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#Rosasinistro: Il vestito su misura del testimone

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L’antica arte di cucire modellando l’abito su misura del cliente, sulle sue specifiche esigenze. Cosí, quando il capo veniva finalmente indossato, qualcuno ti diceva che sembravi un figurino. La moda però è mutevole, l’industria produce ormai in serie ed anche il modello testimone muta col mutare delle mode. Modello testimone? Sì citando Benigni: modello Giuditta.

Inviso ai più, il vestito stretto del testimone non lo vuole più nessuno. In questi anni anche il testimone è finito nel girone dei ladroni con avvocati, carrozzieri e danneggiati. Tutti truffatori per antonomasia delle “povere” assicurazioni ma questo leit-motiv lo conosciamo bene in tanti. Non è un mistero per nessuno, basta sfogliare le pagine dei giornali o cercare su google. Alla voce testimone vengono fuori solo accezioni negative e l’urgenza di un cambiamento per quello che viene dipinto come un vero e proprio “lavoro”, quello appunto del falso testimone.
Sappiatelo, è una voce univoca: il testimone vero non esiste e, dunque, occorre un intervento. Ma come, qualcuno si chiederà “non esisteva già un reato di falsa testimonianza?”. Macchè, urge un provvedimento ad hoc, le compagnie devono dormir sonni tranquilli! Ecco allora che già nel Destinazione Italia di Letta veniva paventata “la soluzione delle soluzioni”. L’ideona era questa: l’art. 1, 1° co, lett. c) D. d.l. Zanonato, già art. 8, 1° co., lett. c) D.L. Destinazione Italia modificando  l’art. 135 del D. Lgs.  07/09/2005, n. 209, (Codice Assicurazioni) prevedeva: ”inammissibile il testimone che non sia stato indicato nella denunzia di sinistro e nella richiesta di risarcimento inviata alla compagnia di assicurazione; il giudice non ammette le testimonianze non acquisite come sopra, salvo i casi in cui risulti comprovata l’oggettiva impossibilità della loro indicazione; sè prevista la verifica dei testimoni ‘professionali’, con segnalazione alla Procura della Repubblica per gli accertamenti consequenziali.”
Quando per pochi minuti le machiavelliche e nefaste previsioni dell’art.8 furono spazzate via pareva rientrato l’allarme. Senonché, dopo la simulazione di stralcio, ecco che gli spropositi del Destinazione Italia sono stati riproposti e pedissequamente riportati nel Ddl concorrenza. Insomma si pensa così di prendere per il cravattino i “testimoni di comodo”. Torniamo all’esempio iniziale, d’altronde siamo in periodo di sfilate ed in Senato a sfilare sono anche i nuovi modelli per testimoni. Abitini cuciti stretti, stretti così che le norme stilistiche travestano il testimone di volta in volta in attendibile o non attendibile secondo il rassicurante benestare delle assicurazioni.
L’uomo nero delle favole, quello dei brutti sogni di ogni bimbo viene ufficialmente individuato: il testimone. Quando arriva in udienza vedi già dagli sguardi sospettosi che la figura è certamente mal vista. Come se la memoria fosse un guardaroba di cassetti ordinati nei quali i calzini sono ordinati per colore, o le magliette per modello. Roba maniacale, non certo affidabile!! E’ invece è questa la richiesta. Una ricerca di memoria che resista all’usura del tempo che trascorre abbondante, non certo a causa del testimone, senza cuciture che cedono o bottoni che si perdono. Un rigore che imbastisce i desiderata assicurativi ma che si scuce facilmente. Pretendere una normativa specifica per i soli testimoni in rc auto confezionando così l’abito a seconda del contenzioso è solo l’ennesima pressione su un Governo pronto ad assecondare ogni richiesta. Non più distinto dalla stagione a/i o p/e ma dall’oggetto della causa intrapresa. Sei un testimone in una causa per regolamento di confini o magari in una litigiosissima causa condominiale? Sei trendy! Testimone di un sinistro? Niente da fare sei out e decisamente fuori moda!

Premiata sartoria governiamo a modo nostro, così vi veste senza che ve ne accorgiate! (Di Elena Bove)

Fonte: www.carrozzeriaautorizzata.com

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Razionalità o irrazionalità? Questo è il dilemma…

Patologie foto

“Caro ma hai visto che offerta imperdibile? L’ho presa al volo”. “Ma cara tu non hai un auto!” “Ho comprato anche quella, cosa volevi che perdessi l’offerta?” Cosa notate? Sì è uno dei tanti spot pubblicitari assicurativi. Certo, viene fuori anche l’idea della mogliettina idiota che non capisce un cavolo quando si tratta di shopping e perde la testa. C’è qualcosina di più. Un analisi…attenta rivela ben altro! La pubblicità, in teoria, rende conoscibile il prodotto da vendere senza null’altro sottendere. Sappiamo bene che così non è. Ahimè la strategia d’induzione del bisogno (sempre la pubblicità) si basa sulla scelta preordinata e consapevole relativa alla stimolazione di un canale sensoriale e/o di comunicazione che, lungi dall’essere diretto coinvolge tutt’altre sfere psichiche e porta così il destinatario non più a scegliere ma a scoprirsi bisognoso (anche in modo compulsivo) di possedere quel determinato prodotto. In pratica l’assicurazione induce un bisogno compulsivo.

Povera compagnia assicuratrice forse va rassicurata, compresa, perché, a ben vedere non v’è certezza della piena consapevolezza.  Accusata di applicare tariffe troppo elevate, le più elevate in Europa e costretta a difendersi farfugliando di truffe e malfattori. Insomma parrebbe in pieno delirio schizoide perché si sa convinzioni contrarie alla realtà, durature, fermamente sostenute malgrado le prove del contrario, dissonanti rispetto al contesto di riferimento, caratterizzate anche da manie di persecuzione, di grandezza, di riferimento, di lettura del pensiero sono: deliri! L’aspetto ancor più preoccupante è caratterizzato dal millantare più concorrenza mentre si fomentano interventi anti-concorrenziali, propagandare sconti illusori mentre si mortificano i diritti dei consumatori, nel propagandare angeli custodi esperti in sinistri stradali che si tramutano in ostacoli al risarcimento. Classici della schizofrenia: disorganizzazione e la frammentazione del pensiero accompagnati da comportamento bizzarro e disorganizzato. Chissà.

La patologia schizoide pare, certo, la più calzante, quella che davvero sembra ben descrivere queste stranezze. Ma ci potrebbe esser di più. Anni ed anni a nascondersi dietro le truffe assicurative creando di volta in volta il capro espiatorio perfetto. Ora era l’avvocato perfido organizzatore di machiavelliche operazioni giuridiche dall’elevata capacità truffaldina. Poi è stata la volta degli infidi  carrozzieri pronti ad ordire sordide pianificazioni volte a derubare la mite ed indifesa assicurazione. In poche parole: disturbo paranoide di personalità: caratterizzato da sfiducia e sospettosità, per cui le motivazioni degli altri vengono interpretate come malevole. Il perito fiduciario con le spie luminose a video, il liquidatore con le soglie di spese, l’avvocato fiduciario messo alle strette, i carrozzieri tormentati dal pericolo di perdere la cessione del credito, i danneggiati torturati con incompatibilità dei sinistri..viene da pensare ad un conclamato disturbo ossessivo-compulsivo di personalità: caratterizzato da preoccupazione per l’ordine, perfezionismo ed esigenze di controllo. Magari è solo un impressione superficiale.

Poi però: inseriscono clausole vessatorie, minuscole e ben nascoste nelle polizze, dimenticano di darne completa spiegazione ma lesti nel servirsene in caso di liquidazione del sinistro. Sono pronti a finire in giudizio pur di salvaguardare apposizioni illegittime ma che comportano, per loro, grossi risparmi. Rassomiglia ad un chiaro esempio di disturbo antisociale di personalità: caratterizzato da inosservanza e violazione dei diritti degli altri. Chi può dirlo realmente?

Nelle aule di Tribunale come negli spot pubblicitari, nelle commissioni parlamentari come sui cartelloni in strada l’assicurazione sfoggia la sua potenza, la capacità trasversale di giungere in ogni dove, la richiesta di indurirsi anche dinanzi ai dolori più grandi, un’ipotesi: un evidente disturbo narcisistico di personalità caratterizzato da grandiosità, necessità di ammirazione, e mancanza di empatia. Mah!

Ora, esaminato questo ipotetico concentrato esplosivo, e considerata la complessità delle patologie sospettate, io non mi meraviglio dell’IVASS. Già perché la mente umana è ancor oggi assai misteriosa e per quanto le neuroscienze stiano illuminando la via oscura ancora molto c’è da fare. Ma, perseverare nella tolleranza del genitore compiacente o peggio ancora, nella copertura del genitore complice, è errore grave che presenta un conto pericoloso: il patologico è facilmente fuori controllo e può rivoltarsi contro chiunque, infondo, è un anaffettivo!

Resta un dubbio è davvero l’assicurazione l’incolpevole attrice governata dall’irrazionalità o è invece il cittadino oggetto di una campagna irrazionale perché più facilmente manovrabile?

Di Elena Bove

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E qui comando io e questa è casa mia..

Qui comando io

Leggere la stampa europea può essere spesso illuminante. Un argomento a caso..RCAUTO: Le Figaro. “Assurances: la crainte d’un boom des résiliations”.. L’articolo analizza uno degli aspetti legati alla Legge che ha restituito il potere ai consumatori francesi.  Nel  2016 molti assicuratori sono a rischio recesso…è il prezzo della portabilità. E così leggo che “una percentuale significativa degli assicurati potrebbe presto mettere fine al contratto e cambiare assicuratore”. Già, mentre in Francia l’attenzione è focalizzata sulle conseguenze della Loi Hamon… qui da noi l’ANIA dispensa comunicati nei quali ribadisce (a mesi alterni) che  :”questa è casa mia…e qui comando io…”. La nostalgica evocazione Cinquettesca (Giogliola..) certifica la difficoltà di innovare la normativa vigente in Italia. L’ANIA punta i piedi e pretende di tener ferme le norme così come predisposte. Nessun confronto, nessuna dialettica, nessuno scambio. I fatti i dati dicono altro, i numeri parlano chiaro e in tanti hanno espresso soddisfazione per gli emendamenti apportati al DDl concorrenza. Un lungo percorso fatto di ricerca di civiltà giuridica, di analisi obiettiva della situazione normativa, di attenta valutazione delle istanze sociali. ANIA è preoccupata e dice: “Non spetta agli assicuratori stabilire quale è il livello adeguato dei risarcimenti, ma – dobbiamo ricordarlo ancora una volta – un più elevato livello dei risarcimenti si riflette in un più elevato prezzo dell’assicurazione”. Come dire…:provate ad aumentare i risarcimenti ed io aumento il costo delle polizze; provate ad adeguare i costi degli automobilisti virtuosi in zone a rischio ed io ve li aumento nelle zone prive di rischio; provate ad affidare ad IVASS la valutazione sulle tariffe e noi vi portiamo davanti alla Commissione di Giustizia Europea.  Avanti con il braccio di ferro! Non si muova foglia…che l’ANIA non voglia…La voce grossa di ANIA contro vittime della strada, consumatori , carrozzieri, patrocinatori, avvocati. Negli anni 70-80 in Inghilterra nascevano i Beatles, i Genesis. i Pink Floid; contemporaneamente in Italia… Ecco, la comicità di Carmine Faraco sintetizza bene la questione. Di Elena Bove.

Per leggere l’articolo di Le figaro.fr-économie clicca qui

 

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A Padova il cuore della libertà

Domani sarà la volta di Padova. Sarà l’occasione per sostenere le parole, le lotte, la sfida e l’inesauribile coraggio di chi combatte una battaglia di tutti. Proseguirà così  un percorso difficile, pieno zeppo di colpi di scena e ancora lungo da percorrere. Sarà l’occasione per chi ha condiviso e compreso lo spirito della Carta di Bologna di fare ancora una volta il punto della situazione. Apriamo spesso agende fitte di impegni, di appuntamenti, congressi, convegni che finiscono per sembrare tutti uguali e forse, non sempre, utili o davvero informativi.Domani, a Padova, non sarà così. Chi siederà tra le fila di quella sala (SHERATON PADOVA HOTEL & CONFERENCE CENTER) non ascolterà “parole al vento” non saranno le solite “parole in libertà”..saranno parole per condurvi alla libertà. Una libertà che non riguarda solo il sacrosanto diritto di scegliere, che non si limita alla tutela degli interessi di alcuni ma una libertà che passa soprattutto attraverso una corretta informazione. Questa volta avrete l’opportunità di scoprire i nuovi trabochetti, le insidie che le compagnie assicurative dispensano. Avvocati, patrocinatori, carrozzieri, consumatori, politici si alterneranno con la voglia di fornire a tutti, proprio tutti, gli strumenti di conoscenza indispensabili per afferrare a pieno la gravità delle manovre in atto e la pericolosità di questa lobby. Sarà il luogo dove ascolterete voci diverse, voci libere. Le voci di chi, ciascuno nel proprio settore, ciascuno con  grande professionalità (che ho la fortuna di conoscere) ha deciso di esporsi per aprire  un varco nell’incredibile e vorticoso intreccio di corde tessute a trama fitta e negli anni, intorno a tutti noi, dallo strapotere assicurativo. Un insieme di professionalità che ha speso energie, inventiva e grande determinazione per un risultato che sarà vantaggio di molti. E’ un appuntamento, quello domani, che consentirà ancora una volta, anche ai più scettici, di comprendere qualcosa in più, di informarsi con maggiore completezza e di attivarsi per salvare quella libertà di scelta che ancora ci appartiene. Non c’è un tempo perfetto per aprire gli occhi ed attivarsi, ma rimandare e continuare a credere che sia inutile interessarsi continuando a lamentarsi..quello sì è il vero pericolo!  Verificare, di persona la validità di strumenti ideati per lavorare in trasparenza, correttezza e massima velocità, come Oxygen, significa verificare la concretezza di quello che ho detto sino ad ora.  Domani il mio cuore sarà a Padova con chi davvero ci mette l’anima per difenderci.cono per sembrare tutti uguali e forse, non sempre, utili o davvero informativi. Domani, a Padova, non sarà così. Chi siederà tra le fila di quella sala (SHERATON PADOVA HOTEL & CONFERENCE CENTER) non ascolterà “parole al vento” non saranno le solite “parole in libertà”..saranno parole per condurvi alla libertà. Una libertà che non riguarda solo il sacrosanto diritto di scegliere, che non si limita alla tutela degli interessi di alcuni ma una libertà che passa soprattutto attraverso una corretta informazione. Questa volta avrete l’opportunità di scoprire i nuovi trabochetti, le insidie che le compagnie assicurative dispensano. Avvocati, patrocinatori, carrozzieri, consumatori, politici si alterneranno con la voglia di fornire a tutti, proprio tutti, gli strumenti di conoscenza indispensabili per afferrare a pieno la gravità delle manovre in atto e la pericolosità di questa lobby. Sarà il luogo dove ascolterete voci diverse, voci libere. Le voci di chi, ciascuno nel proprio settore, ciscuno con grande professionalità (che ho la fortuna di conoscere) ha deciso di esporsi per aprire un varco nell’incredibile e vorticoso intreccio di corde tessute a trama fitta e negli anni, intorno a tutti noi, dallo strapotere assicurativo. Un insieme di professionalità che ha speso energie, inventiva e grande determinazione per un risultato che sarà vantaggio di molti. E’ un appuntamento, quello domani, che consentirà ancora una volta, anche ai più scettici, di comprendere qualcosa in più, di informarsi con maggiore completezza e di attivarsi per salvare quella libertà di scelta che ancora ci appartiene. Non c’è un tempo perfetto per aprire gli occhi ed attivarsi, ma rimandare e continuare a credere che sia inutile interessarsi continuando a lamentarsi..quello sì è il vero pericolo! Verificare, di persona la validità di strumenti ideati per lavorare in trasparenza, correttezza e massima velocità, come Oxygen, significa verificare la concretezza di quello che ho detto sino ad ora. Domani il mio cuore sarà a Padova con chi davvero ci mette l’anima per difenderci.

Elena Bove

 

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La fiaba dei diritti addormentati..

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C’era una volta il popolo degli automobilisti pronto a scorrazzare fischiettando tra le strade italiane. Un brutto giorno, ahimè, la spensieratezza lasciò il posto alle responsabilità ed agli obblighi contrattuali. Arrivò così inaspettato l’obbligo assicurativo e le  Assicurazioni iniziarono a preparare la mela avvelenata comunemente detta polizza. Convinta di dover esser l’unica  e sola  strega-regina del reame l’assicurazione decise di fondere le consorelle, assorbendo, acquistando e trafugando quanto più poteva al fine di regnare senza ostacolo alcuno. L’automobilista, addormentato dalla mela stregata, non s’avvedeva dei pericoli incombenti e così anche se continuavano a lievitare le tariffe si limitava a ricercare lo sconto più interessante. Nel frattempo Crudelia – l’assicurazione accentratrice- tentava di far scomparire tutti i bravi artigiani indipendenti ed intenzionati a far riparare le autovetture a regola d’arte tramando affinché la terribile cessione del credito fosse abolita dall’intero regno. Con tante auto in circolazione, ahimè, si ebbero a verificare casi di sinistri sempre più complessi e dalle tristi conseguenze. Nacque così una categoria che mai avremmo voluto: quella dei danneggiati e quella ancor più sofferta delle vittime della strada. Questi ultimi, convinti di poter essere risarciti dell’ingiusto danno subito, si recavano speranzosi verso la casetta di marzapane assicurativa. Ignari Hansel e Gretel finivano però col ritrovarsi in una vera e propria prigione, via via più stringente  e con risarcimenti sempre meno congrui fino quasi a negare l’esistenza stessa di danni e lesioni pur gravi. L’assicurazione ingorda, travestita da nonnina, non paga delle proprie conquiste decise allora di ingannare ancora ed espandere il proprio dominio convinta di  poter dominare e controllare ogni aspetto contrattuale. Inserì in ogni dove propri adepti così da poter far conto di seguaci tra i controllori, i governanti ed i giudicanti. Automobilisti, danneggiati, vittime della strada e carrozzieri furono pappati in un boccone.. Nulla sembrava bastare alla matrigna assicuratrice e così ella pensò che ora bisognava impedire a consulenti, medico legali , periti e liquidatori di esercitare la temibilissima terzietà e così vietò loro il ballo: bisognava stare a casa a pulire le magagne degli assicurati!
Nel mentre si facevano avanti minacce ulteriori: avvocati e patrocinatori pressavano per difendere non solo danneggiati e vittime ma altresì gli artigiani, sempre più sofferenti. La lobby assicurativa puntò allora su questa che credeva essere la gallina dalle uova d’oro e tento d’ucciderla in ogni modo. Gettò fango sulle categorie, attribuì loro ogni nefandezza. Ogni truffa assicurativa aveva come suo principale responsabile avvocati, patrocinatori e addirittura carrozzieri e danneggiati in combutta tra loro. Questa tentata strage funzionò fino ad un certo punto perché in realtà il vero oro assicurativo continuava a giungere principalmente dagli utili derivanti da premi assicurativi esorbitanti e dalle cifre sempre più elevate ed insostenibili. A questo punto, però, tutte le categorie vessate stanche degli infiniti ed innumerevoli soprusi si chiesero cosa potevano mai fare per salvarsi dalla furia assicuratrice.. Si guardarono intorno e sentendosi, ognuno per le proprie possibilità, sentendosi fino a quel momento indifesi, credettero d’esser persi. Pian piano, però, ognuno si mosse ed indossati gli stivali del ben noto gatto s’ingegnò cercando nei compagni di sventura la miglior soluzione. Nacque così la Carta di Bologna ove furono apposte le regole virtuose del buon vivere civile.  Capirono così che era giunto il momento di reagire! SI misero quindi  tutti in moto ed accesi i motori della libertà si aprirono spiragli sempre più ampi. Fu poi la volta di   un prezioso strumento: #Oxygen donato a tutti gli artigiani quale fonte primaria di trasparenza e professionalità. Una piattaforma capace di contrastare le ingiuste accuse perpetrate dalle assicurazioni. Uno strumento nuovo permise così di lavorare in autonomia, rapidità ed efficacia. La tartaruga degli automobilisti danneggiati, lenti nel risveglio, dimostrò così alla lepre assicurativa come l’impegno costante, la coesione e la  professionalità potessero minare anche la più celere e scaltra lepre addestrata. S’alternavano i governanti, si susseguivano decreti legge minacciosi ma il pericolo veniva  scongiurato di volta in volta dall’unione dei tanti che da ogni latitudine del regno accrescevano la loro forza opponendosi vieppiù. La coesione crescente del lupi contrastò i famelici cani senza sosta “attraendo tanti nuovi aderenti.. sconfessando i miscredenti, ostacolando gli impenitenti con la soddisfazione dei combattenti della prima ora. Senza sosta questa battaglia proseguì per la difesa dei diritti di tutti e con la consapevolezza che il temibile nemico non si sarebbe arreso facilmente! Le fiabe sembrano fantasia ma non sono poi così distanti dalla realtà…: ciò che  sogniamo sia.., se lo davvero lo vogliamo, sarà. Di E. Bove

DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, I-dea.B@ve

Non abbassiamo la testa contro chi #rottamalatutela

Aspettare l’evoluzione di una situazione non porta alla definizione del problema; evitare di vederla e quindi di considerarla è ben diverso: significa non volerla risolvere.

Nell’immaginario collettivo si comporta come lo struzzo quella persona che fa finta di non vedere le cose o in realtà che fatica a percepire la pericolosità di certe scelte, ci riferiamo a quelle del governo!

Non restiamo fermi! Partecipiamo alla sfida anche se difficile, ricordandoci che ognuno di noi è chiamato a compiere il proprio dovere attraverso piccole azioni, a volte non servono i “miracoli”: il non agire o evitare di farlo è un torto a se stessi!

Di seguito pubblichiamo il pensiero di Elena Bove che condividiamo pienamente.

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Ignorare le innovazioni contenute nel Ddl del 20 febbraio in materia di Rc auto significa nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Gli aspetti modificati in maniera dirompente sono molteplici ma tutti vanno in un unica direzione: privarci di ogni nostro diritto! Qualcuno, forse alcuni, magari molti credono d’essere al sicuro, si confortano pensando: “non riguarda me”. Tanti crederanno, senza averne mai letto il testo, che sia davvero una soluzione, una risposta alle truffe assicurative. Molti di più penseranno ai tanti titoloni urlati dalle testate giornalistiche: “Arresti. Ennesima truffa assicurativa” e sentiranno che “finalmente a questi imbroglioni sarà posto un freno”, come se davvero le truffe assicurative si riducessero alle tipologie descritte in questi articoli usati come specchio per le allodole.. Altri ancora, semplicemente, non rientrando in nessuna delle categorie presumibilmente coinvolte, si sentiranno al riparo. Non è così! Nessuno é al sicuro. Non è un problema di chi é stato vittima di un sinistro o dei soli avvocati, patrocinatori o consulenti, né tantomeno dei soli carrozzieri. Non é una preoccupazione da sollevare a tutela della professionalità dei periti o dei medici legali. Il tentativo è quello di colpire tutti. E’ la mortificazione dei diritti del singolo, del comune cittadino, dell’assicurato come dell’assicuratore, dell’utente della strada vittima potenziale dei mille pericoli delle auto in circolazione. Vittime minacciate da vari pericoli. Spaventate dalla mancanza di sicurezza stradale, a cui contribuiscono non poco le auto mal riparate, o secondo standard comodi alle sole assicurazioni. Preoccupate dal rischio di “incappare” in sinistri con auto prive di copertura assicurativa (la nostra e’ e resterà la più cara in Europa). Intimorite dalla inaccessibilità al riconoscimento del valore di una vita ed al giusto risarcimento. e ad ogni Così facendo non resta molto altro da legiferare per gratificare le compagnie assicurative.

Ma basta leggere questo Ddl (Concorrenza) per capire quanto odioso sia. Maggiore trasparenza, riduzione dei costi, semplificazione e maggiori certezze per imprese (si ma quali?) e i consumatori: sono tra i principi millantati. Insomma un spot pubblicitario palesemente viziato dalla assoluta ingannevolezza di quanto propagandato! In mancanza di IVASS attenta potrebbe invocarsi un’AGCOM distratta? Vittime di auto mal riparate che diventano bombe ad orologeria. Vittime di svalutazione del diritto primario: il diritto alla vita, che d’ora in poi varrà ancor meno! É questa una delle previsioni più agghiaccianti del nuovo ddl concorrenza. É infatti la riduzione del risarcimento delle lesioni e del risarcimento in caso di morte a dover suscitare maggior sconcerto. Revisione dell’attuale tabella per i risarcimenti del danno biologico di lieve entità, con saluti al danno morale e legaccio ai danni non lievi. Giusto per comprendere. Una lesione da sinistro stradale avrà un “valore economico” differente da una eguale lesione provocata da altra responsabilità. E’ lo stesso titolo dell’art. 139 Cod. delle Assicurazioni, così come riproposto dal Ddl, a chiarire la scomparsa del danno morale. Le tabelle milanesi proprio non andavan giù alle compagnie e così, daje e ridaje ecco il Governo giusto che ti accontenta: eliminate! Insomma questo è il Ddl tanto agognato dalle assicurazioni!!
Mi chiedo davvero, come si possa rimanere impassibili, inerti davanti ad una così drammatica mortificazione del valore della vita umana? Riguarda tutti,ognuno di noi,ogni padre, madre, fratello figlio, amico, conoscente. Riguarda tutti ed e’ da incoscienti girarsi dall’altra parte fingendo di non vedere. Di Elena Bove

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Il 14 Marzo a Napoli PARTECIPIAMO!

Ddl Concorrenza? Governo controriforma RcAuto.

Consumatori non garantiti, Vittime della Strada bistrattate! I cittadini al grido di  MO’BAST! si uniscono contro le nuove norme RCAuto del DDL Concorrenza! ore 15.00 – NAPOLI Hotel Terminus (Piazza Garibaldi, 91).

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Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, I-dea.B@ve

Ddl Concorrenza: day after!

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Leggi e rileggi cercando la novità e infatti c’è:l’art.8 è stato superato! Le disposizioni in materia di rca auto questa volta sono ancor più odiose, scritte persino peggio. Si parte prendendo spunto da una simulazione di volontà concorrenziale e si prosegue millantando finalità anti frode, tutela dei consumatori(paradossale). Nulla di più lontano. Nella realtà si palesa uno scenario allarmante. L’art. 132 del Codice delle Assicurazioni viene così modificato ed arricchito di nuove ed ulteriori previsioni. Ognuno di noi, obbligato per legge a stipulare una assicurazione per la rcauto, si troverà a vestire i panni di proponente al quale l’assicuratore, bontà sua, mostrerà diversi preventivi così che la nostra polizza dovrà recare la magica formula “sì ho scelto l’offerta migliore”..sic..Proviamo a parlare per immagini concrete. Azzardiamo, una polizza ipotetica di 600,00 € magari scenderà magicamente anche a 400,00 €, se e solo se aderiremo a tutte le opzioni di rinuncia che ci si offrono generosamente….Sarà drammatico per tanti il momento della scelta. Il dilemma sarà :risparmiare subito una somma ormai considerevole per tanti..(sapendo però già in partenza quale sarà la conseguenza in caso di sinistro). Già perché laddove il sinistro si verificasse ottenere il giusto risarcimento sarà quanto mai improbabile..L’alternativa retorica e’ la scelta per pochi..scegliere di non acconsentire a quelle condizioni, spendendo di più e rischiando comunque..in caso di sinistro una via crucis per il risarcimento del danno subito! Siamo solo all’inizio. L’interessante voce “sconti obbligatori” elenca il festival delle rinunce. Ecco allora la sempre verde ispezione preventiva del veicolo, seguita a ruota dalla scatola nera e dal dispositivo che impedisce l’avvio del motore in caso di tasso alcolemico al di sopra dei limiti consentiti. Già la sola scatola nera richiederebbe pagine e pagine di problematiche, tra le quali in primis spiccano la “assoluta fede probante”(?) oltre alla violazione della privacy legata alla gestione dei dati in essa in contenuti. Passiamo avanti. Rinuncia ala cessione del credito, come se il codice delle assicurazioni private potesse trasformarsi in fonte suprema di legge dotata di tale forza così da annullare dispozioni codicistiche e di rango costituzionale. Rinuncia al risarcimento del danno per equivalente (come se negli ultimi anni fosse ancora in vita) a favore del risarcimento in forma specifica, sempre che non sussista responsabilità concorsuale, nei casi non rientranti infatti nella precedente ipotesi ecco l’assicuratore trasformarsi nel padre-padrone che , prima di concedere alla figlia minorenne il consenso alla prima uscita col fidanzato, chiede “chi è, che lavoro fa, che tipo di famiglia ha”…salvo poi prendere del tempo per riflettere prima di rilasciare il consenso tanto atteso. Ebbene andrà così anche al povero automobilista vittima di sinistro e responsabile in misura concorsuale. Dovrà fornire chiari elementi sul riparatore, sulle sue credenziali e sul tipo di intervento che intende effettuare e che in ogni caso potrà eseguire solo quando lo dirà lei:l’assicurazione. Manco la macchina fosse la nostra! Insomma manca un :”rinunci a Satana?”. Per oggi mi fermo qui. Solo per oggi.

Elena Bove

Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, I-dea.B@ve

Vuoi davvero uno sconto? Basta rinunciare a pochi fondamentali diritti..ma poi vedrai che risparmio!  

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Voler comprendere cosa è accaduto oggi al Governo, quale sia la reale portata dei provvedimenti adottati significa compiere uno sforzo notevole. La consultazione dei numerosissimi siti di informazione online non riesce a soddisfare la legittima curiosità, la legittima aspettativa di poter finalmente realizzare quali siano  i contenuti. Nell’indecifrabile calderone di succulente pietanze poste a cottura si rischia l’indigestione..e già questo potrebbe scoraggiare, siamo pur sempre in quaresima. Gli stomaci forti possono rischiare e tentare di scovare qualche notizia in più e così, superata la bollente tematica jobs act, sorvolata “la fascia C” con salvezza dello sprovveduto cittadino pronto ad arraffare farmaci ovunque si trovino, dopo il coup de théâtre dello scippo compravendite ai notai, ed il regalino agli avvocati liberi di “socializzare”..se proprio si insiste bhè sì, qualcosa si trova! Eccoci e rieccoci davanti ad una nuova e sbrilluccicante offerta: consumatore, cittadino bramoso di sconti sulla Rca auto è il tuo momento, finalmente avrai ciò che meriti! Già perché due righe che millantano scontissimi di fine saldo con la velatissima e flebile necessità di sottoporsi preventivamente a controlli d’ogni genere che, diciamocelo, sono sempre per il tuo bene, papà governo te li concede.

Infondo, rinunciare a quei 5 o 6 diritti che il vetusto codice civile prevedeva che sarà mai? E’ la modernità della rottamazione. Tu vuoi davvero uno sconto? Basta rinunciare a pochi fondamentali diritti ma poi vedrai che risparmio! Ora, se proprio qualche ingordo vuol proprio leggere l’intero testo, e davvero non teme conseguenze, attenda pure: il decreto attuativo è in arrivo. Già il decreto attuativo, verrebbe da chiedersi quasi cos’è. I miei antiquati manuali di diritto sembrano aver mancato questo utile strumento renziano. Velocizzare il processo che conduca alla luce le tante ipotesi di legge in attesa di riflettori da svariate legislature sembra la strada dell’attuale premier. E così la scelta è quella di adottare atti che possono essere sia decreti delegati, sia regolamenti, sia atti amministrativi generali, con i quali si dà attuazione a un certo provvedimento legislativo. Dunque un atto che ha la funzione di definire le misure necessarie ad attuare una legge. Ovviamente questo risulta l’escamotage perfetto quando è necessario gestire materie spinose. In questi casi, quindi, la legge rinvia ad altri atti le scelte di dettaglio che non possono essere (o non si vuole siano) compiute dal Parlamento. Prosegue la consuetudine abusata di sfornare decreti legislativi che, a volte stralciati a volte accantonati, tornano a riproporre lo strapotere dei soliti noti. Sembra superfluo ora analizzare le scelte stilistiche, quel che invece è chiaro, e certamente utile, è il grande cambiamento apportato anche oggi: la reintroduzione di norme che ogni legislatura che si rispetti porta avanti strenuamente, quelle pro lobbies assicurative. La Carta di Bologna rimane il punto di partenza, rappresenta il riferimento, costituisce la forza di tutti coloro i quali continuano ad informare e ad affermare che una riforma di diritto, equilibrata e civile è possibile.

Elena Bove

Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, I-dea.B@ve

DDL concorrenza? Non ci resta che combattere!

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Un anno fa, per me, la sottoscrizione della Carta di Bologna ha rappresentato l’esordio di un 2014 improntato alla battaglia. La consapevolezza di doverla intraprendere è nata dalla convinzione di quanto urgente fosse un intervento che fermasse lo strapotere delle lobbies assicurative che anno dopo anno, senza tregua hanno ottenuto sempre maggiori spazi. Spazi utilizzati per violare i più elementari diritti di ognuno di noi, spazi utilizzati per espandersi a macchia d’olio, spazi via via più speciosi. Un anno fa, grosso modo, all’inizio di febbraio, un passo in avanti è stato conquistato. Nella battaglia che ha visto sempre più adesioni, che ha lottato per informare, per aiutare ognuno di noi a comprendere come le notizie fossero deformate, come la normativa stesse stringendo la morsa con false promesse millantando risparmi in cambio di odiose rinunce alla libertà personale. Lo stralcio dell’art. 8 ha segnato un clamoroso risultato. Neppure ventiquattrore dopo, però, c’era già la consapevolezza che “il braccio di ferro” era ben lungi dall’essersi concluso. Bologna, Genova, Torino, Biella, Firenze (Calenzano), Cagliari, Roma e per la prima volta al sud a Benevento hanno disegnato la mappa di una Italia pronta a reagire. Come nelle previsioni gli escamotage si moltiplicano e nell’ennesimo DDL Concorrenza riappare la tenace Vicari che in totale dispregio di tutte le vessazioni sin qui sopportate da vittime della strada, consumatori tutti, carrozzieri, patrocinatori, avvocati, medici legali e professionisti d’ogni settore, insiste e persiste. La forza delle lobby assicurative non pare conoscere ostacoli, trasversale e capace i raggiungere qualsivoglia premier, questa volta lusinga anche Renzi. E’ il suo turno, è la sua occasione per celebrare la prosecuzione di un unico solo, vero mandato, quello assegnato dalle assicurazioni. E’ l’ennesimo tentativo per infiltrare un tot di norme pro assicurazione alla volta. La misura è colma. E’ bene che sia chiaro. Non c’è tregua per chi ha lottato sino ad oggi, non c’è scoramento per chi assiste ai ripetuti tentativi, non ci sarà mai rassegnazione per chi è deciso a contrastare un sistema che può solo soffocare e condurre alla negazione di qualsivoglia forma di crescita e sviluppo civile. Ancora una volta, occorre tenere alta la soglia, ancora una volta occorre leggere oltre gli sconti propagandati, ancora una volta bisogna chiarire, a quanti ancora non lo avessero compreso, che questa è questione di tutti, nessuno escluso! Occorre spiegare nuovamente che manovre come questa hanno una serie di conseguenze inevitabili: l’abbassamento dei costi della manodopera incide senza dubbio sul tipo di riparazioni effettuate e questo, sempre di più, ci porterà ad essere tutti circondati da potenziali detentori di una vera e propria licenza d’uccidere, ferire o comunque danneggiare. Un’auto riparata a basso costo è un’auto che diventa un’arma nelle mani di chiunque la guidi , capace di cambiare la vita di tutti coloro che dovessero incrociarla. In questi casi non cambia essere o non essere fiduciari, appartenere o meno ad una status privilegiato. Continuiamo a rimandare l’inserimento dell’omicidio stradale, continuiamo a chiudere gli occhi sul numero di morti e feriti in costante aumento. Sì, diamo priorità agli incassi delle compagnie assicuratrici, non paghe di rendiconti sbalorditivi. Quanto occorre ancora perché nuove ed ulteriori figure siano tagliate anche in ambito assicurativo? Non basta mortificare la libertà e la dignità professionale di tutti i professionisti che operano all’interno di questo sistema non basta imporre dictat sempre più stringenti imponendo tagli sempre più inaccettabili, la strada porta diritta ad una sola direzione: l’accumulo irrazionale di pochi, pochissimi contro la lesione dei diritti di tantissimi. Non si sentano al riparo fiduciari d’ogni tipo, impiegati certi dell’indeterminato, amici degli amici, questa ennesima riproposizione dell’art. 8 in salsa rivisitata sa’ di muffa. Inutili i condimenti, i rimpasti e tutti i tentativi di presentarla in versione gourmet.. è una vera porcata!!!

di Elena Bove

Attualità, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, I-dea.B@ve

Diario di bordo di un viaggio verso la riforma Rc Auto

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Calenzano – Firenze, 17 maggio 2014, Hotel Delta Florence. La Mobilitazione prosegue il suo cammino, un viaggio teso a conquistare una normativa nuova di zecca, una normativa che riporti equità in uno dei tanti settori italiani sperequati. E’ stata una giornata di analisi puntuali e tecniche ma soprattutto comparative. Grazie a relatori come Brigitte Castell, avvocato specializzato in diritto della concorrenza e Jean Pais, Presidente FFC- federazione francese carrozzieri, è stato chiaro a tutti i presenti quanto solida e valida sia la proposta contenuta nella Carta di Bologna. Il via è dato da Giampaolo Bizzarri, Patrocinatore, portavoce dei consorzi toscani Consorzio Carrozzerie Artigiane e Consorzio Carrozzieri Italiani, che ha assimilato la mobilitazione ad una locomotiva partita da Bologna e diretta, con crescente velocità verso sempre maggiori adesioni. Sono infatti cresciute le adesioni e le sigle aderenti. “La mobilitazione è protesta tramutatasi definitivamente in proposta”. A moderare i lavori Tommaso Caravani, Car carrozzeria, che introduce Fernando Miliucci presidente Inretecar, il quale ha sottolineato l’importanza di essere in rete, l’imprescindibilità della Carta di Bologna. E’ stata la volta di Brigitte Castell che ha esordito sottolineando l’importanza di quest’anno per l’Italia che sarà alla presidenza della Commissione Europea. “L’Italia ha tra le sue peculiarità quella di avere l’81% di impiegati in piccole e medie imprese. A fronte dell’Inghilterra con il 46%, della Germania e della Francia con il 36%. La concorrenza è fondamentale. Il mercato funziona meglio quando il consumatore è libero di scegliere. É quanto affermato anche dall’OCSE. Riequilibrare il mercato risulta pertanto fondamentale. L’informazione è il vero potere per la libertà. Invece la strategia informativa degli assicuratori è la confusione. Apparentemente le assicurazioni si dichiarano pronte a tutelare i consumatori.. ma nei fatti così non è”. La Castell, nominata dal CESE per garantire il rispetto del contraddittorio, ha spiegato come in Francia, 120 parlamentari abbiano efficacemente sostenuto le istanze dei carrozzieri. “Attualmente le organizzazioni dei carrozzieri sono consultate nell’elaborazione della normativa di riferimento”. Gli assicuratori dovranno informare i consumatori sulla libera scelta della carrozzeria dove effettuare la riparazione. Queste previsioni evidenziano come la sicurezza della strada sia il valore principale. Pare così evidente come, in Francia, l’obiettivo sia ristabilire l’equilibrio distrutto dal danno e ripristinare la situazione del danneggiato prima del sinistro. la libertà degli uni (assicuratori) finisce dove comincia quella degli assicurati. Far coesistere: equità, giustizia e sviluppo sociale. In chiusura la Castell cita Machado con un auspicio “non c’è sentiero, il sentiero si fa mentre cammini. L’intervento dell’on. Altero Mattioli ha evidenziato come la burocrazia francese lasci respiro al cittadino, mentre in Italia avviene il contrario, “occorre una normativa stringente con previsioni che non lascino spazio ad interpretazione. E’ una battaglia sulla quale mi sono intestardito e sulla quale vigilerò facendo attenzione alle pressioni esterne sui vari partiti politici. Jean Païs ha delineato l’evoluzione del modello francese. Dopo una fase iniziale fatta di approssimazione e lungaggini è intervenuto il legislatore nel 1968. E’ stato così introdotto l’indennizzo diretto nato per indennizzare rapidamente la vittima. Pais ha poi sottolineato la storicità della cessione del credito, la sua assoluta imprescindibilità e la valenza che tale istituto ha ormai assunto in Francia. Nicola Nascosti, Consigliere regione Toscana si è soffermato sull’importanza di un movimento che, in una fase di disaffezione dalla politica, crea, invece, fiducia nella possibilità di intervenire proficuamente a tutela di diritti importanti. E ricorda poi come “C’è stato il tentativo di inserire artatamente articoli di legge e previsioni scongiurate grazie ad un notevole lavoro di vigilanza,di informazione. Ora dopo aver bloccato l’emergenza bisogna intervenire normativamente. La carta di Bologna deve diventare legge!!! L’ avv. Massimo Perrini, Segretario Commissione RC OUA, ha ribadito la necessità di cambiare passo e riprendendo quanto affermato dalla Castell sulla confusione, ha confermato che da tempo si butta fumo sull’rc auto, nata per tutelare il danneggiato ha conosciuto la vera deriva con l’indennizzo diretto. In Italia le associazioni di categoria vengono convocate solo per discutere di truffe e su come abbassare i costi dei risarcimenti. Si tratta di convocazioni sterili. Cosimo Ferri, sottosegretario Ministero grazia e giustizia. “Noi all’Europa dobbiamo chiedere che l’Europa aiuti i paesi della commissione a rispettare la libertà di mercato, il diritto di concorrenza. L’art.8 interveniva a gamba tesa sulla libertà di mercato. La carta di Bologna è condivisa da più partiti e ciò dovrà avvenire a maggior ragione quando si tratterà di approvare la proposta di legge. Ben venga il confronto sugli emendamenti ma i punti di riferimento devono essere quelli della Carta di Bologna. Insieme alla libertà occorre tutelare la sicurezza. L’on. Alfonso Bonafede, vice presidente commissione giustizia, ha affermato :”È illogico ciò che è accaduto quest’anni nel settore rc auto. I cittadini perdono in chiarezza quando si trovano di fronte ad esponenti politici che riguardo al settore rc auto sembrano  dimenticare da dove vengono e chi sono. L’art.8 scritto dalle assicurazioni, è per tale ragione che è necessario verificare il reale impegno di quanti si dicono a favore della Carta di Bologna. L’intervento dell’on. Massimo Parisi, Commissione Giustizia. che ha confermato il proprio impegno a favore delle vittime della strada è stato seguito dalle parole di una delegata dell’Associazione vittime della strada che ha riportato la propria drammatica esperienza rendendo così tangibile la difficoltà di ottenere giustizia nell’assetto normativo attuale. Un intervento che ha reso evidente l’impossibilità e l’assurdità di confrontarsi con la quantificazione di una perdita umana che procede di pari passo con la lotta per ottenere il riconoscimento di quanto dovuto. Stefano Mannacio, presidente CUPSIT, :”Abbiamo sensibilizzato il legislatore nell’eliminazione dell’art.8. Abbiamo scongiurato questo pericolo. É una battaglia nostra.”. Mannacio si è soffermato sull’impegno costante che richiede questa battaglia. In particolare sulle tutele che vantano le assicurazioni, e sulle stesse associazioni di consumatori che sembrano sposare la causa delle lobby assicurative. Il tentativo di rimescolare le carte e confondere le acque è costante e la mobilitazione prosegue proprio per far sì che questi tentativi siano definitivamente scongiurati. Davide Galli, presidente Federcarrozzieri, ha proseguito ribadendo l’importanza di scegliere una volta per tutte da che parte stare. La cessione del credito e l’importanza di una corretta gestione di questo valido istituto sono alla base del progetto Oxygen-gestione sinistri. Ancora una volta si tratta di uno strumento d’ausilio che non comporta costi aggiuntivi ma che ottimizza il lavoro, la professionalità di chi opera nel settore. Ulteriore conferme di sostegno ed adesione anche negli interventi successivi di Mario Tenerani, giornalista de “Il Giornale”, Giuseppe Iazzari, Presidente Banca del Veicolo, Luigi Mercurio, patrocinatore stragiudiziale e blogger, Furio Truzzi, presidente ASSOUTENTI, Roberto Padovani, titolare della Carrozzeria Padovani di Aosta. L’esperienza portata in questo incontro dalla dott.ssa Castell e da Jean Pais ha rappresentato un momento di crescita ulteriore, di confronto. Il confronto, quando è produttivo, informa, accresce le conoscenze ed in casi come questo:illumina! Viene allora da guardare oltralpe e si scopre così che in Francia oggi i cittadini spendono per l’Rc auto il 2,9% dello stipendio, mentre in Italia pesa il doppio (il 6,5% della retribuzione se ne va nella copertura assicurativa). La liberalizzazione totale, sul modello francese potrebbe allora migliorare la situazione, ma l’Antitrust, si/ci confonde e dichiara che il mercato libero ha avuto come conseguenza solo l’innalzamento delle tariffe! Ecco allora che ritorna la confusione. Esempi confusionari ulteriori sono facilmente rintracciabili. Eccone uno. L’ANIA – associazione Nazionale fra le imprese assicuratrici commissiona in data alla The Boston Consulting Group S.r.l. (“BCG”) in esecuzione dell’incarico del 16/7/2013 il progetto “Confronto sul mercato RCA in Europa” a beneficio esclusivo della stessa ANIA . Già le premesse risultano interessanti: “Il presente Documento costituisce breve sintesi di natura esclusivamente preliminare del diagnostico di relativo progetto, in linea con l’Incarico,(omissis). Il Documento: (a) è stato redatto sulla base del materiale informativo consegnato a BCG dal Cliente, (omissis) contiene elaborazioni che si fondano su dati provvisionali, e, pertanto, vi è la possibilità di variazione rispetto alle stime iniziali; (c) esclude ogni valutazione di natura legale, patrimoniale, fiscale e/o finanziaria, sia presente che futura, comunque connessa al mercato assicurativo, in quanto tali valutazioni non rientrano nelle finalità e/o nelle previsioni dell’Incarico. BCG non ha svolto alcuna attività di due diligence, né di audit con riferimento ai Dati, pertanto, non assume (i) alcuna responsabilità in relazione alla completezza, accuratezza, precisione e aggiornamento dei Dati. Ma veniamo ai contenuti del Documento. Ecco allora che da un primo esame rileva costi altissimi per l’Italia:    • Prezzi RCA in Italia (media 2008-2012) mediamente superiori agli altri Paesi (+213€/ veicolo). • In Italia prezzo medio per il cliente di 491€, rispetto alla media di 278€ per gli altri Paesi. • Per le auto, il prezzo medio dell’RCA negli altri paesi è circa -45% più basso che in Italia. Nessun timore. Ecco sopraggiungere la confusione. Già perché immediate vengono individuate le cause di tali costi elevati. 1) Sinistri e tasse; 2) Frodi / rischio stradale; 3) Frodi :mancata assicurazione dei veicoli e limitato sviluppo dei database anti-frode. Insomma cattive abitudini alla guida, qualità delle strade, comportamenti rischiosi alla guida, minori sanzioni, sono tra i grandi responsabili. Arriva poi il momento di una vera perla:” Effetti positivi parziali derivanti dalla legge Monti. Fino all’introduzione della Legge Monti, nessuna vera possibilità per gli assicuratori di opporsi “!Tant’è! Si legge poi di: ”Reti di riparazioni strutturalmente meno efficaci. Carrozzieri più piccoli, con fatturato medio di 0,4 k€ vs. 0,6 k€ peer, con impatto su professionalità e incidenza sui costi fissi . Dunque un Documento che suggerisce forse di eliminare piccole e medie imprese? Difatti tra le soluzioni ipotizzate nella gestione del danno a cose: Ripartizione dei costi in Italia in linea con i peer • Costo dei pezzi di ricambio sia in Italia che negli altri Paesi rappresenta il 49% • Costo del lavoro, 39% in Italia vs. 41% per i peer. L’alto costo della parte lavoro della riparazione è principalmente dovuto ad una bassa produttività • 17 ore / sinistro in Italia, vs. 13 per i peer • Costo / ora più basso, 40 € vs. 55€ per i peer • Effetto probabilmente dovuto alle negoziazione con i carrozzieri che causano un compromesso fra il tempo standard di riparazione vs. costo della riparazione. Probabilmente influenzato dalla frammentazione / minore specializzazione dei carrozzieri. In Germania, il costo minore dei pezzi è influenzato dalla possibilità di utilizzare pezzi usati / non originali per le riparazioni. E’ poi la volta del capitolo tassazione.: qui si riconosce che  “Pressione fiscale globale più alta in Italia vs. altri Paesi”. Nel chiudere riporto anche “ Osservazioni “comuni” dove si legge: “Mercati considerati ad elevata concorrenza non sembrano sempre correlati con livello prezzi”. E addirittura :”Anche guardando i costi per canale all’interno di ciascun Paese, nessun modello dimostra un vantaggio chiaro sui costi”. Assoluzione totale poi con riguardo ai costi amministrativi, come dire è stato il maggiordomo. E non si sbaglia mai. Insomma, se questo è informare…Diario di bordo di una nave in viaggio verso una conquista sempre più vicina! Senza libertà di scelta non c’è creatività, e senza creatività… non c’è vita! (Capitano James T. Kirk)

Di Elena Bove

Assicurazione, DDL Concorrenza e mobilitazionedecretorcauto, I-dea.B@ve

La carta di Bologna traccia la mappa dei diritti

 

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 Roma 9 aprile 2014. Montecitorio: Auletta dei Gruppi Parlamentari. Una fila controllata di partecipanti entusiasti. Già partecipanti perché tutti i presenti sono la sintesi letterale della “partecipazione”. Un progetto che viene da lontano, nessun corporativismo, nessun interesse lobbistico, solo e soltanto una folla caratterizzata da entusiasmo, voglia di fare, preparazione, senso di responsabilità, dignità, correttezza ed instancabile partecipazione”. La carta di Bologna ha sancito il picco di un percorso. Bologna ha contribuito a maturare gli animi, a fortificarli ed ha cementato l’unione di entità apparentemente differenti. La vera caratteristica comune di chi si è mobilitato è il prescindere dai personalismi attestando con forza che è interesse di tutti riequilibrare una normativa sperequata che viola i diritti di tutti. Ancora una volta e questa volta con tutta la responsabilità che il momento recava gli organizzatori hanno dimostrato l’assoluta valenza di questa battaglia. Una battaglia che vanta sempre maggiori adesioni e che si dirige verso risultati di notevole peso. E’ stata una giornata dedicata alla presentazione di una proposta di legge, è stata la giornata di un documento che rappresenta la possibilità concreta, per noi italiani, di dotarci di una normativa di grande equilibrio. La presentazione della proposta ha avuto il suo incipit nelle parole del dott. Stefano Mannacio, Presidente C.U.P.S.I.T., che ha ripercorso la cronistoria di questa proposta di legge. Libertà di scelta, libertà nelle valutazioni, ma soprattutto tutela delle vittime della strada e dei loro congiunti sono le istanze presenti nella proposta di legge. Un sistema che rappresenta semplicemente il frutto di ricerca giuridica, di principi sanciti dalla stessa giurisprudenza senza favorire alcun protagonismo. A moderare gli interventi Tommaso Caravani (Car Carrozzeria) che ha dato poi la parola ala prof.ssa Giuseppa Mastroierni Cassaniti, Presidente di AIFVS, che ha sottolineato come la Carta di Bologna abbia unito realtà diverse decise a combattere lo strapotere delle lobby assicurative.”E’ importante difendere la libertà di scelta, ha proseguito, e su questo tema così importante mi aspetto un intervento dal Presidente del Consiglio Renzi, visto che proprio lui nel primo discorso teso ad ottenere la fiducia, ha portato ad esempio le difficoltà nell’assistere e nel tutelare i familiari di una giovane vittima della strada. Bene l’indicazione necessaria è quella di far entrare la vita nella giustizia. La risposta deve costituire un serio deterrente, pene certe possono responsabilizzare”. Subito dopo la parola è passata a Davide Galli, Presidente Federcarrozzieri, per il quale lo stralcio dell’art.8 ha evidenziato l’enorme valenza dell’unione degli aderenti alla mobilitazione. “Una buona legge ci consentirebbe di lavorare in condizioni migliori ed in un libero mercato. In particolare la cessione del credito rappresenta uno strumento largamente diffuso ed utilizzato sottrarlo unicamente ai carrozzieri creerebbe gravissimo pregiudizio all’intera categoria. Decidere dall’alto i costi delle riparazioni incide sulla qualità delle riparazioni, qualità che, al contrario, dovrebbe essere sancita e tutelata dalla legge”. Presenti diversi parlamentari, tra cui alcuni impegnati sin dall’11 gennaio a Bologna. Tra i primi l’On. Marco Di Stefano (PD):”Bologna è stato il principio di un impegno che prosegue.” Di Stefano ha ribadito la necessità di preservare la cessione del credito e la volontà di portare avanti i punti presenti nella proposta di legge così come evidenziate dalla stessa AIFVS. A seguire l’On. Paolo Russo (FI) che ha speso parole di ammirazione per le forme utilizzate dalla mobilitazione capace di portare avanti istanze legittime con forza e garbo. L’On. Andrea Colletti (M5S) ha evidenziato alcuni dei punti imprescindibili della proposta di legge:”Grande attenzione per il tema del danno alla persona. Riforma di IVASS ed Antitrust con nomine caratterizzate da regole precise come ad esempio il divieto di nominare chi ha già ricoperto ruoli dirigenziali all’interno di compagnie assicurative. Ingenti multe in caso di trasgressione. Altra nota dolente il risarcimento diretto che ha rappresentato un vero fallimento. Va ripensato perché così com’è formulato favorisce unicamente le truffe. ”L’avv. Massimo Perrini, (Responsabile scientifico UNARCA), auspicando un cambiamento di passo, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla fase attuale . “L’incontro di oggi segna il passaggio dalla protesta alla proposta”. Ha proseguito il dott. Furio Truzzi, (ASSOUTENTI) :”oggi contiamo ulteriori adesioni. Siamo sempre più numerosi e compatti nell’affermare la inderogabilità di una legge che preveda terzietà, più diritti, maggiore concorrenza, spending review anche per le assicurazioni. Siamo ad una svolta epocale.” Il dott. Raffaele Zinno (segretario SISMLA) nel ribadire la assoluta indefettibilità della indipendenza nelle valutazioni da parte dei medici legali ha inoltre sostenuto che la proposta presentata è:”Un progetto che andrà lontano perché ha radici forti.” Ancora un parlamentare è intervenuto per assicurare il proprio impegno, l’On. Giovanna Palma (PD) che ha mostrato grande apprezzamento per le modalità con cui viene portata avanti una battaglia necessaria. E’ stata poi la volta dell’ avv. Settimio Catalisano, (Coordinatore Commissione Responsabilità Civile O.U.A), che si è dichiarato entusiasta dell’incontro e felice di partecipare ad una lotta incentrata sulla tutela dei cittadini che da tempo assistono alla diminuzioni di diritti e garanzie. L’On. Leonardo Impegno (PD) ha affermato che l’obiettivo deve essere:”Rompere l’oligopolio ed abbassare i premi. Il Governo deve rispondere sul tema delle frodi. Bisogna attaccare quella zona grigia che è la vera problematica da combattere. Altro impegno è quello di creare un sistema atto a premiare gli assicurati virtuosi.” Mario De Crescenzio, Presidente Mobast: ”L’Ivass, di fatto, non esercita una reale azione sanzionatoria, assistiamo a violazioni reiterate che solo una tantum sanzionano con costi che le assicurazioni finiscono con l’inserire come voci di bilancio che poi ricadono ulteriormente sugli assicurati.”Sono necessarie nomine che garantiscano la terzietà. E’ poi giunto il momento di eliminare definitivamente la sperequazione delle tariffe tra nord e sud”. Ha invocato compattezza anche l’avv. Giuseppe Mazzucchiello (Presidente Associazione Valore Uomo) mentre l’avv. Marco Bona, (PEOPIL):”L’Italia è il paese dove il risarcimento del danno materiale viene meno risarcito. Se non fosse partita la mobilitazione dove saremmo oggi?Governo di segno diverso hanno apportate modifiche sistematicamente peggiorative. “L’On. Altero Matteoli (FI) ha spiegato come il disegno di legge presentato subito dopo lo stralcio appare come uno scambio di piacere fra poteri. “Questo disegno di legge sarà certamente accantonato ed in ogni caso soggetto ad ostruzionismo perché è necessario riformare abbassando le tariffe, istituendo un’agenzia antitruffa che è cosa ben diversa da un’autority perché caratterizzata da una struttura ben più snella”. Ivano Venazzano (Consorzio Fra Carrozzieri di Genova) :”La svolta è necessaria per tornare ai principi base del diritto . Abbiamo il frodato che guadagna più del frodatore un paradosso tutto italiano.” L’avv. Francesco D’Agata (Portavoce Sportello dei diritti) ha ricordato come la sua associazione nasca proprio da un liquidatore che ha denunciato molto tempo fa quelle che sono le truffe assicurative che oggi tutti conosciamo ma che all’epoca rimasero ferme sulle scrivanie di chi avrebbe dovuto intervenire. L’On. Cosimo Ferri (Sottosegretario – Ministero Giustizia)“Grazie alla Vostra mobilitazione si sono fatti passi importanti ora, sulla scia delle pronunce emesse dalla Corte di Giustizia Europea è necessario rispettare il diritto alla concorrenza. “Con la proiezione di un video proposto da SICURATO, Claudio Cangialosi, ha mostrato le conseguenze di una riparazione non eseguita a regola d’arte. Il dott. Gianpaolo Bizzarri (Portavoce consorzi carrozzieri toscani) ha confermato che la tutela del danneggiato riguarda diversi aspetti e conseguentemente la sicurezza di tutti. La richiesta è quella del rispetto e della valorizzazione della qualità del lavoro per il dott. Enrico Pedoja (segretario SMLT) ha evidenziato come gli emendamenti previsti in precedenza costituissero la negazione della dignità professionale dei medici fiduciari. I numerosi consorzi aderenti sono stati elencati dalla dott.ssa Annamaria Gandolfi (Inretecar), che ha così riconfermato l’importanza dell’unione e della compattezza per tutelare i diritti di tutte le entità coinvolte. Roberto Marino (PERITIAUTO) si è soffermato sulla valenza della terzietà dei periti. Un intervento che ha ribadito ulteriormente come il ruolo dei periti, incaricati di valutazioni che devono essere libere ed autonome, così da tutelare insieme la sicurezza dei consumatori insieme al rispetto di una categoria professionale altrimenti svilita.

Stefano Mannacio, in conclusione ha salutato tutti ricordando che: ”I lavori proseguiranno”.

I punti della Carta di Bologna sono ora una proposta di legge, una proposta di grande civiltà giuridica sul modello della legge francese denominata Loi Hamon. Una proposta di legge, quella appena presentata, tesa a scardinare l’attuale scenario del mercato assicurativo. Un mercato attualmente privo di concorrenza, con una situazione di oligopolio dove tre grandi gruppi assicurativi si dividono quasi il 70% del mercato RC Auto, cercando di massimizzare i propri profitti. Uno scenario che stride fortemente con il record di utili che le imprese assicuratrici conseguono nel ramo RC Auto e che evidenzia ancor di più la crisi dei diciassette mila artigiani carrozzieri. Il pericolo ulteriore nasce dai tentativi dicolpire le vittime della strada riducendo i valori dei risarcimenti per le lesioni gravi e gravissime, riducendo, di conseguenza, il valore che il legislatore assegna alla vita umana. Queste minacce possono essere scongiurate dai punti elencati a Bologna ed ora contenuti nella proposta, che qui riportiamo:

1. Portabilità delle polizze (Loi Hamon )

2. Riduzione tasso concentrazione sul mercato delle compagnie assicuratrici

3. Reale indipendenza di Ivass e Antitrust

4. Rottamazione risarcimento diretto

5. Libertà di scelta del riparatore (Loi Hamon )

6. Libera circolazione dei diritti di credito

7. Tutela delle Vittime con integrali risarcimenti

8. Libertà di scelta nelle cure

9. Libertà di valutazione del medico legale

10. Pene certe per i pirati della strada

11. Attenzione alla sicurezza attiva e passiva

12. Agenzia antifrode in campo assicurativo

Una giornata significativa in luogo prestigioso che ha fatto da scenario ad una completa illustrazione di tutte le importanti misure contenute nella proposta di legge presentata.

La dimostrazione che una democrazia partecipata è possibile e che la partecipazione avvicina davvero alla libertà in barba agli immobili ed improduttivi disfattisti.

di Elena Bove

 

Per maggiori informazioni www.mobilitazionedecretorcauto.it