura extracontrattuale e non contrattuale, dove l’assicurato diventa il danneggiato per un “fatto illecito compiuto da un terzo” (c.d. responsabile civile).

Quindi, invece di subire passivamente tali imposizioni illegali, difendete, oltre che i diritti dei danneggiati anche i Vostri, segnalando, reclamando e denunciando tali abusi.

Consigli utili per l’automobilista

Prestate molta attenzione alla stipula di un contratto assicurativoo Rc Auto, ma in genere a qualsiasi contratto assicurativo. Se accetterete clausole che vi invitano (impongono!) a rivolgervi a centri di riparazione convenzionati con l’impresa di assicurazione in cambio di uno sconto in polizza del 5% circa (in media tra 10 a 25 euro/annui) perderete ogni diritto di risarcimento per i danni, o vi verrà respinta la possibilità di rivolgervi al vostro riparatore di fiducia. Se accetterete clausole che vi obbligano a non affidare la gestione del danno a soggetti terzi che operino professionalmente nel campo del patrocinio, in virtù di un ulteriore sconto dal 3% al 5%, sappiate che perderete il vostro diritto alla giusta difesa ed al giusto risarcimento del danno patito.

ATTENZIONE! Addirittura alcune clausole prevedono una penale (decurtata sull’importo del danno) in percentuale del 10 %, in altri casi di €. 500,00, o perfino in altri casi, la possibilità dell’impresa di arrogarsi il diritto di rivalsa per eventuali esborsi superiori sostenuti (in virtù delle loro valutazioni ARBITRARIE).

Per finire..

Viene proprio la voglia di ribadire..anche in questo caso, quanto sia irto di difficoltà il percorso che conduce il danneggiato al risarcimento del danno subito. Viene davvero da interrogarsi su come sia possibile discutere ancora della risarcibilità delle spese legali stragiudiziali. Come si può pensare che il danneggiato, comune cittadino, abbia il tempo ed il modo di districarsi in una rete fitta di percorsi che allontanano dal risarcimento invece che avvicinarlo?

Mi viene da esclamare: “Viva la libertà!”

Danno biologico di lieve entità: riduzione del primo punto d’invalidità!

dinamica-del-colpo-di-frusta

Aggiornati per l’anno 2015 gli importi relativi ai punti di invalidità ai fini del calcolo del danno biologico di lieve entità di cui all’art. 139 del Codice delle Assicurazioni (D. Lgs. 209/2005), derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti.

I nuovi importi, approvati con il decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 25 giugno 2015 tenendo conto dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati relativo al mese di aprile 2015, sono i seguenti:

– per il primo punto di invalidità € 793,52;

– per ogni giorno di inabilità assoluta € 46,29.

Gli importi risultano lievemente ridotti rispetto l’anno precedente.


Restiamo a disposizione di chi avrà bisogno di ulteriori informazioni o approfondimenti sulla tabella del danno biologico di lieve entità con gli importi aggiornati.


Di seguito il testo del Decreto:

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 
DECRETO 25 giugno 2015
Aggiornamento annuale degli importi per il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entita’, derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, anno 2015. 

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Visto il decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, recante il Codice delle assicurazioni private;
Visto, in particolare, l’art. 139, comma 5, del predetto Codice, ai sensi del quale gli importi del risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entita’ derivanti da sinistri conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, indicati nel comma 1 del medesimo articolo, sono aggiornati annualmente con decreto del Ministro delle Attivita’ produttive (ora dello Sviluppo economico) in misura corrispondente alla variazione dell’indice nazionale dei prezzi al consumo delle famiglie di operai ed impiegati, accertata dall’ISTAT;
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei Ministeri, con il quale e’ stato istituito il Ministero dello sviluppo economico;
Visto il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008, n. 121, recante Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di Governo, in applicazione dell’art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;
Visto l’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, relativo al mese di aprile 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale –
n. 121 del 27 maggio 2015;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico, in data 20 giugno 2014, adottato ai sensi dell’art. 139, comma 5, del Codice, con il quale gli importi di cui al predetto art. 139, comma 1, sono stati da ultimo aggiornati alla variazione del sopracitato indice ISTAT a decorrere dal mese di aprile 2014;
Ritenuto di dover adeguare gli importi di cui al citato decreto del Ministro dello sviluppo economico in data 20 giugno 2014, applicando la riduzione del -0,3% pari alla variazione percentuale del predetto indice ISTAT, a decorrere dal mese di aprile 2015;

Decreta: 

Art. 1  
A decorrere dal mese di aprile 2015, gli importi indicati nel comma 1 dell’art. 139 del Codice delle assicurazioni private e rideterminati, da ultimo, con il decreto ministeriale 20 giugno 2014, sono aggiornati nelle seguenti misure:
settecentonovantatre euro e cinquantadue centesimi per quanto riguarda l’importo relativo al valore del primo punto di invalidita’, di cui alla lettera a);
quarantasei euro e ventinove centesimi per quanto riguarda l’importo relativo ad ogni giorno di inabilita’ assoluta, di cui alla lettera b).
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 25 giugno 2015

Il Ministro: Guidi

La Volpe Spettinata

TUTTI I GIORNI UN NUOVO PEZZO!

DIALOGHI APERTI

Sii indulgente con le colpe altrui e saprai perdonare te stesso

Paolo Sassaroli - E - BOOK

Entra nel mondo delle pseudo favole di Paolo Sassaroli

Elettroatex

L'elettricità non la senti e non la vedi... ma se la senti è troppo tardi...

TheAutomotiveLover

Siamo nati per le auto, quindi perché non parlarne?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: